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	<title>aumento delle temperature &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Tempesta di neve su Himalaya. 24 morti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 12:43:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due valanghe sull’Himalaya, provocate da una forte tempesta di neve, hanno causato 24 morti. Si contano anche 5 dispersi   Una tempesta di neve ha colpito il nord del Nepal negli ultimi due giorni, provocando 24 morti, mentre 5 persone restano disperse. La notizia è stata riferita da ‘The Himalayan Times’, aggiornando lo stato del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-21371" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th__4_-12919-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Due valanghe sull’Himalaya, provocate da una forte tempesta di neve, hanno causato 24 morti. Si contano anche 5 dispersi</p>
<p>  <span id="more-21372"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Una<strong> tempesta di neve</strong> ha colpito il nord del Nepal negli ultimi due giorni, provocando 24 morti, mentre 5 persone restano disperse. La notizia è stata riferita da ‘The Himalayan Times’, aggiornando lo stato del disastro. Tra le vittime ci sono 12 escursionisti stranieri e 12 nepalesi. In particolare, un gruppo di turisti, che stava facendo trekking a oltre 5 mila metri di quota nel massiccio dell&#8217;Annapurna è stato travolto da una valanga al passo del Thorang La, mentre altre persone sono state coinvolte da una seconda valanga nel distretto di Manang.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Ma come si forma una <a href="https://www.ecoseven.net//?p=7259">valanga</a>? L’aumento delle temperature e i vari assestamenti della terra potrebbero provocare un distaccamento del manto nevoso che data la forza di gravità esercitata dalla Terra potrebbe cadere. Precisamente la valanga avviene quando la forza di gravità che agisce sul pendio innevato supera le forze di coesione del manto nevoso, che agiscono in senso opposto. Una valanga, generalmente, può assumere dimensioni sempre più grandi durante la sua caduta e raggiungere velocità anche superiori ai 300km/h.</p>
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		<title>Cambiamenti climatici: La Nina rallenta l&#8217;aumento delle temperature</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Aug 2013 04:18:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Nina, la fase di raffreddamento delle acque superficiali del mare, rallenta il riscaldamento globale   Nonostante i numerosi allarmi sul riscaldamento globale, dal 1998 ad oggi la temperatura media mondiale non è cresciuta come temuto. Stando ad alcuni ricercatori statunitensi il mancato aumento non dipende da un miglior stato di salute del pianeta o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-13566" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_water_uv5k-8845-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La Nina, la fase di raffreddamento delle acque superficiali del mare, rallenta il riscaldamento globale</p>
<p>  <span id="more-13567"></span>  </p>
<p> </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Nonostante i numerosi allarmi sul </span><strong style="line-height: 1.3em;">riscaldamento globale</strong><span style="line-height: 1.3em;">, dal 1998 ad oggi la temperatura media mondiale non è cresciuta come temuto. Stando ad alcuni ricercatori statunitensi il mancato aumento non dipende da un miglior stato di salute del pianeta o da un errato calcolo sulla CO2 ma è imputabile a La Nina, un fenomeno climatico ciclico che raffredda le acque superficiali dell&#8217;Oceano Pacifico centrale.</span></p>
<p>Nel Pacifico equatoriale l&#8217;interazione tra l&#8217;oceano e l&#8217;atmosfera porta a due fenomeni climatici che si alternano, El Nino e la Nina, i quali descrivono rispettivamente il riscaldamento e il raffreddamento delle acque superficiali.</p>
<p>Secondo gli studiosi del centro californiano Scripps Institution of Oceanography è <strong>La Nina</strong>, i cui effetti di raffreddamento sono in corso e interessano appena l&#8217;8% della superficie terrestre, a spiegare la frenata nell&#8217;incremento della temperatura globale.</p>
<p>&#8221;Il <strong>raffreddamento del Pacifico equatoriale</strong> risulta essere abbastanza forte da compensare l&#8217;aumento generale della temperatura indotto dai gas serra di origine antropica&#8221;, dice Shang-Ping Xie, coautore dello studio pubblicato su Nature.</p>
<p>Il r<strong>allentamento nella crescita delle temperature</strong> è quindi solo temporaneo. Quanto durerà la fase di raffreddamento dell&#8217;Oceano equatoriale non è chiaro, afferma Xie, ma è solo questione di tempo: &#8221;il campanello d&#8217;allarme suonerà quando il Pacifico deciderà tornare a scaldarsi&#8221;.</p>
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		<title>Gli aromi delle foreste combattono il riscaldamento globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 08:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le foreste, a causa dell’innalzamento delle temperature, emettono dei gas nell’atmosfera che contribuiscono alla formazione delle nuvole e al raffreddamento del pianeta Gli aromi sprigionati dalle foreste a causa dell&#8217;aumento delle temperature possono contribuire a ridurre il riscaldamento del pianeta. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience dall&#8217;universita&#8217; di Helsinki e dall&#8217;International Institute for [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-11800" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/04/images_igallery_resized_ambientetest_images-7880-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="156" /></p>
<p>Le foreste, a causa dell’innalzamento delle temperature, emettono dei gas nell’atmosfera che contribuiscono alla formazione delle nuvole e al raffreddamento del pianeta</p>
<p>  <span id="more-11801"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Gli<strong> aromi sprigionati dalle</strong> <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8176"><strong>foreste</strong></a> a causa dell&#8217;<strong>aumento delle temperature</strong> possono contribuire a ridurre il riscaldamento del pianeta. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience dall&#8217;universita&#8217; di Helsinki e dall&#8217;International Institute for Applied Systems Analysis a Laxenburg, in Austria, i gas che vengono emessi dalle piante portano alla formazione di nuvole che raffreddano l&#8217;atmosfera, con effetti visibili a lungo termine. In pratica, il riscaldamento globale si combatte con il riscaldamento globale stesso. </span></p>
<p> A causa dell’aumento delle temperature gli <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=9890">alberi</a></strong> rilasciano nell’aria una maggiore quantità di gas costituiti da composti organici volatili, che una volta nell’aria si ossidano e vanno a legarsi alle particelle sospese nell&#8217;aria (aerosol) formando corpuscoli ancora più grossi che riflettono la luce del Sole e forniscono la materia prima per la formazione delle nuvole. Le piante ‘sono in grado di frenare gli stessi cambiamenti delle temperature a cui reagiscono’, commenta il coordinatore dello studio Pauli Paasonen. Insieme al suo gruppo di ricerca, il professor Paasonen ha studiato il fenomeno in 11 diverse località del mondo poste a latitudini medio-alte, misurando la temperatura, la concentrazione del particolato sospeso in atmosfera e quella dei gas emessi dalle piante. Gli esperti hanno potuto osservare che i gas emessi dalle piante determinano un raffreddamento del clima, con effetti di lunga durata su scala continentale.</p>
<p> Ovviamente non basta tutto questo a salvarci dal <strong>riscaldamento globale</strong>: gli effetti del fenomeno su scala mondiale sono molto contenuti.</p>
<p>(gc) </p>
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		<title>L’effetto serra cancella le stagioni</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 14:51:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; L’effetto serra cancella le stagioni e cambia la vegetazione delle regioni piu’ a Nord, che assumono caratteristiche sempre piu’ simili a quelle del Sud L&#8216;effetto serra sta cancellando le stagioni alle latitudini più settentrionali. Le regioni del Nord assumono caratteristiche sempre più simili alle regioni del Sud e non solo per quanto riguarda le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-11133" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_igallery_resized_ambientetest_DSK_stagioni1-7516-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">L’effetto serra cancella le stagioni e cambia la vegetazione delle regioni piu’ a Nord, che assumono caratteristiche sempre piu’ simili a quelle del Sud</p>
<p>  <span id="more-11134"></span>   </p>
<p class="MsoNormal">L<strong>&#8216;effetto serra</strong> sta cancellando le <strong>stagioni</strong> alle latitudini più settentrionali. Le regioni del Nord assumono caratteristiche sempre più simili alle regioni del Sud e non solo per quanto riguarda le temperature. I Paesi del Nord vedono cambiare anche la loro vegetazione. Ad affermarlo è la conclusione dello studio internazionale pubblicato su Nature Climate Change, condotto da 17 enti di ricerca di 7 Paesi grazie al supporto dalla Nasa.</p>
<p> La <strong>cancellazione delle stagioni a causa dell’<a href="http://ambiente.ecoseven.net/inquinamento/nel-2011-nuovo-record-di-gas-serra-nellaria" target="_blank" rel="noopener noreferrer">effetto serra</a></strong> è dimostrata dai dati raccolti negli ultimi 30 anni, sia a terra sia con l&#8217;ausilio dei satelliti. Gli studi hanno dimostrato che l&#8217;emissione di gas serra hanno innescato un circolo vizioso: l’aumento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacci si susseguono potenziandosi a vicenda, portando le regioni del Nord a mutare il loro aspetto. ‘Questo riscaldamento amplificato nell&#8217;area circumpolare posta sopra il confine tra Canada e Stati Uniti sta riducendo la variabilità stagionale delle temperature, perché le stagioni fredde stanno sperimentando un riscaldamento più rapido rispetto all&#8217;estate’, spiega uno degli autori dello studio, Liang Xu dell&#8217;università&#8217; di Boston.</p>
<p class="MsoNormal">L’<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/novembre-2012-tra-i-piu-caldi-dal-1800" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aumento delle temperature </a></strong>a causa dell’effetto serra sta determinando un aumento della quantità di calore disponibile per la crescita delle piante nelle latitudini settentrionali. Conseguenza diretta del fenomeno è che ‘Negli ultimi 30 anni &#8211; spiega Compton Tucker, del Goddard Space Flight Center della Nasa &#8211; questo ha creato delle vaste aree ricoperte da una vegetazione molto produttiva, per un totale di oltre 9 milioni di chilometri quadrati (quasi come l&#8217;intero territorio degli Stati Uniti) dove si hanno piante sempre più simili a quelle presenti più a Sud’.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Cambiamenti climatici: 14 bombe ad orologeria contro aumento temperature</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 11:16:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[aumento delle temperature]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici futuro]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni Co2]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel mondo ci sono 14 progetti che, se attuati e portati a termine, aumenterebbero sensibilmente le emissioni di Co2 immesse in atmosfera, con conseguenze gravi per i cambiamenti climatici &#160; Nel mondo ci sono 14 ‘bombe a orologeria’, pronte ad esplodere contro i cambiamenti climatici, l’aumento globale delle temperature e contro l’inquinamento. Si tratta di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-10469" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/01/images_igallery_resized_ambientetest_cambiamenti_climatici-7038-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 13px;">Nel mondo ci sono 14 progetti che, se attuati e portati a termine, aumenterebbero sensibilmente le emissioni di Co2 immesse in atmosfera, con conseguenze gravi per i cambiamenti climatici &nbsp;</span></p>
<p>  <span id="more-10470"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Nel mondo ci sono 14 ‘<strong>bombe a orologeria</strong>’, pronte ad esplodere contro i <strong>cambiamenti climatici</strong>, l’aumento globale delle temperature e contro l’inquinamento. Si tratta di 14 progetti, che dovrebbero essere realizzati nei prossimi anni, capaci di aumentare le emissioni di <strong>CO2</strong> di un ulteriore 20%, facendoci perdere completamente il controllo in tema di cambiamenti climatici. Ad annunciare l’allarme e a censire i progetti è un rapporto di Greenpeace, secondo cui i maggiori pericoli vengono da Cina e Australia.</p>
<p> Tutti i progetti che rappresentano un pericolo ulteriore per i <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/cambiamenti-climatici-primavere-record-negli-usa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici</a></strong> e per l’aumento delle emissioni di C02, dall&#8217;estrazione del carbone nella <strong>Cina occidentale</strong> allo sfruttamento del gas e del petrolio artico, riguardano estrazione e distribuzione di combustibili fossili, e se portati a termine aggiungeranno 300 miliardi di tonnellate di CO2 alle emissioni entro il 2050. I progetti, qualificati come ‘bomba ad orologeria’, attraverso la produzione e il consumo di quasi 50 milioni di tonnellate di carbone, più di 29 miliardi di metri cubi di gas naturale e 260mila barili di petrolio,porteranno le emissioni &nbsp;al di sopra di quella quota che gli scienziati indicano come ‘punto di non ritorno’. </p>
<p> Tra i progetti che aumenteranno molto le <strong>emissioni di CO2</strong> c’è il progetto di aumentare l&#8217;estrazione di carbone nella <strong>Cina</strong> occidentale: quest’azione immetterà 14 miliardi di tonnellate di CO2 in atmosfera. Pericolosi per i <strong><a href="http://alimentazione.ecoseven.net/agricoltura/cambiamenti-climatici-in-africa-assicurazioni-contro-la-siccita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici</a></strong> anche i progetti di sfruttamento degli idrocarburi artici, con 5 miliardi di tonnellate, e i piani australiani per aumentare l&#8217;export di carbone.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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