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	<title>auto e basse emissioni &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Mercato dell&#8217;auto: il futuro e&#8217; coniugare la sostenibilita&#8217; con il prezzo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 07:29:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quali sono le nuove esigenze del mercato dell&#8217;auto: oggi si cerca un giusto compromesso tra sostenibilità, prezzo e design. Chi è fuori da questa scommessa non reggerà la sfida di Antonio Galdo &#160; &#160;www.nonsprecare.it Il salone dell&#8217;auto di Detroit, che traccia la rotta del mercato per l&#8217;anno in corso, si è concluso e l&#8217;evoluzione dell&#8217;industria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-4861" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/01/images_igallery_resized_ambientetest_fotoArticolo_2353-3720-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<div><span>Quali sono le nuove esigenze del mercato dell&#8217;auto: oggi si cerca un giusto compromesso tra sostenibilità, prezzo e design. Chi è fuori da questa scommessa non reggerà la sfida</span> <br />di Antonio Galdo</div>
<p>  <span id="more-4862"></span>  </p>
<div><a href="http://www.nonsprecare.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&nbsp;</a></div>
<div><a href="http://www.nonsprecare.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&nbsp;www.nonsprecare.it</a></div>
<div>Il salone dell&#8217;auto di Detroit, che traccia la rotta del mercato per l&#8217;anno in corso, si è concluso e l&#8217;evoluzione dell&#8217;industria automobilistica, abbinata a un sostanziale mutamento dei nostri stili di vita, appare molto veloce e con almeno tre certezze acquisite. Il consumo di auto, innanzitutto in città, è destinato a diminuire, parallelamente a una crescente sensibilità in materia di lotta all&#8217;inquinamento e di risparmio energetico, ovvero di riduzione degli sprechi. I nuovi sistemi di propulsione, ibridi ed elettrici, rappresentano il vero salto della tecnologia e del design ormai già consolidato, tanto da essere definito come &#8220;la nuova normalità&#8221; del settore.</div>
<div></div>
<div>Che cosa significa questo mutamento, in concreto? Semplice: le 40 anteprime mondiali presentate nel salone americano hanno tutte, in comune, l&#8217;obiettivo di ridurre taglie, prestazioni e costi. Un effetto downsizing, come dicono gli anglosassoni. Ed ecco, per fare degli esempi, la nuova city car della Mercedes, Smart For Us, lunga appena 3 metri e interamente elettrica, come la berlina della Tesla o quella marcata Chrysler-Fiat.</div>
<div></div>
<div>Sullo sfondo del mercato, se è vero che gli americani continuano a comprare Suv (meno inquinanti e con minori consumi) per i lunghi e medi spostamenti, anche considerando la geografia del Paese, è sempre più probabile che l&#8217;obiettivo fissato dal presidente Obama, un milione di auto elettriche sulle strade degli Stati Uniti entro il 2015, non sia più un sogno o uno slogan elettorale. Il secondo fattore di cambiamento certificato dal salone di Detroit riguarda le politiche commerciali, e dunque il marketing, dei grandi produttori.</div>
<div></div>
<div>Fino a ieri si puntava sulle prestazioni e sulla potenza delle automobili, adesso un&#8217;azienda che vuole vincere la difficile partita della concorrenza, e talvolta anche quella della sopravvivenza non ha alternative: deve, come imperativo categorico, innovare all&#8217;insegna della sostenibilità &nbsp;e di un mix di tecnologia, design e prezzo, tutti orientati a un consumo più rispettoso dell&#8217;ambiente.</div>
<div></div>
<div>Chi non regge l&#8217;urto di questa scommessa rischia di sparire o comunque di scivolare nella zona bassa della classifica delle vendite. E le proposte innovative da mettere in campo non riguardano soltanto le auto sportive o le city car, ma anche la fascia delle vetture più pesanti e perfino il segmento del super lusso. Auto molto belle e lussuose, ma altrettanto inquinanti, sono considerate invendibili, e dunque impresentabili sul mercato.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Infine, terza certezza acquisita a Detroit, il vento impetuoso del cambiamento dovrà fare i conti con la lunga recessione e gli effetti a catena della Grande Crisi. Ciò vale per tutti i paesi, dall&#8217;Europa agli Stati Uniti passando per il Giappone, dove l&#8217;automobile è da diversi decenni un prodotto di largo consumo e non più uno status symbol. In Italia, per restare ai mutamenti in casa nostra, il mercato nazionale dell&#8217;auto nel 2012 tornerà indietro ai livelli di quasi 30 anni fa, addirittura del 1984. E le consegne, secondo le previsioni di Moody&#8217;s, l&#8217;agenzia di rating che non si occupa solo dei debiti nazionali e sovranazionali, al termine dell&#8217;anno appena iniziato scenderanno a 1,625 milioni, più o meno come ai tempi della Fiat di Vittorio Ghidella.</div>
<div></div>
<div>Un tuffo all&#8217;indietro, che certo nel breve periodo avrà conseguenze negative sull&#8217;industria automobilistica e sul suo indotto, ma che nel medio e lungo termine premierà chi è stato capace di innovare e di interpretare al meglio la sfida del cambiamento. Ed è molto probabile che, per spingere nella direzione giusta un&#8217;industria che resta un perno dell&#8217;economia nazionale, arriveranno anche nuovi incentivi. Auguriamoci che non siano a pioggia, ma mirati a incoraggiare nuovi modelli, nuovi consumi, nuovi stili di vita. E quindi nuova crescita.</div>
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