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	<title>Chemioterapia &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Jul 2021 18:31:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Contro il singhiozzo arriva la cannuccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 18:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Cannuccia]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[come eliminare il singhiozzo]]></category>
		<category><![CDATA[singhiozzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una cannuccia capace di fermare il singhiozzo Un medico e inventore del Texas, Ali Seifi, dice che, in caso di singhiozzo, non si deve chiedere a qualcuno di provocarci uno spavento, respirare in un sacchetto di carta, succhiare un limone, bere al contrario da un bicchiere o usare altri rimedi della nonna. Si può, invece, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-110300" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/drinking-straw-4020861_1280-e1625769073792.jpg" alt="cannuccia" width="800" height="513" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Una cannuccia capace di fermare il singhiozzo</h3>
<p><span id="more-110299"></span></p>
<p align="justify">Un medico e inventore del Texas, Ali Seifi, dice che, in caso di singhiozzo, non si deve chiedere a qualcuno di provocarci uno spavento, respirare in un sacchetto di carta, succhiare un limone, bere al contrario da un bicchiere o usare altri rimedi della nonna.</p>
<p align="justify">Si può, invece, <strong>sorseggiare dell&#8217;acqua attraverso una cannuccia di plastica dura a forma di L</strong> commercializzata come <a href="https://hiccaway.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">HiccAway</a>.</p>
<p align="justify">Secondo le istruzioni sul sito web di HiccAway, quello che si deve fare è infilare la cannuccia in un bicchiere d&#8217;acqua e succhiare l&#8217;acqua due o tre volte, deglutendo immediatamente dopo ogni sorso.</p>
<p align="justify">Si deve succhiare forte perché c&#8217;è una valvola alla fine della cannuccia – una valvola che, tra l&#8217;altro, ha due impostazioni: adulto e bambino. È così che passa il singhiozzo.</p>
<p align="justify">La spiegazione scientifica sul sito web è che tutto quel sorseggiare &#8220;abbassa il diaframma aprendo prima e chiudendo poi l&#8217;epiglottide (il lembo a forma di foglia nella gola che tiene il cibo fuori dalla trachea).</p>
<h4 align="justify">In questo modo si stimolano allo stesso tempo i nervi &#8216;frenico&#8217; e &#8216;vago&#8217;, consentendo al cervello di &#8216;ripristinarsi&#8217; e fermare il singhiozzo&#8221;.</h4>
<p align="justify">Seifi è professore associato di neurochirurgia e direttore dell&#8217;unità di terapia intensiva neurologica presso l&#8217;Università del Texas Health Science Center di San Antonio. Ha detto di aver <strong>inventato l&#8217;HiccAway dopo aver notato pazienti che avevano il singhiozzo durante la chemioterapia e altri trattamenti</strong>. Seifi e i suoi soci hanno condotto uno studio in cui 249 volontari hanno utilizzato l&#8217;invenzione. Circa due terzi di loro hanno affermato di avere il singhiozzo almeno una volta al mese.</p>
<p align="justify">Secondo i risultati pubblicati su <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2781196" target="_blank" rel="noopener noreferrer">JAMA Network Open</a>, il 92% dei volontari ha affermato che HiccAway ha fatto il suo lavoro.</p>
<p align="justify">Adesso Seifi sta cercando un brevetto.</p>
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		<title>La chemioterapia lavora a livello mitocondriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2018 12:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[chemio]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Mitocondri]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno studiato l&#8217;effetto debilitante delle cure chemioterapiche Secondo uno studio pubblicato sull&#8217;American Journal of Physiology-Cell Physiology, la chemioterapia potrebbe causare una disfunzione mitocondriale nei muscoli dei pazienti. Di qui, l&#8217;affaticamento, la debolezza, lo stress ossidativo e la perdita di massa muscolare. Nella ricerca, condotta presso l&#8217;Università del Vermont, gli studiosi hanno analizzato le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37407" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/12/images_bacteria-163711_1280.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_bacteria-163711_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_bacteria-163711_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_bacteria-163711_1280-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_bacteria-163711_1280-768x432.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_bacteria-163711_1280-1200x675.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno studiato l&#8217;effetto debilitante delle cure chemioterapiche</p>
<p>  <span id="more-37408"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo uno studio pubblicato sull&#8217;American Journal of Physiology-Cell Physiology, la chemioterapia potrebbe causare una disfunzione mitocondriale nei muscoli dei pazienti. Di qui, l&#8217;affaticamento, la debolezza, lo stress ossidativo e la perdita di massa muscolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella ricerca, <a href="https://www.newswise.com/articles/chemotherapy-may-lead-to-mitochondrial-dysfunction-in-skeletal-muscle" target="_blank" rel="noopener noreferrer">condotta presso l&#8217;Università del Vermont</a>, gli studiosi hanno analizzato le pazienti con cancro al seno, trovando un legame diretto tra farmaci chemioterapici &#8211; come la doxorubicina e il paclitaxel &#8211; e danni alla muscolatura.</p>
<p style="text-align: justify;">I mitocondri sono il centro energetico delle cellule. Il trattamento del cancro dovrebbe massimizzare la produzione di energia delle cellule, non limitarla. Massimizzare la produzione di energia mitocondriale è, infatti, una delle chiavi per un sano recupero da malattie come questa. Lo stress ossidativo portato dalla cura, però, potrebbe aprire la strada a una recidiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team di ricerca dell&#8217;Università del Vermont ha confrontato le fibre muscolari delle donne sane e di quelle malate, prima e dopo la rimozione del tumore e la chemioterapia. Rispetto al gruppo di controllo sano, queste ultime avevano una perdita muscolare pronunciata, concentrata in un&#8217;area della sezione trasversale inferiore delle fibre muscolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente, i ricercatori hanno applicato farmaci chemioterapici alle cellule muscolari murine. I numero dei mitocondri è notevolmente diminuito ed è stato registrato stress ossidativo e atrofia. I ricercatori hanno scoperto che la doxorubicina e il paclitaxel danneggiano le cellule, limitando la produzione di energia mitocondriale, accelerando la morte cellulare e creando condizioni per malattie croniche.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i ricercatori, i risultati spiegano l&#8217;affaticamento e la disabilità funzionali portati dalle cure per il cancro, compresa l&#8217;atrofia muscolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=36522" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nel frattempo, un nuovo studio ha dimostrato che la chemio non è la migliore opzione per un&#8217;intera parte di malati di cancro al seno e così gliene offre un&#8217;altra.</a></p>
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		<title>La chemio può renderti più vulnerabile ai tumori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-chemio-puo-renderti-piu-vulnerabile-ai-tumori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 08:27:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo una ricerca, la chemioterapia potrebbe favorire lo sviluppo di un tumore nelle aree circostanti le zone trattate I ricercatori della Ohio State University rivelano che la chemioterapia può effettivamente innescare la diffusione del cancro in aree vicine a quelle colpite. Precedenti studi avevano dimostrato che la chemioterapia porta a cambiamenti cellulari nei pazienti con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36845" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_chemioaltritumorei.jpg" alt="" width="799" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_chemioaltritumorei.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_chemioaltritumorei-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_chemioaltritumorei-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Secondo una ricerca, la chemioterapia potrebbe favorire lo sviluppo di un tumore nelle aree circostanti le zone trattate</p>
<p>  <span id="more-36846"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori della Ohio State University rivelano che la chemioterapia può effettivamente innescare la diffusione del cancro in <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2017/08/170807155401.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aree vicine a quelle colpite</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Precedenti studi avevano dimostrato che la chemioterapia porta a cambiamenti cellulari nei pazienti con carcinoma mammario. Per questo i ricercatori hanno voluto indagare quali effetti provocasse negli organi adiacenti, iniziando dal polmone, l&#8217;organo più vicino al seno.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno scoperto così che i pazienti affetti da cancro al seno a cui era stata somministrata la chemioterapia con paclitaxel avevano geni Atf3 sovraespressi, un fattore di trascrizione attivato dallo stress, cosa che non accadeva nei soggetti che non avevano ricevuto quel farmaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gene Atf3 causa danni in due modi. In primo luogo, distribuisce le cellule tumorali attraverso i polmoni, quindi attiva l&#8217;area per aumentare le probabilità di sopravvivenza e prosperità delle cellule. In altre parole, la chemioterapia sembra rendere il corpo dei pazienti più propenso allo sviluppo del cancro.</p>
<p style="text-align: justify;">Tsonwin Hai, autore dello studio, ha dichiarato: &#8220;La chemioterapia può paradossalmente promuovere la progressione del cancro: è una verità che sta emergendo nel campo della ricerca. Tuttavia, una comprensione a livello molecolare di questo effetto devastante non è chiara.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo un nuovo studio ha dimostrato che la chemio non è la migliore opzione per tutti i malati di cancro al seno e così gliene <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36522" target="_blank" rel="noopener noreferrer">offre un&#8217;altra</a>.</p>
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		<item>
		<title>Un&#8217;alternativa alla chemio per i tumori al seno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-alternativa-alla-chemio-per-i-tumori-al-seno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 08:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[tumore al seno]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio ha dimostrato che la chemio non è la migliore opzione per un&#8217;intera parte di malati di cancro al seno e così gliene offre un&#8217;altra Una certa classe di pazienti presto potrebbe essere curata per il cancro al seno senza chemioterapia, visto che uno studio pubblicato sul «New England Journal of Medicine» ha dimostrato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36521" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_table-2723873_1920.jpg" alt="" width="798" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_table-2723873_1920.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_table-2723873_1920-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_table-2723873_1920-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h3>Un nuovo studio ha dimostrato che la chemio non è la migliore opzione per un&#8217;intera parte di malati di cancro al seno e così gliene offre un&#8217;altra</h3>
<p><span id="more-36522"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una certa classe di pazienti presto potrebbe essere curata per il cancro al seno senza chemioterapia, visto che <a href="https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa1804710" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio</a> pubblicato sul «New England Journal of Medicine» ha dimostrato che non ne trae alcun beneficio.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta dei pazienti a cui è stato diagnosticato un carcinoma mammario positivo al primo stadio, invasivo, con presenza di recettori dell&#8217;ormone, che ha ottenuto un punteggio specifico in un range di test genetici. Questi malati beneficiano della chemioterapia – che però molti non tollerano bene e possono riportarne le conseguenze a lungo termine – tanto quanto beneficiano dei trattamenti ormonali, che hanno meno effetti collaterali.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questo studio, quindi, sarà possibile, per quelle persone, avere una cura alternativa alla chemioterapia, che sarà altrettanto efficace. Prima non era possibile perché, sulla base delle migliori informazioni disponibili, il trattamento chemioterapico sembrava sempre la migliore opzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La confusione deriva da un test genetico chiamato Oncotype DX che valuta la probabilità di ricorrenza del cancro al seno su una scala di 100 punti: il test esamina 21 diversi geni noti per svolgere un ruolo nello sviluppo del cancro al seno. Fino alla pubblicazione di questa nuova ricerca, però, pazienti e medici non possedevano tutte le informazioni di cui avevano bisogno per raccomandare un trattamento basato sui risultati particolari di un paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">Esperimenti condotti in passato avevano rivelato che un gruppo di persone con particolari risultati del test genetico traeva beneficio da una combinazione di terapia endocrina e chemioterapia. Quelli di un altro gruppo beneficiavano esclusivamente della terapia endocrina, che impedisce agli estrogeni di raggiungere i tumori che potrebbero usarli per crescere. Ma c&#8217;era un altro grande gruppo di pazienti nel mezzo per i quali non era chiaro quale trattamento avrebbe funzionato meglio. Negli studi precedenti, i medici avevano esaminato i dati relativi ai pazienti di questo terzo gruppo e avevano stabilito che avrebbero beneficiato della chemioterapia. Ma i ricercatori che hanno condotto questo nuovo esperimento hanno scoperto che la chemioterapia non ha fornito alcun beneficio aggiuntivo rispetto ai soli trattamenti ormonali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente questa scoperta non elimina la chemioterapia come strumento praticabile, permette solo a un numero enorme di pazienti di avere l&#8217;opportunità di ricevere trattamenti più mirati, personalizzati sulla base della loro situazione.</p>
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		<title>Aspirina liquida meglio della chemio per il cancro al cervello</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/aspirina-liquida-meglio-della-chemio-per-il-cancro-al-cervello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 11:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[aspirina]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Per gli scienziati britannici questo rimedio sarebbe 10 volte più efficace Gli scienziati della Portsmouth University sostengono che l’aspirina liquida sia meglio della chemioterapia nell’uccidere le cellule tumorali in caso di cancro al cervello. La loro ricerca, presentata in occasione della conferenza Brain Tumours 2016 a Varsavia, dipinge questa versione liquida dell’aspirina come un &#8216;cavallo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31804" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Aspirina_tumore_al_cervello.jpg" alt="" width="1280" height="698" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Aspirina_tumore_al_cervello.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Aspirina_tumore_al_cervello-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Aspirina_tumore_al_cervello-1024x558.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Aspirina_tumore_al_cervello-768x419.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Aspirina_tumore_al_cervello-1200x654.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Per gli scienziati britannici questo rimedio sarebbe 10 volte più efficace</p>
<p>  <span id="more-31805"></span>  </p>
<p>Gli scienziati della <a href="http://uopnews.port.ac.uk/2016/06/28/breakthrough-in-brain-tumour-research/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Portsmouth University</a> sostengono che l’aspirina liquida sia meglio della chemioterapia nell’uccidere le cellule tumorali in caso di cancro al cervello.</p>
<p>La loro ricerca, presentata in occasione della conferenza<a href="http://braintumorswarsaw.pl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Brain Tumours 2016 a Varsavia</a>, dipinge questa versione liquida dell’aspirina come un &#8216;cavallo di Troia&#8217; che riesce ad attraversare la barriera emato-encefalica; l’ostacolo che fino ad ora ha impedito ai farmaci di attaccare il cancro al cervello.</p>
<p>Secondo il quotidiano britannico <a href="http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3663188/How-liquid-aspirin-help-fight-brain-cancer-Special-version-drug-ten-times-effective-killing-cancer-cells-chemotherapy.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daily Mail</a>, i ricercatori scommettono che la combinazione della soluzione di aspirina liquida (&#8216;IP1867B&#8217;) con anti-tumorali potrebbe eliminare alla prima comparsa le cellule &#8216;killer’.</p>
<p>Durante le ricerche, gli effetti sono stati testati su pazienti sia adulti che bambini affetti da una forma aggressiva di tumore al cervello curata mediante chemioterapia. <br />Secondo gli studi, questa nuova ‘arma’ che utilizza l’aspirina è 10 volte più efficace delle vecchie combinazioni di farmaci.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chemioterapia più efficace, grazie ad omega 3</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/chemioterapia-piu-efficace-grazie-ad-omega-3/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 13:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>
		<category><![CDATA[tumore al pancreas]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli acidi grassi omega 3 aiutano e accelerano gli effetti della chemioterapia   Gli acidi grassi omega 3 aiutano le terapie per ridurre i tumori al pancreas. Lo prova uno studio condotto dai ricercatori dell’University Hospitals di Leicester, Regno Unito, pubblicato sulla versione on line della rivista Journal of Parenteral and Enteral Nutrition (JPEN). Si tratta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28154" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/08/images_igallery_resized_ambientetest_omega_3_foods_dollarphotoclub_71010660-16320-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Gli acidi grassi omega 3 aiutano e accelerano gli effetti della chemioterapia</p>
<p>  <span id="more-28155"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Gli acidi grassi omega 3 aiutano le terapie per ridurre i tumori al pancreas. Lo prova uno studio condotto dai ricercatori dell’<a href="http://www.leicestershospitals.nhs.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University Hospitals di Leicester</a>, Regno Unito, pubblicato sulla versione on line della rivista Journal of Parenteral and Enteral Nutrition (JPEN). Si tratta della prima ricerca che valuta gli effetto degli acidi grassi omega-3 combinati ad un agente chemioterapico in una situazione di malattia comprovata.</p>
<p>Lo studio si è concentrato su 50 pazienti affetti da carcinoma pancreatico avanzato: tutti hanno ricevuto 1.000 mg di gemcitabina a settimana, un farmaco chemioterapico antineoplastico, seguita da una dose fino a 100 g di omega-3 e una settimana di “riposo”. I risultati sono stati positivi: gli studiosi, hanno evidenziato una buona risposta del paziente alla malattia, con una certa stabilizzazione della stessa e la riduzione del volume di metastasi al fegato.</p>
<p>Nuovi studi e altre analisi sono in corso, ma i primi risultati sono incoraggianti.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Chemioterapia: un casco per non perdere i capelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2015 09:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore al seno]]></category>
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					<description><![CDATA[Contro la caduta dei capelli in chemioterapia arriva un caschetto che ci protegge   La chemioterapia potrà essere affrontata, pur nelle sue difficoltà, con più serenità. È arrivato un caschetto che blocca la caduta dei capelli. La cuffia, pensata dall&#8217;Istituto europeo di oncologia (Ieo) fondato da Umberto Veronesi, indossata durante l&#8217;infusione delle cure, permette di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26421" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_salva_capelli_casco_chemio-15446-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Contro la caduta dei capelli in chemioterapia arriva un caschetto che ci protegge</p>
<p>  <span id="more-26422"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">La<a href="https://www.ecoseven.net//?p=25602" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> chemioterapia</a> potrà essere affrontata, pur nelle sue difficoltà, con più serenità. È arrivato un caschetto che blocca la caduta dei capelli. La cuffia, pensata dall&#8217;Istituto europeo di oncologia (Ieo) fondato da Umberto Veronesi, indossata durante l&#8217;infusione delle cure, permette di non perdere i capelli sfruttando l&#8217;effetto protettivo del freddo.</p>
<p align="LEFT">Il casco è stato già sperimentato. Gli esperti del centro, raccontano, che &#8216;è stato utilizzato da 30 pazienti di tumore al seno, con risultati incoraggianti: in alcuni casi la capigliatura è rimasta intatta. L&#8217;idea di ridurre la caduta raffreddando il cuoio capelluto risale in realtà agli anni &#8217;60, ma i risultati finora non erano stati soddisfacenti&#8217;. Se così fosse, sarebbe molto più semplice affrontare il grande disagio delle donne. </p>
<p> </p>
<p align="LEFT">&#8216;Stiamo valutando, primi e unici in Italia, un sistema avanzato di raffreddamento che, tramite un caschetto da indossare prima, durante e dopo l&#8217;infusione della chemioterapia, protegge le cellule dei bulbi piliferi del cuoio capelluto dai danni da farmaci. Il freddo diminuisce la perfusione del sangue e il metabolismo, frenando localmente l&#8217;attività &#8216;distruttiva&#8217; dei chemioterapici&#8217;, ha affermato Paolo Veronesi.</p>
<p align="LEFT">gc</p>
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		<title>Gli omega-3 riducono gli effetti collaterali della chemioterapia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 10:08:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[omega 3]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Pareri discordanti sul rapporto tra omega 3 e chemioterapia. I ricercatori stanno ancora indagando Secondo alcuni studi gli acidi grassi omega-3 riducono gli effetti dei trattamenti anti-cancro. Questo significherebbe che coloro che mangiano arringhe o sgombro o assumono integratori resistono di più agli effetti della chemioterapia, riducendone quindi l&#8217;effetto anti-cancro desiderato. I ricercatori del JAMA Oncology [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25601" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_Omega_3_chemioterapia-15041-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Pareri discordanti sul rapporto tra omega 3 e chemioterapia. I ricercatori stanno ancora indagando<br /></span></p>
<p>  <span id="more-25602"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Secondo </span><a href="http://www.dailymail.co.uk/health/article-3023275/Cancer-patients-eat-oily-fish-omega-3-supplements-resistant-chemotherapy.html" target="_blank" style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">alcuni studi</a><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"> gli acidi grassi omega-3 riducono gli effetti dei trattamenti anti-cancro. Questo significherebbe che coloro che </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">mangiano arringhe o sgombro o assumono integratori resistono di più agli effetti della chemioterapia, riducendone quindi l&#8217;effetto anti-cancro desiderato.</span></p>
<p>I ricercatori del <a href="http://oncology.jamanetwork.com/journal.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">JAMA Oncology</a> hanno condotto due esperimenti separati. In uno hanno chiesto a 118 pazienti se prendessero o meno integratori e hanno scoperto che nell&#8217;11% dei casi si trattatva di omega-3. In un altro studio hanno misurato il livello di omega-3 in persone sane. <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Come era lecito aspettarsi, il livello di omega-3 nel sangue cresceva prendendo 10 ml di integratore e cresceva ancora di più aumentando la dose fino a 50 ml. Il livello ritornava normale dopo otto ore dall&#8217;assunzione. A</span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">nche mangiando arringa o sgombro il livello cresceva.</span></p>
<p>Perché tutto ciò preoccupava, nel caso di pazienti in chemioterapia? Secondo alcuni studi condotto sui topi, gli omega-3 potrebbero rendere le cellule tumorali più resistenti alla chemioterapia e questo sarebbe un problema per la lotta la tumore. </p>
<p>Ma ci sono dei dubbi su questi consigli. Infatti si tratta di uno studio appena iniziato che si basa solo su topi da laboratorio.  Servono approfondimenti prima di dare dei consigli ai pazienti dato che, come suggerisce Keith Jones dell&#8217;<a href="http://www.icr.ac.uk/our-research/researchers-and-teams/professor-keith-jones" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Institute of Cancer Research</a>: &#8216;Non c&#8217;è evidenza che i topi metabolizzino gli omega 3 nello stesso modo degli umani e in particola modo dei malati di tumore&#8217;.</p>
<p>Altri studi hanno dimostrato effetti differenti, quindi è possibile che tumori e trattamenti anti-tumorali vengano influenzati in maniera differente dal tipo di olio di pesce assunto, dice Catherine Collins del <a href="https://www.stgeorges.nhs.uk/tag/catherine-collins/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">St. George&#8217;s Hospital NHS Trust</a>.</p>
<p>Ad esempio nel 2014, uno studio pubblicato sul <a href="http://meeting.ascopubs.org/cgi/content/short/32/15_suppl/1039?rss=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Journal of Clinical Oncology</a> ha riscontrato che una dieta ricca di omega 3 riduce l&#8217;incidenza dei disturbi nervosi causati dai trattamenti anti cancro. <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Altri studi hanno dimostrato che gli omega 3 riducono gli effetti collaterali della chemioterapia , fanno aumentare l&#8217;efficacia del trattamento e riducono la crescita del tumore.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">In sostanza, siamo certi degli effetti benefici degli omega-3 ma non è ancora chiaro se oltre ad aiutare il nostro organismo possano aiutare anche le cellule cancerogene.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">a.po</span></p>
<p> </p>
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		<title>Non perdere i capelli con la chemioterapia è possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 13:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[evitare perdita]]></category>
		<category><![CDATA[perdita di capelli]]></category>
		<category><![CDATA[soluzione]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[  Una speciale cuffia permette di non perdere i capelli durante la chemio. Sperimentata anche in Italia con buoni risultati La perdita dei capelli è uno degli effetti più frequenti e meno desiderati della chemioterapia.  Alcune persone cercano di salvare la propria chioma facendola &#8216;congelare&#8217;. Per ottenere questo risultato bisogna indossare uno speciale cappello refrigerante prima, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24605" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_download-14546-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p>Una speciale cuffia permette di non perdere i capelli durante la chemio. Sperimentata anche in Italia con buoni risultati</p>
<p>  <span id="more-24606"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">La perdita dei capelli è uno degli effetti più frequenti e meno desiderati della chemioterapia.  Alcune persone cercano di salvare la propria chioma facendola &#8216;congelare&#8217;. </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Per ottenere questo risultato bisogna indossare uno<a href="https://penguincoldcaps.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> speciale cappello refrigerante </a>prima, durante e fino a due ore dopo il trattamento. È una pratica che richiede tempo e soldi, ma molte donne non vogliono comprensibilmente rinunciare ai loro capelli.</span></p>
<p>Una paziente intervistata dal New York Times, Eileen Bruno, ha spiegato: &#8216;sapere che avrei perso i capelli era una cosa terribile per me. Stavo lottando non solo con il fatto di essere malata, ma anche con il fatto che sarei sembrata malata agli occhi miei e a quelli del resto del mondo&#8217;.</p>
<p>Il cappello refrigerante le è costato circa 600 euro; in realtà si tratta di un set di cappelli molto aderenti, quasi quanto una cuffia, che vanno tenuti gelati e cambiati ogni mezz&#8217;ora.</p>
<p>Secondo uno studio dell&#8217;Università della California, le donne che hanno adottato questo sistema hanno perso pochi capelli durante la chemioterapia. Il dott. Hope Rugo dell&#8217;Universtà della California, che studia i tumori al seno, ha spiegato perché è importante riuscire a tenere i capelli: &#8216;perdere i capelli equivale a una dichiarazione pubblica di essere malati di cancro; i cappelli vanno bene, ma chiunque capisce che hai perso i capelli&#8217;. Quindi questa tecnica aiuta anche la privacy dei pazienti che stanno già vivendo a livello privato un dramma.</p>
<p>Negli Stati Uniti il cappello salva capelli non è generalmente coperto dalle assicurazioni sanitarie e può costare fino a 2000 euro per paziente; ovviamente il costo dipende dalla durata della chemioterapia, dato che vanno affittati.</p>
<p>Il cappello refrigerante, abbassando la temperatura della testa, riduce il metabolismo delle cellule folliculari e di conseguenza l&#8217;effetto della chemioterapia. Inoltre si stringono i vasi sanguigni così affluisce meno sangue e diminuisce la quantità di chemioterapia che giunge nella zona.</p>
<p>Questo sistema aiuta molti pazienti ad affrontare la malattia, consente loro di mantenere la privacy sul tumore e, soprattutto per le donne, aiuta a mantenere la stima di sé durante un periodo terribilmente difficile.</p>
<p>In Italia la cuffia refrigerata è stata sperimentata su 88 donne all&#8217;<a href="http://www.ausl.mo.it/flex/FixedPages/IT/CartaDeiServizi.php/L/IT/LUOGO/879" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ospedale Ramazzini di Carpi </a>(Modena). La percentuale di successo è stata superiore al 50%. La temperatura del cuoio capelluto era di  -4 gradi durante il trattamento.</p>
<p>&#8216;Esistono molti rimedi per nascondere agli altri la perdita di capelli dovuta alla chemioterapia. Il percorso che vive chi si trova ad affrontare una malattia come il tumore è tutto in salita. A occhi esterni la perdita temporanea dei capelli potrebbe sembrare il male minore ma chi ha vissuto questa esperienza sa che non è affatto così. Soprattutto per le donne&#8217;, ha spiegato Francesca Pirolo dell&#8217;Associazione malati oncologici di Carpi.</p>
<p>Sono stati diffusi i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24576" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dati sull&#8217;incidenza del cancro in Italia</a>: il numero è in aumento, anche se le cure migliorano.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
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