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	<title>batterio &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Un pasto a base di metallo è possibile, se sei un batterio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 06:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[batterio]]></category>
		<category><![CDATA[manganese]]></category>
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		<category><![CDATA[metallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Scoperti alcuni batteri che possono mangiare il metallo È stato appena scoperto un batterio che è in grado di divorare il manganese metallico e usarlo come fonte di nutrimento. Jared Leadbetter, un microbiologo ambientale della Caltech, ha scoperto questa specie di batteri quasi per caso, dopo aver lasciato i vetrini immersi nell&#8217;acqua del rubinetto dopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-63345" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/bacteria-106583_1280-e1595807298526.jpg" alt="batteri" width="800" height="448" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/bacteria-106583_1280-e1595807298526.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/bacteria-106583_1280-e1595807298526-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/bacteria-106583_1280-e1595807298526-768x430.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Scoperti alcuni batteri che possono mangiare il metallo</h3>
<p><span id="more-63344"></span></p>
<p>È stato appena scoperto <strong>un batterio che è in grado di divorare il manganese metallico</strong> e usarlo come fonte di nutrimento.</p>
<p>Jared Leadbetter, un microbiologo ambientale della Caltech, ha scoperto questa specie di batteri quasi per caso, dopo aver lasciato i vetrini immersi nell&#8217;acqua del rubinetto dopo aver condotto degli esperimenti con il manganese.</p>
<p>Il giorno successivo, secondo un <a href="https://phys.org/news/2020-07-bacteria-metal-diet-dirty-glassware.html">comunicato stampa</a> dell&#8217;università, <strong>ha trovato gli strumenti rivestiti in uno strano film: i rifiuti lasciati dopo che i batteri si erano goduti il pasto</strong>.</p>
<p>Ci sono altri batteri che consumano il manganese, ma questa è la prima specie che può <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chemiosintesi_batterica">chemiosintetizzarlo</a> in combustibile utile e lasciarsi alle spalle ossidi di manganese.</p>
<h4>Un tale batterio è stato a lungo teorizzato e ricercato, ma nessuno l&#8217;aveva mai trovato prima.</h4>
<p>Leadbetter suggerisce che la scoperta, pubblicata sulla rivista <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-020-2468-5"><em>Nature</em></a>, potrebbe aver risolto il mistero delle tubature dell&#8217;acqua nella zona.</p>
<p>&#8220;Esiste tutta una serie di pubblicazioni di ingegneria ambientale sui sistemi di distribuzione dell&#8217;acqua potabile intasati dagli ossidi di manganese&#8221;, ha affermato Leadbetter nel comunicato. “Ma come e per quale motivo viene generato tale materiale è rimasto un enigma. Chiaramente, molti scienziati hanno ritenuto che <strong>i batteri che usano il manganese per produrre energia sarebbero potuti esserne responsabili, ma fino ad ora non erano disponibili prove a sostegno di questa idea</strong>&#8220;.</p>
<p>La scoperta potrebbe infine spiegare le peculiari sfere di manganese che punteggiano il fondo oceanico: è possibile che grandi colonie di batteri sfuggenti, o qualcosa di simile, possano averle gradualmente costruite.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un enzima che mangia la plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 08:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[batterio]]></category>
		<category><![CDATA[Enzima]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno «accidentalmente» migliorato il batterio capace di eliminare la plastica digerendola In una discarica di rifiuti, nel 2016, dei ricercatori giapponesi hanno scoperto un batterio che si era evoluto per consumare la plastica. Ovviamente, molti ricercatori si sono messi a studiarlo per cercare di capire come funzionasse e un team internazionale ha «accidentalmente» [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36103" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_plastic-3151246_1920.jpg" alt="" width="799" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_plastic-3151246_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_plastic-3151246_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_plastic-3151246_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno «accidentalmente» migliorato il batterio capace di eliminare la plastica digerendola</p>
<p>  <span id="more-36104"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In una discarica di rifiuti, nel 2016, dei ricercatori giapponesi hanno scoperto un batterio che si era evoluto per consumare la plastica. Ovviamente, molti ricercatori si sono messi a studiarlo per cercare di capire come funzionasse e un team internazionale ha «accidentalmente» creato una modifica che lo rende ancora migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche, condotte dai team della <a href="http://www.port.ac.uk/#52644" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Portsmouth</a>&nbsp;e del National Renewable Energy Laboratory (<a href="https://www.nrel.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NREL</a>), sono riuscite ad ingegnerizzare l&#8217;enzima in modo da renderlo in grado di abbattere le bottiglie di plastica in polietilene tereftalato (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polietilene_tereftalato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PET</a>). Dal NREL avevano spiegato che la bella notizia di questo batterio trovato nella discarica giapponese era sporcata dal fatto che non funzionava abbastanza velocemente per il riciclaggio su scala industriale; ma proprio mentre lo manipolavano, i ricercato della squadra internazionale hano inavvertitamente migliorato la sua capacità di divorare la plastica – solo del 20% per ora, ma essendo un enzima ottimizzabile, questa percentuale potrebbe crescere. </p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto, comunque, l&#8217;enzima mutante inizia subito a degradare la plastica, in pochi giorni, contrariamente ai secoli che occorrerebbero affinché le bottiglie di plastica iniziassero a degradare se fossero semplicemente nell&#8217;oceano. Questo vuol dire che si potrebbe davvero riciclare la plastica e ridurre la sua presenza nell&#8217;ambiente, anche perché gli enzimi sono biodegradabili, non tossici e i microrganismi possono produrli in grandi quantità.<br />Insomma, anche se la strada per ottenere risultati davvero significativi è ancora lunga, possiamo dire che è di certo quella giusta. </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnas.org/content/early/2018/04/16/1718804115" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo studio</a>&nbsp;è stato pubblicato sulla rivista «Proceedings of National Academy of Sciences».</p>
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		<title>I batteri buoni della pelle possono aiutare nella prevenzione del cancro</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/i-batteri-buoni-della-pelle-possono-aiutare-nella-prevenzione-del-cancro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 12:08:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[batterio]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[epidermide]]></category>
		<category><![CDATA[pelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio racconta di aver individuato un batterio dell&#8217;epidermide che può difendere dall&#8217;insorgenza di tumori della pelle Quello che è stato scoperto recentemente in uno studio è che un unico ceppo batterico di Staphylococcus epidermidis – che si trova comunemente nella pelle sana – riesce a produrre una sostanza chimica (6-HAP) che uccide diversi tipi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35754" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_battere.jpg" alt="" width="800" height="499" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_battere.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_battere-300x187.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_battere-768x479.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Uno studio racconta di aver individuato un batterio dell&#8217;epidermide che può difendere dall&#8217;insorgenza di tumori della pelle</p>
<p>  <span id="more-35755"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Quello che è stato scoperto recentemente in uno studio è che un unico ceppo batterico di Staphylococcus epidermidis – che si trova comunemente nella pelle sana – riesce a produrre una sostanza chimica (6-HAP) che uccide diversi tipi di cellule tumorali che possono provocare il cancro della pelle, ma che non sembra essere tossico per le cellule normali.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante gli studi, i ricercatoti hanno scoperto che i topi con un ceppo dello S. epidermidis sulla loro pelle che non produceva il 6-HAP avevano molti tumori della pelle dopo essere stati esposti ai raggi ultravioletti cancerogeni, mentre i topi con un ceppo dello S. epidermidis che produceva il 6-HAP no. Inoltre i topi che hanno ricevuto iniezioni endovenose di 6-HAP ogni 48 ore in un periodo di due settimane non hanno avuto effetti tossici apparenti, ma quando gli sono state trapiantate cellule di un melanoma, la dimensione del tumore è stata diminuita di oltre il 50% rispetto ai controlli.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, il 6-HAP è una molecola che danneggia la creazione del DNA, previene la diffusione delle cellule tumorali trasformate e ha il potenziale per sopprimere lo sviluppo di tumori cutanei indotti da raggi ultravioletti.<br />Anche se lo S. epidermidis si trova comunemente sulla pelle umana, il team dice che è probabile che solo il 20% della popolazione sana abbia il ceppo che produce 6-HAP, quindi è una condizione comune ma non così comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono necessari ulteriori studi per capire come viene prodotto il 6-HAP, se può essere usato per la prevenzione del cancro o se la perdita di 6-HAP ne aumenta il rischio. Il punto è che è davvero necessario insistere su questa via, visti i risultati, anche perché la maggior parte dei tumori della pelle è tipicamente causata dalla sovraesposizione ai raggi ultravioletti del sole.<br />Lo studio&nbsp;è stato pubblicato sulla rivista <a href="http://advances.sciencemag.org/content/4/2/eaao4502" target="_blank" rel="noopener noreferrer">«Science Advance»</a>.</p>
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		<title>Scoperto “superbatterio” che resiste a tutti gli antibiotici. Morta una donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2017 10:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[batterio]]></category>
		<category><![CDATA[Klebsiella pneumoniae]]></category>
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					<description><![CDATA[In ambiente ospedaliero i batteri cattivi si &#8216;selezionano&#8217; più facilmente, sia per la &#8216;concentrazione&#8217; degli agenti patogeni sia perché i microbi si devono attrezzare a resistere alle cure più aggressive Negli Stati Uniti è allarme dopo la scoperta di un batterio che ha causato la morte di una donna e ha resistito a 26 diversi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33169" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_Klebsiella_pneumoniae.jpg" alt="" width="800" height="600" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Klebsiella_pneumoniae.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Klebsiella_pneumoniae-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_Klebsiella_pneumoniae-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In ambiente ospedaliero i batteri cattivi si &#8216;selezionano&#8217; più facilmente, sia per la &#8216;concentrazione&#8217; degli agenti patogeni sia perché i microbi si devono attrezzare a resistere alle cure più aggressive</p>
<p>  <span id="more-33170"></span>  </p>
<p>Negli Stati Uniti è allarme dopo la scoperta di un batterio che ha causato la morte di una donna e ha resistito a 26 diversi antibiotici.</p>
<p>È successo a una paziente settantenne nello stato del Nevada deceduta per una infezione. La donna aveva soggiornato a lungo in India e era stata ricoverata il 18 agosto scorso per problemi respiratori legati ad un&#8217;infezione da Klebsiella pneumoniae. Si tratta di un batterio raro che resiste a quasi tutti gli antibiotici sul mercato e che si diffonde in ambiente ospedaliero, dove i batteri cattivi si &#8216;selezionano&#8217; più facilmente, sia per la &#8216;concentrazione&#8217; degli agenti patogeni sia perché i microbi si devono attrezzare a resistere alle cure più aggressive.</p>
<p>Secondo le autorità sanitarie americane, la donna si sarebbe ammalata in India, dove era entrata in ospedale per la frattura a una gamba.</p>
<p>La Klebsiella pneumoniae ha un tasso di mortalità di circa il 50%. È temuta da tutti gli organismi di sanità internazionale perché è difficile da combattere.</p>
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		<title>Batteri resistenti agli antibiotici. Morti 50mila bambini</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/batteri-resistenti-agli-antibiotici-morti-50mila-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 10:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[batterio]]></category>
		<category><![CDATA[batterio killer]]></category>
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					<description><![CDATA[Preoccupano non poco i nuovi batteri super resistenti agli antibiotici: sono già morti 58mila bambini. Si teme che l’epidemia possa   Gli esperti lanciano l’allarme: in India un batterio killer, resistente alla maggior parte degli antibiotici, ha già causato la morte di 58 mila bambini. L’epidemia mortale potrebbe avere implicazioni globali, sostiene uno studio condotto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22570" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_th__6_-13509-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Preoccupano non poco i nuovi batteri super resistenti agli antibiotici: sono già morti 58mila bambini. Si teme che l’epidemia possa</p>
<p>  <span id="more-22571"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Gli esperti lanciano l’allarme: in India un batterio killer, resistente alla maggior parte degli antibiotici, ha già causato la morte di 58 mila <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22569"><strong>bambini</strong></a>. L’epidemia mortale potrebbe avere implicazioni globali, sostiene uno studio condotto dai medici indiani e pubblicato sul &#8216;New York Times&#8217;.</p>
<p class="MsoNormal">I <a href="benessere/bambini">bimbi </a>sarebbero già nati con queste infezioni resistenti a tutti gli antibiotici e oltre 58 mila piccoli sarebbero morti l&#8217;anno scorso: si teme che possa aumentare le forme di batteri resistenti, vanificando  gli sforzi per migliorare i tassi di mortalità neonatali nel Paese. ‘Se le infezioni resistenti continuano a crescere, i progressi registrati in questo campo rischiano di fermarsi. E questo sarebbe un disastro, non solo per l&#8217;India’, ha specificato Vinod Paul, capo della Pediatria dell&#8217;All India Institute of Medical Sciences e responsabile dello studio.</p>
<p class="MsoNormal">I nuovi batteri che resistono  agli antibiotici sono aumentti negli ultimi 5 anni: ‘Ora quasi il 100% dei bambini che arrivano da noi ha infezioni multiresistenti. È spaventoso’, spiega Neelam Kler, del dipartimento di Neonatologa del New Delhìs Sir Ganga Ram Hospital.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Servizi igienici approssimativi, uso incontrollato degli antibiotici e una lunga sottovalutazione del problema in India ‘hanno creato uno tsunami di antibioticoresistenza che sta raggiungendo gli altri Paesi del mondo’, avverte, invece, Timothy Walsh, microbiologo della Cardiff University.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Meno fame nel mondo grazie al batterio che rende l’agricoltura piu&#8217; efficiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/meno-fame-nel-mondo-grazie-al-batterio-che-rende-l-agricoltura-piu-efficiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 14:25:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[batterio]]></category>
		<category><![CDATA[batterio naturale]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il progetto Combating The Global Food Crisis, l’agricoltura diventa piu&#8217; efficiente grazie ad un batterio naturale che incrementa la produzione delle coltivazioni L’agricoltura diventa più efficiente grazie ad un batterio naturale che incrementa la produzione delle coltivazioni. L’idea arriva da un ‘trio’ di studentesse irlandesi (Ciara Judge, Émer Hickey e Sophie Healy-Thow) che hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20824" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura_efficiente_batterio-12639-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Con il progetto Combating The Global Food Crisis, l’agricoltura diventa piu&#8217; efficiente grazie ad un batterio naturale che incrementa la produzione delle coltivazioni</p>
<p>  <span id="more-20825"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">L’agricoltura diventa più efficiente grazie ad un batterio naturale che incrementa la produzione delle coltivazioni. L’idea arriva da un ‘trio’ di studentesse irlandesi (Ciara Judge, Émer Hickey e Sophie Healy-Thow) che hanno vinto recentemente il premio Google Science Fair 2014 con il progetto ‘<a href="https://www.googlesciencefair.com/projects/en/2014/b69203da66c44d96e4fb3d6fd88d47a6eb3c927805255d7f4c7c439fddd9c256" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Combating The Global Food Crisis</a>’. </span></p>
<p>Il progetto in particolare, propone di incrementare artificialmente la presenza del batterio ‘diazatrophic rhizobia’ che si trova naturalmente nel suolo ed è in grado di fissare l&#8217;azoto (tra i principali nutrienti del terreno) anche in presenza di coltivazioni di cereali, come orzo e avena. </p>
<p>Diversi test hanno infatti dimostrato che l’aumento del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=1859" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>batterio</strong></a> ‘diazatrophic rhizobia’, è riuscito a ridurre nella metà del tempo il processo standard di germinazione del suolo, arrivando fino al 74% in più di ‘efficienza agricola’ rispetto alla norma.</p>
<p>Questa scoperta, che darà sicuramente risultati promettenti in agricoltura, permetterà di offrire un contributo importante al contrasto della fame nel mondo. Con l&#8217;aumento della <a href="Con%20il%20progetto%20Combating%20The%20Global%20Food%20Crisis,%20l’agricoltura%20diventa%20piu'%20efficiente%20grazie%20ad%20un%20batterio%20naturale%20che%20incrementa%20la%20produzione%20delle%20coltivazioni" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>popolazione mondiale</strong></a> infatti, la domanda di cereali crescerà sempre di più, e a partire da questa scoperta si potranno sperimentare dei notevoli miglioramenti nell’aumento della produzione agricola. L&#8217;obiettivo infatti, è quello di fornire una soluzione alle scarse rese alimentari in agricoltura dovute all&#8217;impoverimento dei terreni e offrire un ‘contributo’ alternativo alle coltivazioni OGM.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Tubercolosi, pronto il test del respiro a risposta rapida</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 13:30:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[infezione]]></category>
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					<description><![CDATA[Un team di ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; del New Mexico ha sviluppato un test del respiro per valutare in tempi rapidi l&#8217;eventuale contagio da tubercolosi Un test del respiro per valutare in tempi rapidi l’eventuale contagio da tubercolosi. Si tratta dello straordinario risultato raggiunto da un team di ricercatori dell’Università del New Mexico, i cui dati sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20789" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_benessere_test.respiro.tubercolosi-12621-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un team di ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; del New Mexico ha sviluppato un test del respiro per valutare in tempi rapidi l&#8217;eventuale contagio da tubercolosi</p>
<p>  <span id="more-20790"></span>  </p>
<p>Un test del respiro per valutare in tempi rapidi l’eventuale contagio da tubercolosi. Si tratta dello straordinario risultato raggiunto da un team di ricercatori dell’Università del <a href="http://www.unm.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New Mexico</a>, i cui dati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista ‘<a href="http://www.nature.com/ncomms/2014/140923/ncomms5989/full/ncomms5989.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nature Communications</a>’.</p>
<p>In particolare, il nuovo test del respiro non solo consente di diagnosticare rapidamente la Tbc, ma permette anche di capire se l&#8217;infezione in atto è più o meno resistente a determinati farmaci.</p>
<p>Il test del respiro per la diagnosi della Tbc, si basa su un metodo di valutazione relativamente semplice: il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=1859" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>batterio</strong></a> infatti emette una traccia gassosa ‘unica’ entro 10 minuti dall&#8217;esposizione ad un certo antibiotico (fenomeno verificato attraverso un esperimento su alcuni conigli di laboratorio).</p>
<p>Proprio sfruttando questa firma, i ricercatori del New Mexico hanno messo a punto questo nuovo test che si basa sulla capacità da parte di una particolare molecola di antibiotico, la ‘isoniazide’, di legarsi al batterio della Tbc. Così i ricercatori hanno somministrato una forma speciale e marcata a livello molecolare di isoniazide ai soggetti di laboratorio. In presenza della Tbc, l&#8217;azoto &#8216;marcato&#8217; viene rilasciato dai polmoni degli animali e rilevato da uno spettrometro di massa. Un risultato positivo, indica quindi che i bacilli della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17320" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>tubercolosi</strong></a> sono presenti e trattabili con l&#8217;isoniazide. Il test permette quindi d&#8217;identificare la presenza di infezione immediatamente. Al contrario, con le tecniche attuali è possibile avere una diagnosi certa soltanto dopo circa 4-6 settimane perché è necessario aspettare i risultati della coltura in laboratorio.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Sos ulivi Salento Cosa fare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2014 08:53:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli ulivi del Salento sono stati colpiti dal batterio &#8216;Xylella fastidiosa&#8217; Gli ulivi del Salento, cuore del paesaggio e delle tradizioni (anche culinarie) della regione Puglia sono in serio pericolo: colpiti dal batterio &#8216;Xylella fastidiosa&#8216;, stanno morendo lentamente. Cosa fare? A commentare l&#8217;allarme ulivi è stato anche l ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-19872" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/08/images_igallery_resized_ambientetest_20131119_ulivi-12160-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli ulivi del Salento sono stati colpiti dal batterio &#8216;Xylella fastidiosa&#8217;</p>
<p>  <span id="more-19873"></span>  </p>
<p>Gli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10294"><strong>ulivi</strong></a> del <strong>Salento</strong>, cuore del paesaggio e delle tradizioni (anche culinarie) della regione Puglia sono in serio pericolo: colpiti dal batterio &#8216;<strong>Xylella</strong> <strong>fastidiosa</strong>&#8216;, stanno morendo lentamente. Cosa fare? A commentare l&#8217;allarme <strong>ulivi</strong> è stato anche l ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha commentato, in un&#8217;intervista al Gr1: &#8216;L&#8217;emergenza e&#8217; emergenza. Il problema c&#8217;è e non va sottovalutato. Però sono con chi pensa che le eradicazioni siano veramente l&#8217;ultimo scenario possibile. Lavoreremo fino all&#8217;ultimo secondo utile perché ciò non avvenga&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8216;Stiamo lavorando anche in questi giorni &#8211; ha detto &#8211; per definire bene un piano di lavoro molto operativo, per darci una tempistica ragionevole. Dovremmo dopo il 27 agosto lavorare sicuramente ad un provvedimento che ci aiuti a gestire la fase emergenziale&#8217;.</p>
<p>Potrebbe anche arrivare un nuovo finanziamento economico per fronte all&#8217;emergenza: &#8216;già chiesto di poter avere anche per la prossima legge di stabilità, un&#8217;ipotesi di finanziamento specifico&#8217;. &#8216;Si tratterà &#8211; ha sottolineato &#8211; di lavorare anche con il ministero dell&#8217;Economia per concretizzare questo passo&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Forse la figura di un commissario &#8216;aiutare perché stiamo parlando di un emergenza che ha bisogno di essere gestita ogni giorno e in ogni momento. Stiamo anche valutando anche questa ipotesi&#8217;. Mentre si chiede un aiuto anche all&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=19865"><strong>Europa</strong></a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
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		<title>Il cibo conservato in un sottovuoto perfetto? Si guasta lo stesso..</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 06:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cibo in sottovuoto si guasta lo stesso. Questo succede perche&#8217; il cibo e&#8217; soggetto comunque a dei batteri che non hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere Il cibo conservato in un sottovuoto perfetto si guasta lo stesso. Questo succede perché il cibo è soggetto comunque a dei batteri che non hanno bisogno di ossigeno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18887" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_enogastronomia_cibo.sottovuoto-11679-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il cibo in sottovuoto si guasta lo stesso. Questo succede perche&#8217; il cibo e&#8217; soggetto comunque a dei batteri che non hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere</p>
<p>  <span id="more-18888"></span>  </p>
<p>Il <strong>cibo</strong> conservato in un <strong>sottovuoto</strong> perfetto si guasta lo stesso. Questo succede perché il <strong>cibo</strong> è soggetto comunque a dei batteri che non hanno bisogno di <strong>ossigeno</strong> per sopravvivere, come il Clostridium botulinum. </p>
<p>Il Clostridium infatti cresce in terreni comuni in condizioni di anaerobiosi e &#8216;fermenta&#8217; solitamente il glucosio e il maltosio, producendo <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12380" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>idrogeno</strong></a> solforato dal caratteristico odore di uova marce, inoltre è proteolitico, ossia liquefa le gelatine producendo odore putrido, e in brodo comune determina un intorbidamento diffuso (la proteoliticità è la capacità di idrolizzare i substrati proteici quali la carne, la caseina, l&#8217;uovo coagulato, siero coagulato ecc). Il germe e le spore si trovano anche nel suolo e nei vegetali: l&#8217;uomo viene intossicato generalmente dalla tossina ingerendo alimenti contaminati e non ben cotti o conserve alimentari in cui si è sviluppato il <strong>batterio</strong>.</p>
<p>Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13190" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cibo</strong></a> che viene conservato sottovuoto, viene solitamente cotto prima di essere &#8216;confezionato&#8217;, in modo da uccidere qualsiasi <strong>batterio</strong> ed impedire l&#8217;accesso di nuovi germi. In questo caso la conservazione sottovuoto è abbastanza efficace, e la loro commestibilità può durare fino a diversi anni.</p>
<p>(ml)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il batterio killer fa paura agli italiani. Leggi il comunicato del MInistero della Salute</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 08:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecoseven.net fa il punto sulla questione del batterio E. Coli, riportando i consigli del Ministero della Salute che rassicura gli italiani sull&#8217;efficienza del sistema dei controlli, come dimostrato sulle analisi dei cetrioli. Attenzione a chi viaggia nel Nord della Germania, vicino Amburgo Invito alla calma da Parte del nostro Ministero della Salute sulla questione che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1821" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/06/images_igallery_resized_enogastronomia_batterio-escherichia-coli-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Ecoseven.net fa il punto sulla questione del batterio E. Coli, riportando i consigli del Ministero della Salute che rassicura gli italiani sull&#8217;efficienza del sistema dei controlli, come dimostrato sulle analisi dei cetrioli. Attenzione a chi viaggia nel Nord della Germania, vicino Amburgo</p>
<p> <span id="more-1822"></span>  </p>
<p>Invito alla calma da Parte del nostro Ministero della Salute sulla questione che &egrave; esplosa in questi giorni in Europa e specialmente in Germania del batterio killer Escherichia Coli. Ieri &egrave; stato pubblicato il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=2560">comunicato stampa</a> che riepiloga tutta la situazione. Il sistema italiano di controlli &egrave; partito con efficacia prima su una serie di partite di cetrioli risultati per&ograve; immuni dal batterio in questione. Ora il batterio &egrave; stato rinvenuto in un salame di cervo prodotto in Italia, come anche nell&rsquo;acqua del rubinetto in Germania. Insomma il rincorrersi delle notizie potr&agrave; causare, se non lo ha gi&agrave; fatto, una psicosi generale come fu nel caso dell&rsquo;aviaria o della mucca pazza.</p>
<p>Ma al momento il Ministero della Salute ci tiene a infondere certezze e a richiamare gli italiani che si devono dirigere nel Nord della Germania &#8211; ad Amburgo specialmente &#8211; a non mangiare carne cruda o verdura e frutta, coma anche a non bere acqua dal rubinetto. Inoltre, il Ministero consiglia agli italiani di seguire le pi&ugrave; elementari norme di pulizia, come il lavarsi bene le mani, lavare bene frutta e verdura, lavare bene i coltelli e le posate che servono per tagliare la carne prima che venga cotta.</p>
<p>In questi giorni <a href="link.php?url=http://www.coldiretti.it">Coldiretti </a>ha svolto una ricerca dalla quale si evince che quasi l&rsquo;80% degli italiani, e il 62% degli europei, &egrave; molto impautiro dal batterio Escherichia Coli, intanto il nostro Made in Italy, nell&rsquo;ultima settimana ha subito una brusca frenata pari a ben 20 milioni di euro. Il danno economico non &egrave; poco, speriamo che non scatti ulteriormente la psicosi. (michele guerriero)</p>
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