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	<title>animali &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Colpo di calore nel gatto: Come salvargli la vita</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/colpo-di-calore-nel-gatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[caldo]]></category>
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					<description><![CDATA[Colpo di calore nel gatto. C&#8217;è una convinzione diffusa e pericolosa tra chi vive con un gatto: che questi animali, discendenti di felini del deserto, sopportino bene il caldo. È vero il contrario. Il gatto domestico è sorprendentemente vulnerabile alle alte temperature, e lo è in un modo subdolo che rende il colpo di calore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-319724 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/proteggi-il-tuo-gatto-dal-caldo-1024x683.webp" alt="proteggi il tuo gatto dal caldo" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/proteggi-il-tuo-gatto-dal-caldo-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/proteggi-il-tuo-gatto-dal-caldo-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/proteggi-il-tuo-gatto-dal-caldo-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/proteggi-il-tuo-gatto-dal-caldo.webp 1535w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Colpo di calore nel gatto. C&#8217;è una convinzione diffusa e pericolosa tra chi vive con un gatto: che questi animali, discendenti di felini del deserto, sopportino bene il caldo. È vero il contrario. Il gatto domestico è sorprendentemente vulnerabile alle alte temperature, e lo è in un modo subdolo che rende il colpo di calore una delle emergenze estive più sottovalutate. A differenza del cane, che ansima vistosamente e ci avverte che qualcosa non va, il gatto soffre in silenzio. Quando i segnali diventano evidenti, spesso l&#8217;emergenza è già in corso.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Questa guida nasce per darti gli strumenti concreti per riconoscere il colpo di calore in tempo, intervenire correttamente nei primi minuti — quelli che fanno la differenza — e soprattutto prevenirlo. Perché con il gatto, più che con qualsiasi altro animale domestico, la prevenzione non è un consiglio: è l&#8217;unica vera arma.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché il gatto rischia il colpo di calore (e perché te ne accorgi tardi)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il colpo di calore è un&#8217;emergenza che si verifica quando la temperatura corporea dell&#8217;animale supera i meccanismi naturali di raffreddamento e sale oltre i 40-41°C. A quel punto l&#8217;organismo va in sofferenza: le proteine si denaturano, gli organi interni iniziano a danneggiarsi, e senza intervento il quadro evolve rapidamente verso il collasso.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/come-scegliere-un-amico-a-quattro-zampe-cane-o-gatto-il-decalogo-di-ecoseven-net/" target="_blank" rel="noopener">Il problema specifico del gatto</a> è la sua fisiologia. Questo animale <strong>non suda</strong> come noi: possiede ghiandole sudoripare solo sui cuscinetti delle zampe, una superficie troppo piccola per disperdere calore in modo efficace. Per raffreddarsi il gatto si affida principalmente a due strategie: si lecca il pelo, sfruttando l&#8217;evaporazione della saliva, e in casi estremi inizia ad ansimare. Ma ed è qui il punto cruciale, l&#8217;ansimare nel gatto <strong>non è normale</strong> come nel cane. Mentre per un cane ansimare è il modo quotidiano di regolare la temperatura, in un gatto è già un segnale d&#8217;allarme: significa che i meccanismi ordinari non bastano più.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Questa è la ragione per cui i padroni di gatti si accorgono tardi del problema. Aspettano il &#8220;respiro affannoso&#8221; come campanello, ma quando il gatto ansima è già spesso in difficoltà seria. Il gatto, inoltre, tende a nascondersi quando sta male: è un istinto ancestrale di sopravvivenza che lo porta a isolarsi invece di cercare aiuto. Un cane in crisi viene da te; un gatto va a infilarsi sotto un mobile.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I sintomi del colpo di calore nel gatto: riconoscerli in ordine di gravità</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Imparare a leggere i segnali nella loro progressione è ciò che ti permette di intervenire prima che sia troppo tardi. Ecco la scala, dai primi campanelli alle emergenze conclamate.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Segnali precoci</strong> (agisci subito, sposta il gatto al fresco):</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Irrequietezza, il gatto cerca posti freschi (pavimento, lavandino, piastrelle)</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Respiro più rapido del solito</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Leccamento insistente del pelo</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Gengive e lingua più rosse del normale</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Segnali intermedi</strong> (emergenza in corso, inizia il raffreddamento e contatta il veterinario):</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Ansimare a bocca aperta — nel gatto è sempre anomalo</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Salivazione abbondante, bava</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Letargia, debolezza, andatura incerta</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Battito cardiaco accelerato</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Gengive di colore acceso o, al contrario, pallide</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Segnali gravi</strong> (corri dal veterinario, il gatto è in pericolo di vita):</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Vomito o diarrea, a volte con tracce di sangue</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Tremori muscolari o convulsioni</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Gengive bluastre o grigiastre (segno di ossigenazione insufficiente)</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Disorientamento, scoordinamento</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Perdita di coscienza, collasso</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La regola pratica da memorizzare: nel gatto <strong>qualsiasi respiro a bocca aperta in un contesto di caldo va trattato come un&#8217;emergenza</strong>, fino a prova contraria.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa fare subito: il primo soccorso passo dopo passo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Se sospetti un colpo di calore, i primi minuti sono decisivi. L&#8217;obiettivo è abbassare la temperatura corporea in modo <strong>graduale e controllato</strong>, perché un raffreddamento troppo brusco è a sua volta pericoloso. Ecco la sequenza corretta.</p>
<ol class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-decimal flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Sposta immediatamente il gatto in un luogo fresco e ombreggiato</strong>, lontano dalla fonte di calore. Una stanza con il pavimento di piastrelle è ideale.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Offri acqua fresca</strong> (non ghiacciata) ma non forzarlo a bere. Se è cosciente e vuole bere, lascialo fare a piccoli sorsi. Non versargli acqua in bocca: rischi che vada nelle vie respiratorie.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Inumidisci il pelo con acqua tiepida o fresca, mai gelata.</strong> Concentrati su zampe, cuscinetti, pancia, ascelle e inguine — le zone dove i vasi sanguigni sono più superficiali e disperdono meglio il calore. Puoi usare un panno bagnato o una spugna.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Favorisci la ventilazione.</strong> Un ventilatore puntato sul gatto bagnato accelera l&#8217;evaporazione e quindi il raffreddamento. Aria che si muove su pelo umido è molto più efficace dell&#8217;aria ferma.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Contatta il veterinario mentre intervieni.</strong> Anche se il gatto sembra riprendersi, il colpo di calore può causare danni interni che si manifestano nelle ore successive. La visita è sempre necessaria.</li>
</ol>
<h2 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Gli errori da evitare assolutamente</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Alcuni gesti istintivi peggiorano la situazione. Tienili a mente:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Mai acqua ghiacciata o ghiaccio diretto.</strong> Provocano vasocostrizione: i vasi sanguigni periferici si chiudono e paradossalmente intrappolano il calore all&#8217;interno del corpo, oltre a poter indurre uno shock.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Non immergere bruscamente il gatto in acqua fredda.</strong> Stesso problema, con in più lo stress e il rischio di acqua nelle vie respiratorie.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Non forzare l&#8217;animale a bere</strong> o a mangiare.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Non somministrare farmaci</strong> (antipiretici, antinfiammatori umani): molti sono tossici per il gatto e possono essere letali.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Non perdere tempo prezioso</strong> aspettando che &#8220;passi da solo&#8221;. Nel colpo di calore conclamato ogni minuto conta.</li>
</ul>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Quando correre dal veterinario: i segnali rossi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il colpo di calore è sempre un evento da far valutare a un professionista, anche nei casi apparentemente lievi. Ma esistono situazioni in cui il trasporto dal veterinario deve essere <strong>immediato</strong>, senza esitazioni, idealmente avvisando la clinica che state arrivando:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Il gatto ha perso conoscenza o è semi-incosciente</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Presenta convulsioni o tremori</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Le gengive sono bluastre, grigie o molto pallide</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">C&#8217;è vomito o diarrea con sangue</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Il respiro è gravemente affannoso nonostante il raffreddamento</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Non risponde agli stimoli o appare disorientato</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">In questi casi il raffreddamento di primo soccorso serve a guadagnare tempo durante il trasporto, non a sostituire le cure veterinarie. Continua a inumidire il pelo e a ventilare anche in auto, se hai qualcuno che può guidare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Quali gatti sono più a rischio</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Non tutti i gatti corrono lo stesso pericolo. Alcuni soggetti sono significativamente più vulnerabili e con loro la soglia di attenzione deve essere ancora più alta:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Gatti brachicefali</strong> (persiani, exotic shorthair e razze dal muso schiacciato): le vie respiratorie compresse rendono molto meno efficace lo smaltimento del calore.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Gattini e gatti anziani</strong>: hanno una termoregolazione meno efficiente e meno riserve.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Gatti in sovrappeso o obesi</strong>: il grasso funge da isolante e trattiene il calore.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Gatti con patologie</strong> cardiache, respiratorie o renali, o con malattie croniche in corso.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Gatti dal pelo lungo e folto</strong>: la coltre di pelo, utile d&#8217;inverno, d&#8217;estate ostacola la dispersione.</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Gatti che assumono determinati farmaci</strong>: alcuni principi attivi alterano la termoregolazione (da verificare sempre con il veterinario).</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Se il tuo gatto rientra in una di queste categorie, considera la prevenzione non come un&#8217;opzione ma come una routine estiva obbligata.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come prevenire il colpo di calore: la casa a prova d&#8217;estate</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La buona notizia è che il colpo di calore nel gatto è, nella stragrande maggioranza dei casi, completamente evitabile. Bastano accorgimenti semplici e costanti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Acqua, sempre e ovunque.</strong> Metti a disposizione più ciotole d&#8217;acqua fresca in punti diversi della casa. I gatti bevono poco di natura: le fontanelle ad acqua corrente li invogliano, e l&#8217;acqua in movimento resta più fresca. Cambia l&#8217;acqua spesso nelle giornate calde.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Crea zone fresche.</strong> Lascia accessibili le stanze più fresche, i pavimenti di piastrelle o marmo, gli angoli in ombra. Molti gatti cercano istintivamente il fresco: assicurati che possano raggiungerlo. Esistono anche tappetini refrigeranti pensati per gli animali.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Gestisci ombra e ventilazione.</strong> Tieni tapparelle e tende abbassate nelle ore più calde, sul lato della casa esposto al sole. Fai circolare l&#8217;aria nelle prime ore del mattino e dopo il tramonto. Se usi l&#8217;aria condizionata, evita che il getto colpisca direttamente il gatto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Attenzione mortale alle trappole di calore.</strong> Mai e poi mai lasciare un gatto in <strong>auto</strong>, nemmeno per pochi minuti e nemmeno all&#8217;ombra: l&#8217;abitacolo diventa un forno in pochissimo tempo. Stessa attenzione per balconi e verande chiuse, vetrate esposte, trasportini lasciati al sole, lavatrici e asciugatrici (controlla sempre prima di chiuderle: i gatti vi si infilano).</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Il balcone in sicurezza.</strong> Se il gatto accede al balcone, garantisci sempre una zona d&#8217;ombra stabile e una ciotola d&#8217;acqua. Nelle ore centrali delle giornate roventi, meglio tenerlo dentro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Spazzola di più.</strong> Una spazzolatura frequente nei mesi caldi rimuove il pelo morto e alleggerisce la &#8220;coperta&#8221; che il gatto si porta addosso. Per i gatti a pelo lungo può fare una differenza concreta. Non rasare il gatto, però, senza il parere del veterinario: il pelo lo protegge anche dalle scottature solari.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Sposta i momenti di gioco.</strong> L&#8217;attività fisica genera calore. Nelle giornate torride, gioca con il gatto al mattino presto o alla sera, mai nelle ore più calde.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In conclusione: la cura è una forma di rispetto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Proteggere il gatto dal caldo non richiede attrezzature costose o competenze veterinarie: richiede consapevolezza. Sapere che il gatto non suda, che ansimare è per lui un segnale d&#8217;allarme e non una valvola di sfogo, che tende a nascondere il malessere — questo cambia il modo in cui osserviamo il nostro animale durante l&#8217;estate. È la differenza tra accorgersi in tempo e accorgersi troppo tardi. Vivere bene insieme, anche e soprattutto nei mesi difficili, passa da questi gesti di attenzione quotidiana.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Domande frequenti (FAQ)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Quanto dura un <a href="https://www.zooplus.it/magazine/gatto/salute-e-cura-del-gatto/riconoscere-e-gestire-il-colpo-di-calore-nel-gatto" target="_blank" rel="noopener">colpo di calore nel gatto</a>?</strong> Il colpo di calore è un evento acuto che può svilupparsi in pochi minuti di esposizione a temperature elevate. La fase critica dura finché la temperatura corporea non viene riportata nella norma, ma i danni agli organi interni possono manifestarsi nelle ore successive. Per questo la visita veterinaria è sempre necessaria, anche quando il gatto sembra essersi ripreso.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>A che temperatura il gatto rischia il colpo di calore?</strong> Il rischio aumenta significativamente con temperature ambientali superiori ai 30°C, soprattutto in presenza di umidità elevata e scarsa ventilazione. Il colpo di calore si verifica quando la temperatura corporea del gatto supera i 40-41°C, ben oltre il valore normale che si aggira intorno ai 38-39°C.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Il gatto può morire per il caldo?</strong> Sì. Il colpo di calore non trattato è potenzialmente letale: può causare danni irreversibili a fegato, reni, cervello e apparato cardiocircolatorio, fino al collasso. È un&#8217;emergenza veterinaria a tutti gli effetti, ed è la ragione per cui riconoscerlo in tempo è fondamentale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Come capisco se il mio gatto ha troppo caldo?</strong> I primi segnali sono irrequietezza, ricerca di superfici fresche, respiro accelerato e leccamento insistente del pelo. Il campanello d&#8217;allarme più importante è l&#8217;ansimare a bocca aperta: nel gatto non è normale come nel cane e indica già una difficoltà nella termoregolazione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Posso mettere il ghiaccio sul gatto con il colpo di calore?</strong> No. L&#8217;acqua ghiacciata e il ghiaccio diretto provocano vasocostrizione e possono intrappolare il calore all&#8217;interno del corpo, oltre a indurre shock. Va usata acqua fresca o tiepida, mai gelata, raffreddando il gatto in modo graduale su zampe, pancia e inguine.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>ATTENZIONE!!! Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce in alcun modo il parere del medico veterinario. In caso di sospetto colpo di calore o di qualsiasi emergenza, contattate immediatamente il vostro veterinario di fiducia o una clinica veterinaria.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Colpo di calore nel cane: i 7 segnali che non devi ignorare (e cosa fare subito)</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/colpo-di-calore-nel-cane-segnali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:01:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate è la stagione più pericolosa per il tuo cane, e il motivo è fisiologico: a differenza nostra, il cane non suda. Dissipa il calore quasi esclusivamente attraverso l&#8217;ansimazione e poco altro. Quando la temperatura ambientale sale oltre una certa soglia, questo meccanismo non basta più — e nel giro di pochi minuti il corpo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-319630 size-large" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/cani-colpo-di-calore-1024x576.webp" alt="colpo di calore nel cane" width="1024" height="576" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/cani-colpo-di-calore-1024x576.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/cani-colpo-di-calore-300x169.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/cani-colpo-di-calore-768x432.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/cani-colpo-di-calore-1536x864.webp 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/cani-colpo-di-calore.webp 1672w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;estate è la stagione più <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/strisce-bianche-davanti-ai-negozi/" target="_blank" rel="noopener">pericolosa per il tuo cane</a>, e il motivo è fisiologico: a differenza nostra, il cane non suda. Dissipa il calore quasi esclusivamente attraverso l&#8217;ansimazione e poco altro. Quando la temperatura ambientale sale oltre una certa soglia, questo meccanismo non basta più — e nel giro di pochi minuti il corpo dell&#8217;animale può andare in tilt. Il colpo di calore nel cane non è un&#8217;eventualità rara da estate torrida: succede in macchina, in giardino, persino durante una passeggiata di mezzogiorno che sembrava innocua.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La buona notizia è che il colpo di calore nel cane si previene quasi sempre, e che <a href="https://vetjournal.it/images/archive/pdf_riviste/3633.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>riconoscere i primi segnali in tempo fa la differenza</strong></a> tra uno spavento e una tragedia. Questa guida ti dà entrambe le cose: come evitare che accada e come riconoscerlo nei primi, decisivi minuti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché il colpo di calore nel cane è così pericoloso per un cane</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La temperatura corporea normale di un cane si aggira tra i 38 e i 39 °C. Si parla di colpo di calore nel cane (ipertermia) quando supera i 40-41 °C: oltre questa soglia le proteine dell&#8217;organismo iniziano a denaturarsi, gli organi interni soffrono e il danno può diventare irreversibile in tempi sorprendentemente brevi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il problema è che il cane ha pochissimi strumenti per raffreddarsi. Suda solo attraverso i cuscinetti delle zampe e il tartufo — superfici minime. Il grosso del lavoro lo fa l&#8217;ansimazione, ma quando l&#8217;aria che respira è già caldissima, ansimare non serve più a nulla. È esattamente ciò che accade in un&#8217;auto parcheggiata: anche con i finestrini socchiusi e all&#8217;ombra, l&#8217;abitacolo può superare i 50 °C in pochi minuti. Bastano dieci minuti perché la situazione diventi critica.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Alcuni cani sono molto più a rischio di altri. I cani brachicefali — bulldog, carlino, boxer, pechinese — hanno vie aeree compresse che rendono l&#8217;ansimazione molto meno efficace, e vanno in difficoltà anche con caldi moderati. Sono ad alto rischio anche i cani anziani, i cuccioli, i soggetti in sovrappeso, quelli con patologie cardiache o respiratorie e i cani dal pelo scuro o molto folto.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I 7 segnali del colpo di calore nel cane che non devi ignorare</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il colpo di calore nel cane ha un&#8217;evoluzione rapida. <a href="https://www.clinicaveterinariaserenissima.it/colpo-di-calore" target="_blank" rel="noopener">Riconoscere i segnali</a> precoci ti dà il margine per intervenire prima che la situazione precipiti. Ecco a cosa prestare attenzione, in ordine indicativo di gravità crescente:</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>1. Ansimazione eccessiva e affannosa.</strong> Il primo campanello. Il cane respira con la bocca spalancata, in modo rumoroso e affannato, molto più del normale anche dopo essersi fermato. È il corpo che tenta disperatamente di raffreddarsi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>2. Salivazione abbondante e densa.</strong> Bava eccessiva, spesso più filamentosa e appiccicosa del solito. È un segnale che il sistema è sotto stress.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>3. Lingua e gengive di colore anomalo.</strong> Controlla la bocca: gengive e lingua molto arrossate, tendenti al bluastro o, al contrario, pallide, indicano che l&#8217;ossigenazione e la circolazione sono compromesse.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>4. Debolezza, instabilità, andatura barcollante.</strong> Il cane fatica a stare in piedi, sembra disorientato, le zampe cedono. È un segno che il colpo di calore sta colpendo il sistema nervoso.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>5. Vomito o diarrea, a volte con tracce di sangue.</strong> L&#8217;apparato digerente è tra i primi a risentire dell&#8217;ipertermia. La presenza di sangue è un segnale di gravità elevata.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>6. Battito cardiaco molto accelerato.</strong> Il cuore lavora a ritmo forsennato per compensare. Se appoggi la mano sul torace lo percepisci chiaramente.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>7. Confusione, tremori, fino al collasso.</strong> È lo stadio critico: il cane può avere tremori muscolari, convulsioni, perdere coscienza. A questo punto ogni secondo conta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Una regola pratica da tenere a mente: <strong>non serve aspettare il settimo segnale per agire</strong>. Se ne riconosci anche solo uno o due in una giornata calda, considera già la situazione un&#8217;emergenza e comincia subito a raffreddare il cane.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa fare subito: il primo soccorso nei primi minuti</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.zooplus.it/magazine/cane/salute-e-cura-del-cane/colpo-calore-nel-cane-come-intervenire" target="_blank" rel="noopener">Se sospetti un colpo di calore nel cane</a>, l&#8217;obiettivo immediato è abbassare la temperatura corporea in modo graduale, mentre ti organizzi per raggiungere il veterinario.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per prima cosa, <strong>sposta il cane all&#8217;ombra o in un ambiente fresco</strong>, lontano dalla fonte di calore. Poi comincia a raffreddarlo con acqua fresca — non ghiacciata. Questo è il punto più frainteso: l&#8217;acqua gelata o il ghiaccio diretto provocano una vasocostrizione che paradossalmente trattiene il calore all&#8217;interno e può mandare il cane in shock. Usa acqua a temperatura ambiente o appena fresca, bagnando soprattutto pancia, ascelle, inguine e cuscinetti delle zampe, dove il sangue scorre più vicino alla pelle.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Offrigli acqua fresca da bere, ma senza forzarlo: se è troppo debole o confuso, non insistere, perché rischia di andare di traverso. Se hai un ventilatore, l&#8217;aria in movimento sul pelo bagnato accelera il raffreddamento.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Soprattutto: <strong>chiama il veterinario mentre lo raffreddi e portacelo comunque</strong>, anche se sembra riprendersi. Il colpo di calore può provocare danni interni — a reni, fegato, coagulazione — che si manifestano ore dopo, quando il cane appare già migliorato. Una valutazione clinica è indispensabile.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Prevenzione: le buone abitudini che evitano il problema</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La stragrande maggioranza dei colpi di calore nel cane si previene con poche regole di buon senso, applicate con costanza per tutta l&#8217;estate.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Mai lasciare il cane in auto.</strong> Nemmeno per due minuti, nemmeno all&#8217;ombra, nemmeno con i finestrini abbassati. È la causa più frequente e più drammatica, e si evita semplicemente non facendolo mai.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Sposta le passeggiate nelle ore fresche.</strong> Presto la mattina e dopo il tramonto. Nelle ore centrali, oltre al caldo dell&#8217;aria, c&#8217;è l&#8217;asfalto: una superficie che a mezzogiorno può raggiungere i 50-60 °C e ustionare i cuscinetti. La prova del nove è semplice — appoggia il dorso della mano sull&#8217;asfalto per cinque secondi: se non riesci a tenercela, è troppo caldo anche per le sue zampe.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Acqua fresca sempre disponibile</strong>, più ciotole se il cane sta all&#8217;aperto, controllando che non si scaldino al sole. In casa, lascia al cane l&#8217;accesso alle stanze più fresche e ombreggiate, e considera un tappetino refrigerante per i soggetti più a rischio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Niente sforzo fisico nelle ore calde.</strong> Gioco, corsa e attività intensa vanno spostati al mattino presto o alla sera. E un&#8217;attenzione speciale ai cani brachicefali, anziani o in sovrappeso, che vanno protetti con un margine di prudenza molto più ampio.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In conclusione</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il colpo di calore nel cane è tra le emergenze estive più gravi, ma anche tra le più prevenibili. Conoscere i sette segnali — ansimazione affannosa, bava densa, gengive di colore anomalo, debolezza, vomito o diarrea, battito accelerato, confusione fino al collasso — ti permette di intervenire nei minuti che contano. E poche abitudini quotidiane, dalla regola ferrea dell&#8217;auto alle passeggiate nelle ore fresche, riducono il rischio quasi a zero. Prendersi cura del proprio cane d&#8217;estate significa soprattutto anticipare: il caldo si gestisce molto meglio prima che diventi un&#8217;emergenza.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em><strong>ATTENZIONE!!! </strong>Questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce assolutamente il parere del medico veterinario. In caso di sospetto colpo di calore o di qualsiasi sintomo preoccupante, contatta <strong>immediatamente</strong> il tuo veterinario o una clinica veterinaria di emergenza.</em></p>
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		<title>Dog-Yoga: anche i cani possono fare yoga</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/dog-yoga-anche-i-cani-possono-fare-yoga/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 07:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[addestramento cani]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[dog-yoga]]></category>
		<category><![CDATA[yoga per cani]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche i cani possono fare yoga, per ritrovare la calma ed instaurare un rapporto profondo con il padrone. I più adatti alla disciplina sono i cani di piccola stazza Anche i cani fanno yoga, dog-Yoga, per trovare la pace interiore e a instaurare e mantenere una relazione di vicinanza con il proprio padrone. L’attività sta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59904" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/08/Downward_Dog_Pose_Doga.jpg" alt="" width="798" height="420" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/08/Downward_Dog_Pose_Doga.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/08/Downward_Dog_Pose_Doga-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/08/Downward_Dog_Pose_Doga-768x404.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<h3>Anche i cani possono fare yoga, per ritrovare la calma ed instaurare un rapporto profondo con il padrone. I più adatti alla disciplina sono i cani di piccola stazza</h3>
<p><span id="more-7677"></span></p>
<p class="MsoNormal">Anche i <strong>cani</strong> fanno<strong> yoga</strong>, dog-Yoga, per trovare la pace interiore e a instaurare e mantenere una relazione di vicinanza con il proprio padrone. L’attività sta spopolando negli States, in Giappone e in Australia, secondo quanto riportato dal Sydney Morning Herald.</p>
<p class="MsoNormal">Lo Yoga per <strong>cani</strong> prevede posizioni e allenamenti che coinvolgono il cane in abbracci e pose affettuose e riposanti: un rito che rilassa gli amici a quattro zampe, apportando vantaggi al benessere psicologico e fisico degli animali domestici. Non solo grazie all’allenamento e agli esercizi di yoga, i cani riescono ad entrare in un rapporto giocoso, più profondo e intimo con il padrone.</p>
<p class="MsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7676" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/08/images_Dog_yoga.jpg" alt="Dog yoga" width="550" height="310" align="middle" border="1" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/08/images_Dog_yoga.jpg 650w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2012/08/images_Dog_yoga-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<p class="MsoNormal">I<strong> <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/vacanze-come-scegliere-la-pensione-per-il-proprio-cane" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cani</a></strong> che meglio riescono a fare <strong>yoga</strong> sono quelli di piccola stazza: dal pechinese al volpino di pomerania. Sotto la guida di tutor addestrati, ai cuccioli vengono suggerite le tecniche yoga, come l’accucciarsi sulla schiena del padrone e l’accovacciamento su un singolo braccio.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Gli animali potrebbero smettere di migrare?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/gli-animali-potrebbero-smettere-di-migrare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 19:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[migrare]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione degli animali]]></category>
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					<description><![CDATA[I cambiamenti climatici potrebbero rendere &#8220;non più necessaria&#8221; la migrazione degli animali Gli animali che migrano a nord per riprodursi stanno perdendo i vantaggi della migrazione a causa dei cambiamenti climatici e dell&#8217;antropocene e questo potrebbe comportare una seria messa a rischio della loro specie, con una diminuzione di numero e una vita molto peggiorata, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124744" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/bird-migration-4023947_1280.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/bird-migration-4023947_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/bird-migration-4023947_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/bird-migration-4023947_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">I cambiamenti climatici potrebbero rendere &#8220;non più necessaria&#8221; la migrazione degli animali</h3>
<p><span id="more-124741"></span></p>
<p align="justify">Gli animali che migrano a nord per riprodursi stanno perdendo i vantaggi della migrazione a causa dei <strong>cambiamenti climatici</strong> e dell&#8217;<strong>antropocene</strong> e questo potrebbe comportare una seria messa a rischio della loro specie, con una diminuzione di numero e una vita molto peggiorata, secondo quanto scrive un gruppo di scienziati in uno studio pubblicato su <strong>Trends</strong> in <a href="https://www.cell.com/trends/ecology-evolution/fulltext/S0169-5347(21)00228-7" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecology &amp; Evolution</a>.</p>
<p align="justify">Molti animali, inclusi mammiferi, uccelli e insetti, migrano per lunghe distanze verso nord per riprodursi, sfruttando l&#8217;abbondanza stagionale di cibo, il minor numero di parassiti e malattie e la relativa sicurezza dai predatori. Ma visto che a causa del riscaldamento globale e dell&#8217;aumento della pressione umana c&#8217;è stata una diminuzione di questi benefici, in molti casi la migrazione ha portato a un minor successo riproduttivo e a una maggiore mortalità nelle specie migratorie.</p>
<h4 align="justify">I ricercatori avvertono che i vantaggi ridotti per la migrazione a lunga distanza hanno conseguenze potenzialmente gravi per la struttura e la funzione degli ecosistemi.</h4>
<p align="justify">Come hanno spiegato in un <a href="https://www.bath.ac.uk/announcements/climate-change-and-human-pressure-mean-migration-may-be-no-longer-worth-it-say-researchers/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>, ci sono ben 25 studi che hanno evidenziato come la <strong>migrazione stia diventando meno redditizia per vari animali terrestri</strong>, tra cui caribù, uccelli costieri e farfalle monarca, che migrano per oltre 1000 km durante l&#8217;estate verso le regioni temperate e artiche settentrionali per riprodursi, tornando a sud in inverno.</p>
<p align="justify">Anche se <strong>alcuni animali potrebbero spostare le loro aree di riproduzione leggermente più a nord</strong> per compensare il cambiamento delle condizioni ambientali, i migratori sono programmati per continuare il pericoloso viaggio ogni anno per riprodursi, nonostante la mancanza di benefici.</p>
<h4 align="justify">Per questo, i risultati dello studio sono davvero allarmanti: il sistema potrebbe diventare una trappola per le specie.</h4>
<p align="justify">Gli autori suggeriscono che le zone di riproduzione artiche e temperate settentrionali necessitano di una sostanziale attenzione per la conservazione, così come ci vorrebbe una mappatura dei fattori di stress per gli animali migratori nello spazio e nel tempo.</p>
<p align="justify">La Terra è un&#8217;ecosistema complesso e questo studio mostra quanto sia necessario fare ulteriori ricerche per trovare le soluzioni a questo problema, in modo che il domino ambientale rimanga in piedi.</p>
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		<title>Allevamenti animali: basta gabbie!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 06:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[eliminare le gabbie]]></category>
		<category><![CDATA[gabbie negli allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[uccelli in gabbia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Parlamento europeo chiede il divieto delle pratiche agricole in gabbia Il Parlamento europeo ha approvato le istanze di una proposta che chiede alla Commissione europea di porre fine all&#8217;allevamento di animali in gabbia possibilmente entro il 2027 e di trovare anche dei modi per eliminare gradualmente l&#8217;alimentazione forzata di anatre e oche per produrre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108731" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/duck-2991544_1280.jpg" alt="allevamento animale" width="800" height="531" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/duck-2991544_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/duck-2991544_1280-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/duck-2991544_1280-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Il Parlamento europeo chiede il divieto delle pratiche agricole in gabbia</h3>
<p><span id="more-108725"></span></p>
<p>Il Parlamento europeo ha approvato le istanze di una proposta che chiede alla Commissione europea di <strong>porre fine all&#8217;allevamento di animali in gabbia possibilmente entro il 2027</strong> e di trovare anche dei modi per eliminare gradualmente l&#8217;alimentazione forzata di anatre e oche per produrre foie gras.</p>
<p>La proposta è stata resa necessaria da una petizione portata avanti dei cittadini che hanno raccolto oltre <strong>1,4 milioni di firme per migliorare gli standard di vita degli uccelli e di altri animali da fattoria</strong> che sono spesso tenuti in piccole gabbie.</p>
<h4>Una delle maggiori preoccupazioni sollevate dall&#8217;iniziativa è il modo, appunto, in cui vengono gestite anatre e oche.</h4>
<p>Hanno definito l&#8217;alimentazione forzata di anatre e oche per ingrassarle per il foie gras come una pratica &#8220;crudele e non necessaria&#8221; – gli agricoltori usano pratiche terribili per fissare le loro anatre e oche in posizione, quindi alimentarle forzatamente per ingrassare i loro fegati.</p>
<p>Il Parlamento ha chiesto alla commissione di <strong>rivedere le attuali pratiche di ingabbiamento degli animali</strong> e di emanare un&#8217;eliminazione graduale in base alle esigenze delle diverse specie.</p>
<p>&#8220;Agire per migliorare il benessere degli animali è un imperativo etico, sociale ed economico&#8221;, ha affermato il commissario Ue per la salute Stella Kyriakides, come riportato da <a href="https://www.reuters.com/world/europe/eu-lawmakers-seek-ban-caged-farming-foie-gras-force-feeding-2021-06-10/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Reuters</a>.</p>
<p>Anche se l&#8217;UE è più avanti rispetto ad altri in termini di standard di benessere degli animali – esistono già restrizioni all&#8217;allevamento in gabbia, le batterie di galline sono vietate ed esiste una normativa che impone a tutti gli allevatori di utilizzare gabbie arredate che offrano più spazio agli animali – comunque circa il 90% dei conigli allevati nell&#8217;UE è tenuto in gabbia e circa il 50% delle galline ovaiole è stato tenuto in gabbia fino al 2019.</p>
<p>Nella sua relazione, il Parlamento europeo ha osservato che <strong>ci sono gravi preoccupazioni per le condizioni nelle gabbie di allevamento in cui gli animali</strong> potrebbero non avere spazio per stare completamente in piedi.</p>
<p>Per garantire una transizione graduale dall&#8217;allevamento in gabbia, il Parlamento ha proposto di <strong>fornire un sostegno finanziario agli agricoltori per consentire loro di investire in migliori standard di benessere</strong>. Il rapporto chiede inoltre che i prodotti animali importati nell&#8217;UE seguano standard simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Finalmente uno stato riconosce gli animali come esseri senzienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 06:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali come esseri senzienti]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilità animali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Regno Unito riconosce legalmente la sensibilità degli animali Che gli animali ci sentano, capiscano, soffrano e comunichino lo sa chiunque abbia avuto contatti con un animale in casa o fuori casa – basta un gatto, un cane, un canarino, un pollo con cui si è trovato a passare del tempo. Il Regno Unito ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-105702" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/dog-3438453_1280-e1623236371198.jpg" alt="animali come esseri senzienti " width="800" height="531" /></h3>
<h3>Il Regno Unito riconosce legalmente la sensibilità degli animali</h3>
<p><span id="more-105696"></span></p>
<p>Che gli animali ci sentano, capiscano, soffrano e comunichino lo sa chiunque abbia avuto contatti con un animale in casa o fuori casa – basta un gatto, un cane, un canarino, un pollo con cui si è trovato a passare del tempo.</p>
<h4>Il Regno Unito ha deciso di far diventare legge questa tesi, in modo che gli animali, e chi se ne prende cura, abbiano più tutele.</h4>
<p>&#8220;Chiediamo da tempo che la legislazione del Regno Unito riconosca gli animali come esseri senzienti e che venga data la dovuta considerazione alla sensibilità nella formulazione e nell&#8217;attuazione delle politiche&#8221;, ha affermato James West, senior policy manager di Compassion in World Farming, secondo quanto riportato da <a href="https://www.theguardian.com/world/2021/may/12/animals-to-be-formally-recognised-as-sentient-beings-in-uk-law" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>.</p>
<h4>Questo riconoscimento è arrivato e vale sia per gli animali da fattoria che per gli animali domestici – quelli selvatici sono esclusi – purché siano vertebrati.</h4>
<p>Le conseguenze includono, tra le altre cose, il <strong>divieto dei collari elettronici</strong> (che forniscono scosse elettriche), la limitazione delle trappole, il divieto alle persone di importare la maggior parte dei trofei di caccia, il divieto delle esportazioni di animali vivi per l&#8217;ingrasso o la macellazione e il mantenimento dei primati come animali domestici.</p>
<h4>Una misura interessante è il <strong>microchip obbligatorio per i gatti domestici</strong> – prima era richiesto solo per i cani.</h4>
<p>Si tratta di una misura interessante perché ci sono almeno 2,6 milioni di gatti domestici senza microchip nel Regno Unito e, considerando che il furto di gatti è aumentato di oltre il 12% lo scorso anno, il microchip può aiutare a riunire i gatti smarriti con i loro proprietari e allo stesso tempo ad <strong>arrestare chi cerca di abbandonarli</strong>.</p>
<p>Anche se le gabbie per il pollame e quelle per il parto non sono ancora state ancora bandite – erano tra gli obiettivi degli attivisti –, nel complesso siamo di fronte a un <strong>grande passo in avanti per il Regno Unito</strong>. Speriamo che sia il primo di molti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’incesto è da animali?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 May 2021 11:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[accoppiamento incestuoso]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[incesto]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo studio che si occupa della pratica incestuosa dell&#8217;accoppiamento animale con i propri parenti Non è solo un fatto culturale, etico, religioso quello che ci spinge a pensare che non sia cosa buona accoppiarsi con i parenti, la consanguineità è vista come un male per molti altri aspetti, anche scientifici. Eppure, una nuova ricerca condotta dai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103861" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/parrots-3427188_1280-e1622192490144.jpg" alt="incesto" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Lo studio che si occupa della pratica incestuosa dell&#8217;accoppiamento animale con i propri parenti</h3>
<p><span id="more-103860"></span></p>
<p>Non è solo un fatto culturale, etico, religioso quello che ci spinge a pensare che non sia cosa buona accoppiarsi con i parenti, <strong>la consanguineità è vista come un male per molti altri aspetti, anche scientifici. </strong></p>
<p>Eppure, una <a href="https://www.nature.com/articles/s41559-021-01453-9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova ricerca</a> condotta dai ricercatori dell&#8217;Università di Stoccolma e pubblicata su Nature Ecology and Evolution, mostra che <strong>questa ipotesi contraria all&#8217;incesto non ha molto fondamento.</strong></p>
<p>L&#8217;idea che gli animali debbano evitare l&#8217;accoppiamento con i parenti è stata il punto di partenza per centinaia di studi scientifici condotti su molte specie, ma secondo questi scienziati il quadro è più complicato.</p>
<p>Lo studio fornisce una sintesi di 139 studi sperimentali su 88 specie che coprono 40 anni di ricerca, risolvendo il dibattito di lunga data tra aspettative teoriche ed empiriche su se e quando gli animali dovrebbero evitare la consanguineità.</p>
<p>Quello che viene dimostrato dai dati è che g<strong>li animali raramente tentano di evitare l&#8217;accoppiamento con i parenti</strong> – una scoperta coerente in un&#8217;ampia gamma di condizioni e approcci sperimentali.</p>
<h4>Lo studio ha anche esaminato la pratica di evitare la consanguineità negli esseri umani, confrontando i risultati con esperimenti simili a quelli fatti con gli animali.</h4>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo confrontato studi che chiedevano se gli esseri umani evitassero la consanguineità quando presentata con immagini di volti manipolati digitalmente per farli sembrare più o meno consanguinei a studi che hanno utilizzato approcci simili in altri animali. Proprio come per altri animali, si è scoperto che quella non è una prova che gli esseri umani preferiscano evitare la consanguineità&#8221;, afferma Raïssa de Boer, autrice dello studio e ricercatrice in zoologia all&#8217;Università di Stoccolma, secondo un <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2021/05/210503144729.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a> dell&#8217;università.</p></blockquote>
<p>Lo studio, quindi, mostra come <strong>nuovi fattori cognitivi ed ecologicamente rilevanti possano modellare la biologia della conservazione</strong>: mantenere la diversità genetica potrebbe avvenire anche non evitando la consanguineità. Questi risultati sollecitano cautela nelle pratiche e aprono nuovi orizzonti anche per i programmi di allevamento che cercano di avere successo nella conservazione delle specie in via di estinzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Distanziamento sociale: per tutti, anche per gli animali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/distanziamento-sociale-per-tutti-anche-per-gli-animali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 06:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[allontamento sociale passivo]]></category>
		<category><![CDATA[allontanamento sociale attivo]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[difendersi dalle malattie]]></category>
		<category><![CDATA[distanziamento sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il distanziamento sociale è una pratica che viene usata anche dagli animali per difendersi dalle malattie In un nuovo studio pubblicato su Science, la professoressa di scienze biologiche Dana Hawley ha evidenziato che ci sono molte altre specie non umane che praticano l&#8217;allontanamento sociale per fermare la diffusione di infezioni batteriche, virali e parassitarie. Lo fanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-92859" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/red-wood-ant-5314020_1280-e1617015583831.jpg" alt="distanziamento sociale " width="800" height="534" /></h3>
<h3>Il distanziamento sociale è una pratica che viene usata anche dagli animali per difendersi dalle malattie</h3>
<p><span id="more-92849"></span></p>
<p>In un <a href="https://science.sciencemag.org/content/371/6533/eabc8881.full" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a> pubblicato su Science, la professoressa di scienze biologiche Dana Hawley ha evidenziato che <strong>ci sono molte altre specie non umane che praticano l&#8217;allontanamento sociale</strong> per fermare la diffusione di infezioni batteriche, virali e parassitarie.</p>
<h4>Lo fanno le formiche foraggere, i pipistrelli vampiri, i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poecilia_reticulata" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pesci guppy</a> e i mandrilli.</h4>
<p>Insomma, molto prima che noi iniziassimo con questa pratica impostaci dalla pandemia di Covid-19, gli animali lo facevano già – e in maniera intuitiva, senza che fosse nessun DCPM a consigliarlo.</p>
<p>In un<a href="https://eurekalert.org/pub_releases/2021-03/vt-sdi030421.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> comunicato stampa</a>, la Hawley ha spiegato che</p>
<blockquote><p>&#8220;stare a casa e limitare le interazioni con gli altri è una risposta comportamentale intuitiva quando ci sentiamo male, e quella che vediamo in molti tipi di animali in natura, ma <strong>gli esseri umani spesso sopprimono questo istinto</strong>, con un grande potenziale costo per noi stessi e le nostre comunità, a causa di pressioni per continuare a lavorare o frequentare le lezioni anche quando si è ammalati&#8221;.</p></blockquote>
<p>È successo a tutti di non uscire perché si è stanchi, senza energie e magari con una lieve influenza: anche se non ce ne rendiamo conto, quello è una forma di allontanamento sociale, che Hawley e gli altri autori dello studio chiamano <strong>&#8220;allontanamento sociale passivo&#8221;</strong>.</p>
<p>I pipistrelli vampiri, per esempio, che si nutrono esclusivamente del sangue di altri animali – e quindi sono molto socievoli (poiché il sangue è difficile da trovare quasi tutti i giorni, i pipistrelli vampiri formano forti legami sociali condividendo cibo e pulendosi a vicenda) – di fronte a un batterio (innocuo) che gli è stato iniettato dai ricercatori hanno assunto un atteggiamento di distanziamento: allontanandosi e pulendosi meno tra loro.</p>
<h4>Così anche i mandrilli.</h4>
<p>Le formiche, invece, come altri animali, praticano una <strong>forma di allontanamento sociale attivo</strong>, abbandonando i gruppi che stanno male: il sacrificio di sé dell&#8217;individuo infetto è visto come un atto di bene pubblico per proteggere il resto della colonia e portare avanti i geni che manterranno fiorente la colonia in futuro.</p>
<p>Sfortunatamente, gli esseri umani hanno acquisito fin troppo familiarità con i costi ei benefici dell&#8217;allontanamento sociale dall&#8217;inizio della pandemia e questo sta cambiando molto anche il nostro comportamento nel mezzo della malattia, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto. Con la comparsa delle varianti, <strong>gli esseri umani dovranno continuare a indossare mascherine per proteggere se stessi, gli altri e la distanza sociale</strong>.</p>
<p>Dobbiamo prenderci cura di noi stessi e gli altri assolutamente, perpetrando questo allontanamento sociale attivo.</p>
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		<title>L&#8217;esercito di animali pronti a estinguersi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/lesercito-di-animali-pronti-a-estinguersi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 18:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[minaccia]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza umanità]]></category>
		<category><![CDATA[vertebrati]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo uno studio, più di 500 vertebrati sono sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione Una nuova ricerca suggerisce che i tassi di estinzione animale, esplicitamente causati dall&#8217;attività umana, stanno accelerando a livelli insostenibili. Come spiega Earther, gli scienziati si sono concentrati nell&#8217;osservazione di mammiferi, uccelli, anfibi e rettili, nella speranza di poter attirare l&#8217;attenzione delle persone su questo terribile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59720" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/bengal-tiger-1149535_1280.jpg" alt="estinzione" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/bengal-tiger-1149535_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/bengal-tiger-1149535_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/bengal-tiger-1149535_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Secondo uno studio, più di 500 vertebrati sono sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione</h3>
<p><span id="more-59718"></span></p>
<p>Una nuova ricerca suggerisce che <strong>i tassi di estinzione animale, esplicitamente causati dall&#8217;attività umana, stanno accelerando a livelli insostenibili</strong>.</p>
<p>Come spiega <a href="https://earther.gizmodo.com/more-than-500-vertebrate-species-are-on-the-brink-of-b-1843828308" target="_blank" rel="noopener"><em>Earther</em></a>, g<strong>li scienziati si sono concentrati nell&#8217;osservazione di mammiferi, uccelli, anfibi e rettili</strong>, nella speranza di poter attirare l&#8217;attenzione delle persone su questo terribile problema.</p>
<p>Si tratta di una vera e propria estinzione di massa, che va ben oltre i 515 vertebrati identificati come «sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione» nello studio che è stato pubblicato sulla rivista <a href="https://www.pnas.org/content/early/2020/05/27/1922686117" target="_blank" rel="noopener">PNAS</a>.</p>
<h4>L&#8217;anno scorso, un rapporto delle Nazioni Unite ha scoperto che un milione di specie erano a rischio di estinzione nei prossimi anni.</h4>
<p>Il problema di queste estinzioni, infatti, non si ferma solo alla singola perdita in sé, ma a tutta la gestione dell&#8217;ecosistema, nel quale si potrebbe creare un effetto domino. E quindi <strong>ogni nuova estinzione ne potrebbe generare delle altre, facendo aumentare a dismisura il numero degli animali che scompaiono</strong>.</p>
<p>«Non stiamo più osservando la perdita di specie sconosciute a cui la maggior parte delle persone non è interessata», ha detto a <em>Earther</em> Tierra Curry, scienziata senior presso il Center for Biological Diversity, che non ha a che fare con lo studio. <strong>«Stiamo osservando un annientamento biologico»</strong>.</p>
<h4>I ricercatori hanno spiegato che ogni volta che un animale si estingue, minaccia anche la continua sopravvivenza dell&#8217;umanità.</h4>
<p>«L&#8217;attuale crisi di estinzione <strong>è uno dei problemi ambientali globali più urgenti e l&#8217;unico veramente irreversibile</strong>», ha detto a<em> Earther</em> l&#8217; autore dello studio Gerardo Ceballos dell&#8217;Istituto di Ecologia della National Autonomous University of Mexico .</p>
<p>«<strong>Una volta che una specie è scomparsa, non c&#8217;è modo di riportarla indietro</strong>. Il nostro studio indica che questa cosa sta accelerando notevolmente».</p>
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		<title>Qual è il rapporto tra il coronavirus, gli animali e noi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 19:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus italia]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[spillover]]></category>
		<category><![CDATA[trasmissione]]></category>
		<category><![CDATA[zoonosi]]></category>
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					<description><![CDATA[È bene iniziare a ragionare sul fatto che, per evitare future pandemie, dobbiamo cambiare il nostro rapporto con la fauna selvatica. Per iniziare a capire come ci siamo ritrovati in questa situazione di pandemia globale, quarantena, mascherine e conto giornaliero di morti e malati, dobbiamo sicuramente partire da una parola con un significato molto pericoloso: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49977" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/sharpnose-snake-921687_1280.jpg" alt="coronavirus animali" width="799" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/sharpnose-snake-921687_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/sharpnose-snake-921687_1280-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/sharpnose-snake-921687_1280-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>È bene iniziare a ragionare sul fatto che, per evitare future pandemie, dobbiamo cambiare il nostro rapporto con la fauna selvatica.</h3>
<p><span id="more-49976"></span></p>
<p>Per iniziare a capire come ci siamo ritrovati in questa situazione di pandemia globale, quarantena, mascherine e conto giornaliero di morti e malati, dobbiamo sicuramente partire da una parola con un significato molto pericoloso: la<strong> zoonosi</strong>.</p>
<p>Come spiega l&#8217;Istituto Superiore di Sanità sul suo sito, le <a href="https://www.epicentro.iss.it/zoonosi" target="_blank" rel="noopener">zoonosi</a> «sono malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo».</p>
<p>In un <a href="https://medium.com/@WCS/emerging-zoonoses-and-the-risk-posed-by-wildlife-markets-5689b7ba7ee2" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> per <strong>Wildlife Conservation Society</strong>, Amanda Fine e Aili Kang spiegano che «si stima che, a livello globale, circa un miliardo di casi di malattie umane e milioni di morti si verificano ogni anno per zoonosi. Circa il 60% delle malattie infettive emergenti segnalate a livello globale sono zoonosi e degli oltre 30 nuovi agenti patogeni umani rilevati negli ultimi tre decenni, il 75% ha avuto origine negli animali».</p>
<h4>Il coronavirus rientra nella categoria delle malattie zoonotiche, così come la SARS, l&#8217;ebola e la MERS.</h4>
<p>È ampiamente riconosciuto che gli esseri umani hanno contratto l&#8217;HIV dagli scimpanzé, macellandoli e mangiandoli e che l&#8217;influenza del 1918 che uccise fino a 50 milioni di persone ebbe un&#8217;origine aviaria .</p>
<p>Sfortunatamente non sappiamo molto delle malattie zoonotiche, per questo Fine e Kang hanno scritto che, «di fronte a un universo così vasto, sconosciuto e imprevedibile di agenti zoonotici» credono «fermamente che limitare le possibilità di contatto tra umani e animali selvatici sia il modo più efficace per ridurre il rischio di insorgenza di nuove malattie zoonotiche».</p>
<p>Quello che chiedono sostanzialmente è:</p>
<ul>
<li>«chiudere i mercati di animali vivi che vendono animali selvatici»;</li>
<li> «intensificare gli sforzi per combattere il traffico di animali selvatici all&#8217;interno dei paesi e oltre confine»;</li>
<li> «lavorare per modificare i comportamenti pericolosi di consumo della fauna selvatica, specialmente nelle città».</li>
</ul>
<p>Dobbiamo evitare questo rischio di <strong>spillover</strong>, visto che ci sono patogeni che non fanno ammalare gli animali, ma che sugli umani – che non hanno la stessa immunità – rischiano di innescare pandemie come quelle che stiamo vivendo.</p>
<p>Nel frattempo, dovremmo anche smetterla di distruggere gli ecosistemi, se ci avanza tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
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