<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Dati &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/dati/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Nov 2020 10:03:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>App e tutela della privacy</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/app-e-tutela-della-privacy/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/app-e-tutela-della-privacy/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2020 12:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[dati sensibili]]></category>
		<category><![CDATA[esercito stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio posizione persone]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[tutela della privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=72643</guid>

					<description><![CDATA[A quanto pare, l&#8217;esercito degli Stati Uniti sfrutta i dati forniti da alcune App per monitorare la posizione delle persone nel mondo Molte app che sembrano innocue potrebbero essere uno strumento di controllo. Non è una frase da complottisti, è esattamente quello che sta succedendo con le forze armate statunitensi. Secondo quanto riportato da Motherboard, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72644" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/iphone-410311_1280-e1605952946769.jpg" alt="app" width="800" height="533" /></h3>
<h3>A quanto pare, l&#8217;esercito degli Stati Uniti sfrutta i dati forniti da alcune App per monitorare la posizione delle persone nel mondo</h3>
<p><span id="more-72643"></span></p>
<p>Molte app che sembrano innocue potrebbero essere uno strumento di controllo. Non è una frase da complottisti, è esattamente quello che sta succedendo con le forze armate statunitensi.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.vice.com/en/article/jgqm5x/us-military-location-data-xmode-locate-x" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Motherboard</a>, <strong>l&#8217;esercito degli Stati Uniti sta monitorando le persone in tutto il mondo, grazie all&#8217;acquisto di dati sulla loro posizione registrati da app</strong> altrimenti innocue sui loro telefoni.</p>
<p><strong>Molte di queste app sono progettate esplicitamente per la comunità musulmana globale</strong>, la più grande delle quali è un&#8217;<strong>app di preghiera con 98 milioni di download</strong>, ma ce n&#8217;è anche una per appuntamenti tra musulmani, una per seguire le tempeste e una per Craigslist – che è un famoso portale di annunci.</p>
<p>Secondo Motherboard, alcuni sviluppatori di app potrebbero anche non sapere che stanno fornendo dati ai militari e gli utenti di certo non ne hanno idea.</p>
<h4>Lo US Special Operations Command (<a href="https://www.socom.mil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">USSOCOM</a>) acquista dati da <a href="https://www.babelstreet.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Babel Street</a> – che fornisce anche servizi alla polizia americana.</h4>
<p>Il rapporto di Motherboard è il primo indizio che <strong>anche i militari come le forze dell&#8217;ordine usano questo metodo per rintracciare i civili</strong> – una cosa che negli Stati Uniti equivale a eludere le normali regole per ottenere dati, che normalmente richiederebbero un mandato.</p>
<h4>L&#8217;esercito ha confermato che sta raccogliendo attivamente (e utilizzando) i dati sulla posizione.</h4>
<p>&#8220;Il nostro accesso al software viene utilizzato per <strong>supportare i requisiti delle missioni delle forze operative speciali all&#8217;estero</strong>&#8220;, ha detto a Motherboard il comandante della marina Tim Hawkins. &#8220;Aderiamo rigorosamente alle procedure e alle politiche stabilite per la <strong>protezione della privacy, delle libertà civili, dei diritti costituzionali e legali dei cittadini americani</strong>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/app-e-tutela-della-privacy/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Facebook minaccia di abbandonare l&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/facebook-minaccia-di-abbandonare-leuropa/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/facebook-minaccia-di-abbandonare-leuropa/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 18:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[dati sensibili]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[sorveglianza utenti]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[the social dilemma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=68048</guid>

					<description><![CDATA[A seguito di una storica sentenza della Corte europea, Facebook avverte che potrebbe ritirarsi completamente dall&#8217;Europa Riferisce The Guardian, che il rapporto tra Facebook e l&#8217;Europa potrebbe arrivare presto a un punto di rottura. L&#8217;azienda di Mark Zuckerberg, infatti, minaccia la ritira completa dal nostro continente, dopo che una storica sentenza rilasciata dalla Corte europea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68050" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/social-media-763731_1280-e1601475145798.jpg" alt="facebook" width="800" height="531" /></h3>
<h3>A seguito di una storica sentenza della Corte europea, Facebook avverte che potrebbe ritirarsi completamente dall&#8217;Europa</h3>
<p><span id="more-68048"></span></p>
<p>Riferisce <a href="https://www.theguardian.com/technology/2020/sep/22/facebook-says-it-may-quit-europe-over-ban-on-sharing-data-with-us"><em>The Guardian</em></a>, che <strong>il rapporto tra Facebook e l&#8217;Europa potrebbe arrivare presto a un punto di rottura</strong>.</p>
<p>L&#8217;azienda di Mark Zuckerberg, infatti, minaccia la ritira completa dal nostro continente, dopo che <strong>una storica sentenza rilasciata dalla Corte europea a luglio, li accusa di non aver fatto abbastanza per proteggere gli utenti</strong> dalla sorveglianza da parte delle agenzie di intelligence statunitensi.</p>
<p>Secondo la sentenza, le società di social media come Facebook dovrebbero smettere di inviare dati agli Stati Uniti, cosa che, secondo Yvonne Cunnane, consulente legale associato di Facebook, è essenziale per il loro funzionamento.</p>
<p>&#8220;Nel caso in cui [Facebook] fosse soggetto a una sospensione completa del trasferimento dei dati degli utenti negli Stati Uniti, non è chiaro… come, in tali circostanze, potrebbe continuare a fornire i servizi Facebook e Instagram nell&#8217;UE&#8221;, ha detto Cunnane, secondo <em>The Guardian</em>.</p>
<h4>Un portavoce di Facebook, tuttavia, ha dichiarato che quella di cui si sta parlando non è una vera minaccia.</h4>
<p>&#8220;Facebook non minaccia di ritirarsi dall&#8217;Europa&#8221;, ha detto, aggiungendo che &#8220;Facebook e molte altre aziende, organizzazioni e servizi, fanno affidamento sui trasferimenti di dati tra l&#8217;UE e gli Stati Uniti in ordine di operare i loro servizi&#8221;.</p>
<p>È il culmine di una battaglia giudiziaria lunga anni. Nel 2015, <em>The Guardian</em> ha rivelato per la prima volta che la <a href="https://www.theguardian.com/world/2013/jun/06/us-tech-giants-nsa-data">National Security Agency</a> stava ficcando il naso negli affari degli utenti europei, mentre sperimentava un accesso illimitato ai dati di Google e Facebook.</p>
<h4>Per Facebook, il trasferimento di dati a livello internazionale, inclusi i data center statunitensi, è intrinseco al suo funzionamento e fondamentale per la sua esistenza. Che fare, quindi?</h4>
<p>In merito a questa tematica, è molto interessante la visione del documentario <a href="https://www.netflix.com/title/81254224"><em>The social dilemma</em></a>, rilasciato recentemente da Netflix, che porta a domande come: <strong>esiste una possibilità di funzionamento etico da parte dei social network?</strong></p>
<p>Oppure l&#8217;unica possibilità è tornare indietro sull&#8217;uso che ne facciamo? E quest&#8217;ultima è davvero una possibilità ora che è praticamente cambiata la struttura encefalica del nostro cervello e il nostro modo di comportarci? Oppure <strong>siamo ormai vittime di un sistema impossibile da controllare?</strong></p>
<p>Purtroppo non siamo in grado (ancora) di avere delle risposte.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/facebook-minaccia-di-abbandonare-leuropa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impronta ecologica della nostra cache</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/l-impronta-ecologica-della-nostra-cache/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/energia/l-impronta-ecologica-della-nostra-cache/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2020 10:22:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[consumo]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[memorizzazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=39093</guid>

					<description><![CDATA[La memorizzazione dei dati potrebbe rappresentare molto presto l&#8217;8% dei consumi energetici mondiali. Come ha raccontato Emily Chasan a Bloomberg, ci vuole un&#8217;enorme quantità di energia per immagazzinare tutto quello che i computer immagazzinano in modo da farci viaggiare veloci sui siti che frequentiamo. Dice l&#8217;articolo che «al momento, i data center consumano circa il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-39092" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_monitor-1307227_1280.jpg" alt="" width="800" height="487" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_monitor-1307227_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_monitor-1307227_1280-300x183.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_monitor-1307227_1280-768x468.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>La memorizzazione dei dati potrebbe rappresentare molto presto l&#8217;8% dei consumi energetici mondiali.</h3>
<p><span id="more-39093"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come ha raccontato Emily Chasan a <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-01-25/cutting-back-on-sending-emails-could-help-fight-global-warming?sref=dYPvZQvk" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bloomberg</a>, ci vuole un&#8217;enorme quantità di energia per immagazzinare tutto quello che i computer immagazzinano in modo da farci viaggiare veloci sui siti che frequentiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice l&#8217;articolo che «al momento, i data center consumano circa il 2% dell&#8217;elettricità mondiale, ma si prevede che raggiungeranno l&#8217;8% entro il 2030. Inoltre, solo il 6% circa di tutti i dati mai creati è in uso oggi, secondo una ricerca di Hewlett Packard Enterprise. Ciò significa che il 94% si trova in una vasta &#8220;discarica informatica&#8221;, sebbene con un&#8217;imponente impronta di carbonio».</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni dispositivo collegato al cloud, ogni foto che facciamo, ogni mail che mandiamo, ogni messaggio vocale che registriamo richiede energia per essere immagazzinato e stare lì, a nostra disposizione nel caso in cui lo volessimo recuperare. Se solo pensiamo a quello che conserva ogni nostro cellulare, ogni nostro computer, ogni nostro dispositivo di uso giornaliero, ci rendiamo conto di quanto possa essere grande il problema a livello globale e di quanto sia destinato ad aumentare in fretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se sempre più data center sono alimentati da fonti rinnovabili, hanno server più efficienti o sono collocati in luoghi molto freddi, i requisiti di archiviazione dei dati continuano ad aumentare. E se aggiungiamo al problema anche il mining di bitcoin non la finiamo più.</p>
<p style="text-align: justify;">Bloomberg sostiene che è improbabile che gli aggiornamenti di efficienza energetica o altri miglioramenti tecnologici compensino le emissioni di gas serra dei dati, anzi dobbiamo pensare che il carico di lavoro nel campo del calcolo energetico sarà più che raddoppiato quando sempre più intelligenze artificiali arriveranno online. Più dispositivi sono connessi e più lavoro le persone svolgono nel cloud.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerà trovare delle soluzione e fare delle scelte per affrontare questo problema.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/energia/l-impronta-ecologica-della-nostra-cache/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>32</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le app di appuntamenti cosa si stanno prendendo in cambio?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/le-app-di-appuntamenti-cosa-si-stanno-prendendo-in-cambio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/le-app-di-appuntamenti-cosa-si-stanno-prendendo-in-cambio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2020 14:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[a terzi]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[vendita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=39067</guid>

					<description><![CDATA[Un nuovo rapporto dice che Tinder, Grinder e simili stanno vendendo i dati dei loro utilizzatori Un nuovo report&#160;ha rilevato che alcune delle piattaforme di appuntamenti più famose al mondo, tra cui Grindr, OkCupid e Tinder, hanno venduto di nascosto i dati sensibili degli utenti delle loro app Android a società terze. Queste informazioni possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-39066" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_tinder-3371416_1280.png" alt="" width="796" height="453" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_tinder-3371416_1280.png 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_tinder-3371416_1280-300x171.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_dicembre_2019_gennaio_2020_tinder-3371416_1280-768x437.png 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<h2>Un nuovo rapporto dice che Tinder, Grinder e simili stanno vendendo i dati dei loro utilizzatori</h2>
<p>  <span id="more-39067"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo <a href="https://fil.forbrukerradet.no/wp-content/uploads/2020/01/2020-01-14-out-of-control-final-version.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report</a>&nbsp;ha rilevato che alcune delle piattaforme di appuntamenti più famose al mondo, tra cui <strong>Grindr, OkCupid e Tinder, hanno venduto di nascosto i dati sensibili degli utenti delle loro app Android a società terze</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste informazioni possono includere l&#8217;orientamento sessuale di un utente, la sua storia nell&#8217;uso di droghe e persino la sua precisa posizione in tempo reale – un modello di raccolta dati molto invasivo, secondo il rapporto, che potrebbe violare la legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Il report è opera del Norwegian Consumer Council (<a href="https://www.consumersinternational.org/members/members/norwegian-consumer-council/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NCC</a>), un&#8217;organizzazione no profit finanziata dal governo. L&#8217;organizzazione ha assunto la società di cybersicurezza <a href="https://www.mnemonic.no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mnemonic</a>&nbsp;per analizzare in che modo il software incorporato in 10 popolari app Android raccoglieva dati sugli utenti per poi darli alle aziende di tecnologia pubblicitaria. Gli studiosi hanno quindi dettagliato esattamente nel rapporto quali informazioni degli utente ciascuna app condivideva e con quali società specifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, Grindr invia le coordinate GPS degli utenti a più di 10 aziende, mentre Tinder invia il «genere» degli utenti a due società, una mossa che potrebbe far identificare gli utenti non eterosessuali come tali in nazioni in cui agli atti sessuali omosessuali, anche se consensuali, sono illegali.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce del rapporto, l&#8217;NCC ha presentato reclami formali contro Grindr e altre cinque delle aziende che ricevono dati attraverso l&#8217;app.<br />«Queste pratiche sono fuori controllo e violano la legislazione europea sulla protezione dei dati», ha dichiarato Finn Myrstad di NCC, in un <a href="https://www.forbrukerradet.no/side/new-study-the-advertising-industry-is-systematically-breaking-the-law/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">«L&#8217;estensione del tracciamento ci rende impossibile fare scelte informate su come i nostri dati personali vengono raccolti, condivisi e utilizzati».</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/le-app-di-appuntamenti-cosa-si-stanno-prendendo-in-cambio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un furto per taglie forti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/un-furto-per-taglie-forti/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/un-furto-per-taglie-forti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 20:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[dati taglie forti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
		<category><![CDATA[taglie forti]]></category>
		<category><![CDATA[vendita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38809</guid>

					<description><![CDATA[Gli hacker hanno rubato i dati delle donne che hanno fatto acquisti over-size e ora li stanno vendendo Migliaia di dati personali – potenzialmente centinaia di migliaia – sono stati hackerati. E non sono dati qualunque, sono dati specifici molto particolari: ovvero quelli di donne che hanno acquistato online abiti di taglie forti. Ora questi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38808" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hacker-3342696_1280.jpg" alt="" width="796" height="471" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hacker-3342696_1280.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hacker-3342696_1280-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hacker-3342696_1280-768x454.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<h2>Gli hacker hanno rubato i dati delle donne che hanno fatto acquisti over-size e ora li stanno vendendo</h2>
<p>  <span id="more-38809"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Migliaia di dati personali – potenzialmente centinaia di migliaia – sono stati hackerati. E non sono dati qualunque, sono dati specifici molto particolari: ovvero quelli di donne che hanno acquistato online abiti di taglie forti. Ora questi dati sono stati messi all&#8217;asta per essere venduti in rete.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;hacking insolito è stato individuato per la prima volta dall&#8217;agenzia di sicurezza <a href="https://www.dynarisk.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DynaRisk</a>, riferisce <a href="https://www.businessinsider.com/hackers-targeting-plus-size-women-ads-scams-2019-12?IR=T" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Business Insider</a>, che ha trovato gli autori della vendita dei dati sui forum. DynaRisk pensa che i dati personali siano stati raccolti da inserzionisti online che li userebbero per colpire specificamente le vittime, il che significa che gli hacker ora stanno facendo soldi con lo stesso mercato pubblicitario personalizzato delle società tecnologiche legittime.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;agenzia DynaRisk ha detto a Business Insider che l&#8217;asta rappresenta una nuova strategia per gli hacker: il mirare a uno specifico gruppo demografico rende i dati più preziosi per gli inserzionisti – funziona esattamente nello stesso modo di Facebook, che suddivide i suoi utenti in gruppi, in base alle loro identità.</p>
<p style="text-align: justify;">È molto probabile che gli inserzionisti che acquistano i dati rubati commercializzeranno direttamente alle vittime cose come integratori per la perdita di peso, robe dietetiche o abbigliamento.</p>
<p style="text-align: justify;">«La maggior parte dei criminali informatici se trova un elenco di 500 milioni di indirizzi e-mail compromessi, li bombarderà con spam, senza sapere cosa inviargli&#8221;, ha detto il CEO di DynaRisk Andrew Martin a Business Insider. «In questo caso, conoscono un messaggio che potrebbe funzionare con queste donne che potrebbero cercare proprio questo specifico tipo di prodotto».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/un-furto-per-taglie-forti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Primo teletrasporto di dati dentro un diamante</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/primo-teletrasporto-di-dati-dentro-un-diamante/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/primo-teletrasporto-di-dati-dentro-un-diamante/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2019 14:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[diamante]]></category>
		<category><![CDATA[diamanti]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[teletrasporto]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37887</guid>

					<description><![CDATA[Alcuni fisici giapponesi hanno teletrasportato informazioni quantiche dentro un diamante, aprendo possibili scenari di comunicazione inediti Una squadra della Yokohama National University in Giappone ha fatto qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima: ha teletrasportato delle informazioni quantiche all&#8217;interno di un diamante, un risultato che potrebbe modellare il modo in cui condividiamo e archiviamo le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37886" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_diamonds-2599816_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_diamonds-2599816_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_diamonds-2599816_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_diamonds-2599816_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Alcuni fisici giapponesi hanno teletrasportato informazioni quantiche dentro un diamante, aprendo possibili scenari di comunicazione inediti</p>
<p>  <span id="more-37887"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Una squadra della <a href="https://www.ynu.ac.jp/english/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yokohama National University</a> in Giappone ha fatto qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima: ha teletrasportato delle informazioni quantiche all&#8217;interno di un diamante, un risultato che potrebbe modellare il modo in cui condividiamo e archiviamo le informazioni sensibili in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, quando pensiamo al teletrasporto lo immaginiamo così come lo abbiamo letto e visto nelle opere di fantascienza: una cosa che è in un posto compare improvvisamente in un altro, ma il teletrasporto quantico è un po&#8217; diverso in quanto comporta l&#8217;acquisizione di informazioni da un luogo e la ricreazione di queste in un altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che lo rende possibile è l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Entanglement_quantistico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">entanglement quantistico</a>, una strana connessione che può esistere tra le particelle e che fa sì che analizzando una delle particelle «legate» possiamo sapere cose sull&#8217;altra anche se sono separate da una grande distanza. Perché un&#8217;azione compiuta su una particella si rifletterà anche sull&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nature.com/articles/s42005-019-0158-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per il loro studio</a>, che è stato pubblicato sulla rivista Communications Physics, i ricercatori giapponesi hanno manipolato un elettrone e un isotopo di carbonio all&#8217;interno di un difetto di diamante noto come «centro azoto-lacuna» (o «centro N-V», da Nitrogen-Vacancy center). Per fare questo, hanno costruito un campo magnetico oscillante attorno al diamante, quindi hanno usato onde radio e microonde per intrappolare l&#8217;elettrone e il nucleo dell&#8217;atomo di carbonio. Dopo che i ricercatori avevano l&#8217;elettrone, gli hanno fatto assorbire un fotone contenente informazioni quantistiche e hanno visto lo stato di polarizzazione del fotone trasferito al carbonio – il che significa che avevano trasportato con successo l&#8217;informazione quantistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dice lo studio: «Il teletrasporto quantistico è un principio chiave per la tecnologia dell&#8217;informazione quantistica. Permette il trasferimento di informazioni quantistiche in uno spazio altrimenti inaccessibile, consentendo anche il trasferimento di informazioni fotoniche in una memoria quantistica senza rivelare o distruggere le informazioni quantistiche memorizzate».</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/primo-teletrasporto-di-dati-dentro-un-diamante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuove ricerche per il futuro dell&#8217;archiviazione dei dati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/nuove-ricerche-per-il-futuro-dell-archiviazione-dei-dati/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/nuove-ricerche-per-il-futuro-dell-archiviazione-dei-dati/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 10:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Archiviazione]]></category>
		<category><![CDATA[archiviazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[skyrmioni]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35140</guid>

					<description><![CDATA[Le particelle magnetiche potrebbero avere grandi potenzialità nell&#8217;immagazzinamento dei dati a lungo termine Secondo gli studi pubblicati sulla rivista «Nature Nanotechnology», grazie a un comportamento magnetico di recente scoperta si potrebbe alimentare la prossima generazione di tecnologia di archiviazione dei dati.&#160; L&#8217;immagazzinamento basato sugli «skyrmioni», minuscole perturbazioni dell&#8217;orientamento magnetico, offre un percorso potenziale per superare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35139" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_skyrmioni.jpg" alt="" width="702" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_skyrmioni.jpg 702w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_skyrmioni-300x171.jpg 300w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></p>
<p>Le particelle magnetiche potrebbero avere grandi potenzialità nell&#8217;immagazzinamento dei dati a lungo termine</p>
<p>  <span id="more-35140"></span>  </p>
<p>Secondo gli <a href="https://www.nature.com/articles/nnano.2017.178" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studi pubblicati sulla rivista «Nature Nanotechnology»</a>, grazie a un comportamento magnetico di recente scoperta si potrebbe alimentare la prossima generazione di tecnologia di archiviazione dei dati.&nbsp;</p>
<p>L&#8217;immagazzinamento basato sugli «<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Skyrmione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">skyrmioni</a>», minuscole perturbazioni dell&#8217;orientamento magnetico, offre un percorso potenziale per superare le limitazioni fondamentali nella tecnologia di calcolo che altrimenti avrebbe annunciato la fine della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Moore" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge di Moore</a>, che afferma che il potere di calcolo si raddoppia (circa) ogni due anni.</p>
<p>Il fenomeno degli skyrmioni, appunto, su cui questa nuova tecnologia dei dati si baserebbe, è stato scoperto solo nel 2016 da una squadra guidata dal professore associato di Ingegneria e Scienza dei Materiali del MIT <a href="https://dmse.mit.edu/faculty/profile/beach" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Geoffrey Beach</a>. Queste particelle magnetiche si presentano tra due sottili pellicole provenienti da due diversi tipi di metallo e possono essere utilizzate con i campi elettrici, consentendo l&#8217;immagazzinamento a lungo termine dei dati senza bisogno di energia aggiuntiva. Mentre le posizioni di queste skyrmioni erano originariamente casuali, Beach e i suoi collaboratori del MIT e della Germania hanno dimostrato la possibilità di creare e sfruttare intenzionalmente queste particelle magnetiche, aprendo la porta a nuove tecnologie.</p>
<p>Poiché al contrario dei dispositivi di memorizzazione magnetici tradizionali gli skyrmioni sono molto stabili, i dati potrebbero probabilmente essere immagazzinati su una superficie magnetica con alcuni atomi soltanto. Questa funzionalità è ciò che consente ai dispositivi di archiviazione magnetici basati sugli skyrmioni teorici di superare le limitazioni fisiche di quelli tradizionali e di continuare l&#8217;espansione di potenza di elaborazione in base alla legge di Moore.</p>
<p>Il passo successivo consiste nel trovare un modo efficace per leggere questi dati, ma gli scienziati sono molto sicuri in questo senso. Ora si aspettano ulteriori ricerche e sviluppi per determinare il modo migliore per attuare l&#8217;idea.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/nuove-ricerche-per-il-futuro-dell-archiviazione-dei-dati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le famiglie italiane scelgono il biologico e mangiano meno carne. Tutti i dati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-famiglie-italiane-scelgono-il-biologico-e-mangiano-meno-carne-tutti-i-dati/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-famiglie-italiane-scelgono-il-biologico-e-mangiano-meno-carne-tutti-i-dati/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 10:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33127</guid>

					<description><![CDATA[Gli italiani mangiano sempre più verdura biologica e sempre meno carne Nell’anno appena trascorso è continuata a salire la quota di mercato del biologico. Sempre più famiglie italiane vogliono mettere in tavola prodotti di qualità e certificati. Secondo i dati dell’Osservatorio Sana-Ice 2016, più di 7 famiglie su 10 (circa 18 milioni di nuclei familiari) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33126" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_biologico_Italia.jpg" alt="" width="500" height="331" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_biologico_Italia.jpg 500w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_biologico_Italia-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Gli italiani mangiano sempre più verdura biologica e sempre meno carne</p>
<p>  <span id="more-33127"></span>  </p>
<p>Nell’anno appena trascorso è continuata a salire la quota di mercato del biologico. Sempre più famiglie italiane vogliono mettere in tavola prodotti di qualità e certificati.</p>
<p>Secondo i dati dell’Osservatorio Sana-Ice 2016, più di 7 famiglie su 10 (circa 18 milioni di nuclei familiari) hanno acquistato almeno un prodotto biologico e ad essere in crescita sono tutti gli indicatori più importanti della filiera italiana del biologico: superfici (+7,5% rispetto al 2014), operatori (+8,2%) e vendite (+15%).</p>
<p>La quota della spesa destinata a prodotti biologici rappresenta il 3,1%; tra anni fa era all’1,9%, segno che chi inizia a consumare prodotti bio difficilmente se ne separa. Il 90% dei consumatori ha iniziato ad acquistare questi prodotti almeno 2-3 anni fa; il 25% ne consuma con grande regolarità (ogni giorno o quasi) o almeno una volta alla settimana (43%).</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=27762" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco come togliere pesticidi da frutta e verdura quando la laviamo.</a></p>
<p>Tra i prodotti a marchio biologico più acquistati troviamo l’ortofrutta fresca, che occupa la prima posizione (74% delle famiglie l’ha acquistata almeno una volta), a seguire l’olio extra vergine d’oliva (62%), poi uova (53%), miele (45%), confetture e marmellate (45%), formaggi freschi (44%), yogurt/burro (41%), riso e pasta (41%).</p>
<p>Anche AssoBio conferma il trend positivo del settore: nel 2015, il campione di 18 imprese associate e monitorate ogni tre mesi ha fatturato (a prezzi all’ingrosso) 594 milioni di euro di prodotti biologici, contro i 485 milioni di euro del 2014, con una crescita del 22,4%. Nei primi tre trimestri del 2016, il fatturato del campione dei soci AssoBio ha già raggiunto quota 493 milioni, superando in soli nove mesi le vendite dell’intero 2014.</p>
<p>E il cibo “verde” si fa largo anche nella grande distribuzione: nei primi nove mesi dello scorso anno, il campione di aziende aderenti ad AssiBio ha fornito ai supermercati 104 milioni di euro in prodotti biologici, contro i 115 dell’intero 2015.</p>
<p>Mentre cresce il consumo di verdura di qualità cala quello della carne. Secondo i dati forniti dall’Ufficio studi della Coop, nel decennio 1991-2000 gli italiani consumavano 87,1 chili pro capite di carne &#8211; picco più alto da sempre &#8211; nel 2016 questo valore è sceso a 80,7 chili e sta lentamente regredendo.</p>
<p>Il rapporto Eurispes 2016 indica che l’8% della popolazione è vegetariana o vegana, un dato che è destinato ad aumentare visto il trend di crescita segnato negli ultimi anni.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-famiglie-italiane-scelgono-il-biologico-e-mangiano-meno-carne-tutti-i-dati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>14</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Donne più brave negli studi ma ancora penalizzate nel mondo del lavoro</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/donne-piu-brave-negli-studi-ma-ancora-penalizzate-nel-mondo-del-lavoro/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/donne-piu-brave-negli-studi-ma-ancora-penalizzate-nel-mondo-del-lavoro/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 09:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[almalaurea]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=30928</guid>

					<description><![CDATA[I dati confermano che le ragazze sono più brave a scuola, dalle medie all’università, ma poi nel mondo del lavoro vengono penalizzate Le donne italiane durante gli studi conseguono risultati di tutto rispetto e si dimostrano spesso più brillanti dei colleghi maschi, ma quando si arriva nel mercato del lavoro non vengono premiate, anzi, subiscono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30927" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Donne_laureate-17756-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I dati confermano che le ragazze sono più brave a scuola, dalle medie all’università, ma poi nel mondo del lavoro vengono penalizzate<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30928"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Le donne italiane durante gli studi conseguono risultati di tutto rispetto e si dimostrano spesso più brillanti dei colleghi maschi, ma quando si arriva nel mercato del lavoro non vengono premiate, anzi, subiscono ancora un chiaro divario sia sul fronte occupazionale che contrattuale e retributivo. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Questi dati emergono anche dalle analisi di </span><a href="https://www.almadiploma.it/" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">AlmaDiploma</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"> e </span><a href="http://www.almalaurea.it/" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">AlmaLaurea</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I dati infatti dipingono un mondo che, a parità di condizione, favorisce i maschi.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ma torniamo alla formazione: già dalle scuole medie inferiori le ragazze si distinguono. Il 36% di loro porta a casa ottimi voti a fronte del 29% dei colleghi maschi.</span></p>
<p>Anche una volta arrivate al diploma le ragazze sono davanti e superano l’esame di maturità con un voto medio più alto dei ragazzi: 78,4% contro 75,2.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Le donne si distinguono anche nel sociale: il 22% svolge attività di volontariato, mentre solo il 14% dei maschi lo fa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Anche per i corridoi delle università si trovano più donne che uomini e se consideriamo i fuoricorso è più probabile che siano maschi (47%) e non femmine (42%). Anche il voto di laurea è più alto per le donne: 103,1 contro 100,8.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Però, tra chi ha una laurea magistrale in tasca, a cinque anni dal titolo, le percentuali si invertono: lavorano l’83% delle donne e il 90% degli uomini. E, sempre a un lustro dalla laurea, ad avere un posto sicuro sono il 77% dei lavoratori maschi contro il 64 delle lavoratrici femmine. </span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=30926" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Festa della donna: perché regaliamo proprio la mimosa e non altri </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">fiori?</span></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/donne-piu-brave-negli-studi-ma-ancora-penalizzate-nel-mondo-del-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Italiani pazzi per i social network: siamo i primi al mondo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/italiani-pazzi-per-i-social-network-siamo-i-primi-al-mondo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/italiani-pazzi-per-i-social-network-siamo-i-primi-al-mondo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 12:37:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=30028</guid>

					<description><![CDATA[Possediamo più di uno smartphone a testa e usiamo molto i social network Italiani malati di smartphone: controlliamo il telefonino tutto il giorno, da appena svegli a poco prima di dormire e siamo sempre sui social network. Questi i dati diffusi da Ofcom, l&#8217;Autorità inglese per le telecomunicazioni, che prende in esame nove paesi tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30027" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_Utilizzo_social_network_Italia-17290-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Possediamo più di uno smartphone a testa e usiamo molto i social network</p>
<p>  <span id="more-30028"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Italiani malati di smartphone: controlliamo il telefonino tutto il giorno, da appena svegli a poco prima di dormire e siamo sempre sui social network. Questi i dati diffusi da Ofcom, l&#8217;Autorità inglese per le telecomunicazioni, che prende in esame nove paesi tra i più industrializzati.</span></p>
<p>Il 78% degli italiani iscritti a un social network vi accedono tutte le settimane mentre in Spagna il livello scende al 76% e nel resto dei paesi presi in esame si è sotto al 70%.</p>
<p>Più timidi gli italiani sul fronte del commercio on-line. Nel nostro paese la media del 2014 è stata di 242 euro, mentre nel Regno Unito è di cinque volte più grande e negli USA  il triplo. Nella fascia di spesa sotto ai 300 euro annui figurano solo Italia, Russia e Polonia.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">In Italia &#8216;sopravvivono&#8217; 37 telefoni fissi ogni 100 abitanti; non a caso in nostro paese è il primo per dispositivi mobili: ne possediamo uno e mezzo a testa di media.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ormai la nostra vita passa completamente attraverso i social network. Ad esempio: <a href="Come%20gestire%20la%20fine%20di%20un%20amore%20sul%20social%20network?%20Facebook%20sta%20testando%20una%20nuova%20funzione" target="_self" rel="noopener noreferrer">c</a></span><a href="Come%20gestire%20la%20fine%20di%20un%20amore%20sul%20social%20network?%20Facebook%20sta%20testando%20una%20nuova%20funzione" target="_self" rel="noopener noreferrer">ome gestire la fine di un amore sul social network?</a> Facebook sta testando una nuova funzione anche per questa situazione.</p>
<p>Tallone d&#8217;Achille dello stivale rimane la banda larga fissa: si contano solo 23 connessioni ogni 100 abitanti.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=29459" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sei dipendente dai social network? Ecco 5 segni per capirlo.</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/italiani-pazzi-per-i-social-network-siamo-i-primi-al-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
