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	<title>bioplastica &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Arriva una nuova bioplastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 06:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[acido cinnamico]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo materiale è composto da tre semplici elementi Nonostante i notevoli vantaggi offerti dalla plastica, gli attuali approcci alla loro produzione, utilizzo e smaltimento non sono sostenibili e rappresentano una seria minaccia per l&#8217;ambiente e la salute umana. Per questo, sono in molti a puntare sulla lavorazione ecologica della plastica, anche se non è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-119057" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/disposable-plastic-tableware-plates-forks-spoons-c-7K6Q3M4.jpg" alt="bioplastica" width="800" height="534" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/disposable-plastic-tableware-plates-forks-spoons-c-7K6Q3M4.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/disposable-plastic-tableware-plates-forks-spoons-c-7K6Q3M4-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/disposable-plastic-tableware-plates-forks-spoons-c-7K6Q3M4-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Il nuovo materiale è composto da tre semplici elementi</h3>
<p><span id="more-119056"></span></p>
<p align="justify">Nonostante i notevoli vantaggi offerti dalla plastica, gli attuali approcci alla loro produzione, utilizzo e smaltimento non sono sostenibili e rappresentano una seria minaccia per l&#8217;ambiente e la salute umana.</p>
<h4 align="justify">Per questo, sono in molti a puntare sulla lavorazione ecologica della plastica, anche se non è una sfida tecnologica facile.</h4>
<p align="justify">Uno <a href="https://www.nature.com/articles/s41893-021-00743-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato su Nature Sustainability, racconta come hanno raccolto questa sfida i ricercatori dell’Università di Göttingen, in Germania, che hanno realizzato <strong>una nuova bioplastica a partire dalla cellulosa</strong> (che è il principale costituente delle pareti cellulari delle piante ed è il polimero naturale più abbondante sulla terra), <strong>acqua a temperatura ambiente e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acido_cinnamico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acido cinnamico</a></strong>. Hanno trovato un metodo sostenibile per realizzare questo nuovo polimero idroplastico chiamato cinnamato di cellulosa, che si chiama &#8220;<strong>hydrosetting</strong>&#8221; (&#8220;idroindurimento&#8221;) e utilizza la pressione.</p>
<h4 align="justify">Grazie a questo metodo, i ricercatori sono riusciti a produrre una varietà di forme semplicemente immergendo la bioplastica in acqua e lasciandola asciugare all&#8217;aria.</h4>
<p align="justify">Le forme modellate hanno mantenuto la loro stabilità a lungo termine e potrebbero essere rimodellate più e più volte in una varietà di forme 2D e 3D. Sebbene la plastica non debba essere utilizzata per il contatto diretto con l&#8217;acqua (poiché perderebbe la sua forma) può trattenere l&#8217;acqua ed essere utilizzata in condizioni di umidità. Inoltre, <strong>questa bioplastica ha mostrato proprietà meccaniche di alta qualità</strong> rispetto alle plastiche attualmente ampiamente utilizzate.</p>
<p align="justify">&#8220;<em>La nostra ricerca fornisce un metodo fattibile per progettare altre idroplastiche ecocompatibili da risorse rinnovabili</em>&#8220;, ha detto, secondo un <a href="https://www.uni-goettingen.de/en/3240.html?id=6348" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>, il professor Kai Zhang dell&#8217;Università di Göttingen.</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Questo dovrebbe aprire nuove strade di ricerca, stimolando un&#8217;ulteriore esplorazione di altre bioplastiche sostenibili con proprietà meccaniche superiori e nuove caratteristiche</em>&#8220;.</p>
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		<title>Una bioplastica organica che viene dal pesce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 18:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva una nuova possibilità per evitare l&#8217;uso della plastica: una bioplastica prodotta con le squame di pesce Le materie plastiche monouso sono un problema crescente per il nostro pianeta, ma sono una parte talmente integrante della vita delle persone che è davvero difficile pensare di eliminarne l&#8217;uso come difesa dell&#8217;ambiente. Eppure ci sono delle cose [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61660" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/fish-1149465_1280.jpg" alt="bioplastica con le squame di pesce" width="800" height="469" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/fish-1149465_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/fish-1149465_1280-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/fish-1149465_1280-768x450.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Arriva una nuova possibilità per evitare l&#8217;uso della plastica: una bioplastica prodotta con le squame di pesce</h3>
<p><span id="more-61659"></span></p>
<p>Le materie plastiche monouso sono un problema crescente per il nostro pianeta, ma sono una parte talmente integrante della vita delle persone che <strong>è davvero difficile pensare di eliminarne l&#8217;uso come difesa dell&#8217;ambiente</strong>.</p>
<p>Eppure ci sono delle cose che possiamo fare, come quella che ci viene suggerita dall&#8217;innovazione creata da una studentessa: <strong>usare la sua innovativa bioplastica realizzata con materiali altrimenti destinati allo smaltimento, ovvero alcune parti di pesce.</strong></p>
<p>Lucy Hughes, così si chiama la studentessa di Product Design dell&#8217;Università del Sussex che ha avuto questa idea, mirava a reperire materiali dal flusso di rifiuti quando ha iniziato a lavorare al suo progetto.</p>
<p>Con la guida di un tutor, Hughes ha scoperto un impianto di lavorazione del pesce chiamato MCB Seafoods, dove ha fatto un tour per saperne di più. Durante quell&#8217;esperienza, <strong>è stata colpita dai resti scartati della lavorazione del pesce</strong> – frattaglie, sangue, esoscheletri di crostacei, pelli di pesce e squame. Ha dovuto lavorare molto per capire come trasformare questi rifiuti in qualcosa di utile.</p>
<h4>Il risultato è <a href="https://www.marinatex.co.uk/">MarinaTex </a>una pellicola realizzata principalmente con squame e pelli di pesce tenute insieme da un legante organico.</h4>
<p>Si tratta di un rivestimento in plastica biodegradabile molto versatile, che <strong>si decompone naturalmente in 4-6 settimane in un ambiente di compostaggio domestico</strong>.</p>
<p>Per ottenere la giusta combinazione, Hughes ha dovuto fare oltre 100 esperimenti diversi, ma questa innovazione le è valsa il premio internazionale <a href="https://www.jamesdysonaward.org/it-IT/">James Dyson 2019</a>.</p>
<p>MarinaTex è molto adatto per essere usato come carta velina – quindi nell&#8217;avvolgere panini o sigillare contenitori – ma poiché afferma di essere più forte del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polietilene_a_bassa_densit%C3%A0">LDPE</a> tradizionale, <strong>MarinaTex può anche diventare un&#8217;alternativa duratura e biodegradabile ai sacchetti di plastica.</strong></p>
<p>Attualmente in fase di sviluppo, questo prodotto non è ancora arrivato sul mercato, ma per chi fosse interessato si possono ricevere aggiornamenti iscrivendosi alla <a href="https://www.marinatex.co.uk/contact">newsletter</a>.</p>
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		<title>Banane VS Plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 12:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[antibatterico]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco come utilizzare le foglie di banana come alternativa biodegradabile alla plastica monouso Un&#8217;organizzazione, chiamata Banana Leaf Technology, sta contribuendo ad affrontare la dura realtà dell&#8217;inquinamento da plastica che soffoca il nostro pianeta, proponendo le foglie di banana come alternativa alla plastica.Le foglie di banana, organiche al 100%, diventano la materia prima di questa nuova [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38460" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano.jpg" alt="" width="801" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Ecco come utilizzare le foglie di banana come alternativa biodegradabile alla plastica monouso</p>
<p>  <span id="more-38461"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;organizzazione, chiamata <a href="http://www.bananaleaftechnology.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Banana Leaf Technology</em></a>, sta contribuendo ad affrontare la dura realtà dell&#8217;inquinamento da plastica che soffoca il nostro pianeta, proponendo <strong>le foglie di banana come alternativa alla plastica</strong>.<br />Le foglie di banana, organiche al 100%, diventano la materia prima di questa nuova tecnologia ecologica di conservazione, che ne trasforma la struttura cellulare migliorandone le proprietà in modo che le foglie rimangano verdi per un intero anno, senza sostanze chimiche. E non solo, riesce a prolungare la loro esistenza fino a tre anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il processo di conservazione, le foglie migliorate hanno altre capacità oltre alla durata, come la resistenza alle temperature estreme, l&#8217;elasticità e la flessibilità. Il sito web di <em>Banana Leaf Technolog</em>y spiega che le foglie trattate sono anche più resistenti ai patogeni, con proprietà antivirali, antimicotiche e antibatteriche, perché questa tecnologia, rafforzando le pareti cellulari delle foglie di banana, impedisce agli agenti patogeni di degradare le cellule del biomateriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, <strong><em>Banana Leaf Technology</em> offre 30 prodotti che utilizzano i suoi metodi di conservazione: piatti, tazze, coni, scatole, carta da lettere, buste</strong>. Poiché, però, questa tecnologia brevettata è personalizzabile, si prevede che saranno sviluppati in futuro altri prodotti, come delle alternative di imballaggio naturali.<br /><strong>Il giovane scienziato indiano che ha inventato questa tecnologia</strong>, l&#8217;ha formulata per la prima volta nel 2010, quando era praticamente un bambino: <strong>Tenith Adithyaa</strong>, infatti, allora aveva 11 anni e lavorava nel suo laboratorio artigianale. Da quel momento<em> Banana Leaf Technology</em> ha ricevuto sette premi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che l&#8217;azienda vuole fare con questa tecnologia è «risolvere la crisi climatica globale senza compromettere l&#8217;economia»: è questo il motivo per cui offre un&#8217;alternativa ecologica, sostenibile, biodegradabile, non chimica ed economica alla plastica monouso.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Spremute d&#8217;arancia in bicchieri di bucce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 14:49:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
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		<category><![CDATA[Carlo Ratti Associati]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dispositivo di design usa le arance per produrre succo da servire in bicchieri usa e getta, creati con le bucce dei frutti che spreme Lo studio di design internazionale Carlo Ratti Associati&#160;ha sviluppato un macchinario che sembra un enorme spremiagrumi, ma che non si limita a servire spremute; ha una produzione circolare sperimentale, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38400" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Spremuta_arance_CUT.jpg" alt="" width="806" height="420" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Spremuta_arance_CUT.jpg 806w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Spremuta_arance_CUT-300x156.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Spremuta_arance_CUT-768x400.jpg 768w" sizes="(max-width: 806px) 100vw, 806px" /></p>
<p>Un dispositivo di design usa le arance per produrre succo da servire in bicchieri usa e getta, creati con le bucce dei frutti che spreme</p>
<p>  <span id="more-38401"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di <em>design</em> internazionale <a href="https://carloratti.com/project/feel-the-peel/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carlo Ratti Associati</a>&nbsp;ha sviluppato un macchinario che sembra un enorme spremiagrumi, ma che non si limita a servire spremute; ha una produzione circolare sperimentale, che gli permette di utilizzare il filamento ricavato dalle bucce di arancia che avanzano per stampare in 3D tazze usa e getta, permettendo di gustare il succo rinfrescante senza creare il rifiuto del bicchiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa macchina si chiama <strong><em>«Feel the Peel»</em> </strong>e si trova nel «<em>Feel the Peel Juice Bar</em>», che è il nome dell&#8217;intero <strong>prototipo</strong>, un vero e proprio c<strong>hiosco di spremute</strong>, <strong>progettato in collaborazione con la società</strong> energetica globale <strong>Eni</strong>. Si tratta di una macchina spremiagrumi arancione alta 3 metri e sormontata da un&#8217;enorme cupola composta da una spirale circolare, che può contenere fino a 1.500 arance. La stampante 3D è installata alla base.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta effettuato l&#8217;ordine per il succo appena spremuto, parte la danza: le arance scivolano verso il basso fino allo <strong>spremiagrumi</strong>, che <strong>estrae il succo</strong> dalle due metà; <strong>poi le bucce</strong> cadono attraverso un tubo e vanno ad accumularsi sul fondo della macchina, dove vengono essiccate, macinate e mescolate con acido polilattico (PLA), che <strong>le converte in materiale bioplastico</strong>. A quel punto, la bioplastica viene riscaldata e fusa in un filamento, che viene utilizzato dalla stampante 3D integrata nella macchina per creare, sul posto, tazze riciclabili che vengono riempite con il succo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prototipo, molto innovativo, è uno studio di come anche le più semplici azioni quotidiane della nostra vita possano far parte di un&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/economia/economia-circolare-oggi-possibili-modelli-sostenibili-di-business.html?highlight=WyJlY29ub21pYSIsImVjb25vbWlhJy4iLCJjaXJjb2xhcmUiLCJlY29ub21pYSBjaXJjb2xhcmUiXQ==" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>economia circolare</strong></a> a zero sprechi.</p>
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			</item>
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		<title>Ci vorrebbero dei lampadari ecologici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/arredamento/ci-vorrebbero-dei-lampadari-ecologici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 20:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasce Hive, un lampadario stampato in 3D e biodegradabile La società britannica Plumen&#160;lancia sul mercato un elegante paralume progettato dal designer Luke Deering, che unisce alla bellezza e alla naturalezza del suo aspetto caratteristiche di sostenibilità molto interessanti. L&#8217;idea di questo lampadario, che si chiama Hive, è quella di utilizzare un design naturale che faccia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38390" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Lampadario_ecologico_CUT.jpg" alt="" width="803" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Lampadario_ecologico_CUT.jpg 803w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Lampadario_ecologico_CUT-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Lampadario_ecologico_CUT-768x386.jpg 768w" sizes="(max-width: 803px) 100vw, 803px" /></p>
<p>Nasce Hive, un lampadario stampato in 3D e biodegradabile</p>
<p>  <span id="more-38391"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La società britannica <a href="https://plumen.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Plumen</em></a>&nbsp;lancia sul mercato un elegante paralume progettato dal <em>designer</em> Luke Deering, che unisce alla bellezza e alla naturalezza del suo aspetto caratteristiche di sostenibilità molto interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di questo lampadario, che si chiama <a href="https://usshop.plumen.com/collections/hive-3d-printed-shade" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Hive</em></a>, è quella di utilizzare un <em>design</em> naturale che faccia somigliare l&#8217;ombra creata a un nido d&#8217;ape; in questo modo, non solo si portano elementi naturali all&#8217;interno dello spazio abitativo, ma si ricorda anche uno dei migliori architetti della natura: l&#8217;ape. È per questo che la tessitura del materiale che avvolge la lampadina filtra la luce, disinnescandone l&#8217;intensità.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla visione estetica del paralume, però, si aggiunge la produzione dello stesso, che è unica, in quanto risultato della più recente tecnologia di stampa 3D: grazie a questo processo di realizzazione, si semplifica la produzione e vengono supportati gli obiettivi di sostenibilità del progetto – infatti il lampadario è stampato in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bioplastica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bioplastica</a>&nbsp;PLA (acido polilattico), un materiale composto da plastica riciclata (al 90%) e prodotti vegetali.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Plumen</em> ha voluto anche creare un circuito chiuso di produzione e, infatti, ha deciso di approvvigionarsi di materie prime nelle vicinanze, per alleviare le emissioni dei trasporti. Inoltre, i paralumi sono stampati solo su richiesta, per evitare inutili sprechi. E, infine, sono commercialmente compostabili: il lampadario <em>Hive</em>, infatti, si biodegrada in circa sei mesi alla fine del suo ciclo di vita utilizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni buon arredamento per la casa, il paralume della <em>Plumen</em> è disponibile in una varietà di opzioni, per soddisfare le esigenze di ogni acquirente: sono due le dimensioni possibili e sei i colori di base (ma si possono anche fare richieste speciali). Idea bella ed eco.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Anche i mattoncini LEGO diventano sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 15:23:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
		<category><![CDATA[canna da zucchero]]></category>
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		<category><![CDATA[gioco]]></category>
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					<description><![CDATA[La LEGO distribuisce i suoi primi pezzi di plastica a base vegetale Le piante saranno fatte da piante: è questa la notizia che hanno annunciato dall&#8217;azienda di giochi per bambini LEGO. La società prevede di distribuire elementi botanici come alberi, foglie e cespugli prodotti con plastica a base vegetale proveniente dalla canna da zucchero, a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35730" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_lego.jpg" alt="" width="801" height="499" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_lego.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_lego-300x187.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_lego-768x478.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>La LEGO distribuisce i suoi primi pezzi di plastica a base vegetale</p>
<p>  <span id="more-35731"></span>  </p>
<p>Le piante saranno fatte da piante: è questa la notizia che hanno annunciato dall&#8217;azienda di giochi per bambini <a href="https://www.lego.com/it-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LEGO</a>. La società prevede di distribuire elementi botanici come alberi, foglie e cespugli prodotti con plastica a base vegetale proveniente dalla canna da zucchero, a partire da quest&#8217;anno. La mossa è parte dell&#8217;<a href="https://www.lego.com/en-us/aboutus/news-room/2018/march/pfp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">obiettivo di LEGO</a>&nbsp; di utilizzare solo materiali sostenibili nei suoi imballaggi e nei suoi prodotti principali entro il 2030.</p>
<p>Per fare questi pezzi sostenibili, LEGO utilizza polietilene di plastica a base di materiale di canna da zucchero: in particolare, etanolo. Il vicepresidente di LEGO Group Environmental Responsibility, Tim Brooks, ha dichiarato che il polietilene vegetale possiede le stesse proprietà del normale polietilene, quindi i bambini e i genitori probabilmente non noteranno nemmeno la differenza nell&#8217;aspetto e nella qualità dei nuovi mattoncini.<br />Secondo l&#8217;azienda, la canna da zucchero viene approvvigionata in modo sostenibile ed è certificata. Anche se il comunicato stampa non includeva informazioni sul riciclaggio di questi mattoni sostenibili; è probabile che la bioplastica utilizzata potrà essere riciclata diverse volte – anche se probabilmente non è biodegradabile al 100% .</p>
<p>Dunque, a partire da questo momento, gli elementi in polietilene riempiranno dall&#8217;uno al due percento di tutti gli elementi in plastica prodotti dall&#8217;azienda, visto che gli alberi, i cespugli e le foglie sostenibili saranno interamente realizzati in plastica a base vegetale.<br />Se aprirete delle scatole di LEGO nuove in questo 2018, ce le troverete dentro.<br />«Alla LEGO Group vogliamo avere un impatto positivo sul mondo che ci circonda», ha dichiarato Tim Brooks. «Questo è un primo grande passo».</p>
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		<title>Alghe come alternativa alla plastica?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/alghe-come-alternativa-alla-plastica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2018 12:40:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[designer olandesi]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Klarenbeek]]></category>
		<category><![CDATA[Maartje Dros]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova bioplastica fatta di alghe e stampata in 3D potrebbe rivoluzionare il modo in cui creiamo gli oggetti I rifiuti di plastica ostruiscono le discariche e i corsi d&#8217;acqua, lo sappiamo. Sappiamo quanto la plastica inquini la Terra ed è per questo che dovremmo essere molto felici quando dal design green arrivano notizie come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35331" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_alghe.jpg" alt="" width="699" height="296" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_alghe.jpg 699w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_alghe-300x127.jpg 300w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La nuova bioplastica fatta di alghe e stampata in 3D potrebbe rivoluzionare il modo in cui creiamo gli oggetti</p>
<p>  <span id="more-35332"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I rifiuti di plastica ostruiscono le discariche e i corsi d&#8217;acqua, lo sappiamo. Sappiamo quanto la plastica inquini la Terra ed è per questo che dovremmo essere molto felici quando dal design green arrivano notizie come questa.</p>
<p style="text-align: justify;">I designer olandesi <a href="http://www.ericklarenbeek.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eric Klarenbeek</a>&nbsp;e <a href="http://www.maartjedros.nl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Maartje Dros</a>, infatti, hanno creato una bioplastica fatta di alghe che può essere stampata in 3D praticamente in qualsiasi forma e che potrebbe finalmente fornire al mondo un&#8217;alternativa valida alla plastica tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Klarenbeek e Dros iniziano il processo coltivando le alghe che vengono poi essiccate e trasformate in una bioplastica liquida che può essere utilizzata per stampare oggetti in 3D. Questo polimero di alghe può essere utilizzato per fabbricare un numero qualsiasi di prodotti, dalle bottiglie per lo shampoo alle stoviglie, fino ai bidoni della spazzatura. Il processo innovativo potrebbe sostituire completamente i prodotti a base di combustibili fossili.<br />I progettisti ritengono che</p>
<p style="text-align: justify;">i prodotti a base di alghe (che assorbono il biossido di carbonio durante la fotosintesi) potrebbero davvero rivoluzionare il mondo manifatturiero, la maniera in cui creiamo gli oggetti. «Le alghe sono ugualmente interessanti per la produzione di biomassa perché possono filtrare rapidamente la CO2 dal mare e dall&#8217;atmosfera», hanno detto. «Si tratta di pensare oltre l&#8217;impronta di carbonio: invece di emissioni zero abbiamo bisogno di emissioni &#8220;negative&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify;">La bioplastica delle alghe non è la prima incursione dei due designer nell&#8217;ambito dei materiali innovativi. Alcuni anni fa Klarenbeek ha creato la prima sedia al mondo ad essere stampata in 3D sulla base di funghi e il team ha collaborato con <a href="https://www.ecovativedesign.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecovative</a>&nbsp;per sviluppare una linea di prodotti micelio fai-da-te.</p>
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		<title>Sacchetti di plastica: nuove norme dal 2018 e multe più salate</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/sacchetti-di-plastica-nuove-norme-dal-2018-e-multe-piu-salate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 14:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 2018 le buste del supermercato, tutte le buste, dovranno essere biodegradabili All’interno della legge sul Mezzogiorno si trovano le nuove norme sulle borse di plastica leggere: non si potrà più &#8220;aggirare&#8221; l&#8217;obbligo con la dicitura &#8220;a uso interno&#8221; A partire dal 1 gennaio 2018, che siano con o senza manici, anche i sacchetti leggeri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34438" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_sacchetti_plastica_2018.jpg" alt="" width="700" height="498" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_sacchetti_plastica_2018.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_sacchetti_plastica_2018-300x213.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2018 le buste del supermercato, tutte le buste, dovranno essere biodegradabili</p>
<p>  <span id="more-34439"></span>  </p>
<p>All’interno della legge sul Mezzogiorno si trovano le nuove norme sulle borse di plastica leggere: non si potrà più &#8220;aggirare&#8221; l&#8217;obbligo con la dicitura &#8220;a uso interno&#8221;</p>
<p>A partire dal 1 gennaio 2018, che siano con o senza manici, anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri (ossia con spessore della singola parete inferiore a 15 micron) utilizzati per il trasporto di merci e prodotti, a fini di igiene o come imballaggio primario in gastronomia, macelleria, pescheria, ortofrutta e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili secondo la norma Uni En 13432, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40% e dovranno essere distribuiti esclusivamente a pagamento.</p>
<p>Fino ad ora alcuni supermercati per confezionare i prodotti in vendita utilizzavano, o facevano utilizzare ai clienti dei sacchetti non riciclabili che recavano la dicitura “sacchetti a uso interno”. In questo modo eludevano la legge sugli shopper e che tanti danni ha provocato all’ambiente, ai negozianti onesti e alla filiera dei produttori e trasformatori di biopolimeri.</p>
<p>Dal 2018 i sacchetti a norma dovranno essere biodegradabili e compostabili secondo lo standard internazionale Uni En 13432; essere realizzate con un contenuto di materia prima rinnovabile di almeno il 40% (che dovrà diventare il 50% a partire dal 1 gennaio 2020 e il 60% dal 1 gennaio 2021) determinato in base allo standard Uni Cen/Ts; disporre dell’idoneità per uso alimentare; essere cedute esclusivamente a pagamento.</p>
<p>Uno shopper utilizzato nei reparti gastronomia, macelleria, ortofrutta, etc., che non fosse a norma (come capita troppo spesso ora) potrà comportare sanzioni fino a 100.000 euro.</p>
<p>“Con questa legge giunge a sua naturale conclusione un percorso virtuoso nel settore della bioeconomia e dell’economia circolare che fa dell’Italia un modello per tutta l’Europa &#8211; dichiara Marco Versari, presidente di Assobioplastiche &#8211; È stato un cammino lungo, a tratti tortuoso, affrontato con la lungimiranza della buona politica e la tenacia della collaborazione instaurata tra policy maker, filiera della chimica verde e stakeholder della società civile. Questa è l’Italia di cui dobbiamo essere fieri: l’Italia che innova all’insegna di nuovi paradigmi produttivi in grado di coniugare ambiente e sviluppo, protezione del capitale naturale e creazione di posti di lavoro”.</p>
<p>La battaglia di Legambiente contro i sacchetti di plastica: “<a href="https://www.ecoseven.net//?p=33838" target="_blank" rel="noopener noreferrer">metà sono illegali; servono più controlli</a>&#8220;</p>
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		<title>Dagli scarti del pomodoro arriva la plastica eco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/indefinita-2/dagli-scarti-del-pomodoro-arriva-la-plastica-eco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2014 14:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-2]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica dai pomodori]]></category>
		<category><![CDATA[palstica eco]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[scarti pomodori]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scarti del pomodoro potrebbero presto diventare plastica sostenibile che potrebbe essere utilizzata, per esempio, nella fabbricazione delle automobili   Buoni da mangiare, ma anche da riciclare: dagli scarti dei pomodori arriva, infatti, la bioplastica, una plastica sostenibile che potrebbe essere utilizzata, per esempio, nella fabbricazione delle automobili. È questo quanto prevedono Ford Motor Company [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12794" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_resized_ambientetest_pomodori-8438-250-200-90-c.jpeg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Gli scarti del pomodoro potrebbero presto diventare plastica sostenibile che potrebbe essere utilizzata, per esempio, nella fabbricazione delle automobili</p>
<p>  <span id="more-18072"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Buoni da mangiare, ma anche da <a href="ambiente/riciclo"><strong>riciclare</strong></a>: dagli scarti dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17812"><strong>pomodori</strong> </a>arriva, infatti, la bioplastica, una plastica sostenibile che potrebbe essere utilizzata, per esempio, nella fabbricazione delle automobili. È questo quanto prevedono Ford Motor Company e HJ Heinz Company, che hanno siglato un accordo per lo studio di questa possibilità.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">I ricercatori delle due aziende hanno già sviluppato un metodo per ricavare <strong>bioplastiche</strong> dalle fibre del pomodoro, con la finalità d&#8217;incrementare l&#8217;utilizzo di materiali sostenibili a bordo dei veicoli. In particolare, le bucce dei pomodori essiccate potrebbero essere un’ottima soluzione per la realizzazione delle staffe di supporto per i cavi dell&#8217;impianto elettrico o per i piccoli vani portaoggetti. In questa fase i ricercatori stanno portando avanti test ed esperimenti per verificare la qualità e la resistenza di questi materiali.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Moda ecosostenibile: Gucci sigla un accordo per l&#8217;ambiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/moda-ecosostenibile-gucci-sigla-un-accordo-per-lambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 09:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
		<category><![CDATA[eco-fashion]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Gucci]]></category>
		<category><![CDATA[ministero dell’ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[moda ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
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					<description><![CDATA[Il lusso diventa responsabile. Il marchio fiorentino Gucci ha firmato un accordo con il Ministero dell’Ambiente. Dagli occhiali da sole alle scarpe: quando il verde è fashion. L’ecosostenibilità va di moda. Anzi, di lusso. Primo del settore a muoversi in questa direzione, il luxury brand fiorentino Gucci ha firmato un accordo con il ministro dell’Ambiente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8494" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_igallery_resized_ambientetest_gucci_moda_ecosostenibile_rio_20-5857-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il lusso diventa responsabile. Il marchio fiorentino Gucci ha firmato un accordo con il Ministero dell’Ambiente. Dagli occhiali da sole alle scarpe: quando il verde è fashion.</p>
<p>  <span id="more-8499"></span>  </p>
<p>L’<strong>ecosostenibilità</strong> va di <strong>moda</strong>. Anzi, di <strong>lusso</strong>. Primo del settore a muoversi in questa direzione, il luxury brand fiorentino <strong>Gucci</strong> ha firmato un accordo con il <strong>ministro dell’Ambiente Corrado Clini</strong>, al fine di monitorare e ridurre l’impronta di carbonio e quella etico-sociale dei suoi prodotti, per arrivare a fine anno al consolidamento di metodologie di produzione certificate dal Governo, in linea con gli standard internazionali.</p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-8495" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" alt="Gucci-Clini" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_clini-di-marco-gq-italia_620x410.jpg" align="middle" border="1" height="212 " width="320" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_clini-di-marco-gq-italia_620x410.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_clini-di-marco-gq-italia_620x410-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>L&#8217;accordo, siglato solo ora, segue le tante iniziative che, sin dal 2004, il marchio con la doppia G ha avuto in materia di <strong>Responsabilità Sociale d’Impresa</strong> lungo tutta la sua filiera produttiva. Lo scorso anno, infatti, è stato presentato dalla casa di moda il logo “Gucci Responsability”, con tanto di <strong>packaging riciclabile</strong> 100% &#8211; con carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) &#8211; per una linea di prodotti per l’eyewear, in partnership con il gruppo Safilo, realizzati con elementi naturali derivati dai <strong>semi di ricino</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8496" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" alt="Gucci-ecosostenibile" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_Gucci_eco.jpeg" align="middle" border="1" height="193" width="315" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_Gucci_eco.jpeg 815w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_Gucci_eco-300x184.jpeg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_Gucci_eco-768x471.jpeg 768w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /></p>
<p>Nel 2011, durante la settimana della Moda parigina, fu tra gli organizzatori del <a target="_blank" href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/moda-gucci-premia-il-design-sostenibile" rel="noopener noreferrer">concorso di design sostenibile</a> rivolto a giovani studenti per reinventare la famosa <strong>Bamboo Bag</strong>. In più, quest’estate è stata lanciata sul mercato, dall’idea del direttore creativo <strong>Frida Giannini</strong>, una capsule di scarpe con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8497" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" alt="gucci-ecosostenibile" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_gucci-green-marola-470-wplok.jpg" align="middle" border="1" height="174" width="270" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_gucci-green-marola-470-wplok.jpg 470w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_gucci-green-marola-470-wplok-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></p>
<p>Un invito al consumatore a vivere la moda in maniera responsabile, tradotto nel modello per donna “Green Marola” e nelle sneakers da uomo “Green California”,entrambe realizzate in <strong>bio-plastica</strong>, un materiale biodegradabile in compost utilizzato come alternativa alla plastica tradizionale (che subisce un processo di decomposizione in tempi più lunghi).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8498" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" alt="gucci-ecosostenibile" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_gucci-collezione-ecoscarpe-2012_27111_medium.jpg" align="middle" border="1" height="255" width="340" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_gucci-collezione-ecoscarpe-2012_27111_medium.jpg 440w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/09/images_gucci-collezione-ecoscarpe-2012_27111_medium-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 340px) 100vw, 340px" /></p>
<p>“Stiamo lavorando per la completa eliminazione dei PBC (policlorobifenili) nei prodotti, abbiamo sottoscritto un manifesto per la sostenibilità dell’industria della moda e, ormai da un anno, abbiamo iniziato a impiegare veicoli elettrici per il trasporto della merce verso i centri di smistamento”, ha spiegato il Ceo e Presidente di Gucci, Patrizio Di Marco. <br />Un impegno che, secondo quanto rivelato dalla Giannini durante la Milano Fashion Week, sta proseguendo con uno studio per la prossima creazione di un paio di <strong>sneakers 100% bio</strong>, dal tessuto ai lacci, fino alla suola.</p>
<p>Flavia Dondolini</p>
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