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	<title>danimarca &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Apr 2021 17:53:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Covid-19: cos’è il Coronapas?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 06:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronapas]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[passaporto coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
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					<description><![CDATA[La Danimarca sta riaprendo, ma con una novità La notizia è che la Danimarca sta riaprendo. Stadi, musei, ristoranti, tutto: i danesi stanno facendo grandi passi per scongiurare il Covid-19 e allontanare definitivamente le restrizioni che da un anno sta subendo il mondo intero. Dopo che già era in vigore dai parrucchieri, dai tatuatori, negli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-98536" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/test-6128573_1280-e1619632361800.jpg" alt="coronapas" width="800" height="566" /></h3>
<h3>La Danimarca sta riaprendo, ma con una novità</h3>
<p><span id="more-98535"></span></p>
<p>La notizia è che la Danimarca sta riaprendo. Stadi, musei, ristoranti, tutto: <strong>i danesi stanno facendo grandi passi per scongiurare il Covid-19</strong> e allontanare definitivamente le restrizioni che da un anno sta subendo il mondo intero.</p>
<p>Dopo che già era in vigore dai parrucchieri, dai tatuatori, negli zoo e nei parchi a tema, il passaporto sarà richiesto anche nei negozi, al cinema, nei teatri e nelle palestre.</p>
<p>Per poter aiutare questa pratica di rientro nella normalità, il governo ha deciso di farsi aiutare da un passaporto, il <strong>Coronapas</strong>, che mostra che la persona è priva di infezioni e senza nessuna possibilità di contagiare.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;app digitale – ma può essere anche in formato cartaceo – che si trova comunemente sul telefono e che <strong>mostra se si è avuto un risultato negativo del test per il Covid-19 nelle ultime 72 ore, un certificato di vaccinazione o una prova di una precedente infezione da due a 12 settimane prima</strong>.</p>
<h4>Chi non rispetta la pratica, rischia di essere multato.</h4>
<p>Questa idea sui certificati digitali, dice <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-56812293" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BBC</a>, è &#8220;la via europea per uscire dal blocco&#8221;, l&#8217;UE vuole che &#8220;sia in vigore in tutti i 27 Stati membri entro la fine di giugno&#8221;.</p>
<p>Ci sono ovviamente <strong>molte preoccupazione sulla privacy</strong> – stessa cosa successa da noi con l&#8217;app di monitoraggio dei contagi Immuni –, quindi c&#8217;è molta curiosità su quello che accadrà in Danimarca, tra i primi stati ad abbracciare pienamente l&#8217;idea.</p>
<p>C&#8217;è anche da dire che <strong>la Danimarca è in questa situazione prima degli altri perché è riuscita ad evitare la terza ondata</strong> e sta allentando le restrizioni già da mesi.</p>
<h4>Molte persone sono d&#8217;accordo, mentre altre sono scettiche – come sempre accade.</h4>
<p>In tanti sono preoccupati di potenziali problemi tecnici e difficoltà nei controlli. Ma in ogni caso, c&#8217;è stato <strong>un forte sostegno politico e anche popolare</strong>. Sempre secondo BBC, un recente sondaggio ha suggerito che il 67% dei danesi pensava che il passaporto fosse una buona idea, mentre solo il 16% si è opposto.</p>
<p>La Danimarca farà i test per tutta Europa, non ci resta che aspettare per sapere quali saranno i risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>COVID19 e strage di visoni. Qual è la relazione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 19:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[abbattimento visoni]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[animalisti]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[visoni]]></category>
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					<description><![CDATA[La Danimarca abbatterà milioni di visoni per prevenire la diffusione del Coronavirus mutante Il governo danese ha annunciato l&#8217;intenzione di abbattere tutti i visoni presenti negli allevamenti del paese per ridurre il rischio di diffusione del Coronavirus agli esseri umani. Come ha raccontato l&#8217;Huffington Post, il primo ministro Mette Frederiksen ha spiegato che nei visoni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71864" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/american-mink-2779719_1280-e1605278092907.jpg" alt="visoni" width="800" height="533" /></h3>
<h3>La Danimarca abbatterà milioni di visoni per prevenire la diffusione del Coronavirus mutante</h3>
<p><span id="more-71863"></span></p>
<p>Il governo danese ha annunciato <strong>l&#8217;intenzione di abbattere tutti i visoni presenti negli allevamenti del paese per ridurre il rischio di diffusione del Coronavirus agli esseri umani</strong>.</p>
<p>Come ha raccontato l&#8217;<a href="https://www.huffpost.com/entry/denmark-mink-cull-covid_n_5fa2e8a4c5b6f1e97fe63c10" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Huffington Post</a>, il primo ministro Mette Frederiksen ha spiegato che <strong>nei visoni si è generata una mutazione del Covid-19</strong> e che questa può essere trasmessa agli esseri umani come una nuova forma di Coronavirus.</p>
<p>Secondo Frederiksen, <strong>un&#8217;agenzia di mappatura del Coronavirus ha rilevato questo virus mutato in diversi pazienti</strong>: a dodici persone nella parte settentrionale del paese è stata diagnosticata questa nuova forma del Coronavirus, che si ritiene sia stata contratta dai visoni.</p>
<h4>La Danimarca è tra i paesi leader nell&#8217;allevamento di visoni che vengono usati per produrre pellicce che poi vengono esportate in tutto il mondo.</h4>
<p>Ora quegli stessi visoni sono diventi grande motivo di preoccupazione per le conseguenze che potrebbero portare non solo in Danimarca ma anche nel mondo. Secondo il ministro della Salute Magnus Heunicke, <strong>circa la metà dei 783 esseri umani infettati dal Coronavirus nel nord della Danimarca ha legami con gli allevamenti di visoni</strong>.</p>
<h4>Il governo ora stima che saranno necessari circa 785 milioni di dollari per abbattere i 15 milioni di visoni nel paese.</h4>
<p>Secondo Mogens Gensen, ministro danese per l&#8217;alimentazione, 207 allevamenti di visoni sono infetti, in questo momento. Un numero allarmante, considerando che in questo stesso periodo il mese scorso solo 41 allevamenti erano stati infettati. Inoltre, il virus ha iniziato a diffondersi in tutta la penisola occidentale.</p>
<h4>Ad oggi, la Danimarca ha registrato 50.530 casi confermati di Coronavirus e 729 decessi.</h4>
<p>Si teme che se la situazione non viene contenuta i numeri possano peggiorare. Per evitare ciò, il mese scorso <strong>la Danimarca ha iniziato ad abbattere milioni di visoni</strong> e si prevede che lo stesso continuerà ad essere fatto per un bel po&#8217; di tempo. Ovviamente,<strong> le associazioni animaliste e tutte le persone sensibili alla causa animale sono molto critiche nei riguardi di questa strage</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il primo telethon ambientale al mondo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/il-primo-telethon-ambientale-al-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 08:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[1 milione di alberi]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Camp Adventure Treetop Experience]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[educazione ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[maratona tv]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta fondi]]></category>
		<category><![CDATA[riforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[In Danimarca, una maratona telefonica di raccolta fondi ispira adesioni e trova soldi per piantare quasi un milione di alberi Forse si può chiamare beneficenza climatica, o forse raccolta fondi ambientale, di fatto il popolo danese ha mostrato la propria preoccupazione per la deforestazione, partecipando al primo telethon sul clima al mondo. L&#8217;evento televisivo si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38346" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Telethon_ambientale_CUT.jpg" alt="" width="814" height="454" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Telethon_ambientale_CUT.jpg 814w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Telethon_ambientale_CUT-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Telethon_ambientale_CUT-768x428.jpg 768w" sizes="(max-width: 814px) 100vw, 814px" /></p>
<p>In Danimarca, una maratona telefonica di raccolta fondi ispira adesioni e trova soldi per piantare quasi un milione di alberi</p>
<p>  <span id="more-38347"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Forse si può chiamare beneficenza climatica, o forse raccolta fondi ambientale, di fatto il popolo danese ha mostrato la propria preoccupazione per la deforestazione, partecipando al primo telethon sul clima al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento televisivo si è svolto nella foresta di Gisselfeld Klosters Skove, a sud di Copenaghen, una località già famosa per il <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/passeggiare-nel-bosco-con-una-vista-a-volo-di-uccello.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Camp Adventure Treetop Experience</em></a>, una costruzione architettonica che permette di guardare la foresta con una visuale a volo di uccello. Organizzato dalla <a href="https://www.facebook.com/dncopenhagen" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Danish Society for Nature Conservation</em></a>&nbsp;e dalla <a href="https://www.growingtrees.dk/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Growing Trees Network Foundation</em></a>, questa maratona Tv è stata costruita principalmente su ospiti musicali, che sono stati invitati ad esibirsi per il canale televisivo pubblico danese TV2.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo era di raccogliere <strong>20 milioni di corone danesi (poco più di 2,6 milioni di euro) per piantare 1 milione di alberi</strong>. Grazie alle donazioni di privati e aziende, l&#8217;evento si è concluso poco prima di raggiungere il suo obiettivo con un totale di 2,42 milioni di euro: abbastanza per piantare 914.233 alberi.<br />È la prima volta che uno spettacolo del genere viene fatto per questioni climatiche, di certo è un&#8217;idea molto intelligente per parlare alle persone e riuscire a coinvolgerle in progetti concreti, che riguardano il benessere del pianeta e di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, sappiamo bene che il solo piantare alberi non risolverà la catastrofe climatica imminenti, ma sappiamo anche che far arrivare il problema nelle case delle persone è cruciale per <strong>creare una coscienza collettiva,</strong> che poi si muova anche in altre battaglie più di tipo individuale.<br />Nonostante l&#8217;evento si sia concluso, si può continuare a donare, basta visitare <a href="https://www.danmarkplantertraeer.dk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo sito</a>&nbsp;per avere ulteriori informazioni.</p>
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		<title>Un museo a pedali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/bici/un-museo-a-pedali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 17:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un museo delle scienze in Svezia sarà a zero emissioni anche grazie all&#8217;alimentazione delle biciclette Lo studio di architettura danese COBE ha vinto un concorso internazionale con il progetto per un nuovo Museo della scienza a zero emissioni a Lund, in Svezia, che sarà alimentato non solo con l&#8217;energia solare raccolta sul tetto ma anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38017" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_museoalimentatocivi.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_museoalimentatocivi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_museoalimentatocivi-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_museoalimentatocivi-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un museo delle scienze in Svezia sarà a zero emissioni anche grazie all&#8217;alimentazione delle biciclette</p>
<p>  <span id="more-38018"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di architettura danese <a href="http://www.cobe.dk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">COBE</a> ha vinto un concorso internazionale con il progetto per un nuovo Museo della scienza a zero emissioni a Lund, in Svezia, che sarà alimentato non solo con l&#8217;energia solare raccolta sul tetto ma anche con l&#8217;energia data dall&#8217;uso delle biciclette. I visitatori del museo, infatti, saranno invitati a contribuire alla produzione di energia elettrica per il museo usando delle biciclette a energia presenti sul tetto concavo. In questo modo, oltretutto, l&#8217;edificio eco-sostenibile diventerà un punto di riferimento, dando rilievo al posizionamento di Lund come città scientifica sulla scena internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con una superficie totale di 3.500 metri quadrati, il <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19863:oetzi-la-mummia-di-5-300-anni&amp;catid=132&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">museo</a> scientifico a due piani sarà costruito principalmente con legno lamellare prefabbricato e comprenderà sale espositive, una galleria, una reception, dei laboratori, un negozio del museo, un ristorante, degli uffici e un auditorium. <br />Il tetto concavo sarà composto da una piattaforma panoramica e da un patio che occuperanno la superficie di 1.600 metri quadrati, così come le bici a energia elettrica e un pannello solare abbastanza grande da soddisfare le esigenze di elettricità del museo. Un grande atrio pieno di piante sarà posizionato al centro del museo in modo da assorbire il biossido di carbonio, aumentare la biodiversità e fungere da serbatoio d&#8217;acqua e canale di scolo in caso di precipitazioni estreme. </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edificio, che dovrebbe essere completato entro il 2024, sarà situato nel cuore del nuovo distretto urbano della città, in mezzo a due edifici high-tech – l&#8217;ESS (European Spallation Source) e il MAX IV – entrambi attualmente in costruzione e destinati a diventare le strutture di ricerca più potenti e avanzate al mondo nell&#8217;ambito della ricerca sui neutroni e i raggi X. <br />Lo scopo del Museo della scienza è quello di rendere la ricerca pionieristica più accessibile per tutti, adulti e bambini, e promuovere l&#8217;interesse generale verso le scienze naturali.</p>
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		<title>Il successo del vento danese</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/eolica/il-successo-del-vento-danese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 09:11:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eolica]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;energia eolica ha contribuito per il 43,6% alla produzione di energia elettrica in Danimarca nel 2017 La Danimarca ha stabilito un nuovo record di energia rinnovabile nel 2017, ottenendo quasi la metà delle sue necessità elettriche dal vento. La fonte rinnovabile ha fornito il 43,6% della domanda di elettricità, superando il precedente record nazionale del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34163" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_eolico.jpg" alt="" width="800" height="477" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;energia eolica ha contribuito per il 43,6% alla produzione di energia elettrica in Danimarca nel 2017</p>
<p>  <span id="more-35466"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La Danimarca ha stabilito un nuovo record di energia rinnovabile nel 2017, ottenendo quasi la metà delle sue necessità elettriche dal vento. La fonte rinnovabile ha fornito il 43,6% della domanda di elettricità, superando il precedente record nazionale del 42%, che era stato ottenuto nel 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">Le turbine eoliche danesi sono state particolarmente attive nel 2017, generando 14.700 Gigawattora in 12 mesi. Dal 2001, la capacità installata di energia eolica è raddoppiata, anche se le turbine sono circa il 20% in meno. Questo perché gli impianti eolici di oggi sono più grandi e più efficienti di quelle che c&#8217;erano negli anni precedenti – la nazione, in totale, ha installato 5.3 Gigawatt di energia eolica a terra e in mare aperto e la maggior parte delle turbine offshore sono state installate dopo il 2001.</p>
<p style="text-align: justify;">Entro il 2020, la Danimarca potrebbe ottenere circa la metà della sua elettricità dal vento. A quel punto, la nazione dovrebbe essere in grado di generare l&#8217;80% della propria energia elettrica dalle fonti rinnovabili – grazie al contributo delle biomasse e dell&#8217;energia solare.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra l&#8217;altro, una delle più grandi compagnie di turbine eoliche del mondo, la <a href="https://www.vestas.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vestas</a>, ha sede proprio in Danimarca, da dove vende la sua tecnologia verde in tutto il mondo – alla fine del 2017, la Vestas ha annunciato un ordine di 96 Megawatt per un parco eolico in India.<br />Visto che i trasporti elettrici sono in crescita, il fatto che ci sia una produzione verde di energia è davvero una buona notizia – presto, oltre agli autobus e alle auto elettriche, potrebbero arrivare perfino gli aerei elettrici a far stabilire nuovi record. La strada è ancora lunga, ma la Danimarca si sta preparando bene a quello che accadrà.</p>
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		<title>Video danese contro i tumori della pelle: AIDA risponde all’appello</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/video-danese-contro-i-tumori-della-pelle-aida-risponde-all-appello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2017 11:22:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[AIDA]]></category>
		<category><![CDATA[Danesi]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[pelle]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[Con un video, un decalogo e un numero verde l’Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali mette a disposizione consigli e professionalità per prevenire i tumori della pelle “Rispettabili cittadini italiani, la Danimarca ha bisogno di voi”, con queste parole il presentatore danese Mikael Bertelsen si rivolge al nostro Paese nel nuovo video diffuso qualche mese fa su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33788" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/05/images_schermata-AIDA.jpg" alt="" width="855" height="476" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_schermata-AIDA.jpg 855w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_schermata-AIDA-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_schermata-AIDA-768x428.jpg 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></p>
<p class="p1"><em>Con un video, un decalogo e un numero verde l’Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali mette a disposizione consigli e professionalità per prevenire i tumori della pelle<br /></em></p>
<p>  <span id="more-33789"></span>  </p>
<p class="p1"><span class="s1">“Rispettabili cittadini italiani, la Danimarca ha bisogno di voi”, con queste parole il presentatore danese Mikael Bertelsen si rivolge al nostro Paese nel nuovo video diffuso qualche mese fa su YouTube per una campagna di prevenzione contro i tumori della pelle intitolata “Help a Dane”, “aiuta un danese”. Realizzata dalla Danish Cancer Society, la videocampagna esorta i cittadini italiani ad aiutare i turisti danesi consigliando loro di proteggersi dal sole per evitare il cancro della pelle.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/wbDZSV-AekE" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ecco allora che alla richiesta di aiuto risponde l’<a href="http://www.aida.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AIDA</a> (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali)&nbsp;con un video (nelle due lingue italiano e danese) in cui l’Associazione mette in campo competenze e professionalità per la salute della pelle e per un turismo del Paese del Sole “amico”.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/X8kf_BS9fQc" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p class="p2"><span class="s3"><a href="https://youtu.be/Vf8oQi238o0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">C&#8217;è anche una versione danese del video</a><br /></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il video rappresenta una delle prime importati novità che l’AIDA riserverà ai suoi iscritti e all’utenza nel corso di quest’anno. Strumento virale di informazione e sensibilizzazione rivolto al popolo nordeuropeo, la risposta alla richiesta di aiuto danese è anche un modo per chiamare all’appello attivamente tutto l’importante apparato di dermatologi iscritti all’Associazione. &nbsp;</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I danesi sono infatti tra i popoli più colpiti da questo male. Secondo la Danish Cancer Society, l’incidenza del melanoma, nella popolazione della Danimarca, tocca percentuali elevatissime: ogni anno il 19,2%. Una cifra considerevole se messa a confronto con il 14,6 del Regno Unito, alle 11,4 di Germania e Italia, al 10,2 della Francia, al 6,9 della Spagna, al 2,4 della Grecia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Esporre, in modo non corretto, la pelle chiara e delicata dei danesi al sole delle nostre località costiere significa aumentare il rischio di contrarre la malattia. La prevenzione passa attraverso alcune semplici mosse, dall’utilizzo di cappelli e luoghi ombreggiati, a piccole ma importanti accortezze su quando e come mettere la protezione solare, i tempi e gli orari più adatti all’esposizione al sole e tanti altri consigli che l’AIDA mette a disposizione dei nostri ospiti in un decalogo creato ad hoc.&nbsp; DECALOGO SCARICABILE sulla pagina&nbsp;(<a href="http://www.aida.it/helpadane" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nella versione danese</a>) e&nbsp;(<a href="http://www.aida.it/danesi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nella versione italiana</a>) e al numero verde 800.821.621 che rende disponibili dermatologi AIDA in tutta Italia.&nbsp;</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il turismo è una delle maggiori risorse del nostro Paese. AIDA prendendosi cura della pelle dei danesi protegge anche il turismo italiano.&nbsp;</span></p>
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		<title>Piccoli giardini di biciclette abbandonate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2016 11:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Gro Selv]]></category>
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					<description><![CDATA[In una città danese un gruppo di volontari ha dato alle biciclette senza proprietario una nuova e floreale prospettiva di vita urbana Nel quartiere latino della città danese di Aarhus – che, tra l&#8217;altro, oltre ad essere la seconda città più popolosa della Danimarca è anche la capitale europea della cultura del 2017 – un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31413" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/05/images_igallery_resized_ambientetest_Gro_Selv-18005-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">In una città danese un gruppo di volontari ha dato alle biciclette senza proprietario una nuova e floreale prospettiva di vita urbana<br /></span></p>
<p>  <span id="more-31414"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Nel quartiere latino della città danese di Aarhus – che, tra l&#8217;altro, oltre ad essere la seconda città più popolosa della Danimarca è anche la capitale europea della cultura del 2017 – un gruppo di cinquanta giovani volontari si è lanciato nel progetto di decorare con fiori, piante ed erbe aromatiche tutte quelle biciclette che si trovavano legate ai pali o appoggiate fuori dai bar e che non erano di proprietà di nessuno.</span></p>
<p>Si chiama <a href="https://www.facebook.com/events/976768475704548/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cykelhaver</a> (ovvero «giardini di biciclette») questo progetto e viene dall&#8217;idea dei tre diciannovenni Cherie Hornsleth, Oskar Vedel e Ciliane Stubkjær che, dopo aver visto un certo numero di biciclette abbandonate nella città, hanno deciso di contattare<a href="https://www.facebook.com/groselv/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> GRO SELV</a>, una piattaforma danese che sostiene i progetti dei giovani che riguardano temi come cibo, alloggi e avvenimenti.&nbsp;</p>
<p>La responsabile del progetto <a href="http://concito.dk/klimaambassaden/groselv" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GRO SELV</a>, che si chiama Esben Vestergaard Pedersen, ha raccontato che l&#8217;organizzazione ha aiutato i tre giovani fornendogli materiali, vernici, strumenti e legno da riciclare per costruire le scatole di erbe: loro non sapevano da dove iniziare per fare quello che avevano deciso di fare, avevano solo pensato che quelle biciclette abbandonate sembrassero davvero molto tristi.&nbsp;</p>
<p>Quindi, i volontari si sono messi all&#8217;opera e adesso quelle bici sono piene di erbe e frutti: rosmarino, prezzemolo, fragole, menta. Hanno detto che aspetteranno due mesi e poi faranno un pasto celebrativo con tutte le cose raccolte dalle piccole colture urbane.&nbsp;</p>
<p>Se questo progetto dovesse continuare a dimostrarsi popolare come è stato finora – si sono riscontrate reazioni totalmente positive da parte delle persone – i ragazzi continueranno ad alimentarlo almeno fino all&#8217;estate e poi, speriamo, anche oltre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>È la Danimarca il paese più felice del mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 09:40:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco l&#8217;annuale classifica sulle nazioni più felici. Ottimi risultati del nord Europa Volete fuggire dall’Italia ed essere felici? Fate un pensiero alla Danimarca. È il consiglio spassionato che viene dal Rapporto mondiale della felicità 2016 compilato da un organismo dell’Onu. In classifica ci sono 157 paesi. L’Italia è solo al 50esimo posto. Su cosa si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31005" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Danimarca_nazione_piu___felice-17796-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Ecco l&#8217;annuale classifica sulle nazioni più felici. Ottimi risultati del nord Europa</p>
<p>  <span id="more-31006"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Volete fuggire dall’Italia ed essere felici? Fate un pensiero alla Danimarca. È il consiglio spassionato che viene dal <a href="http://worldhappiness.report/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rapporto mondiale della felicità 2016 </a>compilato da un organismo dell’Onu. In classifica ci sono 157 paesi. L’Italia è solo al 50esimo posto.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Su cosa si basa la classifica? Sinteticamente potremmo elencare i 7 parametri fondamentali:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Pil reale pro-capite,</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">aspettativa di vita, </span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">sostegno sociale,</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">avere qualcuno su cui contare nei momenti di difficoltà, </span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">libertà percepita nel fare scelte di vita, </span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">assenza di corruzione nel governo e le imprese,</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">generosità.</span></li>
</ul>
<p>Nella top ten ci sono molti stati del nord europa, oltre a ex colonie britanniche. Ricordiamo Svizzera, Islanda e Norvegia, poi Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Gli Stati Uniti sono al tredicesimo posto.</p>
<p>Meglio dell’Italia fanno l’Uzbekistan,la Malesia e il Nicaragua.</p>
<p>I cugini spagnoli sono al 37esimo posto e quelli francesi al 32esimo. La Germania, poco dopo gli USA, è sedicesima.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">E i paesi meno felici? Purtroppo tanta Africa e Medio oriente: Ruanda, Benin, Guinea, Liberia, Togo, Tanzania, e Madagascar, la Siria, devastata dalla guerra, e Afghanistan. Ultimo posto per il Burundi.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=25133" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Spendere per un viaggio o per un nuovo smartphone? Vi consigliamo la prima opzione. Anche gli psicologi lo dicono</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Patate fritte cancerogene? La Danimarca pone limiti più severi rispetto al resto d’Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 11:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Acrilammide]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Patate Fritte]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;amido può essere cancerogeno a causa dell&#8217;acrilammide. Giro di vite della Danimarca La Danimarca ha inasprito le regole per quanto riguarda l’acrilammide. Ora la soglia tollerata è inferiore a quella consentita nel resto dell’Unione europea. Cos’è l’acrilammide? È una sostanza cancerogena che si forma in modo naturale quando cuociamo ad alte temperature prodotti alimentari che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30604" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_Amido_cancerogeno_per_acrillamide-17585-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;amido può essere cancerogeno a causa dell&#8217;acrilammide. Giro di vite della Danimarca</p>
<p>  <span id="more-30605"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La Danimarca ha inasprito le regole per quanto riguarda l’acrilammide. Ora la soglia tollerata è inferiore a quella consentita nel resto dell’Unione europea.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Cos’è l’acrilammide? È una sostanza cancerogena che si forma in modo naturale quando cuociamo ad alte temperature prodotti alimentari che contengono amico. Interessa molti tipi di cottura: forno,frittura, griglia e lavorazioni industriali a più di 120 gradi.</span></p>
<p>Il prodotto più a rischio sono le patatine fritte, ma non dimentichiamo caffè, biscotti, e alcuni prodotti da forno come pane e cracker.</p>
<p>Nello sviluppo dell’acrilammide contano molto sia le condizioni in cui il prodotto è lavorato che il metodo di cottura.</p>
<p>L’Europa ha stabilito i suoi parametri in queste tabella (<a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=uriserv%3AOJ.L_.2013.301.01.0015.01.ITA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Raccomandazione della Commissione, dell’ 8 novembre 2013 , sulle analisi dei tenori di acrilammide negli alimenti Testo rilevante ai fini del SEE</a>), mentre la Danimarca ora seguirà delle norme più severe.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ecco alcuni esempi, utilizzando l’unità di misura microgrammi al chilo: le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26324" target="_blank" rel="noopener noreferrer">patatine fritte </a>scendono da 600 a 550, le patatine a base di patate fresche scendono da 1000 a 750. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per quanto riguarda il pane a base di frumento i valori passano da 80 a 50 e per il pane morbido scendono da 150 a 100. </span></p>
<p>Come spiega anche l’<a href="http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/acrylamide" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Autorità europea per l difesa alimentare</a>, ‘L’acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature come frittura, cottura al forno e alla griglia e anche durante i processi di trasformazione industriale a oltre 120° C e bassa umidità. Il principale processo chimico che causa ciò è noto come “reazione di Maillard” ed è la stessa reazione che rende i cibi abbrustoliti e anche più gustosi. L’acrilammide si forma a partire da alcuni zuccheri e da un aminoacido (soprattutto un aminoacido chiamato “asparagina”) che sono presenti naturalmente in molti alimenti. L’acrilammide si trova in alimenti come patatine, patate fritte a bastoncino, pane, biscotti e caffè. Fu scoperto per la prima volta negli alimenti nel 2002, ma è probabile che vi sia stato presente sin da quando è stata inventata la cottura. L’acrilammide risulta anche da molti usi industriali non alimentari ed è presente nel fumo di tabacco’.</p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Piccole fattorie urbane componibili: l&#8217;idea per rendere verde ogni angolo della città</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/architettura/piccole-fattorie-urbane-componibili-l-idea-per-rendere-verde-ogni-angolo-della-citta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 10:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie]]></category>
		<category><![CDATA[Flatpack]]></category>
		<category><![CDATA[orti urbani]]></category>
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					<description><![CDATA[In Danimarca, una società studia un metodo per sfruttare tutti gli spazi urbani disponibili a favore dell&#8217;agricoltura Il termine flatpack ha sempre indicato una tipologia di mobili componibili, noti per la loro agevolezza di trasporto visto che possono essere smontati e imballati in confezioni piatte. Da oggi, però, con flatpack verrà raccontata anche un&#8217;altra realtà, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29776" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_Orti_urbani_Huma_Habitat-17155-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">In Danimarca, una società studia un metodo per sfruttare tutti gli spazi urbani disponibili a favore dell&#8217;agricoltura<br /></span></p>
<p>  <span id="more-29777"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il termine flatpack ha sempre indicato una tipologia di mobili componibili, noti per la loro agevolezza di trasporto visto che possono essere smontati e imballati in confezioni piatte. Da oggi, però, con flatpack verrà raccontata anche un&#8217;altra realtà, quella delle Human Habitat’s Impact Farm, fattorie urbane ideate e progettate da una coppia di giovani imprenditori ambiziosi, i danesi Mikkel Kjaer e Ronnie Markussen, che gestiscono il <a href="http://www.humanhabitat.dk/?page_id=2&amp;lang=en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">laboratorio di progettazione urbana Human Habitat</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L&#8217;idea è quella di risolvere uno dei più grandi problemi dell&#8217;agricoltura urbana, ovvero lo spazio limitato, che ostacola la libera crescita di alimenti freschi e si traduce in un rendimento molto limitato delle realtà che si occupano di questo tipo di coltivazioni. Per farlo, sono nate queste<a href="https://www.ecoseven.net//?p=19871" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> fattorie urbane</a>: giardini verticali che ospitano coltivazioni idroponiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Con una superficie di soli 538 piedi quadrati (equivalenti a poco più di 160 metri quadrati), Human Habitat’s Impact Farm può infilarsi facilmente negli interstizi urbani disponibili e grazie al design flatpack si può far sì che questi interstizi urbani siano ovunque: la struttura, infatti, può essere spedita in tutto il mondo ed essere così usata sia per esigenze commerciali che per necessità comunitarie. A detta dei suoi inventori, la Impact Farm può essere spacchettata e installata in 10 giorni. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Accessibilità del buon cibo per le persone, nuove opportunità di occupazione, rivalutazione delle aree urbane: sono questi gli obiettivi che stanno alla base del modello offerto da Kjaer e Markussen.</span></p>
<p>In questo momento, a Copenaghen, si sta testando la Impact Farm grazie a un modello pilota che possa mostrarne le caratteristiche; la speranza è di portarla dentro molte grandi città, così come nelle sedi di Paesi che soffrono crisi umanitarie. </p>
<p>Il cibo fresco e ben coltivato dovrebbe essere a disposizione di tutti, in ogni circostanza. </p>
<p>Human Habitat cerca di renderlo possibile.</p>
<p> </p>
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