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	<title>centrale &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Bruciare vestiti di H&#038;M per essere green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 16:34:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento]]></category>
		<category><![CDATA[centrale]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[h&m]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Una centrale elettrica svedese brucia vestiti di H&#38;M invece che combustibili fossili A nord ovest di Stoccolma, a Vasteras, una centrale elettrica sta cercando di essere a emissioni zero, libera dai combustibili fossili entro il 2020: per questo si sta rivolgendo verso il legno riciclato e la spazzatura come alternativa, ma non solo, perfino all&#8217;abbigliamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-35199" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_HM.jpg" alt="" width="275" height="183" /></p>
<p>Una centrale elettrica svedese brucia vestiti di H&amp;M invece che combustibili fossili</p>
<p>  <span id="more-35200"></span>  </p>
<p>A nord ovest di Stoccolma, a Vasteras, una centrale elettrica sta cercando di essere a emissioni zero, libera dai combustibili fossili entro il 2020: per questo si sta rivolgendo verso il legno riciclato e la spazzatura come alternativa, ma non solo, perfino all&#8217;abbigliamento scartato dalla catena di negozi <a href="http://www2.hm.com/it_it/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">H&amp;M</a>. Quest&#8217;anno ha già bruciato circa 15 tonnellate di vestiti del marchio low cost.</p>
<p>La centrale elettrica, di proprietà di <a href="https://www.malarenergi.se/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MälarEnergi</a>, ha dichiarato, per voce del capo delle forniture di carburante, Jens Neren, che questo fatto che la transizione dal petrolio e il carbone verso un approccio green sia passata attraverso una fonte inaspettata – ovvero gli indumenti dismessi – non cambia il fatto che per loro si tratta solo di un materiale che viene bruciato. Il loro obiettivo è utilizzare soltanto combustibili rinnovabili e riciclati.</p>
<p>La Svezia vanta un sistema di alimentazione quasi privo di emissioni, grazie a impianti eolici, nucleari e idroelettrici, ma alcuni comuni locali usano ancora il petrolio e il carbone per il riscaldamento nei giorni invernali. Il paese spera di allontanarsi dai combustibili fossili convertendo i vecchi impianti e bruciando rifiuti e biocarburanti.</p>
<p>Per quanto riguarda gli abiti H&amp;M, comunque, MälarEnergi ha fatto sapere di avere un accordo con la vicina città di Eskilstuna – alcuni di questi vestiti, infatti, provengono da un loro magazzino centrale. La responsabile delle comunicazioni della società di abbigliamento, Johanna Dahl, ha dichiarato che H&amp;M non brucia nessun vestito che si può usare, ma che è loro obbligo legale assicurarsi che i vestiti che contengono muffe o che non rispettano le regole sui prodotti chimici vengano distrutti.</p>
<p>L&#8217;impianto di Vasteras, che fornisce energia a circa 150.000 famiglie, quest&#8217;anno ha bruciato circa 400.000 tonnellate di spazzatura. Aspettiamo il 2020 per festeggiare con loro la liberazione dal carbone.</p>
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		<title>La prima centrale al mondo a «emissioni negative»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 11:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[centrale]]></category>
		<category><![CDATA[Climeworks]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
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					<description><![CDATA[In Islanda un impianto che elimina più anidride carbonica di quanta ne produce L&#8217;impianto che è stato «acceso» in Islanda è una vera e propria innovazione: si tratta della prima centrale elettrica mondiale che elimina più anidride carbonica di quanta ne produce. Il programma pilota, gestito da Climeworks, riesce a rimuovere annualmente circa 50 tonnellate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35075" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Hellisheidi-Power-Plant.jpg" alt="" width="700" height="427" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Hellisheidi-Power-Plant.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Hellisheidi-Power-Plant-300x183.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>In Islanda un impianto che elimina più anidride carbonica di quanta ne produce</p>
<p>  <span id="more-35076"></span>  </p>
<p>L&#8217;impianto che è stato «acceso» in Islanda è una vera e propria innovazione: si tratta della prima centrale elettrica mondiale che elimina più anidride carbonica di quanta ne produce. Il programma pilota, gestito da <a href="http://www.climeworks.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Climeworks</a>, riesce a rimuovere annualmente circa 50 tonnellate di CO2 dall&#8217;aria. I gas non vengono semplicemente trattenuti; piuttosto, vengono trasformati in calcare e così resteranno per almeno un milione di anni.</p>
<p>Ecco come funziona il processo funziona: l&#8217;anidride carbonica viene catturata dall&#8217;ambiente usando un filtro brevettato dalla Climeworks; la centrale geotermica riscalda il filtro usando calore a basso tenore e questo permette di estrarre l&#8217;anidride carbonica pura; a questo punto, i gas vengono legati con l&#8217;acqua e vengono spediti 700 metri al di sotto del terreno; quando la CO2 reagisce con il basalto, lo strato roccioso basico, forma un minerale permanente solido.</p>
<p>In questo modo, ovvero seppellendo i gas serra nocivi nella roccia, gli si impedisce di essere attivi per almeno un milione di anni, visto che è questo il tempo minimo in cui il gas inodore vi rimarrà intrappolato.</p>
<p>Il progetto è ancora nella sua fase pilota, ma gli scienziati sono ottimisti: simili «emissioni negative» potrebbero essere generate in tutto il mondo. Tuttavia, ci sono alcune sfide da combattere.</p>
<p>Il costo, per esempio, che non è esattamente basso – Climeworks stima che ci vogliono almeno 600 dollari per estrarre una sola tonnellata di CO2. E poi c&#8217;è il fatto che ci si attesta ancora su risultati bassi – entro la fine del 2017, la capacità totale dell&#8217;impianto dovrebbe essere di 900 tonnellate l&#8217;anno. <br />Ma la Climeworks è positiva, afferma che la loro tecnologia combinata con la conservazione dell&#8217;anidride carbonica ha un potenziale davvero enorme. Entro il 2025, l&#8217;azienda cercherà di ridurre i costi a 100 dollari per tonnellata e di catturare l&#8217;1% delle emissioni del carbonio prodotto dall&#8217;uomo ogni anno. Non ci sono dettagli sul modo in cui ciò sarà realizzato, ma con investitori come Bill Gates e come la <a href="http://www.esa.int/ESA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">European Space Agency</a>&nbsp;ce la si potrebbe fare.</p>
<p>Intanto è bene continuare a combattere affinché si adottino abitudini sostenibili, visto che i dati forniti dall&#8217;ONU dimostrano che siamo ben lontani dal contenimento dell&#8217;aumento della temperatura, fissato a meno di 2°C dall&#8217;Accordo sul clima.</p>
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		<title>Nuova centrale termica alla Sapienza: l’università diventa più efficiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/nuova-centrale-termica-alla-sapienza-l-universita-diventa-piu-efficiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 10:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[centrale]]></category>
		<category><![CDATA[centrale termica]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[energia sapienza]]></category>
		<category><![CDATA[sapienza]]></category>
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					<description><![CDATA[Inaugurata oggi la nuova centrale termica a servizio della Città universitaria della Sapienza per la produzione di acqua surriscaldata ad uso tecnologico   È stata inaugurata oggi la nuova centrale termica a servizio della Città universitaria della Sapienza per la produzione di acqua surriscaldata ad uso tecnologico, situata nel complesso ex Regina Elena. Obiettivo principale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22781" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th__4_-13619-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Inaugurata oggi la nuova centrale termica a servizio della Città universitaria della Sapienza per la produzione di acqua surriscaldata ad uso tecnologico</p>
<p>  <span id="more-22782"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">È stata inaugurata oggi la nuova <strong>centrale termica</strong> a servizio della <a href="http://www.uniroma1.it/ateneo/dove-siamo/mappa-della-citta-universitaria" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Città universitaria della Sapienza</a> per la produzione di acqua surriscaldata ad uso tecnologico, situata nel complesso ex Regina Elena. Obiettivo principale è quello di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, grazie a componenti ad alto livello tecnologico e al sistema di telecontrollo.</p>
<p class="MsoNormal">La nuova centrale consentirà alla Sapienza di migliorare il suo <a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>impatto ambientale</strong></a>, riducendo le emissioni inquinanti. La realizzazione della centrale, della potenza di 15 MW, rientra nell’ambito del più ampio programma energetico di Ateneo e conclude un processo avviato con la riqualificazione della rete di teleriscaldamento della Città universitaria e con la realizzazione delle isole energetiche interconnesse alla rete stessa. Si concretizza così il progetto di autonomia della Città universitaria dall’Azienda Policlinico Umberto I e di adeguamento alle nuove esigenze determinate dal piano di utilizzo del complesso ex Regina Elena.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Durante la realizzazione della centrale, è venuta alla luce, nei due pozzi realizzati per l’inserimento e lo sbocco delle tubazioni, nel complesso ex Regina Elena e nella Città Universitaria, una cava tufacea di epoca romana, che è stata opportunamente preservata con la supervisione della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Nucleare: un decreto per disattivare centrale Caorso</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/nucleare-un-decreto-per-disattivare-centrale-caorso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 15:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[centrale]]></category>
		<category><![CDATA[centrale nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso il decreto per la disattivazione della centrale nucleare di Caorso     Presto la centrale nucleare di Caorso verrà completamente disattivata. Il Ministero dello Sviluppo Economico, secondo quanto dichiarato da Sogin, proprietaria dell’impianto, ha, infatti, emesso il decreto per la disattivazione. La centrale nucleare di Caorso  è stata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15710" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_download__2_-10040-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso il decreto per la disattivazione della centrale nucleare di Caorso</p>
<p>  <span id="more-15711"></span>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Presto la <strong>centrale nucleare di Caorso</strong> verrà completamente disattivata. Il Ministero dello Sviluppo Economico, secondo quanto dichiarato da Sogin, proprietaria dell’impianto, ha, infatti, emesso il decreto per la disattivazione. </p>
<p> La<strong> centrale nucleare di Caorso</strong>  è stata progettata e realizzata negli anni settanta dal raggruppamento Enel &#8211; Ansaldo Meccanica Nucleare. Di tipo BWR, Boiling Water Reactor, ha fornito energia  dal dicembre 1981 all&#8217;ottobre 1986. Nel 1999 Sogin ha acquisito la proprietà dell&#8217;impianto con il compito di smantellarlo in modo sicuro e sostenibile, adottando i più severi standard di sicurezza.</p>
<p> Nel Comunicato di Stampa, Sogin ‘esprime soddisfazione per l&#8217;emissione di tale decreto, il quarto dopo quelli ottenuti per l&#8217;impianto FN di Bosco Marengo e le centrali di Trino e Garigliano, che consente di avviare le operazioni di decontaminazione e smantellamento dell&#8217;edificio reattore e portare a termine le attività di decommissioning dell&#8217;impianto. Al termine dei lavori il sito, libero da vincoli radiologici, sarà restituito al territorio per il suo riutilizzo’.</p>
<p>gc</p>
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