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	<title>api &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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		<title>Api e impollinazione: perché senza di loro mangeremmo molto meno (e i miti da sfatare)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:53:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Redazione Ecoseven – 25/06/2026 Se parliamo di api e impollinazione è giusto evidenziare quanto siano fondamentali per il cibo che mangiamo: secondo la FAO, oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende, almeno in parte, dall&#8217;impollinazione animale, e questi insetti contribuiscono a circa il 35% della produzione agricola globale. In pratica, due terzi della frutta e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – 25/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320228 size-full" title="Api e impollinazione: ape su un fiore raccoglie il polline" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione.webp" alt="Api e impollinazione ruolo cibo" width="1236" height="824" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione.webp 1236w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Api-e-impollinazione-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="3:1-3:873;90-962"><strong>Se parliamo di api e impollinazione è giusto evidenziare quanto siano fondamentali per il cibo che mangiamo: secondo la FAO, oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende, almeno in parte, dall&#8217;impollinazione animale, e questi insetti contribuiscono a circa il 35% della produzione agricola globale. In pratica, due terzi della frutta e della verdura che portiamo in tavola — da mele e fragole a zucchine, mandorle e ciliegie — esistono grazie al loro lavoro. Ma le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, inquinamento e crisi climatica: in Europa, negli ultimi 30 anni, è andato perso circa il 75% della biomassa di insetti volatori. Per questo WWF e Greenpeace hanno lanciato campagne per salvarle. In questo speciale vediamo il loro ruolo reale, cosa si sta facendo per proteggerle e quali miti — a partire dalla famosa frase di Einstein — vanno sfatati.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="5:1-5:497;964-1460">C&#8217;è un piccolo insetto da cui dipende una fetta enorme del nostro cibo. Eppure attorno alle api circolano tanto allarmismo quanto imprecisione: frasi virali, citazioni inventate e semplificazioni che rischiano di confondere il quadro. In questo speciale proviamo a fare ordine, con i dati delle fonti più autorevoli (FAO, ISPRA, EFSA), distinguendo ciò che è vero da ciò che è leggenda, e spiegando perché proteggere gli impollinatori è una questione concreta — ecologica, economica e alimentare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="7:1-7:50;1462-1511">Perché api e impollinazione sono così importanti per il cibo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="9:1-9:289;1513-1801">Partiamo dal cuore della questione: Api e impollinazione. Molte piante, per riprodursi e produrre frutti e semi, hanno bisogno che il polline venga trasportato da un fiore all&#8217;altro. Le api e gli altri impollinatori fanno esattamente questo, spostandosi di fiore in fiore in cerca di nettare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="11:1-11:419;1803-2221">I numeri, secondo la <a href="https://www.fao.org/home/en" target="_blank" rel="noopener">FAO</a>, danno la misura del fenomeno. Oltre il <strong>75% delle colture alimentari mondiali</strong> dipende almeno in parte dall&#8217;impollinazione animale. Gli impollinatori contribuiscono a circa il <strong>35% della produzione agricola globale</strong> e sostengono 87 delle 115 principali colture alimentari del mondo. In Europa, secondo l&#8217;<a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/notizie/il-ruolo-delle-api-per-l2019uomo-e-l2019ambiente" target="_blank" rel="noopener">ISPRA</a>, circa l&#8217;80% delle specie coltivate dipende dall&#8217;impollinazione degli insetti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="13:1-13:419;2223-2641">Tradotto in pratica: senza api e impollinazione diremmo addio (o quasi) a mele, fragole, zucchine, mandorle, ciliegie, e a moltissimi altri prodotti. La FAO stima che due terzi della frutta e della verdura che consumiamo quotidianamente dipendano dal loro lavoro. Non si tratta solo di quantità, ma anche di varietà: gli impollinatori sostengono la diversità della nostra dieta, garantendo molti alimenti ricchi di nutrienti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="15:1-15:214;2643-2856">C&#8217;è poi un valore economico enorme. Le sole api selvatiche garantiscono l&#8217;impollinazione di colture per un valore stimato in oltre 153 miliardi di euro l&#8217;anno a livello globale, di cui circa 22 miliardi in Europa.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="17:1-17:57;2858-2914">Il declino delle api: pesticidi, clima e inquinamento</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="19:1-19:137;2916-3052">Qui sta il problema, ed è serio. Gli impollinatori sono in declino in tutto il mondo, sotto la pressione di una combinazione di fattori.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="21:1-21:432;3054-3485">Il primo è l&#8217;uso di <strong>pesticidi</strong>, in particolare alcuni insetticidi chiamati neonicotinoidi, considerati tra i principali responsabili della moria delle api. L&#8217;EFSA, l&#8217;Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha confermato la loro pericolosità per gli impollinatori, e nel 2018 l&#8217;Unione Europea ne ha vietato l&#8217;uso all&#8217;aperto per tre di queste sostanze — anche se in alcuni Paesi, Italia compresa, sono state previste deroghe.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="23:1-23:508;3487-3994">Gli altri fattori sono la <strong>perdita di habitat</strong> (dovuta all&#8217;agricoltura intensiva e alle monocolture), il <strong>diserbo chimico</strong> che elimina i fiori selvatici di cui gli insetti si nutrono, la <strong>crisi climatica</strong> con le sue fioriture alterate, l&#8217;<strong>inquinamento</strong> e i parassiti come l&#8217;acaro Varroa destructor. Il risultato è preoccupante:<a href="https://www.wwf.it/uploads/WWF-DM-Impollinatori-2024-BROCHURE_Optimized.pdf" target="_blank" rel="noopener"> secondo il WWF, in Europa abbiamo perso circa il 75% della biomassa di insetti impollinatori</a> negli ultimi 30 anni, e oltre il 40% degli impollinatori rischia l&#8217;estinzione.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="25:1-25:54;3996-4049">Le campagne di WWF e Greenpeace per salvare le api</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="27:1-27:168;4051-4218">Di fronte a questo quadro, le due principali organizzazioni ambientaliste hanno lanciato campagne specifiche, con un obiettivo comune: ridurre i pesticidi più dannosi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="29:1-29:513;4220-4732">Il <strong>WWF</strong> ha promosso la campagna <strong><a href="https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/bee-safe-la-campagna-wwf-per-salvare-le-api/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Bee Safe</a>&#8220;</strong> e la petizione <strong>&#8220;<a href="https://attivati.wwf.it/difendi-gli-impollinatori" target="_blank" rel="noopener">Difendi gli Impollinatori</a>&#8220;</strong>, lanciata in occasione della Giornata mondiale delle api (20 maggio). L&#8217;organizzazione chiede al governo e all&#8217;Unione Europea il divieto delle sostanze chimiche più pericolose, l&#8217;aumento delle superfici agricole dedicate alla conservazione della natura e un maggiore sostegno all&#8217;agricoltura biologica. Il WWF ha anche aderito a iniziative europee dei cittadini per l&#8217;eliminazione graduale dei pesticidi di sintesi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="31:1-31:576;4734-5309"><strong>Greenpeace</strong>, con la campagna <strong>&#8220;<a href="https://attivati.greenpeace.it/petizioni/salviamo-le-api/?pm=true&amp;utm_source=adwords&amp;utm_medium=ppc&amp;utm_content=ap_pmax&amp;utm_term=&amp;utm_campaign=%5Blg%2028100%5D%20new%20lead%20-%20performance%20max%20-%20api%2Fplastica&amp;hsa_acc=5800254361&amp;hsa_cam=23285103968&amp;hsa_grp=&amp;hsa_ad=&amp;hsa_src=&amp;hsa_tgt=&amp;hsa_kw=&amp;hsa_mt=&amp;hsa_net=adwords&amp;hsa_ver=3&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=23280125172&amp;gbraid=0aaaaadcatwpxxstlvipgs-q-foc4uhbsm&amp;gclid=cj0kcqjwo_prbhdnarisaecvalxqwwa2zbhkhp1jqoyaikzpkqdry9f6_rkuuxs52jm19eeyij8_s_eaap7fealw_wcb" target="_blank" rel="noopener">Salviamo le api</a>&#8220;</strong>, chiede al Governo italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api, a partire dai neonicotinoidi. L&#8217;organizzazione ha inoltre creato il <strong>&#8220;<a href="https://www.greenpeace.org/italy/storia/22505/food-forest-roma/" target="_blank" rel="noopener">Bosco delle Api</a>&#8220;</strong>, un progetto nato a Roma e Cremona: una food forest (orto-bosco) che ricrea un ecosistema favorevole agli impollinatori, con piante da frutto, erbe officinali, bacche e fiori. Greenpeace propone anche guide pratiche, come &#8220;Fiori amici delle api&#8221;, per scegliere piante che nutrono gli impollinatori anche in città.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="33:1-33:166;5311-5476">Entrambe le campagne convergono su un punto: la protezione delle api passa soprattutto dalla riduzione dei pesticidi e dal <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/mangiare-miele-ogni-giorno-fa-bene-al-fegato-ecco-cosa-dice-la-scienza/" target="_blank" rel="noopener">sostegno a un&#8217;agricoltura più sostenibile.</a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="35:1-35:31;5478-5508">I miti da sfatare sulle api</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="37:1-37:213;5510-5722">Qui arriva la parte più importante per orientarsi con spirito critico, perché attorno alle api circolano alcune convinzioni diffuse ma imprecise. Sfatarle non significa minimizzare il problema, ma capirlo meglio.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="39:1-39:68;5724-5791">Mito 1: &#8220;Einstein disse che senza api l&#8217;uomo ha 4 anni di vita&#8221;</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="41:1-41:604;5793-6396">È la citazione più famosa sulle api: <em>&#8220;Se le api scomparissero, all&#8217;uomo resterebbero solo quattro anni di vita.&#8221;</em> Viene attribuita ad Albert Einstein, ma <strong><a href="https://www.mvpa-unina.org/terza-missione/anno2020/einstein-le-api-e-la-fine-del-mondo_869.xhtml" target="_blank" rel="noopener">non esiste</a> alcuna prova che l&#8217;abbia mai pronunciata</strong>. Lo hanno verificato siti di fact-checking come Snopes e Quote Investigator: la frase non compare in nessuno scritto, discorso o raccolta di citazioni del fisico. Risulta diffusa solo a partire dagli anni &#8217;90, in particolare durante una protesta di apicoltori europei nel 1994, come slogan a effetto. Einstein era un fisico, non un biologo: la frase è un falso storico, per quanto suggestiva.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="43:1-43:51;6398-6448">Mito 2: &#8220;Senza api l&#8217;umanità si estinguerebbe&#8221;</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="45:1-45:679;6450-7128">È un&#8217;esagerazione. Le api sono importantissime, ma la maggior parte delle calorie che consumiamo proviene da cereali come grano, riso e mais, che si impollinano col vento e <strong>non dipendono dagli insetti</strong>. Senza impollinatori non ci sarebbe un&#8217;estinzione di massa dell&#8217;umanità, ma un impoverimento drammatico della dieta: molta meno frutta, verdura, frutta secca e una perdita enorme di biodiversità. Uno studio pubblicato su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Environmental_Health_Perspectives" target="_blank" rel="noopener">Environmental Health Perspectives</a> stima che la riduzione dell&#8217;impollinazione stia già contribuendo a centinaia di migliaia di morti premature l&#8217;anno, per la minore disponibilità di cibi sani. Il problema è gravissimo, ma va raccontato per quello che è.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="47:1-47:72;7130-7201">Mito 3: &#8220;Per salvare le api basta mettere un&#8217;arnia / fare il miele&#8221;</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="49:1-49:732;7203-7934">Questo è il mito più sottile, e il più importante da chiarire. L&#8217;<strong>ape da miele</strong> (Apis mellifera) è un animale allevato, una specie domestica gestita dagli apicoltori: non è in via di estinzione, perché viene continuamente allevata. Le specie davvero a rischio sono le <strong>api selvatiche</strong> (in Europa ne esistono quasi 2.000 specie) e gli altri impollinatori selvatici. Installare alveari di api domestiche in città, paradossalmente, può addirittura mettere in competizione le api allevate con quelle selvatiche per il nettare disponibile. Salvare gli impollinatori, quindi, non significa &#8220;produrre più miele&#8221;, ma proteggere gli habitat e le specie selvatiche. È una distinzione che cambia completamente il senso delle azioni utili.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="51:1-51:62;7936-7997">Mito 4: &#8220;Tutte le api fanno il miele e vivono in alveari&#8221;</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="53:1-53:443;7999-8441">Falso. Solo una minoranza delle oltre 20.000 specie di api al mondo produce miele e vive in colonie organizzate. La maggior parte sono <strong>api solitarie</strong>: vivono da sole, non producono miele e nidificano nel terreno o in piccole cavità. E spesso sono impollinatrici eccezionali: alcuni studi indicano che, su brevi distanze, certe api selvatiche solitarie possono essere fino a tre volte più efficienti delle api domestiche per alcune colture.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="55:1-55:33;8443-8475">Curiosità sul mondo delle api</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="57:1-57:83;8477-8559">Oltre ai dati e ai miti, il mondo delle api riserva alcune curiosità affascinanti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="59:1-59:759;8561-9319">Un&#8217;<strong>ape bottinatrice</strong> (quella che raccoglie il nettare) nell&#8217;arco della sua vita produce in media appena un dodicesimo di cucchiaino di miele: per un solo barattolo servono il lavoro di migliaia di api e voli per distanze complessive enormi. Le api comunicano tra loro con una &#8220;danza&#8221;, la cosiddetta danza dell&#8217;addome, con cui un&#8217;esploratrice indica alle compagne la direzione e la distanza di una fonte di cibo. Esistono api di tutte le dimensioni: dalla minuscola ape senza pungiglione di pochi millimetri fino all&#8217;ape gigante dell&#8217;Himalaya (Apis laboriosa), che supera i 3 centimetri. E in Italia il patrimonio è notevole: solo in regioni come la Puglia si contano decine di migliaia di alveari, fondamentali per colture tipiche come mandorli e ciliegi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="61:1-61:48;9321-9368">Cosa significa concretamente: cosa puoi fare</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="63:1-63:93;9370-9462">Tradotto in azioni pratiche, ecco cosa può fare davvero la differenza per gli impollinatori.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="65:1-65:262;9464-9725"><strong>Piantare fiori amici delle api.</strong> Anche un balcone o un davanzale possono diventare un rifugio: lavanda, rosmarino, calendula, borragine e girasole offrono nettare prezioso. È il gesto più semplice e accessibile, suggerito dalle stesse campagne ambientaliste.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="67:1-67:182;9727-9908"><strong>Evitare pesticidi ed erbicidi in giardino e nell&#8217;orto.</strong> I prodotti chimici di sintesi sono tra le principali minacce: per il giardinaggio domestico esistono alternative naturali.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="69:1-69:183;9910-10092"><strong>Preferire prodotti biologici.</strong> Scegliere alimenti da agricoltura biologica significa sostenere aree di produzione più sicure per gli impollinatori e con meno residui di pesticidi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="71:1-71:193;10094-10286"><strong>Lasciare un angolo &#8220;selvatico&#8221;.</strong> Un piccolo spazio con fiori spontanei, o un &#8220;bee hotel&#8221; per le api solitarie, aiuta proprio le specie selvatiche più a rischio — quelle che contano davvero.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="73:1-73:166;10288-10453"><strong>Sostenere le campagne.</strong> Firmare le petizioni di WWF e Greenpeace e informarsi contribuisce a fare pressione sulle istituzioni per ridurre i pesticidi più dannosi.</p>
<p data-sourcepos="73:1-73:166;10288-10453"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320233 size-full" title="Infografica api e impollinazione: dati FAO, declino e miti da sfatare" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api.webp" alt="Infografica api e impollinazione" width="864" height="1821" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api.webp 864w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api-142x300.webp 142w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api-486x1024.webp 486w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api-768x1619.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Infografica-speciale-Api-729x1536.webp 729w" sizes="(max-width: 864px) 100vw, 864px" /></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="75:1-75:27;10455-10481">FAQ – Domande frequenti su api e impollinazione</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="77:1-77:46;10483-10528">Quanto del nostro cibo dipende dalle api?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="79:1-79:399;10530-10928">Secondo la FAO, oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende almeno in parte dall&#8217;impollinazione animale, e gli impollinatori contribuiscono a circa il 35% della produzione agricola globale. In pratica, circa due terzi della frutta e della verdura che mangiamo dipendono dal loro lavoro. I cereali di base come grano, riso e mais, però, si impollinano col vento e non dipendono dalle api.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="81:1-81:70;10930-10999">È vero che Einstein disse che senza api l&#8217;uomo ha 4 anni di vita?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="83:1-83:357;11001-11357">No. La frase è attribuita ad Albert Einstein, ma non esiste alcuna prova che l&#8217;abbia mai pronunciata: lo hanno verificato siti di fact-checking come Snopes e Quote Investigator. La citazione ha iniziato a circolare solo negli anni &#8217;90, probabilmente come slogan durante una protesta di apicoltori europei. Einstein era un fisico e non si occupò mai di api.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="85:1-85:38;11359-11396">Perché le api stanno scomparendo?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="87:1-87:373;11398-11770">Per una combinazione di fattori: l&#8217;uso di pesticidi (in particolare i neonicotinoidi), la perdita di habitat dovuta all&#8217;agricoltura intensiva, il diserbo chimico che elimina i fiori selvatici, la crisi climatica, l&#8217;inquinamento e i parassiti come la Varroa. Secondo il WWF, in Europa è stato perso circa il 75% della biomassa di insetti impollinatori negli ultimi 30 anni.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="89:1-89:57;11772-11828">Mettere un&#8217;arnia sul balcone aiuta a salvare le api?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="91:1-91:403;11830-12232">Non come si pensa. L&#8217;ape da miele è una specie allevata e non è a rischio di estinzione. Le specie davvero minacciate sono le api selvatiche e gli altri impollinatori selvatici. Installare arnie di api domestiche può perfino metterle in competizione con le selvatiche per il nettare. Per aiutare gli impollinatori è più utile piantare fiori, evitare pesticidi e creare habitat per le specie selvatiche.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="93:1-93:46;12234-12279">Cosa posso fare concretamente per le api?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="95:1-95:345;12281-12625">Piantare fiori ricchi di nettare (lavanda, rosmarino, calendula) anche in vaso, evitare pesticidi ed erbicidi chimici, preferire prodotti biologici, lasciare un angolo di fiori spontanei o installare un &#8220;bee hotel&#8221; per le api solitarie, e sostenere le campagne di WWF e Greenpeace per la riduzione dei pesticidi. Sono gesti piccoli ma concreti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="97:1-97:12;12627-12638">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="99:1-99:1094;12640-13733">Le api e impollinazione sono essenziali per il nostro cibo: oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende almeno in parte dall&#8217;impollinazione (FAO), e circa due terzi della frutta e verdura che mangiamo esistono grazie a loro. Ma sono in forte declino per pesticidi, perdita di habitat, inquinamento e clima: in Europa è andato perso il 75% della biomassa di impollinatori in 30 anni. WWF (campagna &#8220;Bee Safe&#8221;, petizione &#8220;Difendi gli Impollinatori&#8221;) e Greenpeace (&#8220;Salviamo le api&#8221;, &#8220;Bosco delle Api&#8221;) chiedono soprattutto il bando dei pesticidi più dannosi. Attenzione però ai miti: la frase di Einstein sui &#8220;4 anni di vita&#8221; è un falso mai pronunciato; l&#8217;umanità non si estinguerebbe (i cereali base si impollinano col vento), ma la nostra dieta si impoverirebbe drammaticamente; e salvare le api non significa mettere arnie o fare miele, perché l&#8217;ape da miele è allevata e non a rischio: le specie davvero minacciate sono quelle selvatiche. Per aiutarle davvero bastano gesti concreti: piantare fiori, evitare pesticidi, scegliere il biologico e proteggere gli habitat selvatici.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="103:1-103:628;13740-14367"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Fonti principali: FAO (Giornata mondiale delle api, dati su impollinazione e colture); ISPRA (dipendenza delle colture europee dagli impollinatori); EFSA (pericolosità dei neonicotinoidi); WWF Italia (campagne Bee Safe e &#8220;Difendi gli Impollinatori&#8221;, dati su declino e valore economico); Greenpeace Italia (campagna &#8220;Salviamo le api&#8221; e progetto &#8220;Bosco delle Api&#8221;); Snopes e Quote Investigator (verifica della falsa citazione di Einstein); studio su Environmental Health Perspectives (impatto sanitario del calo dell&#8217;impollinazione). I dati sono soggetti ad aggiornamento.</em></p>
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		<title>Punture di insetti in estate: rischi reali e rimedi efficaci</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/rimedi-naturali/punture-di-insetti-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimedi naturali ed Erboristeria]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[mosche]]></category>
		<category><![CDATA[punture di insetti]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo del caldo tornano anche zanzare, api, vespe, tafani e zecche: le punture di insetti in estate sono una delle seccature più comuni della bella stagione, e spesso generano dubbi su quanto siano davvero pericolose e su come intervenire. Nella maggior parte dei casi si tratta di fastidi passeggeri che si risolvono da soli, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-319687 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti-1024x683.webp" alt="punture di insetti" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Punture-di-insetti.webp 1535w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Con l&#8217;arrivo del caldo <a href="https://www.ecoseven.net/canali/speciali/difendersi-zanzare-naturale/" target="_blank" rel="noopener">tornano anche zanzare</a>, api, vespe, tafani e zecche: le punture di insetti in estate sono una delle seccature più comuni della bella stagione, e spesso generano dubbi su quanto siano davvero pericolose e su come intervenire. Nella maggior parte dei casi si tratta di fastidi passeggeri che si risolvono da soli, ma riconoscere il tipo di puntura e sapere cosa fare aiuta a gestirla con serenità e a capire quando, invece, è il momento di rivolgersi a un medico.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come riconoscere le punture di insetti più comuni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Imparare a distinguere chi ci ha punto è il primo passo per reagire nel modo giusto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La <strong>zanzara</strong> lascia il segno più familiare: un piccolo pomfo rilevato, rosato, molto pruriginoso, che compare in genere all&#8217;aperto nelle ore serali. È il fastidio più frequente e, salvo allergie particolari, il meno problematico.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Ape, vespa e calabrone</strong> provocano invece un dolore acuto e immediato, seguito da gonfiore e arrossamento attorno al punto colpito. L&#8217;ape lascia il pungiglione conficcato nella pelle, mentre vespe e calabroni no e possono pungere più volte. Il dolore intenso sul momento è normale; ciò che va osservato è la reazione nelle ore successive.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La <strong>zecca</strong> non provoca dolore e spesso passa inosservata: resta attaccata alla pelle e va rimossa con attenzione. È tipica di chi frequenta prati, boschi e aree con erba alta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Tafani</strong> e altri ditteri danno punture dolorose e gonfiori più estesi della zanzara, mentre il contatto con alcuni <strong>ragni</strong> comuni nelle case può lasciare un piccolo segno arrossato, in genere innocuo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa fare subito in caso di punture di insetti</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per la maggior parte delle punture di insetti, pochi gesti semplici bastano a ridurre fastidio e gonfiore.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La prima cosa è <strong>lavare la zona con acqua fresca e sapone</strong>, evitando di grattare: il prurito è fastidioso, ma grattarsi peggiora l&#8217;infiammazione e favorisce le infezioni. Applicare <strong>freddo</strong> — un impacco o del ghiaccio avvolto in un panno — aiuta a contenere gonfiore e prurito.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In caso di puntura d&#8217;<strong>ape</strong>, se il pungiglione è ancora visibile va rimosso delicatamente raschiando la pelle di lato (con l&#8217;unghia o una tessera rigida), senza schiacciarlo per non spremere altra sostanza irritante. Per le punture dolorose di vespe e calabroni, oltre al freddo si può tenere la zona sollevata se è un arto, per limitare il gonfiore.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per la <strong>zecca</strong>, la rimozione va fatta con una pinzetta a punte sottili, afferrandola il più vicino possibile alla pelle e tirando con delicatezza verso l&#8217;esterno, senza torcere e senza schiacciare il corpo. Dopo la rimozione si disinfetta la zona e si tiene d&#8217;occhio il punto nei giorni successivi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In tutti i casi, qualche rimedio della tradizione può dare sollievo al prurito — come un impacco freddo o l&#8217;applicazione di gel lenitivi a base di aloe — mentre per i pomfi più fastidiosi esistono prodotti specifici da banco, sui quali è bene farsi consigliare dal farmacista.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Qui sta la parte più importante. La grande maggioranza delle punture di insetti è innocua, ma alcuni segnali richiedono attenzione immediata. È bene rivolgersi a un medico, o contattare i servizi di emergenza, quando dopo una puntura compaiono difficoltà a respirare, gonfiore del viso, delle labbra o della gola, capogiri, orticaria diffusa su tutto il corpo o malessere generale che peggiora rapidamente: sono possibili segni di una reazione allergica grave, che va trattata senza attendere.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Vanno mostrate al medico anche le punture di insetti che, a distanza di ore o giorni, diventano molto gonfie, calde, dolenti o che presentano segni di infezione, così come il caso della zecca se non si riesce a rimuoverla del tutto o se nelle settimane seguenti compare un arrossamento che si allarga a cerchio intorno al punto. Particolare prudenza, infine, per i bambini piccoli e per chi ha già avuto in passato reazioni importanti alle punture: in questi casi il consulto è sempre consigliabile.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come prevenire le punture di insetti?</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Ridurre le occasioni di puntura è il modo migliore per godersi l&#8217;estate. All&#8217;aperto, soprattutto la sera, aiutano gli abiti chiari e coprenti e i repellenti adatti alla situazione e all&#8217;età. In casa, zanzariere alle finestre e attenzione ai ristagni d&#8217;acqua — sottovasi, secchi, ciotole degli animali — limitano la proliferazione delle zanzare, che depongono le uova proprio nell&#8217;acqua stagnante.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per passeggiate in campagna, boschi o aree con erba alta, dove il rischio zecche è maggiore, sono utili scarpe chiuse, pantaloni lunghi e un controllo della pelle al rientro. Vespe e api, infine, vanno semplicemente lasciate stare: non si infastidiscono se non disturbate, ed evitare movimenti bruschi è il modo più efficace per non essere punti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In conclusione</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.1000farmacie.it/blog/come-calmare-il-prurito-da-puntura-di-zanzara/" target="_blank" rel="noopener">Le punture di insetti in estate</a> sono quasi sempre un fastidio passeggero che si gestisce con pochi gesti: non grattare, applicare freddo, rimuovere correttamente pungiglione o zecca e dare sollievo al prurito. I rischi reali esistono ma riguardano una minoranza di casi — le reazioni allergiche e le infezioni — ed è proprio per questo che conoscere i segnali d&#8217;allarme fa la differenza. Con un po&#8217; di prevenzione e la giusta attenzione, la bella stagione resta un piacere anche all&#8217;aperto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>ATTENZIONE!!! Questo articolo ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere di un medico. In caso di reazioni gravi, difficoltà respiratorie o dubbi sulla propria salute, contattare immediatamente un medico o i servizi di emergenza.</em></p>
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		<title>La via delle api</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/la-via-delle-api/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/la-via-delle-api/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 07:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[la via delle api]]></category>
		<category><![CDATA[mostra a Roma]]></category>
		<category><![CDATA[mostra a roma sulle api]]></category>
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					<description><![CDATA[A Roma la mostra che illustra il ruolo delle api per la conservazione della biodiversità vegetale e animale Tutti conosciamo l’importanza vitale delle api! Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell&#8217;impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo. Tuttavia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-139929" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/bee-g9700aac60_1280.jpg" alt="la via delle api" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/bee-g9700aac60_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/bee-g9700aac60_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/bee-g9700aac60_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">A Roma la mostra che illustra il ruolo delle api per la conservazione della biodiversità vegetale e animale</h3>
<p><span id="more-139928"></span></p>
<p align="justify">Tutti conosciamo l’importanza vitale delle api!</p>
<p align="justify">Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell&#8217;impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e <strong>garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo</strong>.</p>
<p align="justify">Tuttavia diverse tipologie di api oggi sono in via d’estinzione. Questo è un dato preoccupante non soltanto per l’uomo, ma anche per ogni ecosistema. Per evitare che questi impollinatori scompaiano del tutto, ognuno può cercare di preservarle e se occorre allontanarle o togliere un loro nido, è necessario agire nel modo giusto, senza ucciderle.</p>
<p align="justify">Anche nell’agricoltura, l’uso di pesticidi e l’aumento dell’inquinamento, hanno <strong>causato una riduzione enorme nel numero di questi insetti nel mondo</strong>. L’allarme è elevatissimo, ed il fatto che anche l’ONU abbia creato una giornata apposita da dedicare alla salvaguardia di questi insetti (il 20 maggio) è un segnale di come la preoccupazione sia elevata. D’altro canto, in questa situazione di emergenza, le azioni per proteggere le api si moltiplicano.</p>
<p align="justify"><b>A Roma la mostra dedicata alle api.</b></p>
<p align="justify">Dopo l’esposizione dello scorso anno (febbraio-settembre 2021), riapre nuovamente al <i>Museo Civico di Zoologia</i>, dal 4 febbraio al 29 maggio 2022, la mostra <a href="http://museozoologia.museiincomuneroma.it/node/1010204" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Via delle Api,</a> il percorso espositivo dedicato al mondo delle api e dei loro prodotti, dal miele alla pappa reale.</p>
<p align="justify">La mostra intende porre l’accento <strong>sull’importanza delle api e il loro ruolo per il mantenimento della biodiversità</strong>, sensibilizzando i visitatori alla protezione di questi straordinari insetti.</p>
<p align="justify">L’esposizione è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.</p>
<p align="justify">Per maggiori informazioni cliccate sul collegamento qui sotto.<a name="_GoBack"></a></p>
<p align="justify">D.T.</p>
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		<title>Uno sciame di api uccide 63 pinguini africani</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/uno-sciame-di-api-uccide-63-pinguini-africani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 21:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini africani]]></category>
		<category><![CDATA[pinguini in via di estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[sciame di api]]></category>
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					<description><![CDATA[Sessantatre pinguini africani in via di estinzione sono stati vittime di un tragico attacco Lo Spheniscus demersus, noto come pinguino africano, è un pinguino proveniente dall&#8217;Africa meridionale che è classificato come &#8220;in pericolo&#8221; nella Lista Rossa IUCN. Per questo fa particolarmente impressione che alcuni esemplari di questa specie, che vive sulle isole e lungo la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-122794" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/south-africa-gaf190d268_1280.jpg" alt="pinguini africani" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/south-africa-gaf190d268_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/south-africa-gaf190d268_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/south-africa-gaf190d268_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Sessantatre pinguini africani in via di estinzione sono stati vittime di un tragico attacco</h3>
<p><span id="more-122793"></span></p>
<p align="justify">Lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spheniscus_demersus" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><i>Spheniscus demersus</i></a>, noto come pinguino africano, è un pinguino proveniente dall&#8217;Africa meridionale che è classificato come &#8220;in pericolo&#8221; nella Lista Rossa IUCN.</p>
<p align="justify">Per questo fa particolarmente impressione che alcuni esemplari di questa specie, che vive sulle isole e lungo la costa della Namibia e del Sudafrica – e che è già vittima di caccia, pesca, estrazione mineraria, trivellazione di petrolio e gas e cambiamento climatico –, abbia dovuto subire anche un <strong>attacco omicida da parte di uno sciame di api</strong>.</p>
<p align="justify">È successo all&#8217;interno di quello che dovrebbe essere uno spazio sicuro, la colonia di pinguini di Boulders a Simon&#8217;s Town, in Sudafrica.</p>
<p align="justify">In un primo momento, gli investigatori hanno accusato i predatori. Poi hanno notato le punture intorno agli occhi degli uccelli – la pelle intorno agli occhi dei pinguini è particolarmente sottile, grazie alle ghiandole sudoripare rosa che si trovano lì.</p>
<h4 align="justify">Uno dei pinguini rimasti uccisi ha subito 27 punture. Alla fine sono morti in 63. Il motivo per cui è successo rimane per ora un mistero.</h4>
<p align="justify">&#8220;Di solito i pinguini e le api coesistono&#8221;, ha detto a <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-58622482" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BBC</a> la dottoressa Alison Kock, una biologa marina dell&#8217;agenzia dei parchi nazionali del Sudafrica. &#8220;<em>Le api non pungono a meno che non vengano provocate – stiamo lavorando sul presupposto che un nido o un alveare nell&#8217;area sia stato disturbato e abbia causato la fuga di una massa di api dal nido, lo sciame e l&#8217;aggressività</em>&#8220;, ha aggiunto. &#8220;<em>Purtroppo le api hanno incontrato un gruppo di pinguini sulla loro traiettoria di volo</em>&#8220;.</p>
<h4 align="justify">A parte le punture, i pinguini non avevano lesioni esterne visibili. Le api, dal canto loro, sono tutte morte dopo aver punto.</h4>
<p align="justify">&#8220;<em>Una volta che un&#8217;ape ha punto qualcosa, lascia dietro di sé un feromone in modo che l&#8217;obiettivo sia facilmente individuato da altre api che difendono il nido</em>&#8220;, ha detto a BBC Jenny Cullinan dell&#8217;African Wild Bee Institute.</p>
<p align="justify">L&#8217;istituto chiede ai residenti nelle vicinanze di non avere più alveari nei loro giardini.</p>
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		<title>Calabroni assassini, il ritorno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/calabroni-assassini-il-ritorno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 06:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[calabrone asiatico gigante]]></category>
		<category><![CDATA[calabroni assassini]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[vespa mandarinia]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati lanciano l&#8217;allarme, ritornano i calabroni assassini negli Stati Uniti Il calabrone assassino è un gigantesco insetto volante noto per la sua pericolosa puntura e la capacità di distruggere un&#8217;intera colonia di api in poche ore. Già nel 2019 aveva invaso gli Stati Uniti e ora gli scienziati avvertono che sta tornando: il letargo, infatti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94008" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/hornets-3213902_1280-e1617707876777.jpg" alt="calabroni assassini" width="800" height="582" /></h3>
<h3>Gli scienziati lanciano l&#8217;allarme, ritornano i calabroni assassini negli Stati Uniti</h3>
<p><span id="more-94007"></span></p>
<p>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vespa_mandarinia" target="_blank" rel="noopener">calabrone assassino</a> è un gigantesco insetto volante noto per la sua pericolosa puntura e la capacità di <strong>distruggere un&#8217;intera colonia di api in poche ore</strong>.</p>
<p>Già nel 2019 aveva invaso gli Stati Uniti e ora gli scienziati avvertono che sta tornando: il letargo, infatti, sta volgendo al termine e bisogna prepararsi a uno sradicamento di difesa prima di incorrere in problemi enormi.</p>
<h4>Il calabrone assassino inizia a costruire i suoi nidi in primavera, un&#8217;attività che si porta dietro una scia di distruzione.</h4>
<p>Negli ultimi due anni, i calabroni sono stati individuati nello stato di Washington e nella Columbia Britannica.</p>
<p>&#8220;Questa non è una specie che vogliamo tollerare qui negli Stati Uniti&#8221;, ha detto Sven-Erik Spichiger, dirigente entomologo presso il Dipartimento dell&#8217;Agricoltura dello Stato di Washington che l&#8217;anno scorso ha sradicato un nido di calabroni giganti asiatici, secondo <a href="https://apnews.com/article/us-canada-scientists-set-to-battle-murder-hornets-96085eb31e9b70070e0ae21a5752a14e" target="_blank" rel="noopener noreferrer">APNews</a>.</p>
<h4>&#8220;Il calabrone gigante asiatico non dovrebbe essere qui.&#8221;</h4>
<p>Il Dipartimento dell&#8217;Agricoltura dello Stato di Washington ha pubblicato una <a href="https://agr.wa.gov/about-wsda/news-and-media-relations/news-releases?article=32279" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dichiarazione </a>che  <strong>incoraggia i residenti a mettere utilizzare trappole a base di succo d&#8217;arancia</strong> o zucchero di canna.</p>
<h4>L&#8217;anno scorso, le trappole e l&#8217;aiuto dei cittadini sono stati fondamentali per contenere i calabroni.</h4>
<p>Quasi la metà delle segnalazioni confermate di calabroni assassini a Washington provenivano da loro. L&#8217;agenzia afferma che <strong>quest&#8217;anno farà ancora affidamento sulla comunità</strong> come parte del suo ampio approccio per sradicare questa specie invasiva.</p>
<p>I cosiddetti calabroni assassini, scientificamente conosciuti come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vespa_mandarinia" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Vespa mandarinia</em></a>, sono insetti killer che <strong>ogni anno in Asia sono responsabili di dozzine di morti</strong>. Tuttavia, la loro più grande minaccia non è per gli esseri umani ma per le api. <strong>Un calabrone può uccidere un&#8217;ape in soli 14 secondi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A cosa serve la mappa globale delle api?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 12:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[mappa delle specie di api]]></category>
		<category><![CDATA[mappa globale delle api]]></category>
		<category><![CDATA[specie di api]]></category>
		<category><![CDATA[tutela delle api]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova mappa globale delle api offre agli scienziati una linea di base per la loro tutela Le api sono impollinatori cruciali per i raccolti che gli esseri umani consumano, ma come sappiamo le loro popolazioni sono in declino. Ora, una nuova mappa globale delle api sta monitorando più di 20.000 specie sulla Terra per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-74948" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/bee-5714946_1280-e1607603304841.jpg" alt="mappa globale delle api" width="800" height="533" /></h3>
<h3>La nuova mappa globale delle api offre agli scienziati una linea di base per la loro tutela</h3>
<p><span id="more-74944"></span></p>
<p>Le api sono <strong>impollinatori cruciali per i raccolti che gli esseri umani consumano</strong>, ma come sappiamo le loro popolazioni sono in declino.</p>
<h4>Ora, <strong>una nuova mappa globale delle api sta monitorando più di 20.000 specie sulla Terra</strong> per aiutarci a tutelarle.</h4>
<p>Sono molti gli scienziati che hanno lavorato insieme sulla mappa, tra loro John Ascher dell&#8217;Università Nazionale di Singapore, che <strong>ha compilato una lista di controllo di tutte le specie di api conosciute</strong>. Lui e altri ricercatori hanno incrociato diversi set di dati sulla vita delle api in tutti i continenti – tranne l&#8217;Antartide, che è un ambiente che non supporta la vita delle api.</p>
<p>Lo studio ha concluso che <strong>le api sono più diffuse nelle zone aride e a temperate lontane dall&#8217;equatore</strong>, che vivono più api nell&#8217;emisfero settentrionale che in quello meridionale, che gli Stati Uniti, l&#8217;Africa e il Medio Oriente sono molto apprezzati dalle api e che comunque <strong>meglio i deserti che le foreste</strong> – visto che gli alberi non offrono tante fonti di cibo.</p>
<p>&#8220;La gente pensa alle api solo come api mellifere, bombi e forse poche altre, ma <strong>ci sono più specie di api che di uccelli e mammiferi messi insieme</strong>&#8220;, ha detto Ascher in un <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2020/11/201119141736.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>.</p>
<h4>Le api da miele sono state ben studiate, ma gli scienziati hanno poche informazioni su oltre il 96% delle altre specie di api.</h4>
<p>Inoltre, sebbene siano famose le colonie di api, sono in molti a non sapere che ci sono anche alcuni tipi di api che sono insetti molto solitari.</p>
<p>&#8220;Molte colture, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dipendono da specie di api autoctone, non da api mellifere&#8221;, ha detto la ricercatrice Alice Hughes dell&#8217;Accademia cinese delle scienze nello Yunnan. &#8220;Non ci sono quasi abbastanza dati là fuori su di loro, e <strong>fornire una base ragionevole e analizzarla in modo ragionevole è essenziale se vogliamo mantenere sia la biodiversità</strong> che i servizi che queste specie forniscono in futuro&#8221;.</p>
<p>Gli autori dello studio sperano che la combinazione di tutti questi dati sulle api costituisca un passo importante verso la loro conservazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Obiettivo: eliminazione dei pesticidi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 23:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ace Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[alveari]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione]]></category>
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		<category><![CDATA[neurosviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
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					<description><![CDATA[La Ace Hardware sta facendo sempre più sforzi per eliminare i prodotti che risultano tossici per le api La più grande cooperativa americana di vendita al dettaglio di prodotti di sua proprietà, la Ace Hardware, sta diventando sempre più amica delle api, visto che ha deciso di eliminare gradualmente tutto ciò che, all&#8217;interno del suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38454" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_api.jpg" alt="" width="801" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_api.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_api-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_api-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>La Ace Hardware sta facendo sempre più sforzi per eliminare i prodotti che risultano tossici per le api</p>
<p>  <span id="more-38455"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La più grande cooperativa americana di vendita al dettaglio di prodotti di sua proprietà, la <a href="https://www.acehardware.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ace Hardware</em></a>, sta diventando sempre più amica delle api, visto che ha deciso di eliminare gradualmente tutto ciò che, all&#8217;interno del suo inventario, è associato ai pesticidi neonicotinoidi – che sono notoriamente tossici per le api. La mossa di<em> Ace Hardware</em> per prendere le distanze dai neonici (vengono chiamati anche così, più in breve) è un passo avanti verso la promozione di una migliore salute della popolazione impollinatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">I pesticidi neonicotinoidi funzionano come un insetticida, interrompendo la trasmissione neurale: l&#8217;interruzione della normale attività del sistema nervoso centrale di un insetto avviene quando i neonicotinoidi si legano ai recettori del neurotrasmettitore acetilcolina. In tal modo, i neuroni degli insetti sono influenzati negativamente dall&#8217;eccitazione eccessiva, fino al punto di paralisi. L&#8217;esposizione ripetuta aumenta la vulnerabilità e la tossicità neuronale in modo da distruggere il neurone dell&#8217;insetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfortunatamente, le api hanno un numero maggiore di recettori dell&#8217;acetilcolina rispetto ad altri insetti, per questo hanno una maggiore suscettibilità ai neonicotinoidi. Inoltre, le api hanno meno geni per la disintossicazione, quindi non sono in grado di disintossicarsi dalle sostanze chimiche dannose, come invece riescono a fare altri insetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studi rivelano che i neonici si accumulano nelle singole api, causando difetti negativi nella memoria, nel volo, nella coordinazione, nelle capacità di comunicazione e nell&#8217;efficacia della raccolta del polline. Di conseguenza, le api esposte a polline e nettare contaminati li riportano al nido. Ciò espone la colonia a ulteriori rischi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo è molto importante la decisione di <em>Ace Hardware</em>, a cui si spera facciano eco anche gli altri rivenditori e produttori di generi alimentari, macchinari, oggetti e strumenti di ogni tipo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Torna in commercio un pesticida tossico</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/torna-in-commercio-un-pesticida-tossico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 17:34:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[pesticidi]]></category>
		<category><![CDATA[Sulfoxaflor]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;EPA ha riapprovato l&#8217;uso di un prodotto che era stato dimostrato essere nocivo per le api L&#8217;Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) ha rimesso sul mercato del paese un pesticida noto per la sua tossicità nei confronti delle popolazioni di api. La sostanza chimica, il Sulfoxaflor, è prodotta dalla DowDupont, un&#8217;importante azienda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38011" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_pesticid33i.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pesticid33i.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pesticid33i-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_pesticid33i-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;EPA ha riapprovato l&#8217;uso di un prodotto che era stato dimostrato essere nocivo per le api</p>
<p>  <span id="more-38012"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (<a href="https://www.epa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EPA</a>) ha rimesso sul mercato del paese un pesticida noto per la sua tossicità nei confronti delle popolazioni di api. La sostanza chimica, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sulfoxaflor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sulfoxaflor</a>, è prodotta dalla <a href="http://www.dow-dupont.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DowDupont</a>, un&#8217;importante azienda chimica che ha contribuito con 1 milione di Dollari alla campagna elettorale del Presidente Trump.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia del <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19580:ue-al-bando-tre-insetticidi-dannosi-per-le-api&amp;catid=8&amp;Itemid=2429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sulfoxaflor</a> inizia nel 2013, quando il suo uso è stato approvato per la prima volta dall&#8217;EPA che, in seguito a questa mossa, ha subito contestazioni e opposizioni da parte di apicoltori e ambientalisti. Poi, nel 2015, è stata la Corte d&#8217;Appello degli Stati Uniti a ordinare all&#8217;EPA di sospendere l&#8217;approvazione della sostanza poiché la DowDupont non aveva fornito prove sufficienti a dimostrare che il loro prodotto non era nocivo per le popolazioni di api. Nonostante questa sentenza, però, il governo ha continuato a offrire delle «approvazioni di emergenza» per l&#8217;utilizzo del Sulfoxaflor e adesso ha ufficialmente riapprovato il suo uso su quasi 77 milioni di ettari di colture – mais, fragole, agrumi, zucche, ananas e soia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che questa decisione è stata presa nonostante gli studi dell&#8217;EPA dimostrino che la sostanza è «altamente tossica per <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apis_mellifera" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le api mellifere</a>&nbsp;in tutte le fasi della vita» e altrettanto tossica per le popolazioni di api native – e, nonostante questo, l&#8217;EPA ha dichiarato di essere entusiasta di poter revocare il divieto per l&#8217;uso di un prodotto agricolo così efficace.<br />Sono proprio i pesticidi come il Sulfoxaflor che hanno causato il rapido declino delle colonie di api al quale abbiamo assistito negli ultimi anni, quindi questa approvazione da parte dell&#8217;amministrazione Trump è una mossa davvero molto controversa che ha generato un polverone di dissenso.</p>
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		<title>Un alveare urbano per salvare le api</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 14:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[alveare]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[indiegogo]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva dall&#8217;Italia B-box, una scatola per dare riparo alle api e aiutare la loro sopravvivenza Anche le pratiche di apicoltura possono diventare urbane e contribuire alla lotta contro il drammatico declino delle popolazioni delle api: ci pensano realtà come l&#8217;italiana B-box a centrare questo obiettivo. Disponibile grazie alla campagna Indiegogo, B-box è un alveare che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37980" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_alveareurbano.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alveareurbano.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alveareurbano-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_alveareurbano-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Arriva dall&#8217;Italia B-box, una scatola per dare riparo alle api e aiutare la loro sopravvivenza</p>
<p>  <span id="more-37981"></span>  </p>
<p>Anche le pratiche di apicoltura possono diventare urbane e contribuire alla lotta contro il drammatico declino delle popolazioni delle api: ci pensano realtà come l&#8217;italiana B-box a centrare questo obiettivo. Disponibile grazie alla <a href="https://www.indiegogo.com/projects/b-box-1st-ever-hive-designed-for-home-beekeeping#/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">campagna Indiegogo</a>, B-box è un alveare che può essere usato da chiunque, ovunque ci si trovi – anche nei contesti urbani.</p>
<p>Non è la prima volta che si creano delle scatole per dare riparo alle api, ma la B-Box offre numerosi vantaggi rispetto alle scatole tradizionali. Per esempio, la struttura è in legno, con un pannello rimovibile che ti permette di vedere le api al lavoro ogni volta che vuoi – un metodo decisamente più facile e sicuro del sollevare il coperchio su un alveare normale, che inoltre non danneggia la colonia. Il comignolo di ingresso delle api, poi, si trova a circa due metri da terra, consentendo alle api di accedere senza mettere a rischio le persone. </p>
<p>Uno degli aspetti più interessanti, però, è il design del comparto a nido d&#8217;ape: il sistema, infatti, incoraggia le api a lasciare lo spazio tirando una leva che non le lascia entrare. Il miele viene quindi raccolto rimuovendo i telai a nido d&#8217;ape senza l&#8217;uso di fumo o attrezzi speciali e poiché i telai sono molto più piccoli dei soliti, se ne può rimuoverne uno alla volta e raccogliere il miele senza infastidire, disturbare o innervosire le api.<br />L&#8217;alveare è personalizzabile, con molte opzioni possibili di configurazione: è adatto per qualsiasi spazio, anche un balcone, con dimensioni di base di 67 × 47 cm.</p>
<p>La campagna ha già triplicato il suo obiettivo economico e la B-box è pronta per la produzione. Poiché sta per scadere, ci si dovrebbe affrettare a fare il pre-ordine. <br />Le prime spedizioni sono previste per novembre.</p>
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		<title>Le api native americane si stanno estinguendo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/le-api-native-americane-si-stanno-estinguendo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 17:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[impollinazione]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli Stati Uniti, le api domestiche stanno contagiando le api native con un virus che gli apicoltori non riescono a gestire Sebbene il loro ruolo di impollinatori contribuisca a sostenere con circa 4 miliardi di Dollari il sistema alimentare del paese, le api mellifere, dette anche api europee, non sono originarie degli Stati Uniti. Esse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37910" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_honey-bee-3930374_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_honey-bee-3930374_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_honey-bee-3930374_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_honey-bee-3930374_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti, le api domestiche stanno contagiando le api native con un virus che gli apicoltori non riescono a gestire</p>
<p>  <span id="more-37911"></span>  </p>
<p>Sebbene il loro ruolo di impollinatori contribuisca a sostenere con circa 4 miliardi di Dollari il sistema alimentare del paese, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apis_mellifera" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le api mellifere</a>, dette anche api europee, non sono originarie degli Stati Uniti. Esse vengono utilizzate dagli apicoltori commerciali per le loro eccellenti qualità di produzione del miele e per la capacità di impollinare i raccolti, ma stanno affrontando la lotta con un virus – l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Varroa_destructor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acaro Varroa</a>&nbsp;– che può diffondersi ad altri impollinatori, come per esempio le api native americane. Si teme che questo problema possa causare la fine dell&#8217;agricoltura così come la conosciamo – in un certo senso, lo sta già facendo.</p>
<p>Quest&#8217;inverno, gli apicoltori hanno perso il 40% delle loro colonie (mettere il link a «Morte record di api», articolo presente in Giugno 1), una situazione davvero allarmante, che infatti è materia di studio per molti scienziati. Quello che però le api domestiche stanno (anche) facendo è che infettano i fiori con il «loro» virus che poi viene trasmesso anche alle specie native.</p>
<p><a href="https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0217822" target="_blank" rel="noopener noreferrer">In un studio pubblicato su PLOS One</a> si racconta che il virus è stato trovato nel 19% dei fiori presenti vicino agli apiari. E così, mentre le api domestiche vengono osservate e contate e tracciate, le popolazioni di api native si stanno infettando e scivolano verso l&#8217;estinzione senza che nessuno se ne curi – anche se sono diverse le api native che sono ufficialmente elencate come minacciate o a rischio di estinzione e molte quelle che non si vedono da anni e potrebbero essere già estinte.</p>
<p>Anche se non contribuiscono molto all&#8217;agricoltura commerciale, le api native sono una parte fondamentale degli ecosistemi e un importante <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19387:api-robotiche-per-combattere-la-sindrome-da-svuotamento-degli-alveari&amp;catid=15&amp;Itemid=2435" target="_blank" rel="noopener noreferrer">impollinatore</a> per molte colture. Speriamo che qualcuno inizi a prestargli attenzione.</p>
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