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	<title>delfini &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Cosa devono fare i delfini per poter mangiare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2018 11:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[pesci]]></category>
		<category><![CDATA[rischio estinzione]]></category>
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					<description><![CDATA[I delfini hanno iniziato a rompere le reti da pesca, visto che le ingenti quantità di pesce che vengono catturate gli tolgono la possibilità di nutrirsi La situazione per i pesci non è buona: i dati parlano chiaro. L&#8217;aumento degli sforzi di pesca negli ultimi 50 anni e le pratiche di pesca non sostenibili hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36381" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_comesinutronodelgini.jpg" alt="" width="800" height="394" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_comesinutronodelgini.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_comesinutronodelgini-300x148.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_comesinutronodelgini-768x378.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I delfini hanno iniziato a rompere le reti da pesca, visto che le ingenti quantità di pesce che vengono catturate gli tolgono la possibilità di nutrirsi</p>
<p>  <span id="more-36382"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La situazione per i pesci non è buona: i dati parlano chiaro. L&#8217;aumento degli sforzi di pesca negli ultimi 50 anni e le pratiche di pesca non sostenibili hanno portato la situazione allo stremo: scrive il <a href="https://www.worldwildlife.org/threats/overfishing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">World Wildlife Fund</a>&nbsp;che «oltre il 30% delle attività di pesca nel mondo è stato spinto oltre i propri limiti biologici e necessita di rigidi piani di gestione per ripristinarli».</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che questo non è solo un problema per i pesci che vengono pescati, è un disastro anche per le specie che il pesce lo mangiano. Come i delfini, per esempio, che si sono dovuti ingegnare per sopperire alla mancanza di cibo. E cosa hanno fatto, allora? <br />Come si muove un mammifero marino pur di mangiare? Arriva a rompere le reti da pesca, ecco come si muove.</p>
<p style="text-align: justify;">E infatti, così hanno fatto e continuano a fare i delfini che vivono a nord di Cipro: lo racconta <a href="https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs10745-018-9989-7" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Human Ecology» che racconta come le reti da pesca abbiano sei volte più probabilità di rompersi quando ci sono loro nei dintorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati della <a href="https://www.exeter.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Exeter</a> hanno spiegato che l&#8217;impatto dei delfini sulle attività di pesca al largo di Cipro e la pesca eccessiva nel Mediterraneo hanno creato un «circolo vizioso» di delfini e pescatori in competizione per la diminuzione delle scorte. Le reti rotte comportano migliaia o addirittura decine di migliaia di euro all&#8217;anno di perdita economica per i pescatori e il pericolo che i delfini ci restino impigliati e vengano catturati crea un&#8217;alta allerta per la sopravvivenza della loro popolazione – perfino i dissuasori acustici progettati per scoraggiarli sono stati inefficaci, anzi, hanno funzionato al contrario, attirando l&#8217;attenzione degli animali marini come una campanella per il pranzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, una situazione che è importante affrontare e risolvere in fretta perché è un problema da ogni punto di vista.</p>
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		<title>Una balena che parla con i delfini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 15:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Balena]]></category>
		<category><![CDATA[Balena Beuga]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
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					<description><![CDATA[Una balena beluga, messa a vivere in cattività con dei delfini ha imparato la loro lingua In un nuovo studio&#160;pubblicato sulla rivista «Animal Cognition», viene raccontata la straordinaria scoperta della comunicazione tra le specie, con il caso di un beluga&#160;che vivendo in cattività con un gruppo di delfini ha imparato a comunicare con i mammiferi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35274" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_1200px-Beluga_oceanografic.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_1200px-Beluga_oceanografic.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_1200px-Beluga_oceanografic-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_1200px-Beluga_oceanografic-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_1200px-Beluga_oceanografic-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Una balena beluga, messa a vivere in cattività con dei delfini ha imparato la loro lingua</p>
<p>  <span id="more-35275"></span>  </p>
<p>In un nuovo <a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s10071-017-1132-4?wt_mc=alerts.TOCjournals" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Animal Cognition», viene raccontata la straordinaria scoperta della comunicazione tra le specie, con il caso di un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Delphinapterus_leucas" target="_blank" rel="noopener noreferrer">beluga</a>&nbsp;che vivendo in cattività con un gruppo di delfini ha imparato a comunicare con i mammiferi usando il loro «linguaggio» unico.&nbsp;</p>
<p>La capacità ben documentata delle balene beluga di imitare correttamente i suoni delle altre specie è nota e si estende anche agli esseri umani – come venne mostrato con il caso di Noc, la balena beluga studiata dalla Marina degli Stati Uniti negli anni &#8217;70, che era stata osservata ricreare suoni simili a quello umano.</p>
<p>Anche se non si può confermare se la balena beluga comprenda effettivamente il significato dei suoni dei delfini e quello che vogliono dire, la sua capacità di modificare il proprio stile di comunicazione dimostra la sofisticazione sociale e l&#8217;intelligenza dei cetacei.</p>
<p>In un primo momento, la convivenza non era stata facile: la prima apparizione della balena beluga nel delfinario ha causato molta paura nei delfini. Tuttavia, dopo soli due mesi di vita con loro, la balena descritta nello studio ha iniziato a utilizzare la loro lingua.</p>
<p>Il team di scienziati ha registrato 90 ore di vocalizzi, dati attraverso i quali i ricercatori sono stati in grado di identificare suoni unici, fischi che hanno una funzione simile ai nomi, e che la balena beluga ha cominciato a utilizzare per comunicare.</p>
<p>I delfini non hanno fatto la stessa cosa: mentre il beluga era desideroso di adattarsi alla sua nuova famiglia e imitava regolarmente i loro suoni, sono stati trovati solo un paio di brevissimi tentativi dei delfini, ma per il resto nessuna reciprocità.</p>
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		<title>Eolie: “scontro” tra delfini e pescatori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/eolie-scontro-tra-delfini-e-pescatori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 09:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[eolie]]></category>
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					<description><![CDATA[I delfini danneggiano le reti e mangiano il pescato. Si cerca una soluzione anche a livello europeo Si fa sempre più dura la convivenza tra delfini e pescatori alle isole Eolie: i cetacei danneggiano le reti e mangiano quasi tutto il pescato. Per questo i pescatori hanno deciso di sospendere la pesca. Un centinaio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33599" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_delfini_eolie.jpg" alt="" width="720" height="478" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_delfini_eolie.jpg 720w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_delfini_eolie-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>I delfini danneggiano le reti e mangiano il pescato. Si cerca una soluzione anche a livello europeo</p>
<p>  <span id="more-33600"></span>  </p>
<p>Si fa sempre più dura la convivenza tra delfini e pescatori alle isole Eolie: i cetacei danneggiano le reti e mangiano quasi tutto il pescato. Per questo i pescatori hanno deciso di sospendere la pesca. Un centinaio di operatori del settore, con mogli e figli, hanno partecipato stamane nella sala consiliare del Comune alla riunione indetta dal Consorzio Cogepa presieduto da Salvatore Rijtano.</p>
<p>&#8220;La pesca è crollata del 70% &#8211; ha sottolineato Rijtano &#8211; non siamo contro i delfini ma una soluzione al problema va trovata&#8221;.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro, come riporta l’Ansa, sono intervenuti anche il sindaco Marco Giorgianni, il presidente del consiglio Adolfo Sabatini ed il rappresentante della categoria Antonio Gugliotta.</p>
<p>La palla ora passa a Bruxelles. La questione sarà affrontata mercoledi&#8217; 5 aprile al Parlamento Europeo in commissione Pesca.</p>
<p>Si stanno studiando anche alcuni sistemi per ovviare al problema come ad esempio l&#8217;installazione di sistemi acustici per tenere i delfini a distanza dai motopesca.</p>
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		<title>Censiti 145 delfini sul litorale romano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/censiti-145-delfini-sul-litorale-romano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2016 10:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[Delfini Capitolini]]></category>
		<category><![CDATA[ostia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[I &#8220;Delfini capitolini&#8221; sono 145. I risultati della ricerca presentati a Ostia dopo 44 uscite in mare per censirne la popolazione Nelle acque di fronte alla capitale nuotano 145 delfini. Il progetto “Delfini capitolini” li ha censiti bel tratto di conta tra Torvaianica, Fiumicino e Ostia. Per compiere questa ricerca sono servite 44 uscite in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32850" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_delfini_Roma.jpg" alt="" width="600" height="338" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_delfini_Roma.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_delfini_Roma-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>I &#8220;Delfini capitolini&#8221; sono 145. I risultati della ricerca presentati a Ostia dopo 44 uscite in mare per censirne la popolazione</p>
<p>  <span id="more-32851"></span>  </p>
<p>Nelle acque di fronte alla capitale nuotano 145 delfini. Il progetto “Delfini capitolini” li ha censiti bel tratto di conta tra Torvaianica, Fiumicino e Ostia. Per compiere questa ricerca sono servite 44 uscite in mare, 2200 km percorsi e 14mila scatti fotografici.</p>
<p>Il progetto “Delfini capitolini” è stato presentato a Ostia da <a href="http://www.oceanomaredelphis.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=47:delfini-capitolini&amp;catid=26:2014-05-08-08-53-35-1&amp;Itemid=402&amp;lang=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Oceanomare Delphis Onlus (ODO)</a>, l&#8217;organizzazione non profit per lo studio e il monitoraggio dei cetacei in Mediterraneo, in occasione dell&#8217;evento &#8220;A Vela con i Delfini Capitolini&#8221;.</p>
<p>I ricercatori hanno registrato 18 avvistamenti della specie di delfino costiero nota come tursiope, identificando 59 nuovi individui, portando così a 145 il numero di delfini censiti sul litorale romano.</p>
<p>Il tursiope è ad oggi una delle specie di cetacei più comunemente avvistata; tuttavia nella Red List dell’IUCN delle specie minacciate la sottopopolazione Mediterranea è stata classificata come &#8220;vulnerabile&#8221;. La specie è protetta dalle Convenzioni di Berna, di Barcellona e di Washington, dalla Direttiva comunitaria Habitat e dalla legge italiana n.157/’92, risultando di fatto l’unica &#8211; tra le specie protette dell’area delle Secche di Tor Paterno &#8211; ad avere un elevatissimo livello di attenzione in termini di conservazione.</p>
<p>Purtroppo, alle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26561" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Isole Eolie il numero dei delfini è in diminuzione</a>.</p>
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		<title>Vietato nuotare con i delfini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 11:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[nuotare con i delfini]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano]]></category>
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					<description><![CDATA[Perché i federali vogliono usare la legge per impedire le nuotate insieme ai delfini nelle Hawaii? Il motivo che ha spinto i regolatori federali a proporre un divieto di nuotata con i delfini nelle Hawaii sta nell&#8217;interesse per la tutela e la sicurezza della fauna selvatica. Questa possibilità è sempre stata un&#8217;attrazione che ha portato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32710" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_PHI_Dolphin-Oahu_gallery4_revised.laptop_1040_529.jpeg" alt="" width="1040" height="528" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_PHI_Dolphin-Oahu_gallery4_revised.laptop_1040_529.jpeg 1040w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_PHI_Dolphin-Oahu_gallery4_revised.laptop_1040_529-300x152.jpeg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_PHI_Dolphin-Oahu_gallery4_revised.laptop_1040_529-1024x520.jpeg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_PHI_Dolphin-Oahu_gallery4_revised.laptop_1040_529-768x390.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1040px) 100vw, 1040px" /></p>
<p>Perché i federali vogliono usare la legge per impedire le nuotate insieme ai delfini nelle Hawaii?</p>
<p>  <span id="more-32711"></span>  </p>
<p>Il motivo che ha spinto i regolatori federali a proporre un divieto di nuotata con i delfini nelle Hawaii sta nell&#8217;interesse per la tutela e la sicurezza della fauna selvatica. Questa possibilità è sempre stata un&#8217;attrazione che ha portato vantaggi per le persone del luogo, grazie al turismo, ma gli scienziati hanno detto che, in realtà, è fonte di enorme stress per i delfini.&nbsp;</p>
<p>Il divieto si estenderebbe fino a due miglia nautiche dalla costa (equivalenti a 3,7 Km), dove il 98% dei delfini si riposa durante il giorno. <br />Il <a href="http://www.nmfs.noaa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">National Marine Fisheries Service</a> ha detto che i delfini rischiano di dover affrontare le conseguenze causate dall&#8217;impegno provocato dai turisti durante le loro ore di sonno. Le specie notturne si nutrono di crostacei e piccoli pesci che escono dopo il tramonto, per questo sono sveglie durante la notte e si lasciano le ore diurne per il sonno; inoltre i delfini dormono solo con una metà del loro cervello e mantengono l&#8217;altra metà ancora sveglia – per evitare i predatori quando nuotano attraverso baie poco profonde. Disturbarli e interferire con i loro ritmi potrebbe davvero provocare moltissimo stress.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, a causa della loro prevedibilità nella sistemazione, i turisti sanno sempre dove trovarli e, siccome appaiono svegli, li importunano. Da parte loro, i delfini, sono molto protettivi col loro territorio quindi tendono al sonno vigile quando sanno che ci sono umani in giro.</p>
<p>La proposta sarà vagliata negli incontri pubblici che si faranno nel mese a venire e l&#8217;agenzia spera di finalizzare un piano per il prossimo anno. <br />Questo non vuol dire che si deve andare a nuotare con i delfini tenuti in cattività. La <a href="http://us.whales.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Whale and Dolphin Conservation</a> ci ha tenuto a sottolineare che le crudeli tecniche di cattura, i bassi tassi di sopravvivenza dei delfini, le malattie, l&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento e le interruzioni delle loro interazioni sociali sono tutti ottimi motivi per spingerci a non visitare mai i luoghi in cui i delfini vengono tenuti.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che questa proposta di divieto vuole dire è che la fauna selvatica appartiene a se stessa e alla natura. A nessun altro.</p>
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		<title>I delfini si parlano e gli scienziati hanno registrato una loro conversazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 10:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
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					<description><![CDATA[Due ricercatori russi hanno registrato con un microfono subacqueo una chiacchierata tra delfini I delfini si parlano? A quanto pare sì; e ora abbiamo le prove fornite dalla scienza sulle loro conversazioni. I ricercatori della Riserva Naturale Karadag, a Feodosia, in Russia, hanno registrato due tursiopi del Mar Nero, chiamati Yasha e Yana, mentre &#8216;parlano&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32290" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_Delfini.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Delfini.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Delfini-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Delfini-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Due ricercatori russi hanno registrato con un microfono subacqueo una chiacchierata tra delfini</p>
<p>  <span id="more-32291"></span>  </p>
<p>I delfini si parlano? A quanto pare sì; e ora abbiamo le prove fornite dalla scienza sulle loro conversazioni. I ricercatori della Riserva Naturale Karadag, a Feodosia, in Russia, hanno registrato due tursiopi del Mar Nero, chiamati Yasha e Yana, mentre &#8216;parlano&#8217; tra di loro in una piscina.</p>
<p>I ricercatori hanno captato il codice dei cetacei mediante un microfono subacqueo capace di distinguere le diverse voci degli animali.<br />Gli scienziati hanno scoperto che i delfini ascoltano i loro simili prima di replicare e non li interrompono. Inoltre è emerso che i delfini alterano il volume e la frequenza dei loro suoni per formare singole &#8216;parole&#8217; che uniscono in frasi, più o meno allo stesso modo degli esseri umani.</p>
<p>&#8220;Essenzialmente &#8211; ha spiegato al &#8216;<a href="http://www.telegraph.co.uk/science/2016/09/11/dolphins-recorded-having-a-conversation-for-first-time/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegraph</a>&#8216; on line Vyacheslav Ryabov, uno degli autori dell&#8217;articolo &#8211; questo scambio assomiglia a una conversazione fra due persone. Ogni impulso è prodotto dai delfini in maniera diversa dagli altri e rappresenta un fonema della lingua parlata da questi mammiferi. L&#8217;analisi di numerosi impulsi registrati nei nostri esperimenti hanno mostrato inoltre che essi si alternano nella produzione di &#8216;frasi&#8217; e non si interrompono l&#8217;un l&#8217;altro, cosa che ci dà ancora più ragione di credere si tratti di una conversazione&#8221;.</p>
<p>Secondo i ricercatori, Yasha e Yana sono riuscite a creare fino a cinque &#8216;parole&#8217;, ma il contenuto rimane ignoto… Chissà cosa si dicono i delfini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Inizia tra le polemiche la caccia al delfino in Giappone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 09:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[balene]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[Riapre la stagione della caccia ai delfini e alle balene e il mare torna a tingersi di rosso È iniziata la stagione della caccia al delfino nella città giapponese di Taiji, anche se nella prima battuta le navi dei pescatori sono tornate a mani vuote. Ma la stagione è lunga e nei prossimi giorni ripartiranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28424" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_caccia_ai_delfini-16458-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Riapre la stagione della caccia ai delfini e alle balene e il mare torna a tingersi di rosso</p>
<p>  <span id="more-28425"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">È iniziata la stagione della caccia al delfino nella città giapponese di Taiji, anche se nella prima battuta le navi dei pescatori sono tornate a mani vuote. Ma la stagione è lunga e nei prossimi giorni ripartiranno all&#8217;attacco. </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">I delfini vengono spinti in una piccola baia e lì parte la mattanza che rende rossa di sangue l&#8217;acqua del mare.</span></p>
<p>Alcuni delfini catturati vivi vengono venduti agli acquari.</p>
<p>Non sono mancate le proteste e per evitare gli scontri tra animalisti e pescatori è intervenuta la polizia. <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">E partirà anche la caccia alle balenottere lungo le coste giapponesi: i pescatori puntano a catturarne una cinquantina nei prossimi due mesi. </span></p>
<p>Tokyo sostiene che è una tattica permessa e che serve a migliorare la nostra conoscenza sul comportamento delle balene. Non è la prima volta che <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26366" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i giapponesi giustificano la caccia alla balena con un pretesto scientifico</a>.</p>
<p> </p>
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		<title>Isole Eolie. Restano pochi delfini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 16:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[eolie]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Eolie]]></category>
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					<description><![CDATA[Diminuiscono i delfini che frequentano le isole Eolie   Sono rimasti solo 38 delfini alle isole Eolie. A lanciare l&#8217;allarme è un gruppo di giovani biologi marini volontari che da dieci anni studia le abitudini dei delfini della zona, li identifica, li conta e prova a proteggerli. Prova, appunto. Perchè purtroppo le isole Eolie non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26560" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_1024px_Delfini_tra_panarea_e_stromboli_2-15519-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Diminuiscono i delfini che frequentano le isole Eolie</p>
<p>  <span id="more-26561"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Sono rimasti solo 38 delfini alle isole Eolie. A lanciare l&#8217;allarme è un gruppo di giovani biologi marini volontari che da dieci anni studia le abitudini dei delfini della zona, li identifica, li conta e prova a proteggerli.</p>
<p>Prova, appunto. Perchè purtroppo le isole Eolie non hanno mai voluto un’area marina di protezione, come invece esiste da anni alle Egadi e alle Pelagie. Unica soluzione è provare a monitorarli, senza perderli di vista.</p>
<p>I 38 delfini presenti alle Eolie sono divisi tra delfini che vivono alle isole Eolie e quelli che arrivano probabilmente da altre aree siciliane nel periodo estivo. L’area a ovest dell’arcipelago è probabilmente una zona riproduttiva in cui gruppi di maschi e femmine di tursiope si incontrano nel periodo estivo per accoppiarsi e dove le femmine i fermano per partorire, dal momento che l&#8217;area è meno frequentata dai turisti.</p>
<p> </p>
<p>Se i turisti non danno fastidio, è vero anche che la zona è frequentata dai pescatori. &#8216;Purtroppo in questa zona è molto forte il conflitto tra i delfini e le attività di pesca artigianale che vedono questa specie come unico competitore per le risorse ittiche in un ambiente marino ormai fortemente degradato. Negli anni&#8217; denuncia la biologa, responsabile del centro di Filicudi. &#8216;Ci accorgiamo che il tasso di incontro di questi animali sta diminuendo e la natalità è molto bassa&#8217;.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Sos delfini: sempre più in pericolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2015 12:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[delfini isole Salomone]]></category>
		<category><![CDATA[Salomone]]></category>
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					<description><![CDATA[I delfini delle isole Salomone sono sempre più in pericolo a causa della violenta attività umana   Sempre più in pericolo i delfini delle isole Salomone, nell&#8217;Oceano Pacifico meridionale. Basta pensare che nei primi mesi del 2013 ne sono stati uccisi 1.300 esemplari. Come mai? Sono ricercati  per i loro denti che vengono impiegati dagli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25880" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_images__1_-15178-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">I delfini delle isole Salomone sono sempre più in pericolo a causa della violenta attività umana</p>
<p>  <span id="more-25881"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Sempre più in pericolo i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23518" target="_blank" rel="noopener noreferrer">delfini</a> delle isole Salomone, nell&#8217;Oceano Pacifico meridionale. Basta pensare che nei primi mesi del 2013 ne sono stati uccisi 1.300 esemplari. Come mai? Sono ricercati  per i loro denti che vengono impiegati dagli isolani come moneta e come oggetto ornamentale. A lanciare l’allarme è una ricerca della Oregon State University pubblicata sul Royal Society Open Science.</p>
<p class="MsoNormal">Tra le isole più interessate alla caccia dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20218" target="_blank" rel="noopener noreferrer">delfini</a>, vi è di Malaita e uno dei villaggi più attivi è Fanalei. Proprio questo, nel 2010, aveva sospeso le sue attività in cambio di una compensazione economica da parte di una ong, ma gli isolani hanno ripreso a cacciare nel 2013. Gli abitanti di Fanalei tra il 1976 e il 2013 hanno ucciso 15mila delfini.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Secondo i dati dei ricercatori, nei primi tre mesi del 2013 oltre 1500 delfini erano stati uccisi. I numeri, purtroppo, battono anche alcune delle cacce più cruente in Giappone.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>A Genova un centro diagnosi per delfini spiaggiati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/a-genova-un-centro-diagnosi-per-delfini-spiaggiati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 16:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[centro diagnosi mammiferi marini spiaggiati]]></category>
		<category><![CDATA[cetacei spiaggiati]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[mammiferi marini spiaggiati]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasce un nuovo centro per la diagnosi dei mammiferi marini spiaggiati   Nasce a Genova un centro di diagnosi per mammiferi marini spiaggiati. Voluto fortemente dal ministero della Salute, visto che nel 2014 i casi di mammiferi spiaggiati segnalati sono stati 164, il centro sarà operativo presso la sede genovese dell&#8217;Istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23948" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_th-14213-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Nasce un nuovo centro per la diagnosi dei mammiferi marini spiaggiati</p>
<p>  <span id="more-23949"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Nasce a Genova un centro di diagnosi per <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23518" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>mammiferi marini</strong> </a>spiaggiati. Voluto fortemente dal ministero della Salute, visto che nel 2014 i casi di mammiferi spiaggiati segnalati sono stati 164, il centro sarà operativo presso la sede genovese dell&#8217;Istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d&#8217;Aosta con un presidio territoriale ad Imperia e attività diagnostiche a Torino.</p>
<p class="MsoNormal">‘Rappresenterà un punto di riferimento nazionale per tutti i 10 istituti zooprofilattici che lavorano in questo settore’, ha detto Silvio Borrello del <a href="http://www.salute.gov.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ministero della Salute</strong></a> durante la presentazione che si è svolta al Museo di storia naturale a Genova.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘Il centro fornirà assistenza tecnico-scientifica al ministero della Salute e coordinerà le attività diagnostiche post mortem degli istituti zooprofilattici italiani sui cetacei spiaggiati, attraverso la standardizzazione delle metodiche e dei protocolli, e formando gli operatori sanitari coinvolti negli interventi’, ha commentato Maria Caramelli, direttore generale dell&#8217; Istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d&#8217; Aosta.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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