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	<title>biodiesel &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Olio fritto? Diventa biodiesel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2017 09:17:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
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					<description><![CDATA[Benvenuto biodiesel: meno Co2, meno polveri sottili e meno problemi legati allo smaltimentio dell&#8217;olio esausto Un motivo in più per non buttare l’olio fritto &#8211; oltre all’impatto ambientale, se non correttamente smaltito &#8211; : può diventare biodiesel. Un esempio viene dalle raffinerei Eni di Venezia e Gela che sono state riconvertite dalla raffinazione dei carburanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-33818" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/05/images_Biodiesel.jpg" alt="" width="1011" height="694" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_Biodiesel.jpg 1011w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_Biodiesel-300x206.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_Biodiesel-768x527.jpg 768w" sizes="(max-width: 1011px) 100vw, 1011px" /></p>
<p>Benvenuto biodiesel: meno Co2, meno polveri sottili e meno problemi legati allo smaltimentio dell&#8217;olio esausto</p>
<p>  <span id="more-33819"></span>  </p>
<p>Un motivo in più per non buttare l’olio fritto &#8211; oltre all’impatto ambientale, se non correttamente smaltito &#8211; : può diventare biodiesel.</p>
<p>Un esempio viene dalle raffinerei Eni di Venezia e Gela che sono state riconvertite dalla raffinazione dei carburanti tradizionali a quella dei biocarburanti. È stato firmato infatti un accordo tra l&#8217;Eni e il <a href="http://www.conoe.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Conoe</a>, il Consorzio nazionale di di raccolta e trattamento degli oli esausti, alla presenza del ministro dell&#8217;Ambiente, Gian Luca Galletti.</p>
<p>Conoe d’ora in poi fornirà Eni tutto l&#8217;olio esausto raccolto dalle sue aziende per alimentare la bioraffineria di Venezia (riconvertita nel 2014) e quella di Gela, che sarà riconvertita l&#8217;anno prossimo. Al momento la raffineria di Venezia è già operativa, ma utilizza olio di palma importato.</p>
<p>Utilizzando gli oli esausti per produrre biodiesel si riducono le emissioni di anidride carbonica e di polveri sottili dai carburanti. Inoltre si eliminano i problemi che questi oli creano agli impianti di depurazione.</p>
<p>&#8220;Questo accordo non ci aiuta solo nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra &#8211; ha commentato il ministro Galletti -, ma dimostra anche che l&#8217;economia circolare si può fare non solo nella green economy, ma anche in altri settori, come quello dell&#8217;Eni, che in teoria dovrebbe essere il mio &#8216;nemico&#8217;&#8221;.</p>
<p>Per Galletti &#8220;l&#8217;accordo ci indica che stabilimenti come quello di Marghera che sono costi possono diventare risorse, creando posti di lavoro&#8221;.</p>
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		<title>Biodiesel e bioplastiche: il futuro della chimica verde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 11:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[Biolubrificanti]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastiche]]></category>
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					<description><![CDATA[  Il rapporto Greenitaly 2014 punta sul futuro della chimica verde: scopri i settori su cui puntare I grandi operatori della chimica verde italiana rilanciano sugli investimenti e puntano su logiche di sistema. Questo significa bioraffinerie, complessi industriali integrati che si basano su un approccio di forte collaborazione multidisciplinare con il mondo agricolo, della ricerca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22787" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_Biodiesel-13622-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p>Il rapporto Greenitaly 2014 punta sul futuro della chimica verde: scopri i settori su cui puntare</p>
<p>  <span id="more-22788"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">I grandi operatori della chimica verde italiana rilanciano sugli investimenti e puntano su logiche di sistema. Questo significa bioraffinerie, complessi industriali integrati che si basano su un approccio di forte collaborazione multidisciplinare con il mondo agricolo, della ricerca e con le istituzioni locali, ma rappresentano anche un&#8217;opportunità per riconvertire siti industriali dismessi.</span></p>
<p>Collaborazione sarà la parola chiave: sia tra i big del settore che tra essi e le piccole e medie imprese locali. </p>
<p>L&#8217;obiettivo è creare un polo industriale basato su sinergie tra i grandi operatori e le piccole realtà dei territori. Bioplastiche, biolubrificanti e biocarburanti come il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biodiesel" target="_blank" rel="noopener noreferrer">biodiesel</a> sono alcuni esempi di rilievo, come rileva il Rapporto Greenitaly 2014 di Unioncamere e <a href="http://www.symbola.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione Symbola</a>.<br />La ricerca GreenItaly fa il punto sullo stato dell&#8217;economia verde in Italia: dalle energie rinnovabili alla riconversione green dei comparti tradizionali del made in Italy.</p>
<h2>Bioplastica</h2>
<p>Le bioplastiche, sottolinea il Rapporto, hanno un ruolo di primo piano: si prevede che il relativo mercato crescerà, a livello mondiale, del 500% tra il 2011 e il 2016. Secondo le stime di European Bioplastics, nel 2017 la capacità produttiva globale di bioplastiche supererà i 6 milioni di tonnellate. In questo <span style="line-height: 1.3em;">ambito l&#8217;Italia è pioniere: grazie alle attività di ricerca partite 25 anni fa, agli investimenti e alle alleanze strategiche, allo sviluppo di bioraffinerie di terza generazione. Non a caso, il nostro Paese è stato il primo a introdurre una legge per ridurre l&#8217;utilizzo dei sacchetti monouso per l&#8217;asporto merci.</span></p>
<h2>Lubrificanti bio</h2>
<p>Altro settore strategico è quello dei biolubrificanti che, nella sola Europa, sono 5,2 milioni di tonnellate. Di questi, il 45% fa parte della famiglia degli oli idraulici, che hanno alto rischio di sversamento, con una percentuale di perdita che, ogni anno, si aggira intorno al 40%. Ciò significa che, annualmente, si perdono in acqua e in suolo milioni di tonnellate di oli non biodegradabili, con impatto sul delicato equilibrio dell&#8217;ecosistema.<br /><span style="line-height: 1.3em;">Oggi i biolubrificanti in Europa sono meno del 5% e sono concentrati nei Paesi di lingua tedesca e nel nord </span><span style="line-height: 1.3em;">Europa. Il potenziale dei biolubrificanti rinnovabili e biodegradabili è davvero enorme e il benefici ambientale e di economia diffusa altrettanto interessante.</span></p>
<h2>Biodiesel</h2>
<p>Anche la produzione di biocarburanti è un settore della chimica verde in cui il nostro Paese si sta mettendo in evidenza. In Italia, bisogna ricordare, ci sono 18 milioni di tonnellate inutilizzate di residuo <span style="line-height: 1.3em;">agricolo che permetterebbero di creare un mercato importante e un rilancio occupazionale significativo.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">a.po</span></p>
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		<title>Biodiesel dall’olio esausto. Il caso della Liguria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 11:12:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-2]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[olio esausto]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo dell'olio]]></category>
		<category><![CDATA[riciclolio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il riciclo dell’olio esausto da cucina elimina l’inquinamento e dà vita a biodiesel e glicerina. L’esempio della Liguria e le potenzialità dell’Italia   Anche l’olio esausto può esser riciclato e dar vista a cose nuove, come il biodiesel. Ne è l’esempio il caso della Liguria, dove, tra Genova e Savona, sono stati raccolti, in 3 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22789" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th__4_-13623-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Il riciclo dell’olio esausto da cucina elimina l’inquinamento e dà vita a biodiesel e glicerina. L’esempio della Liguria e le potenzialità dell’Italia</p>
<p>  <span id="more-22790"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Anche l’<a href="alimentazione/olio" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>olio</strong> </a>esausto può esser riciclato e dar vista a cose nuove, come il biodiesel. Ne è l’esempio il caso della Liguria, dove, tra Genova e Savona, sono stati raccolti, in 3 anni, 17.338 chilogrammi d&#8217;olio vegetale trasformati in biodiesel o glicerina, grazie a &#8216;Riciclolio&#8217;, il progetto europeo per incentivare il recupero dell&#8217;olio da cucina.</p>
<p class="MsoNormal">L’ottimo risultato, presentato dai responsabili Luca Zane e Barbara Cirulli, è stato raggiunto anche grazie alla partecipazione a ‘Riciclolio’ di 35 scuole e all’apertura al pubblico di ben 23 postazioni dedite alla raccolta dell&#8217;olio da cucina.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Basta, quindi, dare uno sguardo ai risultati per capire le potenzialità, in Italia, del riciclo dell’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=19316"><strong>olio</strong></a>. Nel Bel Paese si producono 160 mila tonnellate di olio vegetale esausto da utenze domestiche, la maggior parte viene buttata negli scarichi idrici inquinando e sprecando una risorsa importante: da un litro di olio esausto di frittura si può produrre circa un chilo di biodiesel, oltre alla glicerina.<br /> <!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br /> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<item>
		<title>Plastica biodegradabile  dagli scarti del biodiesel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 16:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-2]]></category>
		<category><![CDATA[biodegradabile]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[plastica biodegradabile]]></category>
		<category><![CDATA[plastica biodiesel]]></category>
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					<description><![CDATA[Alcuni ricercatori hanno realizzato dagli scarti del biodiesel una plastica biodegradabile sempre più diffusa   Dagli scarti del processo di produzione di biodiesel si può creare una plastica biodegradabile sempre più diffusa, l&#8217;acido polilattico. La nuova tecnica di è stata ideata dai ricercatori dell&#8217;Eth di Zurigo: è più rapida, eco-friendly e meno costosa rispetto alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22733" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th__2_-13596-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Alcuni ricercatori hanno realizzato dagli scarti del biodiesel una plastica biodegradabile sempre più diffusa</p>
<p>  <span id="more-22734"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Dagli scarti del processo di produzione di biodiesel si può creare una plastica biodegradabile sempre più diffusa, l&#8217;acido polilattico. La nuova tecnica di è stata ideata dai ricercatori dell&#8217;<a href="https://www.ethz.ch/de.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eth di Zurigo</a>: è più rapida, eco-friendly e meno costosa rispetto alla fermentazione dello zucchero utilizzata fino a oggi.</p>
<p class="MsoNormal">Gli esperti, infatti, guidati dai docenti Konrad Hungerbühler e Javier Pérez-Ramírez, sono riusciti a realizzare la plastica biodegradabile dal glicerolo, scarto fino a oggi inutilizzato. Il glicerolo è stato sottoposto a una conversione enzimatica per ottenere diidrossiacetone, un carboidrato che viene poi ulteriormente processato grazie a un catalizzatore sviluppato dal team del professor Pérez-Ramírez. Questo catalizzatore è costituito da un minerale microporoso, la zeolite, la cui struttura facilita le reazioni chimiche tra i pori.<span class="apple-converted-space"><span style="font-size: 10.5pt; line-height: 115%; font-family: Arial, sans-serif; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"> </span></span></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">La nuova tecnica permette non solo di riciclare alcuni scarti e di risparmiare, ma anche di ridurre le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21734"><strong>emissioni di </strong></a><span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=21734"><strong>CO2</strong></a> del 30% rispetto alla fermentazione fino a oggi utilizzata. Per ogni chilo di acido lattico prodotto ne sono emessi 6 di anidride carbonica, contro i 7,5 rilasciati dalla fermentazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;">gc </span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Produrre biodiesel grazie..alle rocce!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2014 10:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-5]]></category>
		<category><![CDATA[biocombustibili]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[rocce]]></category>
		<category><![CDATA[roccia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un ricercatore dell&#8217;Universita&#8217; del Costa Rica ha presentato uno studio sulla roccia di Diatomite per la produzione di biodiesel a basso costo Produrre biodiesel a basso costo utilizzando le rocce. Partendo da questa premessa un ricercatore dell’Università del Costa Rica ha presentato uno studio sulla ‘Diatomite’, una roccia sedimentaria di origine organica, solitamente presente in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20317" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_energia_roccia_biodiesel_diatomite-12390-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un ricercatore dell&#8217;Universita&#8217; del Costa Rica ha presentato uno studio sulla roccia di Diatomite per la produzione di biodiesel a basso costo</p>
<p>  <span id="more-20318"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Produrre <strong>biodiesel</strong> a basso costo utilizzando le <strong>rocce</strong>. Partendo da questa premessa un ricercatore dell’Università del Costa Rica ha presentato uno studio sulla ‘Diatomite’, una <strong>roccia</strong> sedimentaria di origine organica, solitamente presente in ambienti lacustri o marini (si trova nella zona di Barranca, a Puntarenas, e in numerose altre aree del Nord del Paese). Dopo aver analizzato la ‘Diatomite’ grazie ad un complesso macchinario in grado di effettuare risonanze magnetiche nucleari, lo scienziato è riuscito ad individuare nella <strong>roccia</strong>, alcune proprietà ‘fondamentali’ che potrebbero rivelarsi utili nel processo di produzione dei <strong>biocombustibili</strong>.</span></p>
<p>La <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13889" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>roccia</strong></a>, in particolare, avrebbe la capacità di eliminare gli acidi grassi presenti nelle <strong>piante</strong> e nel grasso animale che viene utilizzato per la produzione di biodiesel. Ospitato dalla Facoltà di Chimica dell’<a href="http://www.zv.uni-leipzig.de/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università tedesca di Lipsia</a> il giovane ricercatore ha quindi potuto completare la ricerca, analizzando ulteriormente le proprietà della Diatomite.</p>
<p>Le finalità di questa ricerca, prevedono ovviamente di produrre dei materiali a basso costo in grado di modificare e ridurre la struttura degli oli vegetali e dei grassi animali che, a causa della loro elevata acidità, non possono essere normalmente impiegati nella produzione di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=9254" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>biodiesel</strong></a> convenzionali.</p>
<p>(ml)</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Mobilità sostenibile: dallo zucchero nasce il biodiesel</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/mobilita-sostenibile-dallo-zucchero-nasce-il-biodiesel/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 08:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>
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					<description><![CDATA[Dallo zucchero nasce il biodiesel, un carburante pulito ottenuto attraverso un lungo processo di fermentazione utilizzato in passato per trasformare l&#8217;amido in esplosivi Dallo zucchero può essere estratto il biodiesel, un carburante pulito che potrà presto essere utilizzato nel mondo dei trasporti. La notizia è stata pubblicata sulla rivista Nature e rappresenta un passo importante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-9253" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/11/images_igallery_resized_ambientetest_alternative_zucchero_bianco-6290-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Dallo zucchero nasce il biodiesel, un carburante pulito ottenuto attraverso un lungo processo di fermentazione utilizzato in passato per trasformare l&#8217;amido in esplosivi</p>
<p>  <span id="more-9254"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Dallo zucchero può essere estratto il biodiesel</strong>, un carburante pulito che potrà presto essere utilizzato nel mondo dei trasporti. La notizia è stata pubblicata sulla rivista Nature e rappresenta un passo importante &nbsp;nel settore della mobilità sostenibile.</p>
<p class="MsoNormal">Il<strong> <a href="http://mobilita.ecoseven.net/news-mobilita/benzina-a-40-centesimi-al-litro-si-ottiene-dai-rifiuti-ed-e-pulita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">biodiese</a>l dallo zucchero</strong> è stato estratto attraverso un lungo processo di fermentazione utilizzato in passato per trasformare l&#8217;amido in esplosivi, grazie allo studio e all’impegno del gruppo di ricerca coordinato dall&#8217;americano Dean Toste, dell&#8217;università della California a Berkeley. Secondo gli autori della ricerca, il biodiesel prodotto dall’amido potrà essere commercializzato entro 5-10 anni.&nbsp;I ricercatori sono partiti da una tecnica inventata quasi cento anni fa, nel 1914, dal chimico Chaim Weizmann. Nel suo processo, Weizmann utilizzava il batterio Clostridium acetobutylicum per far fermentare gli zuccheri dell&#8217;amido in acetone, butanolo ed etanolo. Il processo di fermentazione, chiamato Abe per le tre sostanze chimiche prodotte, ha permesso alla Gran Bretagna di produrre l&#8217;acetone necessario per produrre la cordite, utilizzata a quel tempo per sostituire la polvere da sparo.&nbsp;</p>
<p> Per ottenere il <strong><a href="http://mobilita.ecoseven.net/news-mobilita/benzina-dalle-biomasse-costa-poco-ed-e-pulita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">biodiesel</a> dallo zucchero</strong>, i ricercatori hanno sviluppato un metodo che estrae l&#8217;acetone e il butanolo dalla miscela di fermentazione ottenuta con la tecnica di Weizmann e poi, con un catalizzatore, hanno convertito queste sostanze in una miscela di idrocarburi a catena lunga che assomiglia alla combinazione di idrocarburi nel gasolio.</p>
<p> I test sul <strong>biodiesel ottenuto dallo zucchero</strong> hanno dimostrato che la miscela prodotta brucia come lo fanno normalmente i prodotti ottenuti dal petrolio.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Benzina a 40 centesimi al litro. Si ottiene dai rifiuti ed è pulita</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Aug 2012 14:15:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Benzina e diesel economici e puliti. Non e’ utopia, ma e’ il risultato di una tecnologia che trasforma i rifiuti alimentari in carburante Un carburante a 40 centesimi al litro. Non è un sogno, ma una realtà che in questi mesi di caro-benzina farebbe felici tantissimi automobilisti. La notizia rende ancora più felici se si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7967" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/08/images_igallery_resized_mobilita_sconto_benzina_big-5571-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Benzina e diesel economici e puliti. Non e’ utopia, ma e’ il risultato di una tecnologia che trasforma i rifiuti alimentari in carburante</p>
<p>  <span id="more-7968"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Un <strong>carburante</strong> a 40 centesimi al litro. Non è un sogno, ma una realtà che in questi mesi di <strong><a href="http://mobilita.ecoseven.net/news-mobilita/prezzi-benzina-litalia-e-il-quarto-paese-piu-caro-al-mondo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caro-</a><a href="http://mobilita.ecoseven.net/news-mobilita/prezzi-benzina-litalia-e-il-quarto-paese-piu-caro-al-mondo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">benzina</a></strong> farebbe felici tantissimi automobilisti. La notizia rende ancora più felici se si pensa che il carburante è pulito ed è ottenuto dai rifiuti. A dimostrare che è possibile realizzare benzina economica dagli avanzi di cibo sono stati gli esperti dello statunitense Gas Technology Institute, durante una sessione del meeting della <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/rifiuti/da-rifiuto-a-risorsa-un-nuovo-modo-per-riciclare-gli-scarti-alimentari" target="_blank" rel="noopener noreferrer">American Chemical Society</a></strong>, in corso a Philadelphia.</p>
<p class="MsoNormal">Gli esperti del Gas Technology Institute hanno realizzato già i primi impianti pilota in grado di <strong>trasformare tutti gli scarti biologici in</strong> <strong>gasolio</strong> <strong>e</strong> <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/prezzo-della-benzina-aumenta-piu-cara-di-latte-e-pasta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">benzina</a></strong>. Come avviene la trasformazione di rifiuti in benzina? Grazie alla tecnologia chiamata Idropirolisi e Idroconversione Integrata, che utilizza una serie di catalizzatori chimici, già brevettati, per produrre idrogeno a partire dalla materia prima, costituita appunto da qualunque sostanza biologica.</p>
<p class="MsoNormal">Possono essere convertiti in <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/prezzo-della-benzina-aumenta-piu-cara-di-latte-e-pasta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">benzina</a></strong>, <strong>diesel</strong> e, più in generale, <strong>carburante</strong> <strong>economica</strong> e pulita sia i rifiuti &#8216;umidi&#8217; sia le alghe. Il processo di trasformazione e riciclo è già stato valutato dal Dipartimento per l&#8217;Energia statunitense, che ha stimato il costo del carburante risultante in circa due dollari al gallone, appunto 40 centesimi di euro al litro. Entro il 2014 avremo degli impianti capaci di produrre fino a 80mila litri di carburante al giorno.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)&nbsp;</p>
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		<title>La rivoluzione verde di una cantina nel cuore dell&#8217;Umbria</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 07:03:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Monte Vibiano alcuni produttori vitivinicoli si sono messi in testa di azzerare le emissioni di gas serra dalla loro azienda. In tre anni ci sono praticamente riusciti e puntano ancora più su. Scopri come hanno fatto Aziende a emissioni zero, il sogno di ogni ambientalista. La strada per tagliare questo ambiziosissimo traguardo &#232; prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3410" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_ambiente_cantina-monte-vibiano-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>A Monte Vibiano alcuni produttori vitivinicoli si sono messi in testa di azzerare le emissioni di gas serra dalla loro azienda. In tre anni ci sono praticamente riusciti e puntano ancora più su. Scopri come hanno fatto</p>
<p> <span id="more-3411"></span>   </p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Aziende a emissioni zero, il sogno di ogni ambientalista. La strada per tagliare questo ambiziosissimo traguardo &egrave; prima di tutto culturale. Riuscire a garantire un impatto zero sul territorio circostante &egrave; un&rsquo;impresa che per molti ha dell&rsquo;impossibile, ma non per la cantina Monte Vibiano, in Umbria. L&igrave;, dal 2008, si sono messi in testa una rivoluzione &ldquo;verde&rdquo; e la stanno portando avanti con ottimi risultati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il percorso adottato &egrave; tanto semplice da illustrare quanto complesso da mettere in pratica: hanno adottato pannelli solari di ultima generazione, veicoli elettrici, stazione di ricarica elettrica, trattori a biodiesel, fertilizzanti a basso impatto ecologico. Si sono impegnati per un aumento della superficie boschiva, per una razionalizzazione dei trasporti aziendali, per la copertura di edifici ad elevato albedo fino all&rsquo;introduzione di misure di Green IT negli uffici (spegnimento di server energivori, carta riciclabile, riduzione stampanti).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma a Monte Vibiano vogliono fare le cose in grande: nei prossimi anni l&rsquo;azienda intende adottare ulteriori misure volte ad aumentarne l&rsquo;efficienza energetica, riducendo ulteriormente le emissioni di GHG (gas serra) nell&rsquo;aria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Giacomo Gallo</p>
]]></content:encoded>
					
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