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	<title>computer &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Il modo di utilizzare il mouse ti dice quanto sei stressato</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/il-modo-di-utilizzare-il-mouse-ti-dice-quanto-sei-stressato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[Mouse]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[stress a lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio ha dato risultati interessanti per combattere lo stress sul luogo di lavoro Due ricercatrici svizzere sono arrivate ​​alla conclusione che il modo in cui le persone utilizzano il mouse del computer può essere un indicatore di stress, anche migliore e più accurato della frequenza cardiaca. È il risultato di uno studio in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-189412" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/04/computer-mouse-625152_1280.jpg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/04/computer-mouse-625152_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/04/computer-mouse-625152_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/04/computer-mouse-625152_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/04/computer-mouse-625152_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Un nuovo studio ha dato risultati interessanti per combattere lo stress sul luogo di lavoro</h3>
<p><span id="more-189411"></span></p>
<p>Due ricercatrici svizzere sono arrivate ​​alla conclusione che il modo in cui le persone utilizzano il mouse del computer può essere un <strong>indicatore di stress</strong>, anche migliore e più accurato della frequenza cardiaca.</p>
<p>È il risultato di uno studio in cui i ricercatori del <em>Zurigo Federal Institute of Technology</em> (ETHZ) hanno osservato 90 partecipanti in laboratorio, durante lo svolgimento delle loro mansioni in ufficio (come la pianificazione o la registrazione e l&#8217;analisi dei dati). Hanno registrato il <strong>comportamento</strong><strong> dei partecipanti al mouse e alla tastiera</strong> misurando la loro frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.</p>
<p>Sebbene ad alcuni partecipanti sia stato permesso di lavorare senza interruzioni, la metà del gruppo è stata interrotta dalle notizie che arrivavano da chat e gli è stato chiesto di partecipare a un colloquio di lavoro.</p>
<h4><strong>I risultati dello studio </strong></h4>
<p>Gli studiosi hanno dimostrato che <strong>le persone stressate digitano sui tasti e muovono il mouse in modo diverso dalle persone rilassate</strong>. &#8220;<em>Muovono il puntatore più spesso e in modo meno preciso e coprono distanze maggiori sullo schermo. Le persone rilassate, invece, prendono percorsi più brevi e diretti per raggiungere la loro destinazione e impiegano più tempo a farlo</em>&#8220;, afferma Mara Nägelin, autrice dello studio.</p>
<p>Inoltre, <strong>le persone che si sentono stressate in ufficio commettono più errori durante la digitazione</strong>. Scrivono a singhiozzo con molte brevi pause. Le persone rilassate invece fanno meno pause, ma più lunghe quando digitano su una tastiera.</p>
<p>Il legame tra lo stress e il comportamento della tastiera e del mouse può essere spiegato dalla cosiddetta “<strong>teoria del rumore neuromotorio</strong>”. La psicologa e coautrice dello studio Jasmine Kerr ha spiegato: &#8220;<em>L&#8217;aumento dei livelli di stress ha un impatto negativo sulla capacità del nostro cervello di elaborare le informazioni. Inoltre, influisce sulle nostre capacità motorie</em>&#8220;. I ricercatori affermano che individuare metodi affidabili per abbassare i livelli di stress e per rilevare una pressione maggiore sono urgenti, sottolineando che in Svizzera un dipendente su tre soffre per stress sul luogo di lavoro.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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		<title>Pantaloncini robot</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/pantaloncini-robot/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 20:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Camminare]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[esoscheletro]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia indossabile]]></category>
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					<description><![CDATA[Le ricerche sugli esoscheletri sono arrivate a sviluppare un paio di calzoncini che aiutano a camminare meglio Secondo alcuni, dobbiamo essere pronti all&#8217;arrivo della robotica indossabile, che presto invaderà la nostra quotidianità per fare quello che da sempre è il concetto sotteso allo studio e allo sviluppo degli esoscheletri: aiutare le persone. Tra i vari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38358" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Pantaloncini_robot_CUT.jpg" alt="" width="803" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Pantaloncini_robot_CUT.jpg 803w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Pantaloncini_robot_CUT-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Pantaloncini_robot_CUT-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<p>Le ricerche sugli esoscheletri sono arrivate a sviluppare un paio di calzoncini che aiutano a camminare meglio</p>
<p>  <span id="more-38359"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo alcuni, dobbiamo essere pronti all&#8217;arrivo della <strong>robotica indossabile</strong>, che presto invaderà la nostra quotidianità per fare quello che da sempre è il concetto sotteso allo studio e allo sviluppo degli esoscheletri:<strong> aiutare le persone</strong>. Tra i vari progetti in essere, ce n&#8217;è uno molto interessante, che sta facendo fare un vero passo in avanti (in tutti i sensi) a questa tecnologia: si tratta di <strong>pantaloncini robotici che aiutano a migliore il nostro passo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A studiare e sviluppare questa <a href="https://wyss.harvard.edu/suit-up-with-a-robot-to-walk-and-run-more-easily/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">innovazione</a>, un <em>team</em> di ricercatori provenienti dal <em>Wyss Institute</em> di Harvard, dalla <em>John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences</em> (SEAS) e dalla <em>University of Nebraska Omaha</em>. Questi scienziati hanno deciso di allontanarsi dal concetto di esoscheletro pesante, che è destinato magari a svolgere compiti di sollevamento e si sono diretti verso dei semplici e morbidi calzoncini, che aiutano le passeggiate e il jogging. Che a dirla così pare facile ma, in realtà, non lo è per niente, infatti i ricercatori stanno lavorando per sviluppare gli algoritmi alla base di questo dispositivo dall&#8217;inizio del 2018 e nell&#8217;ambito della <a href="https://www.darpa.mil/program/warrior-web" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca DARPA</a>&nbsp;da anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come raccontato nello <a href="https://science.sciencemag.org/content/365/6454/668" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista <em>Science</em>, utilizzando un computer integrato, i pantaloncini rilevano i movimenti di chi li indossa e analizzano cose come la velocità di movimento e la fase di avanzamento del passo; quindi, ti danno una piccola spinta alla gamba usando un cavo attuatore, fissato tra la vita e la coscia. Il cavo imita la naturale funzione dei glutei, rendendo l&#8217;azione un po&#8217; più facile. Nei test, l&#8217;uso dell&#8217;esoscheletro ha ridotto i costi metabolici del camminare del 9,3% e quelli della corsa del 4%.</p>
<p style="text-align: justify;">I pantaloncini <strong>pesano poco meno di 5 Kg</strong> che potrà sembrare molto ma, in realtà, è un grande progresso rispetto ai pesi soliti degli esoscheletri. Se si continua così, si potrebbe arrivare a nuovi risultati sempre migliori che permetterebbero d&#8217;integrare realmente la robotica indossabile nella nostra vita di tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Powerghost: un virus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Aug 2018 07:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[maleware]]></category>
		<category><![CDATA[powerghost]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo maleware sta infettando i computer di tutto il mondo La società di sicurezza Kaspersky Lab&#160;ha appena scoperto un maleware internazionale per i software delle criptovalute che si chiama PowerGhost&#160;e che è capace di diffondersi attraverso vaste reti aziendali. Il malware sta infettando qualsiasi azienda possibile, usando gli hardware per sezionare parte della loro potenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37054" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_virusdelcomputer2.jpg" alt="" width="799" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_virusdelcomputer2.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_virusdelcomputer2-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_virusdelcomputer2-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Questo maleware sta infettando i computer di tutto il mondo</p>
<p>  <span id="more-37055"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La società di sicurezza <a href="https://www.kaspersky.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kaspersky Lab</a>&nbsp;ha appena scoperto un maleware internazionale per i software delle criptovalute che si chiama <a href="https://www.kaspersky.it/blog/powerghost-fileless-miner/16030/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PowerGhost</a>&nbsp;e che è capace di diffondersi attraverso vaste reti aziendali. Il malware sta infettando qualsiasi azienda possibile, usando gli hardware per sezionare parte della loro potenza e usarla per estrarre una criptovaluta ancora sconosciuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta che un computer è stato infettato, uno script scarica lo strumento «mining», che utilizza la potenza di elaborazione dell&#8217;hardware per risolvere complessi problemi computazionali. Le piccole quantità di criptovaluta che vengono estratte vengono rimandate al portafoglio dell&#8217;invasore e il virus, nel frattempo, avvia una copia di se stesso per infettare gli altri computer che sono connessi alla stessa rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Le analisi precedenti di Kaspersky Lab e della società di sicurezza Skybox hanno suggerito che è più redditizio per i criminali informatici installare malware per estrarre criptovaluta, piuttosto che tenere in ostaggio dati tramite <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ransomware" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ransomware</a>&nbsp;– infatti gli attacchi di crittografia basati sul browser sono aumentati dell&#8217;80% nel 2017.</p>
<p style="text-align: justify;">PowerGhost, inoltre, è ancora più difficile da notare rispetto ad altri malware crittografici. Secondo Kaspersky Lab, il malware non ha nemmeno bisogno di scaricare alcun file per attaccare, quindi è ancora più invisibile ai software anti-malware e anti-virus. <br />L&#8217;intento del virus è semplice: più computer infetta, più potenza di elaborazione ha disponibile per estrarre criptovaluta. <br />Kaspersky suggerisce alle aziende di scaricare sempre gli aggiornamenti dei software e dei sistemi operativi, di formare il personale e di utilizzare sistemi di sicurezza affidabile: il tutto per non incorrere nelle vulnerabilità che il Powerghost sfrutta a nostro discapito.</p>
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		<title>I rischi per i giovani che abusano della tecnologia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/i-rischi-per-i-giovani-che-abusano-della-tecnologia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 07:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[ADHD]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[iperattività]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio ha scoperto che gli adolescenti con alti livelli di utilizzo dei media hanno maggiori probabilità di mostrare i sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività Un nuovo studio, guidato da ricercatori californiani e recentemente pubblicato su JAMA, ha deciso di concentrarsi sul rapporto dei giovani con la tecnologia: è il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36927" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_ragazzitecnologia.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_ragazzitecnologia.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_ragazzitecnologia-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_ragazzitecnologia-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Un nuovo studio ha scoperto che gli adolescenti con alti livelli di utilizzo dei media hanno maggiori probabilità di mostrare i sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività</h2>
<p><span id="more-36928"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/2687861" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un nuovo studio</a>, guidato da ricercatori californiani e recentemente pubblicato su JAMA, ha deciso di concentrarsi sul rapporto dei giovani con la tecnologia: è il primo studio in materia ad occuparsi dell&#8217;associazione tra i moderni mezzi digitali e il rischio di sviluppare il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_da_deficit_di_attenzione_e_iperattivit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ADHD</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca, che è durata due anni, ha seguito 2.587 ragazzi di 16 anni della contea di Los Angeles, nessuno dei quali aveva sintomi dell&#8217;ADHD all&#8217;inizio dello studio. I ricercatori hanno analizzato i partecipanti ogni sei mesi e durante le sedute ciascuno di loro ha riferito quanto spesso aveva messaggiato, utilizzato i social media, guardato video o ascoltato musica online.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati sono stati allarmanti: gli studenti che usavano frequentemente i dispositivi in varie attività avevano una maggiore probabilità di sviluppare i sintomi dell&#8217;ADHD: ad esempio, tra i 51 studenti che usavano frequentemente tutte le 14 attività online presentate dallo studio, il 10,5% mostrava i sintomi dell&#8217;ADHD; dei 114 che svolgevano frequentemente almeno 7 di queste attività, il 9.5% presentava i sintomi, mentre solo il 4,6% dei 495 bambini che non svolgevano alcuna attività frequentemente ha presentato nuovi sintomi di ADHD nel periodo di due anni.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è da specificare che lo studio non dimostra la causalità, ma solo un&#8217;associazione e che il presentarsi dei sintomi dell&#8217;ADHD è diverso da una diagnosi di ADHD; eppure, nonostante questo, i risultati rimangono preoccupanti.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Creato il «computer» più piccolo del mondo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/creato-il-computer-piu-piccolo-del-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 13:08:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[micro]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dispositivo che misura 0.3 mm di lato potrebbe avere molti utilizzi importanti, tra cui la ricerca oncologica I ricercatori della University of Michigan&#160;hanno realizzato il «computer» più piccolo del mondo, un dispositivo&#160;che misura appena 0,3 mm per lato. A differenza dei computer tradizionali che mantengono la memoria dei loro programmi e dei loro dati, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36738" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_raspberry-pi-3491556_1920.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_raspberry-pi-3491556_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_raspberry-pi-3491556_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_raspberry-pi-3491556_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un dispositivo che misura 0.3 mm di lato potrebbe avere molti utilizzi importanti, tra cui la ricerca oncologica</p>
<p>  <span id="more-36739"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori della <a href="https://www.umich.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Michigan</a>&nbsp;hanno realizzato il «computer» più piccolo del mondo, <a href="https://news.umich.edu/u-m-researchers-create-worlds-smallest-computer/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un dispositivo</a>&nbsp;che misura appena 0,3 mm per lato. A differenza dei computer tradizionali che mantengono la memoria dei loro programmi e dei loro dati, questi nuovi microdispositivi perdono tutti i dati e le programmazioni precedenti non appena vengono spenti – per questo i ricercatori sono indecisi sul fatto di chiamarli veramente «computer».</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure si tratta di apparecchi molto interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Michigan Micro Mote, per esempio, in questa nuove veste, ancora più ridotta, oltre alla RAM e a un sistema fotovoltaico, ha processori, trasmettitori e ricevitori wireless – infatti, essendo troppo piccolo per avere antenne radio convenzionali, riceve e trasmette i dati con la luce visibile (una stazione di base fornisce la luce sia per l&#8217;alimentazione ce per la programmazione e la ricezione dei dati).</p>
<p style="text-align: justify;">Progettato come un sensore di temperatura di precisione, il nuovo dispositivo converte le temperature in intervalli di tempo, definiti con impulsi elettronici: gli intervalli sono misurati su chip contro un intervallo di tempo costante inviato dalla stazione base e quindi convertito in una temperatura. Di conseguenza, il computer può riportare temperature di regioni minuscole, come un gruppo di celle, con un errore di circa 0,1°C.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema è molto flessibile e potrebbe essere reimmaginato per una varietà di scopi, per esempio potrebbe essere utilizzato nella ricerca oncologica, essere impiantato dove le cellule tumorali stanno crescendo per studiare le variazioni di temperatura al loro interno e capire se la terapia in uso sta fallendo o avendo successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio è stato presentato a 2018 Symposia on <a href="http://vlsisymposium.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">VLSI Technology and Circuits</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La retina, un potente computer biologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 06:38:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[funzionamento]]></category>
		<category><![CDATA[occhio]]></category>
		<category><![CDATA[retina]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>
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					<description><![CDATA[Capire come la retina trasforma le immagini in segnali potrebbe essere fondamentale per la medicina Con lo sviluppo dell&#8217;apprendimento automatico e dell&#8217;intelligenza artificiale, le malattie degli occhi saranno presto descritte come un errore dei calcoli eseguiti dalla retina. Un team internazionale di scienziati ha affrontato questo aspetto attraverso una serie esperimenti che combinano genetica, strumenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36656" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_retinacomputer.jpg" alt="" width="801" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_retinacomputer.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_retinacomputer-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_retinacomputer-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Capire come la retina trasforma le immagini in segnali potrebbe essere fondamentale per la medicina</p>
<p>  <span id="more-36657"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Con lo sviluppo dell&#8217;apprendimento automatico e dell&#8217;intelligenza artificiale, le malattie degli occhi saranno presto descritte come un errore dei calcoli eseguiti dalla retina. Un team internazionale di scienziati ha affrontato questo aspetto attraverso una serie esperimenti che combinano genetica, strumenti virali e molecolari, circuiti di microelettrodi ad alta densità e modelli computazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il loro nuovo modello di retina può prevedere con alta precisione l&#8217;esito di un’alterazione, un passo importante verso un modello informatico della retina in grado di prevedere l&#8217;esito di qualsiasi malattia retinica, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=32961" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima di essere costretti a subire un intervento o sperare siano presto pronti ausili altamente tecnologici</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La vista inizia nella retina, dove le cellule dei fotorecettori catturano la luce che cade sull&#8217;occhio e la trasducono in attività neuronale. Le cellule gangliari, i neuroni di uscita della retina, inviano i segnali visivi al cervello. Tuttavia, la retina è molto più di una semplice macchina fotografica con un cavo: tra i fotoricettori e le cellule gangliari, la retina contiene circuiti neuronali complessi, che elaborano i segnati in arrivo ed estrapolano importanti caratteristiche dell’immagine. I calcoli dei circuiti retinici determinano quasi 30 diverse rappresentazioni neuronali della scena visiva, trasmesse contemporaneamente al cervello. Pertanto, la retina si comporta come un potente dispositivo di calcolo, <a href="https://www.cell.com/neuron/fulltext/S0896-6273(18)30469-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">modellando la rappresentazione visiva in modo profondo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di scienziati del Friedrich Miescher Institute (FMI), l&#8217;Istituto di Molecolare e Clinica Oftalmologia di Basilea (IOB), ETH di Zurigo e l&#8217;Ecole Normale Supérieure ha alterato uno specifico elemento del circuito retinico, osservando poi le cellule orizzontali, un elemento del circuito che fornisce l’inibizione del feedback alla prima sinapsi visiva, tra fotorecettori e cellule bipolari. Per esaminare gli effetti, ha usato matrici di microelettrodi ad alta densità e ha registrato i segnali elettrici di centinaia di cellule gangliari contemporaneamente. Sorprendentemente, l’alterazione ha causato una serie di cambiamenti nell&#8217;output della retina.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente Felix Franke, uno dei principali autori con Rava A. Silveira, ha costruito un modello computerizzato della retina. Questo ha simulato i diversi percorsi che il segnale può affrontare attraverso la retina e ha permesso al team di investigare se la nostra attuale comprensione dei circuiti retinici potesse spiegare gli effetti osservati durante gli esperimenti. Il team ha scoperto che il modello ha effettuato cinque previsioni sul ruolo delle cellule orizzontali che non avevano mai intuito dai dati.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Siamo rimasti sorpresi nel vedere che il modello è andato oltre quello che avevamo in mente al momento della costruzione&#8221;, afferma Franke. &#8220;Tutte le previsioni aggiuntive si sono rivelate corrette quando abbiamo condotto ulteriori esperimenti per testarle.&#8221;</p>
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		<title>La spintronica rivoluzionerà l’informatica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 13:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[calcolatori]]></category>
		<category><![CDATA[calcolo]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Da una reazione inaspettata, una memoria a minor consumo per i dispositivi di calcolo La “spintronica” (&#8220;Spin Electronics&#8221;) è la scienza che studia le strutture elettroniche e gli spin di diversi materiali: grazie a una scoperta accidentale, potrebbe rivoluzionare il mondo dell’informatica.&#160; Durante un esperimento congiunto della Johns Hopkins University (JHU) e l&#8217;Istituto nazionale degli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36626" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_laspintronica.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_laspintronica.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_laspintronica-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_laspintronica-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Da una reazione inaspettata, una memoria a minor consumo per i dispositivi di calcolo</p>
<p>  <span id="more-36627"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La “spintronica” (&#8220;Spin Electronics&#8221;) è la scienza che studia le strutture elettroniche e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spin" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gli spin</a> di diversi materiali: grazie a una scoperta accidentale, <a href="https://www.nanowerk.com/nanotechnology-news/newsid=49722.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">potrebbe rivoluzionare il mondo dell’informatica</a>.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Durante un esperimento congiunto della Johns Hopkins University (JHU) e l&#8217;Istituto nazionale degli standard e della tecnologia (NIST) è accaduto, infatti, un fenomeno inaspettato, noto come “zero field switching” (ZFS) o commutazione del campo zero.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno creato un modello sperimentale con un nanomagnete cobalto-ferro-boro (CoFeB) impilato sopra uno strato di tungsteno, che a sua volta è stato collocato sopra un foglio di platino. Entrambe le estremità del nanomagnete erano coperte da oro conduttivo e appoggiate su una superficie di silicio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il magnete CoFeB dallo spessore nanometrico serve come deposito di dati. Se la magnetizzazione del CoFeB si allinea verso l&#8217;alto, il magnete legge &#8220;1&#8221;. Se la magnetizzazione punta il contrario, è &#8220;0&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente, il gruppo di ricerca ha generato un tipo non ortodosso di corrente elettrica chiamata &#8220;corrente di rotazione&#8221;, in cui elettroni ruotano nella stessa direzione, e l’hanno trasmessa attraverso gli strati di platino e tungsteno, su entrambi i lati del magnete CoFeB.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le loro scoperte, la magnetizzazione del CoFeB non cambia finché non c&#8217;è corrente di spin. Tuttavia, gli spin che si muovono vicino allo strato magnetico del CoFeB esercitano pressione sul magnete.</p>
<p style="text-align: justify;">La coppia spin-orbita provoca l&#8217;inversione magnetica con cui si memorizzano i dati. Questo permetterebbe la realizzazione di dispositivi di calcolo più piccoli e meno dispendiosi, a livello energetico.</p>
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		<title>La Apple è ufficialmente rinnovabile al 100%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 13:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;azienda statunitense leader nella tecnologia informatica è alimentata a livello globale solo da energia pulita Il recente annuncio della Apple&#160;è davvero incredibile: il totale delle sue strutture globali – uffici, data center e negozi al dettaglio – sono alimentati al 100% da fonti rinnovabili, secondo quanto dichiarato dall&#8217;azienda. Senza contare che anche altri 9 dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35991" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_notiziadellaapple.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_notiziadellaapple.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_notiziadellaapple-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_notiziadellaapple-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>L&#8217;azienda statunitense leader nella tecnologia informatica è alimentata a livello globale solo da energia pulita</p>
<p>  <span id="more-35992"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il recente annuncio della <a href="https://www.apple.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Apple</a>&nbsp;è davvero incredibile: il totale delle sue strutture globali – uffici, data center e negozi al dettaglio – sono alimentati al 100% da fonti rinnovabili, secondo quanto dichiarato dall&#8217;azienda. Senza contare che anche altri 9 dei loro partner si sono impegnati a fornire interamente energia pulita alla loro produzione riguardante la Apple, portando il conteggio dei fornitori impegnati a tal fine a 23.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non vuol dire che tutta l&#8217;energia consumata proviene da impianti eolici, solari o di altro tipo, vuol dire che la Apple acquista abbastanza energia pulita per compensare il suo totale consumo di energia &#8211; comprando i Renewable Energy Certificate (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Renewable_Energy_Certificate_System" target="_blank" rel="noopener noreferrer">REC</a>), per esempio.<br />La Apple, comunque, ha dichiarato di collaborare con i suoi partner per la realizzazione di progetti di energia rinnovabile e di avere 25 progetti operativi in tutto il mondo con 626 MW in termini di capacità di generazione. Inoltre, una volta che gli altri 15 progetti che sono in lavorazione saranno ultimati, la Apple potrà vantare 1,4 GW di produzione di energia rinnovabile in 11 paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Apple Park, il quartier generale della compagnia di Cupertino, in California, è la più grande struttura del Nord America ad aver ricevuto la certificazione LEED Platinum: è alimentata al 100% da energia pulita – e cede alla rete pubblica quando produce troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha sottolineato il CEO di Apple, Tim Cook, e come hanno sempre dichiarato, il loro intento è quello di lasciare il mondo meglio di come l&#8217;hanno trovato. Un modo di pensare che dovrebbe essere non solo quello delle grandi aziende ma anche delle singole persone.</p>
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		<title>L’elettronica 100% riciclabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 06:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
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		<category><![CDATA[stampante]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[Presto dall’Università di Pisa un progetto di ricerca per realizzare tecnologie con un foglio di carta e una stampante a getto d’inchiostro Un giorno, per fabbricare dispositivi elettronici alla portata di tutti, potrebbero bastare un foglio di carta e una stampante a getto di inchiostro. Ad affermarlo, Gianluca Fiori, docente di Elettronica al dipartimento di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35894" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_stampante_pisa.jpg" alt="" width="800" height="505" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_stampante_pisa.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_stampante_pisa-300x189.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_stampante_pisa-768x485.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Presto dall’Università di Pisa un progetto di ricerca per realizzare tecnologie con un foglio di carta e una stampante a getto d’inchiostro</p>
<p>  <span id="more-35895"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno, per fabbricare dispositivi elettronici alla portata di tutti, potrebbero bastare un foglio di carta e una stampante a getto di inchiostro. Ad affermarlo, Gianluca Fiori, docente di Elettronica al dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’<a href="https://www.unipi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Pisa</a>, responsabile di un progetto di ricerca finanziato dall’Europa con un ERC Consolidator Grant, che si svolgerà nei prossimi cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo potrebbe aprire la porta alla realizzazione di qualcosa che un tempo sarebbe appartenuto solo a film di fantascienza: sistemi “personalizzati”, ad esempio telefonini o radio, a basso impatto ambientale, facilmente smaltibili e riciclabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla base, uno studio condotto in collaborazione con l’Università di Manchester, sulle applicazioni di materiali bidimensionali, come il grafene, per la costruzione di circuiti elettronici contenuti in computer e smartphone.</p>
<p style="text-align: justify;">“Grazie alla collaborazione con l’Università di Manchester, insignita del premio Nobel 2010 per le ricerche sul grafene – spiega Fiori – possediamo degli inchiostri ricavati da questo materiale del tutto simili agli inchiostri delle nostre stampanti, ma con proprietà elettroniche eccellenti. Questa tecnologia può aprire la porta a innumerevoli applicazioni, che vanno da etichette intelligenti per l’industria 4.0 a dispositivi biomedicali per l’analisi dei segnali biometrici, a metodi smart anti contraffazione, giusto per citarne alcune”.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca è stata presentata a Pisa, in occasione della conferenza internazionale dedicata al Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione (6 aprile 2018) che dal 2021 subentrerà a Horizon 2020, dedicata al ruolo della ricerca di base per lo sviluppo delle società e delle economie dei Paesi europei.</p>
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		<title>Il computer batte l’uomo a poker</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 10:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[computer]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Poker]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[Un programma ha sconfitto dieci giocatori professionisti L’intelligenza artificiale ha già battuto l’uomo a scacchi e, a dire il vero, anche al poker classico; ma mai prima d’ora aveva avuto la meglio nel poker “Texas Hold’em”, la variante più complessa del gioco, che prevede migliaia di combinazioni possibili.&#160; Il programma “DeepStack” ha dimostrato di aver [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33436" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_poker_computer.jpg" alt="" width="620" height="349" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_poker_computer.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_poker_computer-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Un programma ha sconfitto dieci giocatori professionisti</p>
<p>  <span id="more-33437"></span>  </p>
<p>L’intelligenza artificiale ha già battuto l’uomo a scacchi e, a dire il vero, anche al poker classico; ma mai prima d’ora aveva avuto la meglio nel poker “Texas Hold’em”, la variante più complessa del gioco, che prevede migliaia di combinazioni possibili.&nbsp;</p>
<p>Il programma “DeepStack” ha dimostrato di aver una tale raffinata capacità di “ragionamento” da avere la meglio su 10 giocatori professionisti, dopo aver giocato 3000 partite in 4 settimane per mettere a punto la propria strategia.</p>
<p>In questo modo ha potuto a colmare il divario tra l&#8217;approccio usato per i giochi come gli scacchi, il Go e la dama, dove si hanno a disposizione tutte le informazioni, e quello impiegato nei giochi con informazioni &#8216;imperfette&#8217;, come il poker. Nel poker infatti i giocatori non dispongono delle stesse informazioni e prospettiva, ma devono usare l’intuizione, una capacità affinata attraverso l&#8217;apprendimento e allenamento.</p>
<p>Il programma, <a href="http://science.sciencemag.org/content/early/2017/03/01/science.aam6960" target="_blank" rel="noopener noreferrer">descritto sulla rivista Science</a>, è stato messo a punto fra Canada e Repubblica Ceca, con il coordinamento di Michael Bowling che spiega: “Insegniamo al sistema a imparare a valutare le situazioni. Ogni situazione è una mini-partita di poker. Invece di risolvere la partita intera, il programma risolve milioni di queste micro-partite, ognuna delle quali lo aiuta a rifinire la sua intuizione su come funziona il poker”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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