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	<title>cellule cerebrali &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Una scoperta incredibile negli scavi di Pompei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 06:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cellule cerebrali]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>
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					<description><![CDATA[Cellule cerebrali preservate in un uomo del 79 d.C. Un team di scienziati ha fatto una scoperta incredibile: negli scavi di Pompei, specificatamente a Ercolano, è stato trovato il cranio di una vittima che si è riscaldato e raffreddato così velocemente che il cervello si è trasformato in un vetro nero – come riporta Ars [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-69073" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/10/italy-1955925_1280-e1602520148570.jpg" alt="pompei" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Cellule cerebrali preservate in un uomo del 79 d.C.</h3>
<p><span id="more-69072"></span></p>
<p>Un team di scienziati ha fatto una scoperta incredibile: negli scavi di Pompei, specificatamente a Ercolano, <strong>è stato trovato il cranio di una vittima che si è riscaldato e raffreddato così velocemente che il cervello si è trasformato in un vetro nero</strong> – come riporta <a href="https://arstechnica.com/science/2020/10/archaeologists-find-evidence-of-neurons-in-glassy-brain-of-vesuvius-victim/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ars Technica</a>.</p>
<p>Come è noto, le macerie sono state create dalla famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che, a quanto pare, riesca ancora a regalare delle grandi sorprese.</p>
<p>Dopo il ritrovamento, gli scienziati hanno fatto delle analisi e hanno scoperto che anche le singole cellule cerebrali erano preservate, come se fossero creature intrappolate nell&#8217;ambra antica.</p>
<h4>È una scoperta notevole, soprattutto perché i cervelli tendono a decomporsi rapidamente dopo la morte.</h4>
<p>I resti conservati furono effettivamente scoperti negli anni &#8217;60, ma solo pochi anni fa si è scoperto che <strong>il cadavere di un uomo di 25 anni, ritrovato sdraiato su un letto di legno, conteneva materia cerebrale</strong>. A quel punto, il ricercatore di medicina legale Pier Paolo Petrone dell&#8217;Università Federico II di Napoli lo ha studiato per scoprire cosa fosse successo.</p>
<p>&#8220;La scoperta del tessuto cerebrale in antichi resti umani è un evento insolito&#8221;, ha detto Petrone ad Ars Technica. &#8220;Ma ciò che è estremamente raro è la conservazione integrale delle strutture neuronali di un sistema nervoso centrale di 2000 anni fa, nel nostro caso con una risoluzione senza precedenti&#8221;.</p>
<p>Altri scienziati non sono convinti della teoria di Petrone secondo cui il calore intenso e improvviso ha praticamente fritto il corpo dell&#8217;uomo e trasformato il suo cervello in vetro.</p>
<h4>L&#8217;antropologo forense della Teesside University Tim Thompson, ad esempio, sospetta che sia stato un calore più duraturo e di minore intensità ad uccidere l&#8217;uomo.</h4>
<p>Ma a prescindere dal &#8220;come&#8221;, rimane il fatto che i neuroni di vetro completamente conservati di quasi due millenni fa sono una scoperta straordinaria, sotto moltissimi aspetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le prime cellule cerebrali artificiali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 09:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[cellule cerebrali]]></category>
		<category><![CDATA[chip computerizzati]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[ricreate]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno finalmente decodificato i comportamenti delle cellule cerebrali e le hanno ricreate in laboratorio Secondo un comunicato stampa&#160;dell&#8217;Università di Bath, i piccoli neuroni artificiali creati potrebbero cambiare il modo in cui costruiamo dispositivi medici perché replicano una sana attività biologica ma richiedono solo un miliardesimo dell&#8217;energia necessaria ai microprocessori. Finalmente, infatti, gli scienziati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38834" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_scientist-2141259_1280.jpg" alt="" width="797" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_scientist-2141259_1280.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_scientist-2141259_1280-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_scientist-2141259_1280-768x450.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<h2>Gli scienziati hanno finalmente decodificato i comportamenti delle cellule cerebrali e le hanno ricreate in laboratorio</h2>
<p>  <span id="more-38835"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un <a href="https://techxplore.com/news/2019-12-world-artificial-neurons-chronic-diseases.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>&nbsp;dell&#8217;Università di Bath, i piccoli neuroni artificiali creati potrebbero cambiare il modo in cui costruiamo dispositivi medici perché replicano una sana attività biologica ma richiedono solo un miliardesimo dell&#8217;energia necessaria ai microprocessori.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente, infatti, gli scienziati sono riusciti nell&#8217;impresa di comprendere i comportamenti bizzarri delle cellule cerebrali, in modo da poterle ricreare in minuscoli chip computerizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">I neuroni si comportano in modo simile ai circuiti elettrici all&#8217;interno del corpo, ma il loro comportamento è meno prevedibile, soprattutto quando si tratta di analizzare la relazione tra i loro impulsi elettrici di input e output.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure queste nuove cellule cerebrali artificiali imitano con successo il comportamento dei neuroni del ratto che provengono da due specifiche regioni del cervello, secondo una <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-019-13177-3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>&nbsp;pubblicata su Nature Communications.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo finale è quello di utilizzare questi neuroni per costruire dispositivi medici in grado di soddisfare meglio le esigenze dei pazienti – come, per esempio, un pacemaker più intelligente in grado di rispondere a nuovi fattori di stress e richieste sul cuore di una persona, essenzialmente aggiornando i dispositivi per essere più in sintonia con il corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">«Fino ad ora i neuroni sono stati come scatole nere, ma siamo riusciti ad aprire la scatola nera e scrutare all&#8217;interno», ha dichiarato nel comunicato stampa il fisico Alain Nogaret.</p>
<p style="text-align: justify;">«Il nostro lavoro sta cambiando il paradigma perché fornisce un metodo robusto per riprodurre le proprietà elettriche dei neuroni reali nei minimi dettagli».</p>
<p>&nbsp;</p>
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