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	<title>climatici &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Obama: scenario catastrofico se non si fermano i cambiamenti climatici</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 12:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo appello di Obama al mondo intero: fermiamo i cambiamenti climatici, altrimenti sarà catastrofe   Ancora una volta Obama lancia un appello per dire stop ai cambiamenti climatici. E lo fa nel secondo giorno del suo viaggio in Alaska. Se i Governi di tutto il mondo non fanno qualcosa si prospetta uno scenario catastrofico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-28404" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_3499-16449-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un nuovo appello di Obama al mondo intero: fermiamo i cambiamenti climatici, altrimenti sarà catastrofe</p>
<p>  <span id="more-28405"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Ancora una volta Obama lancia un appello per dire stop ai cambiamenti climatici. E lo fa nel secondo giorno del suo viaggio in Alaska. Se i Governi di tutto il mondo non fanno qualcosa si prospetta uno scenario catastrofico per l&#8217;intero Artico e non solo. &#8216;Non ci stiamo muovendo abbastanza velocemente. Tutti i Paesi non lo stanno facendo, compresi gli Stati Uniti che hanno contribuito a creare questo problema&#8217;, afferma Obama, che si augura un accordo alla prossima conferenza sul clima in programma a Parigi.</p>
<p align="LEFT">Ci si augura che a Parigi si decida un taglio drastico dei gas serra, con gli Stati Uniti che intendono farlo di almeno il 28% in dieci anni. &#8216;Il problema del climate change si puo&#8217; ancora risolvere, abbiamo ancora il potere di farlo. Ma dobbiamo farlo adesso&#8217;. &#8216;Se pero&#8217; andiamo avanti cosi&#8217;, condanneremo i nostri figli a vivere in un pianeta i cui problemi non potranno piu&#8217; essere risolti&#8217;, continua Obama.</p>
<p> </p>
<p align="LEFT">&#8216;I cambiamenti climatici stanno già distruggendo la nostra agricoltura, i nostri ecosistemi, le nostre acque, l&#8217;approvvigionamento alimentare, le fonti di energia, e le infrastrutture&#8217;.</p>
<p align="LEFT">gc</p>
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		<title>Barack Obama: fermiamo i cambiamenti climatici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 06:45:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>
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					<description><![CDATA[Barack Obama scende in campo contro i cambiamenti climatici e ribadisce l&#8217;urgenza di interventi mirati   Ancora una volta Barack Obama scende in campo contro i cambiamenti climatici. E ieri, in occasione dell&#8217;Earth Day, in Florida, nel parco nazionale protetto delle Everglades,il Presidente ha ribadito l&#8217;importanza di un&#8217;ulteriore spinta alle politiche sui cambiamenti climatici. Qualcosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-25534" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_obama43434444-15009-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Barack Obama scende in campo contro i cambiamenti climatici e ribadisce l&#8217;urgenza di interventi mirati</p>
<p>  <span id="more-25535"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">Ancora una volta Barack Obama scende in campo contro i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25029" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici</a>. E ieri, in occasione dell&#8217;Earth Day, in Florida, nel parco nazionale protetto delle Everglades,il Presidente ha ribadito l&#8217;importanza di un&#8217;ulteriore spinta alle politiche sui cambiamenti climatici. Qualcosa Obama ha già fatto, decidendo sul taglio delle emissioni serra ma tanto ancora si deve fare.</p>
<p align="LEFT">L&#8217;intento di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21976" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Obama</a> è quello di sensibilizzare sui danni che i cambiamenti climatici stanno già infliggendo sulle bellezze naturali di cui sono ricchi gli Stati Uniti e sulle conseguenze irreparabili che potrebbero verificarsi se l&#8217;uomo non fa qualcosa. Secondo il Presidente servono interventi mirati, ma la sua volontà si scontra con l&#8217;opposizione al Congresso dominato dai repubblicani.</p>
<p> </p>
<p align="LEFT">Certo è che l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente sarà uno dei temi principali nella campagna elettorale per le presidenziali del 2016, di cui proprio la Florida potrebbe essere protagonista e terreno di battaglia con due potenziali candidati. Nel 2016 potrebbero concorrere alla poltrona presidenziale il 43enne senatore Marco Rubio che ha già ufficializzato la sua discesa in campo per la nomination repubblicana e Jeb Bush, fratello minore di George W. ed ex governatore della Florida. </p>
<p align="LEFT">gc</p>
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		<title>Addio fish&#038;chips?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 14:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatici]]></category>
		<category><![CDATA[climatici]]></category>
		<category><![CDATA[fish&chips]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno dei piatti tradizionali britannici rischia di scomparire a causa dei cambiamenti climatici     La platessa potrebbe scomparire dalla tavola degli italiani e anche degli inglesi. Il fish&#38;chips tipico della cucina britannica è a rischio, dal momento che alcuni pesci popolari del Mare del nord, tra cui la platessa, potrebbero diminuire la loro popolazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-25321" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-14908-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Uno dei piatti tradizionali britannici rischia di scomparire a causa dei cambiamenti climatici</p>
<p>  <span id="more-25322"></span>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>La platessa potrebbe scomparire dalla tavola degli italiani e anche degli inglesi. Il fish&amp;chips tipico della cucina britannica è a rischio, dal momento che alcuni pesci popolari del Mare del nord, tra cui la platessa, potrebbero diminuire la loro popolazione a causa del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23653" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamento climatico</a>, che sta surriscalda le acque. A lanciare l’allarme è uno studio delle università inglesi di Exeter e Bristol, pubblicato sulla rivista <a href="http://www.nature.com/nclimate/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nature Climate Change</a>.</p>
<p> Secondo quanto dichiarato dagli esperti, infatti, negli ultimi 40 anni il Mare del Nord si è scaldato quattro volte più velocemente della media globale. E le previsioni non sono delle migliori: si prevede che il termometro salirà ancora. L’alta temperatura delle acque porta le specie a ridurre il proprio habitat e i movimenti, con la conseguenza di una minore abbondanza di alcuni pesci in mare (e a tavola, ovviamente). </p>
<p> ‘Nei prossimi decenni vedremo un vero e proprio cambio della guardia’, avverte Steve Simpson dell&#8217;università di Exeter. ‘Le specie d&#8217;acqua fredda saranno &#8216;fatte fuori&#8217;, con pesci d&#8217;acque più calde che probabilmente prenderanno il loro posto. Per la pesca sostenibile nel Regno Unito, abbiamo bisogno di andare oltre l&#8217;eglefino con patatine e di guardare al Sud Europa per la nostra ispirazione gastronomica’.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Una spugna contro emissioni e cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/una-spugna-contro-emissioni-e-cambiamenti-climatici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 06:50:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[climatici]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[ridurre emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[spugna]]></category>
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					<description><![CDATA[Contro i cambiamenti climatici arriva una spugna capace di catturare le emissioni   Contro le emissioni inquinanti e contro i cambiamenti climatici arriva una spugna. Sì, una spugna capace di assorbire e intrappolare i gas serra, ideata da una equipe di ingegneri della Cornell University, coordinata dal professor Emmanuel Giannelis. Si tratta di una spugna nanoporosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22852" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_download-13654-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Contro i cambiamenti climatici arriva una spugna capace di catturare le emissioni</p>
<p>  <span id="more-22853"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Contro le emissioni inquinanti e contro i cambiamenti climatici arriva una spugna. Sì, una spugna capace di assorbire e intrappolare i gas serra, ideata da una equipe di ingegneri della Cornell University, coordinata dal professor Emmanuel Giannelis.</p>
<p class="MsoNormal">Si tratta di una<a href="https://www.ecoseven.net//?p=20489"><strong> spugna</strong></a> nanoporosa di silice che, immersa in un composto a base di ammine, si indurisce. La polvere bianca che si ottiene è un composto molto stabile che riesce a catturare la CO2, anche in ambienti molto umidi, senza disperdere ammina: il metodo è più economico e più efficiente rispetto ai metodi impiegati oggi nelle centrali elettriche a carbone e gas naturale. Le spugne impiegate finora per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, infatti, contenendo ammina solo in superficie, nel corso del processo di assorbimento, disperdevano, per l’appunto, ammina, rendendo il tutto più costoso. La nuova spugna, invece, catturerà facilmente i gas serra, permettendo di stoccarli o riutilizzarli in altro processi.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">La soluzione è ideale per tamponare eventuali mancanze da parte dei Governi, per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22834"><strong>emissioni</strong></a> e per contrastare i cambiamenti climatici.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<item>
		<title>Lima: c’è l’accordo contro i cambiamenti climatici. Ma è debole</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/lima-c-e-l-accordo-contro-i-cambiamenti-climatici-ma-e-debole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 08:08:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[climatici]]></category>
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		<category><![CDATA[parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[La conferenza di Lima si conclude con l’ok ad un documento contro i cambiamenti climatici, ma gli impegni presi sono poco ambiziosi   Accordo contro i cambiamenti climatici a Lima: dopo ore e ore di discussione, la conferenza Onu ha dato il suo ‘ok’ ad un documento che rappresenterà a sua volta il testo base [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22740" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th__1_-13599-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La conferenza di Lima si conclude con l’ok ad un documento contro i cambiamenti climatici, ma gli impegni presi sono poco ambiziosi</p>
<p>  <span id="more-22741"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Accordo contro i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22695"><strong>cambiamenti climatici</strong> </a>a Lima: dopo ore e ore di discussione, la conferenza Onu ha dato il suo ‘ok’ ad un documento che rappresenterà a sua volta il testo base del vertice di Parigi in programma nel 2015. I Paesi partecipanti alla conferenza, infatti, sulla base di quanto deciso ora, dovranno presentare all&#8217;Onu entro il primo ottobre 2015 impegni ‘quantificabili’ ed ‘equi’ di riduzione delle emissioni, oltre ad una dettagliata informazione sulle azioni da seguire. Gli impegni, poi, saranno valutati dagli esperti della convenzione del cambiamento climatico, che dovranno stabilire se gli obiettivi sono sufficienti affinché la temperatura non salga oltre i due gradi in più. </p>
<p>Il documento di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22388"><strong>Lima</strong> </a>è quindi una tappa fondamentale per la conferenza Onu del prossimo anno, quando, tutti i Paesi saranno chiamati a dare il via libera ad un documento destinato a sostituire il protocollo di Kyoto dal 2020, adottando un accordo universale e vincolante per limitare il riscaldamento climatico a 2 gradi.  </p>
<p>In realtà il documento di Lima che ha ricevuto l’ok non piace ad esperti ed ong: le azioni anti-emissioni necessarie dovevano essere più consistenti.<span style="font-size: 11.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri','sans-serif'; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;"></p>
<p> </span></p>
<p>gc</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Olivina: l’arma segreta contro i cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/olivina-l-arma-segreta-contro-i-cambiamenti-climatici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 10:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[climatici]]></category>
		<category><![CDATA[olivina]]></category>
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					<description><![CDATA[Che cos’è l’olivina? E, soprattutto, quali sono i suoi ‘poteri’? E’ vero che potrebbe combattere i cambiamenti climatici?   Mettere a freno i cambiamenti climatici, forse, sarà molto più semplice, grazie all’olivina una roccia dalla sua abilità nell&#8217;assorbire anidride carbonica dall&#8217;atmosfera. Avete capito bene: il minerale, che visto l’aspetto ricorda la  Kryptonite di Superman, sembrerebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22686" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th__3_-13571-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Che cos’è l’olivina? E, soprattutto, quali sono i suoi ‘poteri’? E’ vero che potrebbe combattere i cambiamenti climatici?</p>
<p>  <span id="more-22687"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Mettere a freno i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21194"><strong>cambiamenti climatici</strong></a>, forse, sarà molto più semplice, grazie all’olivina una roccia dalla sua abilità nell&#8217;assorbire anidride carbonica dall&#8217;atmosfera. Avete capito bene: il minerale, che visto l’aspetto ricorda la  Kryptonite di Superman, sembrerebbe possedere caratteristiche vincenti per contrastare l&#8217;effetto serra.</p>
<p class="MsoNormal">L’Olivina, che si trova in abbondanza in tutto il mondo, riesce per natura a catturare, lentamente biossido di carbonio dall&#8217;aria quando esposto alle intemperie. E per questo Olaf Schuiling, un geochimico olandese, come riporta anche il New York Times, ha disposto la roccia miracolosa su campi, spiagge, argini, percorsi e persino nei parco giochi dei bambini. Secondo Schuiling, la quantità di olivina necessaria per iniziare a frenare il cambiamento climatico è circa ‘l&#8217;equivalente di 3.000 dighe di Hoover sul fiume Colorado’: tanta, vero, ma ‘facilmente reperibile’. L&#8217;olivina è infatti un minerale silicato, composto prevalentemente da ossigeno e silicio, presente in moltissime rocce, soprattutto quelle magmatiche.</p>
<p> C’è chi sostiene, però, che il progetto non potrebbe, anche se attuato, fare la differenza sui cambiamenti climatici.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Che cos’è l’olivina?  Con il termine si intende ‘Gruppo di minerali così denominati per il colore verde oliva di tutta la serie isomorfa, o peridoti (parola di etimologia incerta). Le olivine sono ortosilicati ferromagnesiaci di formula: (Mg, Fe)2SiO4, che si possono considerare miscele isomorfe in proporzioni molto variabili dei due termini: forsterite (v.), Mg2SiO4, efayalite (v.), Fe2SiO4. Il primo si trova quasi puro, in cristalli bianco-giallicci; il secondo, in cristalli verde-scuri o neri, si forma come prodotto artificiale fra le scorie dei forni siderurgici. In natura sono comuni soprattutto termini di miscela al 10-20% circa di FeO, che prendono i nomi di olivina, peridoto o Crisolito; termini più ferriferi sono detti anche ialosideriti. Piccole quantità di Mn e di Ni sono talora presenti nel minerale’, come riportato dall’<a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/olivina_(Enciclopedia-Italiana)/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>enciclopedia Treccani</strong></a>.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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			</item>
		<item>
		<title>I danni dei cambiamenti climatici? Ammontano a 500 miliardi di dollari</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2014 14:47:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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		<category><![CDATA[danni]]></category>
		<category><![CDATA[danni ambientali]]></category>
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					<description><![CDATA[La Oxfam riferisce che i danni ambientali causati dai cambiamenti climatici a partire dal 2009, ammonterebbero a ben 500 miliardi di dollari I danni ambientali causati dai cambiamenti climatici a partire dal 2009 ammonterebbero a ben 500 miliardi di dollari. Lo riferisce la Oxfam, che ha recentemente quantificato il costo dei disastri climatici negli ultimi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20616" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambiente_danni.ambientali-12532-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La Oxfam riferisce che i danni ambientali causati dai cambiamenti climatici a partire dal 2009, ammonterebbero a ben 500 miliardi di dollari</p>
<p>  <span id="more-20617"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">I <strong>danni ambientali</strong> causati dai <strong>cambiamenti climatici</strong> a partire dal 2009 ammonterebbero a ben 500 miliardi di dollari. Lo riferisce la <a href="http://www.oxfam.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Oxfam</a>, che ha recentemente quantificato il costo dei disastri climatici negli ultimi 5 anni.</span></p>
<p>Il conteggio dell’Oxam ha riguardato anche le vittime:  più di 650 milioni di persone sono state colpite dai disastri legati al clima e 112.000 hanno perso la vita.</p>
<p>Le persone povere, secondo i dati della confederazione, sarebbero i primi ad essere stati colpiti dai <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20604" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cambiamenti climatici</strong></a>. Il vertice convocato da Ban Ki-moon sul <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15794" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>clima</strong></a>, che si terrà il prossimo martedì 23 settembre, punta perciò ad invertire la rotta per un&#8217;azione globale efficace.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Marcia su Roma&#8230;contro i cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/marcia-su-roma-contro-i-cambiamenti-climatici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2014 06:24:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[climatici]]></category>
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					<description><![CDATA[  Una marcia contro i cambiamenti climatici: da New York a Roma tutti impegnati a chiedere azioni concrete ai Governi del mondo     Azioni concrete contro i cambiamenti climatici: è quello che chiedono le 950 associazioni che sfileranno in una marcia globale il prossimo 21 settembre a New York. Ogni associazione chiede, in occasione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18334" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_energia_cambiamenti.climatici.sistemi.energetici-11395-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p>Una marcia contro i cambiamenti climatici: da New York a Roma tutti impegnati a chiedere azioni concrete ai Governi del mondo</p>
<p>  <span id="more-20604"></span>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Azioni concrete contro i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20269"><strong>cambiamenti climatici</strong></a>: è quello che chiedono le 950 associazioni che sfileranno in una marcia globale il prossimo 21 settembre a New York. Ogni associazione chiede, in occasione del Climate Summit 2014 (23 settembre a New York) e della 69esima Assemblea Generale ONU, che tutti i Governo del mondo si mobilitino a favore dell&#8217;ambiente.</p>
<p> </p>
<p>Impegnati a manifestare contro i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19532">cambiamenti climatici</a> saranno anche i cittadini italiani che prenderanno parte alla marcia &#8216;New York chiama Roma&#8217;, che si terrà nella Capitale in contemporanea con la People’s Climate March di New York, voluta dal Coordinamento Power Shift Italia, promossa e organizzata dall’Italian Climate Network, Legambiente e Kyoto Club in collaborazione con Avaaz Italia e con l’adesione di più di 20 organizzazioni.</p>
<p> </p>
<p>Ma cosa chiedono, in particolare, le associazioni?</p>
<p> </p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">che il tema del cambiamenti climatici diventi un punto prioritario nell’agenda di Governo, assumendo impegni ambiziosi di riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra, a partire da obiettivi efficaci per la lotta ai cambiamenti climatici e in linea con le raccomandazioni dell’Intergovernamental Panel on Climate Change. In attuazione di questi è necessaria un’accelerazione della trasformazione del sistema di produzione di energia che permetta l’uscita dai combustibili fossili e ponga fine ai sussidi alle fonti fossili, a favore di una generazione energetica distribuita, democratica e pulita.</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;">che l’Italia sia portatrice in Europa di una visione lungimirante e ambiziosa nell’attuale dibattito per la definizione dei nuovi obiettivi al 2030 proponendo +40% di risparmio energetico,+45% di fonti rinnovabili, -55% di riduzione di CO2. La definizione di questi obiettivi determinerà infatti le scelte energetiche e climatiche dei prossimi quindici anni, influenzando la misura con cui si agirà per contenere il surriscaldamento globale</p>
</li>
<li>
<p>che l’Italia contribuisca al Fondo Verde per il Clima e mantenga fede agli impegni che erano stati assunti a Copenaghen in tema di finanza per il clima. Finanziamenti per misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici sono, infatti, necessari ed è giusto che l’Italia faccia la sua parte.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">gc</p>
</li>
</ul>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Cambiamenti climatici: a rischio la banchisa antartica di Larsen</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/cambiamenti-climatici-a-rischio-la-banchisa-antartica-di-larsen/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 19:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, ha rilevato una catastrofica disgregazione del ghiacciaio di Larsen, situato sulla costa orientale della Penisola Antartica I cambiamenti climatici e il riscaldamento globale in atto, stanno mettendo in serio pericolo la banchisa di Larsen, un&#8217;enorme lastra di ghiaccio (delle dimensioni della regione della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20494" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambiente_ghiacciaio.Larsen.Antartide-12474-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Uno studio dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, ha rilevato una catastrofica disgregazione del ghiacciaio di Larsen, situato sulla costa orientale della Penisola Antartica</p>
<p>  <span id="more-20495"></span>  </p>
<p>I <strong>cambiamenti climatici</strong> e il riscaldamento globale in atto, stanno mettendo in serio pericolo la banchisa di Larsen, un&#8217;enorme lastra di <strong>ghiaccio</strong> (delle dimensioni della regione della Valle d’Aosta) situata sulla costa orientale della Penisola Antartica. La banchisa infatti, starebbe subendo una catastrofica disgregazione proprio a causa dell&#8217;aumento della temperatura atmosferica e dello scioglimento della superficie del <strong>ghiaccio</strong>. A riferirlo è uno studio dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste (OGS), pubblicato recentemente sulla rivista americana ‘Science’, che verrà presentato in Italia il prossimo 27 settembre.</p>
<p>Lo scioglimento della banchisa di Larsen, secondo lo studio, avrebbe già determinato la perdita di circa 3250 kmq di <strong>ghiaccio</strong> e il cambiamento radicale della struttura è destinato ad accelerare rapidamente anche grazie alle variazioni di temperatura degli oceani.</p>
<p>La nuova scoperta dimostra che le piattaforme di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10836" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ghiaccio</strong></a> possono ‘mutare’ in periodi di tempo relativamente brevi, e che il riscaldamento della superficie dei ghiacci, generato da quello dell&#8217;atmosfera, è la causa scatenante dello sviluppo di pozze di fusione e crepacci, che permettono così all&#8217;acqua degli oceani di infiltrarsi nei ghiacciai, provocando scioglimenti di grandi proporzioni.</p>
<p>La ricerca ovviamente ha anche importanti implicazioni per capire come sono ora e come si evolveranno l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ambiente</strong></a> e il <strong>clima</strong>. Lo studio della dinamica di modifica delle piattaforme di <strong>ghiaccio</strong> è infatti fondamentale nella comprensione di come i vasti strati di banchise dell&#8217;Antartide si comporteranno, in conseguenza dell&#8217;aumento della temperatura globale del nostro pianeta. Se le piattaforme di <strong>ghiaccio</strong> antartiche dovessero sciogliersi completamente in mare, il livello globale degli oceani aumenterebbe di circa 60 metri. Per maggiori informazioni è possibile consultare questo <a href="http://www.ogs.trieste.it/it/content/lo-scioglimento-della-banchisa-di-larsen-%C3%A8-stato-causato-dal-riscaldamento-atmosferico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(ml)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Arriva El Niño: porta siccità, inondazioni e carestie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 11:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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		<category><![CDATA[El Nino]]></category>
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					<description><![CDATA[Entro quest’anno si formera’ El Niño: porta siccità, inondazioni e carestie   Ogni volta che si origina El Niño ci sono, nel mondo, siccità, inondazioni, carestie e conflitti. Il fenomeno atmosferico che si origina ciclicamente nel Pacifico equatoriale ogni cinque anni, porta i suoi effetti in tutto il mondo, con conseguenze devastanti su larga scala. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18251" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambientetest_el_nino_420x240-11353-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Entro quest’anno si formera’ El Niño: porta siccità, inondazioni e carestie</p>
<p>  <span id="more-18252"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Ogni volta che si origina <strong>El Niño</strong> ci sono, nel mondo, siccità, inondazioni, carestie e conflitti. Il fenomeno atmosferico che si origina ciclicamente nel Pacifico equatoriale ogni cinque anni, porta i suoi effetti in tutto il mondo, con conseguenze devastanti su larga scala.</p>
<p class="MsoNormal">Un nuovo <strong>El Niño</strong> si svilupperà, secondo i metereologi, al 90%, entro l’anno. A lanciare l’allarme è il <a href="http://www.ecmwf.int/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Centro europeo di previsioni meteo a medio termine (Ecmwf</a>).</p>
<p class="MsoNormal">Come si forma El Niño? El Niño inizia con il riscaldamento di una grande massa di acqua in superficie dell’oceano Pacifico tropicale al largo del Sudamerica e si origina dalla presenza di 2 tipi di onde (onde di Kelvin e onde di Rossby), che sono dirette in senso opposto le une rispetto alle altre. Le onde di Kelvin, più veloci, sono dirette verso est; le onde di Rossby sono, invece, più lente e dirette verso ovest. </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Alcuni effetti di <strong>El Niño</strong>, in realtà, si sono già fatti sentire: in India, il monsone, he nella punta meridionale arriva nei primissimi giorni di giugno, quest’anno si è fatto vedere solo il 6 giugno in Kerala ed è risultato più debole del 40%. Le minori piogge portate dal monsone mettono a rischio il raccolto di riso e cotone. E mentre in oriente porterà siccità, in California si assisterà a piogge torrenziali e inondazioni.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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