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	<title>decreti attuativi rinnovabili &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Energia, associazioni delle rinnovabili: il Governo disattende gli impegni e non sa scrivere i decreti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le associazioni delle rinnovabili scrivono al Governo sui provvedimenti relativi all&#8217;energia pulita: il Governo ha disatteso gli impegni dicono. Ecco perche&#8217; Nonostante le recenti rassicurazioni pubbliche del Sottosegretario al MISE De Vincenti e del Capo Dipartimento&#160;Senni alle Associazioni di categoria in occasione della prima riunione degli Stati Generali delle Rinnovabili, sul fatto&#160;che queste sarebbero state [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-5897" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/04/images_igallery_resized_energia_rinnovabili-nuove-regole-entro-aprile-sara-vero-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Le associazioni delle rinnovabili scrivono al Governo sui provvedimenti relativi all&#8217;energia pulita: il Governo ha disatteso gli impegni dicono. Ecco perche&#8217; <span id="more-5898"></span> </p>
<p>Nonostante le recenti rassicurazioni pubbliche del Sottosegretario al MISE De Vincenti e del Capo Dipartimento&nbsp;Senni alle Associazioni di categoria in occasione della prima riunione degli Stati Generali delle Rinnovabili, sul fatto&nbsp;che queste sarebbero state ascoltate in merito ai decreti attuativi del D. Lgs. 28/2011, prima di inviarli alla&nbsp;Conferenza Unificata Stato Regioni e all’AEEG per i pareri di competenza, ieri il Governo ha disatteso questo&nbsp;impegno presentando alla stampa i contenuti dei provvedimenti.&nbsp;</p>
<p>Le Associazioni scriventi, che da tempo chiedono al Governo un confronto trasparente sull’adozione dei decreti&nbsp;attuativi attesi da oltre sei mesi, avevano peraltro già organizzato un incontro con i Ministeri competenti per il 18&nbsp;aprile prossimo, per confrontarsi in modo costruttivo, aperto e trasparente sui nuovi meccanismi di sostegno al&nbsp;comparto delle energie rinnovabili per i prossimi anni.&nbsp;In particolare, stupisce il completo disinteresse del Ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Corrado Passera,&nbsp;verso un settore, quello delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, che meriterebbe una visione strategica più&nbsp;lungimirante per continuare a sostenere la crescita e lo sviluppo del nostro Paese.&nbsp;</p>
<p>Alle censure rispetto alla forma di comunicazione scelta dal Governo &#8211; una conferenza stampa di presentazione, senza&nbsp;il preventivo confronto tecnico concordato e comunque dovuto con gli operatori &#8211; si devono aggiungere quelle, più&nbsp;gravi, per i provvedimenti annunciati che, se venissero adottati, non consentirebbero certo di passare dal 26% al 35%&nbsp;di energia elettrica da fonti rinnovabili (nel 2020), ma addirittura rischiano di invertire la tendenza.&nbsp;Infatti, non solo non è stata prevista nessuna misura di semplificazione volta a ridurre gli “extra costi” subiti dal&nbsp;settore a causa della burocrazia, ma addirittura sono stati introdotti ulteriori meccanismi quali le aste, i contingenti&nbsp;annuali di potenza per i nuovi impianti e per i rifacimenti di quelli esistenti, l’introduzione dei registri anche per gli&nbsp;impianti di piccola taglia, l’imposizione di gabelle aggiuntive per il funzionamento del GSE, oltre, e non meno&nbsp;importante, a livelli di incentivazione insufficienti.</p>
<p>Queste sono purtroppo solo alcune delle misure che contrastano&nbsp;palesemente con gli obiettivi europei sia in tema di energie rinnovabili sia di efficienza energetica, e ancor di più con&nbsp;quelli annunciati dal Governo.&nbsp;A questa situazione si aggiunge anche l’incredibile rinvio del pagamento dei Certificati Verdi riferiti alla produzione&nbsp;elettrica effettivamente immessa in rete negli anni passati, pagamento che deve essere effettuato a giugno di&nbsp;quest’anno e che, come ha dichiarato il Capo Dipartimento del MISE Senni, sarebbe da attribuire a “un problema di&nbsp;cassa”, quasi a voler ipotizzare uno stato di insolvenza del GSE (ricordiamo che l’azionista è il Tesoro !!!).&nbsp;Infine, si deve constatare che, ancora una volta, un principio fondamentale come quello del rispetto e della&nbsp;salvaguardia dei diritti acquisiti viene calpestato con l’introduzione di nuovi oneri su impianti esistenti, mentre nello&nbsp;stesso tempo, peraltro, non si interviene, come invece richiesto da più parti, sull’eliminazione di oneri impropri nella&nbsp;bolletta elettrica.&nbsp;</p>
<p>L’adozione di questi decreti, e l’assenza degli altri, per le scriventi Associazioni, sarà il colpo di grazia alle aziende del&nbsp;comparto delle rinnovabili e dell’efficienza energetica che rischieranno in molti casi il fallimento (con le evidenti e&nbsp;pesanti ricadute occupazionali) e darà l’addio definitivo ai capitali stranieri che in questo contesto certamente non&nbsp;sceglieranno il nostro Paese, pregiudicandone lo sviluppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ANEV &#8211; Associazione Nazionale Energia dal Vento</p>
<p>APER &#8211; Associazioni Produttori Energia da Fonti Rinnovabili</p>
<p>ISES ITALIA &#8211; International Solar Energy Society</p>
<p><em>Aderiscono inoltre</em></p>
<p>AES &#8211; Azione Energia Solare</p>
<p>ANIE-GIFI Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane</p>
<p>ASCOMAC &#8211; COGENA</p>
<p>ASSIEME – Associazione Italiana Energia Mini Eolico</p>
<p>ASSOENERGIEFUTURE</p>
<p>ASSOSOLARE &#8211; Associazione Nazionale dell&#8217;industria Solare Fotovoltaica</p>
<p>ATER &#8211; Associazione Tecnici Energie Rinnovabili</p>
<p>COMITATO IFI – Industrie Fotovoltaiche Italiane</p>
<p>CPEM &#8211; Consorzio dei Produttori di Energia da Minieolico</p>
<p>FEDERPERN &#8211; Federazione Produttori Idroelettrici</p>
<p>GIGA &#8211; Gruppo Informale per la Geotermia e l&#8217;Ambiente</p>
<p>Inoltre, sostengono l’iniziativa GREENPEACE e LEGAMBIENTE</p>
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