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	<title>conserve &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>7 regole per preparare delle conserve casalinghe e scongiurare il botulino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 18:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[casalinghe]]></category>
		<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[conserve casalinghe]]></category>
		<category><![CDATA[frutta e verdura]]></category>
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					<description><![CDATA[Le 7 regole del nostro biologo nutrizionista per preparare in casa le conserve e scongiurare il pericolo botulino Preparare le conserve casalinghe, siano esse conserve di frutta o di ortaggi, è una pratica che i nostri nonni facevano normalmente e che oggi, grazie all’industrializzazione, stiamo perdendo. Si basava su tradizioni e procedimenti tramandati di generazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60176" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/jam-428094_1280.jpg" alt="conserve casalinghe" width="796" height="469" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/jam-428094_1280.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/jam-428094_1280-300x177.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/12/jam-428094_1280-768x453.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22609" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_images-13528-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<h3>Le 7 regole del nostro biologo nutrizionista per preparare in casa le conserve e scongiurare il pericolo botulino</h3>
<p><span id="more-22610"></span></p>
<p>Preparare le conserve casalinghe, siano esse conserve di<a href="https://www.ecoseven.net//?p=13416" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> frutta o di ortaggi</a>, è una pratica che i nostri nonni facevano normalmente e che oggi, grazie all’industrializzazione, stiamo perdendo.</p>
<p>Si basava su tradizioni e procedimenti tramandati di generazione in generazione e che dovevano essere rispettate alla lettera, sia per ottenere un prodotto ottimo dal punto di vista organolettico, sia sicuro per la salute.</p>
<p>E’ proprio quest’ultimo aspetto ad essere di estrema importanza, poiché <strong>una conserva preparata in modo scorretto può essere molto pericolosa, in quanto a rischio botulino</strong>.</p>
<p><strong>Il botulino è una tossina</strong> che viene prodotta da un batterio (Clostridium botulinum) <strong>ed è responsabile di paralisi flaccida dei muscoli, debolezza, difficoltà nel movimento e nei casi più gravi paralisi dei muscoli respiratori e morte</strong>: dunque è bene non scherzare con questo batterio.</p>
<h4>Vediamo ora alcune regole, stilate dal Ministero della salute, che ci riassumono i passaggi che dobbiamo rispettare per preparare al meglio una conserva casalinga:</h4>
<p>1) <strong>Igiene personale, dell’ambiente e delle materie prime</strong>: Lavare bene le mani prima di toccare gli alimenti e pulire la cucina e gli utensili in maniera accurata. Inoltre è buona norma sciacquare bene le materie prime sotto l&#8217;acqua e togliere le parti danneggiate. A tal proposito <strong>è possibile utilizzare del bicarbonato di sodio che facilita l’eliminazione dello sporco e dei residui di pesticidi.</strong></p>
<p>2) <strong>Scelta degli ingredienti</strong>: Scegliere frutta e verdura di stagione e materie prime di alta qualità, in modo da mantenere intatte sia le proprietà nutrizionali che organolettiche. Se si sta preparando verdura destinata al congelamento è opportuno effettuare una “scottatura” in acqua bollente per poco tempo, in modo da preservare sapore, colore e consistenza.</p>
<p>3) <strong>Scelta delle pentole per la cottura</strong>: Usare sempre pentole in acciaio per la cottura delle conserve. <strong>Le pentole in rame e in alluminio andrebbero evitate</strong> poiché il contatto con cibi acidi favorisce il rilascio di residui metallici nel prodotto.</p>
<p>4) <strong>Scelta dei contenitori</strong>: Utilizzare preferibilmente barattoli di vetro e conservarli al riparo dalla luce, in un luogo asciutto, fresco e ventilato.</p>
<h4><strong>Il vetro è il materiale d’eccellenza per le conserve casalinghe perché non assorbe odori, può essere lavato e sterilizzato</strong> (anche in lavastoviglie).</h4>
<p>E quindi riutilizzato più volte, a patto che rimanga intatto. Inoltre essendo trasparente ci permette di controllare visivamente il prodotto all’interno, senza aprire il barattolo e osservare eventuali anomalie quali bollicine che salgono dal fondo, olio intorbidito etc.</p>
<p>5)<strong>Rendere la vita difficile ai batteri</strong>: Non potendo sterilizzare le conserve casalinghe, come avviene di routine nell’industria, è bene agire su altri fattori che contrastano la proliferazione batterica. Si deve giocare sul pH (acidificazione), sulla concentrazione di sali e zuccheri.</p>
<p><strong>Ci sono alimenti già di per se acidi come il pomodoro e altri meno, nei quali è opportuno aggiungere aceto o limone in modo da abbassare il pH</strong>.</p>
<p>Ad esempio per <strong>i vegetali sott’olio</strong> è buona norma, dopo averli puliti, sbollentarli in una soluzione di acqua e aceto in parti uguali. Si consiglia l’utilizzo di aceto di vino bianco al 6%. Se si preparano invece<strong> vegetali sott’aceto</strong> si possono anche riporre crudi, l’importante è che il pH della soluzione di conserva sia inferiore a 4 (si misura con una normale cartina al tornasole). Questa deve essere una regola generale, poiché <strong>pH superiori a 4 sono un fattore di rischio per la proliferazione di microrganismi patogeni</strong>.</p>
<p>Per la preparazione di confetture, oltre all’acidità della frutta, agisce anche il fattore zucchero che mantiene sicuro il prodotto.</p>
<h4>La proporzione tra zucchero e frutta dovrebbe essere 1:1 (1 kg di zucchero ogni kg di frutta) e il pH sempre inferiore a 4. A tal proposito è consigliato aggiungere succo di limone.</h4>
<p>Infine <strong>per i vegetali in salamoia si deve utilizzare una soluzione salina al 10% di sale (100g di sale in 1 litro di acqua)</strong>. Durante il processo, i vegetali posti in soluzione di salamoia, vanno incontro a processi fermentativi del tutto naturali ad opera di batteri che resistono ad elevate concentrazioni di sale.</p>
<p><strong>La patina bianca che si forma in superficie non va assolutamente rimossa</strong>. Al termine del processo bisogna conservare il prodotto in un liquido di salamoia fresco.</p>
<p>Tutti gli altri prodotti che non possono essere acidificati, salati o zuccherati (come pesto e sughi di carne o pesce) vanno conservati in freezer.</p>
<p>6) <strong>La pastorizzazione</strong>: è un processo che viene realizzato immergendo completamente in acqua i barattoli chiusi, ripieni di conserva ed effettuando una bollitura a 100°C, prestando attenzione a chiudere il coperchio della pentola. <strong>E’ fondamentale lasciare uno spazio tra il contenuto della conserva e il tappo del barattolo che la contiene</strong>, poiché in tal modo il processo di pastorizzazione favorisce la formazione del vuoto nel barattolo.</p>
<h4>La pastorizzazione impedisce o ritarda il deterioramento dell’alimento e deve essere accompagnata sempre da altri metodi di conservazione, come ad esempio l’acidificazione.</h4>
<p>Inoltre, è bene ricordare che è un processo diverso dalla sterilizzazione che, invece, può essere fatta solo a livello industriale.</p>
<p>7) <strong>Accertarsi della chiusura ermetica dei contenitori</strong>: Trascorse 24 ore dalla pastorizzazione è buona norma ispezionare i barattoli per assicurarsi che si sia formato il vuoto e che il tappo sia a chiusura ermetica. <strong>Il tappo deve apparire concavo</strong> (ovvero il centro del tappo deve tendere verso l’interno del barattolo) <strong>e una volta aperto si deve sentire il classico “click”</strong>, la prova che il prodotto era sottovuoto.</p>
<p><em><a href="http://nutrizionistaroma.blogspot.it/"><strong>Paolo Gozzo</strong></a></em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia:</strong></span></p>
<p>Sito del Ministero della Salute<br />
<a href="http://www.iss.it/pres/?id=1363&amp;tipo=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.iss.it/pres/?id=1363&amp;tipo=6</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il botulino può uccidere anche in piccole dosi. Come difendersi dal “batterio delle conserve”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 09:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[botulino]]></category>
		<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ministero ha preparato una guida da scaricare molto utile per preparare le conserve in modo sicuro È il terrore di chi produce le conserve in casa: si chiama botulino ed è un veleno naturale che può uccidere. È letale già in piccolissime dosi. &#8220;In Italia si registrano ogni anno mediamente 20-30 casi, 5 dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34006" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_Botulino.jpg" alt="" width="640" height="440" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Botulino.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Botulino-300x206.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<h3>Il ministero ha preparato una guida da scaricare molto utile per preparare le conserve in modo sicuro</h3>
<p><span id="more-34008"></span></p>
<p>È il terrore di chi produce le conserve in casa: si chiama botulino ed è un veleno naturale che può uccidere. È letale già in piccolissime dosi. &#8220;In Italia si registrano ogni anno mediamente 20-30 casi, 5 dei quali mortali”; lo spiegano le &#8220;<a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/www.salute.gov_.it_imgs_C_17_pubblicazioni_2176_allegato.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Linee Guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico</a>&#8220;, presenti sul portale del Ministero della Salute.</p>
<p>I sintomi dell’intossicazione compaiono dopo 12-24 ore dall’ingestione della tossina botulinica contenuta in un alimento, in genere conserve preparate in casa o artigianalmente, senza il rispetto di misure igieniche “elementari”, che sono alla base della prevenzione di questa intossicazione, ma anche di altre tossinfezioni.</p>
<p>Tra le prime regoel da seguire ci sono l&#8217;igiene personale e della cucina. Inoltre bisogna ispezionare bene le materie prime: mai usare quelle &#8216;che stanno quasi per andare a male&#8217;. Quindi sanificare correttamente i contenitori: non basta lasciarli per un paio di minuti in acqua bollente, ne servono 5-10. Una volta aperti, vanno conservati in frigo e per poco tempo, variabile a seconda del preparato: da poche settimane per la salamoia a quasi 2 mesi in caso di sottaceti.</p>
<p>Meno a rischio sono le marmellate, per via dell&#8217;acidità della frutta e dello zucchero che costituiscono un terreno in cui è più difficile per il batterio proliferare. Intervenire urgentemente con siero antibotulinico può salvare la vita, perché l&#8217;intossicazione può causare arresto cardiaco e respiratorio. Per questo è importante riconoscere i sintomi, che si manifestano circa 12-48 ore dopo l&#8217;ingestione del cibo contaminato, con scarsa mobilità oculare, difficoltà a mettere a fuoco, spossatezza, bocca asciutta, nausea e diarrea. Il tutto in assenza di febbre.</p>
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		<title>Conserve: come prevenire il botulino?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 16:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[botulino]]></category>
		<category><![CDATA[conserve]]></category>
		<category><![CDATA[eliminare rischio botulino]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi botulino]]></category>
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					<description><![CDATA[Come prevenire il botulino nelle conserve? Ce lo spiega il biologo nutrizionista Paolo Gozzo   Amate fare le conserve fai da te? Fate attenzione: c’è il rischio botulino un batterio che può svilupparsi in inscatolati o conserve e che non deve mai essere ingerito in quantità eccessiva in quanto provoca intossicazioni molto pericolose, che possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22588" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th__4_-13518-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Come prevenire il botulino nelle conserve? Ce lo spiega il biologo nutrizionista Paolo Gozzo</p>
<p>  <span id="more-22589"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Amate fare le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11400"><strong>conserve</strong></a> fai da te? Fate attenzione: c’è il rischio botulino un batterio che può svilupparsi in inscatolati o conserve e che non deve mai essere ingerito in quantità eccessiva in quanto provoca intossicazioni molto pericolose, che possono rivelarsi anche mortali.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Lunedì, nel consueto appuntamento con la rubrica sulla sana alimentazione, il nostro biologo nutrizionista Paolo Gozzo, ci spiegherà come eliminare questo pericolo.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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