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	<title>conservazione &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Per salvare l&#8217;Amazzonia tutti possono contribuire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2020 06:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[foresta amazzonica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo metodo per permetterci di controllare l&#8217;Amazzonia mentre siamo seduti sul nostro divano La questione dell&#8217;Amazzonia è centrale per molte persone, anche se non tutti hanno la possibilità di dimostrarlo trovando un modo per essere utili contro la piaga della deforestazione. Da oggi, però, arriva un nuovo sistema di tracciamento online che potrebbe permettere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69280" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/david-geere-oFxuQxE0Hm0-unsplash-scaled.jpg" alt="amazzonia" width="2000" height="1125" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/david-geere-oFxuQxE0Hm0-unsplash-scaled.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/david-geere-oFxuQxE0Hm0-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/david-geere-oFxuQxE0Hm0-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/david-geere-oFxuQxE0Hm0-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/david-geere-oFxuQxE0Hm0-unsplash-1536x864.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/david-geere-oFxuQxE0Hm0-unsplash-2048x1152.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></h3>
<h3>Un nuovo metodo per permetterci di controllare l&#8217;Amazzonia mentre siamo seduti sul nostro divano</h3>
<p><span id="more-69267"></span></p>
<p>La questione dell&#8217;Amazzonia è centrale per molte persone, anche se non tutti hanno la possibilità di dimostrarlo trovando <strong>un modo per essere utili contro la piaga della deforestazione</strong>. Da oggi, però, arriva <strong>un nuovo sistema di tracciamento online che potrebbe permettere a tutti i cittadini di poterlo fare</strong>, aiutando gli scienziati a monitorare l&#8217;Amazzonia via satellite.</p>
<p>&#8220;Non devi essere uno scienziato del clima, non devi essere uno scienziato dei dati, devi solo essere un cittadino preoccupato per il problema della deforestazione&#8221;, ha detto Elliot Inman, ricercatore presso la società di analisi dei sistemi SAS, come riportato in <a href="https://www.huffpost.com/entry/fight-deforestation-amazon-artificial-intelligence_n_5f737910c5b6f622a0c5b94c?guccounter=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Huffington Post</a>.</p>
<p>SAS, infatti, ha collaborato con l&#8217;International Institute for Applied Systems Analysis per <strong>creare un&#8217;app che permette agli esseri umani di guardare le immagini e aiutare l&#8217;addestramento dell&#8217;intelligenza artificiale per individuare la deforestazione</strong>.</p>
<h4>È il World Resources Institute a supervisionare questo sistema di monitoraggio, che si chiama <a href="https://www.globalforestwatch.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Global Forest Watch</a>.</h4>
<p>Innanzitutto, un algoritmo informatico scansiona le immagini in arrivo. Quando identifica un luogo in cui gli alberi sono recentemente scomparsi, contrassegna quell&#8217;immagine.</p>
<h4>Gli occhi delle persone sono necessari per aiutare a discernere cosa potrebbe aver causato la scomparsa.</h4>
<p>I volontari, quindi, <strong>scansionano le immagini alla ricerca di segni di impatto umano</strong>, come strade, terreni agricoli o linee di alberi sospettosamente diritte. <strong>Questo input umano aiuta ad addestrare l&#8217;intelligenza artificiale</strong>, in modo che alla fine il sistema sarà in grado di digerire le immagini più rapidamente da solo.</p>
<p>Il sistema ovviamente si basa sulla partecipazione del maggior numero possibile di utenti, anche perché a volte<strong> è difficile determinare se una macchia su un&#8217;immagine è dovuta agli esseri umani</strong> che bruciano gli alberi per avere più spazio per i loro affari, agricoli e non, oppure se si tratta di un incendio boschivo naturale.</p>
<h4>I dati raccolti dal sistema aiuteranno le organizzazioni di conservazione e i governi a identificare quando dovrebbero intervenire per proteggere gli ecosistemi.</h4>
<p>In futuro, Global Forest Watch potrebbe persino aiutare a prevedere dove avverrà la prossima deforestazione. L&#8217;unica cosa che serve per partecipare è una connessione internet e un po&#8217; di tempo, visto che, appunto, lo si può fare anche stando seduti sul divano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La sfida delle riserve naturali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 13:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[riserve naturali]]></category>
		<category><![CDATA[terre sterili]]></category>
		<category><![CDATA[trasformazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio chiede che le terre aride e sterili vengano trasformate in aree di conservazione Secondo una ricerca&#160;pubblicata su Nature Sustainability, i terreni agricoli improduttivi dovrebbero essere trasformati in riserve naturali che permettono di conservare le specie naturali del mondo, aumentando la biodiversità di piante e animali. Sono molti gli esempi isolati di persone che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38860" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_field-533541_1280.jpg" alt="" width="798" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_field-533541_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_field-533541_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_field-533541_1280-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h2>Uno studio chiede che le terre aride e sterili vengano trasformate in aree di conservazione</h2>
<p>  <span id="more-38861"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo una <a href="https://www.nature.com/articles/s41893-019-0433-9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>&nbsp;pubblicata su Nature Sustainability, i terreni agricoli improduttivi dovrebbero essere trasformati in riserve naturali che permettono di conservare le specie naturali del mondo, aumentando la biodiversità di piante e animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono molti gli esempi isolati di persone che hanno fatto una scelta del genere a livello individuale, basata su una visione, impiegando pazienza e anni per consentire alla natura di recuperare il suo posto, ma i ricercatori dell&#8217;Università del Queensland (UQ) hanno pensato di rendere questa pratica uno schema, trasformando milioni di ettari di terreni agricoli a bassa produttività in aree naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dottor Zunyi Xie, della School of Earth and Environmental Sciences di UQ, afferma che le terre «non contestate» – definizione che include le terre in cui la produttività agricola è bassa, ma esclude le terre agricole indigene o di sussistenza (anche se presentava bassa produttività o alto degrado) – potrebbero offrire grandi opportunità al pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti, è un ribaltamento della prospettiva molto interessante: solitamente, quando si pensa al bene del pianeta e alla biodiversità, ci si concentra molto sulla protezione di aree come le foreste pluviali e altri luoghi noti, il che è ovviamente importante, senza pensare al fatto che si stanno lasciando «in panchina» molti terreni agricoli sterili che rappresentano davvero un&#8217;enorme possibilità persa. Possibilità che è venuto il momento di cogliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo in mente, i ricercatori hanno lavorato alla mappatura e alla quantificazione delle opportunità di protezione di queste terre, affermando che potrebbero aiutare i paesi a raggiungere i obiettivi per lo sviluppo sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Nascondere GitHub in una miniera</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/nascondere-github-in-una-miniera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 15:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[miniera di carbone]]></category>
		<category><![CDATA[nascondiglio]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
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					<description><![CDATA[La Microsoft ha nascosto il suo codice sorgente in una cava a prova di apocalisse Accanto al famoso deposito botanico Svalbard Global Seed Vault, in Norvegia, c&#8217;è una miniera di carbone abbandonata che protegge un diverso tipo di risorsa contro la fine del mondo: tutto il codice open source di GitHub. Se il mondo finisce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38721" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_microsoft.jpg" alt="" width="796" height="473" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_microsoft.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_microsoft-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_dicembre_2019_microsoft-768x456.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p>La Microsoft ha nascosto il suo codice sorgente in una cava a prova di apocalisse</p>
<p>  <span id="more-38722"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Accanto al famoso deposito botanico <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/it.wikipedia.org/wiki/Svalbard_Global_Seed_Vault)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Svalbard Global Seed Vault</a>, in Norvegia, <strong>c&#8217;è una miniera di carbone abbandonata che protegge un diverso tipo di risorsa contro la fine del mondo</strong>: tutto il codice open source di <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/it.wikipedia.org/wiki/GitHub)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GitHub</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il mondo finisce la possibilità che un sopravvissuto avrà di accedere e utilizzare il software che si trova dietro la tecnologia moderna sarà probabilmente merito di questo strano sistema operativo post-apocalittico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2017, l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/(https:/archiveprogram.github.com/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Arctic World Archive</a>, come viene chiamato, ha archiviato molto altro – tra cui archivi vaticani, film e qualsiasi altra cosa ritenuta degna di essere salvata, secondo quanto raccontato da <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.bloomberg.com/news/features/2019-11-13/microsoft-apocalypse-proofs-open-source-code-in-an-arctic-cave)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bloomberg</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">E ora, con il contributo di GitHub, di proprietà di Microsoft, <strong>questo deposito mondiale detiene anche una copia cartacea di quasi tutto il software open source del mondo</strong>, che può essere letto con nient&#8217;altro che una lente d&#8217;ingrandimento.</p>
<p style="text-align: justify;">La comunità open source viene spesso liquidata come un gruppo marginale di idealisti tecnologici, ma gran parte dell&#8217;architettura digitale con cui interagiamo ogni giorno rientra tecnicamente sotto l&#8217;ampio ombrello di codice open source pubblicamente disponibile, spiega Bloomberg.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capire, sia Facebook che Google che Amazon, per dirne alcuni, si affidano a questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovesse quindi davvero accadere un qualche tipo di apocalisse che cancella tutti i dischi rigidi del mondo, potrebbe essere salvifica l&#8217;esistenza, da qualche parte di una miniera in Norvegia, di un documento che permetterà di ripristinare il mondo per quello che è arrivato ad essere, almeno digitalmente parlando.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Sono strepitose, ma durano sempre troppo poco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/sono-strepitose-ma-durano-sempre-troppo-poco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 12:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[fragole]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco alcuni suggerimenti per prolungare la durata di conservazione delle fragole fresche Le fragole fresche sono deliziose e nutrienti. Che tu acquisti fragole biologiche o le raccolga dal tuo giardino, il problema è la durata di conservazione. Secondo Harold McGee, l&#8217;autrice di &#8220;On Food and Cooking: The Science and Lore of the Kitchen&#8221;, le fragole [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37783" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/06/images_strawberries-3431122_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/06/images_strawberries-3431122_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/06/images_strawberries-3431122_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/06/images_strawberries-3431122_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Ecco alcuni suggerimenti per prolungare la durata di conservazione delle fragole fresche</p>
<p>  <span id="more-37784"></span>  </p>
<p>Le <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20105:cibi-con-la-c-maiuscola&amp;catid=136&amp;Itemid=2512" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fragole</a> fresche sono deliziose e nutrienti. Che tu acquisti fragole biologiche o le raccolga dal tuo giardino, il problema è la durata di conservazione.</p>
<p><a href="https://www.myrecipes.com/extracrispy/how-to-keep-strawberries-fresh-for-as-long-as-possible" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo Harold McGee</a>, l&#8217;autrice di &#8220;On Food and Cooking: The Science and Lore of the Kitchen&#8221;, le fragole durano pochi giorni perché hanno una pelle sottile e una struttura fragile.</p>
<p>Ecco alcuni suggerimenti per farle durare più a lungo&#8230;</p>
<p><strong>Sbarazzati di fragole ammuffite</strong><br />La muffa si diffonde facilmente e liberarsi delle fragole ammuffite preserva le altre.</p>
<p><strong>Tieni le fragole in frigo</strong><br />Gli esperti della California Strawberry Commission suggeriscono che il modo migliore per conservare le fragole fresche è nel frigorifero.In alternativa, puoi trasferire la frutta in un contenitore foderato di carta.</p>
<p><strong>Conservare le fragole con il cappuccio di foglie intatto</strong><br />Secondo la North Carolina Strawberry Association (NCSA), non è necessario rimuovere le parti superiori verdi. Quando questo accade, le fragole perdono un po &#8216;di umidità.</p>
<p><strong>Lavate le fragole solo quando state per mangiarle</strong><br />McGee ha spiegato che il risciacquo delle fragole può renderle più suscettibili alle infezioni poiché le particelle di sporco che si attaccano possono portare via il loro strato protettivo epidermico.</p>
<p><strong>Congela le fragole</strong><br />Usa le fragole surgelate per marmellate, ripieni di pasta frolla o frullati.</p>
<p>Conseva il cappuccio di foglie per queste ricette:<br />Kombucha al gusto di fragola<br />Quando si prepara il kombucha al gusto di fragola, aggiungere i tappi al prodotto finale. Anche i tappi sono pieni di nutrienti e sapore</p>
<p>Frullati – Non usare solo la parte rossa. Così avrai più fibre.<br />Aceto alla fragola &#8211; Copri i “tappi” della fragola con l&#8217;aceto. Lascia riposare la miscela per almeno un&#8217;ora. Utilizza l&#8217;aceto infuso per insalate e salse.</p>
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		<title>Salvia: bella, buona, utile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/salvia-bella-buona-utile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 06:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[Salvia]]></category>
		<category><![CDATA[spezie]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;aggiunta di salvia la carne si conserva meglio Secondo un articolo&#160;pubblicato su CyTA – Journal of Food, la salvia previene l&#8217;ossidazione (quindi il deterioramento) del tacchino, la carne bianca che va a male più velocemente. Il macinato di petto di tacchino fresco è stato diviso dagli scienziati in tre parti. Una porzione serviva come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37120" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_sage-1544883_1920e.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_sage-1544883_1920e.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_sage-1544883_1920e-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_sage-1544883_1920e-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Con l&#8217;aggiunta di salvia la carne si conserva meglio</p>
<p>  <span id="more-37121"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://www.researchgate.net/publication/324216603_Antioxidant_effect_of_sage_Salvia_officinalis_L_extract_on_turkey_meatballs_packed_in_cold_modified_atmosphere" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un articolo</a>&nbsp;pubblicato su CyTA – Journal of Food, la salvia previene l&#8217;ossidazione (quindi il deterioramento) del tacchino, la carne bianca che va a male più velocemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il macinato di petto di tacchino fresco è stato diviso dagli scienziati in tre parti. Una porzione serviva come campione di controllo, mentre l&#8217;estratto di foglie di salvia in polvere veniva aggiunto alle porzioni rimanenti in quantità variabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le porzioni venivano quindi sigillate con un film e conservate in frigorifero per nove giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le analisi dei campioni riguardavano la stima totale degli acidi fenolici, l&#8217;esame di ossidazione dei lipidi, i test microbiologici e la valutazione sensoriale. L&#8217;ossidazione lipidica è stata misurata utilizzando i valori delle sostanze reattive agli acidi tiobarbiturici (TBARS). L&#8217;effetto più pronunciato dell&#8217;estratto di salvia è stato osservato il sesto giorno, il minimo l&#8217;ottavo giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è scoperto che entrambe le concentrazioni di estratto di foglie di salvia in polvere (0,02 e 0,05%) hanno inibito la crescita di batteri aerobi. I ricercatori hanno attribuito questo effetto alla presenza di terpeni, noti per ostacolare la crescita batterica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la valutazione sensoriale, tutti e tre i tipi di polpette hanno ottenuto lo stesso risultato su otto diversi criteri. L&#8217;unica differenza riguardava la succosità: le polpette contenenti lo 0,05% di salvia avevano i voti più alti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base di questi risultati, i ricercatori hanno concluso che l&#8217;estratto di salvia può essere benefico per la carne di tacchino e l&#8217;industria della carne in generale: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=1705" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le spezie non finiscono mai di stupirci</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Lo Scoby al posto della plastica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/lo-scoby-al-posto-della-plastica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 11:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;alternativa ecologica alle confezioni in plastica,  potrebbe essere creata con gli stessi metodi usati per fare il tè e quindi essere anche commestibile Roza Janusz, una studentessa di design polacca, ha chiamato Scoby la sua proposta di alternativa alla plastica, creata proprio sull&#8217;omonimo metodo di fermentazione – che, poi, è quello che è alla base [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36793" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_consrvazreglialimenti.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_consrvazreglialimenti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_consrvazreglialimenti-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_consrvazreglialimenti-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Un&#8217;alternativa ecologica alle confezioni in plastica,  potrebbe essere creata con gli stessi metodi usati per fare il tè e quindi essere anche commestibile</h3>
<p><span id="more-36794"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.rozajanusz.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roza Janusz</a>, una studentessa di design polacca, ha chiamato Scoby la sua proposta di alternativa alla plastica, creata proprio sull&#8217;omonimo metodo di fermentazione – che, poi, è quello che è alla base del famoso tè kombucha. Per ovviare alle confezioni in plastica, insomma, secondo la Janusz, si può coltivare una membrana organica a partire da batteri fermentati e lievito: una membravache può essere utilizzata per conservare una varietà di alimenti leggeri come semi o noci, ma anche insalate.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un metodo per imballare per alimenti che non crea rifiuti, visto che è completamente biodegradabile, e che può essere addirittura mangiato dopo l&#8217;uso.<br />
Sviluppato come parte del suo progetto di laurea in Design Industriale presso la <a href="https://www.sof.edu.pl/pl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">School of Form</a> di Poznan, in Polonia, lo <a href="https://www.rozajanusz.com/scoby" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scoby</a> di Roza Janusz è stato creato per aiutare gli agricoltori non solo ad avere dei contenitori che non nuocciono all&#8217;ambiente, ma di poterseli addirittura coltivare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito della designer c&#8217;è scritto che «SCOBY (detto anche biocellulosa) è un prodotto della fermentazione degli zuccheri e forma una membrana sulla superficie del liquido nota come kombucha» che aumenta di volume durante la fermentazione. A quel punto, quando la stratificazione è completa, dopo circa due settimane di aggiunta di zuccheri e altri rifiuti agricoli per la fermentazione del materiale, la membrana può essere raccolta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il materiale finale è leggero e malleabile e può essere modellato per adattarsi a una varietà di alimenti. Inoltre, grazie al basso pH, Scoby ha una lunga durata che può anche essere estesa se usata per conservare prodotti alimentari acidi come le noci.</p>
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		<title>Un&#8217;alternativa al frigo per i vegetali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 08:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eco-soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[vegetali]]></category>
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					<description><![CDATA[Apeel Science crea un rivestimento a base vegetale che permette alla frutta e alla verdure di durare fino a quattro volte di più La questione di base da cui Apeel Science è partita è stata quella di trovare una maniera di conservare il raccolto più a lungo e senza doverlo refrigerare: è così che è nato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35938" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_vegetali.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_vegetali.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_vegetali-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_vegetali-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Apeel Science crea un rivestimento a base vegetale che permette alla frutta e alla verdure di durare fino a quattro volte di più</h3>
<p><span id="more-35939"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La questione di base da cui <a href="http://apeelsciences.com/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Apeel Science</a> è partita è stata quella di trovare una maniera di conservare il raccolto più a lungo e senza doverlo refrigerare: è così che è nato <a href="http://apeelsciences.com/edipeel.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Edipeel</a>, un prodotto fatto con il recupero di scarti vegetali che riesce a proteggere la frutta e la verdura, difendendole dal deperimento. Per farlo, Edipeel crea un microclima attorno a ciascun pezzo di cibo in modo tale da prolungare il suo tempo di durata: si tratta di una barriera invisibile e commestibile che difende il vegetale dall&#8217;ossigenazione e dalla perdita di acqua – che poi sono di due motivi per cui il vegetale deteriora.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=VPeEUlxbsE4&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Apeel Science ha ricombinato gli oli commestibili</a> prendendoli dalle piante e creando diverse miscele a seconda dei cibi che dovevano essere protetti: il risultato è una polvere che si miscela con l&#8217;acqua e si spruzza sulla superficie del cibo. Questo spray si asciuga in una sottile buccia aggiunta che è la barriera che crea il microclima di cui abbiamo parlato precedentemente. In questo modo, si permette alla frutta e alla verdura di durare due, tre, quattro volte di più, anche senza refrigerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, non ci sono sostanze chimiche in questo prodotto: Apeel ha sviluppato Edipeel in circa sei anni con questo preciso obiettivo in mente – e infatti è stato riconosciuto dalla FDA come metodo che può essere usato sui prodotti biologici.<br />
Poiché il deterioramento è così importante nel ciclo della vita dei vegetali, per un rivenditori è più costoso non avere Edipeel che averlo. Rallentando il tasso di ossidazione e la disidratazione, grazie ad Edipeel, la filiera di produzione e vendita di frutta e verdura potrà migliorare il potenziale di stoccaggio, dare alla frutta un aspetto e una tonicità migliori e farla durare molto di più.</p>
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		<title>Alimentazione: le temperature di conservazione dei cibi per l&#8217;estate</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/alimentazione-le-temperature-di-conservazione-dei-cibi-per-l-estate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 10:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[conigli]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
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		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
		<category><![CDATA[yogurt]]></category>
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					<description><![CDATA[Molti di noi preferiscono andare al mare portandosi da casa della frutta o una pasta fredda. Altri preferiscono allestire un picnic sotto l’ombrellone. Dobbiamo però tenere ben presenti le temperature di conservazione dei cibi. Leggi le tabelle che Ecoseven.net prende in prestito da Efsa Molti di noi preferiscono andare al mare portandosi da casa della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2056" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/06/images_igallery_resized_enogastronomia_piatto-carpaccio-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Molti di noi preferiscono andare al mare portandosi da casa della frutta o una pasta fredda. Altri preferiscono allestire un picnic sotto l’ombrellone. Dobbiamo però tenere ben presenti le temperature di conservazione dei cibi. Leggi le tabelle che Ecoseven.net prende in prestito da Efsa</p>
<p> <span id="more-2057"></span> </p>
<p>Molti di noi preferiscono andare al mare portandosi da casa della frutta, qualche panino, una pasta fredda. Altri preferiscono allestire veri e propri picnic sotto l&rsquo;ombrellone. Dobbiamo per&ograve; tutti tenere ben presenti le temperature di conservazione dei cibi, perch&eacute; restino sempre freschi fino al momento del consumo. Curiosando tra le tabelle dell&rsquo;EFSA, Autorit&agrave; europea per la sicurezza alimentare, Ecoseven.net ha estratto una tabella sintetica delle temperature da rispettare per conservare i cibi che consumiamo con maggiore frequenza durante l&rsquo;estate. La normativa vigente, denominata &ldquo;pacchetto igiene&rdquo; ha oramai qualche anno di vita (Reg. CE n&deg; 852 &ndash; 853 &#8211; 854 ed 882/2004, e Reg. CE 178/02) e si rivolge agli operatori del settore alimentare lungo le fasi di produzione, trasporto, distribuzione e commercializzazione di alimenti. Ma il successivo Decreto n&deg; 193 del 2007 ha invece abrogato molte norme nazionali inerenti proprio le temperature di conservazione e trasporto di alcuni prodotti alimentari. Ci&ograve; non favorisce certo il consumatore al quale segnaliamo comunque quali siano le temperature ideali dei cibi freschi, sopra le quali crescono i rischi di deperimento, anche in breve tempo.</p>
<div>Prodotti della pesca, freschi o decongelati +0-1&deg;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Carni macinate +2</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Latte pastorizzato, yogurt, latti fermentati, panna, panna, ricotta, burro di crema di latte pastorizzata, formaggi freschi, pollame, conigli, pasta fresca e fresca confezionata, uova cotte +4&deg;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Molluschi +6</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Carni fresche bovine, suine, ovicaprine, equine +7&deg;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Latte crudo + 10&deg;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>(Vincenzo Nizza)</div>
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		<title>Appello dall&#8217;Africa: salviamo la biodiversita&#8217; del continente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/appello-dall-africa-salviamo-la-biodiversita-del-continente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 08:05:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; uno dei continenti più ricchi di specie animali e vegetali. Ma la grande biodiversità africana è minacciata da numerosi fattori. La comunità scentifica del continente non solo ha piena coscienza del problema, ma è ormai in grado di combatterlo con le proprie forze Lo scienziato senegalese Ibrahima Ndoyeha, docente all&#8217;Universita&#8217; di Dakar, ha lanciato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1216" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/04/images_igallery_resized_ambiente_animali-africani-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>E&#8217; uno dei continenti più ricchi di specie animali e vegetali. Ma la grande biodiversità africana è minacciata da numerosi fattori. La comunità scentifica del continente non solo ha piena coscienza del problema, ma è ormai in grado di combatterlo con le proprie forze</p>
<p> <span id="more-1217"></span> </p>
<p>Lo scienziato senegalese Ibrahima Ndoyeha, docente all&rsquo;Universita&rsquo; di Dakar, ha lanciato un appello ai colleghi africani affinche&rsquo; uniscano gli sforzi per la creazione di una rete che contrasti il degrado della biodiversita&rsquo; nel continente. Direttore del master in Biotecnologie vegetali all&rsquo;Universita&rsquo; &rsquo;Anta Diop&rsquo; della capitale senegalese, l&rsquo;esperto si e&rsquo; rivolto agli scienziati africani dalla tribuna di un convegno internazionale dedicato a &rsquo;Ricostituzione, conservazione e valorizzazione della biotecnologia vegetale in Africa&rsquo;, che si e&rsquo; appena concluso a Dakar. Ndoye ha rilevato che &quot;ormai in Africa si e&rsquo; formata una &rsquo;massa critica&rsquo; di ricercatori che possono realizzare una rete da utilizzare nella lotta contro il degrado della biodiversita&rsquo; vegetale e, nello stesso tempo, contribuire alla conservazione delle risorse naturali&quot;</p>
<p>(VG/Com)</p>
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