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	<title>crisi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Stiamo proteggendo i nostri bambini?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 19:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo rapporto, nessun paese sta facendo abbastanza per la salute e il benessere dei più piccoli Secondo un nuovo rapporto, nessun paese sta facendo abbastanza per la salute e il benessere dei più piccoli Secondo un nuovo rapporto pubblicato da un gruppo di esperti di salute di bambini e adolescenti, le cose non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Secondo un nuovo rapporto, nessun paese sta facendo abbastanza per la salute e il benessere dei più piccoli</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49005" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/children-1879907_1280.jpg" alt="bambini" width="799" height="465" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/children-1879907_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/children-1879907_1280-300x175.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/children-1879907_1280-768x447.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Secondo un nuovo rapporto, nessun paese sta facendo abbastanza per la salute e il benessere dei più piccoli</p>
<p><span id="more-49004"></span></p>
<p>Secondo un <a href="https://www.thelancet.com/commissions/future-child" target="_blank" rel="noopener">nuovo rapporto</a> pubblicato da un gruppo di esperti di salute di bambini e adolescenti, le cose non vanno bene: i bambini stanno affrontando minacce a livello globale che la maggior parte delle nazioni non riesce a risolvere.</p>
<p>Convinto dall&#8217;<strong>Organizzazione mondiale della sanità</strong>, dall&#8217;<strong>UNICEF</strong> e dalla rivista medica <strong>The Lancet</strong>, il gruppo di esperti scientifici ha valutato l&#8217;operato di 180 paesi in tutto il mondo nella protezione della salute e del benessere dei cittadini più giovani e più vulnerabili – scoprendolo molto mancante.</p>
<h4>Sono principalmente due le minacce che i bambini devono affrontare al giorno d&#8217;oggi: il cambiamento climatico e la pubblicità dannosa.</h4>
<p>Entrambe minacciano la loro salute, ma in diversi modi.</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>cambiamenti climatici</strong>, se aumentassero ancora le temperature globali ciò causerebbe catastrofi naturali, crisi umanitarie e conflitti violenti che danneggerebbero (ulteriormente) le possibilità per i bambini di sperare in un buon futuro.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>pubblicità</strong>, invece, il rapporto spiega che bambini e adolescenti sono esposti a una serie infinita di spot televisivi e annunci online (una stima dice 30.000 annunci TV all&#8217;anno) per c<strong>ibo spazzatura, bevande zuccherate, sigarette elettroniche e alcol</strong>.</p>
<h4>L&#8217;esposizione è associata ad un aumento degli acquisti, che porta all&#8217;aumento di peso e all&#8217;obesità.</h4>
<p>L&#8217;<a href="https://www.unicef.org/turkey/en/press-releases/world-failing-provide-children-healthy-life-and-climate-fit-their-future-who-unicef" target="_blank" rel="noopener">UNICEF</a> riferisce che «il numero di bambini e adolescenti obesi è aumentato da 11 milioni nel 1975 a 124 milioni nel 2016 – un aumento di 11 volte, con costi individuali e sociali terribili».</p>
<p>La commissione ha misurato il benessere dei bambini misurando fattori come l&#8217;<strong>istruzione, l&#8217;assistenza sanitaria, l&#8217;alimentazione, nonché le emissioni di gas serra e le disparità di reddito</strong>. Ha scoperto che nessun paese se ne sta occupando.</p>
<p><strong>I paesi poveri devono fare di più per garantire la salute e la sopravvivenza dei bambini</strong>, mentre le continue emissioni eccessive di carbonio dei paesi ricchi minacciano tutti.</p>
<p>Per questo, il rapporto chiede un&#8217;azione immediata, con l&#8217;<strong>interruzione delle emissioni di CO2 il più presto possibile</strong>, la creazione di nuove politiche per la salute e i diritti dei minori e il rafforzamento della regolamentazione nel marketing commerciale.</p>
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		<title>Mind Order: maternità e adolescenza, le crisi inevitabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 21:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Oroscopo lunare]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa hanno in comune maternità e adolescenza? Come affrontare questi due momenti di passaggio così impegnativi? In realtà molto, pur rimanendo due fasi della vita diverse e dagli esiti poco confrontabili. Entrambe, tuttavia, sono caratterizzate dall’attraversamento di una fase di “crisi” che coinvolge l’identità personale, e per entrambe, il corpo è coinvolto in maniera centrale. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37749" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/05/images_friends-1941580_960_720.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_friends-1941580_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_friends-1941580_960_720-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_friends-1941580_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Cosa hanno in comune maternità e adolescenza? Come affrontare questi due momenti di passaggio così impegnativi?</p>
<p>  <span id="more-37750"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In realtà molto, pur rimanendo due fasi della vita diverse e dagli esiti poco confrontabili. Entrambe, tuttavia, sono caratterizzate dall’attraversamento di una fase di “crisi” che coinvolge l’identità personale, e per entrambe, il corpo è coinvolto in maniera centrale. <br />Riguardo quest’ultimo aspetto, si può affermare, che i cambiamenti psicologici previsti, sia nel diventare adulti che nel diventare madre, sono intrecciati, promossi e alimentati da importanti e visibili modificazioni del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando viene usato il termine “crisi” si fa solitamente riferimento a qualcosa di negativo e che, per l’individuo che la sta vivendo, ha ampie probabilità di finir male. Se si pensa alla coppia in crisi, alla crisi delle istituzioni o alla crisi di mezza età è difficile immaginare un versante anche positivo di questo stato. La crisi, infatti, richiama sentimenti di sofferenza, malattia, lutto, condizioni psicologiche o di vita complesse. Sinonimi sono: rottura, difficoltà, recessione, conflitto, fase critica ecc.<br />Tuttavia, per scelta nella maternità e per natura nell’adolescenza, la crisi è una fase inevitabile quanto indispensabile affinchè si verifichi un cambiamento che coinvolge l’intera personalità. Anzi, quando un adolescente attraversa silenziosamente e quietamente questa età spesso si temono difficoltà a scoppio ritardato. <br />In un’ottica più ampia in cui il termine fa riferimento ad una trasformazione che può essere anche positiva, mi pare che la migliore definizione sia quella proposta da P.C. Racamier: “la crisi è un processo globale di cambiamento conseguente alla rottura di un equilibrio precedente”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo rappresenta un fattore rilevante, e anche confortante, per descrivere questa dimensione: c’è un inizio, uno svolgimento e anche un termine.<br />Questo tempo potrà essere più o meno lungo per quanto riguarda la crescita, infatti, nel superamento dell’età infantile, sono implicati fattori ambientali sociali oltre che costituzionali. La futura madre, invece, ha solo nove mesi per affrontare ed elaborare un cambiamento psichico molto profondo. <br />La fine della crisi adolescenziale avrà come risultato l’ingresso dell’individuo nell’età adulta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la maternità, l’esito di questa “crisi maturativa normativa”, come l’ha definita G. Bribing, produrrà una ristrutturazione dell’identità e un’integrazione del ruolo di madre con altri aspetti della vita. Anche S. Vegetti Finzi sottolinea come la maternità provochi una crisi nell’esistenza di ogni donna, che deve destrutturare gli equilibri precostituiti ed elaborare un diverso e complesso adattamento alla nuova condizione.<br />Non sempre, ma nella maggior parte dei casi, il cambiamento alla base della crisi avrà un esito evolutivo e positivo ma resta un meccanismo “a due facce: una positiva e una negativa che comporta una risoluzione ma nello stesso tempo anche un’alterazione” (P.C. Racamier).<br />Questa visione più positiva del concetto di crisi infatti non vuole negare la fatica e il travaglio che caratterizzano questo processo. Allo stesso tempo credo sia altrettanto importante sottolineare che il periodo di crisi è una fase temporanea e normale, in alcuni momenti della vita, e rende capace ogni persona che vi si confronta a progredire, crescere e cambiare.</p>
<p><strong>Dottoressa Raffaella Morelli</strong><br /><em>Fondatrice e responsabile studio Mind Order. Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana.</em></p>
<p><em style="line-height: inherit; color: #2d2d2d; font-family: Nunito, Tahoma, Geneva, sans-serif; font-size: 18px;">&nbsp;</em></p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<p>Bibring G., Dwyer T., Huntington D., Valenstein A. (1961): A study of the psy- chological processes in pregnancy and the earliest mother-child relationship. The Psychoanalityc Study of the Child Stern D., <br />Bruschweiler-Stern N. (1998): Nascita di una madre. Come l’esperienza di una maternita` cambia una donna. Milano: Mondadori.<br />P. C., Racamier P.C., Taccani S., La crisi necessaria. Il lavoro incerto, ed. Franco Angeli, 2010 <br />Vegetti Finzi S., Volere un figlio. Ed. Mondadori, 1995</p>
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		<title>Agriturismo in fiera: vivi 2 giorni immerso nella natura</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/agriturismo-in-fiera-vivi-2-giorni-immerso-nella-natura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 12:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[Sta per aprire i battenti la quarta edizione di Agriturismoinfiera: vivi 2 giorni immerso nella natura   Sempre più persone scelgono di viaggiare green, di scoprire i sapori di una terra e di stare a contatto con la natura. Sempre più persone si affidano agli agriturismi, anche in Italia. Ed è per questo che queste &#8216;nuove&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-29985" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_Agriturismo_tra_le_colline-17268-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Sta per aprire i battenti la quarta edizione di Agriturismoinfiera: vivi 2 giorni immerso nella natura</p>
<p>  <span id="more-29986"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Sempre più persone scelgono di viaggiare green, di scoprire i sapori di una terra e di stare a contatto con la natura. Sempre più persone si affidano agli agriturismi, anche in Italia. Ed è per questo che queste &#8216;nuove&#8217; strutture ospitanti valgono più di un miliardo di euro. Meglio, sono gli agrituristi che valgono più di un miliardo di euro. Questi sono oltre 5 milioni e la maggior parte di loro sceglie la struttura per l’ospitalità familiare (45,2%) e la buona cucina (24,2%). L’agriturista tipo ha tra i 35 e i 65 anni, è sposato (l’87%) e parte o in coppia o in famiglia (il 75,8% ha uno o più figli). In Italia oggi sono presenti oltre 21 mila agriturismi (21744), il  4,1% in più rispetto al 2013. A tracciare un quadro della situazione è Agriturismo.it, grazie ai dati della ricerca di Nextplora e dall’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo.</p>
<p>L’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=28058" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agriturista</a> cosa cerca? Ama rilassarsi e degustare i prodotti tipici ma allo stesso tempo visitare attrazioni naturalistiche o storiche nei dintorni.  Tre milioni e 500 mila hanno soggiornato negli ultimi 12 mesi e tra questi, dato importante, l’86% si ritiene soddisfatto e vuole ripetere l’esperienza.</p>
<p>La regione italiana più ambita sia per l’italiano che per lo straniero rimane la Toscana con il 54%, seguita dall’Umbria con il 34%, poi troviamo il Veneto  e la Sicilia con il 20% e il Friuli Venezia Giulia con il 14%.</p>
<p>L’87% degli agrituristi provengono dall’Europa, tra cui il 35% dalla Germania, il 12% dal Belgio e dall’Olanda e  l’8% dal Regno Unito.</p>
<p>Dato certo è che l’italiano ama molto viaggiare in Italia scegliendo una vacanza sicura, vicino casa, in una zona tranquilla tra il mare, la montagna, la collina alla ricerca della sobrietà e della tranquillità.</p>
<p>Per quanto riguarda la crisi, il 61% degli agrituristi italiani dichiara di aver sentito l’influenza negativa sulle loro vacanze, contro il 68% del 2014.</p>
<p>Tutt’altro scenario per gli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19584" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agrituristi</a> stranieri: ben l’80% dichiara che la crisi non ha inciso in alcun modo sulle loro vacanze.</p>
<p>Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo 2015, tra gli strumenti digitali più usati per poter scegliere la vacanza giusta, si trovano le recensioni, i commenti letti online e gli articoli specializzati in viaggi.</p>
<p>Per quanto riguarda l’ispirazione offline invece sono molto influenti i consigli di amici e parenti e la nostalgia delle vacanze passate.</p>
<p>E’ su questi dati che sta per aprire i battenti la quarta edizione di Agriturismoinfiera, la rassegna dedicata alle aziende agrituristiche italiane che si terrà a Milano il 24 e il 25 gennaio 2016 presso il Parco delle Esposizioni di Novegro. </p>
<p>Oltre 300 strutture provenienti da tutte le regioni si raduneranno per mettere in mostra la propria offerta, e non si tratterà solo di ricezione turistica ma si assaporerà la campagna con tutti i suoi sapori e profumi. Oltre alle attività ludo-didattiche per i giovani visitatori sono previste vere e proprie full immersion nel mondo della vita a tutto green. Per i più grandi l’imperdibile opportunità di trascorrere giornate immersi interamente nella natura, di assaggiare e acquistare i prodotti tipici regionali, scoprire segreti e bellezze delle terre del nostro territorio. Il tutto tra cucina, sapori tradizionali e tanto divertimento.</p>
<p>Agriturismoinfiera è un’opportunità da non perdere per tutta la famiglia, conoscere e scegliere il soggiorno giusto per chi vuole staccare dalla vita frenetica della città e calarsi nella tranquillità di casolari circondati dal verde delle regioni più belle d’Italia. </p>
<p>L’esperienza di vivere due giorni in campagna: un tuffo nella vita semplice a contatto con la natura, circondati da terra fertile che aspetta solo di essere seminata, frutta da cogliere, odori e sapori genuini dei cibi fatti in casa, suoni così diversi da quelli cittadini. Un rapporto diverso e “vero” anche con gli animali che vanno nutriti, curati, accuditi e scegliere direttamente i servizi di oltre 300 agriturismi per poter così pianificare la prossima vacanza. </p>
<p>Scopo della manifestazione è quello di valorizzare il territorio nazionale, le strutture agrituristiche ad esso connesse e il rapporto con l&#8217;ambiente e la natura. I proprietari degli agriturismi che espongono possono trasmettere di persona ai visitatori l&#8217;amore e la passione che impegnano nel curare le loro strutture e invitarli a trascorrere una vacanza presso il loro agriturismo.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Ecco perché McDonald&#8217;s ha ritirato dal mercato 1 milione di Nuggets</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/ecco-perche-mcdonald-s-ha-ritirato-dal-mercato-1-milione-di-nuggets/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2015 16:32:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[junk food]]></category>
		<category><![CDATA[mcdonald’s]]></category>
		<category><![CDATA[Nuggets]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2015 sembra proprio un anno no per McDonald&#8217;s I chicche Nuggets sono le pepite di pollo fritto che si trovano da sempre nella popolare catena di fast food. Ma in Giappone McDonald’s è stata costretta a ritirarne ben un milione dal mercato dopo che un cliente ha trovato qualcosa di strano nei bocconcini: un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26461" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_nuggets-15466-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il 2015 sembra proprio un anno no per McDonald&#8217;s</p>
<p>  <span id="more-26462"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">I chicche Nuggets sono le pepite di pollo fritto che si trovano da sempre nella popolare catena di fast food. Ma in Giappone McDonald’s è stata costretta a ritirarne ben un milione dal mercato dopo che un cliente ha trovato qualcosa di strano nei bocconcini: un pezzo di vinile. È successo a Misawa, nel nord del Giappone. Una storia successa a inizio anno ma che è solo l’ultima di una serie di ‘disavventure’ legate alla catena di fast food. Sempre in Giappone, questa volta a Osaka, lo scorso anno un cliente si è lamentato di aver trovato un dente umano nelle patatine fritte.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Non è il primo scandalo in Asia: l’estate scorsa, in Cina, la Shangai Husi Food Co. venne accusata di utilizzare carne scaduta per i clienti del McDonald’s cinese.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Non sappiamo se ci sia una connessione diretta tra questa serie di scandali e un calo del volume di affari della più famosa catena di fast food, simbolo stesso del ‘junk food’. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Infatti il 2015 non è iniziato molto bene per la catena: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24627" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i profitti sono in caduta, il mercato sta cambiando e il gigante fatica a tenere il passo. </a>Ad esempio sta emergendo negli Stati Uniti la catena Chipotle mexican grill che nel 2014 ha registrato il boom: ricavi per 4,11 miliardi di dollari e un aumento annuo del 28,5% e utili per 445,4 milioni di dollari. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">a.po</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Italia combatte recessione: è fuori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/italia-combatte-recessione-e-fuori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2015 07:37:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[fine crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Itali]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
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					<description><![CDATA[Buone notizie per l&#8217;economia dell&#8217;Italia: il Pil è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3% rispetto all&#8217;ultimo trimestre del 2014   L&#8217;Italia ha superato la recessione: nel primo trimestre 2015 il Pil è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3% rispetto all&#8217;ultimo trimestre del 2014. La crescita è la più alta da inizio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25981" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_o_OPERAIO_facebook-15231-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span><span>Buone notizie per l&#8217;economia dell&#8217;Italia: il Pil è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3% rispetto all&#8217;ultimo trimestre del 2014</span></span></p>
<p>  <span id="more-25982"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">L&#8217;Italia ha superato la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=5653" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recessione</a>: nel primo trimestre 2015 il Pil è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3% rispetto all&#8217;ultimo trimestre del 2014. La crescita è la più alta da inizio 2011.</span></p>
<p><span><span>A darne notizia è l&#8217;<a href="http://www.istat.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istat </a>nelle stime preliminari, calcolando invece su base annua una variazione nulla. I risultati sono superiori alle attese degli analisti.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span><span>Il dato reso noto oggi dall&#8217;Istat è destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario. Il primo trimestre del 2015 ha infatti avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2014. La crescita congiunturale, evidenzia l&#8217;Istituto di statistica, è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;industria e di una sostanziale stazionarietà nei servizi. Dal lato della domanda, l&#8217;Istat ha registrato un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) maggiore dell&#8217;apporto negativo della domanda estera netta.</span></span></p>
<p><span><span>gc</span></span></p>
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		<title>Una speranza per uscire dalla crisi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2015 10:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Moody’s]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[uscire dalla crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla crisi si esce, forse, nel 2015. Ecco le previsioni di Moody’s e le diverse attese di crescite   Questo 2015 sarà l’anno della fine della crisi? Forse si, almeno secondo le previsioni. ‘L&#8217;euro debole e i piu&#8217; bassi prezzi del petrolio daranno una spinta all&#8217;economia dell&#8217;area euro, con il pil che crescera&#8217; dell&#8217;1,5% nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25953" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_rtr3dfky-15213-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Dalla crisi si esce, forse, nel 2015. Ecco le previsioni di Moody’s e le diverse attese di crescite</p>
<p>  <span id="more-25954"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Questo 2015 sarà l’anno della fine della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25842" target="_blank" rel="noopener noreferrer">crisi</a>? Forse si, almeno secondo le previsioni. ‘L&#8217;euro debole e i piu&#8217; bassi prezzi del petrolio daranno una spinta all&#8217;economia dell&#8217;area euro, con il pil che crescera&#8217; dell&#8217;1,5% nel 2015 e nel 2016’. La stima arriva da Moody&#8217;s, che in una nota, sottolinea comunque l’incertezza ‘sulle trattative della Grecia con i suoi creditori e il futuro di Atene come membro dell&#8217;area euro’. Un&#8217;uscita della Grecia dall&#8217;Eurozona sarebbe un brutto colpo per l&#8217;economia greca.</p>
<p class="MsoNormal">Una crescita maggiore è prevista per gli Stati Uniti: secondo <a href="https://www.moodys.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Moody&#8217;s</a> si potrà registrare una crescita del 2,8% sia nel 2015 sia nel 2016. La Cina, invece, rallenterà: +6,8% quest&#8217;anno, per poi crescere del 6,5% nel 2016, rispetto al +7,4% del 2014.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Sarà la ‘robusta crescita degli Stati Uniti e la stabilizzazione delle condizioni finanziarie’ ad aiutare ‘l&#8217;economia globale a crescere in modo piu&#8217; forte il prossimo anno dopo un 2015 calmo’.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Crisi: piccoli segnali di ripresa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/crisi-piccoli-segnali-di-ripresa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2015 11:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo stime Istat, nel 2015 dovrebbe aumentare il prodotto interno lordo e diminuire la disoccupazione Piccoli, ma positivi segali di ripresa sul fronte dell&#8217;economia e del lavoro. Nel 2015 il prodotto interno lordo italiano aumenterà dello 0,7% in termini reali, secondo stime dell&#8217;Istat che prevede poi una crescita dell&#8217;1,2% nel 2016 e dell&#8217;1,3% nel 2017. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25841" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_euro_crisi-15157-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span><span>Secondo stime Istat, nel 2015 dovrebbe aumentare il </span></span><span><span>prodotto interno lordo e diminuire la disoccupazione</span></span></p>
<p>  <span id="more-25842"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"><span>Piccoli, ma positivi segali di ripresa sul fronte dell&#8217;economia e del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25670" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lavoro</a>. N</span></span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"><span>el 2015 il prodotto interno lordo italiano aumenterà dello 0,7% in termini reali, secondo stime dell&#8217;Istat che prevede poi una crescita dell&#8217;1,2% nel 2016 e dell&#8217;1,3% nel 2017.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span><span>Anche la disoccupazione dovrebbe diminuire: si dovrebbe verificare un moderato calo della disoccupazione a 12,5%. Nel 2015 si registrerà &#8216;una moderata riduzione&#8217; del tasso di disoccupazione che scenderà al 12,5% (dal 12,7% del 2014), per passare poi al 12% nel 2016. Lo prevede l&#8217;Istat, secondo cui l&#8217;occupazione aumenterà invece in termini di unità di lavoro dello 0,6% quest&#8217;anno e dello 0,9% l&#8217;anno prossimo.</span></span></p>
<p><span><span>gc</span></span></p>
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		<title>Fondi Ue per incentivare la Green economy</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/fondi-ue-per-incentivare-la-green-economy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 13:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[eco-fisco Ue]]></category>
		<category><![CDATA[fondi Ue green economy]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
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					<description><![CDATA[Green economy via per la ripresa economica e ambientale? Ci crede l&#8217;Ue, che ha previsto dei fondi per alimentare gli investimenti   La green economy come giusta via per combattere la crisi. E non solo. Gli investimenti in tal senso possono abbattere le emissioni di carbonio, possono assicurare nuovo sviluppo, un miglior benessere, nuova occupazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25286" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_002_1-14891-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Green economy via per la ripresa economica e ambientale? Ci crede l&#8217;Ue, che ha previsto dei fondi per alimentare gli investimenti</p>
<p>  <span id="more-25287"></span>  </p>
<p align="CENTER"> </p>
<p align="LEFT">La <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24715" target="_blank" rel="noopener noreferrer">green economy</a> come giusta via per combattere la crisi. E non solo. Gli investimenti in tal senso possono abbattere le emissioni di carbonio, possono assicurare nuovo sviluppo, un miglior benessere, nuova occupazione, tutela del capitale naturale e dei servizi eco-sistemici. Segnali positivi si colgono già a livello globale. Nella finanza, dove tra il 2013 e il 2014 sono stati emessi 42 miliardi di obbligazioni verdi e si stima  che il mercato dei green bond possa raggiungere i 100 miliardi nel 2015;  negli investimenti  in rinnovabili che nel 2014 sono aumentati del 16% (310 mld di dollari) rispetto all’anno precedente soprattutto in Cina con un+32% (stabile invece l’ Europa con un +1%) e hanno fatto arrivare il numero degli occupati a 6,5 milioni.; nell’ occupazione dove nella produzione di beni e servizi ambientali, nonostante la crisi, si è registrata in Europa una crescita continua: nel 2003 gli occupati erano poco più di 3 milioni nel 2003 sono diventati 4,282 milioni nel 2012.  Le tendenze, le risorse, le prospettive, le proposte per lo sviluppo della green economy sono state esaminate in occasione del Meeting di Primavera, l’evento annuale organizzato dalla <a href="http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</a>, che quest’anno ha come tema “Il contributo della green economy per la ripresa dell’Italia”.</p>
<p>&#8216;La via verso un mondo a bassissime emissioni di gas serra – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione- potrà essere tracciata con un nuovo buon accordo internazionale sul clima, ma potrà avere successo solo con lo sviluppo della green economy che è la via maestra per la crescita e l’occupazione sia a livello globale che nazionale. Proprio in Italia è necessario saper avvalersi degli strumenti economici a disposizione, come i fondi europei e prendere la strada di una fiscalità ecologica che sappia orientare il mercato, le produzioni e i consumi verso la green economy&#8217;.</p>
<p>A credere nelle potenzialità della green economy è la Comunità Europea, che ha previsto dei fondi europei (consistenti) per orientare il mercato in direzione green. La politica europea di coesione, la principale politica di investimento della Ue, prevede nella programmazione 2014-2020 50 miliardi di euro l’anno e guarda all’avvio e al rafforzamento delle filiere produttive dedicate alla green economy. Consistenti le risorse dei cinque Fondi Sie (fondi strutturali e di investimento) per l’ Italia. Ad esempio, dei Fondi FESR (Fondo europeo sviluppo regionale) e FSE (Fondo Sociale europeo) ci sono 22,2 miliardi per le regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), 1,35 mld per le regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) e 7,56 mld per le regioni più sviluppate (tutte le altre del centro nord). E gli obiettivi tematici di green economy del FESR (economia a basse emissioni, adattamento climatico e protezione rischi, utilizzo razionale delle risorse,  trasporto sostenibile) dispongono di un plafond di risorse pari a 8,6 mld, il 41% del totale.</p>
<p> </p>
<p>Per disporre di nuove entrate per alimentare gli investimenti green, sono necessarie anche misure di fiscalità ambientale. &#8216;Il modo più efficace e immediato di avviare un percorso di riforma della fiscalità in chiave ecologica –osserva Ronchi-è quello di introdurre una carbon tax, in prima istanza, su gasolio e benzina per autotrasporto&#8217;. Si tratterebbe di un importo di 20 euro a tonnellata di CO2 che si tradurrebbero in un aumento di soli 3,8 centesimi al litro e darebbe un gettito di 1,6 miliardi. La fiscalità green dovrebbe anche essere estesa e correlata alle emissioni di carbonio indotte dalla produzione di beni e servizi anche importati. &#8216;In questo modo – conclude Ronchi-  si potrebbe consentire, con le maggiori entrate , di compensare una consistente riduzione del cuneo fiscale a favore di lavoro e imprese e disporre di entrate aggiuntive , formate anche solo da una quota minoritaria delle nuove entrate, per alimentare investimenti green in ricerca e eco-innovazione&#8217;.Proprio i paesi leader in eco-innovazione come Svezia, Finlandia, Danimarca, Regno Unito, e Germania dispongono, infatti, di un PIL pro capite più alto e di una disoccupazione più bassa della media Ue.</p>
<p>gc </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ripresa dell&#8217;Italia vicina?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/ripresa-dell-italia-vicina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 12:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il contributo della Green Economy per la ripresa dell&#8217;Italia: nuovi approfondimenti sul tema della ripresa   Italia, crisi e ripresa. Green economy, nuova economia e ambiente. Saranno questi gli argomenti del tradizionale meeting di primavera organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, intitolato quest&#8217;anno &#8216;Il contributo della Green Economy per la ripresa dell&#8217;Italia&#8216;. Il meeting [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25226" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_download__2_-14859-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="JUSTIFY"><span><span>Il contributo della Green Economy per la ripresa dell&#8217;Italia: nuovi approfondimenti sul tema della ripresa </span></span></p>
<p>  <span id="more-25227"></span>  </p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><span><span>Italia, crisi e ripresa. Green economy, nuova economia e ambiente. Saranno questi gli argomenti del tradizionale meeting di primavera organizzato dalla <a href="http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</strong></a>, intitolato quest&#8217;anno &#8216;</span></span><span><span>Il contributo della Green Economy per la ripresa dell&#8217;Italia</span></span><span><span>&#8216;.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span><span>Il meeting si svolgerà </span></span>il 13 aprile prossimo, alle <span><span>14:30, presso l&#8217; Hotel Quirinale  </span></span><span><span>(SALA VERDI). Al meeting parteciperà anche il Ministro dell&#8217;Ambiente </span></span><span><span>Gianluca Galletti, </span></span><span><span>che parlerà delle politiche ambientali del governo e del Green Act.</span></span></p>
<p> </p>
<p align="JUSTIFY"><span><span>Per il Presidente della Fondazione Edo Ronchi, sul tema della ripresa &#8216;restano ancora incertezze&#8217;, ma -.sottolinea- &#8216;c&#8217;è ormai più di un indicatore che segnala l&#8217; avvia di un superamento della crisi italiana&#8217;. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span><span>gc</span></span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Addio alla crisi, grazie alla green economy</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/addio-alla-crisi-grazie-alla-green-economy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 16:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[enea]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo green economy]]></category>
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					<description><![CDATA[La ripresa dell’Italia passa attraverso la green economy. Per il 98% imprenditori si deve puntare su risparmio energia e risorse   Puntare alla green economy potrebbe essere la soluzione alla crisi. Ne è convinto il 26% delle PMI europee che già offre prodotti e servizi “verdi” e se ne sta convincendo il 93% delle aziende [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1776" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_abitare_green-buildings-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La ripresa dell’Italia passa attraverso la green economy. Per il 98% imprenditori si deve puntare su risparmio energia e risorse</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p>  <span id="more-24234"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Puntare alla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">green economy</a> potrebbe essere la soluzione alla crisi. Ne è convinto il 26% delle PMI europee che già offre prodotti e servizi “verdi” e se ne sta convincendo il 93% delle aziende che ha messo in campo almeno un’azione per essere più efficiente.</p>
<p class="MsoNormal">Anche in Italia le diverse imprese si stanno muovendo sul fronte green. Nel nostro Paese l’eco-innovazione, vero e proprio motore per lo sviluppo delle imprese green, mostra una tendenza positiva, nel 2012, secondo la classifica europea, l’Italia era al quindicesimo posto tra i “28” per eco-innovazione, nel 2013 è salita al dodicesimo e il 98% degli imprenditori italiani afferma che l’economia deve puntare sul risparmio e l’uso sempre più efficiente dell’energia e delle risorse. Il Rapporto sulla green economy 2014 realizzato dalla <a href="http://www.fondazionesvilupposostenibile.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione per lo Sviluppo sostenibile </a>e dall’<a href="http://www.enea.it/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ENEA</a> quest’anno prende in esame “Le imprese della green economy” indicate come la “via maestra per uscire dalla crisi”, offrendo un’analisi dettagliata sulla posizione dell’Italia in un processo che sta investendo le economie mondiali, mettendo a fuoco i nodi irrisolti e gli ambiti rispetto ai quali è più urgente un cambio di marcia.</p>
<p class="MsoNormal">‘Le imprese della green economy – ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione in occasione della presentazione del Rapporto oggi all’ENEA &#8211; chiedono di pesare di più nelle scelte economiche del Paese, perché la loro crescita può contribuire in modo decisivo a far uscire l’Italia dalla crisi. Le imprese della green economy &#8211; sia quelle che producono beni e servizi di qualità ambientale, sia quelle che hanno investito in eco-innovazione per processi produttivi puliti – hanno infatti maggiori possibilità di sviluppo sul mercato interno e su quelli esteri proprio perché meglio rispondono alla domanda  di un miglior benessere e di una miglior tutela di un bene diventato scarso come l’ambiente’.</p>
<p class="MsoNormal">‘Il passaggio a un nuovo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">modello economico più sostenibile</a> implica non soltanto lo sviluppo di nuove filiere green e il rafforzamento di quelle esistenti, ma anche la riqualificazione in chiave green dei processi e dei prodotti dei settori industriali tradizionali &#8211; ha dichiarato Roberto Morabito, responsabile dell’unità tecnica Tecnologie Ambientali dell’ENEA -. In quest’ottica l’ENEA è impegnata nello sviluppo dell’eco-innovazione come strumento prioritario per guidare la transizione da un’economia lineare a un’economia circolare, strategica per un Paese povero di materie prime e a forte vocazione manifatturiera come il nostro. Tale percorso  prevede  azioni di varia natura, come la promozione del riciclo di materia a tutti i livelli (sia innovando i processi di produzione che i mercati), la progettazione ecocompatibile, la simbiosi industriale, nuovi modelli imprenditoriali e di consumo, ai fini di un miglioramento generalizzato della qualità della vita’.</p>
<p class="MsoNormal">Il Rapporto 2014 è suddiviso in quattro capitoli. Il primo dedicato al rapporto delle imprese con l’ambiente che descrive la crescita di quelle che producono beni e servizi ambientali e lo sviluppo di modelli di business che scommettono sul green. Il secondo sull’eco-innovazione e sulla propensione del sistema produttivo italiano nei confronti di questo tema che vede primeggiare in Europa i paesi nordici &#8211; Svezia e Finlandia &#8211; e la Germania. Il terzo pubblica i risultati di un’indagine sugli orientamenti degli imprenditori della green economy condotta tra aprile e maggio 2014 dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Consiglio Nazionale della Green Economy, articolata in 56 temi relativi a 8 argomenti strategici, cui hanno risposto 437 imprenditori che gestiscono imprese per un totale di 64.573 dipendenti e con un fatturato complessivo di 15 miliardi e 956 milioni. L’ultimo capitolo, infine, fornisce i criteri per individuare le imprese green e indica le 10 misure  per lo sviluppo della green economy: una riforma fiscale in chiave ecologica; un programma per migliorare l’utilizzo delle risorse e per sviluppare strumenti finanziari innovativi; investimenti in infrastrutture verdi, difesa del suolo e delle acque; un programma nazionale per l’efficienza e il risparmio energetico; lo sviluppo delle attività di riciclo dei rifiuti; il rilancio degli investimenti per le rinnovabili; programmi di rigenerazione urbana; investimenti in mobilità sostenibile; valorizzazione dell’ agricoltura di qualità; un piano per l’occupazione giovanile green.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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