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	<title>asma &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Mar 2021 10:48:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Covid-19 e asma: c&#8217;è più rischio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 19:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[asma e covid19]]></category>
		<category><![CDATA[persone affette da asma e covid19]]></category>
		<category><![CDATA[rischi morte covid19]]></category>
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					<description><![CDATA[I risultati di un nuovo studio Durante la pandemia, le persone con asma sono tra quelle che si sono preoccupate maggiormente che le loro condizioni respiratorie potessero aumentare il rischio di malattie gravi o di morte per COVID-19. A tranquillizzarle arrivano i risultati di uno studio pubblicato su Journal of Asthma. Dopo aver analizzato i dati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-89122" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/asthma-1147735_1280-e1615199968632.jpg" alt="asma" width="800" height="533" /></h3>
<h3>I risultati di un nuovo studio</h3>
<p><span id="more-89121"></span></p>
<p>Durante la pandemia,<strong> le persone con asma sono tra quelle che si sono preoccupate maggiormente</strong> che le loro condizioni respiratorie potessero aumentare il rischio di malattie gravi o di morte per COVID-19.</p>
<h4>A tranquillizzarle arrivano i risultati di uno <a href="https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/02770903.2021.1888116" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>pubblicato su Journal of Asthma.</h4>
<p>Dopo aver analizzato i dati di 57 studi che includevano un totale di oltre 587.000 persone, gli scienziati hanno scoperto che<strong> i tassi di asma tra le persone con COVID-19 erano simili ai tassi nella popolazione generale</strong>, con poco più di sette persone su 100 e poco più di otto su 100, rispettivamente.</p>
<p>Rispetto alla popolazione generale, <strong>le persone con asma avevano in realtà il 14% in meno di probabilità di contrarre il COVID-19</strong> e molte meno probabilità di essere ricoverate in ospedale per la malattia.</p>
<p><strong>Il rischio di morte per COVID-19 era lo stesso per le persone con asma e per quelle senza</strong>, secondo i ricercatori del George Institute for Global Health, nel New South Wales, in Australia.</p>
<p>Non è chiaro perché i rischi di COVID-19 non siano più elevati nelle persone con asma, ma una possibile spiegazione è che <strong>i trattamenti per l&#8217;asma possono limitare la capacità del coronavirus di attaccarsi ai polmoni</strong>, ha detto la coautrice dello studio Christine Jenkins, capo del programma respiratorio dell&#8217;istituto.</p>
<p>&#8220;<strong>I recettori chimici nei polmoni a cui si lega il virus sono meno attivi nelle persone con un particolare tipo di asma</strong> e alcuni studi suggeriscono che i corticosteroidi inalatori – comunemente usati per trattare l&#8217;asma – possono ridurre ulteriormente la loro attività&#8221;, ha spiegato l&#8217;istituto in un <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2021/02/210219091850.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Inoltre, l&#8217;incertezza iniziale sull&#8217;impatto dell&#8217;asma su COVID-19 potrebbe aver causato ansia tra i pazienti e gli operatori sanitari, portandoli a essere più vigili sulla prevenzione delle infezioni&#8221;, ha aggiunto Jenkins.</p></blockquote>
<p>I risultati possono fornire una certa rassicurazione, ma ricercatori e medici affermano che la loro ricerca non è ancora finita e che ne vogliono sapere di più.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un&#8217;aria migliore contro l&#8217;asma nei bambini</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bambini/un-aria-migliore-contro-l-asma-nei-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 04:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
		<category><![CDATA[qualità dell'aria]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il miglioramento della qualità dell&#8217;aria in Europa potrebbe far diminuire i casi di asma in età pediatrica Sono quasi 67.000 i nuovi casi di asma che hanno colpito i bambini in 18 paesi europei, a causa di piccoli particolati che contaminano l&#8217;aria, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista European Respiratory Journal. Si tratta di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38229" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_asma.jpg" alt="" width="797" height="475" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_asma.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_asma-300x179.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_asma-768x458.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Il miglioramento della qualità dell&#8217;aria in Europa potrebbe far diminuire i casi di asma in età pediatrica</p>
<p>  <span id="more-38230"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sono quasi<strong> 67.000 i nuovi casi di asma che hanno colpito i bambini in 18 paesi europei</strong>, a causa di piccoli particolati che contaminano l&#8217;aria, secondo un <a href="https://erj.ersjournals.com/content/early/2019/07/08/13993003.02194-2018" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a> pubblicato sulla rivista European Respiratory Journal. Si tratta di uno dei tanti studi che ogni vengono fatti per analizzare come l&#8217;inquinamento atmosferico influenzi la salute umana e mira a spiegare che un certo numero di questi casi di asma in età pediatrica potrebbe essere evitato se i particolati fossero ridotti a livelli adeguati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ricerca ha esaminato le diagnosi di asma di oltre 63,4 milioni di bambini di età compresa tra 1 e 14 anni</strong> e ha controllato i componenti tossici dell&#8217;aria, come le polveri sottili (o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/PM_2.5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PM2.5</a>), il biossido di azoto rilasciato dai veicoli e altre fonti di inquinamento. Quello che i ricercatori hanno scoperto è che una parte considerevole dell&#8217;asma infantile è causata dalle polveri sottili.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel complesso, lo studio suggerisce che un primo passo per iniziare a prevenire i 66.600 nuovi casi di asma ogni anno sarebbe quello di seguire le linee guida dell&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), secondo le quali<strong> i livelli di PM2.5 non dovrebbero superare una media annuale di 10 μg / m3 e i livelli di biossido di azoto non dovrebbero superare una media annuale di 40 μg / m3</strong>. <strong>Ma lo studio dice anche che</strong> questo potrebbe non essere sufficiente perché comunque gli attuali standard dell&#8217;OMS non sono abbastanza rigidi da riuscire a proteggere da molti casi di asma infantile – e, in effetti, le linee guida dell&#8217;OMS sono attualmente in fase di revisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Incredibilmente qualcosa di così intuitivo come «cerchiamo di rendere la nostra aria il più respirabile possibile» è ancora qualcosa per cui si deve combattere, legiferare, e poi combattere ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Cumino nero e asma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 09:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[cumino nero]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio conferma il potenziale di guarigione del cumino nero per i pazienti asmatici Un gruppo di ricercatori della Imam Abdulrahman Bin Faisal University, conosciuta come l&#8217;University of Dammam, nell&#8217;Arabia Saudita,&#160;ha dichiarato che il cumino nero, noto anche come Nigella sativa, può aiutare le persone con l&#8217;asma. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Annals of [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37588" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/02/images_virgin-in-the-green-2377088_640.jpg" alt="" width="640" height="323" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/02/images_virgin-in-the-green-2377088_640.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/02/images_virgin-in-the-green-2377088_640-300x151.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Uno studio conferma il potenziale di guarigione del cumino nero per i pazienti asmatici</p>
<p>  <span id="more-37589"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.annsaudimed.net/index.php/vol37/vol37iss1/1009.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un gruppo di ricercatori della Imam Abdulrahman Bin Faisal University</a>, conosciuta come l&#8217;University of Dammam, nell&#8217;Arabia Saudita,&nbsp;ha dichiarato che il cumino nero, noto anche come Nigella sativa, può aiutare le persone con l&#8217;asma.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Annals of Saudi Medicine, hanno rivelato che l&#8217;integrazione con cumino nero, oltre alla normale terapia inalatoria di mantenimento, può migliorare la funzione polmonare e l&#8217;infiammazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team di ricerca aveva l&#8217;obiettivo di valutare l&#8217;effetto della supplementazione di cumino nero sull&#8217;infiammazione delle vie aeree e sulla limitazione del flusso d&#8217;aria. Si sa che l&#8217;asma è una condizione quasi cronica, causata dall&#8217;infiammazione dei polmoni, ed è un importante impegno economico per i sistemi sanitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il team ha reclutato 76 partecipanti con asma per lo studio, quindi li ha suddivisi in tre gruppi: un gruppo di controllo e due gruppi di trattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I partecipanti al gruppo di controllo hanno ricevuto un placebo, mentre i partecipanti ai gruppi di trattamento hanno ricevuto uno o due grammi (g) di cumino nero al giorno.<br />Il periodo di cura è durato tre mesi. Tutti i partecipanti hanno continuato la loro terapia inalatoria di mantenimento.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno quindi valutato i sintomi dell&#8217;asma a sei e a dodici settimane.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati dello studio hanno dimostrato che il cumino nero migliora la funzionalità polmonare e riduce l&#8217;infiammazione polmonare. Si tratta di un trattamento sicuro, <a href="scienze/scienze-della-salute/gli-effetti-del-cumino-nero-sulla-salute.html?highlight=WyJuaWdlbGxhIl0=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">senza effetti collaterali</a>.</p>
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		<title>Asma e vaccini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 08:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, i bambini con l&#8217;asma hanno bisogno di un vaccino anti-influenzale annuale Uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista «Pediatrics», lancia il seguente messaggio: la chiave per i bambini che soffrono di asma è un vaccino antinfluenzale annuale. Gli scienziati hanno spiegato che il punto è che se questi bambini vengono colpiti dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36519" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_investigation-2458540_1920.jpg" alt="" width="794" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_investigation-2458540_1920.jpg 794w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_investigation-2458540_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_investigation-2458540_1920-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, i bambini con l&#8217;asma hanno bisogno di un vaccino anti-influenzale annuale</p>
<p>  <span id="more-36520"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2018/05/31/peds.2017-4105" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uno studio</a>, recentemente pubblicato sulla rivista «Pediatrics», lancia il seguente messaggio: la chiave per i bambini che soffrono di asma è un vaccino antinfluenzale annuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno spiegato che il punto è che se questi bambini vengono colpiti dal virus dell&#8217;influenza sono molto alti i rischi che il trattamento di emergenza per un attacco d&#8217;asma fallirà, in pratica invece di avere il 18% di rischio di fallimento del trattamento, con l&#8217;influenza il rischio salirà al 40%.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è noto, l&#8217;asma è una malattia cronica delle vie aeree, una condizione che comporta una difficoltà di respirazione indotta da spasmi della muscolatura bronchiale che può portare i bambini piccoli in ospedale se subentra anche l&#8217;influenza ad aggravare la condizione. Per questo il nodo della questione è il vaccino antinfluenzale, perché si devono difendere i malati dalla concomitanza di queste due situazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo studio, i ricercatori hanno esaminato circa 1.000 bambini trattati per attacchi di asma moderati o gravi nel pronto soccorso di cinque ospedali canadesi, analizzando anche i tamponi prelevati dal naso dai bambini per determinare se presentassero l&#8217;influenza o un altro virus respiratorio. Quasi due terzi sono risultati positivi a un&#8217;infezione virale e quando gli sono stati somministrati i trattamenti standard per un attacco d&#8217;asma – tra cui corticosteroidi orali e broncodilatatori per via inalatoria – il 19% non ha risposto ai farmaci.</p>
<p style="text-align: justify;">I pazienti con influenza o parainfluenza hanno dimostrato di avere una probabilità maggiore del 37% di non rispondere al trattamento, rispetto al 13% per i bambini senza virus.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno detto che il vaccino antinfluenzale, ripetuto ogni anno, è un modo semplice per difendersi da queste complicazioni.</p>
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		<title>Combattere asma e psoriasi con prugne e frutti di bosco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/combattere-asma-e-psoriasi-con-prugne-e-frutti-di-bosco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 11:59:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[Cianidina]]></category>
		<category><![CDATA[frutti di bosco]]></category>
		<category><![CDATA[prugne]]></category>
		<category><![CDATA[psoriasi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova riscerca fa luce sul ruolo della&#160;cianidina Un sollievo per chi soffre i psoriasi e asma potrebbe arrivare dalla buccia della prugna e dai frutti di bosco perché contengono “cianidina”, una molecola che ha una azione antinfiammatoria. Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata da Science Translation Medicine e condotta dalla University School of Medicine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33420" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_1298-frutti-di-bosco-ricette-cocktail-con-frutti-di-bosco.jpg" alt="" width="768" height="432" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_1298-frutti-di-bosco-ricette-cocktail-con-frutti-di-bosco.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_1298-frutti-di-bosco-ricette-cocktail-con-frutti-di-bosco-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Una nuova riscerca fa luce sul ruolo della&nbsp;cianidina</p>
<p>  <span id="more-33421"></span>  </p>
<p>Un sollievo per chi soffre i psoriasi e asma potrebbe arrivare dalla buccia della prugna e dai frutti di bosco perché contengono “cianidina”, una molecola che ha una azione antinfiammatoria. Lo ha dimostrato una <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28223414" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a> pubblicata da <a href="http://stm.sciencemag.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Science Translation Medicine</a> e condotta dalla University School of Medicine a Cleveland basato sull&#8217;analisi di oltre 90 mila composti naturali. I ricercatori sono andati a vedere quali composti interagissero con una molecola infiammatoria molto &#8220;cattiva&#8221;, già bersaglio di ben 50 sperimentazioni cliniche con altri farmaci sperimentali, l&#8217;interleuchina 17 A.</p>
<p>Come riporta l’Ansa, la cianidina è risultata capace di bloccare l&#8217;interazione di questa interleuchina con il suo recettore e così facendo blocca il processo infiammatorio. In studi su topolini la cianidina si è dimostrata capace di curare la psoriasi e anche l&#8217;asma grave non curabile con i farmaci glucocorticosteroidi.<br />Grazie a questa molecola si potrebbero sperimentare nuove terapie più semplici e più economiche delle attuali.</p></p>
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		<title>Arriva la pillola anti asma: aiuterà contro i sintomi gravi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/arriva-la-pillola-anti-asma-aiutera-contro-i-sintomi-gravi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2016 07:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Buone notizie per i malati di asma: questo farmaco ridurrebbe le infiammazioni C’è una nuova speranza per i malati di asma grave, una pillola che aiuterebbe a controllare gli effetti della malattia. Lo rende noto la rivista “Lancet Respiratory Medicine”, parlando di alcuni test sperimentali. Il nuovo medicinale si chiama Fevipiprant e i pazienti che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32155" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/08/images_Asma.jpg" alt="" width="1280" height="768" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Asma.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Asma-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Asma-1024x614.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Asma-768x461.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/08/images_Asma-1200x720.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Buone notizie per i malati di asma: questo farmaco ridurrebbe le infiammazioni</p>
<p>  <span id="more-32156"></span>  </p>
<p>C’è una nuova speranza per i malati di asma grave, una pillola che aiuterebbe a controllare gli effetti della malattia.</p>
<p>Lo rende noto la rivista “Lancet Respiratory Medicine”, parlando di alcuni test sperimentali.</p>
<p>Il nuovo medicinale si chiama Fevipiprant e i pazienti che lo hanno sperimentato hanno goduto di una diminuzione delle infiammazioni alla via aeree. Anche i sintomi generali sono migliorati per 60 pazienti coinvolti in una <a href="http://www2.le.ac.uk/offices/press/press-releases/2016/august/asthma-pill-could-reduce-symptoms-in-severe-sufferers" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca dell’università di Leicester nel Regno Unito.</a></p>
<p>Metà del campione ha assunto, oltre alle normali cure, il nuovo farmaco, mentre l’altra metà ha assunto le normali cure con l’aggiunta di un placebo.</p>
<p>I risultati sono stari promettenti, ma gli stessi ricercatori invitano a non cadere in facili entusiasmi dato che si tratta di un ricerca sperimentale al momento compiuta si un piccolo numero di pazienti.</p>
<p>Una delle ultime novità per aiutare chi soffre d&#8217;asma è anche il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=31993" target="_blank" rel="noopener noreferrer">braccialetto che previene gli attacchi.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un braccialetto contro l&#8217;asma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 09:49:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nasce un braccialetto intelligente per prevedere e prevenire gli attacchi di asma L&#8217;asma è una malattia davvero molto diffusa: può dipendere dagli allergeni, dalla cattiva qualità dell&#8217;aria, da alcuni tipi di esercizio o da molte altre cose. Finora, l&#8217;unica arma che le persone che ne soffrono hanno contro questa malattia sono gli inalatori, che sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31992" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Braccialetto_anti_asma.jpg" alt="" width="1024" height="560" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Braccialetto_anti_asma.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Braccialetto_anti_asma-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Braccialetto_anti_asma-768x420.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nasce un braccialetto intelligente per prevedere e prevenire gli attacchi di asma</p>
<p>  <span id="more-31993"></span>  </p>
<p>L&#8217;asma è una malattia davvero molto diffusa: può dipendere dagli allergeni, dalla cattiva qualità dell&#8217;aria, da alcuni tipi di esercizio o da molte altre cose. Finora, l&#8217;unica arma che le persone che ne soffrono hanno contro questa malattia sono gli inalatori, che sono necessari per gestire e superare gli attacchi. Da oggi, però, grazie ai ricercatori della <a href="https://www.ncsu.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">North Carolina State University</a>&nbsp;a difesa degli asmatici arriva una nuova tecnologia di sensori indossabili, studiati per prevedere un attacco di asma prima che esso si verifichi al fine di permettere alle persone di apportare alla situazione che stanno vivendo le giuste modifiche affinché esso non avvenga.</p>
<p>Il sistema si chiama Health and Environmental Tracker (HET) e comprende un braccialetto intelligente e un patch da mettere sul torace che permettono di monitorare la salute di chi li indossa e l&#8217;ambiente che lo circonda. Il patch è dotato di sensori per il monitoraggio del movimento, della frequenza cardiaca, della frequenza respiratoria, della quantità di ossigeno nel sangue, dell&#8217;impedenza della pelle e delle difficoltà respiratorie dei polmoni. Il braccialetto, invece, controlla i livelli dell&#8217;ozono e dei composti organici volatili presenti nell&#8217;aria, la temperatura, l&#8217;umidità, ma anche alcuni dati della salute – sempre relativi al movimento, alla frequenza cardiaca e all&#8217;ossigeno nel sangue. Il sistema comprende anche uno spirometro separato per misurare la funzione polmonare dell&#8217;utente una volta al giorno.</p>
<p>I dati provenienti da tutti i sensori vengono inviati in modalità wireless a un computer dove vengono raccolti e analizzati da un software – i ricercatori stanno lavorando per accoppiare il sistema agli smartphone, in modo da permettere all&#8217;utente una migliore gestione degli avvisi, molto più immediata.<br />La squadra ha già terminato un prototipo a bassa potenza che può essere potenzialmente alimentato dal corpo della persona che lo indossa. Rimaniamo in attesa di aggiornamenti.</p>
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		<title>Un nuovo modo per diagnosticare e trattare l&#8217;asma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 12:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo «sneezometer» è un sensore di flusso che può aiutare i pazienti a respirare meglio Nonostante il suo nome, strano e un po&#8217; buffo, lo «sneezometer» è un&#8217;invenzione che potrebbe rivelarsi davvero molto importante. Dalle aule della University of Surrey, questo sensore di flusso, che è sufficientemente sensibile per misurare la velocità di un starnuto, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31017" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Sneezometer-17802-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Lo «sneezometer» è un sensore di flusso che può aiutare i pazienti a respirare meglio<br /></span></p>
<p>  <span id="more-31018"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Nonostante il suo nome, strano e un po&#8217; buffo, lo «sneezometer» è un&#8217;invenzione che potrebbe rivelarsi davvero molto importante. Dalle aule della <a href="http://www.surrey.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Surrey</a>, questo sensore di flusso, che è sufficientemente sensibile per misurare la velocità di un starnuto, potrebbe cambiare il modo in cui l&#8217;asma viene diagnosticata e trattata – inoltre, se tutto procede per il verso giusto, potrebbe entrare in servizio clinico già dal 2018.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/YNRMX-rqnNc" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>In quanto sensore di flusso, lo «sneezometer» è essenzialmente uno spirometro e come tutti gli spirometri misura la capacità polmonare (questi strumenti sono ampiamente utilizzati per la diagnosi di patologie respiratorie croniche e acute come l&#8217;asma). Fino a questo momento, gli spirometri sono sempre stati costosi, ingombranti e non abbastanza accurati come i medici avrebbero voluto, ma lo «sneezometer» affronta molti di questi problemi. </p>
<p>Innanzitutto è ultra-sensibile e a basso costo e poi è in grado di misurare il flusso dell&#8217;aria attraverso i polmoni del paziente in maniera non invasiva: il paziente respira attraverso questo strumento – delle dimensioni di un pugno – e lo «sneezometer» raccoglie le piccole variazioni della portata del respiro che possono essere causate da una malattia. </p>
<p>Inoltre, visto che lo strumento non è ancora disponibile sul mercato, i ricercatori stanno continuando ad esplorarne le capacità diagnostiche: lo «sneezometer» è attualmente in fase di sperimentazione presso il <a href="https://www.kch.nhs.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">King&#8217;s College Hospital</a> di Londra dove viene utilizzato per capire quali sono le caratteristiche neonatali di questa condizione attraverso i disturbi degli animali. </p>
<p>Una delle cose più stupefacenti di questa invenzione è che questo spirometro portatile è stato creato grazie a una semplice tecnologia di stampa 3D.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=11327" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo smog provoca l’asma nei bambini. L’inquinamento dell’aria e’ una delle cause che porta all’infiammazione e all’ostruzione delle vie respiratorie, come il fumo passivo.</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Asma e sibili? Dipendono dai nostri geni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 13:41:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[asma]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un recente studio presentato a Philadelphia in occasione della Infectious Diseases Week, l&#8217;asma e i sibili di origine bronchiale avrebbero una causa genetica L&#8217;asma e i sibili di origine bronchiale avrebbero una causa genetica. E’ quanto afferma uno studio condotto dalla Dott.ssa Susanna Esposito, direttore dell&#8217;unità di Pediatria ad alta intensità di cura del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21176" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_benessere_asma.sibili.geni-12816-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Secondo un recente studio presentato a Philadelphia in occasione della Infectious Diseases Week, l&#8217;asma e i sibili di origine bronchiale avrebbero una causa genetica</p>
<p>  <span id="more-21177"></span>  </p>
<p>L&#8217;asma e i sibili di origine bronchiale avrebbero una causa genetica. E’ quanto afferma uno studio condotto dalla Dott.ssa Susanna Esposito, direttore dell&#8217;unità di Pediatria ad alta intensità di cura del Policlinico di Milano e Presidente del ‘Waidid’ (World association for infectious diseases and immunological disorders).</p>
<p>Lo studio, presentato recentemente a Philadelphia in occasione della terza edizione della ‘Infectious Diseases Week’ (e che ha visto riuniti i massimi esperti internazionali nel campo delle malattie infettive), ha dimostrato come, durante i primi anni di vita del bambino, il &#8216;wheezing&#8217;, o respiro sibilante/fischio, rappresenti una patologia molto comune che si manifesta almeno una volta nella maggior parte dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20475" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>bambini</strong></a>, soprattutto tra i 2 e i 5 anni. Di questi, sempre secondo la ricerca, solo il 30% svilupperà asma bronchiale, mentre nel 60% dei casi, il problema è destinato a risolversi entro l&#8217;età scolare.</p>
<p>La ricerca della Dott.ssa Esposito si è in particolare concentrata sulle potenziali correlazioni tra il rischio di ‘wheezing’ ricorrente in età pediatrica e la presenza di specifiche variazioni di alcuni <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10984" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>geni</strong></a> che regolano le funzioni del sistema immunitario. In questo modo è stato possibile analizzare il ruolo che hanno i diversi virus in associazione con variazioni genetiche e la loro importanza nel determinare la ricorrenza degli episodi di wheezing. Andando ancora più nel dettaglio, sono stati presi in esame 119 bambini non affetti da patologie croniche, ricoverati per il primo episodio di bronchiolite (74 dei quali hanno poi presentato wheezing ricorrente) e altri 119 coetanei sono stati raggruppati dopo un&#8217;anamnesi silente per patologia respiratoria, selezionati all&#8217;interno di un campione di pazienti ambulatoriali durante il periodo dello studio. Entrambi i gruppi sono stati poi seguiti per due anni. In generale, ciò che è stato riscontrato nei ‘pazienti’ osservati, ha riguardato le differenze relative al loro decorso infettivo: alcuni individui non si sono mai ammalati di una forma infettiva cronica, altri invece sono andati rapidamente incontro a guarigione, altri ancora si sono ammalati spesso e, in caso di guarigione, hanno avuto un decorso clinico problematico.</p>
<p>‘Oggi sappiamo che queste differenze – ha sottolineato la Dott.ssa Esposito &#8211; che, più frequentemente trovano spiegazione in moltissime variabili, possono anche dipendere da diversità strutturali di certi geni.’</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Pm10 peggio di pm2.5 per Asma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 14:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asma]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
		<category><![CDATA[pm2.5]]></category>
		<category><![CDATA[polveri sottili]]></category>
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					<description><![CDATA[  Una ricerca smentisce un&#8217;ipotesi da sempre accreditata: le particelle di Pm10 sono peggio di quelle di Pm2.5     Contro l&#8217;asma, la polvere che si produce per via naturale causa alle vie respiratorie più danni delle polveri sottili del traffico. A provarlo sono alcuni esperimenti di laboratorio condotti in Australia, che indicano che le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20697" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_Inquinamento-12572-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p>Una ricerca smentisce un&#8217;ipotesi da sempre accreditata: le particelle di Pm10 sono peggio di quelle di Pm2.5</p>
<p>  <span id="more-20698"></span>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Contro l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=16503"><strong>asma</strong></a>, la polvere che si produce per via naturale causa alle vie respiratorie più danni delle polveri sottili del traffico. A provarlo sono alcuni esperimenti di laboratorio condotti in Australia, che indicano che le particelle più sottili dei fumi degli scappamenti, le PM2,5 -di diametro sotto i 2,5 millesimi di millimetro- non causano il tipo di danno alle cellule che rivestono le vie respiratorie normalmente associato all&#8217;asma, diversamente dalle particelle PM10.</p>
<p> </p>
<p>Lo studio è importante: la ricerca, infatti, smentisce l&#8217;ipotesi accettata che le particelle PM2,5 siano molto più dannose delle PM10. &#8216;Non vogliamo certo dire che inalare grandi quantità di particelle del traffico sia innocuo&#8217;, ha sostenuto il patologo Rakesh Kumar della Scuola di Scienze Mediche dell&#8217;Università del Nuovo Galles del Sud, che ha guidato gli esperti, &#8216;Ma almeno nel sistema di coltura delle cellule, le particelle più grandi hanno causato danni maggiori alle cellule che rivestono le vie respiratorie&#8217;. &#8216;I regolamenti tendono a concentrarsi sulle PM2,5, cioè gli scappamenti diesel e altre particelle del traffico. Invece tendono a essere ignorate le particelle più grandi, che costituiscono almeno il 50% della massa portata dall&#8217;aria&#8217;.</p>
<p>I ricercatori hanno prelevato campioni di particelle portate dall&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15686"><strong>aria</strong></a> da una strada di Sydney, e da un camino di scarico di un tunnel di un&#8217;autostrada e hanno testato i loro effetti su culture di cellule derivate dalle vie respiratorie di esseri umani e di topi di laboratorio. E? stato osservato che diversamente dagli inquinanti dei fumi del traffico, gli elementi di polvere naturale, soprattutto le parti grezze contenenti tracce di ferro, stimolavano la comparsa di molecole pro-infiammatorie.</p>
<p> </p>
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