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	<title>Analisi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Un nuovo sistema per (non) entrarci nella testa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 05:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[idrogel]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori inventano un metodo di indagine del cervello con un idrogel che, in molti casi, eviterà di doverlo trapanare Nonostante il fatto che le tecnologie di analisi del cervello come le risonanze magnetiche non fanno altro che migliorare, rimangono molti casi in cui i ricercatori sono costretti ad entrare nella testa del paziente per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36429" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_analisicervellos.jpg" alt="" width="802" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_analisicervellos.jpg 802w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_analisicervellos-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_analisicervellos-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 802px) 100vw, 802px" /></p>
<p>I ricercatori inventano un metodo di indagine del cervello con un idrogel che, in molti casi, eviterà di doverlo trapanare</p>
<p>  <span id="more-36430"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il fatto che le tecnologie di analisi del cervello come le risonanze magnetiche non fanno altro che migliorare, rimangono molti casi in cui i ricercatori sono costretti ad entrare nella testa del paziente per indagare il cervello: per avere alcune letture di specifiche cellule e regioni cerebrali, così come per inserire alcune protesi o dispositivi medici, non si può fare altro che introdurre fisicamente un elettrodo nel cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, per quanto siano operazioni di routine, sono sempre pericolose e preoccupanti come tutte le azioni invasive del nostro corpo. Proprio per questo, i ricercatori della <a href="https://www.cmu.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carnegie Mellon University</a>, finanziati dall&#8217;ala di ricerca del Dipartimento della Difesa, <a href="https://www.darpa.mil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DARPA</a>, si sono messi alla ricerca di una soluzione alternativa – e potrebbero averla trovata.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati, infatti, hanno sviluppato un idrogel flessibile e siliconico a base di silicio che si attacca al tessuto neurale, portando elettrodi non invasivi sulla superficie del cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idrogel, che è stato testato sul ganglio della radice dorsale di un gatto – ovvero su un gruppo di cellule nervose spinali – ha dimostrato di potersi conformare e poter aderire alle cellule in modo da consentire agli elettrodi inclusi di registrare l&#8217;attività cerebrale senza esporre effettivamente il cervello agli elettrodi e viceversa.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che questo lavoro porti a una nuova era di impianti neurali più sicuri e dia luogo a letture neurali migliori e più accurate che potrebbero aiutarci a capire le malattie e altre condizioni del cervello. A differenza degli elettrodi, che il cervello percepisce come elementi estranei e invoca subito il sistema immunitario per combatterli, l&#8217;idrogel viene registrato come passabilmente simile al cervello, quindi il corpo è meno propenso a combatterlo.</p>
<p style="text-align: justify;">È troppo presto per dire altro, ma se funzionasse potrebbe essere davvero una svolta per le neuroscienze mediche.</p>
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		<title>La Nasa ha un piano per portare le api robot su Marte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2018 08:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[api robot]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marte]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Esplorare Marte grazie a dispositivi alati che riescono navigare a in sciami e a raccogliere informazioni La NASA ha annunciato il finanziamento di un nuovo sforzo di ricerca che esplorerà la possibilità di utilizzare le api robot per studiare la superficie marziana: in maniera molto appropriata il progetto delle api e le api stesse sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35946" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_apisumarte.jpg" alt="" width="799" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_apisumarte.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_apisumarte-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_apisumarte-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Esplorare Marte grazie a dispositivi alati che riescono navigare a in sciami e a raccogliere informazioni</p>
<p>  <span id="more-35947"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La NASA ha annunciato il finanziamento di un nuovo sforzo di ricerca che esplorerà la possibilità di utilizzare le api robot per studiare la superficie marziana: in maniera molto appropriata il progetto delle api e le api stesse sono stati chiamati <a href="https://www.nasa.gov/directorates/spacetech/niac/2018_Phase_I_Phase_II/Marsbee_Swarm_of_Flapping_Wing_Flyers_for_Enhanced_Mars_Exploration/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marsbee</a>. La speranza è di poter sviluppare un modello di «architetture aerospaziali alate» in grado di navigare nell&#8217;atmosfera marziana, che si possano muovere in sciami, raccogliendo informazioni grazie a vari sensori.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso, un gruppo di ricercatori della <a href="https://www.ua.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Alabama</a>&nbsp;lavorerà in collaborazione con una squadra non ancora annunciata proveniente dal Giappone per creare quello che potrebbe essere il mezzo più efficiente mai pensato per esplorare Marte. <br />Insieme alla già comprovata affidabilità di un rover che farà da base – questa macchina, per quanto affidabile, ha sempre peccato di lentezza – ci sarà uno sciame di marsbee che si muoverà a partire da questo «alveare mobile» – e che dovrebbe ovviare al problema della velocità. Le marsbee utilizzerebbo il rover per ricaricarsi e per memorizzare i dati e inoltre sarebbero anche in grado di inviare informazioni mentre sono in volo attraverso la tecnologia wi-fi. <br />Queste «api» dovrebbero avere il corpo come quello di un calabrone e le ali come una cicala, anche se i ricercatori stanno valutando varie modalità di volo (sbattimento di ali, ala fissa o rotore). Intanto il gruppo collaborante di scienziati giapponesi ha già creato il proprio robot che agita le ali, il colibrì MAV (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Micro_air_vehicle" target="_blank" rel="noopener noreferrer">micro air-vehicle</a>).<br />Ovviamente, si è ancora nella fare di sviluppo, gli studi di fattibilità potrebbero metterci almeno un decennio prima di poter passare alla fase successiva. <br />Noi aspetteremo con ansia questi risultati.</p>
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		<title>Un semplice elmetto per scansionare il cervello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 07:58:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[scanner mobile]]></category>
		<category><![CDATA[scanner. scanner mobile]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno sviluppato uno scanner mobile per il cervello in modo da poter seguire i pazienti anche durante i loro movimenti Gli scienziati britannici hanno sviluppato un dispositivo di imaging cerebrale leggero e altamente sensibile che può essere indossato come un casco, consentendo al paziente di muoversi naturalmente. I risultati dei test fatti sullo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35912" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_scansione_cervello.png" alt="" width="801" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_scansione_cervello.png 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_scansione_cervello-300x187.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_scansione_cervello-768x479.png 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno sviluppato uno scanner mobile per il cervello in modo da poter seguire i pazienti anche durante i loro movimenti</p>
<p>  <span id="more-35913"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati britannici hanno sviluppato un dispositivo di imaging cerebrale leggero e altamente sensibile che può essere indossato come un casco, consentendo al paziente di muoversi naturalmente. I risultati dei test fatti sullo scanner hanno mostrato che i pazienti potevano fare tutta una serie di movimenti, anche non semplici, mentre indossavano questo elmetto e che, nel frattempo, la loro attività cerebrale veniva registrata, millisecondo dopo millisecondo, dal sistema magnetoencefalografico (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Magnetoencefalografia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MEG</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori, che hanno pubblicato <a href="https://www.nature.com/articles/nature26147" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i loro risultati&nbsp;sulla rivista «Nature»</a>, hanno detto che sperano che il nuovo scanner possa migliorare la ricerca e il trattamento per i pazienti che non possono utilizzare i tradizionali scanner MEG fissi, come i bambini con l&#8217;epilessia o i pazienti con disturbi come il Parkinson.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa innovazione ha il potenziale per rivoluzionare il campo di imaging del cervello visto che gli attuali scanner MEG sono ingombranti e pesano fino a mezza tonnellata (in parte perché i sensori che usano per misurare il campo magnetico del cervello devono essere tenuti molto freddi, a meno di 269°C) e visto che incontrano diverse difficoltà quando i pazienti non riescono a stare troppo fermi (anche un movimento di 5 millimetri può danneggiare le immagini tanto da renderle inutilizzabili).</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo elmetto, i ricercatori hanno superato questi problemi utilizzando i sensori quantici, che sono leggeri, funzionano a temperatura ambiente e possono essere collocati direttamente sul cuoio capelluto, aumentando la quantità di segnale che sono in grado di rilevare. </p>
<p style="text-align: justify;">Così, non solo i pazienti che non riescono a stare fermi potranno essere monitorati, ma si allargherà il controllo anche alla misurazione delle funzioni cerebrali durante le attività del mondo reale e le interazioni sociali.</p>
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		<title>Quando le sirtuine ci sono, i muscoli ballano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 12:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[geni]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[sirtuine]]></category>
		<category><![CDATA[vasi sanguigni]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo nuovi studi, la riattivazione delle sirtuine permetterebbe una maggiore crescita dei vasi sanguigni anche negli anziani Quando invecchiamo, i vasi sanguigni forniscono meno ossigeno e sostanze nutritive ai muscoli. Una tendenza che potrebbe essere invertita da un composto capace di riattivare le sirtuine, “superproteine” presenti in quasi tutti gli animali, già conosciute dagli anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35819" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_sirtuine_vasi.jpg" alt="" width="800" height="498" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_sirtuine_vasi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_sirtuine_vasi-300x187.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_sirtuine_vasi-768x478.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo nuovi studi, la riattivazione delle sirtuine permetterebbe una maggiore crescita dei vasi sanguigni anche negli anziani</p>
<p>  <span id="more-35820"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Quando invecchiamo, i vasi sanguigni forniscono meno ossigeno e sostanze nutritive ai muscoli. Una tendenza che potrebbe essere invertita da un composto capace di riattivare le sirtuine, “superproteine” presenti in quasi tutti gli animali, già conosciute dagli anni ‘90 per gli effetti anti-aging nel lievito.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad affermarlo Leonard Guarente, Docente di Biologia al Massachusetts Institute of Technology (Mit), autore dello studio sui lieviti e, oggi, tra gli autori di <a href="http://news.mit.edu/2018/study-suggests-method-boost-growth-blood-vessels-muscle-0322" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo studio sui topi</a>, assieme a Abhirup Das, docente della University of New South Wakes in Australia.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno scoperto che, eliminando nei topi il gene SIRT1, responsabile della produzione delle sirtuine, avevano i capillari fragili e riuscivano a correre per la metà del tempo rispetto agli altri topi. Al contrario, i topi anziani che vedevano riattivate le sirtuine avevano un miglioramento dell’80% dei vasi sanguigni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se venisse confermato questo risultato negli essere umani, vorrebbe dire che l’aumento dei livelli delle sirtuine potrebbe aiutare gli anziani a mantenere massa muscolare con l’esercizio fisico. Inoltre, questo potrebbe contrastare molte malattie legate all’età, come l’osteoporosi, e contribuire positivamente all’interazione tra muscoli e ossa.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Temi di avere il cancro? Ecco cosa fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 13:16:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Hai paura della malattia? Stai aspettando l&#8217;esito degli esami? Ecco alcuni consigli per mantenere la situazione sotto controllo Il mese scorso ha avuto grande eco la notizia che Angelina Jolie si è fatta asportare le ovaie e le tube di Falloppio con l&#8217;obiettivo di ridurre il rischio di ammalarsi di cancro. Aveva paura del tumore: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25199" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_Paura_cancro-14845-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Hai paura della malattia? Stai aspettando l&#8217;esito degli esami? Ecco alcuni consigli per mantenere la situazione sotto controllo</p>
<p>  <span id="more-25200"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il mese scorso ha avuto grande eco la notizia che Angelina Jolie si è fatta asportare le ovaie e le tube di Falloppio con l&#8217;obiettivo di ridurre il rischio di ammalarsi di cancro. Aveva paura del tumore: il suo medico era preoccupato per degli esami del sangue che presentavano dei valori anomali e la aveva invitata ad approfondire con ulteriori esami.</span></p>
<p>&#8216;Sono passata attraverso quello che penso migliaia di donne abbiano già provato&#8217;, ha scritto l&#8217;attrice. &#8216;Mi sono detta di stare calma, di essere forte e che non c&#8217;era nessuna ragione per pensare che non avrei visto i miei figli crescere e conosciuto i miei nipoti&#8217;. Fortunatamente le analisi di approfondimento non hanno poi evidenziato un rischio di tumore.</p>
<p>Può succedere nella vita di aver paura della malattia; può essere a causa di un neo sospetto che deve essere sottoposto a biopsia, di una mammografia da ripetere, di un pap test dagli esiti poco chiari. Nella maggior parte dei casi non è nulla di cui preoccuparsi, ma è difficile rimanere calmi quando ci succede. In questi casi è bene tenere in mente questi cinque consigli:</p>
<h2>Fai un passo indietro</h2>
<p>Esami dagli esiti sospetti succedono frequentemente. La media è del 35% per le donne sopra ai 40 anni. La ragione per cui escono risultati sospetti è che gli esami sono approfonditi e tengono conto di ogni dettaglio sospetto.</p>
<h2>Parla con il medico </h2>
<p>Spesso quando il medico ci illustra i risultati di un test siamo così ansiosi che in realtà non riusciamo a seguire bene ciò che ci dice. È una reazione emotiva comprensibile, però se abbiamo l&#8217;impressione di non aver capito bene chiediamo delucidazioni. Alla stessa maniera se ci sentiamo a nostro agio facciamo stare con noi anche un&#8217;amico o un parente che possa ascoltare il medico.</p>
<h2>Non stressarti per l&#8217;attesa</h2>
<p>Se dobbiamo attendere qualche settimana per chiarire alcuni sospetti è normale, confrontiamoci con il nostro medico e con le sue richieste. Allo stesso modo se il dottore suggerisce uno screening qualche mese dopo non significa che siamo a rischio. Magari è un saggio eccesso di scrupolo.</p>
<h2>Non metterti a cercare su google</h2>
<p>Sul popolare motore di ricerca troverai tutto e il contrario di tutto quindi non è il caso di dar retta a ogni cosa che c&#8217;è, farebbe solo sorgere ansie e paure immotivate.</p>
<h2>Fai molte domande</h2>
<p>Se hai tante paure è naturale, non aver paura anche di chiedere. Consulta il tuo medico e chiedigli tutto quello che vuoi sapere, molto meglio parlare con lui che cercare sul web o parlare con persone non competenti della materia.</p>
<p>Secondo l&#8217;oncologo Umberto Veronesi <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24490" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la dieta vegetariana aiuterebbe a prevenire il cancro</a>.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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