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	<title>carburanti fossili &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Dall’eliminazione dei sussidi ai carburanti fossili 25miliardi per l’ambiente</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 09:25:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
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		<category><![CDATA[finanziamenti carburanti fossili]]></category>
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					<description><![CDATA[Eliminando i sussidi ai carburanti fossili si potrebbero ottenere 25 miliardi di euro, grazie ai quali finanziare un programma di politica ambientale dell&#8217;Unione fino al 2020 Rimuovendo i sussidi fiscali legati ai carburanti fossili, la spesa di 21 Stati membri dell&#8217;Unione europea potrebbe ridursi di oltre 25 miliardi di euro. Potrebbe essere questa una soluzione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-9800" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/12/images_igallery_resized_ambientetest_petrolio-6338-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Eliminando i sussidi ai carburanti fossili si potrebbero ottenere 25 miliardi di euro, grazie ai quali finanziare un programma di politica ambientale dell&#8217;Unione fino al 2020</p>
<p>  <span id="more-9801"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Rimuovendo i <strong>sussidi fiscali legati ai carburanti fossili</strong>, la spesa di 21 Stati membri dell&#8217;Unione europea potrebbe ridursi di oltre 25 miliardi di euro. Potrebbe essere questa una soluzione per finanziare un programma d&#8217;azione per la<strong> <a href="http://ambiente.ecoseven.net/ambiente" target="_blank" rel="noopener noreferrer">politica ambientale</a> dell&#8217;Unione</strong> fino al 2020, basato sul principio che ‘proteggere le risorse naturali significa risparmiare soldi e attuare le norme europee conviene dal punto di vista dei costi’. Ridurre i sussidi ai carburanti fossili si traduce in una conseguente riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti associati all&#8217;uso di questi combustibili tradizionali, a beneficio di aria e acqua più pulite.<span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Arial','sans-serif'; color: black;"></p>
<p> </span>In questo periodo di<strong> crisi dell&#8217;industria dell&#8217;<a href="http://mobilita.ecoseven.net/auto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">auto</a></strong> si parla di nuovi aiuti statali necessari per risollevare il settore. Ma secondo Bruxelles, eliminare &#8216;trattamenti di favore&#8217; alle aziende costruttrici di automobili in 16 Stati membri potrebbe generare un ulteriore risparmio alle casse statali, di 24 miliardi di euro. Tutti soldi che potrebbero essere mirati a finanziare &#8216;tecnologie pulite e ad aumentare l&#8217;eco-innovazione&#8217;, cioe&#8217; la la direzione che la stessa Ue dovrebbe seguire visto che ha fissato come obiettivo un sistema economico a basso contenuto di carbonio per il 2050.&nbsp;<br /> <span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Arial','sans-serif'; color: black;"><br /> </span>Anche la tutela del <strong>capitale natura</strong> ha il suo ritorno economico: un programma di recupero di diverse aree umide nel bacino del Danubio costerà 183 milioni di euro, ma considerando le funzioni svolte da questi ecosistemi, si stima che il ritorno di questo investimento sarà di 85,6 milioni l&#8217;anno. Altro capitolo &#8216;fruttuoso&#8217; per l&#8217;economia europea è quello dell&#8217;immondizia. Il pieno rispetto delle regole Ue sui rifiuti nei prossimi anni potrebbe creare 400mila posti di lavoro in più e un aumento del giro d&#8217;affari del settore di 43 miliardi di euro. Eliminare le discariche e assicurare che l&#8217;incenerimento si limiti ai rifiuti che non possono essere riciclati, potrebbe aumentare le cifre precedenti a 520mila posti di lavoro e 55 miliardi di giro d&#8217;affari.</p>
<p class="MsoNormal">(gc-Ansa)</p>
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		<title>Record di emissioni di C02 nel 2010. Combattere il Climate Change e&#8217; sempre piu&#8217; difficile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 10:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
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		<category><![CDATA[carburanti fossili]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante la crisi ed il conseguente calo della prodizione industriale, il 2010 ha segnato un nuovo recordo negativo per le emissioni di C02 nell&#8217;atmosferta. Secondo la International Energy Agency, combattere il climeta change si fa sempre più difficile. Anche per la rinuncia al nucleare Le emissioni di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera sono sempre piu&#8217; alte, nonostante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-1783" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_ambiente_emissioni-co2-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Nonostante la crisi ed il conseguente calo della prodizione  industriale, il 2010 ha segnato un nuovo recordo negativo per le emissioni di C02 nell&#8217;atmosferta. Secondo la International Energy Agency, combattere il climeta change si fa sempre più difficile. Anche per la rinuncia al nucleare</p>
<p> <span id="more-1784"></span> </p>
<p>Le emissioni di anidride carbonica nell&rsquo;atmosfera sono sempre piu&rsquo; alte, nonostante la crisi e le conseguenti riduzioni nelle performance industriali del pianeta. Nel 2010 la quantita&rsquo; di CO2 rilasciata, soprattutto a causa dei carburanti fossili, ha toccato una cifra record, la piu&rsquo; alta mai registrata. Il dato, contenuto in un rapporto inedito della International Energy Agency (IEA) &rsquo;intercettato&rsquo; in esclusiva dal Guardian, ha preso gli esperti in contropiede e fa ora temere per la salute della Terra e per la &rsquo;tenuta&rsquo; delle politiche ecologiche messe in campo alla spicciolata dalle nazioni ricche o in via di sviluppo negli ultimi anni. Misure che, a quanto pare, sarebbero servite a poco o a niente.</p>
<p> L&rsquo;aumento significa che restare sotto la soglia di un innalzamento delle temperature globali pari a 2 gradi centigradi, sopra la quale gli esperti prevedono &rsquo;pericolosi cambiamenti climatici&rsquo;, diventa un traguardo sempre piu&rsquo; complesso. &rsquo;Una bella utopia&rsquo;, recita papale papale il rapporto della IEA. &rsquo;Rimanere entro i 2 gradi e&rsquo; ora una sfida ancora piu&rsquo; complessa&rsquo;, sottolinea Fatih Birol, scienziato-capo della IEA, . Stando allo studio, infatti, nel 2010 30,6 giga-tonnellate di CO2 sono finite nell&rsquo;atmosfera, 1,6 in piu&rsquo; che nel 2009. Il dato e&rsquo; in controtendenza rispetto a quello registrato nel 2008, quando le emissioni di anidride carbonica &#8211; complice la recessione &#8211; calarono leggermente (da 29,3 giga-tonnellate e 29). Quindi l&rsquo;aumento shock. &rsquo;Mi aspettavo una crescita&rsquo;, ha detto ancora Birol, &rsquo;ma non cosi&rsquo; forte&rsquo;. Il rapporto della IEA ha colpito (negativamente) anche il professore Lord Stern della London School of Economics, l&rsquo;autore del fortunato e influente Stern Report stilato nel 2006 per il Tesoro britannico &#8211; il primo studio a prendere in esame la correlazione fra cambiamento climatico e danni all&rsquo;economia mondiale. &rsquo;Questi numeri &#8211; ha commentato &#8211; indicano che si sia tornati alla norma, al &rsquo;business as usual&rsquo;. </p>
<p> &rsquo;Solo con misure rigorose ce la possiamo fare&rsquo;. Ma non e&rsquo; semplice. Anche e soprattutto a causa della crisi dell&rsquo;energia nucleare colpita dal disastro di Fukushima. &rsquo;Potra&rsquo; non piacere, ma l&rsquo;atomo e&rsquo; una delle grandi tecnologie capaci di produrre elettricita&rsquo; senza emettere CO2&rsquo;, ha notato lo scienziato della IEA. Il messaggio insomma e&rsquo; chiaro: con il dietro-front sul nucleare a farla da padrona, con ogni probabilita&rsquo;, saranno di nuovo gli idrocarburi piu&rsquo; che le rinnovabili. Lo spazio di manovra si ridurra&rsquo; dunque sempre di piu&rsquo;.</p>
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