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	<title>basilico &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Sugo al basilico ritirato dal commercio: trovati frammenti di vetro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 11:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[sugo]]></category>
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					<description><![CDATA[La catena di supermercati Esselunga ha diffuso lotto e data di scadenza dei barattoli Dai supermercati Esselunga è stato ritirato il sugo al basilico venduto in barattoli di vetro da 400 grammi marchiati con il logo del supermercato. I barattoli incriminati appartengono al lotto L104S e sono in scadenza ad aprile 2018. Questi barattoli, prodotti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-30548" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_Sugo_di_pomodoro-17558-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La catena di supermercati Esselunga ha diffuso lotto e data di scadenza dei barattoli</p>
<p>  <span id="more-30549"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Dai supermercati Esselunga è stato ritirato il sugo al basilico venduto in barattoli di vetro da 400 grammi marchiati con il logo del supermercato.</span></p>
<p>I barattoli incriminati appartengono al lotto L104S e sono in scadenza ad aprile 2018.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Questi barattoli, prodotti per Esselunga dalla Delfino S.p.a di Acerra (Napoli), potrebbero contenere dei frammenti di vetro.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Esselunga ha posto dei cartelli nei punti vendita per informare la clientela e ha inviato delle mail a coloro che usufruiscono della &#8216;spesa online&#8217;. Inoltre l&#8217;avviso è stato diffuso anche sul sito web di Esselunga. I consumatori che avessero acquistato il prodotto sono invitati a riportarlo in negozio e a non consumarlo.</span></p>
<p>Per ulteriori chiarimenti o segnalazioni contattare il numero verde messo a disposizione da Esselunga: 800666555.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=7227" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il pomodoro e’ uno degli ortaggi più consumati del pianeta. Buono e fresco, il pomodoro previene l’invecchiamento, protegge la pelle e allontana il rischio di formazione di tumori.</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Basilico in fiore: perché le foglie perdono aroma e come cimarlo per salvarle</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/giardino/consigli-per-coltivare-e-conservare-il-basilico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 08:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[cimare le foglie]]></category>
		<category><![CDATA[coltivare]]></category>
		<category><![CDATA[Conservare]]></category>
		<category><![CDATA[fioritura]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – Aggiornato: 05/07/2026 Quando il basilico fiorisce, le foglie diventano più dure, più piccole e nettamente meno profumate: la pianta sposta le sue energie dalla produzione di foglie a quella di semi, riducendo la concentrazione di oli essenziali nel fogliame. La soluzione è la cimatura, cioè il taglio regolare della cima dello stelo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecosev</a><a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">en</a> – Aggiornato: 05/07/2026</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320566 size-full" title="basilico in fiore come cimarlo per salvare l'aroma delle foglie" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/07/Basilico-in-fiore.webp" alt="Basilico in fiore e cimatura" width="1036" height="691" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/07/Basilico-in-fiore.webp 1036w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/07/Basilico-in-fiore-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/07/Basilico-in-fiore-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/07/Basilico-in-fiore-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1036px) 100vw, 1036px" /></p>
<p><strong>Quando il basilico fiorisce, le foglie diventano più dure, più piccole e nettamente meno profumate: la pianta sposta le sue energie dalla produzione di foglie a quella di semi, riducendo la concentrazione di oli essenziali nel fogliame. La soluzione è <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/cimatura/" target="_blank" rel="noopener">la cimatura</a>, cioè il taglio regolare della cima dello stelo appena sopra un nodo, che blocca la fioritura e spinge la pianta a produrre nuovi rami laterali ricchi di aroma.</strong> Le foglie restano commestibili anche dopo la comparsa dei fiori, ma per conservare il profumo intenso occorre intervenire subito, prima che il bocciolo si apra. In questa guida vediamo perché accade, come cimare correttamente e come preservare l&#8217;aroma delle foglie raccolte.</p>
<h2>Perché il basilico fiorisce e perde aroma</h2>
<p>Il<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ocimum_basilicum" target="_blank" rel="noopener"> basilico (<em>Ocimum basilicum</em>)</a> è una pianta annuale: il suo ciclo biologico è finalizzato alla riproduzione. Quando percepisce l&#8217;aumento delle ore di luce e delle temperature, la pianta sposta le proprie risorse dalla fase vegetativa (produzione di foglie) alla fase riproduttiva (produzione di fiori e semi).</p>
<p>Questo passaggio ha due conseguenze pratiche sul fogliame. La prima è la <strong>riduzione dell&#8217;aroma</strong>: la pianta alloca le risorse chimiche verso i semi, e la concentrazione di oli essenziali nelle foglie diminuisce. Le foglie diventano più piccole, più coriacee e assumono spesso un retrogusto amarognolo. La seconda è la <strong>lignificazione</strong>: per sostenere le infiorescenze la pianta produce più lignina, e il fusto diventa legnoso e duro.</p>
<p>Gli oli essenziali sono ciò che dà al basilico il suo profumo. Secondo le schede tecniche di settore, l&#8217;olio essenziale estratto dalle foglie è composto per il 60-70% da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Linalolo" target="_blank" rel="noopener">linalolo</a> (la nota fresca e floreale) e per circa il 25% da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Estragolo" target="_blank" rel="noopener">estragolo</a>, con una resa di appena lo 0,02-0,05%. È una quantità minima, ed è per questo che ogni variazione nella fisiologia della pianta si traduce subito in una perdita di intensità percepibile.</p>
<h2>Le foglie del basilico fiorito si possono ancora usare?</h2>
<p>Sì. I fiori del basilico sono commestibili e le foglie restano utilizzabili anche dopo la fioritura. Il sapore, però, è meno intenso e più amaro rispetto alla fase di piena crescita vegetativa.</p>
<p>Se la pianta è già fiorita, conviene privilegiare le foglie più giovani, che sono più tenere e aromatiche, e recuperare comunque i fiori: possono essere usati come guarnizione o per aromatizzare i piatti in modo più delicato rispetto alle foglie. Anche le parti verdi rimosse durante la cimatura non vanno buttate, ma consumate fresche o conservate.</p>
<h2>Come cimare il basilico: la tecnica corretta</h2>
<p>La cimatura è l&#8217;operazione più importante per avere foglie profumate per tutta la stagione. Consiste nel recidere la cima dello stelo, non nello staccare le singole foglie apicali. Ecco come procedere.</p>
<ul>
<li><strong>Individuare il nodo.</strong> Il nodo è il punto in cui, dal fusto principale, si sviluppano due foglie laterali opposte. È lì che si trovano le gemme da cui nasceranno i nuovi rami.</li>
<li><strong>Tagliare sopra il nodo.</strong> Con forbici affilate e pulite (o con le dita, sui tessuti più teneri) si recide lo stelo circa un centimetro sopra il secondo o terzo nodo dall&#8217;alto. Lasciare un centimetro protegge la struttura ed evita disseccamenti.</li>
<li><strong>Non raccogliere dal basso.</strong> Staccare le foglie basali è l&#8217;errore più comune: indebolisce il fusto, accelera la fioritura e fa crescere la pianta alta e spoglia. Si taglia sempre dall&#8217;alto.</li>
<li><strong>Ripetere con costanza.</strong> L&#8217;operazione va ripetuta ogni 7-10 giorni (o ogni due-tre settimane a seconda del vigore della pianta), iniziando quando il basilico ha raggiunto 15-20 centimetri di altezza e almeno 3-4 coppie di foglie vere.</li>
<li><strong>Agire nelle ore fresche.</strong> Cimare al mattino presto riduce lo stress idrico causato dai tagli.</li>
</ul>
<p>Il meccanismo dietro la cimatura è ormonale. La cima dello stelo concentra le auxine, ormoni che inibiscono la crescita delle gemme laterali (fenomeno noto come dominanza apicale). Tagliando l&#8217;apice si elimina questa inibizione: la pianta smette di crescere in altezza e sviluppa i rami laterali. Ogni taglio ben fatto può generare due nuovi rami, aumentando progressivamente la massa fogliare.</p>
<h2>Prevenire è meglio che curare: il tempismo giusto</h2>
<p>Il fattore decisivo è il tempismo. Una volta che il bocciolo fiorale è completamente formato, il viraggio del sapore verso l&#8217;amaro diventa difficile da invertire. Per questo non bisogna aspettare la comparsa dei fiori: la cimatura va iniziata in via preventiva, quando la pianta è ancora giovane.</p>
<p>Se il basilico insiste nel fiorire nonostante i tagli, alcuni accorgimenti ambientali aiutano. Uno stress da calore o la carenza d&#8217;acqua accelerano la corsa al seme: spostare la pianta in una zona con ombra parziale nel pomeriggio abbassa la temperatura del suolo e rallenta il processo. Attenzione anche alla concimazione: un eccesso di azoto produce foglie grandi ma meno profumate, mentre una leggera riduzione dell&#8217;acqua può concentrare gli aromi, purché non si faccia appassire la pianta.</p>
<h2>Quando raccogliere per il massimo aroma</h2>
<p>Sul momento migliore della giornata le fonti concordano in prevalenza sul <strong>mattino</strong>: raccogliendo presto, quando la rugiada è appena evaporata, le foglie contengono la massima concentrazione di oli essenziali e sprigionano il profumo più intenso (fonti: <a href="https://www.ortodacoltivare.it/" target="_blank" rel="noopener">Orto Da Coltivare</a>; VivereGreen). Alcune tradizioni orticole indicano invece la sera: è un punto su cui non esiste consenso unanime, ma la raccolta mattutina è quella più sostenuta dalle indicazioni tecniche.</p>
<p>Due regole pratiche valgono in ogni caso: non raccogliere quando le foglie sono bagnate (dopo la pioggia o con molta umidità), perché si conservano peggio; e manipolare le foglie il meno possibile prima dell&#8217;uso, perché ogni sfregamento rompe le cellule e disperde parte degli oli essenziali.</p>
<h2>Come conservare l&#8217;aroma delle foglie raccolte</h2>
<p>Il basilico è delicato e perde freschezza rapidamente dopo la raccolta. I composti aromatici si degradano naturalmente in pochi giorni ed è accelerato dall&#8217;esposizione ad aria e luce. Ecco i metodi di conservazione più efficaci, con i rispettivi limiti.</p>
<table style="height: 340px;" width="796">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;" width="119"><span style="color: #008000;"><strong>Metodo</strong></span></td>
<td style="text-align: center;" width="246"><span style="color: #008000;"><strong>Come funziona</strong></span></td>
<td style="text-align: center;" width="303"><span style="color: #008000;"><strong>Resa aromatica</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="119">In acqua (come un mazzo di fiori)</td>
<td width="246">Steli in un bicchiere d&#8217;acqua, a temperatura ambiente, lontano dal sole</td>
<td width="303">Buona per pochi giorni; ideale per uso a breve</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Congelamento</td>
<td width="246">Foglie lavate, asciugate e congelate, meglio se sbollentate un minuto o coperte d&#8217;olio in vaschetta</td>
<td width="303">Molto buona; il metodo che preserva di più il profumo</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Essiccazione</td>
<td width="246">Con essiccatore a bassa temperatura, al riparo da luce e aria</td>
<td width="303">Parziale: gli oli si concentrano ma i composti volatili si degradano</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Sott&#8217;olio / pesto</td>
<td width="246">Foglie frullate o coperte d&#8217;olio, che fa da barriera all&#8217;ossigeno</td>
<td width="303">Buona; trasforma la conservazione in preparazione pronta all&#8217;uso</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il congelamento è generalmente considerato il metodo che mantiene meglio l&#8217;aroma. L&#8217;essiccazione, per quanto diffusa, comporta la maggiore perdita di composti volatili: il basilico secco è più concentrato per la minor acqua, ma i profumi più delicati svaniscono con il tempo.</p>
<h2>Cosa significa concretamente per chi coltiva basilico</h2>
<p>Per chi tiene una pianta sul balcone o nell&#8217;orto, la sintesi pratica è questa: la fioritura non è un traguardo da ammirare ma un segnale da anticipare. Cimare con regolarità, dall&#8217;alto e sopra un nodo, è ciò che distingue una pianta che dura fino ai primi freddi da una che ingiallisce e insaporisce a metà estate.</p>
<p>Alcune indicazioni operative:</p>
<ul>
<li>Coltivare più piante piuttosto che una sola, per non &#8220;depredare&#8221; un unico esemplare: per una famiglia di quattro persone se ne consigliano 6-7, molte di più se si prepara spesso il pesto.</li>
<li>Non attendere i fiori per intervenire: la prima cimatura è preventiva.</li>
<li>Raccogliere di mattina, con foglie asciutte, e usarle il prima possibile.</li>
<li>Per le scorte, preferire il congelamento all&#8217;essiccazione se l&#8217;obiettivo è mantenere il profumo.</li>
<li>Non buttare fiori e cime: sono commestibili e utili in cucina.</li>
</ul>
<p>Per approfondimenti agronomici, il <a href="https://www.crea.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">CREA</a> (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;economia agraria), ente del Ministero, pubblica guide tecniche sulla coltivazione delle aromatiche; per la varietà più pregiata è disponibile il Disciplinare del Basilico Genovese DOP.</p>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h3>Perché il basilico perde sapore quando fiorisce?</h3>
<p>Perché durante la fioritura la pianta sposta le sue energie dalla produzione di foglie a quella di semi, riducendo la concentrazione di oli essenziali nel fogliame. Le foglie diventano più piccole, più dure e assumono un retrogusto amaro. Gli oli essenziali (composti soprattutto da linalolo ed estragolo) sono ciò che dà al basilico il suo profumo, e la loro diminuzione si percepisce subito nel sapore.</p>
<h3>Come si cima il basilico correttamente?</h3>
<p>Si taglia la cima dello stelo circa un centimetro sopra un nodo, cioè il punto in cui si sviluppano due foglie laterali opposte, usando forbici affilate e pulite. Non si devono staccare le foglie dal basso: si interviene sempre dall&#8217;alto. L&#8217;operazione va ripetuta ogni 7-10 giorni, iniziando quando la pianta ha 15-20 cm di altezza e almeno 3-4 coppie di foglie. Ogni taglio stimola la crescita di due nuovi rami laterali.</p>
<h3>Si possono mangiare le foglie e i fiori del basilico fiorito?</h3>
<p>Sì. Le foglie restano commestibili anche dopo la fioritura, pur con un sapore meno intenso e più amaro; conviene scegliere quelle più giovani. Anche i fiori sono commestibili e possono essere usati come guarnizione o per aromatizzare i piatti in modo più delicato. Le cime rimosse con la cimatura non vanno sprecate: si usano fresche o si conservano.</p>
<h3>Qual è il momento migliore per raccogliere il basilico?</h3>
<p>La maggior parte delle indicazioni tecniche consiglia il mattino presto, quando le foglie contengono la massima concentrazione di oli essenziali e il profumo è più intenso. Alcune tradizioni indicano la sera, ma su questo non c&#8217;è consenso unanime. In ogni caso è meglio non raccogliere con foglie bagnate e manipolarle il meno possibile prima dell&#8217;uso, perché lo sfregamento disperde gli oli essenziali.</p>
<h3>Qual è il modo migliore per conservare l&#8217;aroma del basilico?</h3>
<p>Il congelamento è il metodo che preserva meglio il profumo: si congelano le foglie lavate e asciutte, eventualmente sbollentate un minuto o coperte d&#8217;olio in vaschetta. L&#8217;essiccazione è diffusa ma comporta una maggiore perdita dei composti aromatici volatili. In alternativa, trasformare subito le foglie in pesto o conservarle sott&#8217;olio protegge l&#8217;aroma perché l&#8217;olio fa da barriera all&#8217;ossigeno.</p>
<h2>In breve</h2>
<p>La fioritura del basilico segnala il passaggio alla fase riproduttiva: la pianta concentra le energie sui semi e le foglie perdono aroma, diventando più dure e amare, per via del calo degli oli essenziali (linalolo ed estragolo in testa). La contromisura è la cimatura: tagliare la cima dello stelo un centimetro sopra un nodo, dall&#8217;alto e con costanza ogni 7-10 giorni, iniziando in via preventiva prima che compaiano i boccioli. Così si blocca la fioritura, si stimolano nuovi rami e si prolunga la produzione fino ai primi freddi. Le foglie e i fiori del basilico fiorito restano commestibili. Per la raccolta è preferibile il mattino, con foglie asciutte; per conservare l&#8217;aroma il congelamento batte l&#8217;essiccazione.</p>
<p><em>ATTENZIONE: Questo articolo ha finalità puramente informative e divulgative e riguarda la coltivazione domestica del basilico. Le indicazioni agronomiche possono variare in base alla varietà, al clima e alle condizioni di coltivazione; per colture professionali o dubbi specifici è consigliabile rivolgersi a un agronomo. Fonti principali: Orto Da Coltivare (a cura di Matteo Cereda, divulgatore di agricoltura biologica), per tecnica di cimatura e raccolta; PRO.DI.GUS, per la composizione dell&#8217;olio essenziale del basilico (linalolo 60-70%, estragolo ~25%, resa 0,02-0,05%); Potature.it e VivereGreen, per potatura e conservazione; CREA – Orticoltura e Florovivaismo e Disciplinare del Basilico Genovese DOP, come riferimenti tecnici autorevoli. Il momento ottimale di raccolta (mattino vs sera) è indicato come punto non univoco nelle fonti, con prevalenza per la raccolta mattutina.</em></p>
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		<title>Godiamoci la primavera con il frullato di pesca e basilico</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/godiamoci-la-primavera-con-il-frullato-di-pesca-e-basilico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2015 09:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[avocado]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[frullato]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Ecco un frullato fresco e saporito per celebrare l&#8217;arrivo del caldo Godiamoci la bella stagione assaporando i suoi sapori tipici: proviamo a frullarli insieme in una bevanda originale, rinfrescante e salutare. Avete mai provato ad unire la succosa dolcezza della pesca con il fresco sapore del basilico? A noi piace aggiungere anche dell&#8217;avocado. Ecco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-97612" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/05/peach-1074997_1280-e1619271127294.jpg" alt="frullato" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Ecco un frullato fresco e saporito per celebrare l&#8217;arrivo del caldo<span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"><br />
</span></h3>
<p><span id="more-25910"></span></p>
<p>Godiamoci la bella stagione assaporando i suoi sapori tipici: proviamo a frullarli insieme in una bevanda originale, rinfrescante e salutare.</p>
<p>Avete mai provato ad unire la succosa dolcezza della pesca con il fresco sapore del basilico? A noi piace aggiungere anche dell&#8217;avocado. Ecco cosa serve:</p>
<ul>
<li>Una tazza e mezza di pesche a cubetti</li>
<li>Mezza tazza di foglie di basilico</li>
<li>Mezzo avocado a cubetti</li>
<li>Mezza tazza di latte</li>
<li>Un cucchiaio di succo di limone</li>
</ul>
<p>Mettete tutto nel frullatore e frullate fino a quando non otterrete un composto omogeneo. Ricordate di servirlo fresco.</p>
<p>E, se vi piace sperimentare, vi consigliamo anche il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=7002" target="_blank" rel="noopener noreferrer">frullato di banana e mango</a>.</p>
<p>a.po</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>10 erbe e spezie che aiutano contro il diabete</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/10-erbe-e-spezie-che-aiutano-contro-il-diabete/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 10:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[glicemia]]></category>
		<category><![CDATA[mirtillo]]></category>
		<category><![CDATA[rosmarino]]></category>
		<category><![CDATA[Salvia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=23637</guid>

					<description><![CDATA[Alcuni rimedi naturali che possono aiutare chi soffre per il diabete Il diabete è un male purtroppo molto diffuso. Nel 2011 erano quasi 3 milioni le persone in Italia che dichiaravano di essere affette da diabete, il 4,9% della popolazione. Secondo l&#8217;Istat, nel 2009 il diabete è stato riconosciuto come causa principale di morte in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23636" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/01/images_igallery_resized_ambientetest_Basilico_contro_diabete-14054-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Alcuni rimedi naturali che possono aiutare chi soffre per il diabete</p>
<p>  <span id="more-23637"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il diabete è un male purtroppo molto diffuso. Nel 2011 erano quasi 3 milioni le persone in Italia che dichiaravano di essere affette da diabete, il 4,9% della popolazione. Secondo l&#8217;Istat, nel 2009 il diabete è stato riconosciuto come causa principale di morte in 20.760 casi. Nello stesso anno sono inoltre ben 71.978 i decessi per i quali nella scheda di morte è indicato anche il diabete.</span></p>
<p>Il diabete è più diffuso nelle classi più svantaggiate laddove i fattori di rischio, quali obesità e inattività fisica, sono più comuni.</p>
<p>Quindi nella nostra diete è bene tenere a mente dei comportamenti che ci aiutino a tenere distante questa malattia. Secondo Alexa Fleckenstein, autrice di &#8216;<a href="http://members.authorsguild.net/fleckenstein/works.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Diabetes Cure</a>&#8220;, molte spezie possono aiutarci a combattere la malattia.</p>
<h2>1. Basilico</h2>
<p>Riduce il livello di <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8880292" target="_blank" rel="noopener noreferrer">glucosio nel sangue</a>.</p>
<h2>2. Mirtillo</h2>
<p>Il blu del mirtillo contiene degli antiossidanti chiamati antociani: combattono le infiammazioni e aumentano la tolleranza al glucosio.</p>
<h2>3. Camomilla</h2>
<p>Abbassa il livello di zucchero nel sangue e lo fa arrivare al fegato.</p>
<h2>4. Cannella</h2>
<p>Uno studio ha rivelato che dopo<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Davis+Yokoyama+Cinnamon" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> 30 giorni di utilizzo aveva abbassato il livello di glucosio</a> nel sangue del 30%.</p>
<h2>5. Cumino</h2>
<p>Anche il cumino abbassa il colesterolo e la glicemia; può essere una spezia indicata per coloro che sono a rischio.</p>
<h2>6. Aglio</h2>
<p>Mangiare più aglio significa prevenire disordini delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citochina" target="_blank" rel="noopener noreferrer">citochine</a>. </p>
<h2>7. Zenzero</h2>
<p>È stato dimostrato che lo <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24490949" target="_blank" rel="noopener noreferrer">zenzero abbassa il livello di colesterolo e della glicemia</a>.</p>
<h2>8. Menta piperita</h2>
<p>È ricca di antiossidanti e per questo se ne consiglia l&#8217;uso.</p>
<h2>9. Rosmarino</h2>
<p>Difende dalle infiammazioni.</p>
<h2>10. Salvia</h2>
<p>Combatte i germi ed è un potente antiossidante.</p>
<p> </p>
<p>Sul fronte tecnologico è arrivata la notizia che presto la<a href="https://www.ecoseven.net//?p=23403" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> glicemia si controllerà con un semplice tatuaggio</a>.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
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		<title>Un fungo uccide il basilico</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2014 03:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[fungo basilico]]></category>
		<category><![CDATA[pesto basilico]]></category>
		<category><![CDATA[pesto genovese]]></category>
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					<description><![CDATA[  Strage di piantine di basilico a causa del fungo Peronospora Belbahrii     Il fungo Peronospora Belbahrii fa strage di basilico. Meglio, continua a fare strage: le contromisure, infatti, hanno funzionato solo a metà, non riuscendo a sconfiggere completamente il fungo. E i produttori di pesto genovese sono in allarme.   A sentire, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20098" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_index-12281-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p>Strage di piantine di basilico a causa del fungo Peronospora Belbahrii</p>
<p> </p>
<p>  <span id="more-20099"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Il <strong>fungo Peronospora Belbahrii</strong> fa strage di <strong>basilico</strong>. Meglio, continua a fare strage: le contromisure, infatti, hanno funzionato solo a metà, non riuscendo a sconfiggere completamente il fungo. E i produttori di pesto genovese sono in allarme.</p>
<p> </p>
<p>A sentire, in particolare, il problema del<a href="https://www.ecoseven.net//?p=18286"><strong> fungo</strong></a> che fa ammalare il basilico, è, infatti, la Liguria, centro importantissimo della produzione di pesto. La Liguria conta circa un ottavo degli ettari dedicati alla <a href="http://www.ecologiae.com/orti-urbani-come-coltivarli-sicurezza/58514/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">coltivazione</a> del basilico presenti in Italia (100 su 800), ettari che sono aumentati esponenzialmente dal 2000 a oggi, considerando che 14 anni fa erano poco più di un decimo di quelli attuali. Il basilico prodotto in Liguria ha peraltro ottenuto la certificazione DOP (ovvero denominazione di origine protetta) dall’UE, e viene largamente impiegato per la preparazione del pesto alla genovese che rappresenta a propria volta la salsa fredda più diffusa al mondo, nonché un’eccellenza italiana da preservare.</p>
<p>gc</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Agricoltura: arriva il basilico subacqueo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/agricoltura-arriva-il-basilico-subacqueo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2013 13:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[basilico subacqueo]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
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					<description><![CDATA[Parte la sperimentazione per la coltivazione del basilico in mare all&#8217;interno di due biosfere subacquee   A Noli, in Liguria, si scoprono nuove frontiere per la coltura del basilico: si sta sperimentando la coltivazione di questa pianta in mare, all&#8217;interno di due biosfere subacquee in materiale vinicolo parzialmente trasparente ancorate sul fondale. Il basilico verrà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13174" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_resized_ambientetest_4f198ef5-8650-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Parte la sperimentazione per la coltivazione del basilico in mare all&#8217;interno di due biosfere subacquee</p>
<p>  <span id="more-13176"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">A Noli, in <strong>Liguria</strong>, si scoprono nuove frontiere per la <strong>coltura del basilico</strong>: si sta sperimentando la coltivazione di questa pianta in mare, all&#8217;interno di due biosfere subacquee in materiale vinicolo parzialmente trasparente ancorate sul fondale.</p>
<p class="MsoNormal">Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8375"><strong>basilico</strong></a> verrà coltivato a 100 metri dalla costa e a circa 6-8 metri di profondità: il progetto di sperimentazione, chiamato l&#8217;Orto di Nemo, è realizzato da Mestel Safety, una società del gruppo Ocean Reef. Il basilico verrà coltivato all’interno delle biosfere, dal momento che, qui si ha una ‘climatizzazione stabile, grazie al costante livello della temperatura del mare, e una umidificazione altrettanto costante, grazie all&#8217;evaporazione dell&#8217;acqua marina che lambisce i semenzai nella parte bassa della biosfera. Inoltre, il ciclo clorofilliano mantiene livelli accettabili di ossigeno e Co2 e non vi sono potenzialmente pericoli di aggressione da parte di parassiti o insetti come nelle culture terrestri’, ha spiegato Sergio Gamberini, amministratore unico della società e promotore del progetto.</p>
<p class="MsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13175" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/www.ansa_.it_webimages_foto_large_2013_7_29_1375119511113_basilicofoto.png" border="0" width="500" height="276" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">La <strong>coltivazione del basilico in mare</strong> era stata già sperimentata in un precedente test nel settembre 2012, nel sito dove oggi è partita ufficialmente la sperimentazione. In quella occasione il basilico è germogliato dopo circa tre giorni dalla semina e le piante si sono sviluppate in tempi rapidissimi.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Da matita a basilico: la nuova vita delle vecchie cose</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/indefinita-2/da-matita-a-basilico-la-nuova-vita-delle-vecchie-cose/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2012 18:57:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-2]]></category>
		<category><![CDATA[basilico]]></category>
		<category><![CDATA[matita pianta]]></category>
		<category><![CDATA[pianta]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Le vecchie matite si trasformano in basilico. Al posto della gomma c’e’ un semino prontoa&#160; germogliare quando la matita non e’ piu’ utilizzabile Da vecchia matita a basilico o a timo: la via del riciclo e del riutilizzo e’ veramente varia. Tutto ciò che è vecchio può dare vita a qualcosa di nuovo e buono: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8374" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_igallery_resized_ambientetest_matita_vaso__400x300-5790-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Le vecchie matite si trasformano in basilico. Al posto della gomma c’e’ un semino prontoa<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>germogliare quando la matita non e’ piu’ utilizzabile</p>
<p>  <span id="more-8375"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Da vecchia <strong>matita</strong> a<strong> basilico</strong> o a <strong>timo</strong>: la via del riciclo e del riutilizzo e’ veramente varia. Tutto ciò che è vecchio può dare vita a qualcosa di nuovo e buono: da matite da buttare e può nascere per esempio una piata di basilico o di timo. A dare origine all’idea è stato un gruppo di studenti del <strong>Massachusetts Institute of Technology (MIT)</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Il nome del progetto che ha studiato la nascita di <a target="_blank" href="https://www.ecoseven.net//?p=6915" rel="noopener noreferrer"><strong>piante</strong></a> di <strong>basilico</strong> e <strong>timo</strong> da una vecchia matita<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>è Sprout: la matita non ha la gomma ma una capsula che racchiude un seme (può essere di timo, pomodoro, basilico, pepe, etc.). Inizialmente la matita si usa per il suo scopo, ma una volta terminata invece di finire nel cestino si pianta, capovolta, in un vasetto. Et voilà, basta innaffiarla ogni giorno e nel giro di una settimana spunterà la piantina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Il progetto della <strong>matita</strong> che si trasforma in una <a target="_blank" href="http://casa.ecoseven.net/arredamento/arredamento-sostenibile-arriva-andrea-la-pianta-che-depura-laria-di-casa" rel="noopener noreferrer"><strong>pianta</strong></a> è firmato da Democratech e si autofinanzia sul Web. Tra gli ideatori del progetto c&#8217;è anche l&#8217;italiano Mario Bollini. La matita che da vita ad una pianta è un’idea regalo per chi ama le piante, il riciclo e le idee eco.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Cocktail analcolici per l&#8217;estate: frutta, salute e colori vivaci</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/cocktail-analcolici-per-l-estate-frutta-salute-e-colori-vivaci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[anguria]]></category>
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		<category><![CDATA[cocktail analcolici]]></category>
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		<category><![CDATA[limone]]></category>
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					<description><![CDATA[Che sia una spremuta di frutta, un frullato, una granita, un gelato, l’estate offre mille occasioni per rinfrescarsi in modo salutare. Impazza la moda del cocktail analcolico. E non un semplice succo, ma una vera alchimia di sapori e colori, niente da invidiare ai &#8216;cugini alcolici&#8217; Molti sono a base di frutta nostrana, altri presentano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2039" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/06/images_igallery_resized_enogastronomia_cocktail-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Che sia una spremuta di frutta, un frullato, una granita, un gelato, l’estate offre mille occasioni per rinfrescarsi in modo salutare. Impazza la moda del cocktail analcolico. E non un semplice succo, ma una vera alchimia di sapori e colori, niente da invidiare ai &#8216;cugini alcolici&#8217;</p>
<p> <span id="more-2040"></span> </p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="FONT-FAMILY: &rsquo;Garamond&rsquo;,&rsquo;serif&rsquo;; FONT-SIZE: 12pt; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-font-family: Times; mso-fareast-font-family: &rsquo;Times New Roman&rsquo;"> </span></font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font size="2" face="Arial">Molti sono a base di frutta nostrana, altri presentano l&rsquo;aggiunta di sapori tropicali. Ecco alcuni mix rinfrescanti da realizzare anche in casa. Un primo soft drink possiamo realizzarlo unendo in parti uguali del succo di gelso con pezzi di frutta, succo di mirtilli, aggiunta di una scorzetta d&rsquo;arancia e succo di guava. Un altro gustoso cocktail possiamo ottenerlo utilizzando una base di bevanda al chinotto, qualche goccia di succo di lime e un frutto della passione, il profumatissimo maracuja.</font></p>
<p><font size="2" face="Arial"> </p>
<p>Assolutamente nostrano &egrave; il cocktail a base di mela verde, ghiaccio tritato, succo di mirtilli e qualche frutto di gelso pestato con il ghiaccio.&nbsp; Un ultimo suggerimento, assolutamente da provare, &egrave; realizzato a base di anguria, succo di limone, ghiaccio tritato, una spuma di limonata, qualche ciuffo di basilico profumato come decorazione e una spolverata di cannella. (Vincenzo Nizza)</p>
<p> </font></p>
<div dir="ltr">&nbsp;</div>
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