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	<title>de magistris &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>La pista ciclabile di Napoli fa discutere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 13:54:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La pista ciclabile di Napoli fa discutere per costi e utilita’, ma anche per il modo in cui è stata realizzata. Guarda il video girato a Napoli sulle difficolta&#8217; di chi va in bici sulla pista ciclabile La pista ciclabile di Napoli fa discutere per numeri e obiettivi mancati. A denunciare la situazione della città [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-9503" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/11/images_igallery_resized_ambientetest_4f219e02-6449-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La pista ciclabile di Napoli fa discutere per costi e utilita’, ma anche per il modo in cui è stata realizzata. Guarda il video girato a Napoli sulle difficolta&#8217; di chi va in bici sulla pista ciclabile</p>
<p>  <span id="more-9504"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">La <strong>pista ciclabile</strong> di Napoli fa discutere per numeri e obiettivi mancati. A denunciare la situazione della città partenopea sono i ‘Giovani in corsa’, gruppo impegnato in politica, che questa mattina ha presentato un video e un dossier sulla pista, dedicato a Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli e forte sostenitore della ciclabile.</p>
<p class="MsoNormal">La <strong><a href="http://mobilita.ecoseven.net/news-mobilita/lecce-una-pista-ciclabile-colleghera-i-posti-piu-belli-della-provincia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pista ciclabile</a></strong> fa discutere, in primis, per il modo in cui è stata realizzata. Una pista ciclabile (o percorso ciclabile o ciclopista) è, secondo la definizione del Codice della Strada (articolo 3, punto 39): “parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi”. Quindi un percorso protetto, ma ‘Larga parte del percorso realizzato a Napoli non risponde a questi criteri; allucinanti sono gli incomprensibili segnali realizzati sull&#8217;asfalto che, a distanza di pochi giorni, sono già quasi invisibili.’, si legge sul dossier di denuncia.</p>
<p class="MsoNormal">E ancora. Si sa che la costruzione di una<strong> <a href="http://mobilita.ecoseven.net/bici/a-londra-una-pista-ciclabile-sopraelevata" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pista ciclabile</a></strong> ha come obiettivo quello di favorire un elevato grado di mobilità ciclistica e pedonale, alternativa ai motori. Prima della&nbsp; realizzazione è necessario, valutare la redditività dell’investimento con riferimento all’utenza reale e potenziale ed in relazione all’obiettivo di ridurre il rischio d’incidentalità ed i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico’. La pista ciclabile di Napoli è veramente utile? Secondo ‘Giovani in corsa’ no: ‘Se consideriamo la redditività dell&#8217;investimento parametrandola all&#8217;utenza effettiva ed alla reale percorribilità e sicurezza del tracciato, ci rendiamo conto che questa pista ciclabile è un investimento che non giustifica una spesa ingente di denaro pubblico’, scrivono nel dossier. La pista ciclabile di Napoli è costata € 1.105.408,00. Nel bilancio del Comune tale impegno trova copertura per il 50 % sul capitolo 233906 bil. 2010, finanziamento regionale denominato ‘mobilità ciclistica’ di cui al decreto regionale n. 52/2010 e per il 50 % sul finanziamento comunale fondi misure compensative ‘Tirreno Power’ RP 2006 cap. 22728.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/7wo9WrU8Taw" frameborder="0" allowfullscreen="true" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;"></iframe></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">‘Questa pista ciclabile è l&#8217;ennesimo bluff di De Magistris. Sono stati spesi 1.100.000 euro per un percorso che non rispetta la norma prevista, non è sicuro e crea ulteriore intralcio al traffico veicolare e pedonale. Anziché spendere in questo modo una cifra ingente di soldi pubblici, specie in un momento di massima sofferenza delle casse comunali, sarebbe stato meglio realizzare prima una porzione limitata ma pienamente funzionale di pista ciclabile e poi, in un secondo momento completarla progressivamente’, ha dichiarato Tiberio Brunetti, presidente uscente del think tank under 35, Giovani in Corsa, durante la conferenza stampa di presentazione. &nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">La <strong>pista ciclabile</strong> e il modo di realizzazione non piacciono nemmeno Giovanni Tagliaferri, da oggi nuovo presidente di Giovani in Corsa, che ha dichiarato ‘Nei giorni scorsi ci siamo messi in sella alle nostre bici e con una telecamerina abbiamo ripreso il percorso. Un&#8217;esperienza sconfortante: interruzioni continue, tracciato non riconoscibile, spesso occupato da autoveicoli, promiscuità tra il passaggio ciclistico e quello pedonale, insomma un obbrobrio. Escludendo il tratto del lungomare, sfido chiunque a mandare in tranquillità i propri figli sulla ciclabile’.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Caos rifiuti e maxi multa della Ue per Napoli: ecco tutte le colpe dopo sei mesi di rinvii</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 13:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
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		<category><![CDATA[Multa per Napoli sui rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caso rifiuti è diventato un circolo vizioso: Napoli dovrà pagare 145 milioni di euro. Nuove tasse quindi per i cittadini, che avranno comunque una metropoli sporca e avvelenata di Antonio Galdo www.nonsprecare.it Con un angosciante conto alla rovescia ogni giorno che passa il caso rifiuti a Napoli diventa sempre pi&#249; un circolo vizioso nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3936" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_ambiente_non-sprecare_409-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Il caso rifiuti è diventato un circolo vizioso: Napoli dovrà pagare 145 milioni di euro. Nuove tasse quindi per i cittadini, che avranno comunque una metropoli sporca e avvelenata</p>
<p> <span id="more-3937"></span>  </p>
<div>
<p>di Antonio Galdo</p>
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<div>  </div>
<div>
<p><a target="_blank" href="http://www.nonsprecare.it/" rel="noopener noreferrer">www.nonsprecare.it</a></p>
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<div>  </div>
<p>Con  un angosciante conto alla rovescia ogni giorno che passa il caso  rifiuti a Napoli diventa sempre pi&ugrave; un circolo vizioso nel quale si  stanno avvitando gli amministratori pubblici e, innanzitutto, i  cittadini.</p>
<p>Entro poche ore bisogner&agrave; dare risposte convincenti alla  Commissione europea che, come il guardiano di un faro, giustamente non  molla la presa e si prepara a consegnare una maxi multa che, tradotta in  concreto, significher&agrave; la perdita di soldi essenziali (145 milioni di  euro di fondi comunitari) per il buon funzionamento del ciclo della  spazzatura e in qualche nuova tassa che i napoletani andranno a pagare,  restando per&ograve; abitanti di una metropoli sporca e perfino avvelenata.</p>
<p>Il  circolo vizioso riguarda tutti i punti critici di un piano che non si  riesce a mettere in campo con seriet&agrave;, continuit&agrave; e con un gioco di  squadra tra comune, provincia e regione. Il termovalorizzatore, che il  sindaco di Napoli non vuole, non si far&agrave; mai nell&rsquo;area dove era previsto  e la societ&agrave; A2A ha messo le mani avanti: si &egrave; candidata all&rsquo;opera, ma a  tempo scaduto perch&eacute; senza chiarezza nelle scelte amministrative &egrave;  inutile parlare di numeri e di costi. L&rsquo;alternativa gradita a De  Magistris ed alla sua giunta, la raccolta differenziata e il  porta-a-porta, &egrave; come un vaso di Pandora, e ogni giorno se ne scopre una  nuova.</p>
<p>I numeri, anche quelli non sono chiari e trasparenti come ha  documentato Paolo Russo in un articolo,  fotografano, occhio e croce, la seguente realt&agrave;: Napoli oggi &egrave; attorno  al 17,3 per cento, con una distanza abissale rispetto all&rsquo;annuncio del  sindaco a inizio mandato (&ldquo;porter&ograve; la differenziata al 75 per cento&rdquo;),  al tetto previsto dalla normativa Ue (50 per cento),&nbsp; e con un livello  inferiore perfino rispetto al 17,7 per cento certificato dall&rsquo;ultima,  disastrosa , amministrazione guidata da Rosa Russo Iervolino.</p>
<p>Il  porta-a- porta &egrave; solo un piccolo collaudo in un quartiere campione,  Scampia, che rischia di naufragare perch&eacute; intanto non ci sono i soldi  per i bidoncini della raccolta. Ed a proposito di soldi che mancano la  provincia, che in termini di responsabilit&agrave; non pu&ograve; fare la parte di  Ponzio Pilato, ha di fatto determinato il rinvio della partenza delle  navi con la spazzatura verso l&rsquo;Olanda.</p>
<p>Non ci sono i quattrini, e questa  parte del piano rifiuti &egrave; slittata da settembre a dicembre. Cos&igrave;  l&rsquo;immondizia torna a dilagare nelle strade della citt&agrave;, con segnali  allarmanti in alcuni quartieri e con il periodo natalizio (quando si  accumulano maggiori rifiuti) alle porte mentre 7 milioni di tonnellate  di ecoballe sono in giacenza, come bombe ecologiche sparse sul  territorio, nello sdegno e nella rabbia dei vigili della Commissione  europea.</p>
<p>In questo scenario, che rappresenta solo una sintetica  ricostruzione dei fatti essenziali, la regione non &egrave; in grado di attuare  alcun piano regionale per i rifiuti, come la provincia non fa un  millimetro in avanti rispetto ai suoi doveri sulle discariche, e il  comune si ritrova con un buco nero largo come una voragine vulcanica: a  distanza di sei mesi dall&rsquo;insediamento della nuova amministrazione il  caso rifiuti a Napoli &egrave; totalmente in alto mare.</p>
<p>Eppure si tratta della  pi&ugrave; grave emergenza della citt&agrave;, senza la cui soluzione il sindaco  rischia di naufragare con tutti i suoi assessori e con l&rsquo;entusiasmo  popolare che lo ha portato a palazzo San Giacomo ridotto a delusione e  rabbia di un popolo. Ci pensi, signor Sindaco, e provi con umilt&agrave;, con  ragionevolezza, con realismo e con determinazione a fare l&rsquo;unica cosa  possibile:&nbsp; scelte condivise con le altri amministrazioni in campo,  provincia e regione, per fare uscire i napoletani da un circolo vizioso  che rischia, a mesi alterni, di travolgerli.</p>
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		<title>Napoli, obiettivo (ambizioso) rifiuti zero! Entro il 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 07:04:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[de magistris]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[professor Paul Connet]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti zero entro il 2020]]></category>
		<category><![CDATA[sodano]]></category>
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					<description><![CDATA[A molti verrà da sorridere, o semplicemente da storcere il naso, a Napoli un professore americano di chimica parla dell&#8217;obiettivo che la città deve raggiungere: i rifiuti zero. L&#8217;amministrazione ci crede, ci crederanno altrettanto i cittadini partenopei? L&#8217;obiettivo &#232; altisonante e se non fosse per il fatto che riguarda Napoli tutti lo prenderebbero sul serio. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3167" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_ambiente_napoli-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>A molti verrà da sorridere, o semplicemente da storcere il naso, a Napoli un professore americano di chimica parla dell&#8217;obiettivo che la città deve raggiungere: i rifiuti zero. L&#8217;amministrazione ci crede, ci crederanno altrettanto i cittadini partenopei?</p>
<p> <span id="more-3168"></span>   </p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; altisonante e se non fosse per il fatto che riguarda Napoli tutti lo prenderebbero sul serio. L&rsquo;obiettivo si chiama &rsquo;rifiuti zero&rsquo; entro il 2020 per il capoluogo partenopeo. Si tratta della teoria e strategia del professor Paul Connet, docente di chimica in America alla St. Lawrence University che in questi giorni a Napoli ha presentato il suo piano che tende a fare della citt&agrave; campana l&rsquo;esempio di virt&ugrave; e non il paradigma dell&rsquo;inefficienza e della sporcizia che tanti problemi sta causando all&rsquo;immagine dell&rsquo;Italia nel mondo.</p>
<p>Per non parlare poi delle sanzioni che in sede comunitaria arrivano di continuo al nostro paese per effetto dell&rsquo;immondizia napoletana. Il Professo Connet ha parlato di una &rsquo;sfida stimolante&rsquo; per la citt&agrave; che pu&ograve; riscattare la sua immagine e il Comune, rappresentato in questa occasione dal sindaco Luigi De Magistris e dal vice sindaco Tommaso Sodano ha varato una delibera che &egrave; finalizzata ad intensificare la raccolt&agrave; differenziata e a migliorare la riduzione dei rifiuti. Sono stati studiati i casi di altre citt&agrave; italiane ed europee per capire modalit&agrave; e differenze per l&rsquo;attuazione di questo, ambizioso, programma di lavoro che deve coinvolgere prima delle istituzioni i cittadini. Staremo a vedere, senza scetticismo e senza illusioni quale sar&agrave; il risultato di questo programma che inizia da oggi. (mig)</p>
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