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	<title>arte &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Trasformare l&#8217;inquinamento in vernici e pigmenti non tossici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 07:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento vernice]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando l&#8217;arte incontra la scienza a favore dell&#8217;ambiente Trasformare l&#8217;inquinamento in vernici e pigmenti non tossici è praticamente una vocazione per John Sabraw, artista inglese, attivista e ambientalista, che cerca di unire arte e scienza creando opere in maniera eco-consapevole e sostenibile. Tramite collaborazioni con scienziati, campagne di Kickstarter e una conferenza TED in cui racconta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73918" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/abstract-2468874_1280-e1607002210454.jpg" alt="vernice" width="800" height="581" /></h3>
<h3>Quando l&#8217;arte incontra la scienza a favore dell&#8217;ambiente</h3>
<p><span id="more-73913"></span></p>
<p>Trasformare l&#8217;inquinamento in vernici e pigmenti non tossici è praticamente una vocazione per <a href="https://www.johnsabraw.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">John Sabraw</a>, artista inglese, attivista e ambientalista, che <strong>cerca di unire arte e scienza creando opere in maniera eco-consapevole e sostenibile</strong>.</p>
<p>Tramite collaborazioni con scienziati, campagne di Kickstarter e una <a href="https://www.ted.com/talks/john_sabraw_how_i_make_paint_from_poison" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conferenza TED</a> in cui <strong>racconta il suo modo di intendere la pittura</strong>, Sabraw ha condiviso e fatto conoscere i suoi dipinti realizzati con <strong>l&#8217;ossido di ferro estratto nel processo di riparazione dei flussi inquinati </strong>e i suoi progetti in merito.</p>
<p>Nel sud-est dell&#8217;Ohio, si trovano moltissime miniere di carbone dismesse che hanno lasciato il segno nell&#8217;ambiente, anche anni dopo la loro chiusura.</p>
<p>Grazie al drenaggio acido di queste miniere, Sabraw, altri artisti e membri della comunità – sono riuniti in un gruppo che si chiama Kanawha – stanno trovando modi per ripulire l&#8217;ambiente e trasformare quei rifiuti in qualcosa di significativo.</p>
<h4>&#8220;L&#8217;arte è il meccanismo attraverso il quale esploro i dilemmi metafisici fondamentali che affrontiamo come specie cosciente.</h4>
<p>Nessun mezzo o modalità viene trascurato quando si comincia questo inseguimento. Cerco connessioni idiosincratiche tra le cose, la compressione del tempo e della distanza, la gloria del nostro universo e i processi naturali e cosmologici&#8221;, spiega sul suo sito.</p>
<p>Ma intanto <strong>salva anche gli habitat acquatici che rischiano moltissimo quando la pioggia &#8220;penetra nelle miniere sotterranee</strong> e raccoglie i metalli pesanti prima di trovare la sua strada verso la sua superficie&#8221;, come spiega lui stesso in un&#8217;intervista rilasciata a <a href="https://inhabitat.com/artist-creates-mesmerizing-paintings-using-coal-pollution-from-local-streams/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Inhabitat</em></a>.</p>
<p>&#8220;Invece di dissolversi, il ferro si cristallizza sul letto del torrente. Quel letto di ruscello coperto inibisce la crescita; pochissime cose possono sopravvivere a questo&#8221;.</p>
<h4>Quando l&#8217;arte incontra la scienza e l&#8217;ambiente assume un senso ancora più forte. Basta guardare i suoi dipinti per capirlo.</h4>
<p>Tra i suoi progetti ora c&#8217;è anche la costruzione di una struttura multimilionaria che possa imitare il loro processo di raccolta e purificazione dell&#8217;ossido di ferro su scala molto più ampia, per poi vendere i pigmenti e usare quei soldi per coprire i costi di pulizia dell&#8217;inquinamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Siena: Capitale Italiana della Cultura 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 07:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[capitale italiana della cultura]]></category>
		<category><![CDATA[capitali d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[città italiane]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[Siena, atmosfere uniche in una città senza tempo Un fascino medievale che risplende da lontano. Siena, inalterata per secoli, si mostra ancora oggi in buona parte come appariva nel 1300. La conservazione di un patrimonio architettonico medievale così unico rappresenta una delle ragioni principali per visitare questa città nel cuore della Toscana. Chiunque arrivi a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72784" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/italy-3602993_1280-e1606210091832.jpg" alt="" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Siena, atmosfere uniche in una città senza tempo</h3>
<p><span id="more-72775"></span></p>
<p>Un fascino medievale che risplende da lontano. <strong>Siena, inalterata per secoli, si mostra ancora oggi in buona parte come appariva nel 1300</strong>. La conservazione di un patrimonio architettonico medievale così unico rappresenta una delle ragioni principali per visitare questa città nel cuore della <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-toscana/">Toscana</a>.</p>
<h4>Chiunque arrivi a Siena viene accolto da un luogo emblematico come <strong>Piazza del Campo</strong>.</h4>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72778" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/siena-3718304_1280-e1606209011270.jpg" alt="" width="800" height="451" /></p>
<p>In origine uno spazio verde che ospitava il mercato, trasformato successivamente in una delle più belle piazze al mondo e fulcro del centro storico cittadino.</p>
<p>La caratteristica <strong>forma a conchiglia</strong> stupisce per la sua eleganza ed è divisa in nove sezioni in ricordo dei Nove Signori che governarono la città alla fine del Duecento. Sul “Campo”, dove nel Medioevo il popolo si riuniva per discutere le questioni della città, si presentano alcuni dei più importanti monumenti senesi.</p>
<h4>Proprio qui sorge <strong>Palazzo Pubblico</strong>, al cui interno si sono succeduti i governi della città a partire dagli ultimi anni del Duecento.</h4>
<p>Costruito tra il 1297 e il 1310 per volontà del Governo dei Nove della Repubblica di Siena, fu la residenza della Signoria e del Podestà. Oggi è la sede del Comune e rappresenta ancora il simbolo del potere politico della città.</p>
<p>La facciata rispecchia diversi periodi di costruzione, mentre la sommità del palazzo è decorata da merli guelfi e al centro si trova il monogramma di Cristo su un grande disco di marmo bianco. Al primo piano di Palazzo Pubblico ha sede il <strong>Museo Civico</strong> che, con le sue diverse sale, conduce in un viaggio nella storia della città e ospita grandi opere d’arte realizzate nei secoli.</p>
<h4>Nella <strong>Sala dei Nove</strong> si trova il ciclo di Ambrogio Lorenzetti con le allegorie e gli effetti del Buono e del Cattivo Governo.</h4>
<p>Questi meravigliosi affreschi dovevano ispirare i governanti di Siena perché mettevano a confronto le scene dove la città, ben guidata, vive in pace e serenità rispetto a quelle in cui, a causa di un’amministrazione corrotta, tutto va in rovina e perdizione.</p>
<p>Nella <strong>Sala del Mappamondo</strong>, detta anche Sala del Consiglio, si può ammirare, invece, la splendida Maestà di Simone Martini, una delle opere più importanti del Trecento in Italia, che raffigura la Madonna col bambino circondata dagli angeli e dai santi che proteggono la città. Sempre al primo piano si trova il <strong>Teatro dei Rinnovati</strong>, uno dei più importanti teatri storici dell&#8217;intera Toscana.</p>
<p>Al secondo piano ha sede la <strong>Sala del Consiglio comunale</strong> e la <strong>Loggia dei Nove</strong>, affacciata su piazza del Mercato, in direzione opposta a Piazza del Campo, da cui si gode uno splendido panorama fino all’<strong>Orto de’ Pecci</strong>, dove si nasconde un angolo verde di pura campagna.</p>
<h4>Ma su Piazza del Campo svetta anche <strong>la Torre del Mangia</strong>, un altro simbolo della grandezza di Siena.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72779" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Torre_del_Mangia_Siena.jpg" alt="" width="530" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Torre_del_Mangia_Siena.jpg 530w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Torre_del_Mangia_Siena-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 530px) 100vw, 530px" /></p>
<p>Si tratta della torre civica di Palazzo Pubblico, una delle più famose della Toscana che, <strong>con i suoi 102 metri, è la terza più alta torre antica italiana</strong>. Proprio la sua altezza doveva simboleggiare le libertà comunali e l’emancipazione dal potere feudale.</p>
<p>La torre fu costruita a partire dal 1338 e fu realizzata in laterizio con coronamento in pietra e con un’architettura leggera ed elegante che prese il nome da Giovanni di Balduccio, suo primo campanaro. Questi, infatti, era noto perché sperperava il denaro, soprattutto per la buona cucina. Così fu soprannominato Mangiaguadagni, poi abbreviato in Mangia e, anche se il suo compito durò poco, questo nomignolo rimase legato alla Torre.</p>
<p>La Torre del Mangia è anche un luogo perfetto per godere di un panorama unico su tutta la città di Siena, basta solo affrontare gli oltre 300 scalini che conducono in cima alla torre dove si resta affascinati da  una vista indimenticabile.</p>
<h4>Nella parte alta di Piazza del Campo splende un altro gioiello come la <strong>Fonte Gaia</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72780" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Siena_-_Fonte_Gaia_-_panoramio-e1606209241207.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p>Realizzata intorno al 1419 da Jacopo della Quercia che la concepì ispirandosi alla tradizionale struttura delle fontane pubbliche senesi del Medioevo. Una struttura che presenta le sembianze di un grande altare in marmo ed è costituita da un bacino rettangolare circondato da tre parti e da un alto parapetto, in cui, sui lati corti, si possono ammirare in bassorilievo la Creazione di Adamo e la Cacciata dall’Eden.</p>
<p>Il nome Fonte Gaia le fu dato per ricordare i grandi festeggiamenti nella comunità senese quando, per la prima volta, videro arrivare l’acqua in quel luogo. A metà del XIX secolo, le condizioni della fonte erano compromesse. Si decise, quindi, di sostituire l’opera originale con una copia, affidando l’incarico nel 1858 a Tito Sarrocchi che la completò nel 1869.</p>
<h4>Passeggiare per le stradine di Siena significa essere avvolti dalle sue singolari atmosfere senza tempo.</h4>
<p>Percorrendo queste viuzze si incontra il <strong>Duomo di Santa Maria Assunta</strong>, la Cattedrale di Siena, una delle più maestose e importanti chiese romanico-gotiche d’Italia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-72781" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Duomo_di_Siena-9635-scaled-e1606209343646.jpg" alt="" width="800" height="692" /></p>
<p>Fu consacrato nel 1179 alla presenza del papa senese Alessandro II, ma i lavori continuarono per circa due secoli. Alla facciata lavorò anche Giovanni Pisano a fine Duecento, mentre nel 1313 fu terminato il campanile e nel 1317 iniziò l’ampliamento. Siena era al massimo della sua potenza in quel periodo e voleva un Duomo ancora più grande, ma il sogno svanì a causa della peste del 1348.</p>
<p>Oggi si possono ancora intravedere le tracce di quell’ambizioso progetto nei resti delle colonne e del grande Facciatone incompiuto. La facciata, in marmo bianco con qualche decorazione in rosso di Siena e serpentino di Prato, si divide in due metà.</p>
<p>La parte inferiore, realizzata da Giovanni Pisano in stile romanico-gotico, e la parte superiore, in stile gotico fiorentino, con un bellissimo rosone incorniciato da nicchie con i busti di Apostoli e Profeti che rendono omaggio alla Madonna col Bambino.</p>
<p>Tutta la struttura interna è dominata dalla riproduzione a due colori del bianco e del nero, in riferimento ai colori dello stemma di Siena.</p>
<h4>L’interno del Duomo accoglie una serie di capolavori dell’arte.</h4>
<p>Uno dei più importanti è il pulpito di Nicola Pisano del 1265, tra opere scultoree più notevoli del Duecento italiano, mentre nell’altare Piccolomini si possono ammirare le sculture di San Pietro, San Paolo, San Pio e Sant’Agostino, opere giovanili di Michelangelo.</p>
<p>Subito dopo l’altare si trova la <strong>Libreria Piccolomini</strong>, edificata nel 1492 per custodire il ricchissimo patrimonio librario raccolto da Papa Pio II. L’interno venne affrescato dal Pinturicchio, mentre nella cappella sinistra si può ammirare il celebre San Giovanni Battista di Donatello del 1455.</p>
<p>Le otto statue bronzee che decorano i pilastri del coro sono opera di Domenico Beccafumi, mentre sopra queste si ammira una copia della celebre vetrata di Duccio di Buoninsegna, la più antica vetrata istoriata di manifattura italiana, realizzata nel 1288</p>
<h4>Ma l’opera più incredibile custodita all’interno del Duomo di Siena è il <strong>Pavimento a commesso marmoreo, </strong>eterno emblema di 500 anni di espressione artistica, dal ‘300 all’800.</h4>
<p>Un esemplare unico nell’arte italiana per potenza creativa e importanza dei collaboratori che, diviso in 56 riquadri, mostra rappresentazioni che rispondono al disegno tematico omogeneo della Rivelazione.</p>
<p>Davanti allo splendido Duomo ecco <strong>Santa Maria della Scala</strong>, che da antico ospedale per i pellegrini è diventato nel tempo un imponente museo che raccoglie tutto il passato di Siena.  Santa Maria della Scala è una tappa imperdibile per chi visita la città. Qui sono straordinariamente conservate le testimonianze di mille anni di storia, con un percorso che parte dall’età etrusca e romana, attraversa il Medioevo, fino ad arrivare al periodo rinascimentale.</p>
<p>Il grande complesso museale si sviluppa attraverso vari livelli. Al piano terra si possono ammirare le vestigia dell’epoca d’oro del Santa Maria della Scala, quando era il più antico e grande ospedale sulla Via Francigena che dava ospitalità e cure ai pellegrini in viaggio fino a Roma e sosteneva i poveri e i bambini abbandonati.</p>
<p>Qui si trova la straordinaria <strong>Sala del Pellegrinaio</strong>, con gli affreschi del Quattrocento a cui ha lavorato anche Domenico di Bartolo che raffigurano le missioni dell’ospedale e la vita quotidiana dell’epoca, come la distribuzione dell’elemosina e il matrimonio di un’orfana cresciuta nell’ospedale.</p>
<p>Altri ambienti da visitare all’interno di Santa Maria della Scala sono la Sagrestia Vecchia con i dipinti di Lorenzo Vecchietta, la Cappella del Manto con la lunetta di Domenico Beccafumi e la chiesa della Santissima Annunziata.</p>
<p>Scendendo al piano inferiore si arriva alla Corticella, vera e propria articolazione dei percorsi del Santa Maria, sulla quale si affaccia il Fienile medievale, dove sono conservate le statue originali scolpite da Jacopo della Quercia per Fonte Gaia, la fontana di Piazza del Campo.</p>
<p>Su questo piano sono presenti anche il granaio medievale e i magazzini della Corticella, dove è esposto il Tesoro di Santa Maria della Scala, un gruppo di reliquie proveniente dalla cappella imperiale di Costantinopoli.</p>
<p>Dalla Corticella si scende quindi ai cunicoli, labirinti molto suggestivi scavati nell&#8217;arenaria e costruiti a mattoni, dove ha sede il Museo Archeologico Nazionale e la sezione &#8220;Siena. Racconto della città dalle origini al Medioevo&#8221;.</p>
<h4>Un altro importante aspetto culturale di Siena risiede nei suoi eventi tradizionali.</h4>
<p>Primo fra tutti il celebre Palio, una delle rievocazioni folkloristiche più conosciute in Italia, frutto di misteriose e spettacolari usanze tramandate nei secoli.</p>
<p>Il <strong>Palio di Siena </strong>è la corsa di cavalli storica più famosa d&#8217;Italia. Una tradizione che dura in totale quattro giorni, dalla mattina del 29 giugno fino alle gare del 2 luglio per il Palio della Madonna di Provenzano e, ancora, dal 13 al 16 agosto per il Palio dell&#8217;Assunta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72782" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/Il_Palio_di_Siena_luglio_2008_4-scaled-e1606209535976.jpg" alt="" width="800" height="532" /></p>
<p>Per l’occasione Piazza del Campo viene ricoperta da uno strato di terra, composta da una miscela di tufo e sabbia, e i cavalli delle contrade si sfidano. La gara consiste in tre giri di piazza del Campo. Il punto di partenza è la Mossa, formata da due funi in cui i dieci cavalli e fantini partecipanti devono attendere in ordine. Vince il cavallo, con o senza fantino, che completa per primo i tre giri.</p>
<h4>Dal 1633, anno in cui fu gestito il primo Palio, l&#8217;evento è stato per secoli una competizione tra i quartieri della città, chiamati &#8220;contrade&#8221;.</h4>
<p>Ma più che una gara, è una passione per i senesi e parte della loro vita. A Siena, infatti, ogni persona appartiene a una Contrada e partecipa tutto l&#8217;anno all&#8217;organizzazione dell&#8217;evento.</p>
<p>Ogni contrada ha il proprio stemma e dei santi protettori. Il cosiddetto Drappellone è il premio per la contrada vincitrice del Palio e consiste in una grande tela di seta creata e dipinta ogni anno da un artista diverso.</p>
<p>Tra le altre tradizioni di questa antica e splendida città non potevano mancare quelle culinarie. Il primo piatto della gastronomia senese, molto particolare e appetitoso, è rappresentato dai <strong>pici</strong>, dei grossi spaghetti che erano il tipico piatto povero dei contadini, dati ingredienti semplici e limitati ad acqua, sale olio extravergine di oliva e farina di grano tenero tipo 00. Possono essere fatti a mano, dall&#8217;aspetto grossolano ed irregolare, oppure a macchina, con un diametro costante di 3-4 mm.</p>
<p>Per quanto riguarda il condimento, i contadini si accontentavano di un po’ di olio ed un trito di cipolla, ma si gustano meglio con il ragù di nana, l&#8217;appellativo toscano dell&#8217;anatra, con sugo di salciccia e funghi, con briciole di pane oppure con sugo all&#8217;aglione, fatto con pomodoro, carote, sedano, cipolla e tanto, tanto aglio.</p>
<h4>Siena, inoltre, vanta la più vasta e gustosa tradizione dolciaria di tutta la Toscana.</h4>
<p>A partire dai <strong>ricciarelli</strong>, fatti con una pasta di tipo marzapane, a grana grossa, molto lavorata e arricchita da un impasto di canditi e vaniglia. Vengono lavorati tradizionalmente con la macina e lasciati riposare due giorni prima di essere cuicinati.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-72783" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/ricciarelli-2520372_1280-e1606209733192.jpg" alt="" width="800" height="533" /></p>
<p>La pasta così ottenuta viene cotta in forno per poi prendere piccole forme romboidali, leggermente arricciate all&#8217;estremità che poggiano su una foglia di ostia, mentre la superficie rugosa e screpolata viene poi rivestita di zucchero a velo La leggenda narra che fu il cavaliere Ricciardetto Della Gherardesca, di ritorno dalle crociate, a introdurre questi dolci nel suo castello vicino a Volterra.</p>
<p>Nel marzo 2010, la denominazione Ricciarelli di Siena è stata riconosciuta come indicazione geografica protetta. Attualmente sono apprezzati soprattutto come dolce natalizio e si consumano con vini da dessert, in particolare con Moscadello di Montalcino Vendemmia Tardiva e con Vin santo toscano.</p>
<h4>A questi segue il <strong>panforte</strong>, antica ricetta tipica senese le cui prime testimonianze risalgono all&#8217;anno Mille.</h4>
<p>In origine era più una sorta di focaccia a base di miele e prendeva il nome di pan mielato. Solo in seguito venne aggiunta la frutta che, a causa del caldo, fermentava e donava al dolce un gusto più acidulo.</p>
<p>Da qui il nome cambiò in panforte e, per evitare la fermentazione della frutta fresca, con il passare del tempo gli ingredienti cambiarono e si iniziò a prepararlo solo nei giorni più freddi, divenendo un dolce tipico della stagione invernale.</p>
<p>Ad oggi sono presenti tantissime varianti di questo dolce toscano, ma le più famose sono quella bianca e il <strong>panforte nero chiamato anche pan pepato</strong>. Entrambe le ricette hanno in comune ingredienti quali mandorle, canditi e spezie, ma nella seconda versione è obbligatorio aggiungere pepe dolce e melone candito.</p>
<p><em><strong>Alessandro Campa</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>#IORESTOACASA &#8211; 10 musei da visitare senza uscire di casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 18:00:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stare a casa può essere una buona occasione per visitare qualche museo. 10 link per tour virtuali e collezioni online. In questi giorni di #iorestoacasa molte televisioni, da quella pubblica a quelle private, stanno riorganizzando i propri palinsesti per dare più scelta di qualità a tutti, piccoli, giovani e meno giovani. Ma anche noi, con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49645" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/mona-lisa-690203_1280.jpg" alt="musei a casa" width="795" height="435" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/mona-lisa-690203_1280.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/mona-lisa-690203_1280-300x164.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/mona-lisa-690203_1280-768x420.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></h3>
<h3>Stare a casa può essere una buona occasione per visitare qualche museo. 10 link per tour virtuali e collezioni online.</h3>
<p><span id="more-49644"></span></p>
<p>In questi giorni di <strong>#iorestoacasa</strong> molte televisioni, da quella pubblica a quelle private, stanno riorganizzando i propri palinsesti per dare più scelta di qualità a tutti, piccoli, giovani e meno giovani.</p>
<p>Ma anche noi, con il nostro PC o la smart TV, possiamo scegliere di aprire una “finestra” sul mondo dell’arte e della cultura.</p>
<h4>Ecco allora 10 link per visitare musei e collezioni senza uscire di casa.</h4>
<ol>
<li><a href="https://www.uffizi.it/mostre-virtuali">Galleria degli Uffizi &#8211; Firenze </a></li>
<li><a href="http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html">Musei Vaticani &#8211; Roma </a></li>
<li><a href="https://pinacotecabrera.org/">Pinacoteca di Brera &#8211; Milano </a></li>
<li><a href="https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works">Prado &#8211; Madrid </a></li>
<li><a href="https://www.namuseum.gr/en/collections/">Museo Archeologico &#8211; Atene </a></li>
<li><a href="https://www.britishmuseum.org/collection">British Museum &#8211; Londra </a></li>
<li><a href="https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne">Louvre &#8211; Parigi </a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3cJHdnj">Hermitage &#8211; San Pietroburgo </a></li>
<li><a href="https://artsandculture.google.com/explore">Metropolitan Museum &#8211; New York </a></li>
<li><a href="https://www.nga.gov/index.html">National Gallery of art &#8211; Washington </a></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>E se le turbine eoliche diventassero arte?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/eolica/e-se-le-turbine-eoliche-diventassero-arte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 14:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eolica]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte interattiva]]></category>
		<category><![CDATA[eoliche]]></category>
		<category><![CDATA[turbine]]></category>
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					<description><![CDATA[Prototype 2030 lancia una proposta per rendere le turbine eoliche arte interattiva per le comunità. Questa proposta nasce nel tentativo di reprimere l&#8217;opposizione che i NIMBY, ovvero la coalizione di protesta «Non nel mio cortile» (l&#8217;acronimo, in inglese, sta per «Not In My Back Yard»), muove nei confronti della costruzione di grandi opere, come i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-39013" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_windrader-4022946_1280.jpg" alt="" width="796" height="461" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_windrader-4022946_1280.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_windrader-4022946_1280-300x174.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_windrader-4022946_1280-768x445.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<h3>Prototype 2030 lancia una proposta per rendere le turbine eoliche arte interattiva per le comunità.</h3>
<p><span id="more-39014"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questa proposta nasce nel tentativo di reprimere l&#8217;opposizione che i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/NIMBY" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NIMBY</a>, ovvero la coalizione di protesta «Non nel mio cortile» (l&#8217;acronimo, in inglese, sta per «Not In My Back Yard»), muove nei confronti della costruzione di grandi opere, come i parchi eolici, sul proprio territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, il collettivo internazionale di design <a href="https://www.prototype2030.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Prototype 2030</a> ha ideato un progetto in due parti che trasformerebbe le turbine eoliche in arte pubblica interattiva.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima parte del progetto, soprannominata Windwords, propone di rimodellare le turbine eoliche e farle diventare lettere giganti, in modo da rendere il complesso energetico un punto di riferimento che possa essere rappresentativo della comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, per dare ulteriore potere alle persone del luogo, i progettisti suggeriscono di consentire ai residenti di condividere i profitti e controllare le turbine eoliche attraverso un&#8217;app per smartphone – che gli permetterebbe di influenzare le turbine gestendo i guadagni precedenti delle stesse come crediti in modo da capire quando e quali macchinari mettere in pausa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ispirato ai processi di progettazione orientati alle comunità per le infrastrutture pubbliche, Prototype 2030 ritiene che la strada per una più ampia accettazione di parchi e turbine eoliche inizi con una progettazione centrata sul quartiere.</p>
<p style="text-align: justify;">La proposta Windwords prende spunto dall&#8217;insegna di Hollywood e dalle lettere IAMSTERDAM, che non sono solo punti di riferimento iconici nelle rispettive città, ma attirano anche l&#8217;attenzione dei turisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello delle lettere, è solo un esempio, poi ogni comunità potrà trovare la sua maniera di diversificarsi in modo da essere se stessa nel confronto con la tecnologia energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;arte allunga la vita?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 15:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[allunga]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, andare nei musei o a teatro potrebbe fare molto di più che stimolare i sensi Durante uno studio che ha seguito migliaia di anziani, gli scienziati hanno scoperto che quelli che avevano una maggiore frequentazione degli eventi artistici avevano un tasso di sopravvivenza nettamente migliore degli altri, nei 14 anni successivi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38953" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_woman-1283009_1280.jpg" alt="" width="797" height="494" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_woman-1283009_1280.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_woman-1283009_1280-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_woman-1283009_1280-768x476.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<h2>Secondo un nuovo studio, andare nei musei o a teatro potrebbe fare molto di più che stimolare i sensi</h2>
<p>  <span id="more-38954"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Durante uno studio che ha seguito migliaia di anziani, gli scienziati hanno scoperto che quelli che avevano una maggiore frequentazione degli eventi artistici avevano un tasso di sopravvivenza nettamente migliore degli altri, nei 14 anni successivi all&#8217;inizio della ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio (<a href="https://www.bmj.com/content/367/bmj.l6377">https://www.bmj.com/content/367/bmj.l6377</a>), pubblicato sulla rivista BMJ, ovviamente non dimostra che le arti allungano la tua vita, ma dà ulteriori prove all&#8217;assunto per cui impegnarsi nella fruizione dell&#8217;arte può aiutare la salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha spiegato la ricercatrice capo Daisy Fancourt, professoressa associata presso l&#8217;University College di Londra, un corpus di ricerche suggerisce che un coinvolgimento artistico «ricettivo» può giovare al benessere fisico, mentale ed emotivo: passeggiare in un museo, ascoltare la musica, andare a teatro può dare una stimolazione mentale che combatte lo stress, la depressione e la possibilità di socializzare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio si è basato sull&#8217;analisi di 6.710 adulti britannici che avevano, in media, 66 anni all&#8217;inizio della ricerca. Oltre 3.000 hanno affermato di aver partecipato a eventi artistici di rado (una o due volte l&#8217;anno), mentre 1.900 lo hanno fatto frequentemente (almeno ogni pochi mesi). Nel corso dei successivi 14 anni, entrambi i gruppi hanno avuto un tasso di mortalità inferiore rispetto alle persone che non erano coinvolte per niente nell&#8217;arte.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest&#8217;ultimo gruppo, infatti, il tasso di mortalità era del 47% , rispetto al 27% del gruppo che aveva tempo per l&#8217;arte una o due volte l&#8217;anno. Il tasso di mortalità più basso è stato riscontrato tra le persone che hanno frequentemente frequentato eventi artistici: poco meno del 19%.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, c&#8217;erano molte altre differenze tra questi gruppi di persone: più gli anziani sono sani e e ricchi e più possono accedere facilmente a concerti, spettacoli teatrali e mostre d&#8217;arte, quindi il team ha inserito anche questi parametri nello studio (ricchezza, livello di istruzione, stato civile e se vivevano in aree urbane o rurali). E inoltre, c&#8217;è anche chi non ha mai amato l&#8217;arte, nemmeno in gioventù.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto della ricerca, quindi, non è tanto e non solo che l&#8217;arte giova in salute, ma che un anziano deve riempire la propria vita di attività che lo portano fuori di casa, a socializzare. Quindi, se non ha mai amato l&#8217;arte, può andare a fare una passeggiata nel bosco o a pescare. O magari allo stadio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;importante è non stare sul divano ad aspettare che il tempo passi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Lampade fatte di alghe che sono vere e proprie opere d&#8217;arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 22:49:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[Algae Lamps]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[impresa e sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[lampadari]]></category>
		<category><![CDATA[Nea Studio]]></category>
		<category><![CDATA[paralume]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Finalmente è stato trovato un modo per mantenere intatta la bellezza essenziale della alghe, anche una volta emerse Le alghe lavorate diventano un&#8217;interessante fibra multiuso ma, fino ad ora, non sono state molto valorizzate perché, una volta tirate fuori dall&#8217;oceano, essiccate, lavorate e trasformate in altri prodotti, in genere perdono il loro fascino e diventano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38424" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Lampada_di_alghe_CUT.jpg" alt="" width="805" height="416" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Lampada_di_alghe_CUT.jpg 805w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Lampada_di_alghe_CUT-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Lampada_di_alghe_CUT-768x397.jpg 768w" sizes="(max-width: 805px) 100vw, 805px" /></p>
<p>Finalmente è stato trovato un modo per mantenere intatta la bellezza essenziale della alghe, anche una volta emerse</p>
<p>  <span id="more-38425"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Le alghe lavorate diventano un&#8217;interessante fibra multiuso ma, fino ad ora, non sono state molto valorizzate perché, una volta tirate fuori dall&#8217;oceano, essiccate, lavorate e trasformate in altri prodotti, in genere perdono il loro fascino e diventano prodotti che non mantengono l&#8217;essenza naturale della materia prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, però, grazie a <a href="https://www.neastudio.com/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Nea Studio</em></a>&nbsp;ci troviamo di fronte a dei paralume che riescono davvero a dare ai nostri lampadari una forma e uno stile unici. Ogni ombra creata e ogni sagomatura, infatti, sono diverse, proprio grazie alla flessibilità delle alghe – quella stessa caratteristica che, per lungo tempo, ha rappresentato un limite, ora è diventata una qualità. Ed era proprio questa la sfida: trovare un modo di <strong>modificare le alghe, senza perdere la composizione della piante e la loro malleabilità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Nea Studio</em></strong>, che è stato fondato nel 2006 da Nina Edwards Anker (sono infatti le sue iniziali che danno il nome all&#8217;azienda), ha sempre mantenuto il suo focus sul <strong><em>design</em> sostenibile</strong>, con una serie di progetti che hanno riscosso molto attenzione.<strong> <a href="https://www.neastudio.com/algae-lamps" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Algae Lamps</em></a></strong>&nbsp;non fa eccezione: queste piante del mare sostituiscono la necessità di rivolgersi a prodotti a base di petrolio, come la plastica, e danno anche ai nostri ambienti uno stile insieme innovativo e naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che un semplice paralume sostenibile, infatti, questa lampada è <strong>una vera e propria opera d&#8217;arte</strong>, con la sua forma cilindrica che cattura e distribuisce la luce dal suo interno all&#8217;esterno, creando un&#8217;atmosfera calda e rilassante nello spazio che illumina. I suoi bordi sono increspati per ricreare il movimento delle alghe nel loro habitat naturale.<br />C&#8217;è anche la possibilità di raggruppare varie lampade, in modo da creare un lampadario che mette insieme una serie di <em>design</em> individuali, per crearne uno personalizzato per la stanza che si è deciso di portare, in qualche modo, sott&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Più nero del nero</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/piu-nero-del-nero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 13:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[diamante]]></category>
		<category><![CDATA[invenzione]]></category>
		<category><![CDATA[materiali conduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Mit]]></category>
		<category><![CDATA[nanotubi di carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[scienza dei materiali]]></category>
		<category><![CDATA[supernero]]></category>
		<category><![CDATA[Vantablack]]></category>
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					<description><![CDATA[Il team del MIT inventa «per caso» il materiale nero che assorbe più luce al mondo Parliamo del 99,995%: è tanta la percentuale di luce che può assorbire un nuovo materiale, di cui è stato appena riferita l&#8217;invenzione da parte di un team di ingegneri del MIT. Prima di questo nuovo materiale, il record era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38398" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Nero_CUT.jpg" alt="" width="801" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Nero_CUT.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Nero_CUT-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Nero_CUT-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Il team del MIT inventa «per caso» il materiale nero che assorbe più luce al mondo</p>
<p>  <span id="more-38399"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo del 99,995%: è tanta la <strong>percentuale di luce che può assorbire un nuovo materiale</strong>, di cui è stato appena riferita l&#8217;<strong>invenzione</strong> da parte di un team di <strong>ingegneri del MIT</strong>. Prima di questo nuovo materiale, il record era del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vantablack" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Vantablack</em></a>,&nbsp;che assorbe il 99,965% delle radiazioni del visibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ancora più sorprendente delle capacità di assorbimento della luce del nuovo materiale <strong>supernero</strong> è il fatto che gli scienziati del MiT lo abbiano <strong>scoperto accidentalmente</strong>, per caso, mentre cercavano di potenziare alcune proprietà dei materiali elettricamente conduttivi. Rimuovendo lo strato di ossido dall&#8217;alluminio, gli scienziati hanno iniziato a coltivare nanotubi di carbonio su di esso e hanno notato quanto il nero diventasse sempre più nero e poi ancora più nero. Per questo hanno pensato di misurare la riflettanza ottica del campione.</p>
<p style="text-align: justify;">In uno <a href="https://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acsami.9b08290" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> pubblicato sulla rivista <em>ACS-Applied Materials and Interfaces</em>, i ricercatori raccontano come è avvenuta questa scoperta e come <strong>si sono resi conto di trovarsi davanti al materiale più nero al mondo</strong>.<br />Subito dopo, hanno collaborato con l&#8217;artista Diemut Strebe per rivestire del materiale un diamante da 2 milioni di dollari, come parte di una mostra d&#8217;arte lanciata alla Borsa di New York e, da quel momento, hanno offerto il materiale a tutti gli artisti interessati.</p>
<p style="text-align: justify;">La sostanza potrebbe avere molte applicazioni anche oltre l&#8217;arte, per esempio nell&#8217;aiutare gli astronomi a rimuovere l&#8217;abbagliamento indesiderato dai telescopi.&nbsp;Ovviamente, per quanto questo materiale sia nero, non ci si aspetta che detenga il suo primato per sempre, il ricercatore Brian Wardle, ha detto a <a href="http://news.mit.edu/2019/blackest-black-material-cnt-0913" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>MIT News</em></a>&nbsp;che si aspetta che arrivi presto un altro materiale, che lo farà scendere al secondo posto.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le bizzarre giustapposizioni artistiche di Benedetto Bufalino</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/le-bizzarre-giustapposizioni-artistiche-di-benedetto-bufalino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 13:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[Artois]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto Bufalino]]></category>
		<category><![CDATA[Bus]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[piscina]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo creativo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;artista francese ha recentemente trasformato un vecchio autobus in una piscina pubblica: è solo l&#8217;ultima delle sue incredibili imprese Anche se l&#8217;estate è finita, grazie al bel tempo di questo inizio d&#8217;autunno, alcuni francesi potranno ancora farsi qualche nuotata grazie all&#8217;artista Benedetto Bufalino,&#160;che ha recentemente presentato uno dei suoi progetti nella regione francese di Artois: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38396" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Bus_Bufalino_CUT.jpg" alt="" width="804" height="432" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Bus_Bufalino_CUT.jpg 804w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Bus_Bufalino_CUT-300x161.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Bus_Bufalino_CUT-768x413.jpg 768w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>L&#8217;artista francese ha recentemente trasformato un vecchio autobus in una piscina pubblica: è solo l&#8217;ultima delle sue incredibili imprese</p>
<p>  <span id="more-38397"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Anche se l&#8217;estate è finita, grazie al bel tempo di questo inizio d&#8217;autunno, alcuni francesi potranno ancora farsi qualche nuotata grazie all&#8217;<strong>artista <a href="https://www.benedettobufalino.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benedetto Bufalino</a></strong>,&nbsp;che ha recentemente presentato uno dei suoi progetti nella regione francese di Artois: questa volta, si tratta di <strong>una piscina pubblica ricavata da un vecchio autobus</strong>.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;artista <strong>è noto per trasformare vecchi veicoli in oggetti completamente al di fuori della loro funzione</strong>: per esempio, ha tramutato una Ford Mondeo in un forno per pizza, un escavatore in un acquario, una Peugeout 206 (capovolta) in un tavolo da ping pong e una betoniera in un&#8217;enorme palla stroboscopica.</p>
<p style="text-align: justify;">«<em><strong>Le bus piscine</strong></em>», è un autobus disteso su un fianco e adattato a piscina, che <strong>può ospitare fino a dieci nuotatori alla volta</strong>, dandogli sollievo dal caldo. La piscina è stata inaugurata alla fine di agosto e sarà installata in tre città della stessa regione, fino a quando non troverà una casa permanente. Per realizzare quest&#8217;opera, Bufalino ha recuperato un vecchio bus in uno sfasciacarrozze dei trasporti locali, lo ha completamente sventrato dai suoi interni – sedili e pavimento – e poi ha rimosso un intero pannello laterale. Inclinandolo su un lato, ha quindi adattato il corpo interno del bus con un rivestimento specifico, in modo che potesse trattenere l&#8217;acqua.<br />La piscina finita è molto colorata e misura quasi 9 metri di lunghezza e quasi 2,5 metri di larghezza; alla sua estremità posteriore, c&#8217;è perfino un posto per il bagnino.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, una nuova installazione davvero interessante, che si aggiunge al bizzarro portfolio di questo artista, che ha messo le ruote a una cabina telefonica per rendere effettiva la telefonia mobile e ha creato un pollaio in una macchina della polizia che, in un altro caso, aveva utilizzato come barbecue.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Torino, un nuovo murale per la sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 11:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge Rodríguez-Gerada]]></category>
		<category><![CDATA[Lavazza]]></category>
		<category><![CDATA[murale]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[TOward 2030 – What are you doing]]></category>
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					<description><![CDATA[La Lavazza ha commissionato un altro affresco su un palazzo del capoluogo piemontese che stavolta ci parla di energia pulita Lavazza e la città di Torino hanno lanciato nel 2018 l&#8217;iniziativa «TOward 2030 – What are you doing?», un&#8217;iniziativa che punta a far diventare Torino – proprio entro la fine di quest&#8217;anno – «ambasciatrice dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38221" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Torino.jpg" alt="" width="796" height="451" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Torino.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Torino-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Torino-768x435.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p>La Lavazza ha commissionato un altro affresco su un palazzo del capoluogo piemontese che stavolta ci parla di energia pulita</p>
<p>  <span id="more-38222"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.lavazza.it/it.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lavazza</a> e la città di T<strong>orino hanno lanciato</strong> nel 2018 l&#8217;iniziativa «<a href="https://www.lavazza.it/it/landing/toward-2030.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TOward 2030 – What are you doing?</a>», un&#8217;iniziativa che punta a far diventare Torino – proprio entro la fine di quest&#8217;anno – «ambasciatrice dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite» grazie alla street art.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ultimo obiettivo</strong> che è stato <strong>raccontato attraverso un murale</strong> è quello che riguarda le energie rinnovabili e la sostenibilità, l&#8217;obiettivo numero 7. La sua realizzazione è stata affidata all&#8217;artista <a href="https://gerada-art.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jorge Rodríguez-Gerada</a> che ha dipinto una ragazza che tocca con il dito un pulsante con l&#8217;icona che rappresenta proprio l&#8217;obiettivo numero 7 di TOward 2030, lasciando scaturire intorno a sé un flusso di energia pulita.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha raccontato proprio l&#8217;artista, tre miliardi di persone, ovvero il <strong>41% della popolazione mondiale, cucinano ancora con un combustibile altamente inquinante</strong> e un miliardo di persone non ha elettricità. E soprattutto, l&#8217;elettricità, anche quando la si possiede, per la grandissima parte non è pulita. Al punto in cui siamo, ci dovremmo occupare del nostro futuro e del fatto che le fonti energetiche di domani devono, per forza di cose, essere rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente la scelta di Gerada viene dal fatto che è un artista che, negli ultimi 20 anni, ha seguito un percorso che gli ha permesso di ritagliarsi uno spazio importante nell&#8217;arte contemporanea e, infatti, da dieci anni a questa parte, ha completato commissioni artistiche in tutto il mondo: prima di Torino, è stato dal Marocco all&#8217;Argentina, passando per il Texas. <br />Prima e dopo di lui, nel progetto di Lavazza sono stati coinvolti altri artisti internazionali, come <a href="http://www.vesod.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vesod</a>, <a href="https://www.facebook.com/zed1art/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Zed1</a>,&nbsp;The Hula e Louis.</p>
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		<title>Rendere contemporanee le rovine grazie ai colori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2018 06:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[antica grecia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[rovine]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;opera d&#8217;arte spettacolare è stata creata in mezzo a delle rovine greche di 400 anni, unendo il mondo analogico e quello digitale Gli artisti Thomas Granseuer e Tomislav Topic dello studio di progettazione tedesco Quintessenz&#160;hanno trasformato le antiche rovine di pietra rimaste a Kagkatika, in Grecia, in un&#8217;opera d&#8217;arte spettacolare che si trova a cavallo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36987" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_rovineolorategrecia.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_rovineolorategrecia.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_rovineolorategrecia-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_rovineolorategrecia-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un&#8217;opera d&#8217;arte spettacolare è stata creata in mezzo a delle rovine greche di 400 anni, unendo il mondo analogico e quello digitale</p>
<p>  <span id="more-36988"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli artisti Thomas Granseuer e Tomislav Topic dello studio di progettazione tedesco <a href="https://quintessenz.art/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quintessenz</a>&nbsp;hanno trasformato le antiche rovine di pietra rimaste a Kagkatika, in Grecia, in un&#8217;opera d&#8217;arte spettacolare che si trova a cavallo tra l&#8217;analogico e il digitale.<br />Commissionata dal <a href="https://paxosprojects.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Paxos Contemporary Art Project</a>, l&#8217;installazione artistica creata da Quintessenz è stata realizzata su larga scala utilizzando 120 diversi colori: soprannominata <a href="https://quintessenz.art/kagkatikas-secret" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kagkatikas Secret</a>, l&#8217;opera fluttua nel vento, creando una dimensione particolare e surreale nell&#8217;ambiente in cui si trova.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco, ovviamente, è il contrasto tra il contemporaneo e il passato, tra i colori e la pietra.</p>
<p style="text-align: justify;">I pannelli di Quintessenz sono stati verniciati a spruzzo con una varietà di colori e poi tagliati in diverse dimensioni. Quando sono stati appesi nella maglia che viene creata all&#8217;interno dello spazio sono stati sistemati in ordine di dimensione – i più grandi sono stati posizionati nella parte posteriore vicino alle finestre in pietra che incorniciano le vedute del mare – per creare l&#8217;illusione della profondità. Questa installazione si basa assolutamente sullo stile di Quintessenz, che trae ispirazione dalla cultura dei graffiti, dal design grafico e dai cromatismi.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso, l&#8217;idea era quella di distaccarsi dal quotidianità della vita cittadina, in una luce e in un buio che non comprendono illuminazioni private, lampioni, altri colori artificiali: l&#8217;opera sfrutta la natura dell&#8217;assenza di altri stimoli per abbandonarsi al sole e al vento, in modo da diventare un «corpo digitale nel mondo reale» – così hanno spiegato gli artisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quintessenz è stato selezionato insieme ad altri sette artisti per l&#8217;inaugurale Paxos Contemporary Art Project, un&#8217;iniziativa artistica site-specific sull&#8217;isola ionica di Paxos, appunto.</p>
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