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	<title>area archeologica Agrigento &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Patrimoni Unesco: 1997, Area Archeologica di Agrigento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 11:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Agrigento, l’antica Akragas, nacque come colonia greca nel VI secolo a.C. e divenne una delle principali città del mondo mediterraneo. Un grande polo commerciale e culturale, importante testimonianza della Magna Grecia, la cui supremazia viene dimostrata dai resti dei magnifici templi dorici che ancora oggi dominano l&#8217;antica città. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104652" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/9528024959_f78bbb57d7_b-e1622622700633.jpg" alt="agrigento" width="800" height="486" /></h3>
<h3>Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</h3>
<p><span id="more-104651"></span></p>
<p>Agrigento, l’antica <strong>Akragas,</strong> nacque come colonia greca nel VI secolo a.C. e divenne una delle principali città del mondo mediterraneo. Un grande polo commerciale e culturale, importante testimonianza della Magna Grecia, la cui supremazia viene dimostrata dai resti dei magnifici templi dorici che ancora oggi dominano l&#8217;antica città.</p>
<p>Dal 262 a.C. Agrigento entrò nel dominio romano, restando tuttavia una città importante, ma la sua storia si concluse con la caduta dell’Impero romano e le invasioni barbariche fra il VII e il IX secolo, divenendo prima araba, nell’829, e poi normanna, nel 1086.</p>
<p>Alcune riprese aeree, a metà del Novecento, svelarono l’antico impianto urbano che si estendeva in tutta l’area della collina meridionale ai piedi della Rupe Atenea e che tuttora, in parte, giace sotto i campi e gli uliveti. Sei grandi arterie, intersecate da strade secondarie e grandi edifici monumentali, attraversavano e  delimitavano i terrazzamenti su cui si sviluppava la città.</p>
<p>La <strong>Valle dei Templi</strong>, l&#8217;area archeologica di Agrigento, si trova sulla costa meridionale della <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-sicilia/">Sicilia</a> e copre il vasto territorio dell&#8217;antica polis, dalla <strong>Rupe Atenea</strong> all&#8217;acropoli dell&#8217;antica città originaria, comprendendo anche la collina sacra su cui sorgono i principali templi dorici, fino alla necropoli fuori le mura.</p>
<p>Oggi la Valle dei Templi, splendidamente conservata, è un magnifico modello dell’architettura greca e una testimonianza tra le più significative al mondo dell’architettura dorica.</p>
<h4>Un esempio così straordinario da essere divenuto <a href="http://whc.unesco.org/en/list/831" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio UNESCO nel 1997</a>.</h4>
<p>La grande fila di templi dorici è uno dei monumenti più importanti dell&#8217;arte e della cultura greca. Aree di scavo all’aperto hanno permesso di fare luce sulle città del tardo periodo ellenico e romano e sulle pratiche di sepoltura dei suoi abitanti dell’epoca paleocristiana.</p>
<p>Nella storia del mondo antico, tra i siti classici,<strong> Agrigento riveste un ruolo particolare grazie al suo eccezionale stato di conservazione</strong>, che permette di apprezzarne ancora oggi le caratteristiche tipiche della colonia greca. I resti di un gruppo di edifici preesistenti l’insediamento greco sono ben conservati e non sono stati  trasformati nel tempo per rispondere a nuovi gusti e tradizioni.</p>
<p>Il confine del sito comprende l&#8217;intero territorio dell&#8217;antica polis, assieme all&#8217;area della necropoli, le consistenti zone di scavo dell&#8217;abitato ellenistico e romano di Agrigento, la complessa rete di acquedotti sotterranei e un&#8217;ampia porzione di terreno dove sono ancora presenti strutture archeologiche non scavate.</p>
<p>La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di alcuni meravigliosi  templi in stile dorico, tra cui il <strong>Tempio di Hera Lacinia</strong>, o tempio di Giunone, costruito nel V secolo a.C. e luogo in cui di solito si celebravano le nozze. A questo si aggiunge il  <strong>Tempio della Concordia,</strong> costruito anch&#8217;esso nel V secolo a.C. e il cui nome deriva da un&#8217;iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio.</p>
<h4>Attualmente è quello meglio conservato, grazie anche alla sua trasformazione  in tempio cristiano nel VI secolo d.C.</h4>
<p>Il <strong>Tempio di Eracle</strong>, o tempio di Ercole, il cui culto era molto importante nell&#8217;antica Akragas,  invece, è una delle costruzioni più antiche. Distrutto da un terremoto, oggi restano in piedi otto colonne, mentre il <strong>Tempio di Castore e Polluce</strong>, i leggendari gemelli nati dall’unione della regina di Sparta con Giove, è diventato il simbolo della città di Agrigento.</p>
<p>Il <strong>Tempio di Zeus Olimpio</strong>, edificato per onorare appunto il capo di tutti gli dèi, era il tempio più grande di tutto l&#8217;occidente antico e unico nell&#8217;architettura del suo genere. La struttura era  caratterizzata dalla presenza dei telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo. Una copia di queste si trova nel sito, mentre l&#8217;unico originale, il Telamone dell&#8217;Olympeion, insieme ai resti di altri tre, si trova al museo archeologico di Agrigento.</p>
<p>E poi ancora il <strong>Tempio di Atena</strong>, costruito lontano dalla valle vera e propria, si trova nel centro storico della città di Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci, mentre il  <strong>Tempio di Efesto</strong> o tempio di Vulcano risale al V secolo e nelle fondamenta furono rinvenuti i resti di un tempietto arcaico</p>
<p>Il <strong>Tempio di Asclepio</strong>, o tempio di Esculapio, fa parte di un santuario extraurbano costruito lontano dalle mura delle città, luogo di pellegrinaggio dei malati in cerca di guarigione. Il <strong>Tempio e santuario rupestre di Demetra</strong>, invece, sorge nella parte orientale della città, sul fianco del pendio con cui si conclude la Rupe Atenea. Dal terrazzo del tempio di Demetra, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si arriva al sottostante santuario completamente scavato all&#8217;interno della collina.</p>
<p>La valle dei Templi, inoltre, ospita la cosiddetta <strong>Tomba di Terone</strong>, un monumento in tufo di notevoli dimensioni a forma di piramide, che si pensa sia stato eretto per ricordare i caduti della seconda guerra punica.</p>
<p>La Tomba di Terone si presenta come un sepolcro su alto podio a pianta quadrata, con colonne ioniche e trabeazione dorica, un modello ben noto nell&#8217;Oriente ellenistico e poi diffuso attraverso la cultura ellenistica italica anche nelle province occidentali.</p>
<p>Per visitare questo sepolcro da vicino, basta attraversare la <strong>Porta Aurea</strong> che, pur conservata solo nei tagli della roccia, rappresentava una delle più importanti della città, collegandola al mare. Qui sono collocati più fitti i sepolcri ellenistici e romani e, fra questi, anche gli esempi più monumentali.</p>
<h4><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=52" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Valle dei Templi</a> rappresenta un capolavoro del genio creativo dell’uomo per quanto riguarda gli sviluppi nell’architettura, nelle arti monumentali e nel disegno del paesaggio.</h4>
<p>L&#8217;area archeologica di Agrigento mostra un importante scambio di valori umani, essendo senza dubbio una delle principali città della regione mediterranea con le sue eccezionali testimonianze dell&#8217;influenza greca.</p>
<p>La Valle dei Templi di Agrigento comprende tutti gli elementi essenziali che concorrono alla giustificazione del suo eccezionale valore universale, avendo conservato in buone condizioni le strutture originarie e garantito così una rappresentazione autentica eccezionale del sito archeologico.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agrigento e la Valle dei Templi. Ma non solo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 18:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Agrigento Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Valle dei Templi e&#8217; la testimonianza di una storia millenaria ad Agrigento, la cui zona archeologica e&#8217; ritenuta Patrimonio mondiale dell&#8217;Umanita&#8217; dall&#8217;Unesco Fondata nel VI secolo a.C. dai coloni greci di Rodi e Creta, Agrigento è stata in passato e lo è tutt’ora una delle città leader della Sicilia. Ponte del bacino Mediterraneo, mostra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-7633" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/08/images_igallery_resized_ambientetest_4DB65FD3E1B29714D7F485E42FD-5433-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La Valle dei Templi e&#8217; la testimonianza di una storia millenaria ad Agrigento, la cui zona archeologica e&#8217; ritenuta Patrimonio mondiale dell&#8217;Umanita&#8217; dall&#8217;Unesco</p>
<p>  <span id="more-7636"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Fondata nel VI secolo a.C. dai coloni greci di Rodi e Creta, <strong>Agrigento</strong> è stata in passato e lo è tutt’ora una delle città leader della Sicilia. Ponte del bacino Mediterraneo, mostra ancora la sua supremazia grazie ai resti dei templi dorici, che tra campi e frutteti, dominano ancora oggi la città italiana. Ritenendo Agrigento una delle più grandi città del mondo antico mediterraneo conservata&nbsp; eccezionalmente in uno&nbsp; stato integro, essendo un capolavoro del genio umano, una testimonianza di interscambio di valori umani, essendo i resti di una tradizionale cultura, ed esempio di un edificio capace di illustrare una tappa significativa della storia dell’umanità il Comitato&nbsp;<strong><a href="siti-unesco" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unesco</a></strong> ha deciso, nel 1997, di inserirla tra i suoi siti patrimonio dell’umanità. La sua grande fila di templi dorici è, infatti, uno dei monumenti più importanti dell&#8217;arte greca e della cultura ellenistica. &nbsp;Uno studio approfondito mostra come tale città possa vantare la presenza greca fin dal VII secolo a.C., quando un insediamento greco si era stabilito sul fianco di una collina limitrofa, ponendo le basi per l’espansione di Akragas (Agrigento) e per un suo futuro prospero.</p>
<p class="MsoNormal">La felice posizione geografica di<strong> Agrigento</strong>, la fertilità dell&#8217;entroterra, che consentiva di produrre in abbondanza cereali, vino, olio d&#8217;olivo, &nbsp;e la natura collinare del territorio, che permetteva la pastorizia e l&#8217;allevamento dei cavalli, favoriscono lo straordinario sviluppo e la crescita economica della polis akragantina. &nbsp;In meno di due secoli dalla fondazione, Akragas è divenuta, infatti, una delle città più popolate del mondo greco e uno dei centri propulsori della cultura ellenica nel Mediterraneo.</p>
<p class="MsoNormal"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-7634" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/08/images_Area_Archeologica_Agrigento.jpg" alt="Area Archeologica_Agrigento" width="500" height="400" align="middle" border="1" /></p>
<p class="MsoNormal">La sua storia vede avvicendarsi le Tirannie di Falaride (570-555 aC) e Terone (488- 472 a.C.), i quali spingono i confini della città Sicula fino alle coste tirreniche della Sicilia, con la presa di Imera nel 480 a.C. e la vittoria contro l&#8217;armata cartaginese di Amilcare.&nbsp; In questo periodo di massimo splendore vengono avviate le grandi opere pubbliche. Nel 471 sale al potere Empedocle, ingegno aristocratico di spirito democratico che rifiutò il posto di tiranno offertogli dai suoi concittadini. E&#8217; il periodo della eudaimonia o prosperità economica, assicurata dai rapporti con Cartagine. Alla prosperità segue la decadenza, e Agrigento, segnato dalle battaglie interne con Siracusa, vede le sorti della sua sopravvivenza finire in mano ai Cartaginesi, che guidati da Annibale, dopo un assedio di 8 mesi, si impossessano della città nel 406 a.C. La città Siciliana inizia una lotta per la riconquista dei suoi territori, riuscendo ad impossessarsi di questi nel 339, grazie al corinzio Timoleonte, il quale ha sconfitto i Cartaginesi al Crimiso, riportando le città siceliote sotto l&#8217;influenza siracusana e segnando un periodo di rinascita e sviluppo per la cultura ellenica in Sicilia. Akragas fu rifondata con nuovi coloni. Il periodo di pace non dura a lungo: alla presa del potere di Agatocle a Siracusa, nel 311 a.C., Agrigento riprende la sua politica antisiracusana e, approfittando dell&#8217;assenza del tiranno impegnato nella sua campagna militare in Nord Africa, da vita ad una lega di città greche, sconfitta per ben due volte dai Siracusani.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Agrigento</strong> cade quindi nelle mani di Finzia, la cui tirannide dura dal 289 al 270 a.C. Schierandosi con Pirro, re dell&#8217;Epiro e, durante la prima guerra punica (264), con i Cartaginesi, Agrigento diventa un premio conteso tra Cartaginesi e Romani,&nbsp; fino all’incorporamento di questa nell’impero Romano, nel 210 a.C. In questi anni&nbsp; Agrigento beneficia ancora dall&#8217;essere l’unica città commerciale ancora attiva sulla costa meridionale della Sicilia. Tuttavia, il declino dell&#8217;impero occidentale e l&#8217;ascesa del Cristianesimo ha portato allo spopolamento e impoverimento della città stessa, che a partire dal VII secolo d.C. vede ridimensionarsi drasticamente i propri confini. L&#8217;insediamento è stato è stato successivamente occupato dagli Arabi (che lo chiamarono Kerkent o Girgent), nell’ 829 e dai Normanni (per i quali era Girgenti, il nome che ha mantenuto fino al 1927) nel 1086.</p>
<p class="MsoNormal">La Valle dei Templi, comprendente&nbsp; la maggior parte della città antica e dei suoi monumenti pubblici,&nbsp; si caratterizza per i resti di ben dieci templi in ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; Necropoli romana e tomba di Terone;&nbsp; Necropoli Paleocristiana; Acrosoli); Opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; due importanti luoghi di riunione: l&#8217;Agorà inferiore (non lontano dai resti del tempio di Zeus olimpio) e l&#8217;Agorà superiore (che si trova all&#8217;interno del complesso museale); un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca.</p>
<p class="MsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7635" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/08/images_Area_archeologica_Agrigento.jpg" alt="Area archeologica Agrigento" width="500" height="376" align="middle" border="1" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/08/images_Area_archeologica_Agrigento.jpg 500w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/08/images_Area_archeologica_Agrigento-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p class="MsoNormal">Tra i templi più importanti e più grandi ricordiamo il tempio di Zeus, di cui rimane solo l’altare maggiore e le fondamenta, edificato dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480-479) per onorare Zeus. Questo&nbsp; era il tempio più grande di tutto l&#8217;occidente antico e unico nell&#8217;architettura del suo genere. Era caratterizzato dalla presenza dei Telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo, e raffigurazioni di Atlante che sorregge la volta celeste.</p>
<p class="MsoNormal">Importante è anche il cosiddetto Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un&#8217;iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio. Costruito nel V secolo a.C., attualmente è con ogni probabilità il tempio meglio conservato, grazie anche alle circostanze che lo hanno trasformato, nel VI secolo d.C, in Tempio Cristiano.</p>
<p class="MsoNormal">Costruito anch’esso nel V secolo a.C, Tempio di Hera Lacinia, è stato incendiato nel 405 a.C. dai cartaginesi e le tracce del fuoco sono tutt’ora visibili. Era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze.</p>
<p class="MsoNormal">Dedicato a Demetria è il tempio che sorge nella parte orientale della città, sul fianco del pendio con cui si conclude la Rupe Atenea nella valle del fiume Akragas. Dal terrazzo del tempio, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario completamente scavato all&#8217;interno della collina.</p>
<p class="MsoNormal">Costruito lontano dalla Valle vera e propria, è il Tempio di Atena, il quale si trova nel centro storico della città di Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.</p>
<p class="MsoNormal">La patria di Empedocle e di Pirandello, ha attirato l’attenzione di grandi scrittori. Carlo Picchio, scrittore novecentesco, scrive di questa città “Le grandi meraviglie di Agrigento sono raccolte nella Valle dei Templi e sono, tra le altre, il Tempio della Concordia, perfetta opera dell&#8217;architettura dorica, sacro probabilmente ai Diòscuri; il Tempio chiamato, per errore, di Giunone Lacinia, e il Tempio di Giove Olimpico, il maggiore degli edifici sacri di Sicilia.”</p>
<p class="MsoNormal">(red)</p>
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