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	<title>città italiane &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Siena: Capitale Italiana della Cultura 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 07:00:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
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					<description><![CDATA[Siena, atmosfere uniche in una città senza tempo Un fascino medievale che risplende da lontano. Siena, inalterata per secoli, si mostra ancora oggi in buona parte come appariva nel 1300. La conservazione di un patrimonio architettonico medievale così unico rappresenta una delle ragioni principali per visitare questa città nel cuore della Toscana. Chiunque arrivi a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72784" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/italy-3602993_1280-e1606210091832.jpg" alt="" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Siena, atmosfere uniche in una città senza tempo</h3>
<p><span id="more-72775"></span></p>
<p>Un fascino medievale che risplende da lontano. <strong>Siena, inalterata per secoli, si mostra ancora oggi in buona parte come appariva nel 1300</strong>. La conservazione di un patrimonio architettonico medievale così unico rappresenta una delle ragioni principali per visitare questa città nel cuore della <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-toscana/">Toscana</a>.</p>
<h4>Chiunque arrivi a Siena viene accolto da un luogo emblematico come <strong>Piazza del Campo</strong>.</h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72778" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/siena-3718304_1280-e1606209011270.jpg" alt="" width="800" height="451" /></p>
<p>In origine uno spazio verde che ospitava il mercato, trasformato successivamente in una delle più belle piazze al mondo e fulcro del centro storico cittadino.</p>
<p>La caratteristica <strong>forma a conchiglia</strong> stupisce per la sua eleganza ed è divisa in nove sezioni in ricordo dei Nove Signori che governarono la città alla fine del Duecento. Sul “Campo”, dove nel Medioevo il popolo si riuniva per discutere le questioni della città, si presentano alcuni dei più importanti monumenti senesi.</p>
<h4>Proprio qui sorge <strong>Palazzo Pubblico</strong>, al cui interno si sono succeduti i governi della città a partire dagli ultimi anni del Duecento.</h4>
<p>Costruito tra il 1297 e il 1310 per volontà del Governo dei Nove della Repubblica di Siena, fu la residenza della Signoria e del Podestà. Oggi è la sede del Comune e rappresenta ancora il simbolo del potere politico della città.</p>
<p>La facciata rispecchia diversi periodi di costruzione, mentre la sommità del palazzo è decorata da merli guelfi e al centro si trova il monogramma di Cristo su un grande disco di marmo bianco. Al primo piano di Palazzo Pubblico ha sede il <strong>Museo Civico</strong> che, con le sue diverse sale, conduce in un viaggio nella storia della città e ospita grandi opere d’arte realizzate nei secoli.</p>
<h4>Nella <strong>Sala dei Nove</strong> si trova il ciclo di Ambrogio Lorenzetti con le allegorie e gli effetti del Buono e del Cattivo Governo.</h4>
<p>Questi meravigliosi affreschi dovevano ispirare i governanti di Siena perché mettevano a confronto le scene dove la città, ben guidata, vive in pace e serenità rispetto a quelle in cui, a causa di un’amministrazione corrotta, tutto va in rovina e perdizione.</p>
<p>Nella <strong>Sala del Mappamondo</strong>, detta anche Sala del Consiglio, si può ammirare, invece, la splendida Maestà di Simone Martini, una delle opere più importanti del Trecento in Italia, che raffigura la Madonna col bambino circondata dagli angeli e dai santi che proteggono la città. Sempre al primo piano si trova il <strong>Teatro dei Rinnovati</strong>, uno dei più importanti teatri storici dell&#8217;intera Toscana.</p>
<p>Al secondo piano ha sede la <strong>Sala del Consiglio comunale</strong> e la <strong>Loggia dei Nove</strong>, affacciata su piazza del Mercato, in direzione opposta a Piazza del Campo, da cui si gode uno splendido panorama fino all’<strong>Orto de’ Pecci</strong>, dove si nasconde un angolo verde di pura campagna.</p>
<h4>Ma su Piazza del Campo svetta anche <strong>la Torre del Mangia</strong>, un altro simbolo della grandezza di Siena.</h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72779" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Torre_del_Mangia_Siena.jpg" alt="" width="530" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Torre_del_Mangia_Siena.jpg 530w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Torre_del_Mangia_Siena-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 530px) 100vw, 530px" /></p>
<p>Si tratta della torre civica di Palazzo Pubblico, una delle più famose della Toscana che, <strong>con i suoi 102 metri, è la terza più alta torre antica italiana</strong>. Proprio la sua altezza doveva simboleggiare le libertà comunali e l’emancipazione dal potere feudale.</p>
<p>La torre fu costruita a partire dal 1338 e fu realizzata in laterizio con coronamento in pietra e con un’architettura leggera ed elegante che prese il nome da Giovanni di Balduccio, suo primo campanaro. Questi, infatti, era noto perché sperperava il denaro, soprattutto per la buona cucina. Così fu soprannominato Mangiaguadagni, poi abbreviato in Mangia e, anche se il suo compito durò poco, questo nomignolo rimase legato alla Torre.</p>
<p>La Torre del Mangia è anche un luogo perfetto per godere di un panorama unico su tutta la città di Siena, basta solo affrontare gli oltre 300 scalini che conducono in cima alla torre dove si resta affascinati da  una vista indimenticabile.</p>
<h4>Nella parte alta di Piazza del Campo splende un altro gioiello come la <strong>Fonte Gaia</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72780" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Siena_-_Fonte_Gaia_-_panoramio-e1606209241207.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Realizzata intorno al 1419 da Jacopo della Quercia che la concepì ispirandosi alla tradizionale struttura delle fontane pubbliche senesi del Medioevo. Una struttura che presenta le sembianze di un grande altare in marmo ed è costituita da un bacino rettangolare circondato da tre parti e da un alto parapetto, in cui, sui lati corti, si possono ammirare in bassorilievo la Creazione di Adamo e la Cacciata dall’Eden.</p>
<p>Il nome Fonte Gaia le fu dato per ricordare i grandi festeggiamenti nella comunità senese quando, per la prima volta, videro arrivare l’acqua in quel luogo. A metà del XIX secolo, le condizioni della fonte erano compromesse. Si decise, quindi, di sostituire l’opera originale con una copia, affidando l’incarico nel 1858 a Tito Sarrocchi che la completò nel 1869.</p>
<h4>Passeggiare per le stradine di Siena significa essere avvolti dalle sue singolari atmosfere senza tempo.</h4>
<p>Percorrendo queste viuzze si incontra il <strong>Duomo di Santa Maria Assunta</strong>, la Cattedrale di Siena, una delle più maestose e importanti chiese romanico-gotiche d’Italia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-72781" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Siena-9635-scaled-e1606209343646.jpg" alt="" width="800" height="692" /></p>
<p>Fu consacrato nel 1179 alla presenza del papa senese Alessandro II, ma i lavori continuarono per circa due secoli. Alla facciata lavorò anche Giovanni Pisano a fine Duecento, mentre nel 1313 fu terminato il campanile e nel 1317 iniziò l’ampliamento. Siena era al massimo della sua potenza in quel periodo e voleva un Duomo ancora più grande, ma il sogno svanì a causa della peste del 1348.</p>
<p>Oggi si possono ancora intravedere le tracce di quell’ambizioso progetto nei resti delle colonne e del grande Facciatone incompiuto. La facciata, in marmo bianco con qualche decorazione in rosso di Siena e serpentino di Prato, si divide in due metà.</p>
<p>La parte inferiore, realizzata da Giovanni Pisano in stile romanico-gotico, e la parte superiore, in stile gotico fiorentino, con un bellissimo rosone incorniciato da nicchie con i busti di Apostoli e Profeti che rendono omaggio alla Madonna col Bambino.</p>
<p>Tutta la struttura interna è dominata dalla riproduzione a due colori del bianco e del nero, in riferimento ai colori dello stemma di Siena.</p>
<h4>L’interno del Duomo accoglie una serie di capolavori dell’arte.</h4>
<p>Uno dei più importanti è il pulpito di Nicola Pisano del 1265, tra opere scultoree più notevoli del Duecento italiano, mentre nell’altare Piccolomini si possono ammirare le sculture di San Pietro, San Paolo, San Pio e Sant’Agostino, opere giovanili di Michelangelo.</p>
<p>Subito dopo l’altare si trova la <strong>Libreria Piccolomini</strong>, edificata nel 1492 per custodire il ricchissimo patrimonio librario raccolto da Papa Pio II. L’interno venne affrescato dal Pinturicchio, mentre nella cappella sinistra si può ammirare il celebre San Giovanni Battista di Donatello del 1455.</p>
<p>Le otto statue bronzee che decorano i pilastri del coro sono opera di Domenico Beccafumi, mentre sopra queste si ammira una copia della celebre vetrata di Duccio di Buoninsegna, la più antica vetrata istoriata di manifattura italiana, realizzata nel 1288</p>
<h4>Ma l’opera più incredibile custodita all’interno del Duomo di Siena è il <strong>Pavimento a commesso marmoreo, </strong>eterno emblema di 500 anni di espressione artistica, dal ‘300 all’800.</h4>
<p>Un esemplare unico nell’arte italiana per potenza creativa e importanza dei collaboratori che, diviso in 56 riquadri, mostra rappresentazioni che rispondono al disegno tematico omogeneo della Rivelazione.</p>
<p>Davanti allo splendido Duomo ecco <strong>Santa Maria della Scala</strong>, che da antico ospedale per i pellegrini è diventato nel tempo un imponente museo che raccoglie tutto il passato di Siena.  Santa Maria della Scala è una tappa imperdibile per chi visita la città. Qui sono straordinariamente conservate le testimonianze di mille anni di storia, con un percorso che parte dall’età etrusca e romana, attraversa il Medioevo, fino ad arrivare al periodo rinascimentale.</p>
<p>Il grande complesso museale si sviluppa attraverso vari livelli. Al piano terra si possono ammirare le vestigia dell’epoca d’oro del Santa Maria della Scala, quando era il più antico e grande ospedale sulla Via Francigena che dava ospitalità e cure ai pellegrini in viaggio fino a Roma e sosteneva i poveri e i bambini abbandonati.</p>
<p>Qui si trova la straordinaria <strong>Sala del Pellegrinaio</strong>, con gli affreschi del Quattrocento a cui ha lavorato anche Domenico di Bartolo che raffigurano le missioni dell’ospedale e la vita quotidiana dell’epoca, come la distribuzione dell’elemosina e il matrimonio di un’orfana cresciuta nell’ospedale.</p>
<p>Altri ambienti da visitare all’interno di Santa Maria della Scala sono la Sagrestia Vecchia con i dipinti di Lorenzo Vecchietta, la Cappella del Manto con la lunetta di Domenico Beccafumi e la chiesa della Santissima Annunziata.</p>
<p>Scendendo al piano inferiore si arriva alla Corticella, vera e propria articolazione dei percorsi del Santa Maria, sulla quale si affaccia il Fienile medievale, dove sono conservate le statue originali scolpite da Jacopo della Quercia per Fonte Gaia, la fontana di Piazza del Campo.</p>
<p>Su questo piano sono presenti anche il granaio medievale e i magazzini della Corticella, dove è esposto il Tesoro di Santa Maria della Scala, un gruppo di reliquie proveniente dalla cappella imperiale di Costantinopoli.</p>
<p>Dalla Corticella si scende quindi ai cunicoli, labirinti molto suggestivi scavati nell&#8217;arenaria e costruiti a mattoni, dove ha sede il Museo Archeologico Nazionale e la sezione &#8220;Siena. Racconto della città dalle origini al Medioevo&#8221;.</p>
<h4>Un altro importante aspetto culturale di Siena risiede nei suoi eventi tradizionali.</h4>
<p>Primo fra tutti il celebre Palio, una delle rievocazioni folkloristiche più conosciute in Italia, frutto di misteriose e spettacolari usanze tramandate nei secoli.</p>
<p>Il <strong>Palio di Siena </strong>è la corsa di cavalli storica più famosa d&#8217;Italia. Una tradizione che dura in totale quattro giorni, dalla mattina del 29 giugno fino alle gare del 2 luglio per il Palio della Madonna di Provenzano e, ancora, dal 13 al 16 agosto per il Palio dell&#8217;Assunta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72782" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Il_Palio_di_Siena_luglio_2008_4-scaled-e1606209535976.jpg" alt="" width="800" height="532" /></p>
<p>Per l’occasione Piazza del Campo viene ricoperta da uno strato di terra, composta da una miscela di tufo e sabbia, e i cavalli delle contrade si sfidano. La gara consiste in tre giri di piazza del Campo. Il punto di partenza è la Mossa, formata da due funi in cui i dieci cavalli e fantini partecipanti devono attendere in ordine. Vince il cavallo, con o senza fantino, che completa per primo i tre giri.</p>
<h4>Dal 1633, anno in cui fu gestito il primo Palio, l&#8217;evento è stato per secoli una competizione tra i quartieri della città, chiamati &#8220;contrade&#8221;.</h4>
<p>Ma più che una gara, è una passione per i senesi e parte della loro vita. A Siena, infatti, ogni persona appartiene a una Contrada e partecipa tutto l&#8217;anno all&#8217;organizzazione dell&#8217;evento.</p>
<p>Ogni contrada ha il proprio stemma e dei santi protettori. Il cosiddetto Drappellone è il premio per la contrada vincitrice del Palio e consiste in una grande tela di seta creata e dipinta ogni anno da un artista diverso.</p>
<p>Tra le altre tradizioni di questa antica e splendida città non potevano mancare quelle culinarie. Il primo piatto della gastronomia senese, molto particolare e appetitoso, è rappresentato dai <strong>pici</strong>, dei grossi spaghetti che erano il tipico piatto povero dei contadini, dati ingredienti semplici e limitati ad acqua, sale olio extravergine di oliva e farina di grano tenero tipo 00. Possono essere fatti a mano, dall&#8217;aspetto grossolano ed irregolare, oppure a macchina, con un diametro costante di 3-4 mm.</p>
<p>Per quanto riguarda il condimento, i contadini si accontentavano di un po’ di olio ed un trito di cipolla, ma si gustano meglio con il ragù di nana, l&#8217;appellativo toscano dell&#8217;anatra, con sugo di salciccia e funghi, con briciole di pane oppure con sugo all&#8217;aglione, fatto con pomodoro, carote, sedano, cipolla e tanto, tanto aglio.</p>
<h4>Siena, inoltre, vanta la più vasta e gustosa tradizione dolciaria di tutta la Toscana.</h4>
<p>A partire dai <strong>ricciarelli</strong>, fatti con una pasta di tipo marzapane, a grana grossa, molto lavorata e arricchita da un impasto di canditi e vaniglia. Vengono lavorati tradizionalmente con la macina e lasciati riposare due giorni prima di essere cuicinati.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72783" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/ricciarelli-2520372_1280-e1606209733192.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>La pasta così ottenuta viene cotta in forno per poi prendere piccole forme romboidali, leggermente arricciate all&#8217;estremità che poggiano su una foglia di ostia, mentre la superficie rugosa e screpolata viene poi rivestita di zucchero a velo La leggenda narra che fu il cavaliere Ricciardetto Della Gherardesca, di ritorno dalle crociate, a introdurre questi dolci nel suo castello vicino a Volterra.</p>
<p>Nel marzo 2010, la denominazione Ricciarelli di Siena è stata riconosciuta come indicazione geografica protetta. Attualmente sono apprezzati soprattutto come dolce natalizio e si consumano con vini da dessert, in particolare con Moscadello di Montalcino Vendemmia Tardiva e con Vin santo toscano.</p>
<h4>A questi segue il <strong>panforte</strong>, antica ricetta tipica senese le cui prime testimonianze risalgono all&#8217;anno Mille.</h4>
<p>In origine era più una sorta di focaccia a base di miele e prendeva il nome di pan mielato. Solo in seguito venne aggiunta la frutta che, a causa del caldo, fermentava e donava al dolce un gusto più acidulo.</p>
<p>Da qui il nome cambiò in panforte e, per evitare la fermentazione della frutta fresca, con il passare del tempo gli ingredienti cambiarono e si iniziò a prepararlo solo nei giorni più freddi, divenendo un dolce tipico della stagione invernale.</p>
<p>Ad oggi sono presenti tantissime varianti di questo dolce toscano, ma le più famose sono quella bianca e il <strong>panforte nero chiamato anche pan pepato</strong>. Entrambe le ricette hanno in comune ingredienti quali mandorle, canditi e spezie, ma nella seconda versione è obbligatorio aggiungere pepe dolce e melone candito.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Torino si lavora per le Smart City</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 19:44:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si tiene a Torino il corso Management della Smart City, per giovani amministratori italiani   Si terrà a Torino nel periodo marzo-giugno 2014 il corso “Management della Smart City”, promosso dall’Anci e realizzato dalla Città di Torino in partenariato con il Politecnico di Torino; il corso è rivolto agli amministratori under 35 dei Comuni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7076" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_igallery_resized_ambiente_KAEC3-5142-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Si tiene a Torino il corso Management della Smart City, per giovani amministratori italiani</p>
<p>  <span id="more-15510"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Si terrà a Torino nel periodo marzo-giugno 2014 il corso “<strong>Management della Smart City</strong>”, promosso dall’Anci e realizzato dalla Città di Torino in partenariato con il Politecnico di Torino; il corso è rivolto agli amministratori under 35 dei Comuni di tutto il territorio nazionale e ha l’obiettivo di accrescerne le competenze, sia progettuali sia gestionali, sul tema Smart City. Il bando prevede la selezione di un numero massimo di 60 partecipanti; il corso dura 80 ore e sarà corredato da seminari tematici e webinars.</span><span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Il Percorso Locale in “<strong>Management della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14117">Smart City</a></strong>” intende accrescere le competenze progettuali e gestionali dei giovani amministratori dei Comuni italiani perché possano contribuire efficacemente allo sviluppo di città vivibili, intelligenti, sostenibili e inclusive attraverso la capacità di progettare, pianificare e gestire l’attuazione di politiche di innovazione tecnologica e sociale su scala urbana. L’argomento abbraccia temi trasversali e pertanto le competenze che si intendono far acquisire ai partecipanti sono di natura multidisciplinare e sono inerenti ai seguenti ambiti:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 1.3em;">visione e pianificazione strategica;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">know-how organizzativo-gestionale;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">ambito economico-gestionale;</span></li>
<li><span style="line-height: 1.3em;">ambito giuridico-amministrativo.</span><span style="line-height: 1.3em;"> </span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Il percorso formativo prevede la possibilità di riconoscimento di crediti formativi ai partecipanti che avranno frequentato almeno il 70% del monte ore previsto (ovvero 56 ore su 80).<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">“L’affidamento dell’<strong>Anci</strong>, tramite bando, alla Città di Torino del percorso formativo in Management delle smart cities testimonia il ruolo ricoperto da Torino in ambito nazionale nell’indicazione di un percorso virtuoso verso una città intelligente – ha sottolineato Enzo Lavolta, assessore all’Innovazione e all’Ambiente della Città – la creazione dell’Osservatorio Anci sulle smart cities ha permesso di condividere le esperienze in corso per costruire un clima favorevole al raggiungimento degli obiettivi in sede europea: l’accesso ai finanziamenti previsti dal Programma Quadro Horizon 2020”.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;invio della candidatura deve avvenire entro le ore 12 del 17 febbraio 2014, con le modalità riportate nel bando scaricabile all’indirizzo <a href="http://www.comune.torino.it/bandi/20140128_anci/" target="_blank" rel="noopener">http://www.comune.torino.it/bandi/20140128_anci/</a>.</p>
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		<title>Ecosistema urbano, citta’ italiane ancora poco efficienti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ecosistema-urbano-citta-italiane-ancora-poco-efficienti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2013 09:17:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Venezia, Trento e Belluno in cima alla classifica di Ecosistema Urbano 2013,  ma solo 11 città raggiungono la sufficienza   I capoluoghi di provincia italiani, in tema di ambiente ed efficienza hanno ancora tanto da imparare. Venezia, Trento e Belluno  guadagnano i primi posti in classifica come miglior ecosistema urbano e solo altre 11 città [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-14313" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/10/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-9270-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Venezia, Trento e Belluno in cima alla classifica di Ecosistema Urbano 2013,  ma solo 11 città raggiungono la sufficienza</p>
<p>  <span id="more-14314"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">I capoluoghi di provincia italiani, in tema di </span><a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3"><strong style="line-height: 1.3em;">ambiente</strong></a><span style="line-height: 1.3em;"> ed </span><strong style="line-height: 1.3em;">efficienza</strong><span style="line-height: 1.3em;"> hanno ancora tanto da imparare. Venezia, Trento e Belluno </span><span style="line-height: 1.3em;"> </span><span style="line-height: 1.3em;">guadagnano i primi posti in classifica come miglior ecosistema urbano e solo altre 11 città del Paese raggiungono a malapena la sufficienza (con 60/100 di punteggio), quando soltanto rispettando tutti i limiti di legge, senza nessuna performance straordinaria, il punteggio complessivo di un centro urbano sarebbe molto vicino a 100. Il quadro complessivo che emerge dalla XX edizione del rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore descrive un Paese pigro, apatico, che ha smesso di credere e investire nel cambiamento.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Da Milano, ancora e sempre preda dell’<a href="ambiente/inquinamento"><strong>emergenza smog</strong></a>, a Roma dove crescono il parco auto privato e il<strong> tasso di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=4">motorizzazione</a></strong>, a Palermo, dove si continua a depurare meno dei 2/5 dei reflui fognari, Ecosistema Urbano evidenzia l’esasperante incapacità con cui molte città affrontano sul proprio territorio alcune questioni chiave dal punto di vista ambientale. Eppure esperienze positive in alcune città non mancano e dimostrano la praticabilità di alcune soluzioni capaci di offrire un servizio migliore al cittadino e alla collettività. E’ il caso della raccolta differenziata di Novara o di Salerno, delle politiche sull’energia e sulla mobilità di Bolzano, della solarizzazione dei tetti delle scuole di Bergamo oppure dell’esperimento della moderazione della velocità in un intero quartiere di Torino.</span></p>
<p class="MsoNormal">‘Se nell’insieme le nostre città sono congestionate e inquinate, fragili rispetto al rischio sismico e idrogeologico, in ritardo rispetto all’erogazione dei servizi – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -, esse rappresentano pure i luoghi ideali per le migliori soluzioni. Soluzioni che non possono più essere limitate a singoli e parcellizzati interventi ma devono rientrare in un disegno lungimirante e complessivo, che veda le città come fulcro della rinascita del Paese. Interventi mirati a migliorare qui la raccolta differenziata e là il trasporto pubblico, l’inquinamento acustico o la depurazione delle acque, non possono infatti dare risultati significativi se realizzati al di fuori di un progetto politico nazionale che riconosca alle città un ruolo centrale e imprescindibile. Si parla tanto di smart city ma non dobbiamo dimenticare che le città possono essere smart solo se ci sono smart citizens, e quindi relazioni, creatività e cultura per creare consapevolezza sulle sfide e nuovi stili di vita’.</p>
<p class="MsoNormal">Lo studio segnala, infatti, che la crisi urbana chiede di immaginare con urgenza un altro futuro. Bisogna avere il coraggio di abbattere per ricostruire, rigenerare interi quartieri, recuperare edifici e dare casa, in affitto e a prezzi accessibili, a chi ne ha bisogno fermando il consumo di suolo e restituendo al verde suolo oggi impermeabilizzato. Bisogna pensare un modo nuovo di usare le risorse e l’energia, di organizzare la mobilità, con spazi pubblici più sicuri, più salutari e meno alienanti, immaginando la città  come luogo dove si realizzano le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del vicinato, del quartiere, della comunità.<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Nello specifico, la ventesima edizione di <strong>Ecosistema Urbano</strong>, con gli oltre 100mila dati raccolti attraverso un apposito questionario rivolto e redatto dalle amministrazioni dei comuni capoluogo, vede sul podio delle migliori città Venezia per le grandi, Trento per le medie e Belluno per le piccole, tenendo presente che si tratta di capoluoghi che ottengono punteggi di poco superiori ai 60/100. La sufficienza quindi, in un panorama, purtroppo,  di generale mediocrità.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Venezia</strong> (prima tra le città con più di 200.000 abitanti), svetta in virtù di alcune buone performance, ma anche grazie alle sua peculiare conformazione. Qui migliora la concentrazione delle polveri sottili (Pm10) che scende dai 41,8 microgrammi al metro cubo della scorsa edizione ai 36,2 del 2012, così come la media di giorni di superamento dei limiti per l’Ozono (dai 50 giorni dell’edizione scorsa ai 40 di quest’anno). Cresce ancora la percentuale di depurazione dei reflui che si attesta per il 2012 al 94% (era al 90% lo scorso anno). Scende poi la produzione annua procapite di rifiuti (642,2 Kg per abitante, erano 664,7 nel 2011) e contestualmente la raccolta differenziata sale al 38,8% (35,4% lo scorso anno); in lieve calo i passeggeri trasportati annualmente dal sistema di trasporto pubblico: 564 viaggi procapite (erano 571 lo scorso anno). A Venezia c’è poi, grazie alla particolare conformazione urbana, il più basso tasso di auto immatricolate, pari a 41 ogni 100 abitanti; la migliore estensione procapite di isole pedonali con 5,10 mq/abitante (era 4,87 mq/abitante lo scorso anno); una buona porzione di suolo urbano destinato alle bici con 12,50 metri equivalenti ogni 100 abitanti (erano 10,71 lo scorso anno). Anche a Venezia però troviamo dati in flessione o lontani da livelli ottimali. Peggiorano, ad esempio, le medie relative alle concentrazioni di No2 che salgono a 41 microgrammi al metro cubo rispetto ai 38,8 della scorsa edizione e cresce la percentuale di acqua potabile dispersa dalla rete idrica (passa dal 36% dello scorso anno all’attuale 38%). Nella stessa categoria, al secondo posto troviamo Bologna seguita da Padova: in positivo la prima migliora la media di giorni di superamento dei limiti dell’Ozono, diminuisce l’acqua potabile dispersa dalla rete e aumenta la percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata. Al contempo, <strong>Bologna</strong> vede salire le concentrazioni di No2 e pure il monte rifiuti annuo prodotto procapite, mentre calano i passeggeri trasportati annualmente dai bus. Padova invece deve il suo piazzamento al terzo posto, ma sempre tra le appena sufficienti, principalmente ai miglioramenti registrati in tutti e tre gli indici legati all’inquinamento atmosferico, alla continua crescita della percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata, all’aumento del suolo destinato ai pedoni e al primato tra le grandi città dello spazio dedicato alle bici. A pesare in negativo, il calo  dell’uso del trasporto pubblico.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Trento</strong>, prima tra le città medie (comprese tra 80.000 e 200.000 abitanti), conferma il primo posto dello scorso anno grazie a buone performance in alcuni dei settori chiave della ricerca e ad un buon andamento generale. Migliora la già buona media relativa alle concentrazioni di polveri sottili che scende ancora a 25,5 microgrammi al metro cubo (erano 27,5 l’anno passato), scende  la percentuale di acque potabili perse dalla rete idrica, che era il 18% l’anno scorso e si ferma al 15%; migliora la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti: 65,6% quest’anno, era 64,3% l’anno passato. Sale ancora, seppur di poco, la frequenza di utilizzo del tpl che si attesta su i 185 viaggi per abitante all’anno rispetto ai 182 della passata edizione. Seconda, tra le medie è anche quest’anno <strong>Bolzano</strong>, in buona posizione grazie a medie complessivamente basse per quel che concerne i parametri relativi alla qualità dell’aria (per le concentrazioni delle polveri sottili è prima tra le medie con 15 microgrammi al metro cubo, mentre erano 18,7 lo scorso anno). Buoni poi i parametri relativi alla mobilità ciclabile e alle politiche energetiche. Parma si piazza terza tra le città medie principalmente per un buon andamento complessivo nei settori mobilità e energia e per qualche miglioramento, come per la media di giorni di superamento dei limiti della concentrazione di Ozono, diminuiti tra il 2011 e 2012 ma pur sempre sopra i limiti. A seguire Perugia e La Spezia che si caratterizzano per un andamento equilibrato nei diversi parametri senza nessun grosso exploit, con valori positivi che si alternano a elementi di sofferenza dell’ambiente urbano.</p>
<p class="MsoNormal">Le prime cinque posizioni delle città Piccole, al di sotto degli 80.000 abitanti, sono occupate da <strong>Belluno</strong> (1ª), <strong>Verbania</strong> (2ª), <strong>Nuoro</strong> (3ª), <strong>Pordenone</strong> (4ª) e <strong>Mantova</strong> (5ª).</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Belluno</strong> è al primo posto grazie al buon livello complessivo della qualità dell’aria: migliora infatti in tutti e tre i parametri monitorati (No2, Pm10 e Ozono) e questo basta a far si che sopravanzi Verbania (prima lo scorso anno, quando Belluno fu seconda). Per il resto, i numeri di Belluno si confermano abbastanza buoni e spesso al di sopra della media tra le città piccole. Da segnalare le buone performances nel settore rifiuti: la produzione annua procapite scende ancora dai 405,3 kg annui del 2011 ai 395,9 di questa edizione e contestualmente cresce la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato che passa dal 67,6% a oltre il 70% (70,4% quest’anno). Verbania che cede il primato a Belluno, conferma un andamento generalmente al di sopra della media delle città piccole. Per i rifiuti raccolti in modo differenziato si conferma ben oltre il 70% (72,8%, era al 72,1% l’anno scorso) ed è seconda solo a Pordenone. Migliora poi nei passeggeri trasportati dal servizio di tpl e fa segnare una crescita ormai costante per la superficie di suolo urbano destinato ai pedoni (con 2,14 mq/abitante, erano 2.02 l’anno scorso) e alle bici (24,41 metri equivalenti ogni 100 abitanti quest’anno, erano 23,69 l’anno passato). Terza tra le città piccole è la sorpresa Nuoro, in questa posizione principalmente per il fatto che ha finalmente iniziato a  rispondere al nostro questionario e quindi può essere valutata mostrando anche valori bassissimi per quel che concerne gli inquinanti atmosferici. Quarta e quinta rispettivamente Pordenone e Mantova che invece sono più solite occupare la parte alta della classifica tra le piccole, con qualche flessione nei parametri più significativi della ricerca.<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Tra le <strong>peggiori</strong> invece troviamo un trittico tutto siciliano: <strong>Catania</strong>, per le grandi città, <strong>Siracusa</strong> per le città medie e <strong>Caltanissetta</strong> per le città piccole. Un triste risultato dovuto a molti “nd” e pessime performance in molti settori della ricerca, basti pensare all’ultimo posto di Catania nell’indice della produzione procapite annua di rifiuti con oltre 714,3 kg o, agli oltre 230 litri (230,3 l/ab/giorno) di acqua potabile consumata giornalmente dai catanesi, che fa il paio con l’altro ultimo posto tra le grandi città per l’acqua potabile persa dalla rete, che supera la metà del totale dell’acqua immessa in rete. Oppure, guardando al 3% di rifiuti raccolti in modo differenziato che vale l’ultimo posto tra le medie città per Siracusa, ultima pure per passeggeri trasportati dal servizio di tpl, con 8 viaggi procapite all’anno. Per Caltanissetta pensiamo agli “0” collezionati tra le città piccole negli indici legati alla mobilità ciclabile e alle zone a traffico limitato, o, ancora, agli 0,76 metri quadrati procapite di verde urbano fruibile, oppure al pessimo 63% di capacità di depurare i reflui.</p>
<p class="MsoNormal">Nel complesso, l’<strong>ecosistema urbano 2013</strong> evidenzia con chiarezza la situazione di impasse in cui versa l’Italia delle città. L’inquinamento atmosferico, ad esempio, resta ancora a livelli di emergenza. Se scendono leggermente le media delle concentrazioni di Pm10 e di NO2, nell’insieme dei centri urbani sono invece in aumento i giorni di superamento dei limiti per l’O3 e il numero delle città che non rispettano i limiti per la protezione della salute umana fissati per l’ozono. Le città continuano a disperdere in media più di un terzo dell’acqua potabile immessa in rete (il 32%) e l’efficienza della depurazione migliora di uno “zero virgola” alla volta (oggi viene trattato l’89,6% dei reflui fognari, l’1 ,6% in più di un anno fa). Cala la produzione di rifiuti solidi urbani, soprattutto a causa della contrazione dei consumi, e restano praticamente stabili le quote della raccolta differenziata, che passa dal 38% al 39,3%. In questo settore solo nove le città raggiungono il target del 65% imposto dalla normativa per il 2012 e quasi tutte le grandi città non hanno raggiunto nemmeno quell’obiettivo del 35% che i Comuni avrebbero dovuto rispettare già nel 2006. Cresce lentamente ma costantemente il parco di autovetture circolanti che supera le 64 auto ogni 100 abitanti (64,2) e contestualmente prosegue il declino del trasporto pubblico urbano che continua a perdere passeggeri: i viaggi effettuati in media annualmente con i mezzi pubblici dagli abitanti dei capoluoghi di provincia scendono a 81 (erano 83 l’anno passato). Praticamente congelati gli indici dedicati a isole pedonali, zone a traffico limitato, reti ciclabili urbane. (red/com)</p>
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		<title>Italia, le citta&#8217; fantasma piu&#8217; belle della Penisola regione per regione</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:19:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non tutti amano il mare e le spiagge affollate. C&#8217;è anche chi preferisce vacanze all&#8217;insegna del silenzio e del mistero. Ferie alternative alla scoperta delle &#8216;città fantasma&#8217; italiane, città abbandonate e deserte, ricche di fascino, scopriamole con Ecoseven.net Quello delle città fantasma non è un fenomeno così raro, sono luoghi abbandonati, spesso in seguito a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3897" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_viaggiare_citt-fantasma-italiane-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="sommario">Non tutti amano il mare e le spiagge affollate. C&#8217;è anche chi preferisce vacanze all&#8217;insegna del silenzio e del mistero. Ferie alternative alla scoperta delle &#8216;città fantasma&#8217; italiane, città abbandonate e deserte, ricche di fascino, scopriamole con Ecoseven.net</p>
<p>  <span id="more-3913"></span>  </p>
<div>Quello delle <strong>città fantasma</strong> non è un fenomeno così raro, sono luoghi abbandonati, spesso in seguito a calamità naturali, dove la natura nel corso del tempo si è fusa con le vecchie città una volta abitate, o più semplicemente per motivi pratici della popolazione che le abitava.</div>
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<div>In italia abbiamo molti esempi di <strong>città fantasma</strong>, città abbandonate ma ricche di fascino, per questo motivo abbiamo deciso di segnalarvi le 15 <strong>Città Fantasma Italiane</strong> più belle, ma attendiamo da voi lettori altre segnalazioni per continuare il nostro viaggio alla scoperta delle città fantasma italiane (potete segnalare altre città fantasma a redazione@ecoseven.net).</div>
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<h2><strong>Di seguito &nbsp;vi proponiamo una lista delle città fantasma più attraenti d’italia:</strong>&nbsp; &nbsp;</h2>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3898" alt="città fantasma italiane calabria" width="150" height="123" title="Città fantasma Calabria" align="left" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3235.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_La_Calabria__6637" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma della Calabria:</a>&nbsp;</strong></p>
<div>C’è il borgo di Africo, proprio sull’Aspromonte, nome che rievoca scenari duri come il paesaggio, ma affascinanti e coinvolgenti… <a target="_blank" title="Città fantasma" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_La_Calabria__6637" rel="noopener noreferrer">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3899" alt="città fantasma italiane in molise" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Molise" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3241.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città fantasma Molise" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_2_Il_Molise_6646" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma del Molise:</a></strong></p>
<div>Anche in una piccola regione come il Molise possiamo andare alla ricerca di luoghi antichi, capaci di raccontare la storia non troppo lontana della terra e di chi l’ha abitata, spesso condita da racconti di leggende e misteri… <a target="_blank" title="Città fantasma Molise" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_2_Il_Molise_6646" rel="noopener noreferrer">[Leggi tutto]&nbsp;</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3900" alt="città fantasma italiane friuli" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Friuli" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3237.JPG" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città fantasmaFriuli" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_3_Il_Friuli_Venezia_Giulia_6640" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma del Friuli Venezia Giulia:</a></strong></p>
<div>Borgo rurale di montagna abbandonato, frazione di Tramonti di Sotto, Palcoda è raggiungibile attraverso una mulattiera segnalata dal CAI con il numero 831°…<a target="_blank" title="Città fantasma Friuli" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_3_Il_Friuli_Venezia_Giulia_6640" rel="noopener noreferrer"> [Leggi tutto]</a></div>
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<div><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3901" alt="città fantasma italiane lazio" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Lazio" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3238.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /></strong></div>
<p><strong><a target="_blank" title="Città fantasma lazio" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_4_Il_Lazio_6641" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma del Lazio:</a></strong></p>
<div>Numerose sono nel Lazio le città abbandonate dall’uomo e oggi meta di turismo… <a target="_blank" title="Città fantasma Lazio" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_4_Il_Lazio_6641" rel="noopener noreferrer">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3902" alt="città fantasma italiane campania" width="150" height="123" align="left" title="Città Fantasma Campania" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3236.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città fantasma Campania" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_5_La_Campania_6639" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma in Campania:</a></strong></p>
<div>Nella provincia di Salerno ed esattamente nell’area del Parco del Cilento vale la pena visitare gli abitati di Roscigno Vecchia, San Severino di Centola e Romagnano al Monte…<a title="Città fantasma Campania" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_5_La_Campania_6639"> [Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3903" alt="città fantasma italiane tutte le città fantasma d’italia" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Toscana" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3250.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città fantasma Toscana" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_6_La_Toscana_6657" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma della Toscana</a></strong></p>
<div>In Toscana sorge l’abitato di Rocca San Silvestro, comune di Campiglia Marittima. Un luogo medievale risalente al X secolo, fondato dalla famiglia Della Gherardesca e dimenticato come le miniere di rame e piombo argentifero… <a target="_blank" title="Città fantasma Toscana" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_6_La_Toscana_6657" rel="noopener noreferrer">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3904" alt="città fantasma italiane la sicilia" width="150" height="123" align="left" title="Città Fantasma Sicilia" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3249.jpeg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a title="Città fantasma Sicilia" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_7_La_Sicilia_6656">Le città fantasma della Sicilia:</a></strong></p>
<div>La Sicilia è una terra ricchissima di piccole realtà rurali e cittadine abbandonate. Ne ricordiamo alcune famose per la storia ricca di accadimenti… <a title="Città fantasma Sicilia" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_7_La_Sicilia_6656">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3905" alt="città fantasma, sardegna le città da scoprire e rivivere" width="150" height="123" align="left" title="Città Fantasma Sardegna" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3248.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a title="Città Fantasma Sardegna" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_8_La_Sardegna_6655">Le città fantasma della Sardegna:</a></strong></p>
<div>L’isola orgogliosa e bellissima che conserva ancora tracce di civiltà antichissime e misteriose o dei villaggi abitati dai minatori…<a title="Città fantasma Sardegna" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_8_La_Sardegna_6655"> [Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3906" alt="città fantasma, italiane, abruzzo" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Abruzzo" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3217.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a title="Città Fantasma Abruzzo" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_9_L_Abruzzo__6608">Le città fantasma dell’Abruzzo:</a></strong></p>
<div>C’è chi trova assurdo che questi luoghi vadano perduti per sempre. In qualche caso abbiamo assistito anche ad esperimenti pubblici e privati per una rinascita di certe località care alla storia ed alla memoria… <a title="Città Fantasma Abruzzo" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_9_L_Abruzzo__6608">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3907" alt="città fantasma italiane la puglia" width="150" height="109" align="left" title="Città Fantasma Puglia" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3247.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a title="Città Fantasma Puglia" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_10_La_Puglia_6653">Le città fantasma della Puglia:</a></strong></p>
<div>Nel Salento i borgi abbandonati affondano le loro radici nella storia antica e raccontano di un legame fortissimo fra gli uomini e la terra… <a title="Città fantasma Puglia" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_10_La_Puglia_6653">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3908" alt="città fantasma italiane la basilicata" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Basilicata" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3218.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città Fantasma Basilicata" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_11_La_Basilicata_6611" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma della Basilicata:</a></strong></p>
<div>Scenari che rievocano abitudini, che fanno immaginare profumi, suoni e rumori lontani. E la suggestione che si vive qui, forse spiega anche il motivo per cui vengono chiamate città fantasma. Seguiteci allora in Basilicata… <a target="_blank" title="Città fantasma Basilicata" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_11_La_Basilicata_6611" rel="noopener noreferrer">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3909" alt="città fantasma italiane, il piemonte" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Piemonte" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3243.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città Fantasma Piemonte" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_12_Il_Piemonte_6647" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma del Piemonte:</a></strong></p>
<div>Fra le valli circondate da alte montagne il Piemonte è una regione ricca di borghi abbandonati. Circondati da una natura incontaminata questi luoghi silenziosi presentano tracce di nobili famiglie e vita contadina… <a target="_blank" title="Città fantasma Piemonte" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_12_Il_Piemonte_6647" rel="noopener noreferrer">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3910" alt="città fantasma italiane le città in liguria" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Liguria" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3239.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città fantasma Liguria" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_13_La_Liguria__6643" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma della Liguria:</a></strong></p>
<div>Balestrino, in provincia di Savona è una tappa ligure affascinante. Il borgo fu abbandonato a causa del dissesto idrogeologico nei primi anni sessanta… <a target="_blank" title="Città fantasma Liguria" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_13_La_Liguria__6643" rel="noopener noreferrer">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3911" alt="città fantasma italiane  il lombardia" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Lombardia" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3240.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città Fantasma Lombardia" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_14_La_Lombardia_6645" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma della Lombardia:</a></strong></p>
<div>Le cause dell’abbandono sono varie: in alcuni casi è un evento naturale, in altri la cattiva programmazione urbanistica, in altri ancora l’evoluzione economica e del territorio… <a target="_blank" title="Città fantasma Lombardia" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_14_La_Lombardia_6645" rel="noopener noreferrer">[Leggi tutto]</a></div>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-3912" alt="città fantasma italiane in  veneto" width="150" height="123" align="left" title="Città fantasma Veneto" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/dati_articoli_285x233c80_fotoArticolo_3252.jpg" hspace="0" border="1" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" /><a target="_blank" title="Città fantasma Veneto" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_15_Il_Veneto_6659" rel="noopener noreferrer">Le città fantasma del Veneto:</a></strong></p>
<div>Siamo in Veneto, comune di Gosaldo. Da queste parti è noto nella memoria l’insediamento Alla California. Lo stesso prendeva il nome da un’osteria attorno alla quale fu eretto…<a target="_blank" title="Città fantasma Veneto" href="news/Viaggiare/Le_citta_fantasma_d_Italia_15_Il_Veneto_6659" rel="noopener noreferrer"> [Leggi tutto]</a></div>
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<div>(al.sfre.)</div>
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