<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CO2 &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/co2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 May 2020 11:28:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Il Coronavirus e il calo delle emissioni di carbonio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/il-coronavirus-e-il-calo-delle-emissioni-di-carbonio/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/il-coronavirus-e-il-calo-delle-emissioni-di-carbonio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2020 06:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[abbassamento]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni di carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=57975</guid>

					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, la pandemia ha fatto calare del 17% le emissioni giornaliere globali di carbonio Si è parlato quasi immediatamente di come la pandemia causata dal Coronavirus abbia permesso al pianeta di prendersi una pausa dall&#8217;inquinamento costante che viene prodotto dalle attività umane. Ovviamente, non era questa la maniera in cui ci immaginavamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-57977" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/pollution-4796858_1280.jpg" alt="emissioni" width="795" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/pollution-4796858_1280.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/pollution-4796858_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/pollution-4796858_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></h3>
<h3>Secondo un nuovo studio, la pandemia ha fatto calare del 17% le emissioni giornaliere globali di carbonio</h3>
<p><span id="more-57975"></span></p>
<p>Si è parlato quasi immediatamente di come<strong> la pandemia causata dal Coronavirus abbia permesso al pianeta di prendersi una pausa dall&#8217;inquinamento costante</strong> che viene prodotto dalle attività umane. Ovviamente, non era questa la maniera in cui ci immaginavamo di fare qualcosa per il pianeta.</p>
<p>Eppure, secondo un <a href="https://www.nature.com/articles/s41558-020-0797-x" target="_blank" rel="noopener">nuovo studio</a> condotto dagli scienziati della University of East Anglia nel Regno Unito,<strong> le emissioni giornaliere di carbonio sono diminuite di un sorprendente 17%</strong> proprio a causa della pandemia di Coronavirus.</p>
<h4>L&#8217;ultima volta che sono stati rivelati livelli così bassi è stato nel 2006.</h4>
<p>«Il confinamento della popolazione ha portato a drastici cambiamenti nel consumo di energia e nelle emissioni di CO<sub>2</sub>», ha detto in un <a href="https://phys.org/news/2020-05-covid-crisis-global-carbon-emissions.html" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa</a> Corinne Le Quéré, professoressa presso la University of East Anglia e autrice principale dello studio pubblicato sulla rivista <em>Nature Climate Change</em>.</p>
<p>Secondo lo studio, i cambiamenti più significativi nelle emissioni sono stati osservati in Cina, negli Stati Uniti e in Europa.</p>
<p><strong>Il calo è stato così sostanziale che metterebbe le nazioni del mondo su una buona traiettoria per raggiungere gli obiettivi climatici</strong> che sono stati delineati nell&#8217;accordo di Parigi delle Nazioni Unite.</p>
<p>Sfortunatamente, però, è molto improbabile che questo calo duri.</p>
<p>«È probabile che queste riduzioni estreme siano temporanee, poiché non riflettono cambiamenti strutturali nei sistemi economici, di trasporto o energetici», ha detto Le Quéré. Aggiungendo che «la misura in cui i leader mondiali considerano i cambiamenti climatici quando pianificano le loro risposte economiche post COVID-19 influenzerà i percorsi globali delle emissioni di CO<sub>2</sub> per i decenni a venire».</p>
<p><strong>Per mantenere basse le emissioni di carbonio, gli amministratori locali potrebbero incoraggiare cose come camminare, andare in bicicletta e usare biciclette elettriche</strong>, che tendono anche ad essere «molto più economiche e migliori per il benessere e la qualità dell&#8217;aria rispetto alla costruzione di strade, e preservano il distanziamento sociale», secondo Le Quéré.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/il-coronavirus-e-il-calo-delle-emissioni-di-carbonio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa succederà al nostro mare se non ridurremo le emissioni di CO2?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/cosa-succedera-al-nostro-mare-se-non-ridurremo-le-emissioni-di-co2/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/cosa-succedera-al-nostro-mare-se-non-ridurremo-le-emissioni-di-co2/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 18:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acidificazione mare]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[ischia]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[vents]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ecoseven.net/?p=52312</guid>

					<description><![CDATA[Uno studio italiano ha valutato gli effetti dell’acidificazione delle acque analizzando una pianta di mare delle coste di Ischia Un nuovo studio italiano, frutto della collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza e la Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, ha osservato e valutato gli effetti della acidificazione delle acque su una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52313" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/plants-691608_1280.jpg" alt="mare" width="798" height="424" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/plants-691608_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/plants-691608_1280-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/plants-691608_1280-768x408.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Uno studio italiano ha valutato gli effetti dell’acidificazione delle acque analizzando una pianta di mare delle coste di Ischia</h3>
<p><span id="more-52312"></span></p>
<p>Un nuovo studio italiano, frutto della collaborazione scientifica tra il <strong>Dipartimento di Biologia ambientale della Sapienza</strong> e la <a href="http://www.szn.it/index.php/en/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Stazione zoologica Anton Dohrn</strong></a> di Napoli, ha osservato e valutato gli effetti della acidificazione delle acque su una pianta marina delle coste di Ischia.</p>
<p><strong>L’aumento dell’anidride carbonica</strong> (CO2) <strong>nell’atmosfera</strong> a causa principalmente della deforestazione operata dall’uomo, dell’uso di combustili fossili e di altre emissioni di natura antropica, <strong>produce effetti devastanti anche sugli oceani. </strong></p>
<p>Per sua natura il mare assorbe CO2 dall&#8217;atmosfera. Ma una maggiore concentrazione di questo composto innesca una serie di reazioni chimiche che riducono il pH dell’acqua, aumentandone l’acidità.</p>
<p><strong>Ciò causa impatti diffusi che potrebbero compromettere il ruolo ecologico e le funzionalità di interi ecosistemi. </strong></p>
<p>Intorno alle coste di Ischia sono presenti alcuni siti, chiamati <em>vents</em>, con emissioni di CO2 naturale di origine vulcanica. Questi acidificano localmente le acque e rappresentano dei “laboratori naturali” per studiare l’adattamento di singole specie, comunità ed ecosistemi all’acidificazione marina.</p>
<h4><strong>Questo studio ha interessato due sistemi di vents (Castello e Vullatura) e una zona di controllo lungo le stesse coste. </strong></h4>
<p>Qui i ricercatori hanno messo sotto la lente d’ingrandimento le praterie sottomarine formate dalla Posidonia. <strong>Hanno dimostrato come il ridotto livello di pH influisca negativamente</strong> non tanto sulla crescita della pianta (anzi le praterie risultano addirittura più dense nei siti acidificati rispetto a quelli caratterizzati da pH naturali) quanto sull’intero ecosistema associato.</p>
<p>“<em>Abbiamo riscontrato i segni dell’acidificazione nelle foglie, che si presentano significativamente più corte rispetto a quelle che si formano in condizioni di acidità normale</em>. <em>Questo perché</em> &#8211; spiega <strong>Edoardo Casoli</strong> del gruppo Sapienza &#8211; <em>i ridotti livelli di pH influiscono sulla comunità epifita che vive sulle foglie della Posidonia, causando, da una parte, la scomparsa di alghe rosse, molluschi, echinodermi e di tutti gli organismi capaci di fissare il carbonato di calcio nei loro gusci e scheletri, e favorendo, dall’altra, l’adattamento di organismi non calcificanti, come alghe brune filamentose, idrozoi e tunicati</em>”.</p>
<p>I ricercatori hanno quindi analizzato la frequenza dei morsi delle salpe sulle foglie, confermando che la loro ridotta lunghezza è dovuta a una più intensa attività di pascolo di questi pesci, che trovano in questi siti una risorsa in maggiore quantità e più appetibile.</p>
<p>Lo studio mette in evidenza come <strong>una sostanziale alterazione dei livelli di acidità delle acque generi una serie di effetti a cascata che potrebbero compromettere l’intero ecosistema</strong>. Per il Mare Nostrum, la perdita di biodiversità delle praterie di Posidonia potrebbe avere ricadute sociali ed economiche importanti.</p>
<p>“Il vantaggio di questi risultati &#8211; conclude Giandomenico Ardizzone, coordinatore del team Sapienza &#8211; consiste nel fatto che questi siti sono delle vere e proprie “finestre sul futuro” per osservare i possibili scenari ecologici dei mari, sulla base dei valori di pH previsti da alcuni modelli geochimici per il non lontano 2100”.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/cosa-succedera-al-nostro-mare-se-non-ridurremo-le-emissioni-di-co2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>17</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un cemento che cattura anidride carbonica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/un-cemento-che-cattura-anidride-carbonica/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/un-cemento-che-cattura-anidride-carbonica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 14:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[calcestruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[LafargeHolcim]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione emissioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38273</guid>

					<description><![CDATA[LafargeHolcim ha prodotto un calcestruzzo «quasi buono» che riduce le emissioni del 70% La produzione di cemento è responsabile fino all&#8217;8% delle emissioni annuali di CO2 – che è il motivo per cui questo materiale viene accusato spesso di essere il più distruttivo presente sulla Terra. Sapendo di questo problema, i produttori hanno cercato dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38272" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Cemento_ed_emissioni_CUT.jpg" alt="" width="803" height="413" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Cemento_ed_emissioni_CUT.jpg 803w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Cemento_ed_emissioni_CUT-300x154.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Cemento_ed_emissioni_CUT-768x395.jpg 768w" sizes="(max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<p>LafargeHolcim ha prodotto un calcestruzzo «quasi buono» che riduce le emissioni del 70%</p>
<p>  <span id="more-38273"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La produzione di cemento è responsabile fino all&#8217;8% delle emissioni annuali di CO2 – che è il motivo per cui questo materiale viene accusato spesso di essere il più distruttivo presente sulla Terra. Sapendo di questo problema, i produttori hanno cercato dei modi per ridurne l&#8217;impronta, lavorando soprattutto sulle due fonti principali da cui provengono le emissioni di carbonio: il riscaldamento del forno e la reazione chimica che produce il cemento, a partire dal carbonato di calcio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="https://www.lafargeholcim.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LafargeHolcim</a></em>, <strong>la più grande azienda di cemento al mondo</strong>, con sede negli Stati Uniti, sta cercando di ridurre la produzione di carbonio da parte di questo materiale da un po&#8217; di tempo, nonostante abbia notato l&#8217;assenza di un vero interesse commerciale degli acquirenti in questo senso.<br />Recentemente, <a href="https://www.lafargeholcim.us/lafargeholcim-and-solidia-technologies-announce-first-us-commercial-expansion?utm_source=web%20page&amp;utm_medium=LinkedIn&amp;utm_campaign=Solidia%20press%20release" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;azienda ha comunicato</a>&nbsp;che <strong>venderà cemento a basse emissioni di CO2</strong> per l&#8217;industria dei prefabbricati negli Stati Uniti, grazie a una collaborazione tecnologica con <em><a href="https://www.solidiatech.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Solidia Technologies</a>,</em>che va avanti da sei anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prodotto creato utilizza un legante speciale – prodotto a temperature più basse – e subisce un processo di indurimento brevettato che utilizza anidride carbonica, anziché acqua. Aggiungendo e assorbendo CO2, <em>Solidia Concrete</em> raggiunge la resistenza in meno di 24 ore, a differenza del calcestruzzo tradizionale, che impiega 28 giorni per raggiungerla. In questo modo, riduce del 70% l&#8217;impronta di carbonio complessiva del calcestruzzo prefabbricato e <strong>diminuisce le emissioni dell&#8217;industria del cemento fino al 40%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/un-cemento-che-cattura-anidride-carbonica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Proteine fatte di anidride carbonica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/proteine-fatte-di-anidride-carbonica/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ecoseven/proteine-fatte-di-anidride-carbonica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 18:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38025</guid>

					<description><![CDATA[Per affrontare contemporaneamente sia i problemi ambientali che quelli agricoli, nasce un prodotto alternativo alla carne a base di CO2 Un&#8217;innovativa startup finlandese ha sperimentato un nuovo prodotto proteico alternativo alla carne , a base di anidride carbonica proveniente dall&#8217;atmosfera, un intreccio di particolarità davvero interessante che ha il potenziale per affrontare ben due problematiche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38024" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_proteinesintetiche.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_proteinesintetiche.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_proteinesintetiche-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_proteinesintetiche-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Per affrontare contemporaneamente sia i problemi ambientali che quelli agricoli, nasce un prodotto alternativo alla carne a base di CO2</p>
<p>  <span id="more-38025"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;innovativa startup finlandese ha sperimentato un nuovo prodotto <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20432:nuovi-alimenti-per-la-salute-di-oggi&amp;catid=25&amp;Itemid=2441" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proteico</a> alternativo alla carne , a base di anidride carbonica proveniente dall&#8217;atmosfera, un intreccio di particolarità davvero interessante che ha il potenziale per affrontare ben due problematiche che affliggono il nostro ambiente: la produzione agricola e i cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://solarfoods.fi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Solar Food</a> non sarà difficile ottenere le certificazioni che permetteranno al prodotto di essere acquistabile e commerciabile e decide il 2021 come data di lancio sul mercato. All&#8217;inizio questo prodotto, che è stato chiamato Solein, sarà probabilmente venduto come fonte di proteine liquide nei frullati e negli yogurt – una maniera diversa da quella che abbiamo convenzionalmente di assumere le proteine alternative (che tendono a riprodurre in maniera formale la carne tradizionale, come hamburger e polpette).</p>
<p style="text-align: justify;">La startup afferma che Solein è «100 volte più positivo per il clima» di tutte le altre proteine animali e vegetali: per esempio, secondo quanto dicono i dati dell&#8217;azienda, la produzione di Solein è 10 volte più efficiente di quella della soia in termini di emissioni di anidride carbonica .<br />In pratica, l&#8217;azienda mescola molecole d&#8217;acqua con sostanze nutritive come il potassio e il sodio, quindi alimenta la soluzione con il carbonio per i microbi. I microbi consumano le sostanze nutritive e producono una sostanza commestibile che assomiglia alla farina e che contiene il 50% di proteine.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, l&#8217;anidride carbonica sostituisce lo zucchero nel nutrimento dei microbi.<br />La società ha grandi ambizioni e crede che l&#8217;industria della carne alternativa supererà effettivamente l&#8217;industria della carne convenzionale, anche perché sarà producibile ovunque. Come dice Solar Food sul suo sito: indipendentemente «dalle condizioni meteorologiche e dall&#8217;irrigazione, il Solein è una fonte proteica infinita, libera dalle limitazioni agricole e dai confini dell&#8217;immaginazione».</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ecoseven/proteine-fatte-di-anidride-carbonica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Basta con le costruzioni che generano anidride carbonica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/architettura/basta-con-le-costruzioni-che-generano-anidride-carbonica/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/casa/architettura/basta-con-le-costruzioni-che-generano-anidride-carbonica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 15:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[edifici]]></category>
		<category><![CDATA[edificio]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38000</guid>

					<description><![CDATA[Un nuovo studio dice che dobbiamo smettere di creare infrastrutture che emettono anidride carbonica «Le emissioni nette di biossido di carbonio antropogenico (CO2) devono avvicinarsi allo zero entro la metà del secolo (2050) per stabilizzare la temperatura media globale ai livelli interessati dagli sforzi internazionali. Eppure la continua espansione delle infrastrutture energetiche da combustibili fossili [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37999" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_edificiemissioni.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_edificiemissioni.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_edificiemissioni-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_edificiemissioni-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un nuovo studio dice che dobbiamo smettere di creare infrastrutture che emettono anidride carbonica</p>
<p>  <span id="more-38000"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">«Le emissioni nette di <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19950:creare-energia-rinnovabile-con-delle-nanoparticelle-d-oro&amp;catid=12&amp;Itemid=2432" target="_blank" rel="noopener noreferrer">biossido di carbonio</a> antropogenico (CO2) devono avvicinarsi allo zero entro la metà del secolo (2050) per stabilizzare la temperatura media globale ai livelli interessati dagli sforzi internazionali. Eppure la continua espansione delle infrastrutture energetiche da combustibili fossili implica un futuro già segnato da emissioni di CO2», inizia così un nuovo studio che arriva per dirci che la dobbiamo smettere di girarci dall&#8217;altra parte: le nuove costruzioni vanno fatte con determinati standard ambientali perché le tradizioni infrastrutture che emettono CO2 non sono più accettabili. </p>
<p style="text-align: justify;">Non solo dobbiamo smettere di costruire, oltre a questo dobbiamo anche iniziare a smantellare le strutture che sono già in piedi, sostituendole con centrali elettriche, fornaci a zero emissioni e macchinari più puliti.<br /><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-019-1364-3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo studio</a>), pubblicato sulla rivista Nature, dice infatti che le emissioni generate dalle infrastrutture energetiche esistenti stanno mettendo a repentaglio l&#8217;obiettivo climatico di 1,5 °C. Se non smettiamo di costruire e non mandiamo in pensione le vecchie infrastrutture (le centrali di lungo corso, le automobili, le caldaie) sostituendole con tecnologie a zero emissioni, sarà difficile rispettare l&#8217;Accordo di Parigi sugli obiettivi climatici. </p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, mantenere lo status quo non basta per stabilizzare le temperature globali, quindi gli imperativi sono due: smettere di ideare e costruire secondo standard antiquati ed eliminare quegli standard antiquati anche da quello che è stato costruito.<br />Speriamo di farcela.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/casa/architettura/basta-con-le-costruzioni-che-generano-anidride-carbonica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eliminare la CO2 e poi venderla</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/eliminare-la-co2-e-poi-venderla/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/eliminare-la-co2-e-poi-venderla/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 16:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Climeworks]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35198</guid>

					<description><![CDATA[Un sistema sviluppato da un&#8217;azienda svizzera cattura l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;aria e poi la piazza sul mercato Il livello di anidride carbonica nella nostra atmosfera sta diventando insostenibile. Per questo i ricercatori in Svizzera stanno studiando un metodo per affrontare il problema, catturando l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;aria. Il team sta sviluppando un approccio commerciale alla cattura del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35197" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Climeworks.jpg" alt="" width="1000" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Climeworks.jpg 1000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Climeworks-300x120.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Climeworks-768x307.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Un sistema sviluppato da un&#8217;azienda svizzera cattura l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;aria e poi la piazza sul mercato</p>
<p>  <span id="more-35198"></span>  </p>
<p>Il livello di anidride carbonica nella nostra atmosfera sta diventando insostenibile. Per questo i ricercatori in Svizzera stanno studiando un metodo per affrontare il problema, catturando l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;aria.</p>
<p>Il team sta sviluppando un approccio commerciale alla cattura del carbonio, in una struttura appena fuori Zurigo. Una flotta di 18 ventilatori (grossi come lavatrici) è stata collocata sul tetto di un centro di riciclaggio. Mentre aspirano aria, i filtri rivestiti chimicamente assorbono l&#8217;anidride carbonica. Saturandosi nel giro di poche ore, questi filtri vengono riscaldati a 100°C utilizzando l&#8217;energia di scarto proveniente dall&#8217;impianto di riciclaggio, al fine di poter travare il gas puro di anidride carbonica da un&#8217;altra parte.</p>
<p>Questo sistema viene chiamato sistema di acquisizione diretta dell&#8217;aria ed è stato sviluppato dalla società svizzera <a href="http://www.climeworks.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Climeworks</a>. È in grado di catturare fino a 900 tonnellate di anidride carbonica in un anno.</p>
<p>Il carbonio catturato viene successivamente inviato a una grande serra, dove aiuta a migliorare le dimensioni dei prodotti vegetali. E non viene inviato e basta, viene venduto.</p>
<p>Quindi, anche se rimuovere l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;atmosfera rimane l&#8217;obiettivo della Climeworks, in realtà non è possibile continuare questo tipo di processo indefinitamente, senza un flusso di entrate, e quindi la CO2 viene venduta a 500 euro per tonnellata – questa cifra è attualmente alta perché l&#8217;azienda ha costruito tutto l&#8217;hardware necessario da zero, ma la speranza è che, come i pannelli solari e le turbine eoliche, i prezzi diminuiranno una volta aumentati gli sforzi di produzione. Climeworks vuole essere in grado di vendere anidride carbonica a circa 85 euro per tonnellata e stima che ciò potrebbe essere possibile entro due o tre anni.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/eliminare-la-co2-e-poi-venderla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La prima centrale al mondo a «emissioni negative»</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/la-prima-centrale-al-mondo-a-emissioni-negative/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/la-prima-centrale-al-mondo-a-emissioni-negative/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 11:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Climeworks]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35076</guid>

					<description><![CDATA[In Islanda un impianto che elimina più anidride carbonica di quanta ne produce L&#8217;impianto che è stato «acceso» in Islanda è una vera e propria innovazione: si tratta della prima centrale elettrica mondiale che elimina più anidride carbonica di quanta ne produce. Il programma pilota, gestito da Climeworks, riesce a rimuovere annualmente circa 50 tonnellate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35075" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Hellisheidi-Power-Plant.jpg" alt="" width="700" height="427" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Hellisheidi-Power-Plant.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Hellisheidi-Power-Plant-300x183.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In Islanda un impianto che elimina più anidride carbonica di quanta ne produce</p>
<p>  <span id="more-35076"></span>  </p>
<p>L&#8217;impianto che è stato «acceso» in Islanda è una vera e propria innovazione: si tratta della prima centrale elettrica mondiale che elimina più anidride carbonica di quanta ne produce. Il programma pilota, gestito da <a href="http://www.climeworks.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Climeworks</a>, riesce a rimuovere annualmente circa 50 tonnellate di CO2 dall&#8217;aria. I gas non vengono semplicemente trattenuti; piuttosto, vengono trasformati in calcare e così resteranno per almeno un milione di anni.</p>
<p>Ecco come funziona il processo funziona: l&#8217;anidride carbonica viene catturata dall&#8217;ambiente usando un filtro brevettato dalla Climeworks; la centrale geotermica riscalda il filtro usando calore a basso tenore e questo permette di estrarre l&#8217;anidride carbonica pura; a questo punto, i gas vengono legati con l&#8217;acqua e vengono spediti 700 metri al di sotto del terreno; quando la CO2 reagisce con il basalto, lo strato roccioso basico, forma un minerale permanente solido.</p>
<p>In questo modo, ovvero seppellendo i gas serra nocivi nella roccia, gli si impedisce di essere attivi per almeno un milione di anni, visto che è questo il tempo minimo in cui il gas inodore vi rimarrà intrappolato.</p>
<p>Il progetto è ancora nella sua fase pilota, ma gli scienziati sono ottimisti: simili «emissioni negative» potrebbero essere generate in tutto il mondo. Tuttavia, ci sono alcune sfide da combattere.</p>
<p>Il costo, per esempio, che non è esattamente basso – Climeworks stima che ci vogliono almeno 600 dollari per estrarre una sola tonnellata di CO2. E poi c&#8217;è il fatto che ci si attesta ancora su risultati bassi – entro la fine del 2017, la capacità totale dell&#8217;impianto dovrebbe essere di 900 tonnellate l&#8217;anno. <br />Ma la Climeworks è positiva, afferma che la loro tecnologia combinata con la conservazione dell&#8217;anidride carbonica ha un potenziale davvero enorme. Entro il 2025, l&#8217;azienda cercherà di ridurre i costi a 100 dollari per tonnellata e di catturare l&#8217;1% delle emissioni del carbonio prodotto dall&#8217;uomo ogni anno. Non ci sono dettagli sul modo in cui ciò sarà realizzato, ma con investitori come Bill Gates e come la <a href="http://www.esa.int/ESA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">European Space Agency</a>&nbsp;ce la si potrebbe fare.</p>
<p>Intanto è bene continuare a combattere affinché si adottino abitudini sostenibili, visto che i dati forniti dall&#8217;ONU dimostrano che siamo ben lontani dal contenimento dell&#8217;aumento della temperatura, fissato a meno di 2°C dall&#8217;Accordo sul clima.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/la-prima-centrale-al-mondo-a-emissioni-negative/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anche l’aereo diventa elettrico? Per Easyjet decollerà tra 10 anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/anche-l-aereo-diventa-elettrico-per-easyjet-decollera-tra-10-anni/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/anche-l-aereo-diventa-elettrico-per-easyjet-decollera-tra-10-anni/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 08:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aereo]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[combustibili fossili]]></category>
		<category><![CDATA[easyjet]]></category>
		<category><![CDATA[elettrico]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Surriscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=34598</guid>

					<description><![CDATA[Tra qualche anno per viaggi brevi anche l’aereo potrà dire addio ai combustibili fossili Si parla sempre di più di auto elettrica quando si affronta l’argomento mobilità sostenibile, ma uno dei principali mezzi di trasporto, l’aereo, riuscirà mai ad abbandonare il combustibile fossile? La compagnia inglese Easyjet si è posta il problema e, dopo aver [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34597" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_aereo_elettrico.jpg" alt="" width="620" height="413" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_aereo_elettrico.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_aereo_elettrico-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Tra qualche anno per viaggi brevi anche l’aereo potrà dire addio ai combustibili fossili</p>
<p>  <span id="more-34598"></span>  </p>
<p>Si parla sempre di più di <a href="mobilita/auto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">auto elettrica </a>quando si affronta l’argomento mobilità sostenibile, ma uno dei principali mezzi di trasporto, l’aereo, riuscirà mai ad abbandonare il combustibile fossile?</p>
<p>La compagnia inglese Easyjet si è posta il problema e, dopo aver siglato un accordo con l&#8217;azienda statunitense Wright Electric per sviluppare un aereo alimentato a batteria, annuncia che in una decina di anni potremmo volare in maniera più pulita.<br />L’opzione elettrica per i velivoli verrà presa in considerazione per le tratte brevi, sotto le 2 ore di viaggio, come Parigi-Londra. <br />Il velivolo elettrico potrà trasportare 120 passeggeri.</p>
<p>Secondo Wright Electric, questi nuovi aerei saranno più silenziosi del 50% rispetto a quelli a reazione e consentiranno un risparmio del 10% sulle spese di acquisto e gestione</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/anche-l-aereo-diventa-elettrico-per-easyjet-decollera-tra-10-anni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>157</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una centrale a carbone inquina come 130mila auto: firmiamo la petizione per lo stop al carbone del WWF</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-centrale-a-carbone-inquina-come-130mila-auto-firmiamo-la-petizione-per-lo-stop-al-carbone-del-wwf/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-centrale-a-carbone-inquina-come-130mila-auto-firmiamo-la-petizione-per-lo-stop-al-carbone-del-wwf/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 07:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[Stop Carbone]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=34592</guid>

					<description><![CDATA[Il WWF in piazza contro il carbone: 1000 palloncini neri come simbolo dell&#8217;inquinamento causato da una sola centrale in una frazione di secondo Una grande nuvola simbolica di CO2 ha attraversato il centro di Roma mercoledì 27 settembre, facendo sosta davanti al ministero dello Sviluppo Economico e a Montecitorio. Il WWF ha chiesto lo stop [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34591" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone-768x512.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_WWF_Stop_carbone-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il WWF in piazza contro il carbone: 1000 palloncini neri come simbolo dell&#8217;inquinamento causato da una sola centrale in una frazione di secondo</p>
<p>  <span id="more-34592"></span>  </p>
<p>Una grande nuvola simbolica di CO2 ha attraversato il centro di Roma mercoledì 27 settembre, facendo sosta davanti al ministero dello Sviluppo Economico e a Montecitorio. Il WWF ha chiesto lo stop delle centrali a carbone italiane entro il 2025.</p>
<p>I <strong>1000 palloncini utilizzati durante la manifestazione</strong> erano il simbolo della quantità di CO2 emessa in una sola frazione di secondo da una centrale a carbone come quella di Brindisi o di Civitavecchia, vale a dire circa 400kg di CO2. In un secondo, centrali come quelle di Brindisi e Civitavecchia emettono una quantità di CO2 pari a quella prodotta, sempre in un secondo, da circa 130.000 auto in movimento.</p>
<p><strong>Il Governo nelle prossime settimane pubblicherà la Strategia energetica nazionale</strong>, indicando la rotta da seguire per il Paese nei prossimi 20 anni. Per la prima volta si sta prendendo in esame la possibilità di una chiusura delle centrali a carbone, ma nella proposta del Governo si delineano gli scenari senza operare una scelta chiara e, quindi, la data effettiva dello stop. Per il WWF Italia, la chiusura deve avvenire entro il 2025, in linea con altri Paesi europei, dicendo addio ad una fonte fossile causa in Italia di circa 8 morti a settimana e di una spesa sanitaria annua calcolata di 1,4 miliardi di euro.</p>
<p>Il WWF ha voluto far arrivare la voce dei cittadini inquinati e colpiti dagli effetti del cambiamento climatico a chi sta oggi discutendo del nostro futuro. L’accelerazione del cambiamento climatico e le sue preoccupanti conseguenze devono spingere la classe politica a mettere in atto politiche energetiche ambiziose, con obiettivi chiari e con l’individuazione puntuale degli strumenti necessari a conseguirli”. Ha dichiarato Responsabile Energia e Clima del WWF Italia Maria Grazia Midulla che aggiunge: “Sarebbe una vera iattura se, in nome degli interessi confliggenti, si decidesse di lasciare tutto al business as usual. Il primo passo concreto è dire addio al carbone, il combustibile che emette il più alto tasso di CO2, e che quindi avvelena il clima, le persone e l’ambiente. Ne possiamo fare a meno da subito. La Gran Bretagna, la patria dell’uso del carbone, ha deciso di chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2025: noi cosa aspettiamo?”.</p>
<p>È online anche la petizione <a href="http://www.stopcarbone2025.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MIGLIAIADIVITE</a>, promossa dal WWF Italia insieme a numerose associazioni, tra cui Greenpeace e Legambiente, che chiede ai Ministri Calenda (Sviluppo Economico) e Galletti (Ambiente) un impegno concreto per la chiusura di tutte le centrali a carbone ancora presenti in Italia entro il 2025.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/una-centrale-a-carbone-inquina-come-130mila-auto-firmiamo-la-petizione-per-lo-stop-al-carbone-del-wwf/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>12</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Metà delle emissioni globali provengono da 90 aziende in tutto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/meta-delle-emissioni-globali-provengono-da-90-aziende-in-tutto/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/meta-delle-emissioni-globali-provengono-da-90-aziende-in-tutto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2017 09:22:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[GlobalWarming]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzi petroliferi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=34491</guid>

					<description><![CDATA[I giganti del fossile rappresentano la metà delle emissioni di gas serra Metà dell’inquinamento da combustibili fossili del pianeta è imputabile a novanta grandi aziende. Di conseguenza parliamo del 50% della responsabilità dell’innalzamento della temperatura terrestre e del 30% dell&#8217;innalzamento del livello del mare dal 1880 a oggi. Lo spiega uno studio pubblicato su “Climate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34490" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_Pozzi_petroliferi.jpg" alt="" width="1030" height="615" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Pozzi_petroliferi.jpg 1030w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Pozzi_petroliferi-300x179.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Pozzi_petroliferi-1024x611.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Pozzi_petroliferi-768x459.jpg 768w" sizes="(max-width: 1030px) 100vw, 1030px" /></p>
<p>I giganti del fossile rappresentano la metà delle emissioni di gas serra</p>
<p>  <span id="more-34491"></span>  </p>
<p>Metà dell’inquinamento da combustibili fossili del pianeta è imputabile a novanta grandi aziende. Di conseguenza parliamo del 50% della responsabilità dell’<a href="https://www.ecoseven.net//?tag=global-warming" target="_blank" rel="noopener noreferrer">innalzamento della temperatura terrestre</a> e del 30% dell&#8217;innalzamento del livello del mare dal 1880 a oggi.</p>
<p>Lo spiega uno <a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s10584-013-0986-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio pubblicato su “Climate Change”</a> da un gruppo di scienziati aderenti alla Union of concerned scientists, sigla nata nel 1969 nell&#8217;ambito del Massachusetts Institute of Technology.</p>
<p>Tra le aziende citate troviamo più importanti di combustibili fossili, tra cui Bp, Chevron, Shell, Total, ExxonMobil. Non manca l’Italia, con Eni e Italcementi, in questa speciale classifica. Queste aziende tricolori avrebbero contribuito all&#8217;aumento delle temperature rispettivamente per lo 0,3% e lo 0,02%.<br />Il resto delle aziende inquinanti si concentrano negli Stati Uniti, in Cina, in Russia e nell’area del Golfo Persico.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/meta-delle-emissioni-globali-provengono-da-90-aziende-in-tutto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
