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	<title>collezione &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Il falò di Burberry</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 05:54:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[burberry]]></category>
		<category><![CDATA[collezione]]></category>
		<category><![CDATA[vestiti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il noto marchio ha bruciato più di 30 milioni di Euro di capi di stock per evitare che entrassero nel mercato della contraffazione Ha fatto scalpore il gesto di Burberry&#160;che ha bruciato quasi 32 milioni di Euro di vestiti e cosmetici nell&#8217;ultimo anno con lo scopo di «proteggere la proprietà intellettuale e prevenire la contraffazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36891" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_bruciareburberries.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_bruciareburberries.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_bruciareburberries-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_bruciareburberries-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il noto marchio ha bruciato più di 30 milioni di Euro di capi di stock per evitare che entrassero nel mercato della contraffazione</p>
<p>  <span id="more-36892"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ha fatto scalpore il gesto di <a href="https://it.burberry.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Burberry</a>&nbsp;che ha bruciato quasi 32 milioni di Euro di vestiti e cosmetici nell&#8217;ultimo anno con lo scopo di «proteggere la proprietà intellettuale e prevenire la contraffazione illegale assicurando che la catena di approvvigionamento rimanga intatta» – così ha detto la compagnia.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, nonostante questa spiegazione, il gesto rimane scioccante.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto scrive il giornale «<a href="https://www.theguardian.com/fashion/2018/jul/20/why-does-burberry-destroy-its-products-q-and-a?CMP=Share_iOSApp_Other" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>», quello che i marchi di moda non ammettono è che preferiscono bruciare i loro invenduti invece di venderli a prezzo ridotto perché questo è un rischio per i loro affari. Ci sono resoconti di H&amp;M e della Nike che tagliano, letteralmente, la loro merce invenduta per impedirgli di entrare nel mercato contraffatto, così come il produttore di orologi di lusso Richemont o il marchio di moda Céline.</p>
<p style="text-align: justify;">Una pratica questa, insomma, che, per quanto possa sembrarci assurda, fa assolutamente parte delle dinamiche che girano intorno alla moda, che è un&#8217;industria notoriamente indifferente sia per quello che concerne il benessere dei suoi lavoratori – in termini di ore lavorate, retribuzioni ricevute e condizioni di lavoro non sicure – sia verso gli uomini e il pianeta, non preoccupandosi di quanto li stia danneggiando con questo modo di fare usa&amp;getta, produci&amp;brucia. Come sappiamo, il dispendio energetico per la produzione dei beni è talmente forte che bruciarli senza scampo vuol dire buttare nel cesso le risorse che sono state usate per crearli.</p>
<p style="text-align: justify;">Burberry ha cercato di salvarsi dalla polemica dicendo che aveva lavorato con aziende specializzate per sfruttare l&#8217;energia del processo di distruzione in modo da renderlo ecologico, ma questo non ha cambiato il fatto che milioni e milioni di Euro di abiti perfettamente indossabili sono stati inceneriti.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto dicono alcuni, potrebbe addirittura aver infranto la legge ambientale britannica, facendolo. Staremo a vedere cosa succederà.</p>
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		<title>Abiti&#8230; che puliscono gli oceani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2014 13:51:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[abiti]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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		<category><![CDATA[collezione]]></category>
		<category><![CDATA[G-star]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano]]></category>
		<category><![CDATA[Raw for the Oceans]]></category>
		<category><![CDATA[riciclaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il marchio G-Star lancia una nuova collezione realizzata con le bottiglie di plastica recuperate dagli oceani Il brand specializzato in denim G-Star ha lanciato una nuova collezione che fa della sostenibilità il suo punto di forza. Si chiama Raw for the Oceans e tutti i capi sono composti da un tessuto speciale che viene dalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-6151" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/05/images_igallery_resized_energia_oceani-4564-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Il marchio </span><strong style="line-height: 1.3em;">G-Star</strong><span style="line-height: 1.3em;"> lancia una nuova collezione realizzata con le bottiglie di plastica recuperate dagli oceani</span></p>
<p>  <span id="more-19420"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Il brand specializzato in denim </span><strong style="line-height: 1.3em;">G-Star</strong><span style="line-height: 1.3em;"> ha lanciato una nuova collezione che fa della sostenibilità il suo punto di forza. Si chiama </span><strong style="line-height: 1.3em;">Raw for the Oceans</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e tutti i capi sono composti da un tessuto speciale che viene dalla lavorazione dei rifiuti (soprattutto plastica) recuperati dagli </span><a href="viaggiare/mare"><strong style="line-height: 1.3em;">oceani</strong></a><span style="line-height: 1.3em;"> e dalle coste. La collezione, presentata anche a Pitti Uomo, è stata realizzata in collaborazione con Pharrell Williams il poliedrico artista statunitense e usa il Bionic Yarn, un filato ecologico che utilizza le bottiglie di plastica recuperate dalle acque di mari ed oceani per creare un nuovo denim, morbido ma molto resistente.</span></p>
<p class="MsoNormal">Questa prima collezione dell’iniziativa <strong>RAW for the Oceans</strong> ha già recuperato e riciclato oltre 10 tonnellate di plastica negli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18204"><strong>oceani</strong></a>. La mascotte dell&#8217;iniziativa che contraddistingue ogni capo è il simpatico polpo Otto. Gli abiti sono sia maschili che femminili: t-shirt, jeans, cappellini, felpe</p>
<p class="MsoNormal">La linea ha vinto il gran premio  Cannes’ First Product Design al festival della Creatività Leoni di Cannes. <span style="line-height: 1.3em;">La collezione </span><strong style="line-height: 1.3em;">RAW for the Oceans</strong><span style="line-height: 1.3em;"> sarà disponibile negli store a partire da settembre 2014.</span></p>
<p class="MsoNormal">as</p>
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		<title>Nasce Swoppydo, il baratto online va sempre piu&#8217; di moda</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/nasce-swoppydo-il-baratto-online-va-sempre-piu-di-moda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 15:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[baratto]]></category>
		<category><![CDATA[baratto on line]]></category>
		<category><![CDATA[collezione]]></category>
		<category><![CDATA[fiera del baratto e dell’usato alla Mostra d’Oltremare a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[scambio]]></category>
		<category><![CDATA[sito sul baratto]]></category>
		<category><![CDATA[swoppydo]]></category>
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					<description><![CDATA[Saranno i tempi di crisi ma il baratto diventa sempre più di moda. Due giovani ingegneri informatici danno vita ad un sito dove si può scambiare di tutto senza mettere mai mano al portafoglio I-Pod e fotocamere digitali, ma anche abbigliamento e oggetti di arredamento o da collezione. Si pu&#242; scambiare di tutto su www.swoppydo.com, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3390" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_ambiente_swoppydo-com-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Saranno i tempi di crisi ma il baratto diventa sempre più di moda. Due giovani ingegneri informatici danno vita ad un sito dove si può scambiare di tutto senza mettere mai mano al portafoglio</p>
<p> <span id="more-3391"></span> </p>
<p style="text-align: justify">I-Pod e fotocamere digitali, ma anche abbigliamento e oggetti di arredamento o da collezione. Si pu&ograve; scambiare di tutto su <a href="http://www.swoppydo.com/">www.swoppydo.com</a>, il sito di baratto online ideato da due giovani ingegneri informatici di Bari, Marco Giglione e Giuseppe Guarnieri.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Il sito (che gioca sul termine inglese swap e del suo sinonimo swop &ldquo;scambio&rdquo;, trasformato nel pi&ugrave; musicale e accattivante &ldquo;swoppy&rdquo;) permette ai suoi fruitori di pubblicare annunci di oggetti richiedendo quelli che si vorrebbe in cambio. E se non si ha niente da scambiare si possono utilizzare gli &ldquo;swoppydollars&rdquo;, una moneta virtuale che consente di&nbsp;acquistare servizi o integrare scambi in cui c&rsquo;&egrave; una disparit&agrave; di valore.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Marco e Giuseppe hanno dato vita a quello che era il loro sogno fin dai tempi dell&rsquo;universit&agrave; realizzare un sito dove fosse possibile scambiare oggetti di qualsiasi tipo senza mettere mano al portafogli. Hanno aperto cos&igrave; un&rsquo;impresa tutta loro, la NeXTWare s.n.c, e dato vita ad un portale dall&rsquo;interfaccia intuitiva e facilissima da usare: una volta registrati bastano pochi click per inserire i propri annunci e avviare le trattative. Non manca l&rsquo;integrazione con i principali social network, per condividere i propri annunci su facebook, twitter e google+, nonch&eacute; generare il codice da inserire nei nostri forum abituali. Il progetto &egrave; stato pensato per diventare presto &ldquo;grande&rdquo;, con caratteristiche tecniche tali da poter essere esportato molto presto anche in altri paesi.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Swoppydo sar&agrave; presentato ufficialmente alla 31&deg; Fiera del Baratto e dell&rsquo;Usato in programma il 26 e 27 novembre alla Mostra d&rsquo;Oltremare di Napoli. (alessandra severini)</p>
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