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	<title>corallo &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 May 2021 07:40:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Un comune antibiotico per salvare le barriere coralline</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 18:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico per umani]]></category>
		<category><![CDATA[barriere coralline]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[salvare le barriere coralline con antibiotico]]></category>
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					<description><![CDATA[Un comune antibiotico efficace per curare le lesioni batteriche delle barriere coralline Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell&#8217;Harbour Branch Oceanographic Institute della Florida Atlantic University rivela come un comune antibiotico usato per trattare le infezioni batteriche negli esseri umani si sta dimostrando promettente nel trattamento delle colonie di corallo di Montastraea cavernosa affette da una malattia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-99425" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/underwater-3250644_1280-e1620200412170.jpg" alt="barriera corallina" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Un comune antibiotico efficace per curare le lesioni batteriche delle barriere coralline</h3>
<p><span id="more-99424"></span></p>
<p>Un nuovo <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-021-86926-4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>condotto dai ricercatori dell&#8217;Harbour Branch Oceanographic Institute della Florida Atlantic University rivela come un comune antibiotico usato per <strong>trattare le infezioni batteriche</strong> negli esseri umani si sta dimostrando promettente nel trattamento delle colonie di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Montastraea_cavernosa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corallo di Montastraea cavernosa</a> affette da una malattia che sta causando una vera e propria epidemia.</p>
<p>Si tratterebbe di una malattia abbastanza recente, chiamata &#8220;<em><strong>malattia da perdita di tessuto di corallo pietroso</strong></em>&#8221; apparentemente infettiva, trasmessa dall&#8217;acqua, nota per colpire almeno 20 specie di corallo pietroso. Scoperta per la prima volta nel 2014 nella contea di Miami-Dade, <strong>la malattia si è diffusa nella maggior parte della barriera corallina della Florida e in più paesi e territori dei Caraibi</strong>.</p>
<h4>L&#8217;obiettivo dello studio, pubblicato su Scientific Reports, era valutare sperimentalmente l&#8217;efficacia di due trattamenti antibiotici.</h4>
<p>Lo studio è stato condotto a circa 2 chilometri al largo di Lauderdale-by-the-Sea nella contea di Broward, in Florida, in siti con una profondità massima di 10 metri. Sia lo stato della malattia della colonia che lo stato della lesione trattata <strong>sono stati analizzati in modo indipendente</strong> in modo che l&#8217;efficacia del trattamento nell&#8217;arresto delle singole lesioni potesse essere valutata determinando anche se un trattamento avesse avuto un impatto sulla colonia nel suo insieme. Le colonie sono state monitorate periodicamente per 11 mesi per <strong>valutare l&#8217;efficacia del trattamento</strong> monitorando lo sviluppo della lesione e lo stato generale della malattia.</p>
<h4>Il successo nel trattamento della malattia avvenuto grazie a degli antibiotici tipicamente efficaci contro le infezioni batteriche negli esseri umani è stato un risultato davvero interessante.</h4>
<p>Si tratta di un ampliamento nelle opzioni di gestione dei coralli durante le epidemie di malattie che i ricercatori hanno intenzione di proseguire, con ulteriori sforzi di studio in questo senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un corallo che batte il riscaldamento globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 07:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[barriera Corallina]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno trovato una barriera corallina che resiste ai cambiamenti climatici Il riscaldamento globale sta provocando molti danni alla flora e alla fauna del nostro pianeta e, tra le altre cose, sta anche distruggendo le barriere coralline della Terra: di fronte all&#8217;oceano che si scalda e che diventa più acido, infatti, gli ecosistemi sottomarini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37114" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_coralli_s123282_1920.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_coralli_s123282_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_coralli_s123282_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_coralli_s123282_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno trovato una barriera corallina che resiste ai cambiamenti climatici</p>
<p>  <span id="more-37115"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il riscaldamento globale sta provocando molti danni alla flora e alla fauna del nostro pianeta e, tra le altre cose, sta anche distruggendo le barriere coralline della Terra: di fronte all&#8217;oceano che si scalda e che diventa più acido, infatti, gli ecosistemi sottomarini non riescono a sopravvivere. <br />O almeno la gran parte di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno recentemente scoperto un tipo di corallo, al largo dell&#8217;isola indonesiana di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sulawesi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sulawesi</a>, che sembra essere resistente al riscaldamento globale: una rivelazione incredibile che potrebbe aiutarci a garantire che almeno alcune delle barriere coralline del mondo sopravvivano ai cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a <a href="https://50reefs.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">50 Reefs</a>, un&#8217;iniziativa pensata proprio per identificare i coralli resistenti ai cambiamenti climatici, i ricercatori hanno trascorso sei settimane tra giugno e luglio a bordo di scooter subacquei dotati di telecamere a 360° per catturare oltre 56.000 immagini di barriere coralline – in totale, hanno scattato immagini di 3.851 chilometri quadrati.<br />Successivamente, grazie a un&#8217;intelligenza artificiale appositamente addestrata per identificare i diversi tipi di coralli e gli invertebrati all&#8217;interno delle foto, hanno analizzato tutte quelle immagini e le hanno catalogate. <br />In questo modo, il team è riuscito a stabilire che le barriere coralline di Sulawesi erano effettivamente in condizioni migliori nel 2018 rispetto a quando erano state inizialmente rilevate nel 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevano resistito, insomma. <br />Questo segna un punto importante a favore delle barriere coralline perché significa che, tra le molte sbiancate e morenti, ce ne sono alcune che potrebbero continuare a segnare la biodiversità degli oceani, a ospitare le specie marine e a difendere le nostre coste. <br />Ma questo non deve farci smettere la nostra lotta per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e dell&#8217;inquinamento, anche perché gli scienziati ritengono che gli ecosistemi delle barriere coralline del mondo potrebbero crollare completamente nel 2050.<br />Non lasciamolo accadere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Difendere i coralli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 16:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[coralli]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche se il corallo sta morendo a livello globale, alcune barriere possono essere salvate Al fine di trovare un metodo per salvare le barriere coralline, un team del Florida Aquarium’s Center for Conservation&#160;sta importando una tecnica sviluppata nel Regno Unito per potenziare artificialmente il ciclo naturale di riproduzione dei coralli imitando le condizioni climatiche specifiche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-31783" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Corallo.jpg" alt="" width="800" height="517" /></p>
<p style="text-align: justify;">Anche se il corallo sta morendo a livello globale, alcune barriere possono essere salvate</p>
<p>  <span id="more-35449"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di trovare un metodo per salvare le barriere coralline, un team del <a href="https://www.flaquarium.org/center-for-conservation" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Florida Aquarium’s Center for Conservation</a>&nbsp;sta importando una tecnica sviluppata nel Regno Unito per potenziare artificialmente il ciclo naturale di riproduzione dei coralli imitando le condizioni climatiche specifiche in laboratorio. I coralli si riproducono naturalmente una volta all&#8217;anno, solo quando un delicato equilibrio di temperatura dell&#8217;acqua, ciclo lunare e altri fattori ambientali li spinge a rilasciare migliaia di minuscole larve nell&#8217;acqua. Il punto è che, a questo ritmo, non si può neanche sperare che i coralli si riprendano dalla situazione di declino in cui si trovano. Per questo, Scott Graves, direttore del Florida Aquarium’s Center for Conservation spera di poterli ingannare tanto da portarli a riprodursi una volta al mese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema che si vuole utilizzare crea un ambiente di illuminazione artificiale e usa microprocessori per simulare i cambiamenti climatici, diventando uno strumento fondamentale per la conservazione. Attualmente, il restauro del corallo si basa su una tecnica nota come «riproduzione asessuata», che consiste nel frantumare pezzi di coralli, farli maturare in laboratorio, quindi rimetterli nella barriera corallina dove raggiungeranno lo sviluppo completo. Ma non si creano nuove e diversificate popolazioni, si creano soltanto cloni. La nuova tecnica, invece, che porta a una «riproduzione sessuata» genera una varietà di modelli genetici unici.</p>
<p style="text-align: justify;">La diversità genetica è la chiave per aiutare i coralli della Florida a sopportare lo sbiancamento o altre epidemie. Ad esempio, i ricercatori delle Hawaii hanno scoperto che le aree più colpite dallo sbiancamento dei coralli spesso erano le meno geneticamente diversificate. Quindi produrre un maggior numero di larve aumenta anche le possibilità che esse riescano a diventare adulte.</p>
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		<title>Un granchio dentro a un corallo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/un-granchio-dentro-a-un-corallo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 10:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[granchio]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova specie di granchi eremiti appena scoperta usa il corallo vivo come «casa» Per la prima volta è stato documentato il caso di una nuova specie di granchio eremita che ha trovato la sua casa definitiva. Fuori dalla costa del Giappone, infatti, una nuova specie di questo granchio si è associata a un corallo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35131" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Granchio_corallo.jpg" alt="" width="984" height="638" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Granchio_corallo.jpg 984w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Granchio_corallo-300x195.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Granchio_corallo-768x498.jpg 768w" sizes="(max-width: 984px) 100vw, 984px" /></p>
<p>Una nuova specie di granchi eremiti appena scoperta usa il corallo vivo come «casa»</p>
<p>  <span id="more-35132"></span>  </p>
<p>Per la prima volta è stato documentato il caso di una nuova specie di granchio eremita che ha trovato la sua casa definitiva. Fuori dalla costa del Giappone, infatti, una nuova specie di questo granchio si è associata a un corallo vivo: il corallo cresce insieme al granchio con il passare del tempo, quindi per l&#8217;animale non è più necessario continuare a cercare man mano gusci più grandi in cui vivere. A differenza delle altre, questa nuova specie ha un corpo perfettamente simmetrico per adattarsi al corallo che cresce con lui.</p>
<p>La Diogenes heteropsammicola è la prima specie di granchio eremita che vive in un «corallo che cammina», una varietà di corallo che cresce in piccole masse sul fondo del mare.<br />Questa relazione è stata già testimoniata in precedenza, ma di solito tra il «verme arachide» (o più formalmente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sipuncula" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sipuncula</a>) e il corallo vivo. Poiché il corallo protegge il verme e il verme porta il corallo in giro per le profondità marine, è considerato un rapporto reciprocamente vantaggioso – le specie sono in sincronia tra loro, dal momento che la loro relazione si è evoluta per migliaia di anni.</p>
<p>Quello che rende la scoperta del rapporto tra il granchio eremita e il corallo ancora più sorprendente e inusuale è che non si era mai vista una specie che si diversifica per includere altri organismi, come il corallo ha fatto con il granchio eremita – l&#8217;unione iniziale richiede spesso una straordinaria specializzazione. Tuttavia, il corallo ha accettato il granchio, probabilmente perché il crostaceo porta il corallo in fondo al mare e gli impedisce di essere coperto di sedimenti. A sua volta, il corallo protegge la piccola creatura. <br />Questo è sicuramente un passo in avanti per i granchi eremiti che solitamente adottano le bottiglie e gli scarti umani come loro nuove case.</p>
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		<item>
		<title>La barriera corallina sta morendo?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/la-barriera-corallina-sta-morendo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 14:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo scienziati australiani, più di un terzo della Grande Barriera Corallina è morto a causa dello sbiancamento dei coralli Sono mesi che gli scienziati australiani dell&#8217;ARC Center of Excellence for Coral Reef Studies parlano del problema dello sbiancamento dei coralli che sta colpendo la Grande Barriera Corallina: praticamente, il peggiore della storia, a quanto dicono.&#160; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31783" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Corallo.jpg" alt="" width="800" height="517" /></p>
<p>Secondo scienziati australiani, più di un terzo della Grande Barriera Corallina è morto a causa dello sbiancamento dei coralli</p>
<p>  <span id="more-31784"></span>  </p>
<p>Sono mesi che gli scienziati australiani dell&#8217;<a href="https://www.coralcoe.org.au/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ARC Center of Excellence for Coral Reef Studies</a> parlano del problema dello sbiancamento dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sbiancamento_dei_coralli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coralli </a>che sta colpendo la Grande Barriera Corallina: praticamente, il peggiore della storia, a quanto dicono.&nbsp;</p>
<p>Il fenomeno, infatti, aggravato dal riscaldamento delle acque causato dai cambiamenti climatici, ha causato un tasso di mortalità che nella parte settentrionale e in quella centrale della barriera è pari al 35% circa: praticamente più di un terzo dei coralli sono morti.</p>
<p>Lo sbiancamento comporta che i coralli, costretti ad espellere le loro piccole alghe simbiotiche fotosintetiche che si chiamano &#8216;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zooxanthella" target="_blank" rel="noopener noreferrer">zooxantelle</a>&#8216;, diventino bianchi, appunto; ma i coralli «sbiancati» si possono riprendere, non è detto che questo evento conduca a morte certa: se le condizioni ambientali sono favorevoli, se la temperatura si abbassa, i coralli si riprendono e le zooxantelle sono in grado di ricolonizzarli. <br />In questo caso, purtroppo, le condizioni ambientali non hanno fatto altro che peggiorare e molta parte della Grande Barriera Corallina non ha avuto nessuna possibilità di ripresa.</p>
<p>Dopo un&#8217;attenta analisi dei coralli e una raccolta dati basata sia su immersioni subacquee che su rivelazioni aeree, i ricercatori hanno fatto una media dei danni perché mentre in alcuni zone non ci sono problemi gravi – nel settore meridionale, per esempio, grazie al movimento oceanico e alle precipitazioni causate da un ciclone che hanno abbassato la temperatura, ci si ferma a una percentuale del 5% di perdite – in altre zone si stima una mortalità che va oltre il 50%: la conclusione è il 35% di cui sopra.</p>
<p>Se si contano anche le due crisi del 1998 e del 2002 si può dire che la Grande Barriera Corallina ha «sbiancato» tre volte, negli ultimi due decenni. Che succederà se ci dovesse essere un altro sbiancamento prima che la Barriera abbia tempo di rigenerarsi? Che succederà se si continua di questo passo? Sono domande importanti alle quali rispondere: intanto, speriamo per il meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Coralli gialli nei fondali di Genova</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/coralli-gialli-nei-fondali-di-genova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 06:36:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coralli fondali]]></category>
		<category><![CDATA[coralli Genova]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[corallo giallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono stati scoperti dei coralli gialli nei fondali di Genova, ad 82 metri di profondità   Scoperti coralli gialli nei fondali di Genova. Una squadra di sub del Centro Carabinieri Subacquei di Genova Voltri, in collaborazione con l&#8217;Università di Genova, l&#8217;Acquario di Genova e l&#8217;Area Marina Protetta di Bergeggi ha individuato formazioni di ‘Dendrophyllia cornigera’ [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20289" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_corallo_giallo_300x199-12374-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Sono stati scoperti dei coralli gialli nei fondali di Genova, <span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">ad 82 metri di profondità</span></p>
<p>  <span id="more-20290"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Scoperti <strong>coralli gialli nei fondali di Genova</strong>. Una squadra di sub del Centro Carabinieri Subacquei di Genova Voltri, in collaborazione con l&#8217;Università di Genova, l&#8217;Acquario di Genova e l&#8217;Area Marina Protetta di Bergeggi ha individuato formazioni di ‘Dendrophyllia cornigera’ ad 82 metri di profondità nelle acque antistanti Bergeggi (Savona), effettuando anche campionamenti.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">La colonia di <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=15575">Coralli</a> gialli</strong> ha un’altezza media di ma sono note colonie alte fino ad un metro. I singoli polipi sono molto grandi e tutto il tessuto vivente è di un inconfondibile e bellissimo colore giallo brillante. La Dendrophyllia cornigera abita prevalentemente i<span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"> fondali rocciosi, anche sottoposti ad alti tassi di sedimentazione, tra i 100 ed i 1000 metri di profondità, e solo in alcune aree atlantiche è stata osservata al di sotto dei 30 metri. <br /> </span><br /> <span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">La segnalazione dei<strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=18767"> coralli </a>gialli</strong> ad 82 metri di profondità sullo scoglio del Mantice rappresenta il record più superficiale di questa specie per l&#8217;intero mar Mediterraneo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">gc</span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Una nuova specie di corallo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-nuova-specie-di-corallo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 15:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coralli rossi]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[Perù]]></category>
		<category><![CDATA[Psammogorgia hookeri]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ stata scoperta una nuova specie di corallo, color rosso fuoco: si trova nei mari del Peru&#8217;   Nella riserva nazionale di Paracas, in Perù, e’ stata scoperta una nuova specie di corallo: è la Psammogorgia hookeri. A fare questa brillante scoperta è stato il gruppo di ricercatori dello Smithsonian tropical research institute (Stri) e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15574" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_download__3_-9965-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>E’ stata scoperta una nuova specie di corallo, color rosso fuoco: si trova nei mari del Peru&#8217;</p>
<p>  <span id="more-15575"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Nella riserva nazionale di Paracas, in <strong>Perù</strong>, e’ stata scoperta una nuova specie di<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14257"><strong> corallo</strong></a>: è la Psammogorgia hookeri. A fare questa brillante scoperta è stato il gruppo di ricercatori dello Smithsonian tropical research institute (Stri) e dell&#8217;università del Costa Rica, secondo cui questa potrebbe essere solo la prima di una serie di scoperte in quest&#8217;area del Pacifico peruviano ancora poco esplorata.</p>
<p> Le colonie di <strong>Psammogorgia hookeri</strong> sono coralli rosso fuoco. Le dimensioni si possono paragonare alla grandezza di una mano e sono state individuate su sporgenze rocciose a una profondità di 25 metri.</p>
<p> ‘Questa nuova specie potrebbe non essere trovata in nessun&#8217;altra parte del mondo’, ha dichiarato il <strong>biologo marino</strong> dello Stri Hector Guzman. ‘Le barriere coralline e le comunità di coralli del Perù non sono mai state studiate in modo sistematico. Ci aspettiamo altre sorprese’.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Polinesia, scoperto un nuovo corallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 12:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Polinesia]]></category>
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					<description><![CDATA[La ricercatrice italiana Francesca Benzoni ha scoperto, in Polinesia, un nuovo corallo duro   E’ stato scoperto nell&#8217;atollo di Gambier nella Polinesia francese un nuovo corallo, dai colori dell’arcobaleno. La nuova specie è stata identificata dall&#8217;italiana Francesca Benzoni, ricercatrice dell&#8217;università di Milano-Bicocca, nell&#8217;ambito della spedizione scientifica internazionale Tara Oceans, che dal 2009 al 2012 ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13223" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_1375201433913_corallo3-8671-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La ricercatrice italiana Francesca Benzoni ha scoperto, in Polinesia, un nuovo corallo duro</p>
<p>  <span id="more-13224"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">E’ stato scoperto nell&#8217;atollo di Gambier nella Polinesia francese un nuovo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8173"><strong>corallo</strong></a>, dai colori dell’arcobaleno. La nuova specie è stata identificata dall&#8217;italiana Francesca Benzoni, ricercatrice dell&#8217;università di Milano-Bicocca, nell&#8217;ambito della spedizione scientifica internazionale Tara Oceans, che dal 2009 al 2012 ha studiato per la prima volta a livello globale gli organismi marini che meglio rivelano la salute degli oceani.</p>
<p class="MsoNormal">Si tratta di un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8929"><strong>corallo</strong></a> duro, che si sviluppa in colonie tra i 5 e i 20 metri di profondità e che ha il suo habitat nell&#8217;atollo di Gambier, in Polinesia. Gli ultimi studi sui coralli di questo atollo risalgono al 1974. Da allora non ci sono stati studi ulteriori fino a quelli condotti dai ricercatori di Tara Oceans, che hanno permesso la classificazione di nuove specie coralline prelevate da 24 siti.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘Molti gruppi di animali &#8211; spiega Francesca Benzoni &#8211; sono piccoli, rari e spesso poco noti, anche se sono delle vere miniere di biodiversità inesplorata e spesso sono alla base di un ecosistema. In particolare, i coralli sono invertebrati carismatici, costruttori delle scogliere coralline e responsabili dei delicati equilibri necessari al mantenimento dell&#8217;ecosistema più ricco dei nostri mari. Proprio per questo, e a causa dei diversi fattori che minacciano la loro sopravvivenza, hanno ricevuto e continueranno a ricevere l&#8217;attenzione della comunità scientifica’.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Coralli, scoperto un tesoro al largo della Liguria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2012 09:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coralli gialli]]></category>
		<category><![CDATA[coralli rossi]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[corallo nero]]></category>
		<category><![CDATA[grande barriera corallina Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria coralli]]></category>
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					<description><![CDATA[Una grande prateria di coralli rossi, gialli e neri e’ stata scoperta al largo delle coste della Liguria. E’ un tesoro raro, ma e’ gia’ rovinato da decine e decine di metri di reti da pesca Una grande barriera corallina è stata scoperta al largo della Liguria: praterie di coralli rossi, gialli e neri si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8928" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/10/images_igallery_resized_ambientetest_corallo_STD-6090-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Una grande prateria di coralli rossi, gialli e neri e’ stata scoperta al largo delle coste della Liguria. E’ un tesoro raro, ma e’ gia’ rovinato da decine e decine di metri di reti da pesca</p>
<p>  <span id="more-8929"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Una <strong>grande barriera corallina</strong> è stata scoperta al largo della Liguria: praterie di coralli rossi, gialli e neri si nascondevano&nbsp;nelle profondità marine a largo di Bergeggi. A fare la scoperta è stato il nucleo Sommozzatori di Genova, grazie a&nbsp;Pluto, un piccolo robot subacqueo utilizzato dai carabinieri per le ricerche a grande profondità.</p>
<p class="MsoNormal">La scoperta <strong>dei <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/dalla-scozia-arrivano-i-robot-salva-coralli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coralli</a></strong> è eccezionale: la telecamera&nbsp;ha documentato un vero e proprio&nbsp;tesoro&nbsp;dal punto di vista naturalistico, con grandi colonie di&nbsp;corallo rosso, di&nbsp;corallo&nbsp;giallo e del rarissimo&nbsp;corallo nero. I fondali della Liguria sono un ambiente marino ricco e popolatissimo di pesciolini rosa, gorgonie rosse e arancio, zoantidei viola e azzurri.</p>
<p class="MsoNormal">Purtroppo, però, in una zona<strong> ricca di <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/oceani-bollenti-corallo-a-rischio-estinzione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coralli</a></strong>, che dovrebbe essere super-protetta&nbsp;proprio per la rarità della flora e della fauna e per la limpidezza dell&#8217;acqua, ci sono anche decine e decine di metri di reti da pesca: un&nbsp;danno enorme&nbsp;perché il&nbsp;nylon&nbsp;sott&#8217;acqua resiste oltre mille anni&nbsp;e la rimozione, a quelle profondità, é onerosa e complessa. Per tentare una&nbsp;bonifica, i carabinieri hanno effettuato una prima&nbsp;rimozione sperimentale in modo da predisporre protocolli di bonifica da presentare alla Regione Liguria.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)&nbsp;</p>
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		<title>Dalla Scozia arrivano i robot salva coralli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 13:02:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[barriere coralline]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[oceani]]></category>
		<category><![CDATA[robot Corallo]]></category>
		<category><![CDATA[robot salva Coralli]]></category>
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					<description><![CDATA[Le barriere coralline che abitano i fondali degli oceani saranno salvate da dei robot, capaci di curare e assistere la crescita dei coralli Le barriere coralline che abitano gli oceani potranno essere salvate da dei robot. Un team di ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; Heriot-Watt sta sviluppando dei robot capaci di curare i coralli che si trovano nelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8171" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_igallery_resized_ambientetest_barriera_corallina-5683-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Le barriere coralline che abitano i fondali degli oceani saranno salvate da dei robot, capaci di curare e assistere la crescita dei coralli</p>
<p>  <span id="more-8173"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Le<strong> barriere coralline</strong> che abitano gli oceani potranno essere salvate da dei robot. Un team di ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; Heriot-Watt sta sviluppando dei robot capaci di curare i <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/oceani-bollenti-corallo-a-rischio-estinzione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coralli</a></strong> che si trovano nelle acque profonde al largo della costa scozzese, simili a quelli che si trovano nelle zone tropicali e poi verranno usati in tutto il mondo.</p>
<p class="MsoNormal">I robot, per salvare le <strong>barriere coralline</strong>, si ispireranno alla ‘biomimetica’, lo studio in cui la natura diventa l’esempio da seguire per migliorare l’ambiente e il mondo: &nbsp;come gli sciami di api, vespe e termiti lavorano insieme per costruire strutture complesse, i robot chiamati ‘coralbot’ lavoreranno insieme per riparare le parti danneggiate, permettendo ai <strong><a href="http://viaggiare.ecoseven.net/mare/da-bologna-al-mar-rosso-il-progetto-degli-eco-sub-per-monitorare-i-coralli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coralli</a></strong> di continuare a crescere.</p>
<p class="MsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8172" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_Barriera_corallina.jpg" border="1" align="middle" width="450" height="290" alt="Barriera corallina" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_Barriera_corallina.jpg 621w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_Barriera_corallina-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p class="MsoNormal">Da quando le<strong> barriere coralline</strong> sono in pericolo di estinzione, alcuni subacquei volontari hanno assistito &nbsp;la crescita degli abitanti degli oceani. Ora ci penseranno i robot, che saranno molto più efficienti degli uomini, dal momento che scenderanno a profondità maggiori e agiranno più velocemente.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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