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	<title>Comportamento &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Come il disgusto ci aiuta a sopravvivere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 06:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[disgusto]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un istinto protettivo fondamentale Il disgusto è una reazione istintiva che proviamo di fronte a determinati stimoli o situazioni che percepiamo come repellenti o disgustose. Sebbene possa sembrare un&#8217;emozione negativa, il disgusto in realtà svolge un ruolo cruciale nella nostra sopravvivenza e nel mantenimento del benessere. A livello evolutivo, il disgusto si è sviluppato come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-195502" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/shocked-2681488_1280.jpg" alt="" width="1280" height="854" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/shocked-2681488_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/shocked-2681488_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/shocked-2681488_1280-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2023/05/shocked-2681488_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3><strong>Un istinto protettivo fondamentale</strong></h3>
<p><span id="more-195501"></span></p>
<p>Il disgusto è una reazione istintiva che proviamo di fronte a determinati stimoli o situazioni che percepiamo come repellenti o disgustose. Sebbene possa sembrare un&#8217;emozione negativa, il disgusto in realtà svolge un ruolo cruciale nella nostra sopravvivenza e nel mantenimento del benessere.</p>
<p>A livello evolutivo, il disgusto si è sviluppato come <strong>un meccanismo di difesa per proteggerci da potenziali pericoli per la nostra salute e sicurezza</strong>. Ciò che ci provoca disgusto spesso è associato a qualcosa di potenzialmente nocivo o contaminato. Ad esempio, il disgusto che proviamo verso il cibo scaduto o marcio ci impedisce di consumarlo e di mettere a rischio la nostra salute.</p>
<p><strong>Il disgusto è strettamente collegato alla nostra percezione del gusto e dell&#8217;olfatto. </strong></p>
<p>Siamo naturalmente inclini a evitare cibi o sostanze che riteniamo sgradevoli o disgustosi, poiché il nostro cervello è programmato per identificare tali elementi come potenziali fonti di tossine o infezioni. Questo istinto di disgusto ci protegge da possibili avvelenamenti o malattie.</p>
<p>Oltre all&#8217;alimentazione, il disgusto ha un ruolo importante nella nostra interazione sociale. Ci aiuta a evitare contatti fisici indesiderati o a respingere persone o situazioni che percepiamo come potenzialmente pericolose o non igieniche. Ad esempio, il disgusto verso fluidi corporei o comportamenti igienicamente inaccettabili ci spinge a evitare situazioni che potrebbero comportare il rischio di malattie o infezioni.</p>
<h4><strong>Ma il disgusto può anche estendersi al campo morale e comportamentale. </strong></h4>
<p>Proviamo disgusto verso azioni o comportamenti considerati immorali o degradanti, come la violenza, l&#8217;ingiustizia o l&#8217;abuso. Questo ci aiuta a stabilire confini morali e a sviluppare norme sociali che favoriscono la coesione e la convivenza pacifica nella società.</p>
<p>Inoltre, il disgusto può anche svolgere un ruolo nel modellare le nostre preferenze e i nostri gusti personali. Ciò che troviamo disgustoso o repellente può <strong>influenzare le nostre scelte</strong> e ciò che cerchiamo nel nostro ambiente. Ad esempio, il disgusto per un determinato tipo di cibo può indurci a preferire altre opzioni alimentari più sicure o più gratificanti.</p>
<p>Il disgusto è un istinto protettivo fondamentale che ci aiuta a sopravvivere. Questa reazione istintiva ci protegge da potenziali pericoli per la salute e ci aiuta a evitare comportamenti, situazioni o sostanze nocive. <strong>È un meccanismo evolutivo che ci consente di fare scelte consapevoli e di mantenere il benessere fisico e sociale</strong>. Sebbene possa sembrare una risposta negativa, il disgusto svolge un ruolo essenziale nella nostra vita quotidiana e nel mantenimento del nostro equilibrio e benessere complessivo.</p>
<p><strong><em>Luna Riillo</em></strong></p>
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		<title>Cosa NON si deve fare quando si ha fame</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/cosa-non-si-deve-fare-quando-si-ha-fame/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 14:44:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[affamati]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[decisioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio spiega perché non dovremmo prendere decisioni importanti quando siamo a stomaco vuoto Si dice che non si dovrebbe andare a fare la spesa quando si ha fame ed è vero, lo sappiamo: quante volte ci siamo ritrovati a comprare cose assolutamente non necessarie, in quantità inaudite, solo perché avevamo solcato la soglia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38513" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Quando_si_ha_fame_CUT.jpg" alt="" width="804" height="411" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Quando_si_ha_fame_CUT.jpg 804w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Quando_si_ha_fame_CUT-300x153.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Quando_si_ha_fame_CUT-768x393.jpg 768w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>Un nuovo studio spiega perché non dovremmo prendere decisioni importanti quando siamo a stomaco vuoto</p>
<p>  <span id="more-38514"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Si dice che non si dovrebbe andare a fare la spesa quando si ha fame ed è vero, lo sappiamo: quante volte ci siamo ritrovati a comprare cose assolutamente non necessarie, in quantità inaudite, solo perché avevamo solcato la soglia del supermercato con lo stomaco che brontolava? Beh, adesso i ricercatori affermano che quella non è l&#8217;unica cosa che non dovremmo fare quando abbiamo fame: per esempio, non dovremmo nemmeno prendere decisioni sul nostro futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <a href="https://link.springer.com/epdf/10.3758/s13423-019-01655-0?author_access_token=g0jE25impmyKltua4GtYMJAH0g46feNdnc402WrhzyorfmSdu5zimJ0yE5jHqRAhJAIEHTaNoTI6FV1AT3ciwAOYfjo7R8_0DihnFLjjuaWcyv1VHs5TW0bkB8lr8Kwo-1FfqpQuuSZVc8fc4Ync5Q%3D%3D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato su <em>Psychonomic Bulletin &amp; Review</em> e condotto dal dottor Benjamin Vincent del Dipartimento di Psicologia della<em> Dundee University</em>, ha scoperto che <strong>la fame altera drasticamente il processo decisionale delle persone</strong>, «rendendole impazienti e più propense ad accontentarsi di una piccola ricompensa, che arriva prima di una più grande promessa che giungerebbe in un secondo momento».<br />Il dottor Vincent ha spiegato che <strong>questo aspetto del comportamento umano potrebbe essere sfruttato dagli esperti di <em>marketing</em></strong>, quindi è bene che le persone lo sappiano, in modo da potersene tutelare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che lo studio ha fatto è stato porre ai partecipanti domande non solo sul cibo, ma anche sul denaro e su altri tipi di «obiettivi», sia prima che dopo i pasti, in modo da avere risposte a stomaco vuoto e a stomaco pieno. Le persone non solo sceglievano piccole quantità di cibo subito, piuttosto che maggiori quantità di cibo in seguito, ma optavano anche per «premi» più piccoli e immediati, quando le domande non erano correlate al cibo, ma a cose come le loro situazioni finanziarie e interpersonali.</p>
<p style="text-align: justify;">E, tra l&#8217;altro, le differenze erano davvero notevoli: quando veniva offerta una ricompensa immediata ipotetica e il raddoppiamento, se data in futuro, i partecipanti erano normalmente disposti ad aspettare 35 giorni per raddoppiare la ricompensa quando erano sazi, ma quando avevano fame non era disposti ad aspettare più di 3 giorni. Insomma, qualcosa su cui riflettere.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Quali sono i rifiuti di plastica maggiormente presenti sulle nostre spiagge?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/quali-sono-i-rifiuti-di-plastica-maggiormente-presenti-sulle-nostre-spiagge/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 11:28:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;International Coastal Clenaup stila una Top 10, dove entrano per la prima volta le posate di plastica Come ogni anni arrivano, implacabili, i risultati dell&#8217;International Coastal Cleanup (ICC), che mostrano i dati raccolti nel corso dello scorso anno. Da quanto raccontato nel loro report, quello che è venuto fuori quest&#8217;anno è che molto grave la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38428" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Plastica_nel_mare.jpg" alt="" width="807" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Plastica_nel_mare.jpg 807w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Plastica_nel_mare-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Plastica_nel_mare-768x390.jpg 768w" sizes="(max-width: 807px) 100vw, 807px" /></p>
<p>L&#8217;International Coastal Clenaup stila una Top 10, dove entrano per la prima volta le posate di plastica</p>
<p>  <span id="more-38429"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni anni arrivano, implacabili, i risultati dell&#8217;<em>International Coastal Cleanup</em> (<a href="https://oceanconservancy.org/trash-free-seas/international-coastal-cleanup/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ICC</a>), che mostrano i dati raccolti nel corso dello scorso anno. Da quanto raccontato nel loro <a href="https://oceanconservancy.org/wp-content/uploads/2019/09/Final-2019-ICC-Report.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report</a>, quello che è venuto fuori quest&#8217;anno è che molto grave la maniera in cui mangiamo: tra i 10 articoli più comuni trovati sulle coste nei 120 paesi battuti, infatti, ben 7 sono legati all&#8217;alimentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di involucri per alimenti, cannucce e bacchette per girare, posate di plastica, bottiglie per bevande, tappi di bottiglia, coperchi di plastica e bicchieri e piatti monouso. Le altre tre categorie erano sacchetti di plastica per la spesa, altri sacchetti di plastica (in realtà entrambi questi rifiuti potevano, comunque, essere collegati al cibo) e, infine, <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/cicche-di-sigaretta-a-terra-multe-salate-per-chi-sporca.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mozziconi di sigarette</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base dei precedenti risultati, l&#8217;<strong>ICC afferma che è la prima volta che forchette, coltelli e cucchiai di plastica compaiono nella Top 10, con quasi 2 milioni di pezzi</strong>. Forse dipende dal fatto che, in qualche modo e nonostante tutto, ancora questa oggettistica alimentare usa e getta è sinonimo di convenienza – ma quale convenienza? Posate, cannucce, tazze da caffè da asporto e bottiglie di plastica sono tutti esempi di prodotti che non dovrebbero nemmeno esistere, che <strong>sono sinonimo di</strong> <strong>una velocità di fare le cose che non contiene alcun tipo di coscienza sociale e ambientale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, l&#8217;ICC racconta anche di strani ritrovamenti sulle spiagge, tipo un lampadario, un finto albero di Natale, una porta da garage e un registratore di cassa – negli anni passati, erano stati ritrovati abiti da sposa, lavatrici, materassi e altro.<br />Esempi assurdi di inquinamento, sui quali dobbiamo agire, cambiando la nostra cultura alimentare e pensando a dove andrà finire ognuna delle cose con cui entriamo in contatto.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I selfie con la fauna selvatica sono un&#8217;idea pessima</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/i-selfie-con-la-fauna-selvatica-sono-un-idea-pessima/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 19:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[abuso cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[cellulare]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[Disturbare gli animali è sbagliato per così tanti motivi che non dovrebbe essere necessario elencarli Sappiamo bene quanto sia ingestibile la mania dei selfie: quelli che in passato venivano chiamati autoscatti (e che oggi sono una modalità inserita nei nostri smartphone, facilitata dalla doppia camera dei cellulari) la fanno da padroni nelle nostre vite. Quel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38384" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Selfie_con_animali_CUT.jpg" alt="" width="798" height="413" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Selfie_con_animali_CUT.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Selfie_con_animali_CUT-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Selfie_con_animali_CUT-768x397.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Disturbare gli animali è sbagliato per così tanti motivi che non dovrebbe essere necessario elencarli</p>
<p>  <span id="more-38385"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo bene quanto sia ingestibile la mania dei selfie: quelli che in passato venivano chiamati autoscatti (e che oggi sono una modalità inserita nei nostri smartphone, facilitata dalla doppia camera dei cellulari) la fanno da padroni nelle nostre vite. Quel che un tempo bastava fotografare, oggi diventa sfondo per le nostre facce, presenti in tutti gli scatti, anche in quelli che comprendono gli animali selvatici. È un&#8217;abitudine davvero pessima questa di scattarsi foto con la fauna selvatica, una pratica pericolosa sia per gli animali sia per le persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto spiegato dal professor Philip Seddon, direttore di un programma di gestione della fauna selvatica presso la <a href="https://www.otago.ac.nz/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Otago University</em></a>, in Nuova Zelanda, durante un intervento alla <a href="https://www.penguin-conference.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>International Penguin Conference</em></a>, quando le persone cercano di farsi una foto con un animale selvatico, lo disturbano e possono interrompere i modelli comportamentali naturali dell&#8217;animale, come l&#8217;alimentazione o la cura dei cuccioli, causando uno stress emotivo che potrebbe non essere visibile, ma che tenderà a influenzare molti fattori – potenzialmente anche i tassi di natalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Come raccontato sul <a href="https://www.theguardian.com/environment/2019/sep/03/its-scary-wildlife-selfies-harming-animals-experts-warn" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>The Guardian</em></a>, Seddon ha spiegato che è la mancanza di contatto che molte persone hanno al giorno d&#8217;oggi con la natura che si traduce in mancanza di conoscenza dei comportamenti innati degli animali selvatici. <br />L&#8217;articolo cita anche uno <a href="https://d31j74p4lpxrfp.cloudfront.net/sites/default/files/ca_-_en_files/amazon_selfies_report_-_canada.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;condotto da <em>World Animal Protection</em>, che racconta come i selfie con la fauna selvatica sono aumentati del 29% tra il 2014 e il 2017 e come il 40% di questi mostrava interazioni inadeguate con gli animali – ovvero persone che li volevano abbracciare o li trattenevano.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le luci dello schermo e i flash dei cellulari, così come il rumore e il movimento di una folla di osservatori, possono essere sconcertanti e angoscianti per gli animali. Senza contare che ci potrebbero essere reazioni degli animali che si potrebbero sentire in pericolo.<br />Insomma, non sarebbe davvero il caso di lasciarli in pace?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli stai simpatico?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/gli-stai-simpatico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2018 05:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio parla del comportamento non verbale in grado di rivelare se qualcuno ha fiducia in noi Il Prof. Montoya del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Dyton, in Ohio, ha identificato una lista di comportamenti non verbali in grado di rivelare se piaciamo a una persona. Si tratta di comportamenti universali, comuni a tutte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36206" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_business-2703167_1920.jpg" alt="" width="797" height="396" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_business-2703167_1920.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_business-2703167_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_business-2703167_1920-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Un nuovo studio parla del comportamento non verbale in grado di rivelare se qualcuno ha fiducia in noi</p>
<p>  <span id="more-36207"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il Prof. Montoya del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Dyton, in Ohio, <a href="http://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fbul0000148" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha identificato una lista di comportamenti non verbali</a> in grado di rivelare se piaciamo a una persona. Si tratta di comportamenti universali, comuni a tutte le culture del mondo, come mantenere il contatto visivo, sorridere, dare inizio a una conversazione, ridere, mantenere una vicinanza fisica.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">“Quello che abbiamo trovato ha poco a che vedere <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25095" target="_blank" rel="noopener noreferrer">con le pulsioni romantiche</a>”, ha affermato Montoya, “Si tratta di comportamenti associati allo sviluppo della fiducia, che riguardano il rapporto medico-paziente, genitore-figlio o venditore-cliente”.<br />Quando ci piace qualcuno, agiamo in modo da stimolare la sua fiducia. Per questo, mettiamo in campo comportamenti volti ad aumentare il grado di interdipendenza e l’impegno per il raggiungimento di un accordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri comportamenti identificati nella ricerca appartengono, invece, solo alle culture occidentali. Tra questi, fare un cenno col capo e mimare i gesti altrui. Il team, guidato da Montoya, ha preso in esame anche comportamenti che si sono dimostrati estranei al fatto di provare o meno simpatia per un’altra persona, come inclinare la testa, mantenere una postura aperta e sollevare le sopracciglia. <br />Nello studio sono stati analizzati 54 articoli scientifici e le descrizioni presenti in centinaia di culture. I risultati sono poi stati pubblicati su Psychological Bulletin, una rivista dell’American Psychological Association.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>I microbi possono manipolare le nostre menti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 11:39:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
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					<description><![CDATA[Per i ricercatori, potremmo esserci evoluti a partire dai nostri batteri intestinali I ricercatori dell’Università di Oxford hanno proposto un quadro evolutivo al centro del quale stanno i microbi che abitano il nostro intestino. Lo studio, pubblicato su Nature Reviews Microbiology, è stato condotto in particolare da Katerina Johnson (Dipartimento di Psicologia Sperimentale) e Kevin [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36123" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_offal-1463369_1280.png" alt="" width="799" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_offal-1463369_1280.png 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_offal-1463369_1280-300x151.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_offal-1463369_1280-768x386.png 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Per i ricercatori, potremmo esserci evoluti a partire dai nostri batteri intestinali</p>
<p>  <span id="more-36124"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori dell’Università di Oxford hanno proposto <a href="https://www.nature.com/articles/s41579-018-0014-3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un quadro evolutivo</a> al centro del quale stanno i microbi che abitano il nostro intestino. Lo studio, pubblicato su Nature Reviews Microbiology, è stato condotto in particolare da Katerina Johnson (Dipartimento di Psicologia Sperimentale) e Kevin Foster (Dipartimento di Zoologia) , che hanno valutato l’asse “intestino-cervello”, dimostrando che i batteri intestinali (in particolare le specie appartenenti a Lactobacillus e Bifidobacterium) possono influenzare il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=35927" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comportamento sociale, l&#8217;ansia, lo stress e il comportamento depressivo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una teoria che sta prendendo piede è che i microrganismi del microbioma intestinale manipolino il nostro comportamento a proprio vantaggio. Per esempio, i batteri intestinali potrebbero cambiare il nostro comportamento, rendendoci più socievoli, per aumentare la probabilità di trasmissione di microorganismi a nuovi ospiti. E’ interessante notare che numerose specie di batteri intestinali possono produrre sostanze chimiche di struttura identica ai neurotrasmettitori del nostro cervello (o ai loro precursori). Tuttavia, alla luce della teoria evolutiva, gli autori suggeriscono che questo scenario, ossia che i nostri cervelli siano manipolati dai nostri microbi, è molto improbabile data l&#8217;immensa diversità delle specie microbiche e dei ceppi che abitano l&#8217;intestino.</p>
<p style="text-align: justify;">Katerina Foster ha commentato: &#8220;Non si tratta di burattinai. La crescita microbica dà luogo a sottoprodotti metabolici, come gli acidi grassi a catena corta noti per influenzare la funzione cerebrale, e i metaboliti microbici possono anche interagire con la nostra risposta immunitaria. Piuttosto, la nostra fisiologia potrebbe essersi adattata per utilizzare i microbi migliori per noi. Potremmo quindi esserci evoluti in modo che i nostri microbi potessero interagire perfettamente con le funzioni cerebrali, così che un cambiamento nel nostro microbioma intestinale potrebbe avere effetti sul comportamento.”</p>
<p style="text-align: justify;">Johnson e Foster suggeriscono che una comprensione dell&#8217;evoluzione della comunicazione intestinale potrebbe aiutarci a intervenire efficacemente su questo ecosistema microbico, con potenziali benefici per la salute mentale e il benessere.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I cavalli ricordano le espressioni delle persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 11:36:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori dell’Università del Sussex e Portsmouth rivelano che un cavallo può riconoscere e ricordare le espressioni facciali degli esseri umani Secondo uno studio recente dell’Università del Sussex e Portsmouth, i cavalli comprendono le espressioni e, di conseguenza, possono ricordarle. Questo consentirebbe loro di usare le informazioni per identificare le persone che potrebbero essere una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36121" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_animal-3340687_1920.jpg" alt="" width="799" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_animal-3340687_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_animal-3340687_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_animal-3340687_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>I ricercatori dell’Università del Sussex e Portsmouth rivelano che un cavallo può riconoscere e ricordare le espressioni facciali degli esseri umani</p>
<p>  <span id="more-36122"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://www.cell.com/current-biology/fulltext/S0960-9822(18)30364-6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio recente</a> dell’Università del Sussex e Portsmouth, i cavalli comprendono le espressioni e, di conseguenza, possono ricordarle. Questo consentirebbe loro di usare le informazioni per identificare le persone che potrebbero essere una minaccia .</p>
<p style="text-align: justify;">Il team di psicologi, guidato dalla prof.ssa Karen McComb dell’Università del Sussex e dal la Dott.ssa Leanne Proops dell’Università di Portsmouth, entrambe studiose del comportamento animale, ha esposto un gruppo di cavalli prima alla fotografia di un volto umano arrabbiato o felice e, diverse ore dopo, alla persona rappresentata dalla foto, in carne ed ossa, in uno stato emotivo neutro. <br />Il fatto di aver visto la fotografia era sufficiente a generare differenze nelle risposte successive, al momento dell’incontro: nonostante le persone fossero in uno stato emotivo neutro, la direzione dello sguardo dei cavalli rivelava che questi percepivano l’umano in maniera negativa se prima l’avevano visto arrabbiato. </p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente le persone non sapevano quale foto avessero visto i cavalli, in modo da non attuare nessun tipo di condizionamento.<br />Ricerche precedenti avevano dimostrato che questo animali tendono a vedere eventi negativi in un modo particolare, facilmente identificabile dagli studiosi, ossia con l&#8217;occhio sinistro. Questo a causa della specializzazione dell&#8217;emisfero destro nell’elaborazione degli stimoli minacciosi (le informazioni dall&#8217;occhio sinistro vengono elaborate nell&#8217;emisfero destro).</p>
<p style="text-align: justify;">La professoressa Karen McComb dell&#8217;Università del Sussex ha commentato così: &#8220;Quello che abbiamo scoperto è che i cavalli non solo possono leggere le espressioni facciali umane, ma possono anche ricordare lo stato emotivo precedente di una persona quando la incontrano più tardi. E, soprattutto, adattano il loro comportamento di conseguenza.”<br />Sebbene la ricerca avesse già dimostrato la comprensione delle emozioni da parte dei cavalli, non aveva mai dimostrato invece che questi potessero ricordare esperienze emotive e adattare il loro comportamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio del cavallo è molto interessante, perché si tratta di uno degli animali con più ricca vita sociale e con forte interazione con l&#8217;uomo. Non a caso la scienza aveva già indagato <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19895" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’importanza delle orecchie nella comunicazione tra simili</a>.</p>
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		<title>I libri aiutano sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 08:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Socialità]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, leggere per i propri bambini li aiuta a migliorare la loro socialità «C&#8217;era una volta» è la frase che tutti i bambini dovrebbero sentire quando sono stesi a letto prima di dormire, visto che i genitori che leggono storie ai loro figli possono aiutarli a sviluppare delle abilità sociali che gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36037" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_letturaesocialit%C3%A0.jpg" alt="" width="799" height="401" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, leggere per i propri bambini li aiuta a migliorare la loro socialità</p>
<p>  <span id="more-36038"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">«C&#8217;era una volta» è la frase che tutti i bambini dovrebbero sentire quando sono stesi a letto prima di dormire, visto che i genitori che leggono storie ai loro figli possono aiutarli a sviluppare delle abilità sociali che gli serviranno molto quando sarà ora di sbarcare nel mondo. In particolare la lettura ad alta voce e l&#8217;interpretazione di quello che si sta leggendo possono compensare i comportamenti che denotano disturbi come l&#8217;iperattività e l&#8217;aggressività e migliorare l&#8217;attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dice <a href="http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2018/04/05/peds.2017-3393.full" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio</a>&nbsp;pubblicato di recente sulla rivista «Pediatrics» che racconta come leggere insieme al proprio figlio crei un momento davvero intenso di condivisione e come le storie spieghino senza spiegarlo come si devono affrontare le sfide nella propria vita. L&#8217;immedesimazione, l&#8217;empatia, la curiosità, l&#8217;attenzione: sono tutte qualità che la lettura permettere di sviluppare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ce lo dicono sempre tutti, ma questa volta i ricercatori hanno voluto dimostrare con una ricerca i benefici dell&#8217;abitudine di leggere ad alta voce ai bambini e così hanno trovato, in maniera del tutto casuale, 675 famiglie da seguire sia rendendole parte di un programma chiamato Video Interaction Project sia seguendole e basta. Le famiglie che partecipavano al programma potevano mostrare ai pediatri video di letture e giochi con i loro bambini e attraverso questi farsi anche aiutare da un coach per capire in che modo essere ancora più efficienti nello sviluppo dei propri figli.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati hanno mostrato di avere un impatto prolungato sui problemi comportamentali dei bambini, che si sentiva fino a un anno e mezzo dopo la fine del programma, spingendo i ricercatori a caldeggiare la lettura come metodo di «insegnamento» e di sostegno nei riguardi di alcuni problemi comportamentali. <br />La speranza per la socialità e il benessere dei bambini è che, in questo mondo così tanto spersonalizzato, i genitori continuino ancora e sempre a leggere per i loro figli.</p>
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		<title>Davanti al lupo, ci comportiamo come pecore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2018 08:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Oroscopo lunare]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[obbedienza]]></category>
		<category><![CDATA[pecore]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio sociale rivela che pochi sono disposti a discutere con figure autorevoli Invece di sostenere le nostre idee, seguiamo la folla e obbediamo agli ordini. Così scopriamo che vivere è più semplice, anche se rinunciamo a potere e dignità. Nella paura dell’isolamento, non mettiamo in discussione l’ autorità, anche quando va contro la nostra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35882" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_cicomportiamopecore.jpg" alt="" width="800" height="502" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_cicomportiamopecore.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_cicomportiamopecore-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_cicomportiamopecore-768x482.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Uno studio sociale rivela che pochi sono disposti a discutere con figure autorevoli</p>
<p>  <span id="more-35883"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Invece di sostenere le nostre idee, seguiamo la folla e obbediamo agli ordini. Così scopriamo che vivere è più semplice, anche se rinunciamo a potere e dignità. Nella paura dell’isolamento, non mettiamo in discussione l’ autorità, anche quando va contro la nostra morale e ci porta a fare del male.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo rivela Stanley Milgram, psicologo dell’Università di Yale. Il Dr. Milgram, partendo dalla domanda “perché il personale militare nazista è stato così manipolabile da infliggere torture e morte a persone innocenti?”, ha sviluppato un esperimento sul comportamento sociale, in particolare sul comportamento delle persone comuni di fronte a una figura autoritaria.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esperimento, descritto nel suo libro del 1974 “Obbedienza all’autorità. Uno sguardo sperimentale” (in Italia ed. Einaudi), mostra quanto le persone possano essere manipolabili. Milgram chiese ai volontari di dare una scossa elettrica a un estraneo, senza sapere che quest’ultimo era un attore capace di simulare dolore. Anche dopo aver inflitto una sofferenza visibile, i volontari continuavano a colpirli quando veniva loro ordinato da una persona autoritaria in camice da laboratorio e, se l’attore fingeva un infarto, solo una piccola parte era in grado di ribellarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Dylan Charles, editore del Waking Times, le persone sono incapaci di pensare da sole quando hanno un ruolo subordinato in qualche gerarchia autoritaria. L’importante ricerca del Dr. Milgram è oggi più valida che mai, tanto da ispirare il documentario “The Push” di Netflix , che esplora la psicologia di gruppo guidata dall&#8217;obbedienza. Qui il mentalista Derren Brown riprende l’esperimento del 1974, convincendo una persona qualsiasi a compiere un omicidio e dimostrando che la manipolazione può portare chiunque a commettere gesti spaventosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bisogno di appartenere può spingere la maggior parte di noi ad agire in modi non etici e violenti solo per adattarci. Senza convinzioni, ideali o principi etici forti, rischiamo di piegarci all’autorità per compiacere le strutture gerarchiche create dalla società.</p>
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		<title>Cosa fare quando si incontra un orso (video)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 15:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[orso]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; È un&#8217;esperienza che non auguriamo a nessuno, ma se dovesse succedere&#8230; Negli ultimi anni la popolazione di orsi nel nostro paese è cresciuta. Nonostante le polemiche per qualche inconveniente rappresenta una buona notizia. Tuttavia la montagna, essendo anche la loro casa, potrebbe essere il terreno adatto per un fortuito incontro con l’anomale. È un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-89734" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/07/brown-bear-423202_1280-e1615458904871.jpg" alt="orso" width="800" height="533" /></h3>
<h3>È un&#8217;esperienza che non auguriamo a nessuno, ma se dovesse succedere&#8230;</h3>
<p><span id="more-28086"></span></p>
<p>Negli ultimi anni la popolazione di orsi nel nostro paese è cresciuta. Nonostante le polemiche per qualche inconveniente rappresenta una buona notizia. Tuttavia la montagna, essendo anche la loro casa, potrebbe essere il terreno adatto per un fortuito incontro con l’anomale. È un caso raro, ma non impossibile.</p>
<p>In questo caso bisogna fare attenzione a non creare una situazione pericolosa, o più pericolosa di quello che è.</p>
<h4>Il WWF ha preparato un video in cui spiega come comportarsi di fronte al plantigrado.</h4>
<p>Conviene rimanere sul sentiero e non infilarsi nella boscaglia. Inoltre per evitare incontri è meglio non lasciare cibo in giro e tenere i proprio cane al guinzaglio. Guai a seguirlo o lanciargli sassi: interpreterà questi gesti come un a aggressione. L’importante è indietreggiare lentamente e fargli capire che non rappresentiamo una minaccia. Attenzione: può diventare aggressivo se interpreta la nostra presenza come una minaccia per i cuccioli.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/q1cF-vvIySI" width="560" height="315" frameborder="0"></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
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