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	<title>coldiretti &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>La classifica dei cibi più pericolosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 06:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
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					<description><![CDATA[Coldiretti ha diffuso la black list degli alimenti a rischio per la nostra salute Ogni anno Coldiretti diffonde un dossier dedicato agli alimenti pericolosi per l’uomo a causa della presenza di residui chimici, micotossine, metalli pensanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi: nella lista di quest’anno ci sono il pesce spada e il tonno dalla Spagna, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36658" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_blacklist_coldiretti_18.jpg" alt="" width="789" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_blacklist_coldiretti_18.jpg 789w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_blacklist_coldiretti_18-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_blacklist_coldiretti_18-768x388.jpg 768w" sizes="(max-width: 789px) 100vw, 789px" /></p>
<p>Coldiretti ha diffuso la black list degli alimenti a rischio per la nostra salute</p>
<p>  <span id="more-36659"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno Coldiretti diffonde un dossier dedicato agli alimenti pericolosi per l’uomo a causa della presenza di residui chimici, micotossine, metalli pensanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi: nella lista di quest’anno ci sono il pesce spada e il tonno dalla Spagna, inquinati con metalli pesanti, gli integratori degli Stati Uniti, che comprendono ingredienti “fuorilegge”, le arachidi dalla Cina e i pistacchi dalla Turchia, entrambi contaminati da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aflatossina" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aflatossine</a>&nbsp;cancerogene.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’Unione Europea gli allarmi sono 2.925. Il paese con il maggior numero di notifiche è la Turchia, seguita dalla Cina, dall’India, dagli Stati Uniti e dalla Spagna. Sono Paesi con i cui prodotti arrivano spesso sulle tavole italiane: nel 2016 sono stati importati dalla Spagna 167 milioni di chili di pesce e dalla Turchia quasi 2 milioni i chili di pistacchi e&nbsp; 25,6 milioni di chili di nocciole.</p>
<p style="text-align: justify;">Pericolosi anche i peperoni turchi, a causa di una contaminazione oltre i limiti di pesticidi. Seguono in classifica le carni di pollo provenienti dalla Polonia, che sono state oggetto di allarme per contaminazioni microbiologiche oltre i limiti di legge, in particolare di salmonella.</p>
<p style="text-align: justify;">La “migliore” agricoltura d’Europa è quella italiana, con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche. L’Italia è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%).<br />&nbsp;<br /><strong>ECCO LA LISTA DEI CIBI PIU’ PERICOLOSI</strong><br />&#8211; Pesce dalla Spagna &#8211; per metalli pesanti in eccesso (mercurio e cadmio)<br />&#8211; Dietetici/integratori da USA &#8211; per ingredienti e novel food non autorizzati<br />&#8211; Arachidi dalla Cina – per aflatossine oltre i limiti<br />&#8211; Peperoni dalla Turchia &#8211; per pesticidi oltre i limiti<br />&#8211; Pistacchi dall’Iran – per aflatossine oltre i limiti<br />&#8211; Fichi secchi dalla Turchia &#8211; per aflatossine oltre i limiti<br />&#8211; Carni di pollo dalla Polonia &#8211; per contaminazioni microbiologiche (salmonella)<br />&#8211; Nocciole dalla Turchia – per aflatossine oltre i limiti<br />&#8211; Arachidi dagli USA – per aflatossine oltre i limiti<br />&#8211; Pistacchi dalla Turchia &#8211; per&nbsp;aflatossine oltre i limiti<br />&#8211; Peperoncino dall’India &#8211; per aflatossine e salmonella oltre i limiti<br />&#8211; Albicocche secche da Turchia &#8211; per solfiti oltre i limiti<br />&#8211; Noce moscata da Indonesia &#8211; per aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente<br />&#8211; Carni di pollo dai Paesi Bassi &#8211; contaminazioni microbiologiche</p>
<p>Fonte: Elaborazioni Coldiretti dati Rasff 2016</p>
<p>Quali sono i danni alla salute che potrebbero provocare fitofarmaci e fertilizzanti? <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26265" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui un articolo di approfondimento</a>.</p>
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		<title>Latte: obbligo di origine in etichetta</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/latte-obbligo-di-origine-in-etichetta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 13:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero]]></category>
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					<description><![CDATA[È obbligatorio per i produttori indicare in etichetta l&#8217;origine del latte. Esulta Coldiretti È scaduto il termine di 180 giorni concesso per smaltire le scorte di latte confezionato con il “vecchio” sistema di etichettatura. Da oggi è obbligatorio per i produttori indicare in etichetta l&#8217;origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34706" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_Latte_Italiano.jpg" alt="" width="800" height="506" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Latte_Italiano.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Latte_Italiano-300x190.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_Latte_Italiano-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>È obbligatorio per i produttori indicare in etichetta l&#8217;origine del latte. Esulta Coldiretti</p>
<p>  <span id="more-34707"></span>  </p>
<p>È scaduto il termine di 180 giorni concesso per smaltire le scorte di latte confezionato con il “vecchio” sistema di etichettatura. Da oggi è obbligatorio per i produttori indicare in etichetta l&#8217;origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt. L’obiettivo della legge? Impedire di spacciare come Made in Italy i prodotti ottenuti degli allevamenti stranieri.</p>
<p>L&#8217;obbligo di indicazione di origine del latte o dei prodotti lattiero-caseari, precisa la Coldiretti, sarà riconoscibile in etichetta dalle seguenti diciture:</p>
<p>1)&#8221;Paese di mungitura&#8221;: nome del Paese nel quale è stato munto il latte;</p>
<p>2) &#8220;Paese di confezionamento e trasformazione&#8221;: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato; Qualora il latte o il latte usato sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l&#8217;indicazione di origine può essere assolta con l&#8217;utilizzo della seguente dicitura: &#8220;origine del latte&#8221;: nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell&#8217;Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate &#8211; continua la Coldiretti &#8211; le seguenti diciture: &#8220;latte di Paesi UE&#8221; per l&#8217;operazione di mungitura, &#8220;latte condizionato o trasformato in Paesi UE&#8221; per l&#8217;operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine qualora le operazioni avvengano nel territorio di piu&#8217; Paesi situati al di fuori dell&#8217;Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: &#8220;latte di Paesi non UE&#8221; per l&#8217;operazione di mungitura, &#8220;latte condizionato o trasformato in Paesi non UE&#8221; per l&#8217;operazione di condizionamento o di trasformazione.</p>
<p>Si tratta di una lunga battaglia portata avanti da Coldiretti: &#8220;Con l&#8217;etichettatura di origine si dice finalmente basta all&#8217;inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall&#8217;estero&#8221;.</p>
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		<title>Gli Italiani scelgono i prodotti delle zone colpite dal sisma. Da qui passa la ripresa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/gli-italiani-scelgono-i-prodotti-delle-zone-colpite-dal-sisma-da-qui-passa-la-ripresa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 10:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amatrice]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[Amatriciana e Caciotte della solidarietà per far ripartire l’economia. L’Italia solidale aiuta le regioni colpite dal sisma Tre italiani su quattro hanno acquistato prodotti delle zone terremotate per aiutarne la ripresa economica. Lo spiega una indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa all’inaugurazione del nuovo mercato di Roma Capitale di Campagna Amica al Circo Massimo che riparte ospitando alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34664" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_coldiretti_Amatrice.jpg" alt="" width="780" height="480" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_coldiretti_Amatrice.jpg 780w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_coldiretti_Amatrice-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_coldiretti_Amatrice-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p>Amatriciana e Caciotte della solidarietà per far ripartire l’economia. L’Italia solidale aiuta le regioni colpite dal sisma</p>
<p>  <span id="more-34665"></span>  </p>
<p>Tre italiani su quattro hanno acquistato prodotti delle zone terremotate per aiutarne la ripresa economica.</p>
<p>Lo spiega una indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa all’inaugurazione del nuovo mercato di Roma Capitale di Campagna Amica al Circo Massimo che riparte ospitando alla vigilia dell’inverno gli agricoltori, i pastori e gli allevatori terremotati che hanno portato i primi raccolti dopo il sisma.</p>
<p>La pasta all’amatriciana è il simbolo di questa ripresa: il 10% degli Italiani ha partecipato a iniziative legate a questa ricetta. Un sostegno che ha aiutato agricoltori e allevatori a rimanere nelle proprie aziende a presidiare il territorio per difenderne le specialità. <a href="http://ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/terremoto-a-rischio-3300-posti-di-lavoro" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il rischio che il teremoto distrugga l&#8217;economia di queste zone è reale.</a></p>
<p>“Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che occorre sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento”, ha affermato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare la necessità che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”. Nonostante le difficoltà – precisa Coldiretti – agricoltori e allevatori sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità delle zone terremotate. Molte famiglie hanno scelto di servire le ricette tipiche locali, dalla zuppa con le lenticchie di Castelluccio a quella con la roveja, ma anche la patata di Colfiorito, la mortadella di Campotosto, il prosciutto di Norcia, il pecorino amatriciano e quello dei Sibillini, lo zafferano, il tartufo o il ciauscolo.</p>
<p>“Scegliere di acquistare prodotti di aziende colpite dal sisma”, ha dichiarato Maria Letizia Gardoni, Delegata nazionale Coldiretti Giovani impresa, “significa sostenere l’economia e la tenuta sociale di quei territori che rivestono un ruolo cruciale nell’identità non solo agricola, ma anche culturale dell’intero Paese. Negli ultimi anni stiamo di fatto assistendo al risultato di una profonda rivoluzione culturale di cui Coldiretti si è fatta promotrice che pone la scelta del cibo su criteri diversi basati su coscienza e consapevolezza di ciò che i consumatori portano sulle proprie tavole. La scelta di prediligere alimenti salvati dalle macerie è la prima manifestazione di come il cibo rappresenti la chiave per la ripresa economica”.</p>
<p>In questi mesi, oltre 60mila italiani hanno assaggiato la caciotta della solidarietà, ottenuta con il latte raccolto dalle stalle terremotate di Norcia, Amatrice e Leonessa e il “cacio amico” fatto con il latte degli allevamenti marchigiani. Inoltre i mercati degli agricoltori di Campagna Amica continuano ad ospitare, dalla Capitale a tutta la Penisola, gli agricoltori terremotati rimasti senza possibilità di vendita. Per aiutare le aree rurali è anche attivo uno specifico conto corrente denominato “COLDIRETTI PRO-TERREMOTATI” (IBAN: IT 74 N 05704 03200 000000127000) dove indirizzare la raccolta di fondi.</p>
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		<title>Gli Oscar di Coldiretti ai giovani agricoltori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/gli-oscar-di-coldiretti-ai-giovani-agricoltori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 10:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Green]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo nuovo modo di fare agricoltura produrrà il buono e il bello dell’Italia Forse è frutto della crisi economica, della voglia di una vita più sana, della ricerca di nuove forme di economia più vicine all’ambiente o del desiderio di uno stile di vita sano, sta di fatto che molti giovani italiani negli ultimi anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33527" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_oscar_green.jpg" alt="" width="1000" height="666" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_oscar_green.jpg 1000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_oscar_green-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_oscar_green-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Questo nuovo modo di fare agricoltura produrrà il buono e il bello dell’Italia</p>
<p>  <span id="more-33528"></span>  </p>
<p>Forse è frutto della crisi economica, della voglia di una vita più sana, della ricerca di nuove forme di economia più vicine all’ambiente o del desiderio di uno stile di vita sano, sta di fatto che <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29333" target="_blank" rel="noopener noreferrer">molti giovani italiani negli ultimi anni stanno tornando in campagna</a>.</p>
<p>Per questi giovani che vogliono reinventarsi e creare l’agricoltura del futuro, Coldiretti ha lanciato il premio Oscar Green, giunto ormai alla sua nona edizione. <br />Il concorso è stato ideato proprio con lo scopo di dare la meritata visibilità a tutti quei ragazzi che hanno saputo costruire (molti partendo da zero) con grandi sacrifici realtà imprenditoriali che sono diventate parte dell’eccellenza Made in Italy.</p>
<p>Tutti i giovani agricoltori che sono interessati a partecipare al concorso Oscar Green 2017 potranno inviare la propria domanda di partecipazione attraverso il sito di <a href="http://www.oscargreen.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Oscar Green</a>. C’è ancora tempo fino alla mezzanotte del 31 marzo 2017.</p>
<p>“Promuovere l’agricoltura sana del nostro Paese &#8211; spiegano gli organizzatori &#8211; è l’obiettivo del premio che ha come protagonisti i giovani agricoltori e le loro tante e belle idee innovative”.</p>
<p>“Nello spirito del concorso &#8211; concludono &#8211; saranno premiate quelle idee imprenditoriali che hanno saputo maggiormente coniugare tradizione e innovazione. Un occhio di riguardo sarà riservato ai progetti che avranno come obiettivo la tutela e l’arricchimento del territorio”.</p>
<p>Tutte le imprese che parteciperanno al concorso riceveranno un attestato di<br />partecipazione, inoltre:</p>
<ul>
<li>Entreranno nel DVD “Oscar Green 2017”</li>
<li>Avranno spazi di promozione su media nazionali</li>
<li>Le loro storie e i loro video saranno pubblicati sul sito di Giovani Impresa Coldiretti per tutto il 2017</li>
</ul>
<p>Le 6 imprese vincitrici delle singole categorie riceveranno l’Oscar Green.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Coldiretti contro il Comune di Roma dopo chiusura del mercato di Campagna amica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/coldiretti-contro-il-comune-di-roma-dopo-chiusura-del-mercato-di-campagna-amica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 11:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna amica]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Km0]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Raggi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Sfrattate dal mercato 60 aziende di Roma e del lazio. Coldiretti: &#8220;da più di tre mesi stiamo sollecitando l’amministrazione a pubblicare il bando&#8221; È scontro tra la Coldiretti e il Comune di Roma dopo la chiusura del mercato “Campagna Amica”, dedicato alle produzioni a km 0, che si teneva tutti i fine settimana nei pressi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33323" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_Campagna_amica.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Campagna_amica.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Campagna_amica-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Campagna_amica-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Sfrattate dal mercato 60 aziende di Roma e del lazio. Coldiretti: &#8220;da più di tre mesi stiamo sollecitando l’amministrazione a pubblicare il bando&#8221;</p>
<p>  <span id="more-33324"></span>  </p>
<p>È scontro tra la Coldiretti e il Comune di Roma dopo la chiusura del mercato “Campagna Amica”, dedicato alle produzioni a km 0, che si teneva tutti i fine settimana nei pressi del Circo Massimo.</p>
<p>Il bando per l’assegnazione dello stabile ancora non è stato presentato dal comune, che ha sfrattato gli agricoltori senza concedere una proroga fino alla presentazione del bando stesso.</p>
<p>&#8220;L&#8217;amministrazione comunale ci ha sfrattato, interrompendo di fatto un&#8217;iniziativa che dal 2009 ha favorito l&#8217;economia agricola della Capitale e del Lazio, sostenendo il reddito delle aziende locali e offrendo ai consumatori romani un punto di riferimento settimanale per la spesa agroalimentare di qualità con prodotti coltivati e lavorati sul territorio, tracciati dall&#8217;origine, freschi e stagionali. La chiusura del mercato e la mancata concessione della proroga sono uno schiaffo alla città, da oggi più povera e interrompono brutalmente una esperienza di filiera corta da subito apprezzata dai cittadini romani e dai turisti di tutto il mondo che ogni fine settimana, in migliaia, hanno affollato il mercato di San Teodoro&#8221;, ha commentato David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio.</p>
<p>&#8220;Il Comune rivendica di avere operato nel rispetto della legalità. Anche noi siamo dalla parte della legalità, sempre e comunque. Tanto è vero che da più di tre mesi stiamo sollecitando l’amministrazione a pubblicare il bando per riassegnare lo stabile di San Teodoro. Sforzo vano il nostro, perché del bando, al quale la Fondazione Campagna Amica risponderà, non vi è traccia e questo ritardo penalizzerà sia gli imprenditori agricoli, sia le migliaia di famiglie romane che ogni sabato e domenica, da quasi dieci anni, frequentano il mercato. I consumatori sono stati al nostro fianco, hanno manifestato insieme a noi, condiviso la protesta e firmato la nostra petizione. Auspichiamo un ripensamento da parte della sindaca Raggi e confidiamo nella concessione della proroga&#8221;, ha aggiunto Aldo Mattia, direttore della Coldiretti del Lazio.</p>
<p>Nel mercato operano 60 aziende di Roma e di decine di comuni laziali come Terracina, Viterbo, Cassino, Frosinone, Sezze, Tuscania, Rieti, Magliano Sabina. Qui i consumatori trovano carne, insaccati, olio, latticini, prodotti da forno, pesce, frutta, verdure, ortaggi tutti rigorosamente made in Lazio e offerti ai consumatori da chi li ha prodotti in un regime di filiera corta dove il rapporto di fiducia tra chi produce e chi acquista è diretto, immediato. Tuttavia, gli operatori hanno sospeso le vendite per evidenziare un disagio causato dal ritardo nella pubblicazione del bando comunale per l’assegnazione dell’area.</p>
<p>Si schiera a fianco degli agricoltori anche Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori: “Questo non è un semplice mercato, questa è espressione di cultura. Gli amministratori chiudano altre cose, magari quelle che inquinano. Il Comune revochi il provvedimento. Penso che di luoghi come questi, in una città simbolo come Roma, ce ne servano di più”.</p>
<p>Luca Bergamo, vicesindaco di Roma, dopo l’incontro avuto al Mercato di Campagna Amica del Circo Massimo con i dirigenti della Coldiretti nazionale e regionale, ha dichiarato: “Stiamo lavorando, speriamo di trovare già la prossima settimana le forme per garantire la prosecuzione del mercato. Consideriamo strategici questi mercati che favoriscono il rapporto diretto tra produttori e consumatori; infatti stiamo lavorando a un apposito regolamento di disciplina. Abbiamo apprezzato che gli operatori, pur sapendo di rinunciare ai ricavi, abbiano sospeso le attività di vendita dei prodotti, proviamo dispiacere per il disagio vissuto da loro e dai cittadini di Roma”.</p>
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		<title>È “Canapamania”. Coldiretti: +200% in 3 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2017 09:58:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca della naturalità nell’abbigliamento, nell’alimentazione e in generale l’affermarsi di stili di vita più ecologici ha favorito la diffusione della canapa Con una crescita del 200% dei terreni coltivati a livello nazionale in soli tre anni, si può parlare a ragione di “Canapamania”. La canapa ha riscosso infatti successo in molti campi: dai tessuti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33166" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_canapa_coldiretti.jpg" alt="" width="564" height="292" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_canapa_coldiretti.jpg 564w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_canapa_coldiretti-300x155.jpg 300w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></p>
<p>La ricerca della naturalità nell’abbigliamento, nell’alimentazione e in generale l’affermarsi di stili di vita più ecologici ha favorito la diffusione della canapa</p>
<p>  <span id="more-33167"></span>  </p>
<p>Con una crescita del 200% dei terreni coltivati a livello nazionale in soli tre anni, si può parlare a ragione di “Canapamania”. La canapa ha riscosso infatti successo in molti campi: dai tessuti alla pasta, dalla birra ai cosmetici, dalla carta ai saponi, dai biscotti al pane ma anche detersivi, vernici o addirittura mattoni per la bioedilizia.</p>
<p>Lo spiega Coldiretti in occasione della storica entrata in vigore, dal 14 gennaio 2017, della legge numero 242 del 2 dicembre 2016 recante &#8216;Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa&#8217; resa necessaria per superare le diffidenze del passato e sostenere il boom in atto in Italia.</p>
<p>Secondo Coldiretti, “la ricerca della naturalità nell’abbigliamento, nell’alimentazione e in generale l’affermarsi di stili di vita più ecologici ha favorito la diffusione della canapa, che è particolarmente versatile negli impieghi ma anche in grado dal punto di vista colturale è a basso impatto ambientale, contribuisce alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità.</p>
<p>Alla canapa è stata dedicata un&#8217;intera manifestazione, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33148" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Canapa Mundi &#8211; Fiera Internazionale della Canapa</a>, al Pala Cavicchi di Roma, dal 17 al 19 febbraio, giunta alla sua terza edizione e organizzata dall&#8217;Associazione Culturale Tuanis.</p>
<p>Dalla canapa, ha spiegato Coldiretti, si ottengono eco-mattoni da utilizzare nella bioedilizia che, oltre a garantire un’alta capacità isolante, sia dal caldo che dal freddo, assorbono anche CO2 ma c’è pure il pellet di canapa per il riscaldamento che assicura una combustione pulita.</p>
<p>Numerosi gli impieghi in campo alimentare, dai biscotti e dai taralli fino al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, le cui proprietà benefiche sono state riconosciute dal ministero della Salute, dall’Oms e da numerose ricerche. Il seme di canapa e gli alimenti derivati contengono, infatti, proteine che comprendono tutti gli aminoacidi essenziali, in proporzione ottimale e in forma facilmente digeribile. Dalla canapa &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; si ricavano inoltre tessuti naturali ottimi sia per l’abbigliamento, poiché tengono fresco d’estate e caldo d’inverno, sia per l’arredamento, grazie alla grande resistenza di questo tipo di fibra.</p>
<p>“Il boom della coltivazione della canapa è un’ottima dimostrazione della capacità delle imprese agricole di scoprire e sperimentare nuove frontiere e soddisfare i crescenti bisogni dei nuovi consumatori”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che “proprio da queste esperienze di green economy si aprono opportunità di lavoro nelle campagne che possono contribuire alla crescita sostenibile e alla ripresa economica ed occupazionale del paese”.</p>
<p>Fortunatamente ora la canapa non è così malvista come negli anni passati, quando veniva combattuta per la lotta agli stupefacenti.</p>
<p>“Oggi &#8211; continua la Coldiretti &#8211; la consapevolezza dell’esigenza di creare un quadro legislativo di minore rigidità che possa valorizzare le caratteristiche distintive della canapa italiana ha portato finalmente alla creazione di un quadro legislativo che può valorizzare le caratteristiche distintive della canapa in Italia dove &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; si sta verificando una rapida diffusione della coltivazione dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna”.</p>
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		<title>L’agricoltura diventa creativa, dal caviale veg ai vestiti d&#8217;arance. Gli “Oscar Green” 2016 di Coldiretti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 11:40:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco le idee più brillanti che vogliono innovare il settore agricolo L’agricoltura si evolve e attira sempre più giovani. E diventa creativa, si apre a nuovi prodotti e crea nuovi mercati. Le innovazioni fanno parte anche di questo settore come vuole dimostrare il concorso “Oscar Green” 2016, il premio per la creatività d’impresa dei Giovani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32752" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_imG_finalisti_OG.jpg" alt="" width="780" height="480" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_imG_finalisti_OG.jpg 780w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_imG_finalisti_OG-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_imG_finalisti_OG-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p>Ecco le idee più brillanti che vogliono innovare il settore agricolo</p>
<p>  <span id="more-32753"></span>  </p>
<p>L’agricoltura si evolve e attira sempre più giovani. E diventa creativa, si apre a nuovi prodotti e crea nuovi mercati. Le innovazioni fanno parte anche di questo settore come vuole dimostrare il concorso “Oscar Green” 2016, il premio per la creatività d’impresa dei Giovani della Coldiretti.</p>
<p>Tra i protagonisti di questa edizione troviamo il progetto di Andrea Passanisi che in Sicilia ha inventato il primo caviale vegano interamente ricavato da un frutto simile al cetriolo, il &#8216;finger lime&#8217;, che contiene piccole perle trasparenti dal sapore forte, aspro e piccante che ricordano il limone.</p>
<p>Roberto ed Elvira invece producono biocosmetici antispreco in Toscana, un progetto che è stato realizzato insieme all’università di Caserta alla quale sono stati consegnati gli scarti del loro orto. Gli studiosi seguendo le tabelle ufficiali della farmacopea ne hanno ricavato creme per il corpo, maschere per il viso e saponi, tutti prodotti non citotossici e rigorosamente biologici.</p>
<p>Dagli scarti di arance invece si possono produrre dei tessuti, come dimostra Adriana Santonocito. Tutto nasce dalla sua tesi di laurea che pian piano diventa un progetto di ricerca e quindi una start up e che oggi è un business e una scommessa di futuro. Il progetto è sviluppato insieme al Politecnico di Milano che realizza il brevetto che permette di produrre l’Orange fiber, cellulosa estratta dagli scarti di arance in grado di diventare un vero e proprio tessuto agli agrumi.</p>
<p>Sono arrivati in finale anche un gruppo di agricoltori, tutti under 30, che hanno recuperato degli antichi gelseti per dedicarsi alla produzione in chiave moderna del filato, la seta che viene poi tinta con prodotti naturali dal papavero alla ginestra fino alla cipolla di tropea.</p>
<p>Francesco Lipari è un architetto che si è messo a lavoro insieme al Comune di Siracusa e a Campagna Amica per dar vita ad un orto giardino interattivo, un paesaggio sonoro che cambia insieme al clima esterno e a quello interno dell&#8217;animo umano. Il battito cardiaco della persona che si avvicina alle realizzazioni naturali di quest’orto canterino è in grado di influenzarne la melodia.</p>
<p>Da Treviso arriva la birra biodinamica al radicchio di Treviso, una birra stagionale, che viene prodotta una volta l&#8217;anno, seguendo non solo tutto il percorso del radicchio rosso di Treviso che ha un protocollo molto rigoroso ma anche un vero e proprio disciplinare biodinamico che comporta una serie di operazioni, compiute a partire dal campo e fino alla trasformazione, seguendo il calendario astronomico.</p>
<p>L’università di Napoli ha reso protagonista la mela annurca campana Igp in campo medico grazie al Consorzio. Trasformata infatti in capsule, di cui ognuna contiene il valore di 3 mele, la mela annurca ha un risultato simile alle statine, riduce il colesterolo cattivo e aumenta quello buono.</p>
<p>Ma la Coldiretti segnala anche la seta made in Italy dal baco all’atelier per abiti green ed anallergici ideata in Calabria da Domenico Vivino, l’olio di nocciola elisir di lunga vita grazie agli esclusivi grassi polinsaturi Omega 3 e Omega 6 prodotto in Veneto da Simone Serafin, il vino dai grappoli ghiacciati della marchigiana Marika Socci, la stalla hi tech di Elena Lazzarini in Lombardia, le bambole e le bomboniere green realizzate in Puglia da Rosa e Paola Tortorelli, il recupero e la valorizzazione di un antico unguento come l’oleolito di Iperico realizzate dalla Cooperativa sociale agricola di Antonio Lellici Terre Altre in Trentino.</p>
<p>E ancora: la clementina snack di Francesco Rizzo in Calabria, il primo kit dell’agripasticcere creato da Mariangela Stoppini in Umbria, il ketchup nostrano di Bernardino Nardelli, che dalla Puglia ha conquistato l’America, la prima radio contadina che trasmette dalla cima di un albero di Gaetano Carboni che in Abruzzo sono artefici di una rigenerazione rurale e l’ospedale dove si mangia a km0 di Giuseppe Candela a Salerno.</p>
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		<title>Terremoto: a rischio 3300 posti di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 09:18:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coldiretti lancia l&#8217;allarme per le zone colpite dal sisma: agricoltura in difficoltà Nei 17 comuni colpiti dal sisma l&#8217;agricoltura rischia una battuta d&#8217;arresto e di conseguenza è incerto il futuro di 3300 posti di lavoro. In queste zone la densità di aziende agricole è molto alta, solo 7 ogni 100 abitanti; la media nazionale è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32331" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_terremoto_amatrice.jpg" alt="" width="800" height="405" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_terremoto_amatrice.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_terremoto_amatrice-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_terremoto_amatrice-768x389.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Coldiretti lancia l&#8217;allarme per le zone colpite dal sisma: agricoltura in difficoltà</p>
<p>  <span id="more-32332"></span>  </p>
<p>Nei 17 comuni colpiti dal sisma l&#8217;agricoltura rischia una battuta d&#8217;arresto e di conseguenza è incerto il futuro di 3300 posti di lavoro. In queste zone la densità di aziende agricole è molto alta, solo 7 ogni 100 abitanti; la media nazionale è 2,7.</p>
<p>Tra manodopera familiare ed esterna, le campagne delle zone colpite &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; danno lavoro a migliaia di persone, contribuendo in modo importante all’economia di quei territori. Sotto il profilo dell’orientamento produttivo &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; emerge che la percentuale maggiore di superfice agricola utilizzata è destinata a prati permanenti e pascoli (71,7% rispetto al 26,7% del dato nazionale) a conferma del deciso orientamento verso le attività di allevamento con 55.961 animali e il prevalere quasi ovunque delle pecore anche se i bovini sono presenti a Norcia, Cascia e Amatrice. Le aziende agricole censite nell’area del cratere &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; sono 1.894, di cui quasi il 35% (pari a 658 aziende) presenti nei territori perugini dell’Umbria, seguiti dalle Marche (582), dall’Abruzzo con 372 e dal Lazio con 282 aziende nel reatino delle quali 181 ad Amatrice, le più danneggiate.</p>
<p>La maggior parte delle aziende è di tipo familiare condotte direttamente dal coltivatore (91,9%) e strutturate in forme giuridiche prevalentemente individuali (88,2%) L’agriturismo tocca quota del 25% ed è particolarmente presente nei comuni dell’Umbria (33%), soprattutto a Norcia (50%) e a Preci (75%) mentre nelle Marche le quote principali sono a Montefortino (45,5%), Montegallo (50%) e Montemonaco (85,7%). “Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini che occorre ora sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento&#8221;, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare la necessità che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”.</p>
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		<title>È l’estate dello street food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 12:42:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco i cibi d strada più amati: vince la tradizione, in calo il kebab È l’estate dello street-food, quasi due italiani su tre hanno consumato cibo da strada quest’anno, con un boom durante i mesi estivi. Lo spiega Coldiretti che sottolinea il perché della scelta dei consumatori: “concilia la praticità con il costo contenuto, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32191" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/08/images_Street_food_2016.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Street_food_2016.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Street_food_2016-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Street_food_2016-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ecco i cibi d strada più amati: vince la tradizione, in calo il kebab</p>
<p>  <span id="more-32192"></span>  </p>
<p>È l’estate dello street-food, quasi due italiani su tre hanno consumato cibo da strada quest’anno, con un boom durante i mesi estivi. Lo spiega Coldiretti che sottolinea il perché della scelta dei consumatori: “concilia la praticità con il costo contenuto, ma anche perché rappresenta una forma di vendita particolarmente apprezzata dai turisti”.</p>
<p>Nel frattempo si moltiplicano feste, sagre e chioschi dedicati ai cibi più semplici pronti per essere consumati ovunque. <br />I cibi da strada italiani più consumati sono legati alle tradizioni locali: piadine, arrosticini e arancini. C’è una nicchia (13%) di amanti di prodotti della tradizione italiana come gli hot dog, mentre si segnala in calo il kebab, scelto da solo il 6% del campione.</p>
<p>Il cibo da strada ormai fa tendenza e sono comparsi ovunque dei chioschi evoluti, i cosiddetti “food truck” che offrono ogni genere di prodotto cucinato sul posto.</p>
<p>E l’Italia, sottolinea Coldiretti, può vantare una tradizione ampia di prodotti otre a quelli già descritti, come i filetti di baccalà alla romana, la polenta fritta veneta, le focacce liguri, il pesce fritto nelle diverse località marittime e gli immancabili panini ripieni con le tipiche farciture locali che vanno dai salumi ai formaggi senza dimenticare la porchetta laziale.</p>
<p>&#8220;Una conferma che la scoperta del territorio e dei suoi prodotti tipici rappresenta un valore aggiunto inestimabile che purtroppo rischia di sparire dalle strade e dalla piazze delle città italiane sotto la pressione dell’omologazione&#8221;, spiega il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che &#8220;con la scomparsa dei piatti tipici si perde un pezzo di storia delle città&#8221;.</p>
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		<title>Vacanze: 15 milioni di italiani in partenza questo mese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 10:18:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizia il primo esodo estivo: gli italiani preferiscono il mare Le città italiane sono strette nella morsa del caldo e chi può ne approfitta per andare in vacanza. Sono ben 15milioni gli Italiani che si metteranno in viaggio durante il mese di Luglio secondo una analisi Coldiretti/Ixè. &#8216;Rispetto allo scorso anno &#8211; sottolinea la Coldiretti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31885" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Vacanze_Italia.jpg" alt="" width="1024" height="578" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Vacanze_Italia.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Vacanze_Italia-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Vacanze_Italia-768x434.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Inizia il primo esodo estivo: gli italiani preferiscono il mare</p>
<p>  <span id="more-31886"></span>  </p>
<p>Le città italiane sono strette nella morsa del caldo e chi può ne approfitta per andare in vacanza. Sono ben 15milioni gli Italiani che si metteranno in viaggio durante il mese di Luglio secondo una analisi Coldiretti/Ixè.</p>
<p>&#8216;Rispetto allo scorso anno &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; sono 4 milioni gli italiani in più che faranno le vacanze a luglio quando le scuole sono già terminate e si riesce a risparmiare un po’ rispetto all’altissima stagione&#8217;.</p>
<p>Dobbiamo considerare anche che giugno è stato contraddistinto da un tempo incerto e per questo in molti non si sono mossi nella prima parte dell&#8217;estate.</p>
<p>Il 70% degli italiani punterà alla vacanza al mare, mentre il 24% andrà alla ricerca del fresco in montagna, ma non mancherà chi cercherà il buen retiro in campagna, magari attratto dalle offerte degli agriturismi.</p>
<p>&#8216;La ripresa del settore turistico &#8211; conclude Coldiretti &#8211; ha un effetto diretto su tutti quei profili professionali utilizzati dalle strutture vacanziere come cuochi, camerieri, addetti all&#8217;accoglienza, all&#8217;informazione, ai servizi e all&#8217;assistenza alla clientela ma a beneficiare del maggiore flusso sono tutte le strutture economiche impegnate ad offrire prodotti e servizi, a partire da quelle agroalimentari&#8217;.</p>
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