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	<title>costo vita &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Londra la citta’ più cara al mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 15:21:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ Londra la citta’ piu’ cara al mondo, seguita da Oslo, Ginevra, Zurigo e New York   È Londra la città più cara al mondo, per il costo degli affitti o dei prodotti elettronici, della benzina o dei biglietti per andare al cinema o al semplice cappuccino. A darne notizia è uno del sito Expatistan.com, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-15164" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/01/images_igallery_resized_ambientetest_londra_dw-9731-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">E’ Londra la citta’ piu’ cara al mondo, seguita da Oslo, Ginevra, Zurigo e New York</p>
<p>  <span id="more-15165"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">È <strong>Londra</strong> la città più cara al mondo, per il <strong>costo degli affitti</strong> o dei prodotti elettronici, della benzina o dei biglietti per andare al cinema o al semplice cappuccino. A darne notizia è uno del sito Expatistan.com, secondo cui la capitale britannica è più cara anche di New York, Parigi e Sydney, centri che risultano più alla portata dei loro cittadini.</p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Nella classifica delle città più care al mondo, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14052"><strong>Londra</strong></a> è poi seguita </span><span style="line-height: 1.3em;"> </span><span style="line-height: 1.3em;">Oslo, Ginevra, Zurigo e New York. Facciamo un esempio: per l&#8217;affitto, considerando un appartamento di 85 metri quadri in una zona della città dove vivono giovani professionisti, a Londra si spendono in media oltre 2600 sterline, rispetto alle 1365 di Roma, alle 2470 di New York e alle 950 di Wellington in Nuova Zelanda.</span></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Londra</strong> è cara anche in fatto di biglietti del cinema: per due ingressi si pagano 22,40 sterline, contro le 16 di New York e le 10 di Singapore. Mentre per un cappuccino all&#8217;ombra del Big Ben si sborsano 2,86 sterline, il 60% in più rispetto ai prezzi di Roma. </p>
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		<title>Quanto ci costa il caro bebe&#8217;? Tra pannolini e pappe scoppia il caso italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 09:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[Pannolini, latte e prime pappe: quanto ci costa un bambino? Tantissimo, fino al 40 per cento in piu’ rispetto alle altre nazioni europee. Leggi perché di Antonio Galdo www.nonsprecare.it Il caro-bebè rappresenta un tipico mistero all’italiana. Dietro il quale si nascondono piccole e grandi speculazioni, pressioni di aziende e corporazioni, complicità di medici senza scrupoli. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-2058" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/06/images_igallery_resized_ambiente_non-sprecare-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Pannolini, latte e prime pappe: quanto ci costa un bambino? Tantissimo, fino al 40 per cento in piu’ rispetto alle altre nazioni europee. Leggi perché</p>
<p>  <span id="more-5358"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">di Antonio Galdo<br /> <a href="http://www.nonsprecare.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.nonsprecare.it</a><br /> <!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br /> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">Il caro-bebè rappresenta un tipico mistero all’italiana. Dietro il quale si nascondono piccole e grandi speculazioni, pressioni di aziende e corporazioni, complicità di medici senza scrupoli. E innanzitutto sprechi, tanti sprechi sulle spalle delle famiglie, quelle che, a parole, tutti vorrebbero proteggere. Due dati di partenza sono impressionanti: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=293" target="_blank" rel="noopener noreferrer">latte artificiale</a> e <a href="https://www.ecoseven.net//?p=4197" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pannolini </a>nel Belpaese costano fino al 40 per cento in più rispetto alle altre nazioni europee, mentre un bimbo italiano nel primo anno di vita, a colpi di rincari e di prezzi fuori controllo, si traduce in una spesa che oscilla tra i 6mila e i 13mila euro, compresi passeggini e carrozzine. Assurdo.</p>
<p class="MsoNormal">E talmente inspiegabile che migliaia di famiglie italiane si stanno auto-organizzando per sfuggire a questa trappola&nbsp; con i viaggi all’estero (per risparmiare si attraversa il confine e si va in&nbsp;Austria o in Slovenia a fare <a href="benessere/svezzamento-del-neonato-come-preparare-le-prime-pappe" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scorte di pappe</a> e pannolini) e, molto meglio, con i gruppi di acquisto solidale che si stanno moltiplicando anche grazie al web.</p>
<p class="MsoNormal"> Dove nasce lo spreco del caro-bebè e come si sviluppa? Il trucco c’è e si vede in&nbsp; tutti gli anelli della catena, dal produttore al consumatore.&nbsp;Già nel lontano 2004, per esempio, alcune aziende di latte artificiale sono state multate perché con un’azione di cartello riuscivano a gonfiare i prezzi dei listini. Il secondo passaggio, la distribuzione, è ancora più opaco: i prodotti della prima infanzia, acquistati in farmacia o in una parafarmacia, sono molto più cari rispetto ai prezzi applicati nei supermercati e negli ipermercati.</p>
<p class="MsoNormal"> L’ombra della speculazione è evidente. Come non si capisce bene perché i pediatri abbiano spesso il vizietto di “prescrivere” solo prodotti di marca, e non generici, sicuramente più costosi. Il consumatore-famiglia, di fronte a questa catena di sprechi, è messo quasi sempre con le spalle al muro, specie se non riesce ad accedere alle giuste informazioni che alimentano la concorrenza e indicano rapporti più corretti tra la qualità e il prezzo dei singoli prodotti.</p>
<p class="MsoNormal"> Così il ministro Andrea Riccardi, che tra le sue competenze ha anche la delega alla Famiglia, ha deciso di rivolgersi all’Antitrust&nbsp; con un esposto che segnala il problema e denuncia&nbsp; l’incredibile caro-bebè, che in tempi di Grande Crisi si traduce in un danno spesso insostenibile per una famiglia a basso reddito. E il<br /> presidente dell’Antitrust, Giuseppe Pitruzzella, ha aperto un fascicolo, anticipando già con una dichiarazione il suo sconcerto di fronte. Non resta che aspettare e vigilare, sperando che l’iniziativa dell’Antitrust non si riduca all’ennesimo grido di dolore dopo il quale tutto resta come prima, e gli italiani pagano il conto.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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