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	<title>alici &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Ricetta, alici gratinate ripiene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2013 15:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[alici]]></category>
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					<description><![CDATA[La ricetta delle alici gratinate e ripiene sono un antipasto immancabile sulle tavole natalizie   La ricetta delle alici gratinate e ripiene sono semplici e gustose da preparare, ma richiedono pazienza. Questo piatto e’ un antipasto ideale da portare in tavola nei giorni di Natale. Ingredienti: 1 kg alici fresche100 gr pane grattugiatoun pugnetto uvettaun [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-15012" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/12/images_igallery_resized_ambientetest_timthumb-9656-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La ricetta delle alici gratinate e ripiene sono un antipasto immancabile sulle tavole natalizie</p>
<p>  <span id="more-15013"></span>  </p>
<p> </p>
<p>La <strong>ricetta delle alici gratinate e ripiene</strong> sono semplici e gustose da preparare, ma richiedono pazienza. Questo piatto e’ un antipasto ideale da portare in tavola nei giorni di Natale.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ingredienti:</strong></span></p>
<p>1 kg alici fresche<br /><span style="line-height: 1.3em;">100 gr pane grattugiato<br /></span><span style="line-height: 1.3em;">un pugnetto uvetta<br /></span><span style="line-height: 1.3em;">un pugnetto pinoli<br /></span><span style="line-height: 1.3em;">un limone<br /></span><span style="line-height: 1.3em;">uno spicchio aglio<br /></span><span style="line-height: 1.3em;">prezzemolo</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Preparazione:</span></strong></p>
<p> </p>
<p>Pulire le alici privandole della testa e della spina. Lavarle sotto l’acqua corrente e poi asciugarle. Tritare qualche ciuffo di prezzemolo. Mettere l’uvetta a bagno. In un ciotola mettere il pane grattugiato. Unire al pane grattugiato, il prezzemolo tritato, l’uvetta strizzata, i pinoli, e il succo di mezzo limone e un pizzico di sale. Mescolare. Disporre metà delle alici sul tavolo da lavoro appoggiandole sul lato della pelle.<br /> Distribuire su ogni alice (parte interna) un po’ del composto. Coprire il composto di ogni alice con l’altra parte di alici in modo da riformare la sagoma del pesce e pressare leggermente. Mettere le alici una vicina all’altra in una teglia da forno. Spolverare le alici con il restante pan grattato. Innaffiare con l’olio e il succo di mezzo limone. Infornare a 180° per circa 15 minuti fino a che il pane grattugiato avrà fatto una crosta dorata.</p>
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		<title>Pescare e buttare a mare, storia di un paradosso tutto europeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 05:59:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[alici]]></category>
		<category><![CDATA[antonio galdo]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo spreco nel Mediterraneo: gettato a mare un terzo del pescato. E intanto sul web monta la protesta contro l&#8217;assurda tecnica degli &#8216;scarti&#8217;. L&#8217;iniziativa di uno chef inglese sta spopolando in rete, raccolte sin&#8217;ora 700 mila firme &#160; Di Antonio Galdo www.nonsprecare.it Quando vogliamo assaporare pesce fresco e di alta qualit&#224;, dal merluzzo alla spigola, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-3057" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/09/images_igallery_resized_ambiente_non-sprecare_189-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Lo spreco nel Mediterraneo: gettato a mare un terzo del pescato. E intanto sul web monta la protesta contro l&#8217;assurda tecnica degli &#8216;scarti&#8217;. L&#8217;iniziativa  di uno chef inglese sta spopolando in rete, raccolte sin&#8217;ora 700 mila firme</p>
<p> <span id="more-3058"></span> </p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p>Di Antonio Galdo</p>
<p><a href="http://www.nonsprecare.it/">www.nonsprecare.it</a></p>
<p>Quando  vogliamo assaporare pesce fresco e di alta qualit&agrave;, dal merluzzo alla  spigola, ci tocca mettere mano al portafoglio e non pensare: circa  quaranta euro al chilo. Prendere o lasciare. Allo stesso tempo nel Mare  Mediterraneo, in pratica a casa nostra, un  pesce su tre viene ucciso e poi ributtato a mare. Al grande giro  dell&rsquo;industria della pesca conviene cos&igrave;. Come si spiega l&rsquo;apparente  contraddizione e uno spreco cos&igrave; incredibile? Le risposte sono due: il  mercato e le cattive abitudini di un cucina che ha perso le sue radici e  le sue tradizioni. Le navi che solcano il Mediterraneo per portare sul  mercato i crostacei e i pesci pi&ugrave; preziosi&nbsp; non  vogliono caricare ingombranti prodotti che invece, dal loro punto di  vista, sarebbero  costretti a vendere a basso costo.</p>
<p>Quindi pescano e buttano a mare.  Nell&rsquo;Europa del Nord, sempre a proposito della legge della domanda e  dell&rsquo;offerta,&nbsp; si calcolano 1  milione di tonnellate di pesce che ogni anno vengono ributtate in mare  per rispettare le quote stabilite dall&rsquo;Unione europea. E&rsquo; inutile dire  che gli ineffabili euro burocrati stanno tentando di modificare il  sistema delle quote per evitare questo spreco che vale circa la met&agrave; del  pesce pescato nei paesi settentrionali, ma i soliti veti incrociati  impediscono qualsiasi decisione concreta. L&rsquo;unica cosa che potrebbe  funzionare &egrave; l&rsquo;indignazione popolare: cos&igrave; un celebre chef inglese&nbsp; ha lanciato una raccolta di firme sul sito&nbsp;<a href="http://www.fishfight.net/">www.fishfight.net</a>  per denunciare e  bloccare la pratica dello &rsquo;scarto&rsquo; del pesce: finora hanno firmato  oltre 700mila persone. La speranza &egrave; che, sull&rsquo;onda lunga  dell&rsquo;indignazione popolare alimentata dalla rete web, i mandarini di  Bruxelles possano trovare qualche rimedio efficace contro lo spreco del  pesce in Europa.</p>
<p>Tornando al nostro Mediterraneo,&nbsp; la  seconda causa alla base dell&rsquo;apparente contraddizione tra i prezzi  altissimi del pesce pregiato (la domanda di fascia alta del mercato) e  lo spreco a danno dell&rsquo;intera fauna marina (l&rsquo;offerta regolata del  mercato) &egrave; sicuramente quella di un netto peggioramento della qualit&agrave;  della nostra cucina. Sempre pi&ugrave; abituati ad acquisti compulsivi,  frenetici, che spesso non tengono in alcun conto della qualit&agrave; di un  prodotto, noi europei, italiani compresi, quando ci mettiamo a tavola  dimentichiamo vecchie e semplici ricette, con cibi naturali, e ci  avventuriamo nel girone infernale dei surrogati. Il merluzzo viene  sostituito dal pangasio, la spigola dal pesce serra, e tutto sembra  andare per il verso giusto assecondando il nostro nuovo gusto. Sembra,  appunto. Perch&eacute; tra lo spreco e la perdita  di qualit&agrave; della nostra cucina, siamo proprio noi a pagare il salatissimo  conto delle cattive abitudini. Sarebbe meglio, per esempio, riscoprire  tutte le qualit&agrave; delle alici che ci fanno stare meglio a tavola, specie  se ben cucinate, e in banca, visto che sono considerate ancora un &rsquo;pesce  povero&rsquo; e quindi a buon prezzo.</p>
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