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	<title>cucina &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Friggitrice ad aria d&#8217;estate: 7 ricette veloci e leggere (lascia il forno spento)</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/friggitrice-ad-aria-ricette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 10:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 28/06/2026 Con il caldo, la friggitrice ad aria diventa l&#8217;alleata perfetta in cucina: cuoce in pochi minuti, usa pochissimo olio e non trasforma la cucina in una sauna come fa il forno tradizionale. Le verdure estive di stagione — zucchine, peperoni, melanzane — si prestano benissimo, con tempi di cottura tra i 10 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 28/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320333 size-full" title="Verdure estive cotte nella friggitrice ad aria" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/friggitrice-ad-aria-7-ricette.webp" alt="Friggitrice ad aria 7 ricette estive" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/friggitrice-ad-aria-7-ricette.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/friggitrice-ad-aria-7-ricette-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/friggitrice-ad-aria-7-ricette-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/friggitrice-ad-aria-7-ricette-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p><strong>Con il caldo, la <a href="https://www.ecoseven.net/canali/alimentazione-e-benessere/friggitrice-ad-aria-guida-completa/">friggitrice ad aria</a> diventa l&#8217;alleata perfetta in cucina: cuoce in pochi minuti, usa pochissimo olio e non trasforma la cucina in una sauna come fa il forno tradizionale. Le verdure estive di stagione — zucchine, peperoni, melanzane — si prestano benissimo, con tempi di cottura tra i 10 e i 18 minuti a 180-200°C.</strong> Ecco sette ricette estive facili, leggere e veloci, pensate per le giornate in cui accendere i fornelli è l&#8217;ultima cosa che si desidera.</p>
<h2>Perché usare la friggitrice ad aria in estate?</h2>
<p>La ragione principale è il calore. Il forno tradizionale, per raggiungere e mantenere la temperatura, riscalda l&#8217;intera cucina e spesso l&#8217;appartamento, un problema serio durante le ondate di calore. La friggitrice ad aria, grazie alle dimensioni ridotte e alla cottura rapida ad aria calda ventilata, concentra il calore in uno spazio piccolo e lo disperde molto meno nell&#8217;ambiente.</p>
<p>A questo si aggiungono due vantaggi pratici: i tempi di cottura ridotti, in genere la metà rispetto al forno, e il consumo energetico inferiore, perché non c&#8217;è da scaldare una grande camera vuota. Per i piatti estivi a base di verdura, pesce e finger food, è uno strumento particolarmente adatto.</p>
<p>Un&#8217;avvertenza valida per tutte le ricette da  preparare con la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Friggitrice_ad_aria" target="_blank" rel="noopener">friggitrice ad aria</a>: gli apparecchi variano per potenza e capienza, quindi i tempi indicati sono orientativi e vanno regolati in base al proprio modello. La regola d&#8217;oro è non sovraccaricare il cestello, disponendo gli alimenti in un solo strato, perché l&#8217;aria deve circolare liberamente per dorare invece di cuocere a vapore.</p>
<h2>1. Verdure estive miste croccanti</h2>
<p>Il piatto-simbolo dell&#8217;estate in friggitrice ad aria. Tagliate zucchine, peperoni e melanzane a pezzi di dimensioni simili (circa 2-3 cm), conditeli in una ciotola con un cucchiaio di olio extravergine, sale e origano o erbe aromatiche a piacere. Disponete in un solo strato e cuocete a <strong>200°C per 14-18 minuti</strong>, scuotendo il cestello due o tre volte. Sono pronte quando sono tenere dentro e leggermente caramellate ai bordi. Ottime tiepide come contorno o a temperatura ambiente per un pranzo leggero.</p>
<h2>2. Zucchine a rondelle profumate</h2>
<p>Veloci e versatili. Tagliate le zucchine a rondelle spesse circa un centimetro, conditele con olio, sale, aglio in polvere e un trito di menta o basilico. Cuocete a <strong>190°C per 9-11 minuti</strong>, girandole a metà cottura, finché non sono dorate ai bordi. Una spruzzata di succo di limone a fine cottura le rende perfette per le sere d&#8217;estate. Si possono servire anche fredde, aggiunte a un&#8217;insalata di pasta.</p>
<h2>3. Peperoni arrostiti senza fatica</h2>
<p>I peperoni arrostiti d&#8217;estate sono un classico, ma al forno richiedono tempo e calore. In friggitrice ad aria si semplificano: tagliateli a falde larghe, eliminate semi e filamenti, conditeli con poco olio e sale. Cuocete a <strong>200°C per 12-15 minuti</strong>, finché la pelle non si scurisce leggermente. Una volta intiepiditi, si possono spellare facilmente e condire con olio, aglio e prezzemolo, oppure usare per bruschette e antipasti.</p>
<h2>4. Melanzane a fette per parmigiana leggera</h2>
<p>La parmigiana tradizionale è un piatto pesante e richiede la frittura. Questa versione estiva alleggerisce tutto: tagliate le melanzane a fette di circa un centimetro, spennellatele con un velo d&#8217;olio e cuocetele a <strong>190°C per 12-14 minuti</strong>, girandole a metà. Così diventano morbide e dorate senza assorbire l&#8217;olio della frittura. Potete poi assemblare una parmigiana più leggera, oppure gustarle semplicemente con pomodorini freschi e basilico.</p>
<h2>5. Filetti di pesce bianco alle erbe</h2>
<p>Il pesce è protagonista dell&#8217;alimentazione estiva e in friggitrice ad aria resta umido dentro e dorato fuori. Disponete i filetti (orata, branzino, merluzzo) nel cestello, conditeli con olio, sale, limone e un trito di erbe aromatiche. Cuocete a <strong>180°C per 10-12 minuti</strong>, senza girarli, finché la carne non si sfalda facilmente con la forchetta. È un secondo piatto pronto in pochi minuti, leggero e adatto alle cene calde.</p>
<h2>6. Gamberi croccanti per aperitivo</h2>
<p>Perfetti per un aperitivo estivo last-minute. Asciugate bene i gamberi sgusciati, conditeli con un filo d&#8217;olio, aglio, peperoncino e un pizzico di sale. Cuocete a <strong>200°C per 6-8 minuti</strong>, scuotendo il cestello a metà, finché non diventano rosati e leggermente croccanti ai bordi. Una spruzzata di limone e qualche fogliolina di prezzemolo completano il piatto. Velocissimi e d&#8217;effetto.</p>
<h2>7. Pesche grigliate per un dessert estivo</h2>
<p>Un dolce che sfrutta la frutta di stagione senza zuccheri aggiunti. Tagliate le pesche a metà, eliminate il nocciolo e disponetele con il taglio verso l&#8217;alto. Cuocete a <strong>180°C per 8-10 minuti</strong>, finché non diventano morbide e leggermente caramellate in superficie. Si gustano tiepide, magari con una spolverata di cannella o un cucchiaio di yogurt greco. Un fine pasto leggero che chiude in dolcezza senza appesantire.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net/categoria/alimentazione/ricette/"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320344 size-full" title="infografica illustrativa e descrittiva di 7 ricette per la friggitrice ad aria " src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-friggitrice-ad-aria.webp" alt="infografica 7 ricette per la friggitrice ad aria " width="627" height="1321" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-friggitrice-ad-aria.webp 627w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-friggitrice-ad-aria-142x300.webp 142w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/infografica-friggitrice-ad-aria-486x1024.webp 486w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /></a></p>
<h2>Quali sono i vantaggi della friggitrice ad aria concretamente:</h2>
<ol>
<li><strong>Niente forno acceso.</strong> <a href="https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/friggitrice-ad-aria-cos-e-come-si-usa-e-quale-scegliere.html" target="_blank" rel="noopener">La friggitrice ad aria</a> concentra il calore in uno spazio ridotto e non surriscalda la cucina, un vantaggio reale durante le ondate di calore.</li>
<li><strong>Tempi dimezzati.</strong> Quasi tutte le ricette estive si cuociono in 6-18 minuti, contro i tempi più lunghi del forno tradizionale.</li>
<li><strong><a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/olio-da-cucina/" target="_blank" rel="noopener">Poco olio</a>.</strong> Un solo cucchiaio basta per dorare le verdure: i piatti restano leggeri, adatti alla stagione calda.</li>
<li><strong>Verdure di stagione protagoniste.</strong> Zucchine, peperoni e melanzane danno il meglio con questa cottura, restando tenere dentro e croccanti fuori.</li>
<li><strong>Non sovraccaricare il cestello.</strong> Disporre gli alimenti in un solo strato è la regola che fa la differenza tra dorare e cuocere a vapore.</li>
<li><strong>Tempi sempre orientativi.</strong> Gli apparecchi variano: conviene controllare la cottura e regolarsi sul proprio modello, soprattutto le prime volte.</li>
<li><strong>Versatilità a tavola.</strong> Molte di queste preparazioni si gustano anche fredde o tiepide, ideali per pranzi leggeri, insalate e aperitivi estivi.</li>
</ol>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Quali verdure estive sono migliori per la friggitrice ad aria?</h3>
<p>Le verdure estive che rendono di più sono zucchine, peperoni e melanzane, perché hanno tempi di cottura compatibili e diventano tenere dentro e croccanti fuori. In genere si cuociono tra i 10 e i 18 minuti a una temperatura di 180-200°C, a seconda dello spessore del taglio. È importante tagliarle a pezzi di dimensioni simili per una cottura uniforme e non sovraccaricare il cestello.</p>
<h3>Si può cucinare il pesce nella friggitrice ad aria?</h3>
<p>Sì, il pesce si presta molto bene alla friggitrice ad aria e resta umido all&#8217;interno e dorato all&#8217;esterno. I filetti di pesce bianco come orata, branzino o merluzzo si cuociono in genere a 180°C per 10-12 minuti, senza bisogno di girarli. Il pesce è pronto quando la carne si sfalda facilmente con la forchetta. È un secondo piatto leggero e veloce, particolarmente adatto alle cene estive.</p>
<h3>La friggitrice ad aria consuma meno del forno?</h3>
<p>In generale sì, soprattutto per piccole quantità di cibo. La friggitrice ad aria ha una camera di cottura ridotta che si scalda più in fretta e non disperde calore come un forno tradizionale, che deve riscaldare uno spazio molto più grande. Per i piatti estivi di una o due porzioni, questo si traduce in tempi più brevi e in un consumo energetico inferiore, oltre al vantaggio di non surriscaldare la cucina.</p>
<h3>Perché non bisogna riempire troppo il cestello?</h3>
<p>Perché l&#8217;aria calda deve poter circolare liberamente attorno agli alimenti per dorarli. Se il cestello è troppo pieno, il cibo cuoce a vapore invece di rosolare, risultando molle anziché croccante. La soluzione è disporre gli ingredienti in un solo strato e, se necessario, cuocere in più riprese. È la regola più importante per ottenere risultati croccanti con la friggitrice ad aria.</p>
<h3>Si possono preparare dolci estivi con la friggitrice ad aria?</h3>
<p>Sì, la frutta di stagione si presta a dessert estivi semplici e leggeri. Le pesche, per esempio, tagliate a metà e cotte a 180°C per 8-10 minuti, diventano morbide e leggermente caramellate senza bisogno di zuccheri aggiunti. Si gustano tiepide, eventualmente con cannella o yogurt greco. È un modo veloce per chiudere il pasto in dolcezza senza appesantire e senza accendere il forno.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>Con il caldo estivo, la friggitrice ad aria permette di cucinare piatti leggeri e veloci senza accendere il forno e senza surriscaldare la cucina. Le verdure di stagione — zucchine, peperoni, melanzane — si cuociono in 10-18 minuti a 180-200°C, restando tenere dentro e croccanti fuori. Pesce, gamberi e perfino la frutta come le pesche completano un ventaglio di ricette estive adatte a pranzi leggeri, cene fresche e aperitivi. Le due regole da ricordare: non sovraccaricare il cestello, così l&#8217;aria circola e dora gli alimenti, e considerare i tempi sempre come orientativi, regolandoli sul proprio apparecchio. Per capire meglio come funziona e quali sono i suoi reali vantaggi e limiti, si può approfondire nella nostra <a href="https://www.ecoseven.net/canali/alimentazione-e-benessere/friggitrice-ad-aria-guida-completa/">guida completa alla friggitrice ad aria</a>.</p>
<hr />
<p><em>ATTENZIONE: Questo articolo ha finalità informative e divulgative. I tempi e le temperature di cottura indicati sono orientativi e possono variare in base al modello e alla potenza del proprio apparecchio: si consiglia di controllare sempre il grado di cottura, soprattutto per il pesce, che va consumato ben cotto. Per chi segue regimi alimentari particolari o ha specifiche esigenze di salute, è opportuno rivolgersi a un professionista. Fonti principali: indicazioni di cottura in friggitrice ad aria per verdure e pesce raccolte da ricettari specializzati; per i vantaggi, i limiti e gli aspetti di sicurezza alimentare della friggitrice ad aria si rimanda alla guida completa pubblicata su Ecoseven.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Moka, il caffè perfetto? È una questione di chimica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/moka-caffe-perfetto-chimica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 10:39:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Bialetti]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[chimica del caffè]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[estrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[scienza in cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 27/06/2026 Il segreto di un buon caffè con la moka non sta nella fortuna né nella tradizione tramandata, ma nella chimica dell&#8217;estrazione. Tre variabili decidono tutto: l&#8217;acqua (e la sua temperatura), la macinatura del caffè e l&#8217;intensità della fiamma. La moka lavora a bassa pressione, circa 1-2 bar contro i 9 dell&#8217;espresso, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – 27/06/2026</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320306 size-full" title="Moka sul fornello con fiamma medio-bassa: il caffè perfetto è una questione di chimica tra acqua, macinatura e fiamma" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Moka-il-caffe-perfetto-passo-dopo-passo.webp" alt="Moka il caffè perfetto passo dopo passo" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Moka-il-caffe-perfetto-passo-dopo-passo.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Moka-il-caffe-perfetto-passo-dopo-passo-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Moka-il-caffe-perfetto-passo-dopo-passo-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Moka-il-caffe-perfetto-passo-dopo-passo-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p><strong>Il segreto di un buon caffè con la moka non sta nella fortuna né nella tradizione tramandata, ma nella chimica dell&#8217;estrazione. Tre variabili decidono tutto: l&#8217;acqua (e la sua temperatura), la macinatura del caffè e l&#8217;intensità della fiamma. La moka lavora a bassa pressione, circa <a href="https://www.escondidospecialtycoffee.com/blogs/news/moka-pot-coffee-the-science-history-secrets-behind-italy-s-most-beloved-brew" target="_blank" rel="noopener">1-2 bar</a> contro i 9 dell&#8217;espresso, e proprio per questo è sensibilissima agli errori: una fiamma troppo alta o una macinatura sbagliata trasformano la bevanda in un liquido amaro. Capire cosa succede dentro la caldaia, a livello molecolare, è il modo più sicuro per ottenere ogni volta una tazzina equilibrata. Ecco la guida, spiegata dalla scienza.</strong></p>
<h2>Come funziona la moka: la fisica dietro la tazzina</h2>
<p>Prima di parlare di errori e accorgimenti, serve capire meglio il meccanismo. La moka, inventata da <a href="https://www.bialetti.com/it_it/la-storia" target="_blank" rel="noopener">Alfonso Bialetti</a> nel 1933, non è una macchina da espresso: è un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Percolatore" target="_blank" rel="noopener">percolatore a pressione</a> di vapore. Nella caldaia inferiore l&#8217;acqua viene riscaldata; man mano che la temperatura sale, si forma vapore che aumenta la pressione interna. Questa pressione spinge l&#8217;acqua calda verso l&#8217;alto, attraverso <a href="https://www.instagram.com/p/DThohn1jelv/" target="_blank" rel="noopener">il &#8220;puck&#8221; di caffè</a> macinato, fino alla camera superiore.</p>
<p>La differenza con l&#8217;espresso è sostanziale. L&#8217;espresso usa circa 9 bar di pressione per estrarre il caffè in pochi secondi; la moka opera a 1-2 bar e impiega diversi minuti. Per questo non produce (o quasi) la crema, che richiede pressioni elevate. È un metodo a metà strada tra la percolazione e l&#8217;estrazione a pressione, e va trattato per quello che è.</p>
<h2>L&#8217;acqua: temperatura e minerali contano più di quanto pensi</h2>
<p>L&#8217;acqua è il solvente che dissolve i composti del caffè, e la sua temperatura governa quali molecole vengono estratte e in quale ordine. Si tratta di chimica dell&#8217;estrazione pura: gli zuccheri si sciolgono rapidamente e portano dolcezza, gli oli aromatici si dissolvono in modo costante dando corpo e profumo, mentre gli acidi si liberano più lentamente regalando note vivaci. Se la temperatura è troppo alta, l&#8217;equilibrio si rompe a favore dei composti amari.</p>
<p>Qui sta un problema strutturale della moka: per generare la pressione di vapore, l&#8217;acqua nella caldaia deve avvicinarsi all&#8217;ebollizione (90-96 °C, fino a sfiorare i 100 °C), mentre la temperatura ideale di estrazione sarebbe intorno ai 93 °C. Quando l&#8217;acqua troppo calda investe la polvere, rischia di &#8220;bruciare&#8221; gli oli ed estrarre composti amari come i tannini. Anche la qualità dell&#8217;acqua incide: durezza e contenuto minerale influenzano l&#8217;efficienza dell&#8217;estrazione e l&#8217;equilibrio di acidità e corpo. Un&#8217;acqua troppo dura o troppo ricca di minerali può dare una tazza piatta o sbilanciata.</p>
<h2>La macinatura: né farina né sale grosso</h2>
<p>La macinatura è probabilmente la variabile più critica, perché determina la resistenza che l&#8217;acqua incontra attraversando il caffè. La regola, confermata dalla scienza dell&#8217;estrazione, è una macinatura media-fine: più grossa di quella dell&#8217;espresso, più fine di quella per il filtro. In termini concreti, la dimensione ideale delle particelle si colloca tra i 360 e i 660 micron, una texture paragonabile al sale fino, non alla farina.</p>
<p>Il motivo è puramente fisico. Se la macinatura è troppo fine, la polvere intasa il filtro, rallenta il flusso e provoca una sovra-estrazione: il caffè diventa amaro e metallico. Se è troppo grossa, l&#8217;acqua trova vie di passaggio facili e attraversa il letto senza estrarre a sufficienza: il risultato è una tazza acquosa e sotto-estratta. Un altro nemico è la disomogeneità: le polveri troppo fini (&#8220;fini&#8221;) si compattano creando picchi di resistenza, mentre i pezzi grossi (&#8220;massi&#8221;) lasciano passare l&#8217;acqua troppo facilmente. Per questo un macinacaffè a macine (burr) è preferibile a quello a lame, che produce un misto irregolare di polvere e frammenti.</p>
<h2>La fiamma: il fattore che rovina più caffè di tutti</h2>
<p>Se c&#8217;è un errore che accomuna la maggior parte dei caffè andati male, è la fiamma troppo alta. Il calore eccessivo fa surriscaldare l&#8217;acqua e provoca il cosiddetto channeling, o &#8220;effetto vulcano&#8221;: l&#8217;acqua, invece di attraversare il caffè in modo uniforme, erompe con violenza lungo il percorso di minor resistenza. Il risultato è un caffè paradossale, sotto-estratto (acido) in alcune zone e sovra-estratto (amaro) in altre, mescolati nella stessa tazza.</p>
<p>La regola scientifica è quindi: fiamma medio-bassa e flusso costante, mai un &#8220;getto&#8221; rapido. Ma il dettaglio più importante riguarda il finale. Quando la moka inizia a borbottare con quel gorgoglio violento, l&#8217;estrazione utile è finita: continua a salire soprattutto vapore, le temperature si impennano e l&#8217;estrazione diventa aggressiva. Se si lascia la moka sul fuoco oltre questo punto, il metallo si surriscalda e può innescare reazioni chimiche secondarie nei fondi, come la degradazione di Strecker, che producono i sapori bruciati e acri di un caffè rovinato. Ecco perché ascoltare il &#8220;sospiro&#8221; finale della moka e toglierla subito dal fuoco non è solo tradizione: è un passaggio scientificamente cruciale.</p>
<h2>Cosa significa concretamente: la moka perfetta passo dopo passo</h2>
<p>Tradotta in pratica, ecco la procedura che mette d&#8217;accordo chimica e tazzina:</p>
<ol>
<li><strong>Usa acqua di buona qualità</strong>, non troppo dura. Alcuni esperti suggeriscono di partire con acqua già calda nella caldaia: riduce il tempo in cui la polvere resta a contatto con il metallo che si scalda, limitando l&#8217;estrazione di composti amari.</li>
<li><strong>Scegli una macinatura media-fine</strong>, simile al sale fino, preferibilmente da un macinacaffè a macine per avere uniformità.</li>
<li><strong>Riempi il filtro senza pressare</strong> la polvere: a differenza dell&#8217;espresso, nella moka la pressatura aumenta la resistenza e favorisce sovra-estrazione e channeling.</li>
<li><strong>Tieni la fiamma medio-bassa</strong>, adeguata alla base della moka: la fiamma non deve mai lambire i lati.</li>
<li><strong>Resta presente</strong>: appena senti il gorgoglio cambiare in borbottio, sei alla fine della finestra utile.</li>
<li><strong>Togli la moka dal fuoco prima dell&#8217;ultimo sputo violento</strong>, eventualmente raffreddando la base sotto un filo d&#8217;acqua fredda per fermare l&#8217;estrazione.</li>
<li><strong>Servi subito</strong>: il contatto prolungato con i fondi caldi degrada rapidamente aroma e sapore.</li>
</ol>
<h2>FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3>Perché <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/caffe-senza-elettricita/" target="_blank" rel="noopener">il caffè della moka</a> mi viene amaro?</h3>
<p>L&#8217;amaro nasce quasi sempre da una sovra-estrazione: fiamma troppo alta, macinatura troppo fine o moka lasciata sul fuoco oltre il gorgoglio finale. Quando il metallo si surriscalda, si innescano reazioni chimiche che producono composti amari e bruciati. La soluzione è abbassare la fiamma, usare una macinatura media-fine e togliere la moka dal fuoco al primo borbottio.</p>
<h3>Qual è la macinatura giusta per la moka?</h3>
<p>Una macinatura media-fine, con particelle tra circa 360 e 660 micron: più grossa di quella dell&#8217;espresso e più fine di quella per il caffè filtro, simile al sale fino. Troppo fine intasa il filtro e provoca amaro; troppo grossa rende il caffè acquoso. Un macinacaffè a macine garantisce maggiore uniformità rispetto a quello a lame.</p>
<h3>A che temperatura dovrebbe estrarre la moka?</h3>
<p>La temperatura ideale di estrazione è intorno ai 93 °C, ma la moka per funzionare porta l&#8217;acqua vicino all&#8217;ebollizione. Per questo la fiamma medio-bassa è fondamentale: serve a evitare che l&#8217;acqua diventi troppo calda e &#8220;bruci&#8221; la polvere, estraendo i composti amari. Partire con acqua già calda aiuta a contenere il surriscaldamento.</p>
<h3>Bisogna pressare il caffè nella moka come nell&#8217;espresso?</h3>
<p>No. Nella moka la polvere va distribuita nel filtro senza pressarla. A differenza dell&#8217;espresso, che lavora ad alta pressione, la moka opera a 1-2 bar: pressare aumenterebbe troppo la resistenza, rallentando il flusso e favorendo sovra-estrazione ed effetto vulcano.</p>
<h3>Perché bisogna togliere la moka dal fuoco prima della fine?</h3>
<p>Perché dopo il gorgoglio violento finale sale soprattutto vapore surriscaldato, che rende l&#8217;estrazione aggressiva e amara. Inoltre il metallo troppo caldo può innescare reazioni chimiche (come la degradazione di Strecker) che generano sapori bruciati. Togliere la moka al primo borbottio <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/perche-beviamo-tanto-caffe/" target="_blank" rel="noopener">preserva l&#8217;equilibrio aromatico</a>.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/perche-beviamo-tanto-caffe/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320307 size-full" title="Infografica Moka caffè è una questione di chimica (guida passo dopopasso)" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Moka-caffe-perfetto.webp" alt="Infografica Moka Caffè perfetto" width="764" height="1610" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Moka-caffe-perfetto.webp 764w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Moka-caffe-perfetto-142x300.webp 142w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Moka-caffe-perfetto-486x1024.webp 486w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Moka-caffe-perfetto-729x1536.webp 729w" sizes="(max-width: 764px) 100vw, 764px" /></a></p>
<h2>In breve</h2>
<p>Il caffè perfetto con la moka è una questione di chimica, governata da tre variabili: acqua, macinatura e fiamma. La moka lavora a bassa pressione (1-2 bar) ed è quindi sensibile agli errori. L&#8217;acqua non deve essere troppo dura né troppo calda, perché il surriscaldamento estrae composti amari; la macinatura ideale è media-fine, simile al sale fino, per garantire un flusso uniforme; la fiamma va tenuta medio-bassa per evitare l&#8217;effetto vulcano. Il gesto decisivo è togliere la moka dal fuoco al primo gorgoglio finale: oltre quel punto, il metallo surriscaldato innesca reazioni che rovinano il sapore. Capire la scienza dietro la tazzina è il modo più affidabile per un caffè equilibrato, ogni volta.</p>
<hr />
<p><em>Informazioni a carattere divulgativo. Fonti: studi e approfondimenti sulla scienza dell&#8217;estrazione del caffè e sul funzionamento della moka (chimica dell&#8217;estrazione, pressione di vapore, reazioni di degradazione termica). I valori di temperatura, pressione e dimensione delle particelle sono indicativi e possono variare in base al modello di moka, al tipo di tostatura e alle condizioni di preparazione. Il caffè va consumato nell&#8217;ambito di un&#8217;alimentazione equilibrata.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spugne ecosostenibili: addio plastica e batteri in cucina</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/spugne-ecosostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Accetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[plastic free]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia naturale]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[spugne ecosostenibili]]></category>
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					<description><![CDATA[Perché è importante usare spugne ecosostenibili in cucina? La spugnetta gialla e verde che tutti abbiamo accanto al lavello è uno degli oggetti più usati della casa e, allo stesso tempo, uno dei più problematici. Da un lato è un piccolo concentrato di plastica usa-e-getta che, consumandosi, rilascia microplastiche e finisce in discarica nel giro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319750 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/spugne-eco-friendly.webp" alt="spugne ecosostenibili" width="1536" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/spugne-eco-friendly.webp 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/spugne-eco-friendly-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/spugne-eco-friendly-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/spugne-eco-friendly-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Perché è importante usare spugne ecosostenibili in cucina? La spugnetta gialla e verde che tutti abbiamo accanto al lavello è uno degli oggetti più usati della casa e, allo stesso tempo, uno dei più problematici. Da un lato è un piccolo concentrato di plastica usa-e-getta che, consumandosi, rilascia microplastiche e finisce in discarica nel giro di poche settimane. Dall&#8217;altro, come dimostra la scienza, è uno degli oggetti più ricchi di batteri dell&#8217;intera abitazione. Due problemi in un solo gesto quotidiano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La buona notizia è che esistono alternative concrete: le spugne ecosostenibili, realizzate con materiali vegetali e biodegradabili, che riducono l&#8217;impatto ambientale, durano più a lungo e — con qualche accortezza sull&#8217;igiene — sono anche una scelta più pulita. In questa guida vediamo quali sono, come usarle al meglio e come gestire il nodo dei batteri, valido per ogni tipo di spugna.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché abbandonare la spugna sintetica e scegliere spugne ecosostenibili</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La classica spugnetta da cucina è fatta di materiali sintetici derivati dal petrolio. Mentre la usiamo e la sfreghiamo, si consuma rilasciando microplastiche che, attraverso lo scarico, raggiungono l&#8217;ambiente acquatico. Moltiplicato per i miliardi di spugnette usate e gettate ogni anno, è un contributo non trascurabile all&#8217;inquinamento da plastica.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">A questo si aggiunge la durata: una spugnetta sintetica va sostituita molto spesso e finisce nell&#8217;indifferenziato, dove non si degrada. È il modello usa-e-getta nella sua forma più pura, applicato a un gesto che ripetiamo ogni giorno.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Le alternative vegetali delle spugne ecosostenibili ribaltano questa logica su entrambi i fronti. Sono biodegradabili e spesso compostabili, quindi a fine vita tornano alla terra invece di restare in discarica. Materiali come la cellulosa e la luffa non rilasciano microplastiche nell&#8217;ambiente, e diversi di questi prodotti sono realizzati recuperando scarti di altre lavorazioni, in piena logica di economia circolare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Le spugne ecosostenibili: tipi e materiali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il mercato delle alternative green è oggi ampio e maturo. Ecco i materiali principali tra cui scegliere, ognuno con le sue caratteristiche.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Luffa.</strong> È forse la più nota tra le spugne vegetali. La luffa è il frutto di una pianta rampicante della famiglia delle cucurbitacee, la stessa di zucche e cetrioli: quando il frutto matura e si secca, sviluppa una struttura fibrosa tridimensionale che può essere usata come spugna o scrubber per lavare i piatti. È completamente naturale, biodegradabile e abbastanza resistente da rimuovere lo sporco ostinato senza rigare le superfici.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Cellulosa.</strong> Ricavata dal legno, è morbida e molto assorbente. Spesso viene combinata con la luffa in spugne a doppia faccia: il lato in cellulosa, morbido e assorbente, e quello in luffa, abrasivo. Sono completamente biodegradabili e compostabili dopo l&#8217;uso e non rilasciano microplastiche.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Fibra di cocco.</strong> Una scelta sostenibile e resistente all&#8217;usura, completamente biodegradabile e compostabile: a fine vita può essere smaltita nei rifiuti organici. Ottima per le incrostazioni più dure.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Gusci di noce.</strong> Un&#8217;opzione interessante per il lato abrasivo. Alcune spugnette uniscono un lato in cellulosa a uno realizzato con gusci di noce, recuperando uno scarto dell&#8217;industria alimentare: sono antigraffio, compostabili e non inquinanti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Spazzole in fibra vegetale.</strong> Non spugne in senso stretto, ma un&#8217;alternativa molto valida sul piano igienico. Esistono spazzole per piatti realizzate con setole naturali in fibra vegetale, come la fibra di agave, perfette per piatti e pentole. Il loro vantaggio è notevole, e lo vedremo tra poco parlando di batteri.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Panni multiuso plastic-free.</strong> Simili alle spugnette morbide ma composti da cotone e cellulosa derivante da legno certificato FSC, quindi da risorse rinnovabili. Lavabili e riutilizzabili a lungo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il nodo igiene: la verità sui batteri nella spugna</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Qui arriviamo al punto che riguarda ogni spugna, sintetica o ecologica che sia. La spugna da cucina è uno degli oggetti più contaminati della casa, e non è un modo di dire.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Uno studio pubblicato su Nature nel luglio 2017 ha analizzato 14 spugne usate e vi ha identificato 362 diversi tipi di batteri: l&#8217;unico altro luogo con una simile densità batterica è il tratto intestinale umano. Il motivo è nella natura stessa dell&#8217;oggetto: le spugne sono porose, raccolgono residui di cibo e raramente si asciugano del tutto tra un utilizzo e l&#8217;altro, diventando un habitat ideale per i microrganismi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Va detto, per non allarmare inutilmente: come precisano i microbiologi, <a href="https://www.lacucinaitaliana.it/article/spugne-da-cucina-concentrato-batteri-come-pulirle/" target="_blank" rel="noopener">la maggior parte dei batteri trovati nelle</a> spugne sono enteropatogeni che fanno parte della normale comunità batterica dell&#8217;uomo, non necessariamente &#8220;cattivi&#8221;. Il rischio vero non è la semplice presenza di batteri, ma la <strong>contaminazione incrociata</strong>: usare la stessa spugna per i piatti, i taglieri dove hai tagliato la carne cruda e i ripiani significa spostare microrganismi da una superficie all&#8217;altra.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Ed è proprio sull&#8217;igiene che le alternative ecologiche più rigide offrono un vantaggio. Le spazzole in fibra vegetale, avendo un design più rigido, non trattengono l&#8217;umidità come le spugne tradizionali, limitando così la proliferazione dei batteri. Asciugandosi in fretta, partono avvantaggiate.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come tenere pulita la spugna (e farla durare)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Qualunque spugna tu scelga, una buona gestione igienica fa la differenza per la sicurezza e per la durata. Ecco le pratiche che funzionano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Asciugala sempre dopo l&#8217;uso.</strong> L&#8217;umidità favorisce la proliferazione dei batteri: strizza bene la spugna e riponila in un luogo asciutto e ventilato, possibilmente su un supporto che permetta all&#8217;aria di circolare. È il gesto più semplice e più efficace.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Disinfettala con metodi naturali.</strong> Non servono prodotti aggressivi. L&#8217;aceto bianco è un disinfettante naturale: immergi la spugna in una miscela di una parte di aceto e due di acqua tiepida per circa un&#8217;ora. Anche il bicarbonato di sodio funziona: prepara una pasta con acqua, massaggia la spugna, lascia agire qualche minuto e risciacqua: elimina batteri e cattivi odori, ed è economico e facile da reperire.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Usa due spugne separate.</strong> La regola d&#8217;oro: <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/quando-una-spugna-e-per-sempre/" target="_blank" rel="noopener">non usare la stessa spugna per le stoviglie e per gli altri arredi della cucina</a>. Una per i piatti, una per superfici e fornelli: dimezza il rischio di contaminazione incrociata.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Sostituiscila quando serve.</strong> Anche la spugna più curata non è eterna. Il segnale d&#8217;allarme è la compar<strong>Sfrutta il calore.</strong> Il calore elimina la maggior parte dei microrganismi: la spugna può essere lavata in lavatrice insieme agli strofinacci ad almeno 60°. Molte spugne in luffa tollerano bene questo trattamento. (Attenzione invece al microonde: va usato solo con spugne ben umide e prive di qualsiasi parte metallica.) sa di cattivi odori persistenti o un aspetto visibilmente usurato: a quel punto va cambiata. Il vantaggio delle versioni biodegradabili è che, a fine vita, finiscono nell&#8217;umido o nel compost invece che in discarica.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Risparmio e ambiente: il bilancio</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Passare alle spugne ecosostenibili conviene su più fronti. Sul piano <strong>ambientale</strong>, elimini un flusso continuo di microplastiche e di rifiuti non degradabili, sostituendolo con materiali che tornano alla terra. Sul piano del <strong>risparmio</strong>, molte di queste alternative — soprattutto le spazzole in fibra e i panni lavabili — durano molto più a lungo delle spugnette usa-e-getta, perché si lavano e si rigenerano: il costo iniziale leggermente superiore si ammortizza nel tempo. E sul piano dell&#8217;<strong>igiene</strong>, le opzioni più rigide e a rapida asciugatura partono avvantaggiate rispetto alla spugna sintetica sempre umida.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Cambiare la spugnetta del lavello sembra un gesto minimo, e in effetti lo è: ma è proprio nella somma di gesti minimi e quotidiani che si misura un modo di abitare più consapevole. Scegliere una spugna vegetale, usarla con criterio e smaltirla nel compost è &#8220;saper vivere&#8221; applicato al lavello di casa: piccole abitudini che, ripetute ogni giorno, fanno bene alla tua cucina e all&#8217;ambiente.</p>
<h3></h3>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Quali sono le spugne ecosostenibili per la cucina?</strong><br />
Le più diffuse sono quelle in luffa (il frutto fibroso essiccato di una pianta), in cellulosa di legno, in fibra di cocco e quelle che recuperano gusci di noce per la parte abrasiva. Sono tutte biodegradabili e compostabili, e non rilasciano microplastiche. Anche le spazzole in fibra vegetale e i panni in cotone e cellulosa certificata FSC sono ottime alternative plastic-free.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong><a href="https://www.ecosplendo.it/accessori/panni" target="_blank" rel="noopener">Le spugne ecosostenibili</a> sono più igieniche di quelle normali?</strong><br />
Dipende dal tipo. Tutte le spugne, naturali o sintetiche, possono ospitare batteri se restano umide. Però le alternative più rigide, come le spazzole in fibra vegetale, si asciugano più in fretta e trattengono meno umidità, limitando la proliferazione batterica. Con una buona gestione (asciugatura e disinfezione regolari) sono una scelta più pulita.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Ogni quanto va cambiata la spugna da cucina?</strong><br />
Va sostituita quando emana cattivi odori persistenti nonostante la pulizia, o quando appare visibilmente usurata e perde pezzi. In generale, con un uso quotidiano, gli esperti consigliano di cambiarla ogni una-due settimane. Le versioni biodegradabili a fine vita vanno nell&#8217;umido o nel compost.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Come si disinfetta una spugna in modo naturale?</strong><br />
I metodi naturali più efficaci sono l&#8217;ammollo in aceto bianco diluito (una parte di aceto e due di acqua) per circa un&#8217;ora, la pasta di bicarbonato di sodio e acqua, e il lavaggio in lavatrice ad almeno 60° insieme agli strofinacci. Il calore e questi disinfettanti naturali riducono notevolmente la carica batterica senza prodotti chimici aggressivi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Le spugne ecosostenibili in luffa sono davvero biodegradabili?</strong><br />
Sì. La luffa è un materiale vegetale al 100%: a fine vita può essere smaltita nei rifiuti organici, dove si decompone naturalmente trasformandosi in compost. È una delle alternative più sostenibili alla spugna sintetica, perché non lascia alcun residuo plastico.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa. Per la sicurezza alimentare in cucina, seguite sempre le buone pratiche igieniche di base e, in caso di dubbi specifici, fate riferimento a fonti istituzionali.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Come preparare il lievito madre</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/come-preparare-il-lievito-madre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Lievito Madre]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[preparazione]]></category>
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					<description><![CDATA[La pandemia ha riportato tutti in cucina a panificare e fare torte: non sarebbe meglio avere il proprio lievito madre? Una delle stanze che i social network ci hanno mostrato di più in questa quarantena è stata sicuramente la cucina: fornelli, tavoli pieni di farina, interni di forno. Gli italiani, chiusi in lockdown e con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52327" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/bread-4425520_1280.jpg" alt="lievito madre" width="800" height="454" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/bread-4425520_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/bread-4425520_1280-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/bread-4425520_1280-768x436.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>La pandemia ha riportato tutti in cucina a panificare e fare torte: non sarebbe meglio avere il proprio lievito madre?</h3>
<p><span id="more-52326"></span></p>
<p>Una delle stanze che i social network ci hanno mostrato di più in questa quarantena è stata sicuramente la cucina: fornelli, tavoli pieni di farina, interni di forno. Gli italiani, chiusi in lockdown e con file infinite da fare davanti a supermercati e alimentari, hanno cercato di fare da sé, producendo in casa pane, pizza e torte come se non ci fosse domani.</p>
<p>Il primo effetto di questo ritorno in cucina è stata <strong>la sparizione immediata del lievito da tutti gli scaffali dei negozi</strong>, per questo in molti hanno pensato che la soluzione migliore sarebbe stata provare a prepararsi da soli il lievito madre, avendo pure a disposizione il tempo per prendersene cura.</p>
<p>La cosa più incredibile del lievito madre, infatti, è che per essere preparato ha bisogno di due soli ingredienti:</p>
<ul>
<li>farina</li>
<li>acqua</li>
</ul>
<h4>Come per magia, questi due semplici elementi, più il tempo, possono produrre il lievito, grazie alla fermentazione.</h4>
<p>Quello che si deve fare, prima di tutto, è:</p>
<ul>
<li>mescolare 100 g di farina e 50 g di acqua a temperatura ambiente fino a formare un composto simile a una pallina, da mettere in un contenitore coperto (alcuni consigliano di incidere la pallina e di coprire il contenitore con della pellicola da bucherellare, altri di usare un panno).</li>
</ul>
<p>Il composto va messo in un posto caldo o anche vicino alla frutta – sia l&#8217;una che l&#8217;altra condizione favoriscono la fermentazione. Dopo 48 ore, va fatto il primo rinfresco:</p>
<ul>
<li>si deve scartare metà del composto, pesarlo e aggiungere la stessa quantità in grammi di farina e la metà di acqua, poi si deve mescolare bene e rimetterlo dov&#8217;era, alle stesse condizioni termiche.</li>
</ul>
<p>Dopo altre 48 ore, il composto dovrebbe iniziare a gorgogliare e aumentare di dimensioni, a quel punto bisogna fare dei rinfreschi più ravvicinati, ogni 24 ore, sempre secondo le modalità del primo rinfresco.</p>
<p><strong>E si deve andare avanti a rinfrescare ogni giorno per 15 giorni.</strong></p>
<p>A quel punto, il lievito madre sarà pronto e dovrà continuare ad essere nutrito almeno una volta a settimana (anche ogni 4/5 giorni) nel corso del tempo. In questo modo, si potranno avere pane e pizza e lievitazione naturale.</p>
<p>Dovrà essere tenuto in frigorifero e si dice che gli si debba sempre dare un nome.  Avete qualche idea in merito?</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Robot alla griglia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/robot-alla-griglia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2019 13:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[hotdog]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
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					<description><![CDATA[Finalmente gli scienziati hanno costruito un robot che può cucinare e servire hot dog Gli ingegneri della Boston University hanno costruito un robot in grado di cucinare con successo e servire hot dog perfettamente accettabili per i suoi umani di riferimento. Sebbene sembri un piccolo trionfo, il processo di cottura e preparazione del cibo implica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38886" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hot-dog-21074_1280.jpg" alt="" width="799" height="471" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hot-dog-21074_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hot-dog-21074_1280-300x177.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_hot-dog-21074_1280-768x453.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h2>Finalmente gli scienziati hanno costruito un robot che può cucinare e servire hot dog</h2>
<p>  <span id="more-38887"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli ingegneri della <a href="http://www.bu.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Boston University</a> hanno costruito un robot in grado di cucinare con successo e servire hot dog perfettamente accettabili per i suoi umani di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene sembri un piccolo trionfo, il processo di cottura e preparazione del cibo implica per un robot una conoscenza di base che gli umani danno per scontata ma che, fino ad ora, aveva fatto costantemente ingarbugliare i sistemi di intelligenza artificiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ingegneri hanno scoperto che il robot è stato in grado di raggiungere l&#8217;obiettivo solo quando lo hanno addestrato utilizzando un processo chiamato «<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento_per_rinforzo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">apprendimento di rinforzo</a>», secondo quanto raccontato nella <a href="https://robotics.sciencemag.org/content/4/37/eaay6276" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>&nbsp;pubblicata sulla rivista Science Robotics.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto agli altri tipi di intelligenza artificiale che hanno provato, l&#8217;apprendimento per rinforzo era di gran lunga il metodo migliore per lo chef artificiale in formazione. Si tratta di un&#8217;architettura dell&#8217;intelligenza artificiale che fondamentalmente incentiva un sistema ad apprendere gradualmente una nuova abilità codificandola per percepire il successo come intrinsecamente gratificante.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si è trattato di cucinare un hot dog, il «successo» includeva l&#8217;apprendimento di cose come l&#8217;ordine corretto delle azioni: cucinare la carne e poi metterla in un panino, per esempio – una cosa che per le persone può essere immediata, ma che per un robot non lo è affatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha spiegato <a href="https://www.inverse.com/article/61754-robot-hot-dogs-fast-food" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Inverse</a>, i ricercatori hanno sviluppato un linguaggio semplice che li ha aiutati a suddividere ogni parte dell&#8217;attività in attività più piccole: è stato in questo modo l&#8217;algoritmo ha capito cosa doveva fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ha preso possesso del posto davanti alla griglia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>5 erbe che non puoi far mancare nella tua cucina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 09:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[benessere e salute]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[Aumenta i sapori nelle pietanze, per la gioia del corpo e del palato Ecco cinque spezie da tenere sempre a portata di mano, per rendere i piatti speciali e salutari, soprattutto quelli fatti in casa: AglioL&#8217;aglio viene utilizzato in tutto il mondo, dal pesto alla salsa d&#8217;avocado. Ma l&#8217;aglio non è solo un&#8217;erba profumata: porta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38127" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_erbe_aromatiche.jpg" alt="" width="798" height="462" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_erbe_aromatiche.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_erbe_aromatiche-300x174.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_erbe_aromatiche-768x445.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Aumenta i sapori nelle pietanze, per la gioia del corpo e del palato</p>
<p>  <span id="more-38128"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ecco cinque spezie da tenere sempre a portata di mano, per rendere i <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/con-la-crisi-torna-il-fai-da-te-in-cucina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piatti speciali e salutari, soprattutto quelli fatti in casa</a>:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aglio</strong><br />L&#8217;aglio viene utilizzato in tutto il mondo, dal pesto alla salsa d&#8217;avocado. Ma l&#8217;aglio non è solo un&#8217;erba profumata: porta anche enormi benefici per la salute. Come riporta <a href="https://www.mindbodygreen.com/articles/5-healthy-herbs-and-spices" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mind Body Green</a>, l&#8217;aglio può aiutare a sostenere il sistema immunitario. Oltre a scongiurare malattie come il raffreddore e l&#8217;influenza, gli scienziati hanno scoperto che il consumo di aglio può aiutare a prevenire il cancro al colon.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zenzero</strong><br />Lo zenzero è un&#8217;ottima aggiunta per zuppe, fritture, condimenti e persino frullati. Ma sapevi che questa spezia riscaldante ha una lunga storia nella medicina alternativa? I professionisti della salute naturale usano da tempo lo zenzero per curare una varietà di disturbi, in particolare i problemi digestivi, come la nausea o il gonfiore. Gli studi hanno dimostrato che lo zenzero è anche un ottimo antidolorifico per le persone con artrite o crampi mestruali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Curcuma</strong><br />Gli studi hanno dimostrato che la curcuma è in grado di svolgere una potente attività antitumorale ed è anche un potente antiossidante con forti capacità antinfiammatorie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Peperoncino</strong><br />Esistono molti tipi di peperoncino e la capsaicina è il composto inodore e incolore che li rende caldi e “piccanti”. La scienza ha rivelato che la capsaicina aiuta a promuovere una sana digestione, può aumentare la combustione dei grassi e ridurre l&#8217;appetito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salvia</strong><br />Durante il Medioevo, la salvia era un&#8217;erba molto apprezzata per i suoi poteri curativi. Gli studi di <em>Healthline</em> hanno rivelato che la <a href="https://www.naturalnews.com/027520_sage_herb.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">salvia</a> è particolarmente utile per proteggere la salute del cervello, specialmente nel caso dell&#8217;Alzheimer.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alluminio? Fuori dalla cucina!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 04:05:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alluminio]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[tossine]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;alluminio potrebbe essere – quasi sempre &#8211; tossico L&#8217;alluminio è in quasi tutte le cucine. Questo potrebbe farci pensare si tratti di qualcosa di abbastanza sicuro. Niente di più sbagliato! L&#8217;Agency for Toxic Substances and Disease Registry, infatti, ha ufficialmente classificato l&#8217;alluminio come neurotossina. Sfortunatamente questo materiale si trova dappertutto, anche al di là del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37958" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_alluminiocucina.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alluminiocucina.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alluminiocucina-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alluminiocucina-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;alluminio potrebbe essere – quasi sempre &#8211; tossico</p>
<p>  <span id="more-37959"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;alluminio è in quasi tutte le cucine. Questo potrebbe farci pensare si tratti di qualcosa di abbastanza sicuro. Niente di più sbagliato! L&#8217;Agency for Toxic Substances and Disease Registry, infatti, ha ufficialmente classificato l&#8217;alluminio come neurotossina. Sfortunatamente questo materiale si trova dappertutto, anche al di là del mondo alimentare: dai farmaci ai prodotti di bellezza, compresi i deodoranti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del tempo l&#8217;<a href="https://www.naturalhealth365.com/aluminum-foil-brain-health-2882.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alluminio si accumula nel cervello</a>, nella <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20149:un-sostegno-naturale-per-la-tiroide&amp;catid=136&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tiroide</a>, nei reni e nel fegato, dove può provocare infiammazione, ossidazione e danni ai tessuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Può influenzare l&#8217;umore, il sonno e la cognizione. Esposizioni prolungate anche a bassi livelli di alluminio sono state associate all&#8217;invecchiamento cerebrale e alla neurodegenerazione, quindi all&#8217;Alzheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">I sintomi da intossicazione comprendono mal di testa, pelle secca, raffreddori frequenti, problemi gastrointestinali e depressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se hai intenzione di fare il barbecue quest&#8217;estate, lascia l&#8217;alluminio a casa. Uno studio pubblicato sull&#8217;International Journal of Electrochemical Science ha rivelato che l&#8217;utilizzo dei fogli di alluminio per cucinare contribuisce in modo significativo ai livelli di assunzione giornaliera di alluminio, portando il cibo a livelli di tossicità superiori a quelli consentiti dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità.</p>
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		<title>Il segreto di una relazione longeva? La cucina!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 15:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un sondaggio, le coppie che cucinano insieme restano insieme L&#8217;amore, ieri come oggi, chiede attenzione e sensibilità. Se hai un partner, avrai già scoperto che accorgimenti come spartirsi bene i lavori domestici può evitare inutili discussioni. Uno studio ha rivelato che le coppie che dividono le faccende in modo egualitario hanno una vita sessuale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37624" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/02/images_cook-3976650_1920.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/02/images_cook-3976650_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/02/images_cook-3976650_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/02/images_cook-3976650_1920-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo un sondaggio, le coppie che cucinano insieme restano insieme</p>
<p>  <span id="more-37625"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amore, <a href="http://ecoseven.net/scienze/tecnologia/l-amore-ai-tempi-di-facebook.html?highlight=WyJhbW9yZSJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ieri come oggi</a>, chiede attenzione e sensibilità. Se hai un partner, avrai già scoperto che accorgimenti come spartirsi bene i lavori domestici può evitare inutili discussioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio ha rivelato che le coppie che dividono le faccende in modo egualitario hanno una vita sessuale migliore delle altre. Tuttavia, c&#8217;è un compito, in particolare, che aiuta a mantenere sereno un rapporto: la preparazione del pasto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un sondaggio condotto su oltre 1.000 adulti americani, l&#8217;87% degli intervistati ha dichiarato che la cucina è una delle attività più importanti. Cucinare insieme aiuta le coppie a comunicare e tornare in sintonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 98% degli americani considera la comunicazione una parte essenziale di un matrimonio felice e cucinare insieme è un modo fantastico per incoraggiare la comunicazione, in tutte le sue fasi, dal decidere cosa fare all&#8217;utilizzo delle spezie, dalla preparazione della tavola alla scelta del vino da aprire. La cucina aiuta a comunicare all&#8217;altro di che cosa si ha bisogno: una competenza davvero utile anche in camera da letto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La cucina, inoltre, viene considerato da molti un modo per trasmettere il proprio amore e prendersi cura. Più di nove intervistati su dieci hanno ritenuto che i pasti cucinati in casa possano aiutare a mettere in contatto i partner, mentre il 78% crede che le coppie che cucinano insieme, rimangano insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nella coppia questo non avviene, non temere. La cucina è uno strumento, non la chiave: la qualità del prodotto finale dipende da molti fattori che possono essere sollecitati in maniera differente e, in ogni caso, potrebbe bastare dedicare una sera a settimana alla preparazione di un panino insieme, magari prima di <a href="https://www.foxnews.com/health/the-habit-that-could-make-or-break-your-relationship" target="_blank" rel="noopener noreferrer">infilarsi nel letto a vedere un bel film</a>.</p>
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		<title>L&#8217;inferno dei batteri nei canovacci della cucina</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/l-inferno-dei-batteri-nei-canovacci-della-cucina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 13:39:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[canovacci]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio racconta l&#8217;incredibile quantità di batteri che si formano negli strofinacci multiuso In cucina succede di avere dei canovacci che vengono usati un po&#8217; per far tutto: asciugare le posate bagnate, spolverare il piatto prima di servire, passarlo su un schizzo di sugo che è finito su uno sportello, asciugare le nostre mani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36639" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_apple-pie-1754010_1920.jpg" alt="" width="798" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_apple-pie-1754010_1920.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_apple-pie-1754010_1920-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_apple-pie-1754010_1920-768x386.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h2>Un nuovo studio racconta l&#8217;incredibile quantità di batteri che si formano negli strofinacci multiuso</h2>
<p><span id="more-36640"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In cucina succede di avere dei canovacci che vengono usati un po&#8217; per far tutto: asciugare le posate bagnate, spolverare il piatto prima di servire, passarlo su un schizzo di sugo che è finito su uno sportello, asciugare le nostre mani dopo che abbiamo lavato i piatti. Insomma, senza rendercene conto non facciamo altro che permettere ai germi di moltiplicarsi sul nostro strofinaccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è occupato della questione un nuovo studio che ha rivelato che il 49% dei panni da cucina raccolti erano carichi di batteri e che il numero di batteri aumentava con il numero di membri della famiglia e col numero dei bambini.<br />
I ricercatori, provenienti dall&#8217;isola Mauritius, un paese insulare dell&#8217;Oceano Indiano, hanno spiegato che questa contaminazione non si ferma sullo straccio, ma potrebbe raggiungere il nostro cibo e causarci un&#8217;intossicazione alimentare. In particolare, sono proprio i canovacci che vengono usati per una varietà di compiti ad avere un bel carico dei batteri e quelli umidi ne hanno ancora di più di quelli secchi.<br />
Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato 100 asciugamani da cucina usati da un mese e hanno classificato sia i tipi di batteri sugli asciugamani, sia quanti batteri erano presenti. Dei 49 canovacci infestati da batteri, il 37% conteneva Escherichia coli (E. coli, batterio dell&#8217;intestino), il 37% l&#8217;Enterococcus e il 14% lo Staphylococcus aureus (S. aureus, batterio del tratto respiratorio).</p>
<p style="text-align: justify;">Le percentuali più elevate di S. aureus sono state trovate tra le famiglie a basso reddito e quelle con bambini, mentre il rischio per E. coli era più alto negli strofinacci umidi rispetto a quelli secchi, in quelli multiuso rispetto ai monouso e in quelli utilizzati nelle famiglie non vegetariane – sia E. coli che S. aureus, infatti, sono stati trovati a tassi più alti nelle famiglie che seguivano diete non vegetariane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio dei ricercatori chiaramente è di stare attenti, di non usare asciugamani umidi e multiuso, di non contaminare il cibo, di non pensare che pulendosi le mani su una superficie di tessuto le si è pulite – no: le mani vanno sempre lavate con attenzione.<br />
<a href="https://www.asm.org/index.php/asm-microbe-2018" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I risultati dello studio</a> sono stati presentati al meeting dell&#8217;American Society for Microbiology, ad Atlanta.</p>
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		<title>La clorofilla negli alimenti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-clorofilla-negli-alimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 14:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[clorofilla]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[In che modo la cottura e la manipolazione influenzano la clorofilla che mangiamo? La maggior parte dei cibi vegetali contiene almeno piccole quantità di clorofilla, ma sono le verdure verdi ad essere una fonte particolarmente concentrata di questo nutriente. Gli spinaci ne contengono davvero molta, così come il prezzemolo, ma ne contengono anche gli asparagi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35765" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Spinaci_clorofilla.jpg" alt="" width="796" height="503" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Spinaci_clorofilla.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Spinaci_clorofilla-300x190.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Spinaci_clorofilla-768x485.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p>In che modo la cottura e la manipolazione influenzano la clorofilla che mangiamo?</p>
<p>  <span id="more-35766"></span>  </p>
<p>La maggior parte dei cibi vegetali contiene almeno piccole quantità di <strong>clorofilla</strong>, ma sono le verdure verdi ad essere una fonte particolarmente concentrata di questo nutriente.</p>
<p>Gli spinaci ne contengono davvero molta, così come il prezzemolo, ma ne contengono anche gli asparagi, le bietole, i peperoni verdi, i broccoli, i cavoletti di Bruxelles, i cavoli, il sedano, i cetrioli, i fagiolini, i piselli, i porri, la senape, le olive verdi, la lattuga romana, le cime di rapa. E non solo, ci sono anche alimenti che non sono verdure nella lista dei portatori di clorofilla: per esempio le noci, i semi, i pistacchi, l&#8217;uva verde, i kiwi&#8230; Insomma, nel caso in cui si avesse bisogno di aggiungere clorofilla alla propria dieta, vi è davvero ampia scelta!&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che c&#8217;è da sapere sulla <strong>cottura degli alimenti</strong> contenenti clorofilla è che la clorofilla è instabile al riscaldamento e quindi è naturalmente influenzata dalla <a href="cucinare-gli-hot-dog-grazie-al-sole&amp;catid=11&amp;Itemid=2431" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cottura</a> – ancora di più di quanto non lo siano altri pigmenti, tipo i carotenoidi. Sono molte le cotture che riducono i livelli di clorofilla – la scottatura, la cottura in pressione, l&#8217;ebollizione – perché il punto è che sono i tempi di cottura a farli diminuire: man mano che i tempi di cottura aumentano, soprattutto durante le cotture molto prolungate, la clorofilla viene sempre più scomposta – un cambiamento questo che è anche possibile appurare con la vista dato che il colore degli alimenti si modifica durante le cotture.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un cibo acquista una tonalità luminosa e vivace di verde, probabilmente ci si sta avvicinando alla giusta quantità di cottura totale, mentre quando inizia a perdere il suo sorprendente colore verde, stiamo di certo assistendo a un&#8217;ulteriore rottura e perdita della sua clorofilla.<br />Inoltre, è stato riscontrato che anche l&#8217;immagazzinamento prolungato del cibo può ridurre il contenuto di clorofilla – così come può causare la perdita di altri nutrienti.<br />Bastano questi piccoli accorgimenti per poter continuare a fornire questo pigmento al nostro organismo nella maniera giusta.</p>
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