<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>cucina &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/cucina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Mar 2022 14:07:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Come preparare il lievito madre</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/come-preparare-il-lievito-madre/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/come-preparare-il-lievito-madre/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Lievito Madre]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=52326</guid>

					<description><![CDATA[La pandemia ha riportato tutti in cucina a panificare e fare torte: non sarebbe meglio avere il proprio lievito madre? Una delle stanze che i social network ci hanno mostrato di più in questa quarantena è stata sicuramente la cucina: fornelli, tavoli pieni di farina, interni di forno. Gli italiani, chiusi in lockdown e con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52327" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/bread-4425520_1280.jpg" alt="lievito madre" width="800" height="454" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/bread-4425520_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/bread-4425520_1280-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/bread-4425520_1280-768x436.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>La pandemia ha riportato tutti in cucina a panificare e fare torte: non sarebbe meglio avere il proprio lievito madre?</h3>
<p><span id="more-52326"></span></p>
<p>Una delle stanze che i social network ci hanno mostrato di più in questa quarantena è stata sicuramente la cucina: fornelli, tavoli pieni di farina, interni di forno. Gli italiani, chiusi in lockdown e con file infinite da fare davanti a supermercati e alimentari, hanno cercato di fare da sé, producendo in casa pane, pizza e torte come se non ci fosse domani.</p>
<p>Il primo effetto di questo ritorno in cucina è stata <strong>la sparizione immediata del lievito da tutti gli scaffali dei negozi</strong>, per questo in molti hanno pensato che la soluzione migliore sarebbe stata provare a prepararsi da soli il lievito madre, avendo pure a disposizione il tempo per prendersene cura.</p>
<p>La cosa più incredibile del lievito madre, infatti, è che per essere preparato ha bisogno di due soli ingredienti:</p>
<ul>
<li>farina</li>
<li>acqua</li>
</ul>
<h4>Come per magia, questi due semplici elementi, più il tempo, possono produrre il lievito, grazie alla fermentazione.</h4>
<p>Quello che si deve fare, prima di tutto, è:</p>
<ul>
<li>mescolare 100 g di farina e 50 g di acqua a temperatura ambiente fino a formare un composto simile a una pallina, da mettere in un contenitore coperto (alcuni consigliano di incidere la pallina e di coprire il contenitore con della pellicola da bucherellare, altri di usare un panno).</li>
</ul>
<p>Il composto va messo in un posto caldo o anche vicino alla frutta – sia l&#8217;una che l&#8217;altra condizione favoriscono la fermentazione. Dopo 48 ore, va fatto il primo rinfresco:</p>
<ul>
<li>si deve scartare metà del composto, pesarlo e aggiungere la stessa quantità in grammi di farina e la metà di acqua, poi si deve mescolare bene e rimetterlo dov&#8217;era, alle stesse condizioni termiche.</li>
</ul>
<p>Dopo altre 48 ore, il composto dovrebbe iniziare a gorgogliare e aumentare di dimensioni, a quel punto bisogna fare dei rinfreschi più ravvicinati, ogni 24 ore, sempre secondo le modalità del primo rinfresco.</p>
<p><strong>E si deve andare avanti a rinfrescare ogni giorno per 15 giorni.</strong></p>
<p>A quel punto, il lievito madre sarà pronto e dovrà continuare ad essere nutrito almeno una volta a settimana (anche ogni 4/5 giorni) nel corso del tempo. In questo modo, si potranno avere pane e pizza e lievitazione naturale.</p>
<p>Dovrà essere tenuto in frigorifero e si dice che gli si debba sempre dare un nome.  Avete qualche idea in merito?</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/come-preparare-il-lievito-madre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Robot alla griglia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/robot-alla-griglia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/robot-alla-griglia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 13:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[hotdog]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38887</guid>

					<description><![CDATA[Finalmente gli scienziati hanno costruito un robot che può cucinare e servire hot dog Gli ingegneri della Boston University hanno costruito un robot in grado di cucinare con successo e servire hot dog perfettamente accettabili per i suoi umani di riferimento. Sebbene sembri un piccolo trionfo, il processo di cottura e preparazione del cibo implica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38886" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hot-dog-21074_1280.jpg" alt="" width="799" height="471" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hot-dog-21074_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hot-dog-21074_1280-300x177.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hot-dog-21074_1280-768x453.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h2>Finalmente gli scienziati hanno costruito un robot che può cucinare e servire hot dog</h2>
<p>  <span id="more-38887"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli ingegneri della <a href="http://www.bu.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Boston University</a> hanno costruito un robot in grado di cucinare con successo e servire hot dog perfettamente accettabili per i suoi umani di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene sembri un piccolo trionfo, il processo di cottura e preparazione del cibo implica per un robot una conoscenza di base che gli umani danno per scontata ma che, fino ad ora, aveva fatto costantemente ingarbugliare i sistemi di intelligenza artificiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ingegneri hanno scoperto che il robot è stato in grado di raggiungere l&#8217;obiettivo solo quando lo hanno addestrato utilizzando un processo chiamato «<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento_per_rinforzo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">apprendimento di rinforzo</a>», secondo quanto raccontato nella <a href="https://robotics.sciencemag.org/content/4/37/eaay6276" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>&nbsp;pubblicata sulla rivista Science Robotics.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto agli altri tipi di intelligenza artificiale che hanno provato, l&#8217;apprendimento per rinforzo era di gran lunga il metodo migliore per lo chef artificiale in formazione. Si tratta di un&#8217;architettura dell&#8217;intelligenza artificiale che fondamentalmente incentiva un sistema ad apprendere gradualmente una nuova abilità codificandola per percepire il successo come intrinsecamente gratificante.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si è trattato di cucinare un hot dog, il «successo» includeva l&#8217;apprendimento di cose come l&#8217;ordine corretto delle azioni: cucinare la carne e poi metterla in un panino, per esempio – una cosa che per le persone può essere immediata, ma che per un robot non lo è affatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha spiegato <a href="https://www.inverse.com/article/61754-robot-hot-dogs-fast-food" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Inverse</a>, i ricercatori hanno sviluppato un linguaggio semplice che li ha aiutati a suddividere ogni parte dell&#8217;attività in attività più piccole: è stato in questo modo l&#8217;algoritmo ha capito cosa doveva fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ha preso possesso del posto davanti alla griglia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/robot-alla-griglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>5 erbe che non puoi far mancare nella tua cucina</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/5-erbe-che-non-puoi-far-mancare-nella-tua-cucina/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ecoseven/5-erbe-che-non-puoi-far-mancare-nella-tua-cucina/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 09:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[benessere e salute]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[curcuma]]></category>
		<category><![CDATA[gusto]]></category>
		<category><![CDATA[gusto in cucina]]></category>
		<category><![CDATA[peperoncino]]></category>
		<category><![CDATA[Salvia]]></category>
		<category><![CDATA[sapore]]></category>
		<category><![CDATA[spezie]]></category>
		<category><![CDATA[ZENZERO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38128</guid>

					<description><![CDATA[Aumenta i sapori nelle pietanze, per la gioia del corpo e del palato Ecco cinque spezie da tenere sempre a portata di mano, per rendere i piatti speciali e salutari, soprattutto quelli fatti in casa: AglioL&#8217;aglio viene utilizzato in tutto il mondo, dal pesto alla salsa d&#8217;avocado. Ma l&#8217;aglio non è solo un&#8217;erba profumata: porta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38127" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_erbe_aromatiche.jpg" alt="" width="798" height="462" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_erbe_aromatiche.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_erbe_aromatiche-300x174.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_erbe_aromatiche-768x445.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Aumenta i sapori nelle pietanze, per la gioia del corpo e del palato</p>
<p>  <span id="more-38128"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ecco cinque spezie da tenere sempre a portata di mano, per rendere i <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/con-la-crisi-torna-il-fai-da-te-in-cucina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piatti speciali e salutari, soprattutto quelli fatti in casa</a>:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aglio</strong><br />L&#8217;aglio viene utilizzato in tutto il mondo, dal pesto alla salsa d&#8217;avocado. Ma l&#8217;aglio non è solo un&#8217;erba profumata: porta anche enormi benefici per la salute. Come riporta <a href="https://www.mindbodygreen.com/articles/5-healthy-herbs-and-spices" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mind Body Green</a>, l&#8217;aglio può aiutare a sostenere il sistema immunitario. Oltre a scongiurare malattie come il raffreddore e l&#8217;influenza, gli scienziati hanno scoperto che il consumo di aglio può aiutare a prevenire il cancro al colon.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zenzero</strong><br />Lo zenzero è un&#8217;ottima aggiunta per zuppe, fritture, condimenti e persino frullati. Ma sapevi che questa spezia riscaldante ha una lunga storia nella medicina alternativa? I professionisti della salute naturale usano da tempo lo zenzero per curare una varietà di disturbi, in particolare i problemi digestivi, come la nausea o il gonfiore. Gli studi hanno dimostrato che lo zenzero è anche un ottimo antidolorifico per le persone con artrite o crampi mestruali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Curcuma</strong><br />Gli studi hanno dimostrato che la curcuma è in grado di svolgere una potente attività antitumorale ed è anche un potente antiossidante con forti capacità antinfiammatorie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Peperoncino</strong><br />Esistono molti tipi di peperoncino e la capsaicina è il composto inodore e incolore che li rende caldi e “piccanti”. La scienza ha rivelato che la capsaicina aiuta a promuovere una sana digestione, può aumentare la combustione dei grassi e ridurre l&#8217;appetito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salvia</strong><br />Durante il Medioevo, la salvia era un&#8217;erba molto apprezzata per i suoi poteri curativi. Gli studi di <em>Healthline</em> hanno rivelato che la <a href="https://www.naturalnews.com/027520_sage_herb.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">salvia</a> è particolarmente utile per proteggere la salute del cervello, specialmente nel caso dell&#8217;Alzheimer.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ecoseven/5-erbe-che-non-puoi-far-mancare-nella-tua-cucina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alluminio? Fuori dalla cucina!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/alluminio-fuori-dalla-cucina/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ecoseven/alluminio-fuori-dalla-cucina/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 04:05:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alluminio]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[tossine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37959</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;alluminio potrebbe essere – quasi sempre &#8211; tossico L&#8217;alluminio è in quasi tutte le cucine. Questo potrebbe farci pensare si tratti di qualcosa di abbastanza sicuro. Niente di più sbagliato! L&#8217;Agency for Toxic Substances and Disease Registry, infatti, ha ufficialmente classificato l&#8217;alluminio come neurotossina. Sfortunatamente questo materiale si trova dappertutto, anche al di là del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37958" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_alluminiocucina.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alluminiocucina.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alluminiocucina-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alluminiocucina-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;alluminio potrebbe essere – quasi sempre &#8211; tossico</p>
<p>  <span id="more-37959"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;alluminio è in quasi tutte le cucine. Questo potrebbe farci pensare si tratti di qualcosa di abbastanza sicuro. Niente di più sbagliato! L&#8217;Agency for Toxic Substances and Disease Registry, infatti, ha ufficialmente classificato l&#8217;alluminio come neurotossina. Sfortunatamente questo materiale si trova dappertutto, anche al di là del mondo alimentare: dai farmaci ai prodotti di bellezza, compresi i deodoranti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del tempo l&#8217;<a href="https://www.naturalhealth365.com/aluminum-foil-brain-health-2882.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alluminio si accumula nel cervello</a>, nella <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20149:un-sostegno-naturale-per-la-tiroide&amp;catid=136&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tiroide</a>, nei reni e nel fegato, dove può provocare infiammazione, ossidazione e danni ai tessuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Può influenzare l&#8217;umore, il sonno e la cognizione. Esposizioni prolungate anche a bassi livelli di alluminio sono state associate all&#8217;invecchiamento cerebrale e alla neurodegenerazione, quindi all&#8217;Alzheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">I sintomi da intossicazione comprendono mal di testa, pelle secca, raffreddori frequenti, problemi gastrointestinali e depressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se hai intenzione di fare il barbecue quest&#8217;estate, lascia l&#8217;alluminio a casa. Uno studio pubblicato sull&#8217;International Journal of Electrochemical Science ha rivelato che l&#8217;utilizzo dei fogli di alluminio per cucinare contribuisce in modo significativo ai livelli di assunzione giornaliera di alluminio, portando il cibo a livelli di tossicità superiori a quelli consentiti dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ecoseven/alluminio-fuori-dalla-cucina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il segreto di una relazione longeva? La cucina!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/il-segreto-di-una-relazione-longeva-la-cucina/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/il-segreto-di-una-relazione-longeva-la-cucina/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 15:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37625</guid>

					<description><![CDATA[Secondo un sondaggio, le coppie che cucinano insieme restano insieme L&#8217;amore, ieri come oggi, chiede attenzione e sensibilità. Se hai un partner, avrai già scoperto che accorgimenti come spartirsi bene i lavori domestici può evitare inutili discussioni. Uno studio ha rivelato che le coppie che dividono le faccende in modo egualitario hanno una vita sessuale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37624" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/02/images_cook-3976650_1920.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/02/images_cook-3976650_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/02/images_cook-3976650_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/02/images_cook-3976650_1920-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo un sondaggio, le coppie che cucinano insieme restano insieme</p>
<p>  <span id="more-37625"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amore, <a href="http://ecoseven.net/scienze/tecnologia/l-amore-ai-tempi-di-facebook.html?highlight=WyJhbW9yZSJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ieri come oggi</a>, chiede attenzione e sensibilità. Se hai un partner, avrai già scoperto che accorgimenti come spartirsi bene i lavori domestici può evitare inutili discussioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio ha rivelato che le coppie che dividono le faccende in modo egualitario hanno una vita sessuale migliore delle altre. Tuttavia, c&#8217;è un compito, in particolare, che aiuta a mantenere sereno un rapporto: la preparazione del pasto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un sondaggio condotto su oltre 1.000 adulti americani, l&#8217;87% degli intervistati ha dichiarato che la cucina è una delle attività più importanti. Cucinare insieme aiuta le coppie a comunicare e tornare in sintonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 98% degli americani considera la comunicazione una parte essenziale di un matrimonio felice e cucinare insieme è un modo fantastico per incoraggiare la comunicazione, in tutte le sue fasi, dal decidere cosa fare all&#8217;utilizzo delle spezie, dalla preparazione della tavola alla scelta del vino da aprire. La cucina aiuta a comunicare all&#8217;altro di che cosa si ha bisogno: una competenza davvero utile anche in camera da letto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La cucina, inoltre, viene considerato da molti un modo per trasmettere il proprio amore e prendersi cura. Più di nove intervistati su dieci hanno ritenuto che i pasti cucinati in casa possano aiutare a mettere in contatto i partner, mentre il 78% crede che le coppie che cucinano insieme, rimangano insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nella coppia questo non avviene, non temere. La cucina è uno strumento, non la chiave: la qualità del prodotto finale dipende da molti fattori che possono essere sollecitati in maniera differente e, in ogni caso, potrebbe bastare dedicare una sera a settimana alla preparazione di un panino insieme, magari prima di <a href="https://www.foxnews.com/health/the-habit-that-could-make-or-break-your-relationship" target="_blank" rel="noopener noreferrer">infilarsi nel letto a vedere un bel film</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/il-segreto-di-una-relazione-longeva-la-cucina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inferno dei batteri nei canovacci della cucina</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/l-inferno-dei-batteri-nei-canovacci-della-cucina/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/l-inferno-dei-batteri-nei-canovacci-della-cucina/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 13:39:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[canovacci]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=36640</guid>

					<description><![CDATA[Un nuovo studio racconta l&#8217;incredibile quantità di batteri che si formano negli strofinacci multiuso In cucina succede di avere dei canovacci che vengono usati un po&#8217; per far tutto: asciugare le posate bagnate, spolverare il piatto prima di servire, passarlo su un schizzo di sugo che è finito su uno sportello, asciugare le nostre mani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36639" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_apple-pie-1754010_1920.jpg" alt="" width="798" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_apple-pie-1754010_1920.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_apple-pie-1754010_1920-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_apple-pie-1754010_1920-768x386.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h2>Un nuovo studio racconta l&#8217;incredibile quantità di batteri che si formano negli strofinacci multiuso</h2>
<p><span id="more-36640"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In cucina succede di avere dei canovacci che vengono usati un po&#8217; per far tutto: asciugare le posate bagnate, spolverare il piatto prima di servire, passarlo su un schizzo di sugo che è finito su uno sportello, asciugare le nostre mani dopo che abbiamo lavato i piatti. Insomma, senza rendercene conto non facciamo altro che permettere ai germi di moltiplicarsi sul nostro strofinaccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è occupato della questione un nuovo studio che ha rivelato che il 49% dei panni da cucina raccolti erano carichi di batteri e che il numero di batteri aumentava con il numero di membri della famiglia e col numero dei bambini.<br />
I ricercatori, provenienti dall&#8217;isola Mauritius, un paese insulare dell&#8217;Oceano Indiano, hanno spiegato che questa contaminazione non si ferma sullo straccio, ma potrebbe raggiungere il nostro cibo e causarci un&#8217;intossicazione alimentare. In particolare, sono proprio i canovacci che vengono usati per una varietà di compiti ad avere un bel carico dei batteri e quelli umidi ne hanno ancora di più di quelli secchi.<br />
Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato 100 asciugamani da cucina usati da un mese e hanno classificato sia i tipi di batteri sugli asciugamani, sia quanti batteri erano presenti. Dei 49 canovacci infestati da batteri, il 37% conteneva Escherichia coli (E. coli, batterio dell&#8217;intestino), il 37% l&#8217;Enterococcus e il 14% lo Staphylococcus aureus (S. aureus, batterio del tratto respiratorio).</p>
<p style="text-align: justify;">Le percentuali più elevate di S. aureus sono state trovate tra le famiglie a basso reddito e quelle con bambini, mentre il rischio per E. coli era più alto negli strofinacci umidi rispetto a quelli secchi, in quelli multiuso rispetto ai monouso e in quelli utilizzati nelle famiglie non vegetariane – sia E. coli che S. aureus, infatti, sono stati trovati a tassi più alti nelle famiglie che seguivano diete non vegetariane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio dei ricercatori chiaramente è di stare attenti, di non usare asciugamani umidi e multiuso, di non contaminare il cibo, di non pensare che pulendosi le mani su una superficie di tessuto le si è pulite – no: le mani vanno sempre lavate con attenzione.<br />
<a href="https://www.asm.org/index.php/asm-microbe-2018" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I risultati dello studio</a> sono stati presentati al meeting dell&#8217;American Society for Microbiology, ad Atlanta.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/l-inferno-dei-batteri-nei-canovacci-della-cucina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La clorofilla negli alimenti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-clorofilla-negli-alimenti/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-clorofilla-negli-alimenti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 14:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[clorofilla]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35766</guid>

					<description><![CDATA[In che modo la cottura e la manipolazione influenzano la clorofilla che mangiamo? La maggior parte dei cibi vegetali contiene almeno piccole quantità di clorofilla, ma sono le verdure verdi ad essere una fonte particolarmente concentrata di questo nutriente. Gli spinaci ne contengono davvero molta, così come il prezzemolo, ma ne contengono anche gli asparagi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35765" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Spinaci_clorofilla.jpg" alt="" width="796" height="503" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Spinaci_clorofilla.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Spinaci_clorofilla-300x190.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Spinaci_clorofilla-768x485.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p>In che modo la cottura e la manipolazione influenzano la clorofilla che mangiamo?</p>
<p>  <span id="more-35766"></span>  </p>
<p>La maggior parte dei cibi vegetali contiene almeno piccole quantità di <strong>clorofilla</strong>, ma sono le verdure verdi ad essere una fonte particolarmente concentrata di questo nutriente.</p>
<p>Gli spinaci ne contengono davvero molta, così come il prezzemolo, ma ne contengono anche gli asparagi, le bietole, i peperoni verdi, i broccoli, i cavoletti di Bruxelles, i cavoli, il sedano, i cetrioli, i fagiolini, i piselli, i porri, la senape, le olive verdi, la lattuga romana, le cime di rapa. E non solo, ci sono anche alimenti che non sono verdure nella lista dei portatori di clorofilla: per esempio le noci, i semi, i pistacchi, l&#8217;uva verde, i kiwi&#8230; Insomma, nel caso in cui si avesse bisogno di aggiungere clorofilla alla propria dieta, vi è davvero ampia scelta!&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che c&#8217;è da sapere sulla <strong>cottura degli alimenti</strong> contenenti clorofilla è che la clorofilla è instabile al riscaldamento e quindi è naturalmente influenzata dalla <a href="cucinare-gli-hot-dog-grazie-al-sole&amp;catid=11&amp;Itemid=2431" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cottura</a> – ancora di più di quanto non lo siano altri pigmenti, tipo i carotenoidi. Sono molte le cotture che riducono i livelli di clorofilla – la scottatura, la cottura in pressione, l&#8217;ebollizione – perché il punto è che sono i tempi di cottura a farli diminuire: man mano che i tempi di cottura aumentano, soprattutto durante le cotture molto prolungate, la clorofilla viene sempre più scomposta – un cambiamento questo che è anche possibile appurare con la vista dato che il colore degli alimenti si modifica durante le cotture.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un cibo acquista una tonalità luminosa e vivace di verde, probabilmente ci si sta avvicinando alla giusta quantità di cottura totale, mentre quando inizia a perdere il suo sorprendente colore verde, stiamo di certo assistendo a un&#8217;ulteriore rottura e perdita della sua clorofilla.<br />Inoltre, è stato riscontrato che anche l&#8217;immagazzinamento prolungato del cibo può ridurre il contenuto di clorofilla – così come può causare la perdita di altri nutrienti.<br />Bastano questi piccoli accorgimenti per poter continuare a fornire questo pigmento al nostro organismo nella maniera giusta.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-clorofilla-negli-alimenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Natale in cucina: chi vincerà la sfida tra innovazione e tradizione?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/natale-in-cucina-chi-vincera-la-sfida-tra-innovazione-e-tradizione/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/natale-in-cucina-chi-vincera-la-sfida-tra-innovazione-e-tradizione/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 14:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[feste]]></category>
		<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35068</guid>

					<description><![CDATA[Scopriamo dei piatti alternativi che sposano la tradizione ma aggiungono un tocco di creatività Il Natale è il periodo in cui si susseguono pranzi e cene senza sosta. Dalla sera della Vigilia al pranzo della Befana, sono innumerevoli le occasioni per stare insieme, attorno a una tavola, all’insegna della convivialità e della buona cucina. Accanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35067" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Natale_menu_idee_.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Natale_menu_idee_.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Natale_menu_idee_-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Natale_menu_idee_-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Natale_menu_idee_-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Scopriamo dei piatti alternativi che sposano la tradizione ma aggiungono un tocco di creatività</p>
<p>  <span id="more-35068"></span>  </p>
<p>Il Natale è il periodo in cui si susseguono pranzi e cene senza sosta. Dalla sera della Vigilia al pranzo della Befana, sono innumerevoli le occasioni per stare insieme, attorno a una tavola, all’insegna della convivialità e della buona cucina. Accanto agli addobbi dell’albero, alle luci e alle decorazioni della casa e della tavola, ci sono le tradizioni culinarie che ogni regione si porta dietro e tramanda di generazione in generazione. Ma è vero che la cucina è in continua evoluzione e anche in occasioni come il Natale propone piatti alternativi che sposano la tradizione ma che aggiungono un tocco di creatività originale per portare in tavola piatti diversi ma sempre gustosi ed evocativi.&nbsp;</p>
<p>Dalle ricette tipiche del Natale, <a href="https://www.galbani.it/ricette/capodanno/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Capodanno</a> a quelle dell’<a href="http://www.italia.it/it/idee-di-viaggio/cultura-e-spettacolo/la-festa-dellepifania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Epifania</a>, le idee non mancano e si alternano in una golosa rincorsa all’applauso di fine pasto, e noi cercheremo di darvi qualche suggerimento per scegliere se portare in tavola il gusto della tradizione oppure osare con qualcosa di più innovativo e diverso che venga apprezzato da tutti i commensali.</p>
<p><strong>Gli antipasti</strong><br />Un’idea per conciliare tradizione e innovazione potrebbe essere l’unione dei tipici ingredienti natalizi con una preparazione ricca di una fantasia diversa che farà della vostra portata un piatto da non dimenticare. <br />Tra gli antipasti delle feste, il salmone non manca mai, si sa, ma per prepararlo in maniera diversa potreste osare e servirlo a quadretti con gustosi blinis, tipiche crespelle che arrivano dalla Russia. Vi serviranno:</p>
<ul>
<li>20 g di lievito di birra;</li>
<li>800 ml di latte;</li>
<li>300 g di farina;</li>
<li>4 uova;</li>
<li>sale;</li>
<li>100 ml di panna;</li>
<li>200 ml di crème fraîche;</li>
</ul>
<p>Sciogliete il lievito in 500 ml di latte tiepido, aggiungete 50 g di farina e mescolate con una frusta. Lasciate fermentare per 2 ore, quindi aggiungete la restante farina, i tuorli e montate a parte gli albumi e la panna. Aggiungete alla pastella prima gli albumi, mescolando dal basso verso l’alto e poi la panna. Aggiustate di sale e lasciate lievitare il composto per altri 30 minuti. Scaldate una padella antiaderente imburrata e versate una cucchiaiata di pastella alla volta, cuocendo da entrambi i lati per 2 minuti circa. <br />Sistemate i blinis su un vassoio e completate con un cucchiaio di crème fraîche e una fettina di salmone tagliato a quadratini.</p>
<p><strong>I primi</strong><br />Per i primi avete sempre davvero l’imbarazzo della scelta, c’è chi non fa mai mancare in tavola le lasagne, chi i tortellini o i cappelletti in brodo. Noi vi proponiamo una pasta fresca ripiena che porta in tavola la sapiente maestria delle brave cuoche casalinghe e un sapore ricercato e particolare dato dall’unione tra ricotta di capra e zucca. <br />Preparate la pasta formando una fontana con 400 g di farina 00; aggiungete un pizzico di sale e sgusciatevi 4 uova intere. Cominciate a impastare e, man mano, versate anche 40 ml di acqua fredda e 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva. Dopo aver ottenuto una palla liscia e omogenea, avvolgetela in una pellicola da cucina e lasciatela in frigorifero. <br />Nel frattempo, tagliate una zucca da 700 g a cubetti e fateli ammorbidire in forno a 200° per 20 minuti; frullateli con 250 g di ricotta, 40 g di pecorino romano, una spolverizzata di noce moscata, sale e pepe. Stendete la pasta e formate i ravioli con il ripieno, chiudeteli bene e tuffateli in acqua bollente salata. Conditeli caldi con una salsa aromatica preparata con 150 g di burro, 20 foglie di salvia e parmigiano grattugiato.</p>
<p><strong>I secondi</strong><br />E invece del classico arrosto o dello scenografico filetto alla Wellington, come secondo noi vi proponiamo un delizioso filetto di vitello alle nocciole con un immancabile contorno di patate al forno. <br />Avvolgete 4 fette di filetto dallo spessore di circa 2,5 cm con 2 fette di lardo per ciascuna; scaldate in una padella 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e cuocete la carne 2-3 minuti per lato. Preparate un trito con gli aghi di 2 rametti di rosmarino, 2 cucchiai di nocciole e uno spicchio d’aglio. Aggiungete un po’ di olio, sale e pepe e condite con la salsa i filetti. Naturalmente, il vassoio con il contorno di patate dovrà essere molto abbondante, vanno sempre a ruba.</p>
<p><strong>I dolci</strong> <br />E accanto al <a href="alimentazione/dieta/meglio-pandori-e-panettoni-classici-rispetto-a-quelli-farciti-ecco-perche?highlight=WyJwYW5kb3JvIl0=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">panettone e al pandoro</a> che sono i dolci classici di una tradizione che non tradisce mai, porterete in tavola un divertente aspic di mandarini, un dolce festoso, dal colore evocativo e dalla bontà irresistibile. <br />Gli ingredienti che vi servono sono:</p>
<ul>
<li>1,5 kg di mandarini;</li>
<li>20 g di gelatina in fogli;</li>
<li>4 rametti di ribes;</li>
<li>1 albume;</li>
<li>60 g di zucchero.</li>
</ul>
<p>Fate ammorbidire la gelatina in acqua fredda, strizzatela e mettetela in una pentola con il succo di 1 kg di mandarini filtrato. Mescolate e lasciate intepidire. Nel frattempo, sbucciate gli altri mandarini, divideteli a spicchi e privateli dell’albedo e della pelle. Versate sul fondo di uno stampo di 22 cm uno strato di gelatina che sia alto circa 1 cm e mettetelo a riposare in freezer per 10 minuti. Trascorso il tempo necessario, sistematevi uno strato di spicchi, coprite con un altro strato di gelatina e rimettete in freezer per altri 10 minuti. Proseguite fino a terminare gli ingredienti e, prima di servire, lasciate l’aspic in frigorifero per almeno 6 pre. Per la decorazione, pulite i ribes, spennellateli con l’albume e passateli nello zucchero semolato. Lasciateli in freezer per 15 minuti circa e otterrete un effetto brinato molto scenografico. Decorate l’aspic e portatelo sul buffet dei dolci, farà un figurone!</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/natale-in-cucina-chi-vincera-la-sfida-tra-innovazione-e-tradizione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>149</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alluminio negli alimenti: è tossico?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/alluminio-negli-alimenti-e-tossico/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/alluminio-negli-alimenti-e-tossico/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 10:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[alluminio]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[fogli]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33332</guid>

					<description><![CDATA[Come utilizzare vaschette e fogli di alluminio per non correre rischi Quando pensiamo all’alluminio probabilmente la prima immagine che ci viene in mente è il foglio di alluminio che usiamo in cucina, o la lattina. L’alluminio è presente ovunque: basti pensare che costituisce oltre l’8% della crosta terrestre o che, tornando nel quotidiano, viene utilizzato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33331" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_fogli_alluminio_salute.jpg" alt="" width="500" height="334" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_fogli_alluminio_salute.jpg 500w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_fogli_alluminio_salute-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<h3>Come utilizzare vaschette e fogli di alluminio per non correre rischi</h3>
<p><span id="more-33332"></span></p>
<p>Quando pensiamo all’alluminio probabilmente la prima immagine che ci viene in mente è il foglio di alluminio che usiamo in cucina, o la lattina. L’alluminio è presente ovunque: basti pensare che costituisce oltre l’8% della crosta terrestre o che, tornando nel quotidiano, viene utilizzato per fabbricare utensili, farmaci, ma si trova anche in cibi e deodoranti.</p>
<p>Rispetto ad altri metalli che hanno un ruolo nel nostro corpo e quindi, nelle giuste quantità, sono preziosi per la nostra salute, come ferro, zinco o rame, l’alluminio non ha alcun apporto. Anzi, una sua presenza eccessiva si può ritenere dannosa.</p>
<p>L’alluminio, dicevamo, è presente ovunque in natura, dalle acque al suolo e di conseguenza se ne trovano tracce nei cibi. Per alcuni additivi alimentari l’alluminio è fondamentale: parliamo di lievito chimico, formaggi fusi (sottilette, formaggino ecc) e sottaceti.</p>
<p>Gli esperti scientifici dell’<a href="https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/afc080715" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Organismo europeo di vigilanza sulla sicurezza alimentare</a> hanno valutato la sicurezza dell’alluminio in tutte le fonti alimentari, fissando ad 1 milligrammo di alluminio per chilogrammo di peso corporeo la dose settimanale tollerabile (TWI). Gli esperti del gruppo di esperti scientifici AFC[1] calcolano che, in una parte significativa della popolazione europea, l’assunzione dell’alluminio possa superare la TWI.</p>
<p>“Gli alimenti che maggiormente contribuiscono all’assunzione alimentare di alluminio &#8211; spiega l’Efsa &#8211; sono i cereali e i prodotti a base di cereali (come pane, dolci, biscotti e pasticceria), verdure (come funghi, spinaci, rafano e lattuga), bevande (come tè e cacao) e alcuni alimenti per lattanti. L’acqua potabile rappresenta una fonte di esposizione secondaria. Un’ulteriore esposizione può derivare da medicinali e prodotti di consumo che contengono composti dell’alluminio.”</p>
<p>Sulla pericolosità dell’alluminio non ci sono ancora certezze, come spiega l’Efsa: “L’alluminio ha mostrato effetti neurotossici nei pazienti dializzati e per questo cronicamente esposti ad elevate concentrazioni di alluminio. È stato inoltre suggerito che l’alluminio sarebbe associato al morbo di Alzheimer e ad altre malattie neurodegenerative dell’uomo; tuttavia, in base ai dati scientifici a disposizione, il gruppo di esperti scientifici non ha ritenuto che l’esposizione all’alluminio tramite gli alimenti costituisca un rischio per l’insorgenza del morbo di Alzheimer.”</p>
<p>Come dobbiamo comportarci in cucina?<br />
Le vaschette di alluminio spesso sono rivestite da uno strato di vernice e quindi non si verifica un contatto diretto tra il cibo e il metallo.<br />
Anche i fogli sono sicuro se conserviamo i cibi in frigorifero a temperature attorno ai 5 gradi.</p>
<p>Le condizioni ammesse dalla legge per recipienti e fogli in alluminio sono le seguenti:</p>
<p>– contatto breve: tempi inferiori alle 24 ore in qualunque condizione di temperatura,<br />
– contatto prolungato: tempi superiori alle 24 ore a temperatura refrigerata,<br />
– contatto prolungato: tempi superiori alle 24 ore a temperatura ambiente limitatamente agli alimenti con basso potere estrattivo (come caffè, spezie ed erbe, zucchero, cereali, paste alimentari non fresche, prodotti della panetteria, legumi e frutta secca, ortaggi essiccati).</p>
<p>Nella legge italiana, come ricorda anche <a href="http://www.ilfattoalimentare.it/carta-stagnola-sicurezza-rilascio-alluminio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilfattoalimentare.it</a>, si specifica che devono essere evitati i contatti prolungati a temperatura ambiente, o comunque non refrigerata, con alimenti acidi o troppo salati visto che l’ acidità e l’eccesso di sale favoriscono il passaggio del metallo nell’alimento. La legge introduce inoltre un obbligo di etichettatura per prodotti in alluminio, sui quali deve essere indicato:</p>
<p>– non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati<br />
– destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate<br />
– destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per tempi non superiori alle 24 ore<br />
– destinato al contatto con gli alimenti a basso potere estrattivo a temperature ambiente anche per tempi superiori alle 24 ore.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/alluminio-negli-alimenti-e-tossico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IKEA apre un ristorante temporaneo in cui poter cucinare da soli!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ikea-apre-un-ristorante-temporaneo-in-cui-poter-cucinare-da-soli/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ikea-apre-un-ristorante-temporaneo-in-cui-poter-cucinare-da-soli/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 09:34:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[ikea]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=32807</guid>

					<description><![CDATA[A Londra, il colosso svedese apre un ristorante fai da te, in cui insegnare agli aspiranti chef le specialità tradizionali e non solo I ristoranti IKEA&#160;sono già al settimo posto nella classifica delle più grandi catene di ristoranti in tutto il mondo, ma cercano sempre di rinnovarsi, con nuove idee e nuovi progetti, come quello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32806" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_dining-club-promo-f860c4fd5e.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_dining-club-promo-f860c4fd5e.jpg 1920w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_dining-club-promo-f860c4fd5e-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_dining-club-promo-f860c4fd5e-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_dining-club-promo-f860c4fd5e-768x432.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_dining-club-promo-f860c4fd5e-1536x864.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_dining-club-promo-f860c4fd5e-1200x675.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Londra, il colosso svedese apre un ristorante fai da te, in cui insegnare agli aspiranti chef le specialità tradizionali e non solo</p>
<p>  <span id="more-32807"></span>  </p>
<p>I ristoranti <a href="http://www.ikea.com/it/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IKEA</a>&nbsp;sono già al settimo posto nella classifica delle più grandi catene di ristoranti in tutto il mondo, ma cercano sempre di rinnovarsi, con nuove idee e nuovi progetti, come quello che dal 10 al 25 settembre è sbarcato a Londra.&nbsp;</p>
<p>Questo particolare locale si chiamava «The Dining Club» e ha permesso agli aspiranti chef di cucinare un pasto per un minimo di 7 e un massimo di 19 dei loro amici sotto la supervisione di uno chef professionista. L&#8217;esperienza culinaria era gratuita per tutti gli ospiti.</p>
<p>L&#8217;azienda ha deciso di corteggiare gli amanti della cucina che vorrebbero mettere alla prova le loro abilità di cottura di cibi in una cucina professionale e il servirli in una sala professionale, rendendoli cuochi fai da te: i partecipanti possono chiamare come vogliono il loro personale ristorante e possono scegliere il proprio menù – che verrà supervisionato dal capo-chef. Ovviamente, tra i piatti, è possibile scegliere e concentrarsi su quelli della tradizione scandinava.</p>
<p>Il ristorante temporaneo nasce dall&#8217;idea di mettere il cibo al centro della scelta di un luogo: tutto il processo che sta alla base della cucina, dalla selezione dei mobili al loro uso quotidiano, può essere vissuto godendo di un pasto dall&#8217;inizio alla fine. Farlo succedere in una cucina casalinga in cui si possono invitare i propri amici dà al pasto un potere molto grande.</p>
<p>Oltre all&#8217;esperienza in cucina e nella sala da pranzo (nei 15 giorni in cui è stato aperto, lo spazio ha accolto 38 sessioni di cucina), «The Dining Club» ha ospitato anche una serie di workshop culinari.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ikea-apre-un-ristorante-temporaneo-in-cui-poter-cucinare-da-soli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
