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	<title>covid19 e spermatozoi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Covid19: anche una forma lieve può danneggiare gli spermatozoi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
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					<description><![CDATA[La forma lieve di COVID può arrecare danni agli spermatozoi a distanza di tre mesi dall&#8217;infezione Un nuovo studio spagnolo presentato al 39esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) a Copenhagen, in Danimarca, ha evidenziato che la forma lieve di COVID-19 può causare danni agli spermatozoi, anche a tre mesi [&#8230;]]]></description>
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<h3>La forma lieve di COVID può arrecare danni agli spermatozoi a distanza di tre mesi dall&#8217;infezione</h3>
<p><span id="more-203667"></span></p>
<p>Un nuovo studio spagnolo presentato al 39esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) a Copenhagen, in Danimarca, ha evidenziato che <strong>la forma lieve di COVID-19 può causare danni agli spermatozoi</strong>, anche a tre mesi di distanza dall&#8217;infezione. Questa scoperta solleva ulteriori preoccupazioni riguardo agli effetti a lungo termine del virus sulla salute riproduttiva maschile.</p>
<p>Secondo la ricerca, <strong>gli uomini che hanno sperimentato una forma lieve di COVID-19 possono presentare alterazioni significative nella morfologia e nella motilità degli spermatozoi</strong>. Questi danni possono persistere anche dopo che l&#8217;infezione è stata superata e il periodo di recupero è trascorso.</p>
<h4><strong>Tra febbraio 2020 e ottobre 2022 gli autori hanno arruolato 45 uomini, di età media 31 anni, in sei cliniche di riproduzione della Spagna.</strong></h4>
<p>Ognuno dei partecipanti aveva una diagnosi di Covid lieve e i centri avevano conservato campioni di sperma prelevati prima che essi fossero contagiati; dopo 17 e dopo 516 giorni sono stati effettuati ulteriori due prelievi: è risultata una <strong>differenza statisticamente significativa nel volume di sperma</strong> (-20%, da 2,5 a 2 millilitri), nella concentrazione di spermatozoi (-26,5%, da 68 a 50 milioni per ml), nella conta di spermatozoi (-37,5%, da 160 a 100 milioni/ml), nella motilità totale (-9,1%, dal 49% al 45%) e nella quota di spermatozoi vivi (-5%, dall’80% al 76%).</p>
<p>Dopo il Covid, metà dei pazienti sottoposti al test avevano una conta spermatica totale del 57% inferiore.</p>
<h4><strong>E anche a distanza di 100 giorni dall’infezione, la concentrazione e la mobilità degli spermatozoi non erano migliorate.</strong></h4>
<p>La correlazione tra COVID-19 e la salute riproduttiva maschile ha sollevato l&#8217;attenzione degli esperti, poiché la riproduzione è un aspetto cruciale della salute umana e del benessere. Sebbene lo studio si sia concentrato sulle forme lievi di COVID-19, solleva interrogativi sulla possibile influenza del virus anche su infezioni più gravi.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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