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	<title>COVID19 &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Covid19: anche una forma lieve può danneggiare gli spermatozoi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
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					<description><![CDATA[La forma lieve di COVID può arrecare danni agli spermatozoi a distanza di tre mesi dall&#8217;infezione Un nuovo studio spagnolo presentato al 39esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) a Copenhagen, in Danimarca, ha evidenziato che la forma lieve di COVID-19 può causare danni agli spermatozoi, anche a tre mesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-203668" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/08/sperium-g94ae5d3d0_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/08/sperium-g94ae5d3d0_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/08/sperium-g94ae5d3d0_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/08/sperium-g94ae5d3d0_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/08/sperium-g94ae5d3d0_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>La forma lieve di COVID può arrecare danni agli spermatozoi a distanza di tre mesi dall&#8217;infezione</h3>
<p><span id="more-203667"></span></p>
<p>Un nuovo studio spagnolo presentato al 39esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) a Copenhagen, in Danimarca, ha evidenziato che <strong>la forma lieve di COVID-19 può causare danni agli spermatozoi</strong>, anche a tre mesi di distanza dall&#8217;infezione. Questa scoperta solleva ulteriori preoccupazioni riguardo agli effetti a lungo termine del virus sulla salute riproduttiva maschile.</p>
<p>Secondo la ricerca, <strong>gli uomini che hanno sperimentato una forma lieve di COVID-19 possono presentare alterazioni significative nella morfologia e nella motilità degli spermatozoi</strong>. Questi danni possono persistere anche dopo che l&#8217;infezione è stata superata e il periodo di recupero è trascorso.</p>
<h4><strong>Tra febbraio 2020 e ottobre 2022 gli autori hanno arruolato 45 uomini, di età media 31 anni, in sei cliniche di riproduzione della Spagna.</strong></h4>
<p>Ognuno dei partecipanti aveva una diagnosi di Covid lieve e i centri avevano conservato campioni di sperma prelevati prima che essi fossero contagiati; dopo 17 e dopo 516 giorni sono stati effettuati ulteriori due prelievi: è risultata una <strong>differenza statisticamente significativa nel volume di sperma</strong> (-20%, da 2,5 a 2 millilitri), nella concentrazione di spermatozoi (-26,5%, da 68 a 50 milioni per ml), nella conta di spermatozoi (-37,5%, da 160 a 100 milioni/ml), nella motilità totale (-9,1%, dal 49% al 45%) e nella quota di spermatozoi vivi (-5%, dall’80% al 76%).</p>
<p>Dopo il Covid, metà dei pazienti sottoposti al test avevano una conta spermatica totale del 57% inferiore.</p>
<h4><strong>E anche a distanza di 100 giorni dall’infezione, la concentrazione e la mobilità degli spermatozoi non erano migliorate.</strong></h4>
<p>La correlazione tra COVID-19 e la salute riproduttiva maschile ha sollevato l&#8217;attenzione degli esperti, poiché la riproduzione è un aspetto cruciale della salute umana e del benessere. Sebbene lo studio si sia concentrato sulle forme lievi di COVID-19, solleva interrogativi sulla possibile influenza del virus anche su infezioni più gravi.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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		<title>Oltre 46 miliardi di mascherine utilizzate in Italia da gennaio 2020</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/oltre-46-miliardi-di-mascherine-utilizzate-in-italia-da-gennaio-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 08:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento mare]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento oceani]]></category>
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		<category><![CDATA[plastica nel mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Gran parte di queste finisce negli oceani e nella catena alimentare, fino alle nostre tavole Sono tantissime le mascherine che quotidianamente vengono utilizzate e gettate via dall’inizio della pandemia da Covid-19 e una quantità elevatissima di queste finisce in mare, dove inquina, si deteriora, inquinando a livelli anche microscopici, danneggiando ambienti e animali acquatici di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-156709" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></h3>
<h3 align="justify">Gran parte di queste finisce negli oceani e nella catena alimentare, fino alle nostre tavole</h3>
<p><span id="more-156708"></span></p>
<p align="justify">Sono tantissime le mascherine che quotidianamente vengono utilizzate e gettate via dall’inizio della pandemia da Covid-19 e <b>una quantità elevatissima di queste finisce in mare</b>, dove inquina, si deteriora, inquinando a livelli anche microscopici, danneggiando ambienti e animali acquatici di ogni tipo.</p>
<p align="justify">I numeri sono allarmanti. Ben 46 miliardi le mascherine utilizzate nel nostro paese dall’inizio della pandemia fino ad oggi.</p>
<p align="justify">E ben <b>129 </b><b>miliardi</b><b> sono le mascherine che ogni mese vengono consumate in tutto il mondo</b> e la maggior parte di queste alla fine del proprio “ciclo vitale” finisce in mare.</p>
<p align="justify">I dati arrivano dalle stime della <b>Società Italiana di Medicina Ambientale</b> SIMA che, per quanto favorevole all’utilizzo di mascherine per evitare il contagio, fa presente come ad oggi siano <b>disponibili misure alternative di prevenzione</b>, come sistemi speciali di ventilazione e sistemi di purificazione dell’aria, altrettanto efficaci e molto meno invasive, sia per le persone che per l’ambiente.</p>
<p align="justify">Secondo <a href="https://www.journals.elsevier.com/environmental-advances/news/plastic-fibres-from-face-masks-pose-problems-for-the-sea" target="_blank" rel="noopener">un recente studio apparso su Environmental Advances</a> infatti, si stima che sono circa 5500 le tonnellate metriche di plastica derivata dalle mascherine che ogni anno viene riversata in mare, e <b>una singola mascherina è in grado di rilasciare in acqua ogni giorno fino a 173 mila microfibre di plastica</b> che vengono ingerite involontariamente dai pesci provocandone la morte.</p>
<p align="justify">Ma ciò che preoccupa ancora di più è la capacità di queste microfibre di deteriorarsi fino a diventare così piccole da essere in grado di attraversare le barriere biologiche e di <b>approdare quindi sulle nostre tavole attraverso la catena alimentare</b>, e nel nostro organismo senza che noi ce ne possiamo rendere conto.</p>
<p align="justify"><i><b>Luna Riillo</b></i></p>
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		<title>COVID19: dall’Italia la scoperta genetica all’origine dei casi asintomatici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/covid19-dallitalia-la-scoperta-genetica-allorigine-dei-casi-asintomatici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 06:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[casi asintomatici]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[mutazioni genetiche proteine]]></category>
		<category><![CDATA[sistema immunitario]]></category>
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					<description><![CDATA[Mutazioni genetiche delle proteine responsabili della risposta immunitaria Buone notizie dal fronte della lotta contro il Covid19, e questa volta proprio dall’Italia. Si tratta infatti di una ricerca svoltasi al Ceinge-Biotecnologie di Napoli. I direttori Mario Capasso e Achille Iolascon, insieme ad altri docenti di genetica dell’università Federico II hanno individuato le cause genetiche che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-148819" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/covid-6517476_1280.jpg" alt="casi asintomatici" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/covid-6517476_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/covid-6517476_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/covid-6517476_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/covid-6517476_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3 align="justify">Mutazioni genetiche delle proteine responsabili della risposta immunitaria</h3>
<p><span id="more-148818"></span></p>
<p align="justify">Buone notizie dal fronte della lotta contro il Covid19, e questa volta proprio dall’Italia.</p>
<p align="justify">Si tratta infatti di una ricerca svoltasi al <b>Ceinge-Biotecnologie </b>di Napoli. I direttori <strong>Mario Capasso</strong> e <strong>Achille Iolascon</strong>, insieme ad altri docenti di genetica dell’<a href="http://www.unina.it/home;jsessionid=9FFB93B805F8AF8B64221375B7A08304.node_publisher12" target="_blank" rel="noopener">università Federico II</a> hanno individuato le <strong>cause genetiche che rendono asintomatici alcuni casi di Covid19</strong>. Allo <a href="https://www.ceinge.unina.it/covid-19-asintomatico-scoperti-i-fattori-genetici" target="_blank" rel="noopener">studio</a> hanno contribuito anche Pellegrino Cerino dell’istituto Zooprofilattico di Portici e Massimo zollo, che ha coordinato la squadra del Ceinge-Biotecnologie.</p>
<h4 align="justify">Lo studio è stato pubblicato sulla rivista <i><b>Genetics in Medicine</b></i>.</h4>
<p align="justify">I campioni di DNA su cui è stata effettuata la ricerca sono stati prelevati da circa 800 individui che <b>non hanno sviluppato alcun sintomo dopo aver contratto il Covid19</b>. Attraverso l’utilizzo di sequenziatori di ultima generazione insieme a strategie di analisi bioinformatiche avanzate, sono state individuate alcune <b>mutazioni genetiche responsabili dei casi asintomatici</b>.</p>
<p align="justify">Queste mutazioni vanno ad <b>indebolire i geni responsabili dell’attivazione del sistema immunitario</b>. In questo modo pur essendo infetto, l’ospite non manifesta sintomi evidenti.</p>
<p align="justify">I geni coinvolti sono detti Masp1, Colec10 e Colec11, e fanno parte delle <b>proteine della lectina</b>, una proteina che prende parte al processo di riconoscimento cellulare. Lo studio evidenzia come <b>la mutazione di questi geni è presente in soggetti infetti e asintomatici</b>, mentre completamente assente nel resto dei soggetti sani (un campione di circa 57.000 persone).</p>
<p align="justify">Quello che normalmente rende pericoloso il Covid19 sono le <b>eccessive reazioni immunitarie successive al contagio</b>, che scatenano infiammazioni e coagulazioni elevate in grado di danneggiare importanti organi come il cuore, i polmoni e i reni.</p>
<p align="justify">Lo studio dimostra come “<i>le mutazioni del genoma umano che attenuano questa eccessiva reazione immunitaria possono predisporre a un’infezione senza sintomi gravi</i>” <strong>spiega Capasso</strong>.</p>
<p align="justify">Grazie a questo studio tutto italiano, possiamo comprendere meglio l’origine di casi asintomatici di Covid19 e saranno possibili delle applicazioni farmacologiche, utilizzando i dati per progettare nuovi farmaci e cure, o prevedere se un soggetto svilupperà o meno i sintomi.</p>
<p align="justify">Mediante l’analisi genetica <b>sarà infatti possibile individuare i soggetti predisposti ad avere una forma asintomatica della malattia</b> e sarà possibile utilizzare i dati dei livelli sierici relativi ai 3 geni evidenziati, per individuare i casi gravi. I dati della ricerca sono stati pubblicati in un database online per essere a disposizione di tutti gli studiosi che vorranno dare un contributo alla ricerca.</p>
<p align="justify"><i>Luna Riillo</i></p>
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		<title>Dieta e Covid-19</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/dieta-e-covid-19/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 12:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[dieta corretta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta e covid19]]></category>
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					<description><![CDATA[Una dieta sana potrebbe diminuire le possibilità di sviluppare il Covid-19 in forma grave? Dice un nuovo studio pubblicato sulla rivista Gut che le persone che mangiano molta frutta e verdura possono avere un rischio del 9% inferiore di incorrere nel contagio da Covid-19 rispetto a quelle con diete meno salutari e che inoltre, per queste [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-119706" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/vegetables-1085063_1280.jpg" alt="dieta e covid19" width="800" height="528" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/vegetables-1085063_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/vegetables-1085063_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/vegetables-1085063_1280-768x507.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Una dieta sana potrebbe diminuire le possibilità di sviluppare il Covid-19 in forma grave?</h3>
<p><span id="more-119698"></span></p>
<p align="justify">Dice un nuovo <a href="https://gut.bmj.com/content/early/2021/09/06/gutjnl-2021-325353" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> pubblicato sulla rivista Gut che <strong>le persone che mangiano molta frutta e verdura possono avere un rischio del 9% inferiore di incorrere nel contagio da Covid-19</strong> rispetto a quelle con diete meno salutari e che inoltre, per queste persone, anche il rischio di incorrere in un Covid-19 grave è inferiore.</p>
<h4 align="justify">Ovviamente, come hanno sottolineato gli esperti, questo non vuol dire che un&#8217;alimentazione sana è un antidoto magico al virus.</h4>
<p align="justify">Nessuno dovrebbe considerare la dieta un sostituto della vaccinazione o di altre misure contenitive, come l&#8217;uso della mascherina. Quello che suggeriscono i risultati è che <strong>una dieta con una qualità molto scarsa può essere uno dei contributori sociali ed economici al rischio di Covid-19.</strong></p>
<p align="justify">Lo studio è stato possibile grazie a un sondaggio fatto a 592.000 adulti statunitensi e britannici che hanno riferito via smartphone di eventuali sintomi di Covid-19 che avevano sviluppato e se erano risultati positivi alla malattia e che hanno completato anche un questionario sulla loro dieta che richiedeva informazioni sull&#8217;assunzione di vari alimenti durante una settimana tipo. Durante il periodo di studio, ci sono stati 31.815 casi documentati di Covid-19.</p>
<h4 align="justify">Gli scienziati, tenendo conto di fattori come età, razza, abitudini di esercizio, fumo, peso corporeo e status economico.</h4>
<p align="justify">Hanno diviso i partecipanti in quattro gruppi in base all&#8217;assunzione di alimenti vegetali come frutta e verdura, cereali integrali, legumi e oli vegetali. In media, hanno scoperto che il quarto dei partecipanti con le diete più ricche di frutta e verdura aveva una <strong>probabilità leggermente inferiore di sviluppare Covid-19</strong> rispetto al quarto con diete prive di frutta e verdura.</p>
<p align="justify">E che, quando si sono ammalati, il loro rischio di Covid grave (che richiedeva il ricovero e l&#8217;ossigeno) era inferiore del 41%. In termini assoluti, il tasso di Covid-19 grave è stato di 1,6 per 10.000 persone al mese nel gruppo con le diete più sane; nel gruppo con le diete più povere, il tasso era di 2,1 per 10.000 ogni mese.</p>
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		<title>Il super vaccino italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 07:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[proteina n]]></category>
		<category><![CDATA[richiamo annuale vaccino covid19]]></category>
		<category><![CDATA[super vaccino italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Si punta tutto sulla proteina “N” Il covid-19 è sicuramente l’evento che ha cambiato le nostre vite. Ogni giorno, ogni mese, siamo bersagliati da dati dai telegiornali e da notizie (spesso fake) diffuse sui social network. Il problema più grande riscontrato dalla popolazione, è la mancanza di chiarezza sull’argomento. Con questo clima di incertezze, accusano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-138038" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/vaccine-5897391_1280.jpg" alt="super vaccino italiano " width="800" height="565" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/vaccine-5897391_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/vaccine-5897391_1280-300x212.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/vaccine-5897391_1280-768x542.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Si punta tutto sulla proteina “N”</h3>
<p><span id="more-138037"></span></p>
<p align="justify">Il covid-19 è sicuramente l’evento che ha cambiato le nostre vite.</p>
<p align="justify">Ogni giorno, ogni mese, siamo bersagliati da dati dai telegiornali e da notizie (spesso fake) diffuse sui social network.</p>
<p align="justify">Il problema più grande riscontrato dalla popolazione, è la <strong>mancanza di chiarezza sull’argomento</strong>.</p>
<p align="justify">Con questo clima di incertezze, accusano il colpo anche la nostra mente i il nostro stato d’animo.</p>
<p align="justify">La cosa su cui tutti gli esperti sono d’accordo è: non passate il tempo a inseguire le notizie sul coronavirus. Cercate una fonte affidabile e leggete quella e basta, tenendovi alla larga o limitando l’uso dei social e ignorando i messaggi e le catene allarmanti su WhatsApp (silenziate i gruppi che potete silenziare, leggendo tutto solo una volta al giorno; silenziate chi vi manda messaggi angoscianti). Per chi cerca fonti: <a href="https://www.who.int/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo</a> è il sito dell’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> (OMS) oppure collegatevi al sito del <a href="https://www.salute.gov.it/portale/home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ministero della salute del governo</a>.</p>
<h4 align="justify"><b>Il super vaccino italiano.</b></h4>
<p align="justify">Questa pandemia sembra finalmente volgere al termine (o almeno questo è quello che speriamo tutti) e tra le tante soluzioni viste e sentite in questi due anni, spunta il “<strong>supervaccino</strong>” italiano contro tutte le varianti.</p>
<p align="justify">Una volta sviluppato potrebbe essere il<strong> vaccino ideale per i richiami annuali contro il Covid</strong> che molto probabilmente si cominceranno a fare dopo l’estate.</p>
<p align="justify">Grazie ad uno studio sviluppato dai ricercatori dell’Istituto superiore di Sanità sui topi che mostra risultati molto promettenti, scopriamo che il coinvolgimento della proteina N sembra generare una memoria immunitaria a livello polmonare che potrebbe essere garanzia di un effetto protettivo duraturo nel tempo.</p>
<p align="justify"><b>Al contrario della più nota spike coinvolta nello sviluppo degli attuali vaccini, la proteina N non mostra quasi nessuna mutazione tra le varianti finora note.</b></p>
<p align="justify">In maniera tecnica, il nuovo meccanismo è basato sulla<strong> ingegnerizzazione delle nanovescicole</strong> naturalmente rilasciate dalle cellule muscolari e potrebbe superare i limiti degli attuali vaccini sul decadimento degli anticorpi e la perdita di efficacia contro le varianti emergenti.</p>
<p align="justify">Speriamo veramente si possa uscire una volta per tutte da questo periodo “infinito” in modo da poterci riprendere in mano le nostre vite e la nostra libertà una volta per tutte!</p>
<p align="justify">D.T.</p>
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		<item>
		<title>Covid-19: un cerotto per vaccino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2022 12:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cerotto covid19]]></category>
		<category><![CDATA[cerotto per vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino covid]]></category>
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					<description><![CDATA[Partita la sperimentazione di un vaccino sotto forma di cerotto La sperimentazione è già iniziata, siamo all&#8217;Unisanté di Losanna, su 26 volontari sani. Il vaccino contro il Covid-19 in forma di cerotto è di nuova generazione e funziona su un principio diverso dai vaccini attuali (non utilizza l&#8217;mRna). Esso, infatti, non mira alla produzione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-135954" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/vaccination-6961451_1280.jpg" alt="cerotto per vaccino" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/vaccination-6961451_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/vaccination-6961451_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/02/vaccination-6961451_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">Partita la sperimentazione di un vaccino sotto forma di cerotto</h3>
<p><span id="more-135953"></span></p>
<p align="justify">La sperimentazione è già iniziata, siamo all&#8217;Unisanté di Losanna, su 26 volontari sani.</p>
<p align="justify">Il <strong>vaccino contro il Covid-19 in forma di cerotto</strong> è di nuova generazione e funziona su un principio diverso dai vaccini attuali (non utilizza l&#8217;mRna). Esso, infatti, non mira alla produzione di anticorpi nell&#8217;organismo ma a indurre l&#8217;immunità cellulare affidandosi ai linfociti T per eliminare le cellule infette dal virus e impedirne la riproduzione.</p>
<p align="justify">Se funzionerà potrebbe essere disponibile dal 2025.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Covid-19: scoperto un gene che raddoppia il rischio di sviluppare la forma grave della malattia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 17:41:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[analisi genetica]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[gene]]></category>
		<category><![CDATA[profilo genetico]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’analisi genetica potrà aiutare a identificare i pazienti più vulnerabili Dopo età, peso e sesso, a determinare con quale severità si svilupperà la malattia coronavirus SARS-Cov-2 ora sembra entrare in gioco un quarto fattore. Parliamo di un gene che si trova sul cromosoma 3, una delle 23 coppie di cromosomi nell&#8217;uomo, ed è presente in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-134538" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-4922384_1280.jpg" alt="gene" width="800" height="600" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-4922384_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-4922384_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-4922384_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Un’analisi genetica potrà aiutare a identificare i pazienti più vulnerabili</h3>
<p><span id="more-134534"></span></p>
<p align="justify">Dopo età, peso e sesso, a determinare con quale severità si svilupperà la malattia coronavirus SARS-Cov-2 ora sembra entrare in gioco un quarto fattore. Parliamo di <strong>un gene che si trova sul cromosoma 3</strong>, una delle 23 coppie di cromosomi nell&#8217;uomo, ed è presente in circa il 14% della popolazione polacca, rispetto all&#8217;8-9% in Europa e al 27% in India.</p>
<p align="justify">Lo studio, ad opera di ricercatori dell&#8217;<strong>Università di Medicina di Bialystok in Polonia</strong>, è stato condotto su circa 1,5 mila pazienti COVID-19.</p>
<p align="justify">Dal titolo &#8220;<em>Analisi del genoma del virus SARS-CoV-2 e del genoma dei pazienti con COVID-19 per sviluppare una serie di marcatori genetici che determinano la suscettibilità individuale all&#8217;infezione da coronavirus SARS-Cov-2 e la gravità del COVID- 19</em>”, la ricerca ha confermato che <strong>i nostri geni influenzano in modo significativo la nostra capacità di difesa e reazione al virus</strong>, mostrando che oltre all&#8217;età avanzata e all&#8217;obesità, il fattore di rischio per il COVID-19 grave è proprio il nostro profilo genetico.</p>
<h4 align="justify">Un test genetico relativamente semplice, dunque, potrà forse aiutare ad identificare i pazienti più vulnerabili.</h4>
<p align="justify">Sebbene i risultati della ricerca siano ancora una scoperta scientifica, la speranza è che su tali basi venga creato un test ampiamente disponibile per pazienti, medici e diagnostici per <strong>identificare le persone a maggior rischio di malattie gravi.</strong></p>
<p align="justify">Questo nuovo studio va, inoltre, da integrarsi con quello sui risultati dell’indagine, pubblicata dai ricercatori dell&#8217;<strong>Università di Oxford</strong> nel novembre 2021, che identificava il gene responsabile del raddoppio del rischio di insufficienza respiratoria chiamato LZTFL1. <strong>Il gene LZTFL1 è presente nel 60% degli asiatici del sud</strong> e consente al virus di moltiplicarsi nei polmoni.</p>
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		<item>
		<title>COVID 19: dove e come hai più probabilità di contrarre il virus?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 10:33:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[contrarre il virus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi in cui si può contrarre il virus]]></category>
		<category><![CDATA[probabilità di contrarre il virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Guarda, scarica e condividi l’infografica Dopo due anni di pandemia ormai sappiamo tutti con certezza che il SARS-CoV-2, il virus che causa il COVID, si diffonde principalmente per trasmissione aerea. Oggi, però, abbiamo nuove informazioni e dati in termini di percentuale di probabilità di infezione (che tengono conto anche delle nuove varianti), che possono aumentare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-133594" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-6882296_1280-e1642415580574.jpg" alt="contrarre il virus" width="800" height="450" /></h3>
<h3>Guarda, scarica e condividi l’infografica</h3>
<p><span id="more-133589"></span></p>
<p align="justify">Dopo due anni di pandemia ormai sappiamo tutti con certezza che il SARS-CoV-2, il virus che causa il COVID, si diffonde principalmente per trasmissione aerea.</p>
<p align="justify">Oggi, però, abbiamo nuove informazioni e dati in termini di percentuale di probabilità di infezione (che tengono conto anche delle nuove varianti), che possono aumentare la nostra consapevolezza del rischio e guidarci nelle diverse situazioni di vita.</p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a>Lo studio, pubblicato su <a href="https://theconversation.com/heres-where-and-how-you-are-most-likely-to-catch-covid-new-study-174473" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The conversation.com</a>, ha, infatti, quantificato in che modo le diverse influenze sulla trasmissione cambiano il rischio di ammalarsi: ponendo l’accento non solo sui fattori virali (trasmissibilità/prevalenza) ma anche su quelli legati al comportamento delle persone (mascherato/smascherato, esercizio/seduto, voce/silenzio) e della qualità dell&#8217;aria (al chiuso /all&#8217;aperto, stanza grande/stanza piccola, affollata/poco affollata, ventilata/non ventilata).</p>
<p align="justify">L’infografica che abbiamo realizzato per voi contempla tutte le principali opzioni previste dallo studio.</p>
<p align="justify"><a href="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/Ecoseven_come-difendersi-dal-contagio.pdf">Guarda, scarica e condividi l’infografica</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Covid 19: al via la sperimentazione di un nuovo vaccino a cerotto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/covid-19-al-via-la-sperimentazione-di-un-nuovo-vaccino-a-cerotto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 07:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cerotto]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino a cerotto]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 10 gennaio in Svizzera si sperimenta un vaccino sotto forma di cerotto Il vaccino a cerotto verrà testato all&#8217;Unisanté di Losanna (in Svizzera) su 26 volontari sani a partire dal 10 gennaio 2022 per 6 mesi. I primi risultati saranno disponibili entro giugno. Se gli studi clinici daranno risultati soddisfacenti, il vaccino definitivo potrà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132731" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/bandage-1235337_1280.jpg" alt="vaccino a cerotto" width="800" height="529" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/bandage-1235337_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/bandage-1235337_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/bandage-1235337_1280-768x508.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 class="western">Dal 10 gennaio in Svizzera si sperimenta un vaccino sotto forma di cerotto</h3>
<p><span id="more-132730"></span></p>
<p class="western" align="justify">Il vaccino a cerotto verrà testato all&#8217;<strong>Unisanté di Losanna</strong> (in Svizzera) su 26 volontari sani a partire dal 10 gennaio 2022 per 6 mesi. I primi risultati saranno disponibili entro giugno.</p>
<h4 class="western" align="justify">Se gli studi clinici daranno risultati soddisfacenti, il vaccino definitivo potrà essere disponibile nel 2025.</h4>
<p class="western" align="justify">Si tratta di un vaccino di nuova generazione, complementare a quelli già esistenti, che mira a indurre l’<strong>immunità cellulare</strong>. In pratica, invece di avere come obiettivo quello di stimolare la produzione di anticorpi, mira a indurre l&#8217;immunità cellulare affidandosi ai linfociti T per eliminare le cellule infette dal virus e impedirne la riproduzione.</p>
<p class="western">A giugno per gli aggiornamenti.</p>
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		<title>Covid 19: cosa sappiamo di Camerun</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2022 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[camerun]]></category>
		<category><![CDATA[chimera]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[nuova variante]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova variante che viene dal Paese dove i vaccini sono ancora un Chimera Isolata per la prima volta i primi di dicembre nella Francia del Sud da un paziente (zero) arrivato dal Camerun, la nuova sorvegliata speciale, figlia, come la Omicron, di un Paese dove i vaccini sono ancora un Chimera, presenta alcuni cambiamenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-132727" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-5169689_1280.jpg" alt="nuova variante" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-5169689_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-5169689_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/01/covid-19-5169689_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 class="western">La nuova variante che viene dal Paese dove i vaccini sono ancora un Chimera</h3>
<p><span id="more-132726"></span></p>
<p class="western">Isolata per la prima volta i primi di dicembre nella Francia del Sud da un paziente (zero) arrivato dal Camerun, la nuova sorvegliata speciale, figlia, come la Omicron, di un<i> </i>Paese dove i vaccini sono ancora un Chimera, presenta alcuni cambiamenti in un assortimento potenzialmente pericoloso.</p>
<p class="western">Battezzata “<strong>IHU</strong>” e depositata con il nome <strong>B.1.640.2</strong>, la nuova variante è tenuta sotto stretta osservazione dalla OMS perché questa nuova forma del virus presenterebbe<strong> 46 nuove mutazioni</strong> e si teme che riesca a bucare i vaccini.</p>
<h4 class="western" align="justify">Per ora sappiamo quanto riportato sulla rivista scientifica <i>Medrxiv</i>.</h4>
<p class="western" align="justify">Dall’analisi del campione biologico del paziente zero al sequenziamento genomico di ultima generazione, “Oxford Nanopore Technologies”, è emerso, infatti, che<strong> la nuova variante presenta 46 mutazioni e 37 delezioni, quindi più della Omicron.</strong></p>
<p class="western" align="justify">Un nuovo mutante che sembra discenda dalla linea di un’altra variante identificata per la prima volta in Congo e in Francia nel settembre 2021. Per ora gli esperti sono divisi sulla sua potenziale pericolosità ma per fortuna l’Oms ha un solido sistema per intercettare e valutarne le evoluzioni.</p>
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