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	<title>allarme &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Morte record di api</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2019 17:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
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					<description><![CDATA[A quanto dicono gli esperti, lo scorso inverno è stato un inferno per le popolazioni di api Il numero delle morti nelle colonie di api continua a salire, lo spiega Susie Nielson su NPR, dove racconta che, secondo l&#8217;ultimo sondaggio della Bee Informed Partnership, i 4.700 apicoltori americani intervistati hanno dichiarato di aver perso quasi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37809" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/06/images_bees-486872_1280.jpg" alt="" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/06/images_bees-486872_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/06/images_bees-486872_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/06/images_bees-486872_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/06/images_bees-486872_1280-768x576.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/06/images_bees-486872_1280-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>A quanto dicono gli esperti, lo scorso inverno è stato un inferno per le popolazioni di api</p>
<p>  <span id="more-37810"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il numero delle morti nelle colonie di api continua a salire, <a href="https://www.npr.org/sections/thesalt/2019/06/19/733761393/more-bad-buzz-for-bees-record-numbers-of-honey-bee-colonies-died-last-winter" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo spiega Susie Nielson su NPR</a>, dove racconta che, secondo l&#8217;ultimo sondaggio della <a href="https://beeinformed.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bee Informed Partnership</a>, i 4.700 apicoltori americani intervistati hanno dichiarato di aver perso quasi il 40% delle loro colonie di api lo scorso inverno – il tasso di declino invernale più alto mai registrato da quando la società ha iniziato i suoi sondaggi (13 anni fa). La perdita annuale totale è stata quindi superiore (anche se di poco) alla media.<br />Sono numeri gravi, che ci devono mettere in allarme.<br /><a href="https://www.ree.usda.gov/pollinators" target="_blank" rel="noopener noreferrer"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ree.usda.gov/pollinators" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Dipartimento dell&#8217;Agricoltura</a> degli Stati Uniti stima che dobbiamo ringraziare gli impollinatori per uno ogni tre morsi del cibo che mangiamo, e la maggior parte degli impollinatori negli Stati Uniti sono api domestiche. Poiché l&#8217;agricoltura industriale è in gran parte costituita da vasti appezzamenti di monocolture, gli agricoltori devono contattare gli apicoltori commerciali, che percorrono il paese con centinaia di alveari da collocare nelle fattorie. Questa nicchia agricola poco conosciuta è essenziale per il sistema alimentare, ma con il «prodotto» che sta rapidamente morendo, molti apicoltori commerciali temono che la loro professione non sarà più possibile né economicamente sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause della morte delle api sono varie ma includono principalmente la perdita di habitat, le tecniche improprie utilizzate dell&#8217;apicoltore, l&#8217;uso di pesticidi e il nemico per eccellenza dell&#8217;ape: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Varroa_destructor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;acaro Varroa</a>. Gli scienziati dell&#8217;Università del Maryland hanno contato tre acari per cento di api nelle colonie che hanno testato, sufficienti a garantire la morte della colonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20405:morte-record-di-api&amp;catid=8&amp;Itemid=2429" target="_self" rel="noopener noreferrer">apicoltori</a> ce la stanno mettendo tutta, ma non possono fare molto per salvarsi dagli acari, anche perché è chiaro che l&#8217;applicazione di pesticidi indebolisce il sistema immunitario delle api e le rende paradossalmente più sensibili ai parassiti – come gli acari, appunto.<br />Speriamo che si trovi presto una soluzione.</p>
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		<title>Le Nazioni Unite per il clima</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/le-nazioni-unite-per-il-clima/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 08:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ONU ha lanciato una nuova coalizione per occuparsi dei cambiamenti climatici I leader dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell&#8217;United Nations Environment Program (UNEP) hanno lanciato, insieme al World Meteorological Organization (WMO), una nuovissima coalizione per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e per cercare di prevenirne le cause. Ogni anno 12,6 milioni di persone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36502" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_cyclone-2102397_1920.jpg" alt="" width="798" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_cyclone-2102397_1920.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_cyclone-2102397_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_cyclone-2102397_1920-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>L&#8217;ONU ha lanciato una nuova coalizione per occuparsi dei cambiamenti climatici</p>
<p>  <span id="more-36503"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I leader dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (<a href="http://www.who.int/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">OMS</a>) e dell&#8217;United Nations Environment Program (<a href="https://www.unenvironment.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">UNEP</a>) hanno lanciato, insieme al World Meteorological Organization (<a href="https://www.wmo.int/pages/index_en.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WMO</a>), una nuovissima coalizione per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e per cercare di prevenirne le cause. Ogni anno 12,6 milioni di persone muoiono a causa dei rischi ambientali, in particolare l&#8217;inquinamento atmosferico: l&#8217;obiettivo principale della coalizione è proprio quello di abbassare questo numero.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le tre organizzazioni lavorano già insieme, ma l&#8217;idea della nuova coalizione nasce per rafforzare le azioni di tutela della salute che devono essere messe in atto: l&#8217;unione ha già iniziato a parlare delle opportunità e delle sfide future. L&#8217;inquinamento atmosferico è sicuramente una di queste.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa sette milioni di persone muoiono prematuramente ogni anno a causa di malattie legate all&#8217;inquinamento atmosferico, come malattie respiratorie, cancro, malattie cardiache o ictus. Secondo l&#8217;ONU, in molte delle principali città del mondo l&#8217;inquinamento atmosferico è superiore agli standard di qualità dell&#8217;aria dell&#8217;OMS. Gli inquinanti che minacciano la salute umana contribuiscono anche al cambiamento climatico e danneggiano l&#8217;ambiente. Le Nazioni Unite hanno detto che abbassando quelle che vengono chiamate emissioni inquinanti climatiche di breve durata (provenienti da agricoltura, traffico, industria o fornelli, ad esempio), si potrebbe contribuire a ridurre il tasso di riscaldamento globale di circa 0,5°C entro il 2050 – secondo quanto riferito dall&#8217;ONU, le temperature medie nel 2017 sono state di di 1,1°C sopra i livelli preindustriali.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle prime iniziative della coalizione sarà una conferenza, la <a href="http://www.who.int/airpollution/events/conference/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Global Conference on Air Pollution and Health</a>, che si svolgerà presso la sede dell&#8217;OMS a Ginevra, in Svizzera, dal 30 ottobre al 1° novembre del 2018.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Via 200.000 topi dalla Nuova Zelanda</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/via-200-000-topi-dalla-nuova-zelanda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 08:51:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[nuova zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[specie]]></category>
		<category><![CDATA[sterminio]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;arcipelago dell&#8217;Oceania ha sterminato un&#8217;orda di topi da un singola isola: alcune specie invasive possono essere davvero pericolose per l&#8217;ambiente Si tratta di un vero e proprio sterminio quello operato dalla Nuova Zelanda su una delle Isole Antipodi: sono stati eliminati 200.000 topi – una cosa mai vista – ma il fatto è che le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35870" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_nuovazelanda_topi.jpg" alt="" width="800" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_nuovazelanda_topi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_nuovazelanda_topi-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_nuovazelanda_topi-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;arcipelago dell&#8217;Oceania ha sterminato un&#8217;orda di topi da un singola isola: alcune specie invasive possono essere davvero pericolose per l&#8217;ambiente</p>
<p>  <span id="more-35871"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un vero e proprio sterminio quello operato dalla Nuova Zelanda su una delle Isole Antipodi: sono stati eliminati 200.000 topi – una cosa mai vista – ma il fatto è che le specie invasive possono davvero devastare l&#8217;ambiente e, per quanto possa sembrare terribile l&#8217;idea di un&#8217;uccisione di massa di qualsiasi animale, a volte è l&#8217;unico modo per salvare un intero ecosistema in difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">In Nuova Zelanda, predatori invasivi come ratti, topi e opossum, nel corso del tempo, hanno invaso le isole e hanno distrutto specie di uccelli locali, invertebrati e piante: in questo caso, sulle Isole Antipodi, frotte di topi hanno travolto i pulcini e le uova, minacciando di eliminare intere specie di invertebrati – una cosa che ha un enorme impatto sull&#8217;ecosistema – e riuscendone a cancellare già alcune – due tipi di insetti sono spariti dall&#8217;isola.</p>
<p style="text-align: justify;">La speranza è che, grazie a questa decisione, le specie autoctone abbiano la possibilità di prosperare – la Nuova Zelanda ospita più specie di uccelli marini di qualsiasi altro posto della Terra e ben 21 specie usano le Isole Antipodi come casa. Ad ogni modo, questo metodo così definitivo e la maniera in cui è stato eseguito potrebbero diventare una sorta di esempio per altri paesi che si dovessero trovare ad affrontare le proprie invasioni – per esempio, per l&#8217;Isola Gough dove gli uccelli marini stanno subendo una vera e propria guerra e potrebbero essere portati all&#8217;estinzione a causa dei topi.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 5 anni, la Nuova Zelanda ha utilizzato un programma di esche mediante distribuzione aerea di precisione per diffondere veleno per topi ogni 4 o 9 metri su ogni parte dell&#8217;isola, grazie al GPS. A quanto pare, l&#8217;ecosistema si sta già riprendendo.</p>
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		<item>
		<title>Sicurezza alimentare: i nuovi allarmi riguardano latte, cioccolata, crema di riso e pomodoro</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/sicurezza-alimentare-i-nuovi-allarmi-riguardano-latte-cioccolata-crema-di-riso-e-pomodoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 11:33:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti supermercato]]></category>
		<category><![CDATA[ritiro]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco alcuni prodotti ritirati dagli scaffali nelle ultime settimane Febbraio inizia con una serie di richiami per diversi prodotti  1. Eurospin ha ritirato il latte ‘Land UHT parzialmente scremato&#8217; da un litro prodotto nello stabilimento Parmalat di Località Barbare – Zevio (VR). Secondo il comunicato diramato dalla catena ‘è stato ritirato dalle vendite a scopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30727" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/02/images_igallery_resized_ambientetest_Prodotti_ritirati_dai_supemercati-17652-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ecco alcuni prodotti ritirati dagli scaffali nelle ultime settimane<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30728"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Febbraio inizia con una serie di richiami per diversi prodotti </span></p>
<p>1. <a href="http://www.eurospin.it/ritiro-prodotto.cfm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eurospin ha ritirato il latte ‘Land UHT </a>parzialmente scremato&#8217; da un litro prodotto nello stabilimento Parmalat di Località Barbare – Zevio (VR). Secondo il comunicato diramato dalla catena ‘è stato ritirato dalle vendite a scopo preventivo, per possibile inquinamento dovuto a un difetto di confezionamento’.<br /><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sull’etichetta riporta la data 05-05-2016 ed è stato venduto in queste regioni:</span></p>
<p> </p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sardegna</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Puglia</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Lazio</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Molise</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Calabria </span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Campania</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Basilicata</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sicilia</span></li>
</ul>
<p> </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">2. Brutte sorprese invece in questi ovetti di cioccolato Kinder Ferrero: <a href="http://www.ciociariaoggi.it/news/provincia/8507/A-Torrice-bimbo-apre-un-ovatto-e-come-sorpresa-trova-un-farmaco.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un bimbo di Frosinone ha trovato come regalino una pillola per l’ipertensione</a>. I genitori hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri ed è stata aperta un’inchiesta. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Non ci sono ancora dichiarazioni da parte dell’azienda.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">3. <a href="http://alcenero.com/news/avviso-ai-consumatori-di-richiamo-prodotto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ritirata dal mercato anche la Crema di riso ‘baby Food’ della Alce Nero</a>. Parliamo della confezione da 250 grammi. Il motivo? Potrebbe contenere farine con glutine. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il lotto in questione è il 343/15 in scadenza il 9/12/2016. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">A rischio ovviamente la salute dei celiaci.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">4. Brutte notizie anche per <a href="https://www.esselunga.it/cms/images/home/allerta-sanitaria-sugo-esselunga.PDF" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Esselunga che ha dovuto ritirare dal mercato il suo sugo al basilico </a>per la possibile presenza di frammenti di vetro. I barattoli incriminati appartengono al lotto L104S e sono in scadenza ad aprile 2018. La catena ha posto dei cartelli nei punti vendita per informare la clientela e ha inviato delle mail a coloro che usufruiscono della &#8216;spesa online&#8217;</span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Troppe tossine nel tuo corpo? I 9 campanelli d&#8217;allarme</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/troppe-tossine-nel-tuo-corpo-i-9-campanelli-d-allarme/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 12:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[depurazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tossine]]></category>
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					<description><![CDATA[Quandole tossine minacciano la nostra salute? Ecco come accorgercene Le tossine sono ovunque, nell&#8217;aria che respiriamo, nei cibi che mangiamo, nei prodotti che usiamo&#8230;Un cibo di ottima qualità è generalmente povero di tossine ma alcune di esse vengono naturalmente prodotte in seguito all&#8217;attività metabolica. Può succedere che ne accumuliamo molte ed è in questo caso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29709" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_people-314481_640.jpg" alt="" width="640" height="423" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/11/images_people-314481_640.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2015/11/images_people-314481_640-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Quandole tossine minacciano la nostra salute? Ecco come accorgercene</p>
<p>  <span id="more-29710"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Le tossine sono ovunque, nell&#8217;aria che respiriamo, nei cibi che mangiamo, nei prodotti che usiamo&#8230;Un cibo di ottima qualità è generalmente povero di tossine ma alcune di esse vengono naturalmente prodotte in seguito all&#8217;attività metabolica.</span></p>
<p>Può succedere che ne accumuliamo molte ed è in questo caso che diventano una minaccia per la nostra salute. In che momento dobbiamo intervenire? Il nostro corpo ci manda dei segnali, eccone nove:</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Insonnia</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Mancanza di energia</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Mal di testa</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Infiammazioni della pelle e prurito</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Patina bianca o gialla sulla lingua</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sinusite</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Problemi alla cistifellea</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Grasso addominale</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sensazione di calore&nbsp;</span></li>
</ul>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=28612" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopriamo anche come accorgersi che ilo fegato è sotto stress e che è giunto il momento di purificarci.</a></p>
<p>Ma attenzione alle &#8216;detox diet&#8217;: regimi alimentari che impongono scelte drastiche sono dannosi.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=24981" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco sette regole per depurare il nostro organismo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>I dieci campanelli d&#8217;allarme per la tiroide</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/i-dieci-campanelli-d-allarme-per-la-tiroide/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 13:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[metabolismo]]></category>
		<category><![CDATA[problema]]></category>
		<category><![CDATA[tiroide]]></category>
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					<description><![CDATA[Come capire se ci sono problemi alla tiroide? Ecco alcuni sintomi La tiroide è una ghiandola estremamente delicata perché regola il nostro metabolismo. Molte persone soffrono di disfunzioni alla tiroide: a volte è &#8216;ipo-attiva&#8217;, a volte &#8216;iper-attiva&#8217;: si parla infatti di ipotiroidismo e di ipertiroidismo. I sintomi di un problema alla tiroide sono molti, ne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26902" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_tiroide-15689-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Come capire se ci sono problemi alla tiroide? Ecco alcuni sintomi</p>
<p>  <span id="more-26903"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">La tiroide è una ghiandola estremamente delicata perché regola il nostro metabolismo.</span></p>
<p>Molte persone soffrono di disfunzioni alla tiroide: a volte è &#8216;ipo-attiva&#8217;, a volte &#8216;iper-attiva&#8217;: si parla infatti di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ipotiroidismo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ipotiroidismo</a> e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ipertiroidismo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ipertiroidismo</a>.</p>
<p>I sintomi di un problema alla tiroide sono molti, ne affrontiamo alcuni. Ricordiamo che va sempre consultato un medico perché solo degli esami accurati possono darci il quadro della situazione. La maggior parte delle persone soffrono di ipotiroidismo, ma i sintomi sono abbastanza vaghi e non è semplice né immediato scoprire il problema. Ecco alcuni campanelli d&#8217;allarme dell&#8217;ipotiroidismo.</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">1. Cambiamenti d&#8217;umore, ansia, depressione</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">2. Senso di stanchezza, anche quando abbiam riposato regolarmente</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">4. Crescita del peso corporeo o incapacità a perdere peso</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">5. Mani fredde</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">6. Costipazione</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">7. Dolori muscolari o articolari</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">8. Pelle secca, caduta dei capelli</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">9. Tendenza a russare, ingrossamento del collo</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">10. Perdite di memoria o momenti di scarsa lucidità</span></li>
</ul>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Allarme Android: alcune app scambiano dati in segreto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/allarme-android-alcune-app-scambiano-dati-in-segreto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2015 14:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[Spie]]></category>
		<category><![CDATA[user Trackig]]></category>
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					<description><![CDATA[Non tutte le app si comportano bene: alcune scambiano dati di nascosto con dei siti che tracciano la nostra attività on-line Secondo alcuni studi il livello di sicurezza delle app Android sarebbe inferiore a quelle dei concorrenti: queste app sarebbero sottoposte a controlli più superficiali e per questo alcune avrebbero nascosto un sistema capace di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26001" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_Android_tracking-15239-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Non tutte le app si comportano bene: alcune scambiano dati di nascosto con dei siti che tracciano la nostra attività on-line</p>
<p>  <span id="more-26002"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Secondo alcuni studi il <a href="http://arxiv.org/abs/1504.06093" target="_blank" rel="noopener noreferrer">livello di sicurezza delle app Android</a> sarebbe inferiore a quelle dei concorrenti: queste app sarebbero sottoposte a controlli più superficiali e per questo alcune avrebbero nascosto un sistema capace di tracciare segretamente l&#8217;attività degli utenti.</span></p>
<p>Alcuni ricercatori hanno quindi sviluppato una soluzione che permette di <a href="http://www.technologyreview.com/view/537186/the-truth-about-smartphone-apps-that-secretly-connect-to-user-tracking-and-ad-sites/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">controllare l&#8217;attività di queste app</a> e di scoprire i siti a cui si collegano. Inizialmente sono state scaricate oltre 2000 app ed è stato monitorato, attraverso un server nel quale il traffico veniva dirottato, tutti gli indirizzi ai quali le app tentavano di connettersi.</p>
<p>La maggior parte delle app cerca di connettersi a siti di annunci e a siti di &#8216;user tracking&#8217;. <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">La app &#8216;peggiore&#8217; da questo punto di vista è risultata &#8216;Eurosport Player&#8217; che si sarebbe connessa a 810 diversi siti di tracking!</span></p>
<p>I ricrecatori, guidati da <a href="http://www.eurecom.fr/en/people/vigneri-luigi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luigi Vigneri</a>, hanno quindi sviluppato una app, &#8216;NoSuchApp&#8217;, che controlla questo fenomeno nascosto. La app è attesa a breve su Google Play Store.</p>
<p>a.po </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Ritirato formaggio francese dai supermercati: rischio salmonella. Ecco i dettagli</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/ritirato-formaggio-francese-dai-supermercati-rischio-salmonella-ecco-i-dettagli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 14:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Roquefort]]></category>
		<category><![CDATA[salmonella]]></category>
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					<description><![CDATA[Noto formaggio francese ritirato dal mercato in tutta Europa, si rischia intossicazione In tutta Europa, italia compresa, è scattato il ritiro del formaggio francese &#8216;Roquefort&#8217;. Erano lotti in scadenza il 30 marzo 2015, quindi l&#8217;allarme dovrebbe essere rientrato, ma è meglio controllare sugli scaffali del supermercato per non rischiare una intossicazione da salmonella.  Nel dettaglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25236" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_Roquefort-14865-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Noto formaggio francese ritirato dal mercato in tutta Europa, si rischia intossicazione</p>
<p>  <span id="more-25237"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">In tutta Europa, italia compresa, è scattato il ritiro del formaggio francese &#8216;Roquefort&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Erano lotti in scadenza il 30 marzo 2015, quindi l&#8217;allarme dovrebbe essere rientrato, ma è meglio controllare sugli scaffali del supermercato per non rischiare una intossicazione da salmonella. </span></p>
<p>Nel dettaglio si tratta  del formaggio francese &#8216;Roquefort&#8217; con data di scadenza 05.06.2015, prodotto dalla Papillon, 8 Ave de Laures, F-12550 Roquefort/Soulzon (Francia).</p>
<p>Potrebbe sembrare simile al nostro Gorgonzola per le venature blu-verdi ed è originario della zona Roquefort-sur-Soulzon nella Francia centrale.</p>
<p>a.po</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>97% alimenti contaminati da pesticidi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/97-alimenti-contaminati-da-pesticidi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 12:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[efsa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Alimenti ricchi di pesticidi: quali quelli a cui fare più attenzione?   L&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) lancia l&#8217;allarme: più del 97% dei campioni di alimenti valutati dall&#8217;Autorità contiene livelli di residui di pesticidi che rientrano nei limiti di legge. E poco meno del 55% dei campioni risulta privo di tracce rilevabili di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24641" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_images__2_-14562-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">Alimenti ricchi di pesticidi: quali quelli a cui fare più attenzione? </span></span></span></p>
<p>  <span id="more-24642"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #000000; line-height: 0.48cm;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #000000; line-height: 0.48cm;">L&#8217;<a href="http://www.efsa.europa.eu/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa)</a> lancia l&#8217;allarme: più del 97% dei campioni di alimenti valutati dall&#8217;Autorità contiene livelli di residui di pesticidi che rientrano nei limiti di legge. E poco meno del 55% dei campioni risulta privo di tracce rilevabili di tali sostanze chimiche. La notizia viene riportata nella relazione 2013 dell&#8217;Efsa, sui residui di pesticidi negli alimenti, comprendente i risultati per quasi 81.000 campioni di alimenti provenienti da 27 Stati membri dell&#8217;Ue, Islanda e Norvegia.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">In particolare, tra tutti gli alimenti analizzati, 8270 provenivano da Paesi terzi, in seguito ai controlli più stringenti avviati sugli alimenti importati in Unione europea dopo le disposizioni del Regolamento comunitario 669/2009. sono stati analizzati, poi, campioni riguardanti l&#8217;area comunitaria, presi da dodici prodotti alimentari e mirando la ricerca di 209 distinti pesticidi.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">Quali sono i maggiori prodotti a rischio di presenza di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24199" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pesticidi</a>? Nel rapporto si legge che una maggiore prevalenza di residui eccedenti i livelli massimi consentiti si è riscontata nei prodotti importati da Paesi extra Ue (5,7% per i prodotti importati contro l&#8217;1,4% dei prodotti Ue).</span></span></span></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">Particolare attenzione prestate alle fragole (2,5% dei campioni), alla lattuga (2,3%), all&#8217;avena (1,3%), alle pesche (1,1%) e alle mele (1,0%).</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Riscaldamento globale: allarme turbolenze per gli aerei</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/aerei/riscaldamento-globale-allarme-turbolenze-per-gli-aerei/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 14:16:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[aerei]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[turbolenze]]></category>
		<category><![CDATA[venti atmosferici]]></category>
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					<description><![CDATA[A causa del riscaldamento globale gli aerei dovranno far fronte a correnti d’aria sempre più forti e frequenti: i risultati di uno studio portato a termine in Gran Bretagna I risultati di uno studio effettuato in Gran Bretagna parlano chiaro: a causa del riscaldamento globale gli aerei dovranno far fronte in futuro a correnti d’aria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4430" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_mobilita_aereo-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>A causa del riscaldamento globale gli aerei dovranno far fronte a correnti d’aria sempre più forti e frequenti: i risultati di uno studio portato a termine in Gran Bretagna</p>
<p>  <span id="more-11530"></span>  </p>
<p>I risultati di uno studio effettuato in Gran Bretagna parlano chiaro: a causa del <a target="_blank" href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/primavera-fredda-e-piovosa-colpa-del-riscaldamento-globale" rel="noopener noreferrer"><strong>riscaldamento globale</strong></a> gli aerei dovranno far fronte in futuro a correnti d’aria sempre più forti e frequenti. L’allarme turbolenze per gli aerei arriva da una ricerca scientifica che mette in guardia dalle conseguenze nefaste dell&#8217;innalzamento della temperatura del pianeta.<strong> </strong></p>
<p><strong>“Il cambiamento climatico non riscalda solo la superficie della Terra, sta anche cambiando i venti atmosferici a dieci chilometri di altezza, dove volano gli aerei”</strong>, ha sottolineato il co-autore dello studio, Paul Williams del Centro Nazionale per le Scienze atmosferiche dell&#8217;Università britannica di Reading. Già adesso le turbolenze atmosferiche costano all&#8217;industria aerea 150 milioni di dollari, con centinaia di passeggeri feriti, a volte mortalmente, e danni agli aeromobili. Usando un super-simulatore sulla corrente nordatlantica che influisce sul corridoio tra l&#8217;Europa e l&#8217;America settentrionale, gli scienziati hanno previsto che il raddoppio di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera rispetto ai livelli pre-industriali, quota che si dovrebbe raggiungere entro 40 anni, causerà turbolenze 10-40% più forti alle altitudini in cui solitamente volano gli aerei. Una simile condizione renderebbe non solo più difficile il movimento sugli apparecchi e più facile la caduta di oggetti, ma porterebbe a &#8220;un aumento del rischio di ferimento per passeggeri ed equipaggio&#8221;. <strong></strong></p>
<p><strong>Le rotte degli aerei avranno bisogno di essere più contorte per evitare turbolenze più forti e più frequenti</strong>, con tempi di viaggio prolungati e con un più elevato consumo di carburante e un aumento di emissioni. Il traffico aereo, con il suo impatto in termini di inquinamento, è &#8220;parzialmente responsabile&#8221; del riscaldamento globale, ha aggiunto Williams, ironizzando su una vendetta del clima.</p>
<p>(g.cat.)</p>
]]></content:encoded>
					
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