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	<title>compost &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Dopo la morte si può diventare compost</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 09:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[resti umani]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva la possibilità di trasformare i resti umani in terreno organico: invece di essere cremati si può scegliere di essere compostati Lo studio di architettura Olson Kundig&#160;ha svelato i progetti&#160;per la struttura di punta di Recompose, una società che offrirà un servizio di assistenza post-morte nuovo e sostenibile, in cui i resti umani verranno delicatamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38828" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_grown-up-1637302_1280.jpg" alt="" width="796" height="453" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_grown-up-1637302_1280.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_grown-up-1637302_1280-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_grown-up-1637302_1280-768x437.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<h2>Arriva la possibilità di trasformare i resti umani in terreno organico: invece di essere cremati si può scegliere di essere compostati</h2>
<p>  <span id="more-38829"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di architettura <a href="https://olsonkundig.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Olson Kundig</a>&nbsp;ha svelato i <a href="https://olsonkundig.com/news/olson-kundig-designs-worlds-first-facility-for-converting-human-remains-into-soil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">progetti</a>&nbsp;per la struttura di punta di <a href="https://www.recompose.life/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Recompose</a>, una società che offrirà un servizio di assistenza post-morte nuovo e sostenibile, in cui i resti umani verranno delicatamente convertiti in terreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Presentato come alternativa (molto più) ecologica alle sepolture e alle cremazioni tradizionali, il servizio di Recompose prevede di far risparmiare oltre una tonnellata di anidride carbonica per persona rispetto alle tipiche opzioni di tumulazione o cremazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo sarà possibile grazie al fatto che, nell&#8217;aprile 2019, lo stato di Washington ha approvato un disegno di legge che consentiva il compostaggio dei resti umani – rendendo, tra l&#8217;altro, Washington il primo stato a legalizzare tale pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura di punta della società, sita a Seattle, enfatizzerà gli aspetti ecologici del servizio con l&#8217;inclusione del verde all&#8217;interno e l&#8217;uso di un&#8217;architettura modulare e riutilizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edificio, che misurerà circa 1.700 metri quadrati e sarà situato nel quartiere SoDo della città, includerà un&#8217;area cerimoniale circondata da alberi, spazi per lo stoccaggio, un&#8217;area per la preparazione di corpi, aree interne per gli affari amministrativi e una hall pubblica che descriverà il processo di ricomposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa 75 ricompositori modulari – che saranno usati per compostare i resti umani nel terreno in circa 30 giorni – saranno accatastati e disposti attorno allo spazio di raccolta centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;apertura è prevista per la primavera del 2021.</p>
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		<title>L&#8217;allarme dei lombrichi più esili</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/l-allarme-dei-lombrichi-piu-esili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 21:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[acrilico]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[compostaggio]]></category>
		<category><![CDATA[digestione]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[lombrichi]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
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		<category><![CDATA[PLA]]></category>
		<category><![CDATA[terreno]]></category>
		<category><![CDATA[tratto digestivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio ha trovato che, a causa delle microplastiche presenti nel terreno, i lombrichi stanno perdendo peso Uno studio&#160;molto interessante, pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology, ha esaminato l&#8217;effetto che le microplastiche presenti nel suolo hanno sulla vita dei lombrichi. I ricercatori della Anglia Ruskin University,&#160;nel Regno Unito, hanno confrontato i terreni contaminati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38468" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_lombrico.jpg" alt="" width="800" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_lombrico.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_lombrico-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_lombrico-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un nuovo studio ha trovato che, a causa delle microplastiche presenti nel terreno, i lombrichi stanno perdendo peso</p>
<p>  <span id="more-38469"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Uno <a href="https://pubs.acs.org/doi/pdf/10.1021/acs.est.9b03304" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;molto interessante, pubblicato sulla rivista <em>Environmental Science and Technology</em>, ha esaminato l&#8217;effetto che le microplastiche presenti nel suolo hanno sulla vita dei lombrichi. I ricercatori della <em><a href="https://aru.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Anglia Ruskin University</a>,&nbsp;<a href="https://aru.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"></a></em>nel Regno Unito, hanno confrontato i terreni contaminati da acido polilattico biodegradabile (PLA), polietilene ad alta densità (HDPE) e fibre di abbigliamento in microplastica (acrilico e nylon), con i terreni puliti – ovvero senza nessuno di questi additivi</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è risultato che, in un periodo di 30 giorni, i vermi della specie <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aporrectodea_rosea" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Aporrectodea rosea</em></a>&nbsp;che vivevano in un terreno contaminato da microplastiche perdevano in media il 3,1% del loro peso corporeo – nello stesso lasso di tempo, quelli che vivevano in un terreno pulito guadagnavano il 5,1%. Anche se il motivo preciso per cui questo avviene non è chiaro, potrebbe entrarci qualche dinamica di ostruzione e irritazione del tratto digestivo, che limita l&#8217;assorbimento dei nutrienti e riduce la crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori, negli stessi diversi terreni, hanno anche piantato il loglio (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lolium_perenne" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Lolium perenne</em></a>) e hanno scoperto che, nei terreni contaminati, anche questa pianta faceva fatica, visto che cresceva un numero minore di germogli rispetto all&#8217;altro terreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo studio, oltre a dimostrare una volta di più che l&#8217;accumulo della plastica non fa bene a nessuna forme di vita, ci mette anche molto in allarme perché i lombrichi sono attori fondamentali nel ciclo naturale, che scavano percorsi sotterranei che portano ossigeno alle radici delle piante e che, con il loro grande appetito, abbattono i rifiuti e generano un ricco compost.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>SCompost: la prima compostiera comunitaria di Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 06:54:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[compostiera]]></category>
		<category><![CDATA[SCompost]]></category>
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					<description><![CDATA[Comunicazione, formazione e coinvolgimento dei cittadini nel progetto di Sensacional per il compost sostenibile   Inizia nel quartiere Garbatella di Roma, precisamente nel Parco dei Caduti del Mare, l&#8217;iniziativa di Sensacional per la creazione di uno spazio di riciclo degli scarti alimentari. Sensacional Onlus è un&#8217;associazione di professionisti del settore della cooperazione per lo sviluppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-28655" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_f90ac924d992472d1d1b81d3457cf512-16571-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p dir="ltr">Comunicazione, formazione e coinvolgimento dei cittadini nel progetto di Sensacional per il compost sostenibile</p>
<p>  <span id="more-28656"></span>  </p>
<p> </p>
<p dir="ltr">Inizia nel quartiere Garbatella di Roma, precisamente nel Parco dei Caduti del Mare, l&#8217;iniziativa di Sensacional per la creazione di uno spazio di riciclo degli scarti alimentari.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.scompost.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sensacional Onlus</a> è un&#8217;associazione di professionisti del settore della cooperazione per lo sviluppo che è nata nel 2010 e che si muove in Italia e nel mondo (Tanzania, Argentina, Brasile, Cambogia, Ecuador) promuovendo attività volte alla risoluzione dei problemi delle comunità, dal campo sociale alle problematiche energetiche (alle quali vengono proposte soluzioni sostenibili), con l&#8217;obiettivo di renderle autosufficienti. L&#8217;approccio dell&#8217;associazione è molto diverso da quello delle altre no profit, in quando i progetti vengono creati a prescindere da eventuali bandi e solo in seguito vengono associati ai finanziamenti.</p>
<p dir="ltr">La prima compostiera comunitaria di Roma vuole integrare nella quotidianità delle persone un&#8217;attività di <a href="ambiente/rifiuti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riciclo e riuso</a> di quello che viene chiamato umido: l&#8217;obiettivo è creare un percorso di formazione, sensibilizzazione e quindi naturalezza nella buona pratica della separazione degli scarti alimentari, al fine di creare un orto botanico dall&#8217;opera cittadina di compostaggio. In questo modo,  l&#8217;umido non dovrà essere smaltito, ma assumerà un valore sia per il singolo che per la comunità.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;orto botanico, inoltre, ospitato da una struttura realizzata dai ragazzi dell&#8217;associazione «Il Tetto Casal Fattoria» (per il reintegro nel mondo del lavoro), diventerà un orto didattico, aperto alle visite e candidato a essere punto di aggregazione per i cittadini, le scuole e le associazioni della zona &#8211; soprattutto gli istituti del Municipio VIII.</p>
<p dir="ltr">La promozione territoriale dell&#8217;orto sarà svolta dagli stessi ragazzi che hanno curato la costruzione della struttura e le scuole che lo visiteranno saranno frequentate dagli stessi ragazzi che vivono nel quartiere: in questo modo il recupero non sarà solo nel tessuto ambientale, ma anche in quello sociale.</p>
<p>EC</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come avere acqua calda gratis per sei mesi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/come-avere-acqua-calda-gratis-per-sei-mesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 16:11:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Calogero D'Alberti]]></category>
		<category><![CDATA[Casa dei salici]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[energia gratis]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Pain]]></category>
		<category><![CDATA[Madonie]]></category>
		<category><![CDATA[Petralia Soprana]]></category>
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					<description><![CDATA[Una casa nel Parco delle Madonie otterrà acqua calda gratuitamente dal compost. Il proprietario ci spiega come ci è riuscito &#8216;Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior&#8217; cantava Fabrizio De Andrè; ma dai rifiuti organici può &#8216;nascere&#8217; anche energia a costo zero. Proveranno a dimostrarlo questa settimana a Petralia Soprana, in provincia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21842" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_GiordanoMancini_RobertoBelardinelli_NovaSomor-13153-250-200-90-c.JPG" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Una casa nel Parco delle Madonie otterrà acqua calda gratuitamente dal compost. Il proprietario ci spiega come ci è riuscito</span></p>
<p>  <span id="more-21843"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">&#8216;Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior&#8217; cantava Fabrizio De Andrè; ma dai rifiuti organici può &#8216;nascere&#8217; anche<a href="https://www.ecoseven.net//?p=9718" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> energia a costo zero</a>. Proveranno a dimostrarlo questa settimana a Petralia Soprana, in provincia di Palermo, dove un cumulo di rifiuti organici produrrà acqua calda per 6 mesi consentendo di riscaldare una casa vacanza nel Parco delle Madonie. Tecnicamente l&#8217;iniziativa nasce dall&#8217;idea del francese Jean Pain che negli anni &#8217;70 dimostrò come dalla decomposizione di un cumolo di rifiuti organici si potesse ottenere l&#8217;energia utile per riscaldare una abitazione. Il cumulo diventerà quindi una pre-caldaia che porterà l&#8217;acqua alla caldaia a gas già a una temperatura di circa 60 gradi.</span></p>
<p>Per chi volesse <a href="https://www.facebook.com/events/340949889411462/?pnref=story" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vedere dal vivo l&#8217;operazione</a>, la presentazione del cumulo già avviato è fissata per domenica 9 novembre alle ore 10.30, ma per chi fosse interessato a tutto il processo è possibile già partecipare da mercoledì 5 novembre. La partecipazione è aperta a tutti ed è completamente gratuita.</p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Abbiamo raggiunto al telefono Calogero D&#8217;Alberti, proprietario della &#8216;Casa </span><span style="line-height: 1.3em;">dei salici&#8217; e ideatore del progetto: &#8216;Ho seguito tre anni fa un corso per imparare a trasformare la materia organica in compost immettendo una carica batterica; concettualmente è un processo paragonabile a quello del lievito madre. Tramite questo sistema, la fermentazione del materiale organico riscalderà il cumulo fino a circa 60°e di conseguenza porterà l&#8217;acqua dei contenitori alla stessa temperatura. Alla fine del processo otterrò anche un fertilizzante migliore di quello da cui sono partito&#8217;.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">a.po</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un robot domestico per trasformare i rifiuti in biogas e energia elettrica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/un-robot-domestico-per-trasformare-i-rifiuti-in-biogas-e-energia-elettrica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 10:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti organici]]></category>
		<category><![CDATA[robot No.Waste]]></category>
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					<description><![CDATA[I rifiuti organici si trasformano in biogas e energia elettrica grazie al robot No.Waste   Dai rifiuti domestici, dal compost di alta qualità, si può trarre biogas ed energia elettrica. È questo il risultato del ciclo di sperimentazione del robot No.Waste, realizzato in Sicilia dall&#8217;Irssat, l&#8217;istituto di ricerca e finanziato dalla Commissione europea nell&#8217;ambito del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17762" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambientetest_images__1_-11116-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">I rifiuti organici si trasformano in biogas e energia elettrica grazie al robot No.Waste</p>
<p>  <span id="more-17763"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Dai <strong>rifiuti domestici</strong>, dal compost di alta qualità, si può trarre biogas ed energia elettrica. È questo il risultato del ciclo di sperimentazione del robot No.Waste, realizzato in Sicilia dall&#8217;Irssat, l&#8217;istituto di ricerca e finanziato dalla Commissione europea nell&#8217;ambito del programma Life plus, ospite d&#8217;onore della ‘Green Week’ che si è aperta ieri a Bruxelles.</p>
<p class="MsoNormal">‘L&#8217;Irssat ha messo a punto un piccolo <strong>robot elettrodomestico in grado di triturare i <a href="ambiente/rifiuti">rifiuti</a> organici domestici</strong> e agevolarne la trasformazione in pre-compost. Il prodotto, ritirato a intervalli regolari di una o due settimane, in ragione dei quantitativi prodotti, viene sottoposto poi a una seconda fase di lavorazione, che permette la produzione di biogas. Il gas così generato, può essere utilizzato come fonte energetica primaria, o subire una ulteriore trasformazione in energia elettrica’. Il residuo ‘finale del processo, sarà comunque un compost di alta qualità, ottimo come biofertilizzante in agricultura’, ha spiegato il presidente dell&#8217;istituto, Giuseppe Lo Bianco.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Grazie al <strong>robot No.Waste</strong> si potrebbe ottenere una produzione di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6"><strong>energia elettrica</strong></a> che supererebbe il valore di 70-100mila euro l&#8217;anno, se utilizzato da una comunità di 10-15mila persone.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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			</item>
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		<title>Ecoinvenzioni: il biotrituratore che trasforma le potature in compost per le piante</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/ecoinvenzioni-il-biotrituratore-che-trasforma-le-potature-in-compost-per-le-piante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2014 12:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[biotrituratore]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[concime]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[potature]]></category>
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					<description><![CDATA[Il biotrituratore Bosch AX 25 TC e&#8217; l&#8217;interessante soluzione proposta per curare gli alberi del vostro giardino e trasformare le potature in compost naturale per le piante Il biotrituratore che trasforma le potature in compost per le piante è l’interessante soluzione proposta per curare gli alberi del vostro giardino in modo semplice e senza eccessivi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17249" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_eco-invenzioni_biotrituratore_compost_piante_alberi-10854-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il biotrituratore Bosch AX 25 TC e&#8217; l&#8217;interessante soluzione proposta per curare gli alberi del vostro giardino e trasformare le potature in compost naturale per le piante</p>
<p>  <span id="more-17250"></span>  </p>
<p>Il <strong>biotrituratore</strong> che trasforma le <strong>potature</strong> in compost per le <strong>piante</strong> è l’interessante soluzione proposta per curare gli <strong>alberi</strong> del vostro giardino in modo semplice e senza eccessivi sprechi di energia. Si tratta, in pratica, di una speciale macchina che permette lo sminuzzamento di rami, foglie e <strong>potature</strong> in genere, derivanti dalla pulizia e manutenzione di un giardino o di un orto. </p>
<p>Il nuovo <strong>biotrituratore</strong> elettrico, modello ‘Bosch AX 25 TC’, è dotato in particolare di una ‘camera di triturazione’ a turbina silenziata (in sostanza fa poco rumore). Questi tipi di macchinari infatti, sono formati essenzialmente di tre parti: il motore, la camera di triturazione e la tramoggia (ossia un contenitore a forma di cono capovolto, munito di apertura sul fondo, utilizzato per raccogliere dall’alto gli scarti vegetali sminuzzati, per poi scaricarli verso il basso).</p>
<p>Il nuovo <strong>biotrituratore</strong> elettrico, in particolare, trasforma le <strong>potature</strong> in <strong>compost</strong> per le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=16311" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>piante</strong></a> proprio grazie all’introduzione delle ramaglie nella camera di triturazione della macchina, dove il sistema rotante le sminuzzerà in parti molto piccole. Il prodotto così ottenuto, finemente tritato, sarà quindi accumulato in una compostiera e, dopo un pò di tempo, diventerà un ottimo <strong>concime</strong> naturale per le siepi e gli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=1607" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>alberi</strong></a> del vostro giardino. Per chi fosse interessato, può avere informazioni dettagliate sull’acquisto del prodotto su questo <a href="http://www.bosch-garden.com/it/it/utensilipergiardinaggio/giardinaggio/axt-25-tc-3165140465366-199967.jsp" target="_blank" rel="noopener">sito</a>.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
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		<title>Da rifiuti a compost, grazie ai lombrichi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 10:29:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I lombrichi sono in grado di trasformare i rifiuti organici in compost per il giardino, in modo ecologico ed economico La natura non ama la spazzatura ed è per questo che ha predisposto un sistema di pulizia naturale: i lombrichi. Ci spieghiamo meglio: ogni rifiuto organico, sulla terra, è destinato ad essere decomposto, ma con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15362" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/01/images_igallery_resized_ambientetest_images__3_-9844-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60618" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/01/earthworm-686592_1280.jpg" alt="lombrichi" width="799" height="468" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/01/earthworm-686592_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/01/earthworm-686592_1280-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/01/earthworm-686592_1280-768x450.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<h3 class="MsoNormal">I lombrichi sono in grado di trasformare i rifiuti organici in compost per il giardino, in modo ecologico ed economico</h3>
<p><span id="more-15363"></span></p>
<p class="MsoNormal">La natura non ama la spazzatura ed è per questo che ha predisposto un sistema di pulizia naturale: i <strong>lombrichi</strong>. Ci spieghiamo meglio: ogni <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15326"><strong>rifiuto organico</strong></a>, sulla terra, è destinato ad essere decomposto, ma con l’azione dei lombrichi sulla spazzatura, si accelera il processo di decomposizione, trasformando le bucce delle mele o i gusci d’uovo in compost.</p>
<p class="MsoNormal"> A sfruttare il potere di <strong>riciclaggio</strong> dei lombrichi è l’<strong>Australia</strong>, dove, un’azienda utilizza complessivamente 500 milioni di lombrichi in diversi impianti per il trattamento dei rifiuti. Una ‘macchina’ di riciclaggio dei rifiuti organici è composta semplicemente da lombrichi, collocati in appositi contenitori dove viene loro somministrato un pasto fatto di rifiuti umani misti a cartastraccia triturata e ad altra materia organica. Questi animaletti consumano ogni giorno una quantità pari al 50-100 per cento del loro peso corporeo e producono un fertilizzante ricco di sostanze nutritive per le piante ampiamente diffuso sul mercato.</p>
<p class="MsoNormal">Una soluzione di questo tipo può essere utile per famiglie e aziende. Immaginate un <strong>ristorante</strong> o un <strong>fastfood</strong> che faccia consumare i rifiuti organici prodotti da piccoli lombrichi, senza produrre <strong><a href="ambiente/rifiuti">rifiuti </a>da smaltire</strong> per le aziende comunali, o una famiglia che utilizzerebbe gli scarti di cibo per migliorare le colture del proprio giardino. La soluzione comporterebbe un risparmio economico notevole per consumatori e amministrazioni. Un risparmio che, perché no, potrebbe portare anche ad sconto sulla tassa da pagare.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Vera la Compostiera, per trasformare i rifiuti della scuola in compost</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per trasformare i rifiuti organici in compost, e&#8217; stata realizzata una macchina in grado di decomporre grandi quantita&#8217; di frazione umida prodotta da una scuola a Lecce Trasformare i rifiuti della scuola in compost per fertilizzare le piante. Con questo scopo è stata recentemente realizzata, in una scuola di Lecce, ‘Vera la Compostiera’, la prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12081" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/05/images_igallery_resized_ambiente_compost_per_le_piante_a_scuola-8031-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Per trasformare i rifiuti organici in compost, e&#8217; stata realizzata una macchina in grado di decomporre grandi quantita&#8217; di frazione umida prodotta da una scuola a Lecce</p>
<p>  <span id="more-12082"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Trasformare i </span><strong style="line-height: 1.3em;">rifiuti</strong><span style="line-height: 1.3em;"> della </span><strong style="line-height: 1.3em;">scuola</strong><span style="line-height: 1.3em;"> in </span><strong style="line-height: 1.3em;">compost</strong><span style="line-height: 1.3em;"> per fertilizzare le </span><strong style="line-height: 1.3em;">piante</strong><span style="line-height: 1.3em;">. Con questo scopo è stata recentemente realizzata, in una </span><strong style="line-height: 1.3em;">scuola</strong><span style="line-height: 1.3em;"> di Lecce, ‘Vera la Compostiera’, la prima macchina ad uso collettivo per la decomposizione aerobica delle frazioni organiche dei </span><strong style="line-height: 1.3em;">rifiuti</strong><span style="line-height: 1.3em;"> (perlopiù scarti alimentari) e la produzione di </span><strong style="line-height: 1.3em;">compost</strong><span style="line-height: 1.3em;">, ossia una sorta di terriccio fertile che mantiene vive e lucenti le </span><strong style="line-height: 1.3em;">piante</strong><span style="line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p>Per trasformare i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11903"><strong>rifiuti</strong></a> della <strong>scuola</strong> in <strong>compost</strong> (utilizzato per concimare le <strong>piante</strong> dell’orto didattico), ‘Vera’ sfrutta, in pratica, un meccanismo che gli consente di trattare fino a 25mila kg di frazione umida all&#8217;anno, con un tempo di conversione in fertilizzante di alta qualità di circa 12 settimane. Durante questo periodo, inoltre, la macchina avvia un sistema automatico di bilanciamento chimico tra carbonio e azoto per rendere inodore il processo di decomposizione organica dei <strong>rifiuti</strong> alimentari. Tutto questo, ovviamente è stato possibile anche grazie all’intervento dell’ENEA, che ha contribuito, in parte, alla realizzazione di questo macchinario, intervenendo sul ciclo di lavorazione per il rilevamento di alcuni parametri, come la temperatura e l’umidità.</p>
<p>Trasformare i<strong> rifiuti organici</strong> in <strong>compost</strong> per le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11576"><strong>piante</strong></a> è stato, in particolare il punto di partenza dal quale è partito il progetto ‘Rifiuti ed ecologia per il territorio e l’inclusione’ che, con il coordinamento della onlus ‘CulturAmbiente’, si è rivolto ad un centinaio di bambini dell’istituto scolastico ‘Stomeo Zimbalo’, nel leccese, per educarli alla corretta gestione della spazzatura e alle possibili azioni da intraprendere per il suo riutilizzo. Ad oggi infatti, il compostaggio rappresenta la soluzione più economica per il riciclo, come fertilizzante agricolo, degli scarti organici di cucina e di giardino. Una convenienza economica, questa, che deriva anche da un semplice dato: la maggior componente dei <strong>rifiuti</strong> che produciamo, in termini di peso, deriva proprio dagli scarti organici prodotti e soltanto una piccola percentuale di frazione umida viene effettivamente recuperata nelle discariche.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
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		<title>Ecco l&#8217;insalata dai rifiuti, fa bene all&#8217;ambiente e alle tasche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 15:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
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					<description><![CDATA[La scarola riciclata? Da oggi si può, scopri come è possibile ricavare l&#8217;insalata dagli scarti alimentari. Si apre una frontiera enorme per il futuro dell&#8217;alimentazione nel mondo &#160; Un&#8217;insalata nata dai rifiuti. Ci sono voluti due anni di sperimentazione, ma ora la scarola &#8220;riciclata&#8221; &#232; pronta per i banchi dei supermercati. Si tratta di un&#8217;insalata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3853" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_insalata-riciclata-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>La scarola riciclata? Da oggi si può, scopri come è possibile ricavare l&#8217;insalata dagli scarti alimentari. Si apre una frontiera enorme per il futuro dell&#8217;alimentazione nel mondo   </p>
<p> <span id="more-3854"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
<p>Un&rsquo;insalata nata dai  rifiuti. Ci sono voluti due anni di sperimentazione, ma ora la scarola  &ldquo;riciclata&rdquo; &egrave; pronta per i banchi dei supermercati.</p>
<p>Si tratta di  un&rsquo;insalata &ndash; che ha passato tutto gli esami colturali, sanitari,  organolettici e salutistici &ndash; ottenuta esclusivamente con l&rsquo;aiuto di  compost naturale ottenuto dalla parte umida e organica dei rifiuti  domestici. L&rsquo;ammendante, oltre a dare una collocazione ai rifiuti,  migliora le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del suolo  agrario.</p>
<p>La frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata  dei rifiuti solidi urbani rappresenta non solo una strategia di grande  valenza ambientale ma anche agronomica perch&eacute; migliora la qualit&agrave; e la  struttura del suolo e delle comunit&agrave; microbiche, contenendo, tra  l&rsquo;altro, il costo del fertilizzante stesso. Il progetto &#8211; targato Cia e  Universit&agrave; di Salerno e sostenuto dal ministero delle Politiche agricole  alimentari e forestali &#8211; nasce, non a caso, proprio nel 2009, in piena  emergenza rifiuti in Campania, per dimostrare tutte le potenzialit&agrave; di  una corretta raccolta differenziata e dei benefici che essa pu&ograve; portare  anche in molti settori produttivi. Il settore degli ammendanti &egrave; quello  che &egrave; cresciuto di pi&ugrave; tra i fertilizzanti, rappresentando oggi il 26  per cento del mercato totale italiano.</p>
<p>La produzione &egrave; arrivata a 1,2  milioni di tonnellate per un giro di affari, esclusi i residui organici,  di circa 350 milioni di euro l&rsquo;anno. Molti sembrano essere i benefici  del compost: prima di tutto si tratta di una sostanza organica, il  legame al quale si attaccano le radici per crescere. Che in Italia &egrave;  drammaticamente diminuito negli ultimi 30 anni. Poi c&rsquo;&egrave; da tenere  presente che permette una maggiore capacit&agrave; di ritenzione dell&rsquo;acqua da  parte del suolo. Il che, tradotto, significa usare meno irrigazione e  meno rischi di smottamenti in caso di piogge torrenziali. Infine  garantisce anche sostanze nutritive per le piante sostituendo  parzialmente i fertilizzanti chimici.</p>
<p>Tirando le somme il compost fa  bene all&rsquo;ambiente ma anche alle tasche. E questo &egrave; uno dei motivi della  rapida crescita del settore negli ultimi anni, soprattutto per quanto  riguarda l&rsquo;agricoltura biologica. Tornare al passato attraverso  l&rsquo;innovazione industrializzando i vecchi metodi naturali di  concimazione&rdquo;.</p>
<p>Nereo Brancusi</p>
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		<title>In Italia punito piu&#8217; severamente chi coltiva rispettando l&#8217; ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 07:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzante]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Il paradosso tutto italiano del compost naturale soggetto in Italia a molti più controlli dei fertilizzanti, eppure il primo non danneggia l&#8217;ambiente e non ha costi elevati, ma qualcosa si sta muovendo Ottenere una maggiore resa agricola con minori costi di produzione e nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente ma andando incontro a controlli e a sanzioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-471" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/02/images_igallery_resized_enogastronomia_rispettare-ambiente-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Il paradosso tutto italiano del compost naturale soggetto in Italia a molti più controlli dei fertilizzanti, eppure il primo non danneggia l&#8217;ambiente e non ha costi elevati, ma qualcosa si sta muovendo</p>
<p> <span id="more-472"></span> </p>
<p>Ottenere una maggiore resa agricola con minori costi di produzione e nel pieno rispetto dell&rsquo;ambiente ma andando incontro a controlli e a sanzioni pi&ugrave; severi, fino ad arrivare alla prigione. Questi i vantaggi e gli svantaggi di usare il compost. Altrimenti detto &ldquo;ammendante&rdquo;, per compost si intende il risultato della <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Decomposizione_%28biologia%29" rel="noopener noreferrer">decomposizione</a> e dell&rsquo;<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Humus" rel="noopener noreferrer">umificazione</a> di una serie di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Letame" rel="noopener noreferrer">letame</a> o rifiuti) da parte di <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microrganismo" rel="noopener noreferrer">microrganismi</a> che vivono in presenza di ossigeno. Secondo gli ultimi dati diffusi dall&rsquo;Istat, se &egrave; calato l&rsquo;utilizzo dei fertilizzanti per uso agricolo, &egrave; cresciuto invece l&rsquo;impiego dei correttivi (+401 per cento nel 2008 rispetto al 2007) e degli ammendanti (+8,1 per cento). E visto che i fertilizzanti rappresentano circa il 20 per cento del reddito lordo degli agricoltori, diventa fondamentale il ruolo del compost che, essendo appunto un ammendante, pu&ograve; essere usato in dosi massicce e quindi incrementare la fertilit&agrave; del terreno nel pieno rispetto dell&rsquo;ambiente. Il settore degli ammendanti rappresenta circa il 26 per cento del mercato totale italiano per un giro di affari da circa 350 milioni di euro. Nonostante il compost sia di natura organica, &egrave; per&ograve; soggetto a molti pi&ugrave; controlli rispetto ai fertilizzanti e ai concimi di natura chimica. Paradosso? No. Trattandosi di un fertilizzante proveniente dai rifiuti &egrave; soggetto a tutti i controlli del caso: quelli previsti dall&rsquo;Arpa regionale, dall&rsquo;Arpa provinciale, dal Nucleo ecologico dei carabinieri, dal nucleo antisofisticazione dei carabinieri, dalla Guardia forestale, dalle Asl locali, dalla polizia provinciale e municipale, dalla Guardia di Finanza e dall&rsquo;Istituto controllo repressioni frodi. E se un&rsquo;azienda produttrice di normale fertilizzante che &ldquo;sfora&rdquo; qualche valore rischia al massimo un ammenda amministrativa, un&rsquo;azienda di compost chiude e il titolare va in galera. Questo nonostante la legge 75 del 2010 definisca l&rsquo;ammendante in questione un &ldquo;prodotto&rdquo; a tutti gli effetti. Cos&igrave; in Italia chi produce nel rispetto dell&rsquo;ambiente e a bassi costi viene trattato pi&ugrave; duramente di altri. Proprio su questo tema il Consorzio italiano compostatori, che rappresenta circa un terzo del totale della produzione nazionale, ha avviato una battaglia che &egrave; finita proprio nei giorni scorsi anche nelle aule della Camera per sensibilizzare il mondo della politica verso l&rsquo;armonizzazione dei regolamenti e dei provvedimenti. (Nereo Brancusi)</p>
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