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	<title>cellule umane &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>COVID19: scoperte le molecole che impediscono al virus di attaccare le cellule umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 08:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cellule umane]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[molecole]]></category>
		<category><![CDATA[università di Perugia]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università di Perugia scoprono le molecole endogene in grado di impedire al COVID19 l’ingresso nelle cellule umane La ricerca dal nome “Hijacking SARS-Cov-2/ACE2 receptor interaction by natural and semi-synthetic steroidal agents acting on functional pockets on receptor binding region”, pubblicata sul sito di preprint BioRxiv, ha permesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59773" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/bacteria-163711_1280-e1592209836754.jpg" alt="molecole" width="800" height="450" /></h3>
<h3>I ricercatori dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università di Perugia scoprono le molecole endogene in grado di impedire al COVID19 l’ingresso nelle cellule umane</h3>
<p><span id="more-59772"></span></p>
<p><strong>La ricerca dal nome</strong> “<a href="https://doi.org/10.1101/2020.06.10.144964">Hijacking SARS-Cov-2/ACE2 receptor interaction by natural and semi-synthetic steroidal agents acting on functional pockets on receptor binding region</a>”, pubblicata sul sito di <strong>preprint BioRxiv</strong>, ha permesso l’individuazione di nuovi target molecolari in grado di interferire con il meccanismo d’ingresso, nelle cellule umane, del SARS-CoV2.</p>
<p>Co-autori dello studio<strong> due gruppi di ricerca</strong>: quello del professore Stefano Fiorucci (Gastroenterologia del Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Biomediche dell’<strong>Università degli Studi di Perugia</strong>) e del dottor Bruno Catalanotti e quello della professoressa Angela Zampella (entrambi appartenenti al Dipartimento di Farmacia dell’<strong>Università di Napoli Federico II</strong>).</p>
<p>L’arma vincente è stata la <strong>combinazione di diversi approcci computazionali</strong>, di chimica sintetica e di biologia molecolare e il coinvolgimento di gruppi della microbiologia e delle malattie infettive dell’Università di Perugia.</p>
<h4>Lo studio ha consentito l’identificazione di “tasche” funzionali nella struttura del receptor binding domain (RBD) della proteina Spike del virus SARS- CoV2.</h4>
<p>La conoscenza più approfondita di tali strutture ha portato quindi alla sorprendente scoperta dell’<strong>esistenza di sostanze endogene</strong>, <b>gli steroidi naturali e semisintetici</b>  (quindi clinicamente disponibili), come acidi glicirretinici e oleanolici, nonché i derivati degli acidi biliari glyco-UDCA e acido obeticolico, <strong>in grado di prevenire l&#8217;ingresso del virus in caso di bassa carica virale.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste nuove scoperte potrebbero condurre a </span><b>soluzioni capaci di ridurre la carica virale usando gli inibitori dell&#8217;ingresso SARS-CoV-2.</b></p>
<p><b>Le molecole endogene descritte in questo lavoro sono di natura steroidea</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>alcune di esse sono addirittura degli acidi biliari</b><span style="font-weight: 400;">, ovvero sostanze prodotte nel fegato e nell’intestino dal metabolismo del colesterolo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il lavoro è stato supportato da una borsa di ricerca della società </span><b>Bar Pharmaceuticals SrL</b><span style="font-weight: 400;"> alle due università e i risultati della ricerca sono stati oggetto di una domanda di </span><b>brevetto italiano</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><b>L’altra buona notizia, come dicevamo, è che le sostanze studiate sono in alcuni casi molecole endogene o farmaci già ampiamente utilizzati da molti anni</b><span style="font-weight: 400;">, con un consolidato profilo di sicurezza, il che ne consentirebbe un uso immediato nei pazienti con COVID-19. Ciò potrebbe consentire di ridurre drasticamente i tempi per l’esecuzione di trial clinici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allo studio, inoltre, farà presto seguito la stesura di un protocollo terapeutico che verrà proposto all’ attenzione di AIFA. </span></p>
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