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	<title>apiari &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Api tra i pannelli fotovoltaici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 12:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[apiari]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie solari]]></category>
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					<description><![CDATA[Apre il più grande apiario dentro una fattoria solare negli Stati Uniti È un concetto davvero interessante quello che è stato sviluppato dalla PineGate Renewables, un&#8217;azienda con la sede in North Carolina, che sta aprendo il più grande apiario all&#8217;interno di una fattoria solare presente degli Stati Uniti.&#160; Da pochissimo, infatti, la fattoria solare Eagle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36728" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_apiariotrapannelli.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_apiariotrapannelli.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_apiariotrapannelli-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_apiariotrapannelli-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Apre il più grande apiario dentro una fattoria solare negli Stati Uniti</p>
<p>  <span id="more-36729"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">È un concetto davvero interessante quello che è stato sviluppato dalla <a href="http://pgrenewables.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PineGate Renewables</a>, un&#8217;azienda con la sede in North Carolina, che sta aprendo il più grande apiario all&#8217;interno di una fattoria solare presente degli Stati Uniti.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Da pochissimo, infatti, la fattoria solare Eagle Point di Jackson County in Oregon ospita 48 alveari di api sotto e in mezzo ai pannelli solari – sarà John Jacob della <a href="http://oldsolbees.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Old Sol Apiaries</a>&nbsp;a fare da custode alle api dopo che ha anche contribuito a determinare l&#8217;idoneità del sito a questo progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Studi condotti sugli apiari presenti nelle fattorie solari nel Regno Unito suggeriscono che questi tipi di progetti ibridi possono aiutare a far aumentare la popolazione di api e di insetti impollinatori in una regione, creando, in questo modo, benefici sia per l&#8217;ambiente naturale che per le fattorie agricole. <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29806456" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un nuovo studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Environmental Science and Technology» ha rilevato che ci sono circa 6.500 ettari di colture impollinatrici in prossimità di 204 megawatt di impianti di energia solare nella sola Oregon.</p>
<p style="text-align: justify;">I siti specifici della PineGate Renewables sono gestiti con fiori ed erbe autoctone a bassa profondità, che migliorano la salute del suolo, immagazzinano acqua piovana e supportano un concetto sano di ecologia. Il piano di vegetazione specifico per il sito dell&#8217;Oregon è stato progettato da una società di servizi ecologici del Colorado che si chiama Regenerate. È stato annunciato che, entro la primavera del 2019, questo sito fornirà agli impollinatori un habitat equivalente a circa 24.800 case con 1,8&#215;3,6 metri di giardini mantenuti per 25 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che, in futuro, altre aziende siano ispirate verso progetti di questo tipo, che vengono definiti di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Permacultura" target="_blank" rel="noopener noreferrer">permacultura</a>&nbsp;e che uniscono diverse forze per creare spazi e metodi per servire le persone rispettando l&#8217;ambiente. Un apiario dentro una fattoria solare ne è un esempio perfetto.</p>
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		<title>Meno api e meno miele. Colpa di pesticidi e maltempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2014 07:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltori]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[apiari]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
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					<description><![CDATA[Moria api e produzione miele a -50%: sotto accusa pesticidi e maltempo. Situazione allarmante   Sempre piu’ api avvelenati e sempre meno miele da gustare. Sono allarmanti i dati, presentati oggi in una conferenza stampa indetta da Conapi e Unaapi presso la sede bolognese di Legacoop Agroalimentare Nord Italia, relativi alla moria di api che, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-7188" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_igallery_resized_ambientetest_api-5199-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Moria api e produzione miele a -50%: sotto accusa pesticidi e maltempo. Situazione allarmante</p>
<p>  <span id="more-20325"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Sempre piu’ <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19227"><strong>api</strong></a> avvelenati e sempre meno <a href="https://www.ecoseven.net//?p=19801"><strong>miele</strong></a> da gustare. Sono allarmanti i dati, presentati oggi in una conferenza stampa indetta da Conapi e Unaapi presso la sede bolognese di Legacoop Agroalimentare Nord Italia, relativi alla moria di api che, da Nord a Sud, ha caratterizzato l&#8217;ultima primavera.</p>
<p>Sono oltre 60, infatti, le segnalazioni di grave avvelenamento di interi <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15973"><strong>apiari</strong></a> raccolte tra marzo e maggio 2014 dalla rete ‘Spia’ del progetto Beenet. Come sei anni fa, anche nei mesi scorsi gli eventi si sono manifestati in coincidenza con la semina di mais e i trattamenti di fruttiferi e vite, di cereali e ornamentali, mentre si è accertato che le cause delle morie non sono di tipo veterinario. Per questo Conapi e Unaapi hanno voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni nei confronti di alcune pratiche agronomiche scorrette e talvolta non in linea con le normative vigenti.</p>
<p>Cosa è successo dunque nella primavera 2014? Il clima mite invernale ha favorito le infestazioni di insetti nocivi spingendo gli <strong>agricoltori</strong> a intensificare i trattamenti anche in colture solitamente non trattate come i cereali vernini. I controlli, dopo anni di relativa tranquillità per gli apicoltori, possono non essere stati così stringenti. In più, alcuni nuovi preparati recentemente autorizzati e alcune pratiche fitosanitarie si sono rivelati pericolosamente impattanti su api e altri impollinatori.  </p>
<p>A gravare ulteriormente sulla campagna miele, inoltre, le condizioni meteo decisamente sfavorevoli che hanno determinato pesanti ripercussioni sulle rese. In riferimento alla produzione italiana, quest&#8217;anno si prevede una flessione media del 50% per i mieli  di acacia, castagno, agrumi e millefiori primaverile-estivo. Il che si tradurrà in un aumento dei prezzi d&#8217;acquisto che si attesterà tra il 20 e il 30%. Dolenti note anche su molti mercati internazionali: al raccolto per il miele di eucalipto in Australia addirittura vicino allo zero, fanno riscontro il Sud America (-50%), la Spagna (-40%) e il -60% per l&#8217;acacia in Europa dell&#8217;Est.</p>
<p> </p>
<p>I provvedimenti richiesti da <strong>Conapi, Fai e Unaapi</strong>  non puntano però a  tutelare solo il mercato – un comparto che vale, indotto compreso, tra i 57 e i 62 milioni di euro e nel quale operano 40.000 apicoltori e 12.000 produttori apistici – ma tutti i cittadini visto che l’ape, con la sua diffusione e la sua attività di bottinatrice, è la migliore sentinella del nostro ambiente.  </p>
<p>gc</p>
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		<title>Salvare le api, con un fiore d&#8217;autunno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2014 11:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[apiari]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[polline]]></category>
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					<description><![CDATA[Per fermare il declino delle api potrebbe bastare la coltivazione, a ridosso degli apiari, di strisce di Cephalaria transsylvanica, un fiore d&#8217;autunno La soluzione per salvare le api? Potrebbe essere quella di coltivare, a ridosso degli apiari, strisce di Cephalaria transsylvanica, una specie popolarmente conosciuta come ‘Vedovina maggiore’ che fiorisce durante l&#8217;autunno, stagione normalmente caratterizzata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-16696" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_ambiente_api_fiore-10570-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Per fermare il declino delle api potrebbe bastare la coltivazione, a ridosso degli apiari, di strisce di Cephalaria transsylvanica, un fiore d&#8217;autunno</p>
<p>  <span id="more-16697"></span>  </p>
<p>La soluzione per salvare le <strong>api</strong>? Potrebbe essere quella di coltivare, a ridosso degli <strong>apiari</strong>, strisce di Cephalaria transsylvanica, una specie popolarmente conosciuta come ‘Vedovina maggiore’ che fiorisce durante l&#8217;<strong>autunno</strong>, stagione normalmente caratterizzata da carenza di <strong>polline</strong> e nettare. A proporre la soluzione è il team di Apidologia e Apicoltura del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell&#8217;Università di Pisa. Lo studio, condotto da Angelo Canale, Giovanni Benelli e Stefano Benvenuti, è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista PLOS ONE.</p>
<p>&#8216;Tale strategia &#8211; ha spiegato Giovanni Benelli &#8211; può rappresentare un&#8217;ottima soluzione per fornire <strong>polline</strong> e nettare alle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11215"><strong>api</strong></a>, ma anche ad altri pronubi selvatici, nella fase di rarefazione delle fioriture spontanee che caratterizza la stagione autunnale&#8217;.</p>
<p>&#8216;La ricerca in oggetto &#8211; ha aggiunto Angelo Canale &#8211; propone l&#8217;inclusione di Cephalaria transsylvanica in strisce di fioriture da seminarsi sia in aree ad <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12696"><strong>agricoltura</strong></a> intensiva, al fine di aumentare la diversità degli impollinatori presenti, sia in prossimità degli alveari per garantire limitrofe e abbondanti quantità di <strong>polline</strong> e nettare utili a irrobustire le famiglie di <strong>api</strong>, per un più agevole superamento della stagione invernale&#8217;.</p>
<p>(gc)</p>
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