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	<title>cozze &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>23 specie stanno per essere dichiarate estinte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 11:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[23 specie]]></category>
		<category><![CDATA[23 specie estinte]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
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		<category><![CDATA[piante estinte]]></category>
		<category><![CDATA[uccelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono un totale di ventitré gli uccelli, i pesci, le piante e i mammiferi a cui dobbiamo dire addio Si prevede che saranno ben ventitré gli animali e le piante che scompariranno dall&#8217;elenco delle specie minacciate di estinzione non perché salvi, ma perché, ahiloro, estinti. Dopo un lungo periodo di assenza di avvistamenti, l&#8217;US Fish [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-122807" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/woodpecker-6185247_1280.jpg" alt="23 specie" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/woodpecker-6185247_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/woodpecker-6185247_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/woodpecker-6185247_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Sono un totale di ventitré gli uccelli, i pesci, le piante e i mammiferi a cui dobbiamo dire addio</h3>
<p><span id="more-122806"></span></p>
<p align="justify">Si prevede che saranno ben ventitré gli animali e le piante che scompariranno dall&#8217;elenco delle specie minacciate di estinzione non perché salvi, ma perché, ahiloro, estinti.</p>
<p align="justify">Dopo un lungo periodo di assenza di avvistamenti, l&#8217;US Fish and Wildlife Service ha proposto di <a href="https://www.federalregister.gov/documents/2021/09/30/2021-21219/endangered-and-threatened-wildlife-and-plants-removal-of-23-extinct-species-from-the-lists-of" target="_blank" rel="noopener noreferrer">eliminare</a> dall&#8217;elenco diversi<strong> uccelli, pesci, cozze, una pianta hawaiana e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pteropus_tokudae" target="_blank" rel="noopener noreferrer">volpe volante di Guam</a></strong>, un pipistrello.</p>
<p align="justify">Il cambiamento climatico, la perdita di aree naturali e quindi di habitat per gli animali sono sicuramente i responsabili di questo nuovo addio che dobbiamo dire e che non vorremmo proprio dire.</p>
<h4 align="justify">Tra gli estinti, uno dei più accattivanti, è il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campephilus_principalis" target="_blank" rel="noopener noreferrer">picchio dal becco d&#8217;avorio</a> che, un tempo, era il picchio più grande degli Stati Uniti.</h4>
<p align="justify">È stato inserito nell&#8217;elenco della fauna in pericolo nel 1967, dopo non essere stato avvistato ufficialmente dal 1944. Altri uccelli estinti sono la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vermivora_bachmanii" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parula di Bachman</a>, un raro uccello canoro nordamericano e il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bridled_white-eye" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bridled white-eye</a> che si può tradurre come &#8220;l&#8217;occhio bianco imbrigliato&#8221; che viveva a Guam – <strong>le Hawaii sono state particolarmente colpite: sono otto gli uccelli che perdono</strong>.</p>
<p align="justify">Per quanto riguarda i pesci, tra gli altri, perdiamo la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/San_Marcos_gambusia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gambusia di San Marcos</a>, un pesce d&#8217;acqua dolce che viveva nel fiume San Marcos in Texas e lo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scioto_madtom" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scioto madtom </a>dell&#8217;Ohio che si nasconde durante il giorno e cerca cibo di notte.</p>
<p align="justify">Perdiamo anche otto diverse specie di cozze d&#8217;acqua dolce che vivevano tra la Georgia, la Louisiana e l&#8217;Alabama, e una pianta, la varietà <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phyllostegia_glabra" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lanaiensis della Phyllostegia glabra</a>, imparentata con la menta.</p>
<p align="justify">L&#8217;US Fish and Wildlife Service, prima di dichiarare queste specie ufficialmente estinte, ha chiesto al pubblico qualsiasi informazione, commento o dato entro il 29 novembre 2021. Se nessuno si farà avanti con un avvistamento affidabile, queste 23 specie saranno dichiarate ufficialmente estinte.</p>
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		<title>Le cozze contaminate di Washington</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 08:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[I test fatti sulle cozze nello stato di Washington hanno mostrato una positività agli oppiodi e ai farmaci chemioterapici La crisi da oppioidi che ha ucciso migliaia di persone negli Stati Uniti e in Canada negli ultimi anni è arrivata incredibilmente a colpire anche la fauna selvatica. I ricercatori del Washington Department of Fish and [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36499" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_mussels-3148429_1920.jpg" alt="" width="800" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_mussels-3148429_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_mussels-3148429_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_mussels-3148429_1920-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I test fatti sulle cozze nello stato di Washington hanno mostrato una positività agli oppiodi e ai farmaci chemioterapici</p>
<p>  <span id="more-36501"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La crisi da oppioidi che ha ucciso migliaia di persone negli Stati Uniti e in Canada negli ultimi anni è arrivata incredibilmente a colpire anche la fauna selvatica. I ricercatori del <a href="https://wdfw.wa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Washington Department of Fish and Wildlife</a>&nbsp;hanno scoperto tracce di ossicodone e altri farmaci nei molluschi pescati nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Puget" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Puget Sound</a>&nbsp;nello stato di Washington.</p>
<p style="text-align: justify;">Antibiotici, antidepressivi, farmaci chemioterapici, farmaci per il cuore e anche ossicodone: sono queste le sostanze che sono state trovate. D&#8217;altra parte, come è noto, le cozze sono filtratori, il che significa che filtrano i nutrienti e il plancton dall&#8217;acqua per mangiare: purtroppo, però, di questi tempi, questo vuol dire che sono esposte anche a una larga dose di inquinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi farmaci entrano nell&#8217;acqua attraverso le escrezioni umane e anche quando le persone buttano le pillole nel water. I sistemi di gestione delle acque reflue non sono in grado di filtrare efficacemente questi farmaci – recentemente, una ricerca <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36004" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha raccontato come i fiumi di tutto il mondo siano invasi da rifiuti farmaceutici</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/wdfw.wa_.gov_publications_01925_wdfw01925.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo studio</a>&nbsp;è stato condotto prendendo delle gabbie di cozze pulite da un centro di acquacoltura e posizionandole vicino a 18 località urbanizzate intorno allo Stretto di Puget. Alcuni mesi dopo i volontari hanno raccolto le cozze e le hanno analizzate: dei 18 siti, tre sono risultati positivi all&#8217;ossicodone &#8211; non un numero enorme, certo, e con una quantità assorbita molto inferiore alle dosi prescritte per l&#8217;uomo, ma questo non rende la situazione meno preoccupante. È stato trovato nelle cozze perfino un farmaco chemioterapico (il Melphalan), che è noto per essere un potenziale cancerogeno nella sua interazione con il DNA e di cui quindi, come del resto, si analizzeranno gli impatti biologici – nonostante anche in questo caso le quantità erano relative al peso rispetto alle dosi usate per gli umani.</p>
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		<title>Microplastiche nelle cozze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 12:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[Norwegian Institute for Water Research]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio ha scoperto plastiche nel 76,6% delle cozze testate Le cozze potrebbero servire da bioindicatore globale per l&#8217;inquinamento da microplastiche, una della ragioni è che non si muovono dal fondo del mare – proprio dove finisce la plastica. Un nuovo studio&#160;del Norwegian Institute for Water Research (NIVA) ha scoperto la presenza di plastiche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35391" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_cozze.jpg" alt="" width="800" height="485" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_cozze.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_cozze-300x182.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_cozze-768x466.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo studio ha scoperto plastiche nel 76,6% delle cozze testate</p>
<p>  <span id="more-35392"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Le cozze potrebbero servire da bioindicatore globale per l&#8217;inquinamento da microplastiche, una della ragioni è che non si muovono dal fondo del mare – proprio dove finisce la plastica.</p>
<p style="text-align: justify;">Un <a href="https://brage.bibsys.no/xmlui/handle/11250/2470297" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>&nbsp;del Norwegian Institute for Water Research (<a href="https://www.niva.no/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NIVA</a>) ha scoperto la presenza di plastiche nel 76,6% delle singole cozze blu che sono state testate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.reuters.com/article/us-environment-mussels/plastic-found-in-mussels-from-arctic-to-china-enters-human-food-idUSKBN1EE194" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Reuters</a>, dal canto suo, ha indicato altre ricerche che vedono gli scienziati trovare microplastiche nelle cozze vicino a Cina, Belgio, Gran Bretagna, Canada e Cile.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova ricerca NIVA ha trovato in media 1,8 pezzi di microplastica nei molluschi norvegesi – tra l&#8217;altro proprio le cozze che vivono in acque ritenute incontaminate nell&#8217;Artico sono state trovate con la maggior quantità di plastica tra quelle testate vicino alla costa norvegese (i ricercatori hanno spiegato che le correnti oceaniche e i venti provenienti dall&#8217;America e dall&#8217;Europa possono trascinare la plastica verso nord, portandola poi nel Mar Glaciale Artico).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati non sono del tutto sicuri di come le microplastiche che si stanno instillando nelle creature marine incideranno sugli umani che le consumano, ma è bene tener presente che se mangiamo molti molluschi possiamo essere davvero a rischio. L&#8217;esperto di microplastiche e professore alla <a href="https://www.plymouth.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Plymouth University</a>, Richard Thompson, ha detto a Reuters riguardo a questi dati, che «è un avvertimento che dobbiamo fare qualcosa per ridurre l&#8217;apporto di plastica all&#8217;oceano». Ci ha tenuto anche a sottolineare che: «al momento, è un motivo di preoccupazione piuttosto che un allarme per il consumo umano».</p>
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		<item>
		<title>La super colla resistente all’acqua si ispira alle cozze</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/la-super-colla-resistente-all-acqua-si-ispira-alle-cozze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 15:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colla]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[I molluschi hanno ispirato una grande scoperta: la colla resistente all&#8217;acqua Una colla resistente all’acqua è molto utile in settori come la chirurgia e la nautica e le cozze hanno fornito l’esempio per un ottimo collante naturale. Ill loro ‘segreto’ è una proteina ‘asciugatrice’ che prima di aderire rimuove le molecole d’acqua. In questo modo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30236" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_cozze-17397-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I molluschi hanno ispirato una grande scoperta: la colla resistente all&#8217;acqua<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30237"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Una colla resistente all’acqua è molto utile in settori come la chirurgia e la nautica e le cozze hanno fornito l’esempio per un ottimo collante naturale. Ill loro ‘segreto’ è una proteina ‘asciugatrice’ che prima di aderire rimuove le molecole d’acqua. In questo modo riesce ad essere molto efficace anche in contesti ‘bagnati’.</span></p>
<p>La proteina è stata scoperta dall&#8217;Istituto di Nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Rende (Cosenza), in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria e la Nanyang Technological University di Singapore. Ne dà notizia la rivista <a href="http://www.nature.com/ncomms/2015/151019/ncomms9663/abs/ncomms9663.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nature Communications</a>.</p>
<p>&#8221;Si tratta di un risultato di grande rilevanza applicativa, perché anche i più tenaci tra i moderni adesivi sintetici si rivelano inefficaci nel generare adesione in presenza di molecole d&#8217;acqua&#8221;, spiega all’Ansa Bruno Zappone, del Cnr-Nanotec.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La scoperta è stata fatta concentrandosi sulle cozze verdi asiatiche e la bava appiccicosa che producono; in questa fase secernono le proteine in una sequenza ben precisa.</span></p>
<p>&#8216;Una &#8216;colla subacquea&#8217; potrebbe avere importanti applicazioni nel settore navale &#8211; sottolinea Zappone &#8211; ma senza dubbio straordinarie risulterebbero le applicazioni in campo medico finalizzate, ad esempio, ad evitare inestetiche suture chirurgiche, a ricostruire tessuti danneggiati oppure ossa fratturate, a riparare i distacchi di retina o ad integrare materiali biomedicali in presenza di liquidi biologici&#8217;.</p>
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		<title>Rischio Epatite A: non consumate queste cozze!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/rischio-epatite-a-non-consumate-queste-cozze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 08:41:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[Epatite a]]></category>
		<category><![CDATA[mitilli]]></category>
		<category><![CDATA[rischio Epatite]]></category>
		<category><![CDATA[rischio Epatite A]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Ministero della Salute lancia l’allarme epatite C e vieta di mangiare cozze italiane. I dettagli all’interno   Per rischio Epatite C, il Ministero della Salute ha disposto lo stop al consumo di cozze riguarda quelle provenienti da Bacoli (Napoli) dopo le segnalazione del virus dell&#8217;epatite A e Norovirus (virus della famiglia dei Caliciviridae, responsabili [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24453" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_th-14467-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Il Ministero della Salute lancia l’allarme epatite C e vieta di mangiare cozze italiane. I dettagli all’interno</p>
<p>  <span id="more-24454"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Per rischio Epatite C, il <a href="http://www.salute.gov.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ministero della Salute</strong> </a>ha disposto lo stop al consumo di cozze riguarda quelle provenienti da Bacoli (Napoli) dopo le segnalazione del virus dell&#8217;epatite A e Norovirus (virus della famiglia dei Caliciviridae, responsabili di gastroenteriti acute di origine non batterica) su confezioni provenienti dallo stabilimento IRSVEM, (numero di riconoscimento CE IT 2 CDM). ‘Considerata la gravità del rischio per la salute umana correlata alla presenza dei due patogeni si raccomanda di non consumare il prodotto mitili con le seguenti caratteristiche: Prodotto: mitili in retine &#8211; Produttore:<a href="http://www.irsvem.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> IRSVEM</strong> </a>numero di riconoscimento CE IT 2 CDM sito a Bacoli (Napoli) &#8211; Rischio: Presenza di virus dell&#8217;epatite A e Norovirus &#8211; Paese di origine: Italia’.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Al momento,le Autorità sanitarie della Campania hanno attivato il sistema di allerta per il ritiro dei lotti contaminati a tutela della salute pubblica. Essendo stata riscontrata la positività anche su campioni prelevati nell&#8217;allevamento di molluschicoltura di origine (MITILIMONTESE SOC. COOP. MITILICOLTURA) il Ministero della salute ha richiesto alla Regione Campania la lista di distribuzione dei prodotti provenienti dall&#8217;allevamento, per completare le informazioni sulla tracciabilità dei lotti coinvolti, di adottare provvedimenti, e di verificare se essi siano stati commercializzati anche da altri centri di spedizione molluschi. </p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<item>
		<title>Una supercolla resistente all&#8217;acqua</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-supercolla-resistente-all-acqua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 09:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[colla dalle cozze]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[Mit]]></category>
		<category><![CDATA[supercolla]]></category>
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					<description><![CDATA[  Arriva una supercolla resistente all&#8217;acqua: oltre a trovare numerose applicazioni in ambito navale, può essere utilizzata per aiutare a cicatrizzare ferite e incisioni chirurgiche   Una supercolla resistente all&#8217;acqua, ottima per la riparazione di barche e navi. Ma anche per medicare le ferite. Questa piccola rivoluzione, pensata dai ricercatori del Massachussets Institute of Technology [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20690" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_index-12569-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Arriva una supercolla resistente all&#8217;acqua: oltre a trovare numerose applicazioni in ambito navale, può essere utilizzata per aiutare a cicatrizzare ferite e incisioni chirurgiche</p>
<p> </p>
<p>  <span id="more-20691"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Una supercolla resistente all&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=4735"><strong>acqua</strong></a>, ottima per la riparazione di barche e navi. Ma anche per medicare le ferite. Questa piccola rivoluzione, pensata dai ricercatori del <a href="http://web.mit.edu/">Massachussets Institute of Technology (Mit)</a>, arriva dalle cozze: la colla è ispirata alleroteine che secernono questi animali marini, che sono degli adesivi naturali.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La colla, oltre a trovare numerose applicazioni in ambito navale, può essere utilizzata per aiutare a cicatrizzare <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20558">ferite</a> e incisioni chirurgiche. Per creare questa nuova colla, i ricercatori del Mit hanno modificato uno dei batteri più studiati nei laboratori di niotecnologie, l&#8217;Escherichia coli, e lo hanno trasformato in una fabbrica naturale in grado di produrre un materiale ibrido che incorpora le proteine &#8216;appiccicose&#8217; delle cozze con quelle batteriche presenti nelle biopellicole. Le proteine hanno quindi formato una colla idroresistente ancora più forte di quella secreta naturalmente dai mitili.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Ricetta,  cozze alla marinara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2014 14:09:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[cozze alla marinara]]></category>
		<category><![CDATA[cozze marinara]]></category>
		<category><![CDATA[marinara]]></category>
		<category><![CDATA[ricette mare]]></category>
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					<description><![CDATA[La ricetta delle cozze alla mariana ci fa pensare all’estate che sta per arrivare, preparatela in famiglia per rallegrare la domenica   Se la bella stagione ci sembra ancora lontana, visto le piogge che hanno caratterizzato questi ultimi giorni, consoliamoci con qualche buono e gustoso piatto che ci riporta al mare e alla spiaggia. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17064" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_ambientetest_download__3_-10759-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La ricetta delle cozze alla mariana ci fa pensare all’estate che sta per arrivare, preparatela in famiglia per rallegrare la domenica</p>
<p>  <span id="more-17065"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Se la bella stagione ci sembra ancora lontana, visto le piogge che hanno caratterizzato questi ultimi giorni, consoliamoci con qualche buono e gustoso piatto che ci riporta al mare e alla spiaggia. La ricetta che vi proponiamo oggi è le <strong>cozze alla marinara</strong>.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal">2 kg. di cozze</p>
<p class="MsoNormal">1/2 bicchiere di vino bianco</p>
<p class="MsoNormal">olio d&#8217;oliva extravergine</p>
<p class="MsoNormal">prezzemolo tritato</p>
<p class="MsoNormal">pepe</p>
<p class="MsoNormal">aglio</p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Preparazione:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal">Raschiare le cozze, lavarle e rilavarle diverse volte. Metterle sul fuoco aggiungendo del vino, dell’olio di oliva extravergine, un po’ di prezzemolo tritato, aglio e del pepe a piacere. Una volta che le valve si saranno totalmente aperte, le cozze saranno pronte, aspettare quindi qualche minuto perché questo avvenga. <span style="line-height: 1.3em;">Togliere le cozze dal tegame, passare l’acqua della cottura in una garza per togliere le impurità e la sabbia che é presente molto spesso. </span><span style="line-height: 1.3em;">Versare infine questo liquido e servire.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">gc</span></p>
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		<title>Acque reflue, si depurano con i gusci delle cozze</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/acque-reflue-si-depurano-con-i-gusci-delle-cozze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2013 07:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue cozze]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[depurazione acque reflue]]></category>
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					<description><![CDATA[Per depurare le acque reflue potrebbero ‘bastare’ i gusci delle cozze, alternativa economica ed ecologica al biossido di titanio   La depurazione delle acque reflue diventa economica ed ecologica, grazie ai gusci delle cozze. In particolare i gusci delle conchiglie potrebbero rendere più ecologica la fase finale del trattamento delle acque di scarico: la fotocatalisi. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-14145" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/10/images_igallery_resized_ambientetest_d2667i56057h183245-9177-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Per depurare le acque reflue potrebbero ‘bastare’ i gusci delle cozze, alternativa economica ed ecologica al biossido di titanio</p>
<p>  <span id="more-14146"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">La<strong> depurazione delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14127">acque</a> reflue</strong> diventa economica ed ecologica, grazie ai gusci delle cozze. In particolare i gusci delle conchiglie potrebbero rendere più ecologica la fase finale del trattamento delle acque di scarico: la fotocatalisi.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Secondo i ricercatori del dipartimento di Ingegneria Chimica dell&#8217;Università di Bath in Inghilterra i <strong>gusci delle cozze</strong> potrebbero essere la valida alternativa al biossido di titanio, utilizzato nella terza fase del trattamento delle acque reflue. ‘Le conchiglie sono una ricca fonte di calcio che può essere utilizzata per produrre ossido di calcio, materiale impiegato in diverse tecnologie ambientali &#8211; ha spiegato Darrell Patterson, autore principale dello studio &#8211; Tra queste per esempio sono un efficiente fotocatalizzatore alternativo per il trattamento delle acque reflue’.</p>
<p> Il processo del trattate mento delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14119"><strong>acque reflue</strong></a> consiste in tre diverse fasi: con il primo stadio vengono rimossi i rifiuti solidi e gli oli, il secondo filtra l&#8217;acqua e il terzo infine ne migliora la qualità prima che venga rilasciata dal depuratore, rimuovendo eventuali contaminanti finali come i fertilizzanti o prodotti farmaceutici.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Ricetta, cozze fritte</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/ricetta-cozze-fritte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2013 10:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivi]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta delle cozze fritte]]></category>
		<category><![CDATA[ricette cozze]]></category>
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					<description><![CDATA[La ricetta delle cozze fritte e’ semplice eveloca da preparare, ideale per un aperitivo improvvisato   La ricetta delle cozze fritte e’ semplice e golosa. Il piatto, pronto in pochissimi minuti, è insolito e originale, ideale da servire quando dovete organizzare un aperito o un buffet all’improvviso. Le cozze fritte possono essere anche gustate come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12924" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_resized_ambientetest_cozze_fritte-8518-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La ricetta delle cozze fritte e’ semplice eveloca da preparare, ideale per un aperitivo improvvisato</p>
<p>  <span id="more-12925"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">La <strong>ricetta delle cozze fritte</strong> e’ semplice e golosa. Il piatto, pronto in pochissimi minuti, è insolito e originale, ideale da servire quando dovete organizzare un aperito o un buffet all’improvviso. Le cozze fritte possono essere anche gustate come antipasto, per una cena a base di pesce.</span></p>
<p class="MsoNormal"> <span style="text-decoration: underline;"><strong>Ingredienti:</strong></span><br /> olio<br /> cozze qb<br /> pepe<br /> 1 uovo<br /> farina qb<br /> sale<br /> prezzemolo qb<br /> olio di semi<br /> pangrattato qb</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Preparazione:</strong></span><br /> Pulire bene le cozze e farle schiudere in padella con un po’ d’olio. Amalgamare in una ciotola l’uovo con il prezzemolo e il pepe. Infarinare le cozze, passarle nell’uovo e infine nel pangrattato. Friggerle in olio bollente e guarnirle con fette di limone.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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