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	<title>apprendimento &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Mar 2022 14:46:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Imparare una lingua da adulti è più facile di quanto pensassimo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/imparare-una-lingua-da-adulti-e-piu-facile-di-quanto-pensassimo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[elettroencefalografia]]></category>
		<category><![CDATA[imparare una nuova lingua da adulti]]></category>
		<category><![CDATA[seconda lingua]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è vero che per gli adulti l&#8217;apprendimento di una seconda lingua non può essere veloce Secondo una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition e condotta da un gruppo di linguisti dell&#8217;Università del Kansas, non è vero che imparare una lingua quando si è adulti è difficile. Lo studio mostra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-109913" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/english-2724442_1280-e1625582979646.jpg" alt="seconda lingua" width="800" height="514" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Non è vero che per gli adulti l&#8217;apprendimento di una seconda lingua non può essere veloce</h3>
<p><span id="more-109912"></span></p>
<p align="justify">Secondo una nuova <a href="https://doi.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fxlm0000983" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca </a>pubblicata sul Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition e condotta da un gruppo di linguisti dell&#8217;Università del Kansas, non è vero che imparare una lingua quando si è adulti è difficile.</p>
<p align="justify">Lo studio mostra che anche da principianti, <strong>gli adulti possono iniziare rapidamente a elaborare mentalmente le strutture delle frasi di una seconda lingua come farebbe un madrelingua</strong>.</p>
<p align="justify">Anche se i risultati non possono ancora essere tradotti in nuovi metodi di insegnamento, gli autori affermano che <strong>questo tipo di studio scientifico porta ad avere un grande ottimismo per quanto riguarda l&#8217;apprendimento tardivo di una lingua</strong>.</p>
<p align="justify">I professori di linguistica che si sono occupati di questa ricerca sono stati ispirati da uno <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1467-9922.2006.00361.x" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> tra i più citati nella neuroscienza cognitiva della letteratura sull&#8217;<strong>acquisizione della seconda lingua</strong>, in cui si è cercato di vedere se studenti alle prime armi potessero mostrare un qualche tipo di <strong>sensibilità alle regole grammaticali del francese, dopo pochissime lezioni universitarie e poi avanti nei mesi</strong>.</p>
<h4 align="justify">I risultati di quello studio hanno mostrato che, anche per proprietà linguistiche simili tra inglese e francese, le risposte cerebrali degli studenti alle prime armi erano diverse da quelle mostrate dai madrelingua francesi.</h4>
<p align="justify">In questo nuovo studio, i linguisti hanno deciso di fare una ricerca simile con una dimensione del campione più ampia, un approccio di modellazione statistica completa, una gamma più ampia di strutture linguistiche e una serie di misure delle differenze individuali. Hanno scelto di lavorare con studenti spagnoli e, per un periodo di quattro anni, gli organizzatori hanno testato due coorti per un totale di quasi 50 studenti, principalmente per <strong>confrontare come funzionava il loro cervello durante l&#8217;elaborazione sia di una struttura linguistica simile nelle due lingue</strong> (inglese e spagnola), sia di una struttura che differisce.</p>
<p align="justify">Grazie all&#8217;uso <strong>dell&#8217;elettroencefalografia</strong> sugli studenti, si è potuto avere conferma che essi, anche di fronte a un&#8217;esposizione minima alla seconda lingua, mostravano da subito <strong>risposte cerebrali legate all&#8217;elaborazione grammaticale</strong> simili a quelle dei madrelingua, sia per le strutture simili che per quelle differenti tra la prima e la seconda lingua. Ed è davvero una buona notizia per incoraggiare chi decide di farlo.</p>
<p align="justify">
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		<item>
		<title>Quanto è rischioso investigare sulle differenze del cervello tra uomini e donne?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/quanto-e-rischioso-investigare-sulle-differenze-del-cervello-tra-uomini-e-donne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2020 11:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[differenze]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati che studiano le differenze sessuali nel cervello procedono anche se temono che il loro lavoro venga strumentalizzato Un team di scienziati del National Institutes of Health (NIH) sta perseguendo un progetto davvero delicato: uno studio su come il cervello umano differisce tra i sessi. Ovviamente, mentre lo fa, deve anche cercare di evitare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65169" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/nerve-cell-2213009_1280-e1597825866654.jpg" alt="differenze sessuali nel cervello" width="800" height="450" /></h3>
<h3>Gli scienziati che studiano le differenze sessuali nel cervello procedono anche se temono che il loro lavoro venga strumentalizzato</h3>
<p><span id="more-65168"></span></p>
<p>Un team di scienziati del National Institutes of Health (NIH) sta perseguendo un progetto davvero delicato: <strong>uno studio su come il cervello umano differisce tra i sessi</strong>. Ovviamente, mentre lo fa, deve anche cercare di evitare che il lavoro venga travisato dai misogini.</p>
<p>Armin Raznahan, capo della Neurogenomica dello sviluppo presso l&#8217;NIH, ha pubblicato una <a href="https://www.pnas.org/content/117/31/18788">ricerca</a> sulla rivista <em>PNAS</em> su come ci siano <strong>differenze tra i due sessi nei cromosomi che sono legate alle dimensioni delle varie regioni del cervello</strong>.</p>
<p>La ricerca, riferisce <a href="https://www.wired.com/story/a-study-finds-sex-differences-in-the-brain-does-it-matter/"><em>Wired</em></a>, potrebbe <strong>fornire ai medici una migliore comprensione di come i disturbi dello sviluppo neurologico possano manifestarsi nei diversi gruppi</strong>.</p>
<p>&#8220;Se riusciamo a capire meglio la biologia del sesso&#8221;, ha detto Raznahan a <em>Wired</em>, &#8220;forse quei percorsi ci aiuteranno a capire cosa sta succedendo quando una persona viene messa a rischio di manifestare sintomi di disturbo dello spettro autistico, per esempio&#8221;.</p>
<h4>Ma la natura delicata della ricerca di Raznahan ha fatto sì che prima di tutto lui abbia dovuto combattere contro i fraintendimenti, fin dall&#8217;inizio della sua carriera.</h4>
<p>&#8220;Mi sono bruciato le dita quando ho iniziato&#8221;, ha detto Raznahan a <em>Wired.</em></p>
<p>A quel tempo, stava studiando le differenze tra il modo in cui il cervello degli uomini e quello delle donne cambiano nel tempo. E anche se il suo articolo ha toccato solo i cambiamenti strutturali e non le differenze funzionali, ciò non ha impedito al <em>Wall Street Journal</em> di citare <strong>il suo lavoro in un articolo del 2011 che suggeriva che gli scolari avrebbero imparato meglio in aule differenziate per sesso.</strong></p>
<p>Rispetto alle ricerche, <strong>gli scienziati si dividono tra quelli che pensano che da un argomento così complicato le conclusioni pratiche che si potrebbero trarre rimangono poco chiare e quindi sarebbe il caso di non investigare, e quelli che sostengono che sia essenziale</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Come imparare le lingue grazie alle orecchie</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/come-imparare-le-lingue-grazie-alle-orecchie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 06:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Auricolari]]></category>
		<category><![CDATA[Lingue]]></category>
		<category><![CDATA[Stimolazione elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[La sinergia tra auricolari e stimolazione elettrica In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science of Learning, i ricercatori hanno dimostrato che piccole quantità di stimolazione elettrica attraverso auricolari appositamente progettati hanno migliorato le capacità dei partecipanti adulti di riconoscere i toni della lingua straniera, un effetto che è durato dopo che la stimolazione è stata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-64986" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/headphones-407190_1280-e1597664252666.jpg" alt="auricolari" width="800" height="533" /></h3>
<h3>La sinergia tra auricolari e stimolazione elettrica</h3>
<p><span id="more-64985"></span></p>
<p>In un nuovo <a href="https://www.nature.com/articles/s41539-020-0070-0">studio </a>pubblicato sulla rivista <em>Science of Learning</em>, i ricercatori hanno dimostrato che <strong>piccole quantità di stimolazione elettrica</strong> attraverso auricolari appositamente progettati hanno <strong>migliorato le capacità dei partecipanti adulti di riconoscere i toni della lingua straniera</strong>, un effetto che è durato dopo che la stimolazione è stata interrotta.</p>
<p>Come si legge all&#8217;inizio del documento, per quanto gli esseri umani abbiano eccellenti qualità percettive, queste non sono particolarmente sviluppate per quanto riguarda la possibilità di apprendere una lingua nuova in età adulta.</p>
<p>Eppure, riporta <a href="https://www.inverse.com/innovation/neural-stimulation-language-device"><em>Inverse</em></a>, stimolando il nervo vago tramite gli auricolari, <strong>il gruppo è stato in grado di identificare meglio e distinguere tra quattro diversi toni di mandarino</strong>.</p>
<p>Una cosa impressionate, visto che distinguere tra questi quattro toni comuni è estremamente difficile per chi, come i madrelingua inglesi coinvolti nella ricerca, non è abituato alle lingue tonali.</p>
<p>Complessivamente, <strong>gli scienziati hanno visto un miglioramento del 13% nella capacità di distinguere i toni della lingua sconosciuta</strong> da parte di chi aveva ricevuto la stimolazione cerebrale rispetto a chi non l&#8217;aveva ricevuta.</p>
<p>&#8220;Dimostrare che la stimolazione non invasiva dei nervi periferici può facilitare l&#8217;apprendimento delle lingue potenzialmente apre la porta al miglioramento delle prestazioni cognitive in una vasta gamma di domini&#8221;, ha detto in una <a href="https://www.eurekalert.org/pub_releases/2020-08/uop-nns080320.php">dichiarazione</a> Fernando Llanos, autore principale dello studio.</p>
<p>Lo stesso effetto potrebbe essere generalizzato all&#8217;apprendimento di modelli sonori di altre lingue secondo <strong>i ricercatori</strong>, che ora quindi <strong>stanno studiando un modo per estendere queste sessioni di apprendimento</strong>. Si tratta di un metodo completamente non invasivo e sicuro – anche per questo è così interessante.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>La pressione scolastica dei genitori può minare la salute mentale dei bambini</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/la-pressione-scolastica-dei-genitori-puo-minare-la-salute-mentale-dei-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 19:48:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
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		<category><![CDATA[vita all'aperto]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio mostra che i bambini che vengono spinti verso rendimenti (troppo) alti sono a maggior rischio di problemi mentali indotti da stress e depressione Un genitore che spinge un bambino a raggiungere buoni voti a scuola è generalmente visto come un buon genitore, visto che cerca di indurre risultati positivi e vincenti nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38488" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Pressione_scolastica_bimbi.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Pressione_scolastica_bimbi.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Pressione_scolastica_bimbi-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Pressione_scolastica_bimbi-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Un nuovo studio mostra che i bambini che vengono spinti verso rendimenti (troppo) alti sono a maggior rischio di problemi mentali indotti da stress e depressione</p>
<p>  <span id="more-38489"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un genitore che spinge un bambino a raggiungere buoni voti a scuola è generalmente visto come un buon genitore, visto che cerca di indurre risultati positivi e vincenti nella vita del proprio figlio. Ma questo vale fino a un certo punto. Quando un bambino subisce una pressione troppo grande per distinguersi in ambito scolastico e mantenere buone prestazioni in una scuola di alto livello, può avere delle ripercussioni in ambito emotivo e fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno <a href="https://www.nap.edu/catalog/25466/vibrant-and-healthy-kids-aligning-science-practice-and-policy-to" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato di recente sulla rivista <em>The National Academies of Sciences, Engineering and Medicine</em>, ha scoperto che i bambini che vengono inseriti nelle scuole ad alto rendimento, per esempio, sono un gruppo a rischio alla pari dei «bambini che vivono in condizioni di povertà e di affido, degli immigrati recenti e delle persone con genitori che stanno in carcere».&nbsp;Un risultato davvero d&#8217;impatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si vedono dei bambini benestanti e privilegiati, infatti, non si pensa mai che possano avere gli stessi problemi di un gruppo demografico come quello dei bambini svantaggiati da condizioni di provenienza difficili, eppure i ricercatori hanno scoperto che le due tipologie mostrano segni simili di stress, ansia, depressione e rispondono alle situazioni negli stessi modi dannosi – delinquenza, abuso di sostanze, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini devono essere bambini, oltre ai doveri hanno il diritto di avere momenti di svago, tempo libero, spazi di vita non programmati in cui annoiarsi e scoprire quali sono le loro vere passioni. Oltre allo studio e ai dispositivi tecnologici, le personalità in crescita hanno bisogno di natura, giochi all&#8217;aperto, contatti con gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>I libri aiutano sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 08:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Socialità]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, leggere per i propri bambini li aiuta a migliorare la loro socialità «C&#8217;era una volta» è la frase che tutti i bambini dovrebbero sentire quando sono stesi a letto prima di dormire, visto che i genitori che leggono storie ai loro figli possono aiutarli a sviluppare delle abilità sociali che gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36037" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_letturaesocialit%C3%A0.jpg" alt="" width="799" height="401" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, leggere per i propri bambini li aiuta a migliorare la loro socialità</p>
<p>  <span id="more-36038"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">«C&#8217;era una volta» è la frase che tutti i bambini dovrebbero sentire quando sono stesi a letto prima di dormire, visto che i genitori che leggono storie ai loro figli possono aiutarli a sviluppare delle abilità sociali che gli serviranno molto quando sarà ora di sbarcare nel mondo. In particolare la lettura ad alta voce e l&#8217;interpretazione di quello che si sta leggendo possono compensare i comportamenti che denotano disturbi come l&#8217;iperattività e l&#8217;aggressività e migliorare l&#8217;attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dice <a href="http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2018/04/05/peds.2017-3393.full" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio</a>&nbsp;pubblicato di recente sulla rivista «Pediatrics» che racconta come leggere insieme al proprio figlio crei un momento davvero intenso di condivisione e come le storie spieghino senza spiegarlo come si devono affrontare le sfide nella propria vita. L&#8217;immedesimazione, l&#8217;empatia, la curiosità, l&#8217;attenzione: sono tutte qualità che la lettura permettere di sviluppare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ce lo dicono sempre tutti, ma questa volta i ricercatori hanno voluto dimostrare con una ricerca i benefici dell&#8217;abitudine di leggere ad alta voce ai bambini e così hanno trovato, in maniera del tutto casuale, 675 famiglie da seguire sia rendendole parte di un programma chiamato Video Interaction Project sia seguendole e basta. Le famiglie che partecipavano al programma potevano mostrare ai pediatri video di letture e giochi con i loro bambini e attraverso questi farsi anche aiutare da un coach per capire in che modo essere ancora più efficienti nello sviluppo dei propri figli.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati hanno mostrato di avere un impatto prolungato sui problemi comportamentali dei bambini, che si sentiva fino a un anno e mezzo dopo la fine del programma, spingendo i ricercatori a caldeggiare la lettura come metodo di «insegnamento» e di sostegno nei riguardi di alcuni problemi comportamentali. <br />La speranza per la socialità e il benessere dei bambini è che, in questo mondo così tanto spersonalizzato, i genitori continuino ancora e sempre a leggere per i loro figli.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Coccolate i bebè, apprenderanno meglio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/coccolate-i-bebe-apprenderanno-meglio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 10:51:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[coccole]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[neonato]]></category>
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					<description><![CDATA[I bimbi che vivono in armonia con i propri genitori saranno più intelligenti Le coccole non fanno solo bene al cuore, anche il cervello funziona meglio se c’è tenerezza. Questo vale soprattutto per i bimbi: se sono in armonia con mamma e papà imparano meglio. I bebè hanno bisogno di sentirsi sicuri, protetti e amati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32772" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/11/images_genitori_neonato.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_genitori_neonato.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/11/images_genitori_neonato-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<h3>I bimbi che vivono in armonia con i propri genitori saranno più intelligenti</h3>
<p><span id="more-32773"></span></p>
<p>Le coccole non fanno solo bene al cuore, anche il cervello funziona meglio se c’è tenerezza. Questo vale soprattutto per i bimbi: se sono in armonia con mamma e papà imparano meglio.</p>
<p>I bebè hanno bisogno di sentirsi sicuri, protetti e amati affinché le connessioni nel cervello si formino adeguatamente, consentendo loro di apprendere in modo efficace.<br />
È una<a href="http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-38002105" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> tesi a cui stanno lavorando i ricercatori della Cambridge University</a> che mette in relazione l’amore famigliare con la capacità di apprendimento.</p>
<p>Mettiamoci nei panni di un neonato: “il mondo è un &#8216;vortice&#8217; di immagini e suoni, un sovraccarico di informazioni, che viene gradualmente messo a fuoco. I bambini &#8211; spiega Adnkronos salute &#8211; imparano presto a riconoscere i volti e le voci, poi nei mesi successivi a muoversi, capire la lingua e dare un senso a ciò che li circonda. E&#8217; il momento cruciale in cui si formano le connessioni importanti nel cervello. Per capirne di più i ricercatori del &#8216;baby lab&#8217; dell&#8217;ateneo britannico hanno sottoposto a scansione sia il cervello dei bebè sia quello delle loro mamme mentre interagiscono in attività di apprendimento”.</p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che le onde cerebrali di mamma e bebè devono essere “in sincrono” affinché quest’ultimo apprenda bene. Un esempio? Quando la mamma parla al bimbo con voce cantilenante e rassicurante è un vantaggio per il piccolo. Questo linguaggio, che passa anche attraverso le filastrocche, può essere definito “mammese”.</p>
<p>&#8220;Anche se suona strano per noi, ai bambini piace molto ascoltare il &#8216;mammese’ anche più di un discorso da adulti &#8211; spiega la scienziata sta guidando la ricerca, Victoria Leong &#8211; La mamma riesce a ottenere l&#8217;attenzione del bebè e il suo discorso suona più chiaro. Più il piccolo sente&#8221; questa cantilena materna &#8220;migliore è lo sviluppo del linguaggio. Il cervello del bambino è impostato per rispondere al ‘mammese’, è per questo che è un veicolo così efficace per insegnare nuove informazioni&#8221;. Non solo: secondo gli studi condotti dalla squadra di Leong, i bambini rispondono meglio anche quando c&#8217;è prolungato contatto con gli occhi.</p>
<p>Secondo i ricercatori, le mamme che hanno sussurrato le loro parole cercando con lo sguardo gli occhi dei propri bimbi, hanno catalizzato meglio l&#8217;attenzione rispetto alle mamme che guardavano altrove, anche occasionalmente. Dovrebbero dunque preoccuparsi i genitori multitasking costretti a dividersi fra la cura dei piccoli e il telefono o le email di lavoro? &#8220;No &#8211; rassicura Leong &#8211; la maggior parte fa un ottimo lavoro. Lo sviluppo del cervello è influenzato solo in casi estremi di negligenza e mancanza di attenzione&#8221;.</p>
<p>Sebbene le scoperte di Leong siano consolidate in un filone di studi comportamentali precedenti, i lavoro del team punta a qualcosa di nuovo: capire ciò che accade all&#8217;interno del cervello quando i bambini stanno ricevendo un&#8217;attenzione di qualità. &#8220;Il mio lavoro &#8211; chiarisce all’Adnkronos &#8211; è comprendere le basi neurologiche di questi effetti&#8221;.</p>
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