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	<title>camoscio &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Progetto Life Coornata: presenti 2000 esemplari di camoscio appenninico in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 07:31:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il progetto Life Coornata ha portato alla reintroduzione di ben 2000 esemplari di camoscio appenninico nei parchi nazionali d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise La reintroduzione del camoscio appenninico in Italia ha finalmente portato, a distanza di 4 anni, alla presenza di ben 2000 esemplari nei parchi nazionali d&#8217;Abruzzo Lazio e Molise, in particolare del Gran Sasso, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-20893" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambiente_camoscio_appennico_Italia-12672-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il progetto Life Coornata ha portato alla reintroduzione di ben 2000 esemplari di camoscio appenninico nei parchi nazionali d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise</p>
<p>  <span id="more-20894"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">La reintroduzione del <strong>camoscio appenninico</strong> in Italia ha finalmente portato, a distanza di 4 anni, alla presenza di ben 2000 esemplari nei <strong>parchi</strong> nazionali d&#8217;Abruzzo Lazio e Molise, in particolare del Gran Sasso, dei Monti della Laga, della Majella, dei Monti Sibillini e in quello regionale del Sirente Velino. Il programma di reintroduzione del <strong>camoscio appenninico</strong> in Italia, rientra nel <strong>progetto</strong> co-finanziato dall’Ue ‘<a href="http://www.camoscioappenninico.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Life Coornata</a>’, nato appunto 4 anni fa nell&#8217;ambito dello strumento ‘<a href="http://ec.europa.eu/environment/life/funding/lifeplus.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Life Plus</a>’.</span></p>
<p>Nel <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17443" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>progetto</strong></a>, insieme a Legambiente, sono state quindi coinvolte le 5 aree protette d’Italia, per realizzare ‘azioni concrete di conservazione a lungo termine per la salvaguardia della Rupicapra pyrenaica ornata’ (nome scientifico del <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=18258" target="_blank" rel="noopener noreferrer">camoscio</a> appenninico</strong>). Si tratta di una sottospecie endemica per l&#8217;Italia, che si trova cioè esclusivamente nel nostro Paese, di cui all&#8217;inizio del &#8216;900 sopravvivevano poco più di 30 esemplari nell&#8217;area che poi sarebbe diventata il <strong>Parco</strong> Nazionale d&#8217;Abruzzo.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Biodiversita&#8217;: il camoscio appenninico non e&#8217; piu&#8217; a rischio di estinzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 14:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
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		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Un recente congresso internazionale sulla biodiversita&#8217; al Parco della Majella, ha stabilito che il camoscio appenninico non e&#8217; piu&#8217; a rischio di estinzione in Italia In Italia, il camoscio appenninico non è più a rischio di estinzione. E’ quanto emerso dal recente congresso internazionale sulla biodiversità, in cui gli studiosi ‘di settore’ provenienti da ogni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-18257" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambiente_camoscio.appenninico.Italia-11356-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un recente congresso internazionale sulla biodiversita&#8217; al Parco della Majella, ha stabilito che il camoscio appenninico non e&#8217; piu&#8217; a rischio di estinzione in Italia</p>
<p>  <span id="more-18258"></span>  </p>
<p>In Italia, il <strong>camoscio</strong> appenninico non è più a rischio di <strong>estinzione</strong>. E’ quanto emerso dal recente congresso internazionale sulla <strong>biodiversità</strong>, in cui gli studiosi ‘di settore’ provenienti da ogni parte del mondo si sono dati appuntamento a Lama dei Peligni nel Parco della Majella (Abruzzo), per fare il punto sullo stato di conservazione di questa specie.</p>
<p>Il congresso, promosso dal Parco della Majella insieme a Legambiente e a tutti i <strong>parchi</strong> dell&#8217;Appennino, è stato organizzato a conclusione del progetto europeo ‘<a href="http://ec.europa.eu/environment/life/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Life</a>’ ed è stata l’occasione per evidenziare, in particolare, il ripopolamento del <strong>camoscio</strong> appenninico nei <strong>parchi</strong> naturali del nostro Paese. Quasi estinto agli inizi del &#8216;900, quando nel futuro Parco d&#8217;Abruzzo sopravvivevano poco più di 30 esemplari, oggi il <strong>camoscio</strong> appenninico supera i 2000 esemplari. Si tratta infatti, di una specie endemica di grande importanza per la <strong>biodiversità</strong> dei <strong>parchi</strong> italiani, visto che questo tipo di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15231" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>animali</strong></a> si trova esclusivamente nel nostro Paese e in nessun&#8217;altra parte del mondo.</p>
<p>Grazie ad una sinergia che ha coinvolto il Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo Lazio e Molise, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Nazionale del Gran Sasso, i  Monti della Laga e il Parco Regionale Sirente Velino, è stato possibile sviluppare in maniera congiuntale, specifiche attività di conservazione di questa sottospecie vulnerabile, attraverso alcune tecniche innovative di cattura e rilascio ai fini del ripopolamento.</p>
<p>‘Il <strong>camoscio</strong> più bello del mondo, come viene unanimemente definito dagli zoologi, è il camoscio appenninico &#8211; spiega Franco Iezzi, presidente del Parco della Majella &#8211; e può essere considerato a pieno titolo ambasciatore dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=1109" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>parchi</strong></a> italiani. Non solo rappresenta un caso di successo internazionale per le politiche di conservazione di una specie a rischio, ma la sua tutela è legata strettamente a quella del territorio in cui vive e alle politiche di istituzione delle aree protette.’ </p>
<p>Il <strong>camoscio</strong> appenninico non va ovviamente confuso con il più diffuso camoscio alpino, che invece una specie diversa (Rupicapra rupicapra), ampiamente diffusa sull&#8217;arco alpino italiano.</p>
<p>(ml)</p>
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