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	<title>confagricoltura &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Spighe Verdi 2026: sono 97 i Comuni rurali più sostenibili d&#8217;Italia (il Piemonte fa il pieno)</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/spighe-verdi-2026/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 13:49:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 25/06/2026   Spighe Verdi 2026&#124; Sono 97 i Comuni rurali italiani premiati con la Spiga Verde 2026, sette in più rispetto ai 90 dello scorso anno: 10 i nuovi ingressi, 3 le località non confermate. L&#8217;annuncio è arrivato il 25 giugno 2026 a Roma, nella cerimonia ospitata dal CNR. Le Spighe Verdi sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-sourcepos="3:1-3:718;97-814">di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – 25/06/2026</p>
<p data-sourcepos="3:1-3:718;97-814"> <img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320239 size-full" title="Le Spighe Verdi 2026 premiano 97 Comuni rurali italiani per la gestione sostenibile del territorio" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Spighe-verdi-2026.webp" alt="Spighe Verdi 2026 Comuni rurali" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Spighe-verdi-2026.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Spighe-verdi-2026-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Spighe-verdi-2026-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Spighe-verdi-2026-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="3:1-3:718;97-814"><strong>Spighe Verdi 2026| Sono 97 i Comuni rurali italiani premiati con la Spiga Verde 2026, sette in più rispetto ai 90 dello scorso anno: 10 i nuovi ingressi, 3 le località non confermate. L&#8217;annuncio è arrivato il 25 giugno 2026 a Roma, nella cerimonia ospitata dal CNR. Le Spighe Verdi sono per i borghi rurali ciò che la Bandiera Blu è per le località balneari: un eco-label assegnato dalla <a href="https://www.fee.global/" target="_blank" rel="noopener">FEE</a> (Foundation for Environmental Education) in collaborazione con <a href="https://www.confagricoltura.it/ita/" target="_blank" rel="noopener">Confagricoltura</a>, che certifica la gestione sostenibile del territorio. Il riconoscimento ha premiato 15 Regioni, con il Piemonte in testa assoluta grazie a 22 Comuni. Ecco cosa sono le Spighe Verdi, come si ottengono e l&#8217;elenco completo dei Comuni premiati regione per regione.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="5:1-5:385;816-1200">C&#8217;è <a href="https://www.feeitalia.org/" target="_blank" rel="noopener">un riconoscimento che racconta l&#8217;Italia</a> meno conosciuta, quella dei borghi rurali, delle aree interne, delle campagne che scelgono la sostenibilità come strategia di sviluppo. Sono le <a href="https://spigheverdi.net/" target="_blank" rel="noopener">Spighe Verdi</a>, e l&#8217;edizione 2026 — l&#8217;undicesima — segna un nuovo record di adesioni. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e chi ha vinto.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="7:1-7:63;1202-1264">Cosa sono le Spighe Verdi: la &#8220;Bandiera Blu&#8221; della campagna</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="9:1-9:387;1266-1652">Per capire le Spighe Verdi, il paragone più efficace è proprio quello con le Bandiere Blu. Entrambe sono assegnate dalla <strong>FEE &#8211; Foundation for Environmental Education</strong>, l&#8217;organizzazione internazionale presente in 85 Paesi che da oltre quarant&#8217;anni gestisce l&#8217;eco-label delle località balneari. Se la Bandiera Blu premia le spiagge, la Spiga Verde fa lo stesso per i <strong>Comuni rurali</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="11:1-11:479;1654-2132">Il programma, nato in Italia dalla collaborazione tra FEE Italia e <strong>Confagricoltura</strong>, non è una semplice etichetta: è un percorso. Guida le amministrazioni comunali, passo dopo passo, ad adottare strategie di gestione del territorio orientate alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita. La certificazione vale un anno, e i Comuni possono ricandidarsi nelle edizioni successive — proprio perché l&#8217;obiettivo è il miglioramento continuo, non il traguardo una tantum.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="13:1-13:334;2134-2467">Un elemento distingue le Spighe Verdi da molti riconoscimenti: il ruolo centrale dell&#8217;<strong>agricoltura</strong>. È nel mondo agricolo, secondo i promotori, che deve avvenire la &#8220;vera rivoluzione culturale&#8221; verso la sostenibilità. Per questo il programma coinvolge non solo le amministrazioni, ma anche le imprese agricole e le comunità locali.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="15:1-15:50;2469-2518">Come si ottiene: 67 indicatori e 16 macro-aree</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="17:1-17:240;2520-2759">Dietro la Spiga Verde c&#8217;è una valutazione rigorosa, ed è questo a darle credibilità. Una Commissione esamina ogni Comune candidato secondo uno schema procedurale che si basa su <strong>67 indicatori</strong>, raggruppati in <strong>16 macro-aree</strong> tematiche.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="19:1-19:436;2761-3196">Gli ambiti valutati coprono l&#8217;intero spettro della sostenibilità territoriale: dalla partecipazione pubblica all&#8217;educazione ambientale, dall&#8217;assetto urbanistico all&#8217;agricoltura, dalla protezione della biodiversità alla conservazione del paesaggio, dalla tutela del suolo alla gestione dei rifiuti, fino a efficienza energetica, qualità dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua e dell&#8217;ambiente sonoro, mobilità sostenibile, turismo e gestione del rischio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="21:1-21:381;3198-3578">Alla valutazione contribuiscono diversi enti istituzionali, tra cui il <a href="https://www.masaf.gov.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste</strong></a>, il <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ministero del Turismo</strong></a>, il <a href="https://www.cnr.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CNR</strong></a>, l&#8217;<strong>ISPRA</strong> e Confagricoltura. Un sistema di verifica che, come sottolineano i promotori, rafforza la serietà del marchio e spinge i Comuni a intraprendere percorsi concreti di miglioramento.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="23:1-23:31;3580-3610">I numeri dell&#8217;edizione 2026</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="25:1-25:275;3612-3886">L&#8217;edizione 2026 si chiude con il segno più. I Comuni premiati salgono a <strong>97</strong>, contro i 90 del 2025: dieci nuovi ingressi e tre mancate conferme. Il riconoscimento si distribuisce su <strong>15 Regioni</strong>, a conferma di un fenomeno che attraversa l&#8217;intera penisola, da Nord a Sud.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="27:1-27:417;3888-4304">Il dato più significativo, soprattutto per chi guarda da Nord-Ovest, è il primato del <strong>Piemonte</strong>: con 22 Comuni premiati, la regione è capofila assoluta della classifica nazionale, trainata dai borghi delle Langhe e del Monferrato — territori dove vino, paesaggio e turismo enogastronomico si intrecciano già da tempo. Segue la <strong>Calabria</strong> con 11 località, mentre <strong>Marche</strong> e <strong>Campania</strong> si attestano a quota 9.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="29:1-29:71;4306-4376">L&#8217;elenco completo dei Comuni Spighe Verdi 2026, regione per regione</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="31:1-31:83;4378-4460">Ecco tutte le 97 località premiate, suddivise per regione in ordine di numerosità:</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="33:1-33:262;4462-4723"><strong>Piemonte (22):</strong> Acqui Terme, Alba, Barolo, Barone Canavese, Bra, Caluso, Candia Canavese, Canelli, Carignano, Centallo, Cherasco, Chiusa di Pesio, Farigliano, Gamalero, Gavi, Guarene, Monforte d&#8217;Alba, Narzole, Poirino, Pralormo, Santo Stefano Belbo, Volpedo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="35:1-35:164;4725-4888"><strong>Calabria (11):</strong> Belcastro, Cariati, Crosia, Locri, Miglierina, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia Marina, Trebisacce, Villapiana.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="37:1-37:118;4890-5007"><strong>Marche (9):</strong> Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano, Montelupone, Numana, Senigallia, Sirolo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="39:1-39:166;5009-5174"><strong>Campania (9):</strong> Agropoli, Ascea, Capaccio-Paestum, Conca della Campania, Foiano di Val Fortore, Massa Lubrense, Moio della Civitella, Monteforte Cilento, Positano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="41:1-41:92;5176-5267"><strong>Umbria (8):</strong> Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi, Trevi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="43:1-43:92;5269-5360"><strong>Puglia (8):</strong> Andria, Bisceglie, Castellaneta, Carovigno, Maruggio, Nardò, Ostuni, Troia.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="45:1-45:105;5362-5466"><strong>Lazio (7):</strong> Canale Monterano, Gaeta, Morro Reatino, Pontinia, Rivodutri, Sabaudia, San Felice Circeo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="47:1-47:111;5468-5578"><strong>Toscana (6):</strong> Bibbona, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Gambassi Terme, Grosseto, Orbetello.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="49:1-49:59;5580-5638"><strong>Liguria (4):</strong> Andora, Borgio Verezzi, Lavagna, Sanremo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="51:1-51:43;5640-5682"><strong>Sicilia (3):</strong> Modica, Ragusa, Vittoria.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="53:1-53:56;5684-5739"><strong>Abruzzo (3):</strong> Gioia dei Marsi, San Salvo, Tortoreto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="55:1-55:41;5741-5781"><strong>Veneto (2):</strong> Montagnana, Porto Tolle.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="57:1-57:41;5783-5823"><strong>Basilicata (2):</strong> Nova Siri, Pisticci.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="59:1-59:50;5825-5874"><strong>Lombardia (2):</strong> Ome, Sant&#8217;Alessio con Vialone.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="61:1-61:31;5876-5906"><strong>Emilia-Romagna (1):</strong> Parma.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="63:1-63:66;5908-5973">Cosa significa concretamente: turismo, agricoltura e territori</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="65:1-65:75;5975-6049">Al di là del prestigio, la Spiga Verde ha ricadute pratiche su tre fronti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="67:1-67:393;6051-6443"><a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/citta-di-arte-meno-note/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per il turismo</strong></a>, è un marchio di qualità ambientale sempre più riconoscibile. Come la Bandiera Blu orienta le scelte di chi cerca mare pulito, la Spiga Verde diventa un riferimento per il turismo rurale, enogastronomico ed esperienziale — un segmento in forte crescita. Per chi pianifica le vacanze, è una bussola verso borghi che hanno investito in paesaggio, sostenibilità e accoglienza.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="69:1-69:339;6445-6783"><a href="https://www.ecoseven.net/lavoro/multifunzionalita-agricola/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per l&#8217;agricoltura</strong></a>, il riconoscimento valorizza il ruolo del settore primario come &#8220;spina dorsale&#8221; delle aree interne. Come ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, l&#8217;agricoltura non produce solo beni alimentari, ma dà impulso a ricettività, enogastronomia e turismo, curando al tempo stesso il paesaggio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="71:1-71:391;6785-7175"><a href="https://www.ecoseven.net/prima-pagina/green-jobs-piu-richiesti-2026/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per i territori</strong></a>, infine, è uno strumento di sviluppo che punta a coniugare crescita economica e tutela ambientale. Come ha dichiarato Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, le Spighe Verdi dimostrano che la sostenibilità non riguarda solo le città o le coste, ma è un fattore decisivo anche per i comuni rurali e le aree interne, custodi di un patrimonio ambientale e culturale unico.</p>
<p data-sourcepos="71:1-71:391;6785-7175"><a href="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Mappa-Spighe-Verdi-26-ok.pdf" target="_blank" rel="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Mappa-Spighe-Verdi-26-ok.pdf noopener"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320237" title="Mappa Spighe Verdi Edizione 2026" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Spighe-Verdi-2026-Mappa.png" alt="Mappa Spighe Verdi Edizione 2026 COVER" width="286" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Spighe-Verdi-2026-Mappa.png 466w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Spighe-Verdi-2026-Mappa-213x300.png 213w" sizes="(max-width: 286px) 100vw, 286px" /></a></p>
<p style="text-align: center;" data-sourcepos="71:1-71:391;6785-7175"><a href="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Mappa-Spighe-Verdi-26-ok.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA LA MAPPA: Spighe Verdi 202</a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="73:1-73:27;7177-7203">FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="75:1-75:31;7205-7235">Cosa sono le Spighe Verdi?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="77:1-77:353;7237-7589">Sono un riconoscimento ambientale assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education) in collaborazione con Confagricoltura ai Comuni rurali italiani che si distinguono per la gestione sostenibile del territorio. Rappresentano, per i borghi rurali, l&#8217;equivalente della Bandiera Blu assegnata alle località balneari dalla stessa organizzazione.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="79:1-79:44;7591-7634">Quanti sono i Comuni premiati nel 2026?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="81:1-81:235;7636-7870">Nell&#8217;edizione 2026, l&#8217;undicesima del programma, le Spighe Verdi sono state assegnate a 97 Comuni rurali, sette in più rispetto ai 90 del 2025. Si contano 10 nuovi ingressi e 3 Comuni non confermati, distribuiti in 15 Regioni italiane.</p>
<p data-sourcepos="81:1-81:235;7636-7870"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320238 " title="Spiga verde 2026 - chi è dentro e chi è fuori (infografica)" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Spighe-Verdi.webp" alt="Spiga verde 2026 - chi è dentro e chi è fuori" width="687" height="1031" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Spighe-Verdi.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Spighe-Verdi-200x300.webp 200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Spighe-Verdi-683x1024.webp 683w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-Spighe-Verdi-768x1152.webp 768w" sizes="(max-width: 687px) 100vw, 687px" /></p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="83:1-83:48;7872-7919">Quale regione ha ottenuto più Spighe Verdi?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="85:1-85:188;7921-8108">Il Piemonte è la regione capofila con 22 Comuni premiati da spighe verdi 2026, il numero più alto a livello nazionale. Seguono la Calabria con 11 località, poi Marche e Campania con 9 riconoscimenti ciascuna.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="87:1-87:36;8110-8145">Come si ottiene la Spiga Verde?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="89:1-89:378;8147-8524">I Comuni vengono valutati da una Commissione sulla base di 67 indicatori raggruppati in 16 macro-aree tematiche, che spaziano dall&#8217;agricoltura alla gestione dei rifiuti, dalla qualità dell&#8217;acqua alla mobilità sostenibile. Alla valutazione partecipano enti come il Ministero dell&#8217;Agricoltura, il Ministero del Turismo, il CNR e l&#8217;ISPRA. La certificazione ha validità di un anno.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="91:1-91:56;8526-8581">Che differenza c&#8217;è tra Spighe Verdi e Bandiere Blu?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="93:1-93:317;8583-8899">Entrambe sono assegnate dalla FEE, ma premiano contesti diversi: la Bandiera Blu certifica la qualità ambientale delle località turistiche balneari e dei loro mari, mentre la Spiga Verde riconosce la gestione sostenibile del territorio nei Comuni rurali, con un&#8217;attenzione particolare all&#8217;agricoltura e al paesaggio.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="95:1-95:12;8901-8912">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="97:1-97:910;8914-9823">Le Spighe Verdi 2026 premiano 97 Comuni rurali italiani, sette in più dei 90 del 2025, con 10 nuovi ingressi e 3 non confermati. Assegnate dalla FEE in collaborazione con Confagricoltura, sono l&#8217;equivalente rurale della Bandiera Blu: un eco-label che certifica la gestione sostenibile del territorio sulla base di 67 indicatori in 16 macro-aree, valutati da una Commissione che include Ministero dell&#8217;Agricoltura, Ministero del Turismo, CNR e ISPRA. Il riconoscimento si distribuisce su 15 Regioni, con il Piemonte capofila assoluto (22 Comuni), seguito da Calabria (11), Marche e Campania (9). Al centro del programma c&#8217;è l&#8217;agricoltura, vista come motore di sviluppo sostenibile delle aree interne, capace di unire tutela del paesaggio, turismo enogastronomico e crescita economica. Per i borghi premiati, la Spiga Verde è insieme un attestato di qualità ambientale e una leva concreta per il turismo rurale.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="101:1-101:398;9830-10227"><em>Questo articolo su Spighe Verdi 2026 si basa sui dati e sulle informazioni del comunicato stampa ufficiale di FEE Italia (25 giugno 2026) e su fonti verificate. Fonti principali: FEE Italia (Foundation for Environmental Education); Confagricoltura; dichiarazioni di Claudio Mazza (presidente FEE Italia) e Massimiliano Giansanti (presidente Confagricoltura). I dati sui Comuni premiati si riferiscono all&#8217;edizione 2026 del programma Spighe Verdi.</em></p>
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			</item>
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		<title>Agricoltura nella prossima legislatura, cosa chiedono le associazioni di categoria</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/agricoltura-nella-prossima-legislatura-cosa-chiedono-le-associazioni-di-categoria/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 09:19:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cosa chiedono Cia, Confagricoltura, Legacoop, Agci, Confcooperative e Coldiretti al prossimo governo? Punto per punto le richieste delle associazioni degli agricoltori al prossimo parlamento Due le fazioni &#8216;agricole&#8217; nella corsa alle amministrative: da una parte il blocco Agrinsieme costituito dalla Cia, dalla Confagricoltura e dalle tre centrali cooperative Legacoop, Agci e Confcooperative; dall&#8217;altra parte la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2208" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/07/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura_215-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Cosa chiedono Cia, Confagricoltura, Legacoop, Agci, Confcooperative e Coldiretti al prossimo governo? Punto per punto le richieste delle associazioni degli agricoltori al prossimo parlamento</p>
<p>  <span id="more-10870"></span>  </p>
<p>Due le fazioni &#8216;agricole&#8217; nella corsa alle amministrative: da una parte il blocco <strong>Agrinsieme</strong> costituito dalla <strong>Cia</strong>, dalla <strong>Confagricoltura</strong> e dalle tre centrali cooperative <strong>Legacoop</strong>, <strong>Agci</strong> e <strong>Confcooperative</strong>; dall&#8217;altra parte la <strong>Coldiretti</strong> che viaggia in assolo con un decalogo di intenti da proporre a chi verra&#8217; dopo il governo dei tecnici. Se le due organizzazioni agricole &#8211; la Confagricoltura storicamente di destra e la Cia da sempre appartenente al mondo del centrosinistra &#8211; alleate con le cooperative che furono rosse, con le cooperative bianche dell&#8217;ex Democrazia Cristiana e con le cooperative nate dal liberalismo repubblicano parlano di &#8216;rete&#8217; di imprese per portare il settore Primario a un livello superiore facendolo uscire dalla nicchia di mercato, l&#8217;organizzazione agricola capeggiata da Sergio Marini (la Coldiretti) punta a un&#8217;agricoltura tutta incentrata ai bisogni del consumatore e garante della tradizione.</p>
<p>Due visioni diametralmente opposte. <strong>Agrinsieme</strong> parla di una sinergia tra tutti i settori (il Primario dell&#8217;agricoltura, il Secondario dell&#8217;industria e il Terziario dei servizi) arrivando a proporre al nuovo governo, qualunque esso sia, un <strong>ministero dell&#8217;Agroalimentare</strong> che promuova il <strong>made in Italy</strong> nel suo insieme. La Coldiretti preferisce trincerarsi nella difesa senza tregua di chi coltiva la terra attraverso concertazione, infrastrutture, politica creditizia, consorzi fidi, sicurezza alimentare, distretti alimentari di qualita&#8217;, formazione in agricoltura e infine lotta alla criminalita&#8217;.</p>
<p>Dieci i punti del <strong>Decalogo dell’Italia</strong> che “vuole” la <strong>Coldiretti</strong>. Al primo posto “un governo globale dei beni comuni. E’ necessario che i decisori politici ne tengano conto mettendo ai vertici della loro agenda la strategicità del cibo e promuovendo politiche che a livello globale definiscano una regia di regole per i beni comuni come il cibo, l’acqua e il suolo. L’Europa al secondo posto: è necessario – secondo Coldiretti &#8211; lavorare alacremente alla costruzione degli Stati Uniti di Europa, dotando l’Unione di forti istituzioni politiche elette democraticamente, capaci di orientare sia il cammino di integrazione iniziato, che di ricondurre le spinte disgreganti in atto. Poi un’Italia sussidiaria e solidale: di fronte alla ripresa &#8211; dopo quasi un secolo &#8211; di forti squilibri nella distribuzione della ricchezza prodotta e nel contesto di un necessario contrappunto federale, il valore della sussidiarietà diventa strumento cardine per gestire la semplificazione burocratica e i principi di solidarietà sono indispensabili per superare le diseguaglianze. Al quarto posto la Coldiretti mette i punti di forza del made in Italy: patrimonio storico ed artistico, paesaggio, biodiversità, ricchissima articolazione territoriale, originalità e creatività, gusto e passione, intuito e buonsenso. “L’Italia che fa l’Italia” è il quinto punto: l’Italia e il suo futuro sono legati alla capacità di tornare a fare l’Italia, imboccando intelligentemente la strada di un nuovo modello di sviluppo che trae nutrimento dai punti di forza a cui abbiamo già fatto riferimento. Le politiche necessarie da adottare sono al sesto punto: per accompagnare la crescita c’è bisogno di “buona politica” e ciò significa in primo luogo il ritorno a funzioni di mediazione intelligente fra ceti e interessi distinti e contrastanti ai fini di perseguire un più ampio interesse di carattere generale, ciò che si definisce “bene comune”. Con la verità, per garantire trasparenza ai cittadini consumatori e metterli in condizione di conoscere ciò che va sulle loro tavole (lotta all’italian sounding, norme per l’informazione ai consumatori, applicazione di quelle leggi approvate dal Parlamento ma finite in un binario morto); e la giustizia, per contrastare le posizioni di rendita e ridistribuire il valore aggiunto a vantaggio di chi lo produce (sostegno ai nostri progetti di Campagna Amica e della Filiera Agricola Tutta Italiana tesi ad accorciare e costruire nuove relazioni di filiera); la legalità, per impedire i fenomeni che minacciano il valore del marchio “Italia” (continuità di impegno nella lotta alla contraffazione e sofisticazione, condivisione della nostra denuncia sulle Agromafie in stretta collaborazione con magistratura e forze dell’ordine)”. La “molla per tornare a crescere” è il settimo punto: L’Italia è un Paese in cui le scelte economiche, politiche e sociali sono fortemente condizionate da dimensioni emozionali. Elementi come “la fiducia” tendono a ripercuotersi in maniera più che proporzionale sui comportamenti degli individui e delle famiglie. In stagioni congiunturali particolarmente difficili, “la fiducia” diventa una sorta di “molla” che se nutrita dal giusto orgoglio nazionale e messa in tensione va a costituire un fattore rigenerativo, se trascurata si traduce in un ulteriore chiave “depressiva”. All’ottavo posto la necessità di “far crescere il Pil con il benessere”: attraverso il ripensamento dello sviluppo in una logica di benessere secondo principi di sostenibilità, etica del lavoro e coesione sociale. Il Pil in tal caso è strumento e non fine ultimo di una crescita sostenibile. Dentro al consumo di cibo c’è la cultura dei territori, la tipicità e la creatività di tutta la gente che l’ha generato. Dentro al cibo c’è la sicurezza alimentare che noi abbiamo garantito. C’è la qualità e la diversificazione assicurata dalla lotta continua che facciamo per difendere la biodiversità. Si tratta di tutta una serie di componenti immateriali che quando ci fanno stare a tavola ci fanno stare bene al di là del Pil. Poi “Il valore della comunità” e infine L’etica: le persone nel loro quotidiano agire finiscono per sciogliersi da quelle responsabilità che pure hanno e dovrebbero esercitare nella sfera pubblica e in quella privata. Se tuttavia in questi anni c’è stato un venir meno dei valori di trasparenza, di verità, di assunzione di responsabilità ciò, in taluni casi, ha investito anche le forze di rappresentanza.</p>
<p>Sei invece le proposte della <strong>Cia</strong>: allineamento alla media europea dei costi contributivi e previdenziali, lotta alla contraffazione agroalimentare e tutela del Made in Italy, riduzione dei costi energetici, miglioramento approvvigionamento idrico in Puglia, semplificazione burocratica, ricambio generazionale. Per <strong>Confagricoltura</strong> infine bisogna lavorare per creare condizioni di crescita e per crescere l&#8217;agricoltura deve uscire dalla dimensione esclusivamente di settore, superandola, per ricostituire un &#8220;sistema delle conoscenze&#8221;. Servono ricerca, sviluppo, innovazione e internazionalizzazione. “Chiunque andrà al governo dovrà mettere in agenda il rilancio dell&#8217;agroalimentare e dell&#8217;agricoltura con adeguate politiche di sviluppo che, fino ad oggi, sono mancate”. Anche attraverso un’agricoltura 3.0 che si basi su una solida rete di imprese. L&#8217;agricoltura italiana &#8216;vale&#8217; circa 50 miliardi di euro l&#8217;anno che diventano 120 con l&#8217;industria. Ma che possono diventare molti di piu&#8217;, se a questi ci si aggiunge la meccanizzazione agricola (la New Hollande e&#8217; l&#8217;unica Fiat rimasta in Italia che funziona) che vale altri 8 miliardi di euro e i servizi. Basti pensare a quanta benzina viene consumata quotidianamente per portare i prodotti da una regione all&#8217;altra in un paese che notoriamente viaggia su ruote, proprio per garantire la frescheza dei prodotti. La &#8216;politica&#8217; chiesta da <strong>Agrinsieme</strong> si caratterizza per avere un aspetto imprenditoriale al fine di tutelare chi fa mercato. La &#8216;politica&#8217; chiesta dalla <strong>Coldiretti</strong> e&#8217; invece quella del chilometro zero, della tutela delle tradizioni culturali e del legame con il territorio. Del piccolo, ma buono che si trova solo dove viene prodotto. Mai stata una distinzione di intenti cosi&#8217; chiara e definita. Le prossime elezioni sono destinate a segnare una svolta &#8211; in un senso o in un altro &#8211; dell&#8217;agricoltura italiana. E con lei, di tutto l&#8217;agroalimentare.</p>
<p> Nereo Brancusi</p>
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		<title>Enel e Confagricoltura, insieme per lo sviluppo sostenibile delle aziende agricole</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 13:56:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mini-impianti, efficienza energetica, fornitura di energia elettrica e gas e uno sportello di assistenza per le imprese e le famiglie degli associati al centro della collaborazione tra Enel e Confagricoltura Enel e Confagricoltura, in occasione della Fiera Ecomondo di Rimini, firmano un Protocollo per uno sviluppo sostenibile, a sostegno della filiera agro-energetica. Al centro dell’accordo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-9261" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/11/images_igallery_resized_ambientetest_sostenibilita__400x300-6296-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Mini-impianti, efficienza energetica, fornitura di energia elettrica e gas e uno sportello di assistenza per le imprese e le famiglie degli associati al centro della collaborazione tra Enel e Confagricoltura</p>
<p>  <span id="more-9262"></span>  </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"><strong>Enel e Confagricoltura</strong>, in occasione della <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/conclusi-gli-stati-generali-della-green-economy" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fiera Ecomondo di Rimini</a></strong>, firmano un Protocollo per uno sviluppo sostenibile, a sostegno della filiera agro-energetica.</p>
<p class="MsoNormal">Al centro dell’accordo la creazione di uno Sportello Qualità, con l’obiettivo di garantire agli associati un servizio di assistenza continuo ed efficiente, promuovere le opportunità derivanti dagli accordi tra Enel e Confagricoltura e organizzare incontri su tematiche di interesse comune.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Il presidente di <strong>Confagricoltura</strong>, Mario Guidi, ha sottoscritto, inoltre tutti gli altri Protocolli attuativi dell’Accordo Quadro tra Confagricoltura ed Enel, siglato in occasione dell’Academy di Taormina, la scorsa primavera. Una collaborazione che prevede la creazione di opportunità a sostegno delle aziende agricole degli associati e delle loro famiglie mediante servizi, offerte e assistenza dedicate.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">In particolare per quanto riguarda i servizi, quali l’<strong><a href="http://energia.ecoseven.net/energia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">efficienza energetica</a></strong> e la micro generazione distribuita, Enel.si, la controllata di Enel Green Power per il retail, metterà a disposizione kit fotovoltaici di piccola taglia, impianti mini-eolici, mini-idroelettrici e a biomassa sempre di piccola taglia. Vi sarà inoltre la possibilità per gli associati di acquistare pannelli fotovoltaici a tecnologia thin-film e di usufruire di sconti sull’offerta. (com)</p>
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		<title>Crisi, in tre mesi chiuse 13mila aziende agricole</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:09:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La crisi si fa sentire anche nel settore agricolo. I dati economici peggiorano ed il saldo si fa sempre più negativo. Sono più di 13 mila le aziende che sono state costrette a chiudere negli ultimi 3 mesi, persi più di 13mila posti di lavoro La crisicolpisce anche e soprattutto l’agricoltura. Sono più le aziende [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6153" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/05/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura-4565-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La crisi si fa sentire anche nel settore agricolo. I dati economici peggiorano ed il saldo si fa sempre più negativo. Sono più di 13 mila le aziende che sono state costrette a chiudere negli ultimi 3 mesi, persi più di 13mila posti di lavoro <span id="more-6154"></span> La<strong> <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/italia-recessione-secondo-corrado-passera" target="_blank" rel="noopener noreferrer">crisi</a></strong>colpisce anche e soprattutto l’<strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/agricoltura/agricoltura-giuseppe-ambrosio-nuovo-direttore-del-cra" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agricoltura</a></strong>. Sono più le aziende agricole che chiudono, di quelle che nascono e in 3 mesi più di 13mila aziende agricole hanno cessato la loro attività. In assoluto l&#8217;agricoltura e&#8217; il settore produttivo che ha il saldo negativo maggiore, ovvero -13.335 unità.</p>
<p class="MsoNormal">A dichiarare il cattivo stato dell&#8217;<strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/agricoltura/consorzi-agrari2-federconsorzi-e-ricca-mentre-lagricoltura-e-sempre-piu-povera-linchiesta-di-ecosevennet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agricoltura</a></strong> è Confagricoltura, commentando i dati del Rapporto Unioncamere.&nbsp;&#8216;Il dato Unioncamere sul settore primario e&#8217; in linea con una tendenza alla razionalizzazione che si registra da diversi anni, ma e&#8217; anche &#8211; commenta il presidente di <strong>Confagricoltura</strong> Mario Guidi &#8211; il segno di una sofferenza in cui si trovano ad operare tante imprese agricole che non trovano margini di redditività&#8217;. Mario Guidi ricorda come &#8216;tutte le analisi qualitative fino ad oggi condotte tendano ad individuare un ristretto raggruppamento, di circa il 2% delle imprese esistenti in grado di generare massa critica. Si tratta di circa 30-32 mila imprese da cui deriva gran parte del fatturato, del valore aggiunto e dell&#8217;occupazione del sistema agricolo nazionale&#8217;.</p>
<p class="MsoNormal">(Fonte AdnKronos)</p>
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		<title>Tutti riscoprono l&#8217;agricoltura dai politici ai banchieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 05:05:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[economia e agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[Mario Catania]]></category>
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					<description><![CDATA[Da Taormina, dove si e&#8217; svolto il meeting di Confagricoltura un segnale preciso all&#8217;economia italiana: l&#8217;agricoltura e&#8217; la fonte primaria di ricchezza, e va salvaguardata &#160; La politica si accorge finalmente dell’agricoltura come “motore” per rilanciare l’economia italiana. E se na accorge a Taormina, nel corso dell’Academy economica che la Confagricoltura ha organizzato per “studiare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3533" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura_595-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Da Taormina, dove si e&#8217; svolto il meeting di Confagricoltura un segnale preciso all&#8217;economia italiana: l&#8217;agricoltura e&#8217; la fonte primaria di ricchezza, e va salvaguardata</p>
<p>  <span id="more-5712"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>politica</strong> si accorge finalmente dell’<strong>agricoltura</strong> come “motore” per rilanciare l’economia italiana. E se na accorge a Taormina, nel corso dell’<strong>Academy economica che la Confagricoltura ha organizzato</strong> per “studiare e migliorare” il settore.</p>
<p>A rendersene conto per primo è – paradosso &#8211; un banchiere: <strong>Corrado Passera</strong> parla dell’agricoltura come del settore “con il maggior margine di crescita potenziale”. Ma ad essersene reso conto è anche l’Ad di Enel <strong>Fulvio Conti</strong>, che con l’organizzazione degli imprenditori agricoli ha firmato un accordo “per una maggiore <strong>efficienza energetica</strong>” attraverso le <strong><a href="energia/biomasse-negli-scarti-agricoli-si-nasconde-una-miniera-di-energia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">biomasse</a></strong>. Ma, ha precisato, “senza intaccare la produzione di food e agendo solo sui terreni non messi a colture”.</p>
<p>E poi ancora “l’Abc” della politica: <strong>Alfano</strong>, <strong>Bersani</strong> e <strong>Casini</strong> a confronto sui temi caldi del momento, passando per un comun denominatore: l’economia reale dell’agricoltura. A chiudere i lavori, dopo l’auspicio del ministro delle Politiche agricole <strong>Mario Catania</strong> di andare verso una maggiore aggregazione delle imprese, il presidente della Confagricoltura <strong>Mario Guidi</strong>, con un monito: “Il paese ha bisogno di una profonda ristrutturazione”. Usando i canoni della meritocrazia. Dato che “senza impresa non ci sono imprenditori, dipendenti e ricchezza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nereo Brancusi</p>
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		<title>Rinnovabili, anche gli agricoltori puntano sull&#8217;energia pulita</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 12:58:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Energie rinnovabili? Anche i coltivatori scoprono le potenzialità di questo settore, per rendersi autonomi in fatto di energia. E Coldiretti ed Acea stringono un accordo Fino a poco tempo fa erano solo gli imprenditori agricoli della Confagricoltura a puntare soldi e risorse sulle rinnovabili, ma ora sono anche i coltivatori diretti a vedere – in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2978" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/09/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura_194-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Energie rinnovabili? Anche i coltivatori scoprono le potenzialità di questo settore, per rendersi autonomi in fatto di energia. E Coldiretti ed Acea stringono un accordo</p>
<p>  <span id="more-4648"></span>  </p>
<p>Fino a poco tempo fa erano solo gli imprenditori agricoli della Confagricoltura a puntare soldi e risorse sulle rinnovabili, ma ora sono anche i coltivatori diretti a vedere – in un momento di crisi come questo – nelle energie pulite la nuova frontiera del settore primario. La Coldiretti e Acea stanno per siglare un protocollo di intesa teso a rendere le cosiddette “energie alternative” un’ulteriore fonte di reddito per chi lavora la terra. Senza subordinare l’aspetto produttivo a quello energetico. In Italia esistono 324.238 per una potenza di 12.629.938 Kw. Solo nel Lazio se ne contano 17.530 con una potenza complessiva di 853.100 kW. La Co2 che il Lazio riesce ad “evitare” ogni anno è pari a kg. 942.675.000 a fronte di una produzione elettrica di 109.030.000 kw/h1 all’anno.</p>
<p>L’interesse degli agricoltori nei confronti delle energie rinnovabili è dovuto anche alla necessità di riportare alla ribalta le problematiche legate all&#8217;inquinamento, contrastabili mediante le energie rinnovabili. E non è cosa da poco. Soprattutto se si considera che il 98 per cento delle coltivazioni italiana necessita dell’intervento delle macchine agricole e che una mietitrebbia di medie dimensioni pesa circa 14mila chili e consuma 75 chili di gasolio agricolo all’ora, per un totale di circa 1500 chili di nafta a giornata di lavoro.</p>
<p>Da tempo la Confagricoltura ha intravisto nelle energie rinnovabili – biogas, fotovoltaico e biometano – una nuova fonte di reddito per le imprese agricole. Ma non solo: anche l’opportunità per l’imprenditore agricolo di rendersi energeticamente indipendente. Così da poter continuare a fare agricoltura e zootecnia, chiudendo il cerchio.</p>
<p>Nereo Brancusi</p>
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		<title>Natale, italiani scelgono il discount. A scapito della qualita&#8217; del made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 08:08:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Periodo di grandi spese? Ma dobbiamo in alcuni casi vedercela con la crisi economica che incombe &#8230; E dunque chi ne trae beneficio? I discount, i supermercati low cost, che spesso vendono prodotti non italiani &#160; A dominare le tavole degli italiani del Natale 2011 saranno i prodotti da discount a scapito del made in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4310" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_enogastronomia_discount-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Periodo di grandi spese? Ma dobbiamo in alcuni casi vedercela con la crisi economica che incombe &#8230; E dunque chi ne trae beneficio? I discount, i supermercati low cost, che spesso vendono prodotti non italiani</p>
<p> <span id="more-4311"></span> </p>
<p> &nbsp;</p>
<p> A dominare le tavole degli italiani del Natale 2011 saranno i prodotti da discount a scapito del made in Italy di qualit&agrave;. Con un aumento del 2,9 per cento delle vendite su base annuale i supermercati low cost trainano di fatto la ripresa dei consumi. Secondo la Coldiretti se il 25 per cento degli italiani ha aumentato la frequenza dei discount, il 38 per cento ha ridotto la propria presenza nei negozi alimentari tradizionali. Il problema &egrave; che spesso i prodotti da discount non sono made in Italy: come dire, gli italiani a Natale imbandiscono le tavole di prodotti stranieri.</p>
<p>Non a caso per la Confederazione italiana degli agricoltori &ldquo;sei famiglie su dieci hanno dovuto modificare il men&ugrave; quotidiano&rdquo;, e &ldquo;una famiglia su tre &egrave; stata costretta a tagliare gli acquisti per la tavola&rdquo;. Mentre oltre il 30 per cento &egrave; stato obbligato, a causa delle difficolt&agrave; economiche, &ldquo;a comprare prodotti di qualit&agrave; inferiore&rdquo;. Negli ultimi dodici mesi il 41,4 per cento delle famiglie italiane ha ridotto gli acquisti di frutta e di verdura, il 37 per cento quelli di pane e il 38,5 per cento quelli di carne bovina, i cui consumi, comunque, mostrano segni di risveglio.</p>
<p>Anche la Confagricoltura spiega in una nota che le famiglie sono costrette&nbsp; a risparmiare e, negli acquisti dei beni alimentari, &ldquo;spesso tendono a rinunciare alla qualit&agrave;&rdquo;. &ldquo;La situazione mette a rischio la tenuta del made in Italy agroalimentare. Le imprese agricole che hanno investito in tipicit&agrave; e sicurezza, vedono compromessi i loro sforzi&rdquo;.</p>
<p>Nereo Brancusi</p>
<p> <font color="#2a2a2a" face="&rsquo;Times New Roman&rsquo;, serif" size="3"><i><br /> </i></font></p>
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		<title>Pac, il paradaosso delle misure verdi che finiscono per aumentare le frane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:11:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[La misura verde europea pensata per tutelare l’ambiente rischia di diventare un paradosso: costa di più, aumenta le emissioni di Co2, induce all’abbandono della produzione. E il territorio ne risente Si discute della nuova Politica agricola comune in Italia, ovvero dei fondi da destinare ai vari paesi europei dal 2013 in poi per promuovere il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4036" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura_279-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>La misura verde europea pensata per tutelare l’ambiente rischia di diventare un paradosso: costa di più, aumenta le emissioni di Co2, induce all’abbandono della produzione. E il territorio ne risente</p>
<p> <span id="more-4037"></span>   </p>
<p>Si  discute della nuova Politica agricola comune in Italia, ovvero dei  fondi da destinare ai vari paesi europei dal 2013 in poi per promuovere  il settore primario.</p>
<p>Ma la &ldquo;misura verde&rdquo; introdotta nella proposta di  Pac dal commissario Ue all&rsquo;Agricoltura Dacian Ciolos pensata per  tutelare l&rsquo;ambiente sotto il termine &ldquo;Greening&rdquo; &ndash; e che dovrebbe  premiare gli agricoltori che rispettano l&rsquo;ambiente con un premio del 30  per cento dei fondi comunitari &#8211; non piace a nessuno. Costa di pi&ugrave; per  chi &egrave; intenzionato a produrre, &egrave; improntata a una rendita fondiaria  lontana dal valore aggiunto delle produzioni, secondo gli operatori del  settore inquina di pi&ugrave;, ed &egrave; causa anche di frane e smottamenti.</p>
<p>Insomma, invece che sconfiggere la Co2, tutelare la biodiversit&agrave; e il  paesaggio, sembra proprio che faccia tutto il contrario: aumenta i costi  aziendali e gestionali, triplica l&rsquo;inquinamento dovuto alla  meccanizzazione agricola a causa della rotazione delle colture &ndash; una  mietitrebbia consuma 75 chili di gasolio per ettaro &ndash; e incita  all&rsquo;abbandono della produzione. E di conseguenza, mette a rischio frane  il paesaggio. Il lavoro degli agricoltori infatti &egrave; il &ldquo;guardiano&rdquo; del  territorio.</p>
<p>Senza il presidio agricolo i rischi idrogeologici  crescerebbero notevolmente. &ldquo;Il paesaggio &egrave; un prodotto agricolo&rdquo;, aveva  dichiarato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi qualche giorno  fa. Ricordando l&rsquo;apposita Convenzione europea del 2000 che sancisce il  fatto che il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale,  sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale; costituisce una  risorsa favorevole all&rsquo;attivit&agrave; economica e, se salvaguardato, gestito e  pianificato, pu&ograve; contribuire ad incrementare l&rsquo;occupazione. &ldquo;In  quest&rsquo;ottica, il ruolo degli agricoltori &#8211; ha rimarcato &#8211; &egrave; strategico&rdquo;,  aveva proseguito. &ldquo;Il paesaggio nelle aree antropizzate non &egrave; opera  della natura ma dell&rsquo;agricoltura&rdquo;. Ed &egrave; preoccupante che la superficie  agricola stia calando in Italia, mentre aumenta nel mondo.</p>
<p>Secondo Guidi  occorre &ldquo;riconoscere in maniera ferma e decisa agli agricoltori il  ruolo di &lsquo;custodi del territorio&rsquo;&rdquo;. Basti pensare ai disastri ambientali  degli ultimi giorni. Per questo &ldquo;devono restare prioritari gli  interventi che favoriscono l&rsquo;innovazione e la competitivit&agrave;, perch&eacute; gli  agricoltori restano sul territorio se &egrave; possibile un&rsquo;attivit&agrave; economica  che garantisce un reddito equo e stabile nel tempo. Solo cos&igrave; si possono  evitare, o quanto meno limitare, i troppi episodi di frane,  smottamenti, esondazioni, allagamenti che devastano l&rsquo;Italia&rdquo;. Della  stessa opinione &egrave; il presidente dell&rsquo;Anbi Massimo Gargano, secondo il  quale il Greening, con l&rsquo;abbandono delle pratiche agronomiche, sarebbe  causa di maggiori rischi idrogeologici.<br /> &nbsp;</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
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		<title>I giovani e l&#8217; agricoltura. Crescono le iscrizioni in agraria, ma manca la terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agraria]]></category>
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		<category><![CDATA[confagricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani agricoltori]]></category>
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					<description><![CDATA[I giovani rappresentano una minoranza di coloro che guidano un&#8217;impresa agricola in Italia, non arrivano neanche al 10%. Manca per ora la disponibilità di terra e la lentezza burocratica ci si mette di mezzo Aumenta l&#8217;et&#224; media di chi lavora la terra e il ricambio generazionale diventa sempre pi&#249; lento. Nel comparto agricolo solo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3799" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_campi-coltivati-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>I giovani rappresentano una minoranza di coloro che guidano un&#8217;impresa agricola in Italia, non arrivano neanche al 10%. Manca per ora la disponibilità di terra e la lentezza burocratica ci si mette di mezzo</p>
<p> <span id="more-3800"></span>   </p>
<p>Aumenta l&rsquo;et&agrave; media di chi lavora la terra e il ricambio generazionale diventa sempre pi&ugrave; lento. Nel comparto agricolo solo il 3,4 per cento di giovani conduttori &egrave; sotto i 35 anni e meno del 7 per cento sotto i 40. Tradotto in numeri significa che sono solo 112 mila le aziende agricole che sono guidate da giovani su un totale di 1,6 milioni di imprese del comparto sparse su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Nonostante l&rsquo;interesse per la terra da parte delle giovani generazioni sia in costante aumento, manca la disponibilit&agrave; di terra e le agevolazioni per l&rsquo;acquisto.</p>
<p>A questo si aggiunge il fatto che la burocrazia esaspera le procedure e allunga i tempi. Insomma, il turn over in agricoltura &ndash; unico settore in cui la disoccupazione &egrave; contenuta da un aumento del numero di occupati (un incremento medio del 2 per cento pari a 8.100 unit&agrave;), &egrave; &ldquo;frenato&rdquo; da una serie di &ldquo;lungaggini&rdquo; e per mancanza di terra. Se la Confederazione italiana agricoltori chiede la creazione di una Banca della Terra, archivio pubblico gestito dall&rsquo;Ismea che raccolga i terreni demaniali da destinare ai giovani agricoltori, la Confagricoltura ricorda che il settore primario garantisce occupazione a circa un milione di lavoratori.</p>
<p>Offrendo nuovi spazi ai giovani: quasi il 50 per cento di chi lavora in agricoltura ha meno di 40 anni e la met&agrave; di questi &egrave; sotto i 29 anni. A testimonianza dell0interesse crescente delle giovani generazioni nei confronti del lavoro nei campi, &egrave; il boom registrato dalle iscrizioni alle facolt&agrave; di Agraria. </p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
<p> &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Cibo ebraico e musulmano, da oggi sara&#8217; anche made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[confagricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[Made in Itlay]]></category>
		<category><![CDATA[miliardi di euro]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[Made in Italy diventa kosher e halal. Per un mangiare più “lecito” e “adatto”. Solo il giro di affari Halal muove nel mondo duemila miliardi di dollari, di cui 5 in Italia. Un mercato potenziale molto promettente che vuol dire integrazione e condivisione &#160; Il Made in Italy diventa Kosher ed Halal. Ovvero, nelle lingue [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3781" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_cibo-halal-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Made in Italy diventa kosher e halal. Per un mangiare più “lecito” e “adatto”. Solo il giro di affari Halal muove nel mondo duemila miliardi di dollari, di cui 5 in Italia. Un mercato potenziale molto promettente che vuol dire integrazione e condivisione  </p>
<p> <span id="more-3782"></span> </p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify" class="ecxMsoNormal">Il Made in Italy diventa <strong>Kosher</strong> ed<strong> Halal.</strong> Ovvero, nelle lingue di origine, l&rsquo;ebraico e il musulmano, &ldquo;adatto&rdquo; e &ldquo;lecito&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">Cibo inteso come strumento privilegiato di condivisione, rispetto e conoscenza. Ma non solo: come opportunit&agrave; per nuovi mercati. Solo negli Usa il mercato alimentare Kosher vale 12,5 miliardi di dollari, che si prevede diventino 17 nel 2013. Se in Italia il giro di affari legato al cibo Halal &ldquo;vale&rdquo; 5 miliardi di euro, (2 mila miliardi di dollari nel mondo di cui 70 miliardi solo in Europa) quello Kosher rappresenta invece un importante strumento per fare leva sull&rsquo;export.</p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">Se infatti la comunit&agrave; ebraica italiana non conta pi&ugrave; di 50mila unit&agrave;, anche vero che attualmente negli Usa sono 18 mila i supermercati che vendono prodotti certificati Kosher, per un bacino di 75 milioni di consumatori. Circa un americano su cinque consuma prodotti &ldquo;adatti&rdquo; per la religione ebraica: Il 62 per cento dei consumatori Usa acquista Kosher per la maggior qualit&agrave;; il 51 per cento perch&eacute; ritiene i prodotti pi&ugrave; salubri; il 34 per cento per la garanzia di sicurezza e controllo. Senza contare i prezzi: stando a quanto emerge dalle analisi presentate da Orthodox Union, chi acquista Kosher spende in media il 60 per cento in pi&ugrave; di chi compra prodotti non certificati. Diverso il discorso per quanto riguarda i prodotti certificati Halal, che trovano in Italia circa un milione e mezzo di potenziali consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">A cogliere l&rsquo;opportunit&agrave; &egrave; la <strong>Confagricoltura </strong>che sta predisponendosi per consentire alle aziende associate un sistema di certificazione per venire incontro alle esigenze multietniche.</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
]]></content:encoded>
					
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