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	<title>Alpi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Patrimoni Unesco: 2011, siti palafitticoli preistorici delle Alpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 07:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
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		<category><![CDATA[siti palafitticoli delle alpi]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Un simbolo delle prime comunità agricole europee. Un’immagine che illustra in modo dettagliato e preciso la quotidianità in 4000 anni di storia. Sono i Siti palafitticoli preistorici dell&#8217;arco alpino, una serie di 111 aree archeologiche localizzate sulle Alpi o nelle immediate vicinanze. I siti archeologici palafitticoli si trovano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-131776" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/lake-3582833_1280.jpg" alt="Siti palafitticoli preistorici delle Alpi" width="800" height="528" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/lake-3582833_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/lake-3582833_1280-300x198.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/lake-3582833_1280-768x507.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-131769"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un simbolo delle prime comunità agricole europee.</span></span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Un’immagine che illustra in modo dettagliato e preciso la quotidianità in 4000 anni di storia. Sono i <strong>Siti palafitticoli preistorici dell&#8217;arco alpino</strong>, una serie di 111 aree archeologiche localizzate sulle Alpi o nelle immediate vicinanze.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I siti archeologici palafitticoli si trovano in Svizzera, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia e sono composti da resti di insediamenti preistorici di palafitte intorno alle Alpi e situati sulle rive di laghi e aree umide che, nonostante siano databili dal 5000 al 500 a.C., godono di una eccellente conservazione dei materiali organici.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Queste straordinarie condizioni di conservazione, insieme ad indagini e ricerche archeologiche, hanno consentito un’eccezionale e dettagliata ricostruzione del mondo delle prime società agricole in Europa, fornendo informazioni precise sull’agricoltura, la zootecnia e lo sviluppo della metallurgia per un periodo di oltre quattro millenni.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le <strong>palafitte</strong>, organizzate in gruppi o in villaggi, erano delle capanne sostenute da pali e dotate di una piattaforma di legno orizzontale che si ergevano direttamente su un lago, una palude, un corso d’acqua oppure sulla sponda di uno di essi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vivere in villaggi come questi aveva diversi vantaggi: permetteva di adattarsi alle variazioni dei livelli dei corsi d’acqua o dei laghi, consentiva di rimanere vicino alle fonti di acqua e di cibo e garantiva la possibilità difendersi da nemici e animali selvatici.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scavo dei <strong>siti palafitticoli</strong>, oltre alla puntuale analisi degli abitati, ha consentito anche il recupero di numerosi reperti, spesso in ottimo stato di conservazione tra cui pettini in osso, aghi e arnesi per la tessitura, zappe, aratri, statuette votive, asce e lame, che testimoniano le abitudini e le attività praticate dall’uomo preistorico europeo e contribuiscono all’ individuazione delle influenze e delle contaminazioni culturali tra le diverse aree.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli scavi sono stati condotti solo in alcuni dei siti ed hanno permesso di comprendere in che modo le comunità interagivano con l&#8217;ambiente e il tipo di vita condotta nell’Europa alpina durante l&#8217;età neolitica e del bronzo.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I Siti palafitticoli preistorici delle Alpi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, nel 2011, sono stati inseriti nell&#8217;elenco dei <a href="http://whc.unesco.org/en/list/1363" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimoni UNESCO </a></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli insediamenti sono un gruppo unico di siti archeologici eccezionalmente ben conservati e culturalmente ricchi, che costituiscono una delle fonti più importanti per lo studio delle prime società agrarie della regione.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le <strong>diciannove aree archeologiche</strong> selezionate sul territorio italiano sono dislocate in Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Gli agglomerati palafitticoli sono situati in prevalenza nei pressi del Lago di Garda, in cui sono presenti più di trenta abitati, distribuiti sulle coste del lago e degli attigui bacini. Numerose palafitte sorgono anche nei pressi dei piccoli laghi alpini del Trentino e dei bacini del Piemonte, come anche nella pianura Padana e nel Friuli.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I siti palafitticoli costituiscono straordinarie informazioni riguardanti la vita, l’allevamento e la tecnologia di antichi popoli, scomparsi senza lasciare numerose testimonianze in Italia. Al di là della straordinaria importanza storico-culturale del sito, esso costituisce un perfetto esempio di collaborazione trans-nazionale che ha permesso la realizzazione di una cooperazione e condivisione eccezionale.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I<a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=449" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Siti palafitticoli preistorici delle alpi</a> rappresentano una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle prime società agrarie in Europa tra il 5000 e il 500 a.C. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere in generale i cambiamenti significativi durante il Neolitico e l’Età del Bronzo in Europa, ed in particolare le interazioni fra i gruppi umani delle regioni intorno alle Alpi. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">I siti hanno fornito una visione unica della vita domestica e degli insediamenti di una trentina di diversi gruppi culturali nel paesaggio lacustre alpino che ha permesso alle palafitte di prosperare. Le prove archeologiche rivelate consentono una comprensione unica del modo in cui queste società hanno interagito con il loro ambiente, in risposta alle nuove tecnologie e anche all&#8217;impatto del cambiamento climatico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel complesso, la serie e i suoi confini riflettono pienamente gli attributi di eccezionale valore universale. Il monitoraggio dei siti è fondamentale per garantire la loro continua integrità, mentre i resti fisici sono ben conservati e documentati. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La capacità dei siti di mostrare il loro valore è, tuttavia, difficile</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">in quanto sono per lo più completamente nascosti sott&#8217;acqua. Un contesto che, in una certa misura, è compromesso in quei siti che sopravvivono in ambienti intensamente urbanizzati.</span></span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
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		<title>CamminaCAI 2017: quattro giorni di escursioni sui cammini storici e religiosi di tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 08:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
		<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra il 5 e l&#8217;8 ottobre il Club alpino italiano organizza oltre 40 eventi&#160;tra escursioni, serate e conferenze, in 13 regioni, per promuovere&#160;un settore dell&#8217;escursionismo in crescita negli ultimi anni “CamminaCAI 2017” è la manifestazione organizzata dal Club alpino italiano tra il 5 e l&#8217;8 ottobre. Prevede oltre 40 eventi, tra escursioni, serate e conferenze, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34593" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_CAmmina_CAI.jpg" alt="" width="960" height="639" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_CAmmina_CAI.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_CAmmina_CAI-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_CAmmina_CAI-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Tra il 5 e l&#8217;8 ottobre il Club alpino italiano organizza oltre 40 eventi&nbsp;tra escursioni, serate e conferenze, in 13 regioni, per promuovere&nbsp;<br />un settore dell&#8217;escursionismo in crescita negli ultimi anni</p>
<p>  <span id="more-34594"></span>  </p>
<p>“CamminaCAI 2017” è la manifestazione organizzata dal Club alpino italiano tra il 5 e l&#8217;8 ottobre. Prevede oltre 40 eventi, tra escursioni, serate e conferenze, in 13 regioni. L’obiettivo è far conoscere, attraverso la loro fruizione, lo straordinario patrimonio di percorsi con valenza storica, culturale, antropologica e spirituale esistenti sull’intero territorio nazionale.</p>
<p>“L&#8217;attenzione del CAI per i cammini storico religiosi o di lunga percorrenza non è certo di oggi, se solo pensiamo a quel Sentiero Italia, ideato da Teresio Valsesia, che rappresenta il più lungo cammino del mondo e al quale dovremo al più presto riportare l&#8217;attenzione che merita”, afferma il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti. “E&#8217; in questo contesto che si inserisce il CamminaCAI 2017, teso a studiare, riscoprire e valorizzare un patrimonio storico culturale da trasformare in occasione per molti di immergersi nella dimensione del tempo, riscoprendo il vero valore di se stessi”.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda il coordinatore del Gruppo “Percorsi Cammini storici e religiosi” Carlo Bonisoli, secondo il quale “abbiamo rilevato una maggiore attenzione della popolazione italiana verso una nuova forma di escursionismo spirituale, esperienziale ed emozionale. Un cambiamento dimostrato dal fatto che nel 2016 gli italiani sono diventati, dopo gli spagnoli, il gruppo più numeroso sul Cammino di Santiago, con quasi 24.000 presenze su un totale di 278.000 persone che hanno effettuato il pellegrinaggio. Da qui è nato questo progetto, che ha il vantaggio di svolgersi lungo itinerari vicino a zone molto abitate, dove tra l&#8217;altro vive la maggior parte dei nostri Soci”.</p>
<p>I singoli appuntamenti e le escursioni (alcune anche di più giorni), aperti a Soci e non Soci CAI, sono stati organizzati con la collaborazione della Commissione centrale escursionismo e delle Sezioni locali dell&#8217;associazione.</p>
<p><a href="http://www.cai.it/fileadmin/documenti/News/2017/Programma_CAMMINA_CAI_2017-2.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il programma generale è disponibile a questo link.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cadaveri svelati dallo scioglimento del ghiacciaio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/cadaveri-svelati-dallo-scioglimento-del-ghiacciaio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 06:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ghiaccio sciolto sulle Alpi svizzere scopre i corpi di persone scomparse 70 anni fa Un uomo e donna, intatti, i corpi vicini, indosso vestiti risalenti al periodo della Seconda guerra mondiale: è questo quello che è stato ritrovato vicino ad uno skilift sul ghiacciaio Tsanfleuron da un uomo che lavora per una società turistica. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34586" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_coppia_svizzera_ghiacciaio.jpg" alt="" width="780" height="438" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_coppia_svizzera_ghiacciaio.jpg 780w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_coppia_svizzera_ghiacciaio-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_coppia_svizzera_ghiacciaio-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p>Il ghiaccio sciolto sulle Alpi svizzere scopre i corpi di persone scomparse 70 anni fa</p>
<p>  <span id="more-34588"></span>  </p>
<p>Un uomo e donna, intatti, i corpi vicini, indosso vestiti risalenti al periodo della Seconda guerra mondiale: è questo quello che è stato ritrovato vicino ad uno skilift sul ghiacciaio Tsanfleuron da un uomo che lavora per una società turistica. È stato lo scioglimento del ghiacciaio a far sì che i due cadaveri venissero fuori.&nbsp;</p>
<p>La storia che è dietro a questo ritrovamento è vecchia di decenni e sembra quasi l&#8217;incipit crudelmente banale di un thriller: una mattina qualsiasi di 70 anni fa una coppia lascia la sua casa sulle Alpi svizzere per andare a mungere le mucche, nessuno dei due coniugi fa mai ritorno.</p>
<p>Si chiamavano Marcelin e Francine Dumoulin e quel giorno era il 15 agosto del 1942, secondo le ricostruzioni fatte anche grazie all&#8217;aiuto della loro figlia più giovane, Marceline Udry-Dumoulin, ora settantanovenne – che, come ha raccontato, insieme ai suoi fratelli non aveva mai smesso di cercare i propri genitori. Questo ritrovamento è qualcosa che finalmente chiude una brutta storia nera, dandole un senso, una forma di pace.</p>
<p>La versione di Bernhard Tschannen, direttore di <a href="https://www.glacier3000.ch/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Glacier 3000</a>, è che molto probabilmente la coppia sia caduta in un crepaccio, dove è rimasta per decenni, coperta dal ghiaccio, fino a quando, oggi, quello stesso ghiaccio non si è ritirato.</p>
<p>La figlia ha anche raccontato che a rendere il destino ancora più terribile c&#8217;è il ricordo del fatto che era la prima volta che sua madre accompagnava suo padre in quella camminata per andare dalle mucche perché, prima, non aveva mai potuto risalire il ghiacciaio per via del fatto che era stata sempre incinta.<br />Il loro funerale, atteso da tempo, vedrà Marceline indossare vestiti bianchi invece che neri per dimostrare che, nonostante tutto, la speranza non è mai stata persa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34587" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images__coppia_svizzera_ghiacciaio.jpg" alt=" coppia svizzera ghiacciaio" width="730" height="412" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images__coppia_svizzera_ghiacciaio.jpg 730w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images__coppia_svizzera_ghiacciaio-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></p>
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		<title>Carovana delle Alpi 2017, Legambiente: “risentono sempre di più degli effetti dei cambiamenti climatici”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2017 08:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Carovana Alpi 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi La sfida della sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici passa anche per le Alpi. Patrimonio di inestimabile valore per i paesaggi e luoghi unici, oggi l’arco alpino italiano è anche la culla di tante esperienze virtuose, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34188" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Alpi_Global_Warming.jpg" alt="" width="620" height="339" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Alpi_Global_Warming.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Alpi_Global_Warming-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi</p>
<p>  <span id="more-34189"></span>  </p>
<p>La sfida della sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici passa anche per le Alpi. Patrimonio di inestimabile valore per i paesaggi e luoghi unici, oggi l’arco alpino italiano è anche la culla di tante esperienze virtuose, moderne e rispettose dell’ambiente, in grado di dar impulso ad una nuova economia e incentivare un turismo dolce, responsabile e rispettoso della natura. Buone pratiche montane che Legambiente racconta e premia con le tradizionali bandiere verdi di <a href="https://www.legambiente.it/contenuti/articoli/carovana-delle-alpi-2017" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carovana delle Alpi</a>, la campagna che ogni anno monitora lo stato di salute dell’arco alpino analizzando le buone e cattive pratiche realizzate sul territorio da amministrazioni, imprese, associazioni e cittadini.&nbsp;</p>
<p>Su tutto l’arco alpino sono in aumento le buone pratiche, ma non per questo gli atti di pirateria si placano. Se nel passato si osservava una maggior esplosione di progetti del tutto inusitati per follia e per dimensioni (nuovi villaggi turistici, grandi alberghi, ipermegafunivie in cima alle montagne), ora a fianco di un mondo che si va sempre più affermando in termini di sostenibilità, si reitera con caparbietà, sebbene su dimensioni più ridotte e meno creative, l’idea di una montagna che sta tra il luna park e il supermercato. Un luogo dove tutto può essere acquistato e consumato con leggerezza, nel caos più totale.</p>
<p>Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi, più del doppio della media globale dell&#8217;intero pianeta. Il recente Rapporto 2017 dell&#8217;Agenzia Europea per l&#8217;Ambiente (EEA) dedica un capitolo intero alle Alpi per avvisarci di come gli impatti del cambiamento climatico saranno particolarmente rilevanti in questa regione. Principalmente si evidenziano una forte diminuzione di estensione e volume dei ghiacciai, uno spostamento verso l&#8217;alto di specie animali e vegetali, un alto rischio di estinzioni di specie, un aumento del rischio di parassiti forestali, un aumento del rischio di frane e valanghe, variazioni del potenziale idroelettrico e riduzione del turismo sciistico. I Protocolli della Convenzione delle Alpi, in particolare il Protocollo turismo (ratificato non solo dall’Unione Europea, ma da tutti gli Stati alpini, Italia compresa) vengono per lo più ignorati dai titolari delle bandiere nere e non solo da questi. La Convenzione stessa è vissuta da quasi tutte le istituzioni come un costrutto astratto e lontano dalla realtà. Si dimentica che essa rappresenta un impegno per gli Stati e un appello agli abitanti dell&#8217;arco alpino ad agire congiuntamente per garantire un futuro degno di essere vissuto. Un buon motivo quest&#8217;ultimo affinché gli organi preposti (Governo e Parlamento) s’impegnino concretamente e in tempi brevi con normative adeguate (una per tutte quella sui voli a motore a fini ludici in montagna) per rendere più cogenti gli indirizzi, al fine di ottenere ovunque nelle Alpi una corretta applicazione della Convenzione stessa.</p>
<p>“Anche quest&#8217;anno con Carovana delle Alpi torniamo a premiare quelle realtà che già oggi promuovono uno sviluppo sostenibile della montagna, creando vivibilità per i residenti, promuovendo turismo di qualità e salvaguardando e valorizzando il territorio – dichiara Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d&#8217;Aosta –. Di pari passo però non mancano i casi di malagestione della montagna, di un&#8217;idea distorta di sviluppo, che depreda le risorse ambientali e mortifica l&#8217;ambiente e il turismo sostenibile e di qualità. Per poter toccare con mano la realtà montana Legambiente ha in programma per i prossimi mesi un fitto calendario di iniziative organizzate dai circoli territoriali, un modo per tutti i cittadini interessati per conoscere e condividere insieme una visione di montagna capace di futuro”</p>
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		<title>In cammino sui sentieri delle due guerre mondiali con le nuove guide del CAI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 07:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[CAI]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sono sentieri che ci fanno camminare nella Storia, vera e sofferta, vissuta da uomini e donne come noi” spiega il presidente del CAI Il CAI, Club Alpino Italiano, ha presentato le edizioni aggiornate delle guide “I sentieri della Grande Guerra” e “I sentieri per la libertà” dedicate a chi vuole scoprire i sentieri delle montagne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33796" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/05/images_CAI_percorsi_grande_guerra.jpg" alt="" width="1000" height="610" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_CAI_percorsi_grande_guerra.jpg 1000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_CAI_percorsi_grande_guerra-300x183.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_CAI_percorsi_grande_guerra-768x468.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>&#8220;Sono sentieri che ci fanno camminare nella Storia, vera e sofferta, vissuta da uomini e donne come noi” spiega il presidente del CAI</p>
<p>  <span id="more-33797"></span>  </p>
<p>Il <a href="http://www.cai.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CAI, Club Alpino Italiano</a>, ha presentato le edizioni aggiornate delle guide “I sentieri della Grande Guerra” e “I sentieri per la libertà” dedicate a chi vuole scoprire i sentieri delle montagne italiane che hanno visto lo svolgersi delle vicende storiche legate al primo conflitto mondiale e alla Resistenza.</p>
<p>La prima raccoglie 23 proposte di itinerari curati dal CAI sulle Alpi per scoprire i luoghi, la storia e le vicende della Prima Guerra Mondiale. Presenti i dettagli di percorsi su Adamello, Pasubio, Altopiano dei Sette Comuni, Monte Grappa, Lagorai, Tofane, Monte Piana, Lavaredo e Region Popèra.</p>
<p>La seconda presenta 30 itinerari su Alpi e Appennini, dalle cime della Valle d’Aosta ai crinali abruzzesi, fino ad arrivare alle pendici dell’Abbazia di Montecassino. Luoghi dove è stata scritta una pagina fondamentale della storia italiana nel percorso verso la libertà, quella della Resistenza.</p>
<p>Parla di questi percorsi Vincenzo Torti, Presidente generale del Club Alpino Italiano: “Percorrendoli potremo tornare con l’attenzione di tutti i nostri sensi nei luoghi che hanno visto attacchi, controffensive, rastrellamenti, eccidi, con l’incredulità di chi deve prendere atto che, per la libertà di oggi, sia stato necessario attraversare tanto dolore e sacrificio”.</p>
<p>In entrambi i volumi sono presenti per ogni itinerario informazioni quali periodo consigliato, livello di difficoltà, appoggi in quota, punto di partenza, dislivello, tempo di percorrenza e cartografia. I volumi saranno disponibili in edicola.</p>
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		<title>Addio alla neve sulle alpi. Per gli esperti -70% entro la fine del secolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 11:14:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[GlobalWarming]]></category>
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					<description><![CDATA[Il global warming metterà in crisi le stazioni sciistiche dell’arco alpino Gli appassionati di sci se ne sono accorti da tempo: la neve sulle Alpi è sempre meno. Se negli anni ’80, o prima, l’8 dicembre coincideva con l’apertura della stagione sciistica, andando avanti con gli anni sempre più spesso si è dovuti ricorrere all’innevamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33367" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_Poca_neve_sulle_Alpi.jpg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Poca_neve_sulle_Alpi.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Poca_neve_sulle_Alpi-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Poca_neve_sulle_Alpi-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Poca_neve_sulle_Alpi-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Poca_neve_sulle_Alpi-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il global warming metterà in crisi le stazioni sciistiche dell’arco alpino</p>
<p>  <span id="more-33368"></span>  </p>
<p>Gli appassionati di sci se ne sono accorti da tempo: la neve sulle Alpi è sempre meno. Se negli anni ’80, o prima, l’8 dicembre coincideva con l’apertura della stagione sciistica, andando avanti con gli anni sempre più spesso si è dovuti ricorrere all’innevamento artificiale per far sciare i turisti. <br />E il turismo è solo un problema minore di fronte allo scenario generale, segnato da un cambiamento climatico che sta cambiando il volto al nostro pianeta.</p>
<p>Secondo uno <a href="http://www.the-cryosphere.net/11/517/2017/tc-11-517-2017.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio pubblicato su The Cryosphere</a>, rivista dell&#8217;Unione europea di geoscienze, la neve sarà sempre meno sulle nostre montagne. Le Alpi vedranno una diminuzione del 70% della neve entro la fine del secolo. Una cifra che però potrebbe essere ridotta al 30% se l&#8217;aumento della temperatura globale sarà contenuto entro i 2 gradi centigradi rispetto al livello preindustriale, come previsto dall&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=32847" target="_blank" rel="noopener noreferrer">accordo di Parigi</a>.</p>
<p>Per questo la stagione sciistica inizierà con 15 giorni &#8211; 1 mese di ritardo e, senza taglio delle emissioni, a fine secolo gli sport invernali potranno essere praticati solo sopra i 2.500 metri di altitudine.</p>
<p>Un esempio concreto? Nelle Alpi svizzere si è registrato il dicembre più arido degli ultimi 150 anni. Inoltre il 2016 è stato il terzo anno consecutivo con poca neve nel periodo natalizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Delta del Po e Alpi  Ledrensi diventano Riserve Unesco</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/siti-unesco/delta-del-po-e-alpi-ledrensi-diventano-riserve-unesco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 12:36:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi Ledrensi]]></category>
		<category><![CDATA[delta del Po]]></category>
		<category><![CDATA[po]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Delta del Po e le Alpi Ledrensi entrano a far parte dei territori accreditati a far parte del network internazionale delle Riserve della biosfera dell’Unesco   La Riserva della biosfera dell’Unesco si arricchisce di due nuovi siti, tutti italiani. Con grande gioia nazionale, domani 9 giugno, a Parigi, il Delta del Po e le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26634" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-15554-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il Delta del Po e le Alpi Ledrensi entrano a far parte dei territori accreditati a far parte del network internazionale delle Riserve della biosfera dell’Unesco</p>
<p>  <span id="more-26635"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La Riserva della biosfera dell’Unesco si arricchisce di due nuovi siti, tutti italiani. Con grande gioia nazionale, domani 9 giugno, a Parigi, il Delta del Po e le Alpi Ledrensi (nel Trentino sud-occidentale) saranno riconosciuti come territori accreditati a far parte del network internazionale delle Riserve della biosfera dell’<a href="http://www.unesco.it/cni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unesco</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Aree da ammirare e da proteggere, ma anche aree osservate speciali. Il programma MaB (Man and the Biosphere) è stato avviato dall’Unesco negli anni Settanta allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca: questo significa che comunità locali, cittadini e Istituzioni dovranno lavorare insieme per garantire la gestione e lo sviluppo sostenibile delle due diverse zone.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I due nuovi siti non solo contribuiranno allo sviluppo e alla tutela della biodiversità, ma potranno contribuire allo sviluppo socioeconomico dell&#8217;intera zona.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>25 Aprile tra pioggia e grandine</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/25-aprile-tra-pioggia-e-grandine/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2015 14:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sanò]]></category>
		<category><![CDATA[Maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[prealpi]]></category>
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					<description><![CDATA[Week end di piogge e perturbazioni sull’Italia. Eventi molto forti su Alpi e prealpi   Dimenticatevi il sole di questi giorni, almeno al Nord. Nel fine settimana, in base alle previsioni del sito www.iLMeteo.it, arriveranno una serie di perturbazioni sull’Italia. A partire da domani giungeranno dei temporali, anche forti, sui monti del Nordest, mentre il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25527" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-15006-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Week end di piogge e perturbazioni sull’Italia. Eventi molto forti su Alpi e prealpi</p>
<p>  <span id="more-25528"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Dimenticatevi il sole di questi giorni, almeno al Nord. Nel fine settimana, in base alle previsioni del sito <a href="http://www.iLMeteo.it" target="_blank" rel="noopener">www.iLMeteo.it</a>, arriveranno una serie di perturbazioni sull’Italia. A partire da domani giungeranno dei temporali, anche forti, sui monti del Nordest, mentre il sole regnerà sul resto della penisola. Venerdì il tempo ritornerà ad essere soleggiato e molto mite su tutte le regioni, ma in serata inizierà a peggiorare al Nordovest.</p>
<p class="MsoNormal">Nella giornata di Sabato, invece, sulle Alpi, Prealpi, pianure adiacenti e Piemonte si concentreranno una serie di perturbazioni che porteranno tantissimi temporali. I fenomeni potranno risultare molto forti, con raffiche di vento e grandinate importanti. Domenica il maltempo coinvolgerà anche la Toscana settentrionale con temporali diffusi e piogge estese. Tempo soleggiato o localmente nuvoloso sul resto del Centro e del Sud. Temperature che di giorno diminuiranno di qualche grado.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Cosa ci attende per la prossima settimana? Secondo Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito iLMeteo.it, altre perturbazioni colpiranno i settori alpini, prealpini e pianure adiacenti ad essi con piogge e temporali, sarà più soleggiato invece sul resto d&#8217;Italia. Temperature che si manterranno leggermente sopra media fino al 27 aprile.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Alpi: solo 1 fiume su 10 e’ in salute</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/alpi-solo-1-fiume-su-10-e-in-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 11:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi Alpi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un solo fiume su 10, nell’intero arco alpino, e’ in salute. Lo sostiene un rapporto del Wwf   Fiumi alpini malati: solo 1 su 10 è abbastanza in salute da fornire acqua e riuscire a far fronte ai cambiamenti climatici, pochissimi sono quelli incontaminati. Secondo un rapporto del Wwf  ‘&#8221;Save the Alpine Rivers!’, infati, solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21488" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th__5_-12972-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Un solo fiume su 10, nell’intero arco alpino, e’ in salute. Lo sostiene un rapporto del Wwf</p>
<p>  <span id="more-21489"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><a href="ricerca?searchword=fiumi&amp;x=0&amp;y=0&amp;searcheng=ecoseven"><strong>Fiumi alpini</strong></a> malati: solo 1 su 10 è abbastanza in salute da fornire acqua e riuscire a far fronte ai cambiamenti climatici, pochissimi sono quelli incontaminati. Secondo un rapporto del Wwf  ‘&#8221;Save the Alpine Rivers!’, infati, solo 340 km tra i grandi fiumidelle Alpi mantengono uno stato ecologico elevato, mentre 2.300 km sono stati classificati come artificiali o profondamente modificati dall&#8217;uomo.</p>
<p class="MsoNormal">Il rapporto, che è il primo studio globale dedicato ai sistemi fluviali dell&#8217;intero arco alpino, condotto con l&#8217;Università per le Risorse Naturali e le Scienze della Vita di Vienna, denucnia una grave situazione ambientale. ‘Solo l&#8217;11% dei fiumi alpini è ancora ecologicamente intatto. Si tratta per lo più di piccoli corsi d&#8217;acqua, per la maggior parte minacciati dallo sviluppo di piccoli impianti idroelettrici’, sostiene Christoph Litschauer, a capo de l Programma Acque del <a href="http://wwf.panda.org/what_we_do/where_we_work/project/projects/index.cfm?uProjectID=9E0699" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wwf European Alpine Programme</a>.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘Quello che serve è costruire un dibattito qualificato, a livello panalpino, che chiarisca quali habitat vogliamo preservare in futuro. Questo significa che dobbiamo stabilire quali fiumi proteggere prima che gli effetti cumulativi dello sfruttamento idroelettrico e dei cambiamenti climatici creino impatti tali da essere disastrosi’. </p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>I lupi dominano le Alpi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-lupi-dominano-le-alpi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 11:46:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[lui sulle Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[lupi]]></category>
		<category><![CDATA[ritorno dei lupi]]></category>
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					<description><![CDATA[  Scontro sulle Alpi tra allevatori e animalisti: i lupi tornano a dominare le Alpi       I lupi dominano le Alpi: se ne contano 35 branchi nel solo Piemonte, altri stanno &#8216;colonizzando&#8217; il centro-est dell&#8217;arco montuoso. Ed è per questo che è necessario trovare trovare un compromesso, per una convivenza più semplice tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20374" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_41387-12417-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Scontro sulle Alpi tra allevatori e animalisti: i lupi tornano a dominare le Alpi</p>
<p> </p>
<p>  <span id="more-20375"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I<strong> lupi</strong> dominano le <strong>Alpi</strong>: se ne contano 35 branchi nel solo Piemonte, altri stanno &#8216;colonizzando&#8217; il centro-est dell&#8217;arco montuoso. Ed è per questo che è necessario trovare trovare un compromesso, per una convivenza più semplice tra allevatori e animalisti. Ci proverà un programma europeo, &#8216;Life Wolfalps&#8217;, appena avviato e di cui è capofila il Parco delle Alpi Marittime (Cuneo). </p>
<p>Grazie al progetto, che si concluderà nel maggio 2018, a partire dal prossimo inverno uno staff di esperti farà un completo monitoraggio sulla presenza dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12498"><strong>lupi</strong></a> nelle sei &#8216;aree chiave&#8217; italiane; entreranno in campo squadre cinofile anti-veleno e verranno contattati gli allevatori per costruire un dossier dei danni sulle predazioni subite. Spesso i lupi sono finiti nel mirino dei bracconieri, uccisi, sugli Appennini, dove sono presenti da sempre, anche con bocconi avvelenati, ma la protesta resta forte anche in Piemonte, dove i lupi sono presenza tornata abituale da 20 anni.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8216;Si dedicano milioni (6, per tutti i 5 anni ed i 12 partner coinvolti, ndr) al lupo mentre i servizi in montagna sono sempre più carenti &#8211; è l&#8217;accusa di Mario, un allevatore della Valle Maira (Cuneo) &#8211; così a rischio di estinzione sono ormai i bambini. Non chiediamo la sterminio dei lupi, ma almeno che ci diano la possibilità di difenderci, lasciandoci usare i fucili, quanto meno per spaventare i predatori&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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