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	<title>autorigenerazione &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Economia circolare oggi: possibili modelli sostenibili di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 12:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[agroecologia]]></category>
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		<category><![CDATA[autorigenerazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Agroecologia e processi di produzione virtuosi per un nuovo progetto a sud di Milano attraverso un caso studio del Politecnico È pensabile immaginare una nuova maniera di creare prodotti poco impattanti, equi e ad alto valore sociale e territoriale? Seguendo i principi dell’ “economia circolare”, sì. Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation&#160;«è un termine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38145" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Economia_circolare_MBA.jpg" alt="" class="caption" title="I due eco-manager del Politecnico di Milano, Shivam Batra e Pedro Pereira" width="805" height="459" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Economia_circolare_MBA.jpg 805w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Economia_circolare_MBA-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Economia_circolare_MBA-768x438.jpg 768w" sizes="(max-width: 805px) 100vw, 805px" />
<p>Agroecologia e processi di produzione virtuosi per un nuovo progetto a sud di Milano attraverso un caso studio del Politecnico</p>
<p>  <span id="more-38146"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">È pensabile immaginare una nuova maniera di creare prodotti poco impattanti, equi e ad alto valore sociale e territoriale?</p>
<p style="text-align: justify;">Seguendo i principi dell’ “<strong>economia circolare</strong>”, sì.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la definizione della <a href="https://www.ellenmacarthurfoundation.org/circular-economy/concept" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ellen MacArthur Foundation</a>&nbsp;«<em>è un termine generico per definire un’economia ideata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera</em>».<br />Infatti, il modello economico attuale di tipo lineare, basato sulla catena produzione-consumo-scarto (“<em>take-make-dispose</em>”), non è più sostenibile e lo sarà sempre meno nell’imminente futuro, se non si comincia sin da ora un’inversione di rotta.<br />Ma la transizione verso un modello economico di tipo circolare richiede un cambiamento strutturale, un ripensamento delle strategie, dei modelli di mercato e delle normative – come afferma un recente <a href="https://www.minambiente.it/notizie/documento-economia-circolare-ed-uso-efficiente-delle-risorse-indicatori-la-misurazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documento congiunto</a>&nbsp;del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre, la questione è anche culturale e investe ciascuno di noi, in qualità di consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo presupposto sono partiti i due ricercatori della<strong> School of Management del Politecnico di Milano</strong>, Pedro Pereira e Shivam Batra, che con la loro<strong> tesi di MBA</strong> si sono occupati di un particolare caso studio “<em>L&#8217;agroecologia e l&#8217;economia circolare per un nuovo progetto nel sud di Milano</em>”, partito a gennaio di quest&#8217;anno, a cura di <strong>quattro realtà che lavorano in rete nella periferia sud-est milanese</strong>: una cooperativa sociale – <a href="https://www.nocetum.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nocetum</a>, un’azienda agricola d’impresa sociale – <a href="https://cascinet.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CasciNet</a>, un’associazione di volontariato storica di tutela del patrimonio culturale e dell’ambiente – <a href="https://www.italianostramilano.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia Nostra</a>&nbsp;e, infine, una ONG che si occupa di agricoltura organica e rigenerativa – <a href="https://www.deafal.org/home-page/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DEAFAL</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per raggiungere questi obiettivi, Nocetum con gli altri tre partner &#8211; DEAFAL, CasciNet e Italia Nostra &#8211; ha deciso di istituire <strong>un sistema integrato agroforestale-ambientale</strong>, che dovrebbe contribuire all&#8217;espansione del settore dei prodotti freschi nella regione e consolidare il processo <strong>&#8220;dal campo alla tavola&#8221;, riducendo il più possibile un impatto negativo sull&#8217;ambiente</strong>. Il progetto collaborativo e ri-generativo risponde anche a diverse problematiche socio-economiche che stanno interessando le aree circostanti il Parco della Vettabbia, quella di Porto di Mare, il borgo di Chiaravalle con la sua importante Abbazia, il Parco Agricolo Sud Milano e il noto &#8220;bosco di Rogoredo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ri-generare un territorio anche attraverso i suoi abitanti e fruitori, esistenti e potenziali.</strong> Ma le regole del mercato non sono per nulla indulgenti. E allora, i due esperti si sono avvalsi della loro esperienza personale e accademica per fare luce, oltre che sui pro, sui contro dell’applicazione di un modello economico circolare. Il risultato, oltre che di analisi dei dati e dei modelli teorici, è stato sorprendente per le “evidenze umane” del lato commerciale di un progetto simile: i due consulenti propongono di coinvolgere direttamente il consumatore nel processo produttivo (coltivazione, preparazione delle conserve, dei piatti della ristorazione che poi possono essere consumati in modo conviviale in luoghi belli e naturali, anche se prossimi alla città), non solo nell’acquisto finale di un prodotto. È la vera e importante leva di aggancio per i clienti, che solo così diventano realmente fidelizzati e anche promotori verso altri e che, in questo modo, contribuiscono maggiormente in termini economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali, dunque, i vincoli maggiori per far sì che tutto ciò possa espandersi e replicarsi positivamente? Le limitazioni, neanche a dirlo, sono principalmente di tipo finanziario e comunicativo: il cerchio, per definizione, non avendo un principio e una fine, permette un flusso continuo. Così dev’essere pure per le informazioni, soprattutto quelle di tipo economico-gestionale. Chissà, dunque, che l’avvento delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale non possano dare una spinta allo sviluppo dei modelli di <em>Circular Economy</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Robot in grado di ripararsi da soli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 07:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[autorigenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[robotica]]></category>
		<category><![CDATA[tessuti]]></category>
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					<description><![CDATA[Presto anche le macchine si autorigenereranno, come fanno molti organismi Un nuovo materiale, in grado di auto-guarire, potrebbe cambiare la storia della robotica per sempre. Mentre, in natura, molti organismi sono in grado di autoripararsi, nel mondo della tecnologia questo non era possibile. Almeno fino ad oggi. I ricercatori della Carnegie Mellon University&#160;hanno sviluppato un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36591" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_cyborg-438398_1920.jpg" alt="" width="799" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_cyborg-438398_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_cyborg-438398_1920-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_cyborg-438398_1920-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Presto anche le macchine si autorigenereranno, come fanno molti organismi</p>
<p>  <span id="more-36592"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo materiale, in grado di auto-guarire, potrebbe cambiare la storia della robotica per sempre. Mentre, in natura, molti organismi sono in grado di autoripararsi, nel mondo della tecnologia questo non era possibile. Almeno fino ad oggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2018/05/180521131748.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I ricercatori della Carnegie Mellon University</a>&nbsp;hanno sviluppato un nuovo &#8220;materiale autorigenerante, che si ripara spontaneamente in caso di danni meccanici estremi&#8221;. Gli studiosi rivelano che questo avrà una vasta gamma di usi, tra cui il computing indossabile, la bio- robotica e nuovi sistemi di interazione uomo-macchina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo materiale è fatto di goccioline di metallo liquido sospese in un elastomero morbido. Se danneggiate, le goccioline si staccano e si collegano alle goccioline vicine, abilitandole – senza nemmeno un secondo di interruzione &#8211; a reindirizzare i segnali elettrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche quando viene tagliato, perforato o parzialmente rimosso, il circuito continua a funzionare perfettamente. Visto che continua a mostrare un&#8217;alta conduttività quando viene teso, gli esperti dicono che sarà perfetto per la nascita di nuovi alimentatori e la trasmissione dei dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Carmel Majidi, professore associato di ingegneria meccanica e direttore del Laboratorio integrato di materiali soffici della Carnegie Mellon, ha detto: &#8220;Il livello senza precedenti di funzionalità del nostro materiale autorigenerante può consentire all&#8217;elettronica e alle macchine di avere una straordinaria capacità di recupero&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo forse vicini alla nascita di una nuova generazione di robot indistruttibili, dai poteri eccezionali, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=35433" target="_blank" rel="noopener noreferrer">capaci perfino di pensare</a>?&nbsp;</p>
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