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	<title>coscienza &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>L’incredibile scoperta sulle capacità intellettive dei corvi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cognizione animale]]></category>
		<category><![CDATA[corvi]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Una scoperta incredibile dimostra che i corvi hanno esperienze soggettive e coscienti Sono sempre di più le cose che impariamo sui corvi. Qualche tempo fa, uno studio di cui avevamo parlato su Ecoseven aveva raccontato della capacità dei corvi di ricordare. Adesso – e per la prima volta – gli scienziati hanno scoperto che i corvi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68737" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/crow-3604685_1280-e1602074399683.jpg" alt="corvo" width="800" height="534" /></h3>
<h3>Una scoperta incredibile dimostra che i corvi hanno esperienze soggettive e coscienti</h3>
<p><span id="more-68736"></span></p>
<p>Sono sempre di più le cose che impariamo sui corvi. Qualche tempo fa, uno studio di cui avevamo parlato su <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-corvi-non-dimenticano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ecoseven</em> </a>aveva raccontato della <strong>capacità dei corvi di ricordare</strong>.</p>
<p>Adesso – e per la prima volta – <strong>gli scienziati hanno scoperto che i corvi sono capaci di esperienze e percezioni soggettive e coscienti</strong>.</p>
<h4>Insomma, un altro grande passo avanti nella nostra comprensione della cognizione animale.</h4>
<p>Anche perché, prima di questo studio, <strong>la percezione cosciente si conosceva solo tra umani e altri primati</strong>. Il cervello di animali come gli uccelli era considerato troppo diverso dal nostro per avere esperienze soggettive, ma <a href="https://science.sciencemag.org/content/369/6511/1626" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo studio</a>, pubblicato sulla rivista <em>Science</em>, <strong>potenzialmente ribalta le ipotesi degli scienziati su quanto possano essere intelligenti i volatili</strong>.</p>
<h4>I corvi, e i corvidi, in generale, sono noti da tempo per la loro intelligenza e capacità di risolvere enigmi.</h4>
<p>Ma ora le scansioni cerebrali condotte dai neuroscienziati dell&#8217;Università di Tubinga rivelano che <strong>i corvi pensano attivamente a qualunque stimolo avuto durante un esperimento</strong>, anche quando questo stimolo non è presente. È una scoperta davvero molto interessante, visto che i cervelli degli uccelli hanno cortecce cerebrali molto diverse e molto più piccole di quelle che si pensa siano la fonte della coscienza umana.</p>
<p>&#8220;I risultati del nostro studio aprono un nuovo modo di guardare all&#8217;evoluzione della consapevolezza e ai suoi vincoli neurobiologici&#8221;, ha detto l&#8217;autore principale Andreas Nieder in un <a href="https://phys.org/news/2020-09-conscious-birds-brains.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</p>
<p>Supponendo che lo studio regga a un ulteriore esame, <strong>la domanda più grande è quando questa coscienza ha avuto origine e se è condivisa da altri animali</strong> non primati o se si è sviluppata nei corvi indipendentemente.</p>
<p>&#8220;<strong>Gli ultimi antenati comuni di umani e corvi vissero 320 milioni di anni fa</strong>&#8220;, ha detto Nieder. &#8220;È possibile che la coscienza della percezione sia sorta allora e da allora sia stata tramandata&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E se l&#8217;universo fosse cosciente?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 06:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[interconnettività]]></category>
		<category><![CDATA[nodi]]></category>
		<category><![CDATA[teoria dell'informazione integrataù]]></category>
		<category><![CDATA[universo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gruppo di matematici sta studiando un nuovo modello secondo il quale per avere risposte sulla coscienza potremmo dover accettare che anche l&#8217;universo ce l&#8217;abbia Nel tempo, la matematica ha mostrato di poter dare risposte a grandi domande che prima sembravano insolubili. E adesso potrebbe accadere anche con la coscienza. Il punto, però, è che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58719" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/milky-way-67504_1280.jpg" alt="universo" width="797" height="435" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/milky-way-67504_1280.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/milky-way-67504_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/milky-way-67504_1280-768x419.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></h3>
<h3>Un gruppo di matematici sta studiando un nuovo modello secondo il quale per avere risposte sulla coscienza potremmo dover accettare che anche l&#8217;universo ce l&#8217;abbia</h3>
<p><span id="more-58717"></span></p>
<p>Nel tempo, la matematica ha mostrato di poter dare risposte a grandi domande che prima sembravano insolubili. E adesso potrebbe accadere anche con la coscienza.</p>
<p>Il punto, però, è che gli scienziati, in questo senso, stanno lavorando su un modello molto peculiare alla cui base ci sarebbe da accettare un&#8217;ipotesi che sembra un po&#8217; bizzarra. Il modello, noto come <strong>Teoria dell&#8217;Informazione Integrata</strong> (Integrated Information Theory (IIT)), è stato a lungo controverso. Perché quando <strong>applicato a cose non viventi come le macchine</strong>, le particelle subatomiche e persino l&#8217;universo, <strong>afferma che anche loro sperimentano la coscienza.</strong></p>
<h4>Quindi, per capire qualcosa in più sull&#8217;esperienza umana, dovremmo accettare che anche l&#8217;universo ce l&#8217;abbia.</h4>
<p>«Questo potrebbe essere l&#8217;inizio di una rivoluzione scientifica», ha dichiarato alla rivista <a href="https://www.newscientist.com/article/mg24632800-900-is-the-universe-conscious-it-seems-impossible-until-you-do-the-maths/" target="_blank" rel="noopener">New Scientist</a> il matematico Johannes Kleiner del Centro di Filosofia Matematica di Monaco.</p>
<p>La Teoria dell&#8217;Informazione Integrata si basa su <strong>un valore chiamato<em> phi</em></strong> <strong>che rappresenta l&#8217;interconnettività di un nodo</strong>, che si tratti di una regione del cervello, dei circuiti o di un atomo. Quel valore rappresenta il livello di coscienza del nodo.</p>
<p>La corteccia cerebrale, ad esempio, ha un valore elevato perché contiene un denso ammasso di neuroni ampiamente interconnessi. Come spiega <em>New Scientist</em>, però, quando questa teoria è stata presentata per la prima volta, il calcolo del phi era incredibilmente contorto, tanto che per sapere il valore della variabile nel caso del cervello umano ci sarebbe voluto più tempo di quello dell&#8217;esistenza dell&#8217;universo.</p>
<p>Ma recentemente i suoi creatori  hanno detto che stanno tentando di semplificare significativamente il processo.</p>
<p><strong>Molti accademici</strong> rimangono <strong>non convinti di questa teoria</strong>, in parte a causa della sua complessità ma principalmente a causa delle sue implicazioni di vasta portata per un universo cosciente.</p>
<p>Di fatto, però, è una strada molto interessante da percorrere.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è la coscienza?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 20:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[funzionamento]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze psicotrope]]></category>
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					<description><![CDATA[Un studio sulle sostanze psicotrope potrebbe dirci qualcosa che non sappiamo sulla nostra mente Ad Aprile, l&#8217;Imperial College London ha lanciato il Centre for Psychedelic Research, una struttura unica nel suo genere che si è focalizzata nello studio delle sostanze che alterano la mente. Anche se la gran parte della ricerca si è concentrata su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38802" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_meditation-1384758_1280.jpg" alt="" width="796" height="445" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_meditation-1384758_1280.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_meditation-1384758_1280-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_meditation-1384758_1280-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<h2>Un studio sulle sostanze psicotrope potrebbe dirci qualcosa che non sappiamo sulla nostra mente</h2>
<p>  <span id="more-38803"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ad Aprile, l&#8217;Imperial College London ha lanciato il <a href="https://www.imperial.ac.uk/psychedelic-research-centre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Centre for Psychedelic Research</a>, una struttura unica nel suo genere che si è focalizzata nello studio delle sostanze che alterano la mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se la gran parte della ricerca si è concentrata su psilocibina e LSD, un team di scienziati ha percorso una via diversa, arrivando a pubblicare sulla rivista Scientific Reports uno <a href="https://www.imperial.ac.uk/psychedelic-research-centre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;incentrato sulla dimetiltriptamina (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dimetiltriptammina" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DMT</a>), l&#8217;ingrediente che fa sì che la sostanza psicoattiva <a href="http://www.imperial.ac.uk/news/193993/ayahuasca-compound-changes-brainwaves-vivid-waking-dream/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ayahuasca </a>causi allucinazioni – e, secondo quanto sostenuto dai ricercatori, le intuizioni raccolte potrebbero aiutare finalmente a capire come funziona la coscienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il loro studio, i ricercatori hanno chiesto a 13 volontari di indossare cinture ed elettrodi EEG per il monitoraggio dell&#8217;attività cerebrale mentre gli scienziati gli pompavano la DMT nelle vene. Sulla base della successiva analisi dei dati, i ricercatori hanno potuto notare che a differenza di altre sostanze psicotrope che riducono principalmente l&#8217;attività delle onde cerebrali, la DMT produce un breve aumento delle onde theta, che sono associate con i sogni che si fanno mentre si dorme.</p>
<p style="text-align: justify;">La DMT, inoltre ha anche reso l&#8217;attività del cervello generalmente più caotica e più difficile da prevedere, fino al picco del «viaggio», che era il momento in cui iniziava a formarsi un modello nelle onde cerebrali.</p>
<p style="text-align: justify;">In un <a href="http://www.imperial.ac.uk/news/193993/ayahuasca-compound-changes-brainwaves-vivid-waking-dream/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>, i ricercatori hanno spiegato che queste persone erano totalmente immerse nella loro esperienza, che risultava somigliare a un sogno ad occhi aperti, ma molto più vivido e coinvolgente e che è proprio questa cosa che potrebbe aiutarli a svelare il mistero della relazione tra attività cerebrale e coscienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Le piante sono organismi consapevoli?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/le-piante-sono-organismi-consapevoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 13:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[anestetici]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
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					<description><![CDATA[Una ricerca racconta che le piante sembrano perdere coscienza quando vengono sedate Un nuovo studio&#160;pubblicato sulla rivista «Annals of Botany» racconta che gli anestetici riescono ad agire anche sulla flora, il che vuol dire che le piante sono molto più complesse di quello che potevamo immaginare. I ricercatori, infatti, hanno scoperto che le piante possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35635" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Dionaea_muscipula.jpg" alt="" width="739" height="494" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Dionaea_muscipula.jpg 739w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Dionaea_muscipula-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></p>
<p>Una ricerca racconta che le piante sembrano perdere coscienza quando vengono sedate</p>
<p>  <span id="more-35636"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un <a href="https://academic.oup.com/aob/advance-article/doi/10.1093/aob/mcx155/4722571" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Annals of Botany» racconta che gli anestetici riescono ad agire anche sulla flora, il che vuol dire che le piante sono molto più complesse di quello che potevamo immaginare. I ricercatori, infatti, hanno scoperto che le piante possono essere sedate – anche con gli stessi farmaci che di solito vengono usati sugli esseri umani durante gli interventi chirurgici.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato un team di scienziati provenienti da istituzioni della Germania, del Giappone, della Repubblica Ceca e dell&#8217;Italia ad esporre diverse piante a sostanze come l&#8217;etere e la lidocaina. Quello che hanno trovato, per esempio, è che le piante di piselli esposte al vapore dell&#8217;etere dietilico smettevano di muoversi e i loro viticci si arricciavano e che una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dionaea_muscipula" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Venere acchiappamosche </a>non rispondeva agli stimoli paragonabili a quelli di un insetto che gli si muoveva intorno. <br />Le piante sembravano tornare alla vita solo quando l&#8217;anestesia si esauriva, quasi come se avessero ripreso conoscenza. E in effetti, in un certo senso, era proprio così.</p>
<p style="text-align: justify;">Le membrane cellulari cambiano sotto anestesia, diventando più flessibili, per questo quelle di alcune delle cellule delle radici delle piante messe sotto anestesia avevano difficoltà a svolgere i loro compiti normalmente. Le membrane sono anche la chiave per il trasferimento di messaggi da una cellula all&#8217;altra attraverso l&#8217;elettricità e, siccome alcuni scienziati pensano che l&#8217;attività elettrica tra i neuroni contribuisca alla consapevolezza negli esseri umani, potremmo pensare che questo valga anche per le piante. Ma questo studio, per quanto interessante, non può davvero portarci a dire che le piante abbiano una coscienza o siano consapevoli, quello che può fare è quello che fa: portarci seriamente a riflettere su queste caratteristiche botaniche così simili alle nostre.</p>
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		<title>Il nostro cervello somiglia al cosmo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 12:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[entropia]]></category>
		<category><![CDATA[universo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio collega la coscienza umana a una legge che governa l&#8217;universo Il concetto di coscienza è qualcosa su cui ci interroghiamo da sempre, essendo indescrivibili cosa esattamente lo causa e in che modo è collegato con l&#8217;evoluzione. Ora, un nuovo studio ha scoperto un indizio che rivela che il cervello umano – e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35535" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_Coscienza_e_universo.jpg" alt="" width="800" height="475" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Coscienza_e_universo.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Coscienza_e_universo-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Coscienza_e_universo-768x456.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un nuovo studio collega la coscienza umana a una legge che governa l&#8217;universo</p>
<p>  <span id="more-35536"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto di coscienza è qualcosa su cui ci interroghiamo da sempre, essendo indescrivibili cosa esattamente lo causa e in che modo è collegato con l&#8217;evoluzione. Ora, un nuovo studio ha scoperto un indizio che rivela che il cervello umano – e quindi la coscienza – potrebbe avere più in comune con l&#8217;universo di quanto avremmo potuto immaginare.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo una squadra di ricercatori provenienti dalla Francia e dal Canada, il nostro cervello potrebbe produrre la coscienza come un effetto collaterale di una crescente entropia, un processo simile a quello che ha avuto luogo nell&#8217;universo dopo il Big Bang.<br />Essenzialmente, l&#8217;entropia è una proprietà termodinamica che si riferisce al grado di disordine o casualità in un sistema. Può essere riassunto come la descrizione della progressione di un sistema dall&#8217;ordine al disordine.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda legge della termodinamica afferma che l&#8217;entropia può rimanere costante o aumentare all&#8217;interno di un sistema chiuso, ma un sistema non può passare da un&#8217;alta entropia a un&#8217;entropia bassa senza interferenze esterne. Molti fisici pensano che l&#8217;universo stesso sia in uno stato costante di crescente entropia. Quando si è verificato il Big Bang, l&#8217;universo era in uno stato di bassa entropia e, mentre continua a espandersi gradualmente, sta diventando un sistema di entropia più elevato.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo questo nuovo <a href="https://arxiv.org/abs/1606.00821" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, il nostro cervello potrebbe essere sottoposto a qualcosa di simile e la coscienza sembrerebbe essere un effetto collaterale del processo. Per capirlo, i ricercatori hanno analizzato la quantità di ordine nel nostro cervello quando siamo coscienti rispetto a quando non lo siamo – lo hanno fatto modellando le reti di neuroni nel cervello di nove partecipanti, sette dei quali avevano l&#8217;epilessia. Hanno scoperto che il cervello dei partecipanti mostrava maggiore entropia quando era pienamente cosciente.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scoperta ha spinto i ricercatori a suggerire che la coscienza potrebbe essere un effetto collaterale di un sistema che lavora per massimizzare lo scambio di informazioni. In altre parole, la coscienza umana emergerebbe a causa dell&#8217;aumento dell&#8217;entropia.<br />Ovviamente, ci vogliono molte più ricerche per analizzare al meglio questa teoria, ma intanto questa spiegazione affascinante potrebbe essere un valevole indizio per aiutarci a comprendere appieno questo fenomeno.</p>
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		<title>Scienze: la vita oltre la morte, dimostrata da una ricerca</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/scienze-la-vita-oltre-la-morte-dimostrata-da-una-ricerca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 04:39:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>
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		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[Un recente studio dell&#8217;Universita&#8217; di Southampton ha confermato l&#8217;ipotesi dell&#8217;esistenza di una coscienza anche dopo l&#8217;esalazione dell&#8217;ultimo respiro La vita oltre la morte ha messo un altro &#8216;sassolino&#8217; da parte, che confermerebbe l&#8217;esistenza di una coscienza anche dopo l&#8217;esalazione dell&#8217;ultimo respiro. Almeno è quanto confermerebbe un recente studio dell’Università di Southampton, che in quattro anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21343" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_benessere_vita_dopo_morte-12904-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un recente studio dell&#8217;Universita&#8217; di Southampton ha confermato l&#8217;ipotesi dell&#8217;esistenza di una coscienza anche dopo l&#8217;esalazione dell&#8217;ultimo respiro</p>
<p>  <span id="more-21344"></span>  </p>
<p>La vita oltre la morte ha messo un altro &#8216;sassolino&#8217; da parte, che confermerebbe l&#8217;esistenza di una coscienza anche dopo l&#8217;esalazione dell&#8217;ultimo respiro. Almeno è quanto confermerebbe un recente studio dell’Università di Southampton, che in quattro anni ha studiato i casi di oltre 2mila &#8216;casi gravi&#8217; di vittime di arresto cardiaco fra Regno Unito, Stati Uniti e Austria. Di questi, 330 sono sopravvissuti e 140 hanno parlato, una volta tornati alla normalità funzionale, di esperienze &#8216;particolari&#8217;. In pratica, stando a quanto dichiarato dai ricercatori inglesi, il 40% di chi è risultato clinicamente morto per pochi minuti e poi &#8216;riportato in <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21169" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>vita</strong></a>&#8216;, ha raccontato di aver avuto consapevolezza di sé in quegli istanti in cui il cuore aveva cessato di battere. </p>
<p>Secondo lo studio, queste testimonianze &#8216;comuni&#8217; comproverebbero il mantenimento di un certo grado di coscienza da parte di persone in arresto cardiaco.</p>
<p>Tra i casi di &#8216;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=8212" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>coscienza</strong></a> aumentata&#8217; dopo la morte, i ricercatori hanno riportato in particolare l&#8217;esperienza di un’infermiera 57enne del sud dell’Inghilterra: subito dopo il risveglio dalla &#8216;morte clinica temporanea&#8217;, la paziente ha infatti raccontato esattamente che cosa fosse successo nella stanza nei minuti successivi al blocco del suo apparato circolatorio. I risultati di questo studio sono stati pubblicati anche sulla rivista specialistica &#8216;Resuscitation&#8217;. Per maggiori informazioni è possibile fare riferimento a questo <a href="http://www.resuscitationjournal.com/article/S0300-9572(14)00765-5/fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(ml)</p>
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