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	<title>adolescenti &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Mind Order: isolamento e ritiro sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 18:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[hikikomori]]></category>
		<category><![CDATA[isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopriamo insieme chi sono gli hikikomori e cosa c’è alla radice di questo comportamento che conduce al ritiro sociale Inizialmente sono stati chiamati hikikomori, un nome che ha fatto pensare ai più che si trattasse di un fenomeno tipico della cultura giapponese, lontano dalla nostra società. Hikikomori significa “stare in disparte” e definisce il fenomeno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37857" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_people-2565369_1280.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_people-2565369_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_people-2565369_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_people-2565369_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Scopriamo insieme chi sono gli hikikomori e cosa c’è alla radice di questo comportamento che conduce al ritiro sociale</h3>
<p><span id="more-37858"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente sono stati chiamati <strong>hikikomori</strong>, un nome che ha fatto pensare ai più che si trattasse di un fenomeno tipico della cultura giapponese, lontano dalla nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hikikomori significa “stare in disparte” e definisce il fenomeno del ritiro sociale</strong>, che si è diffuso negli ultimi decenni anche in Italia, dove cresce il numero degli adolescenti che si chiudono in casa sottraendosi alle situazioni sociali, interrompendo la frequentazione scolastica e le relazioni con i coetanei.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’inizio dell’adolescenza i ragazzi si affacciano sul mondo, lasciandosi alle spalle l’ambiente protettivo della famiglia all’ombra della quale si è formata quell’immagine di sé che dovrà essere messa alla prova nell’arena sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il giovane si confronta con le richieste e le sfide della società può sperimentare un sentimento di inadeguatezza, sviluppando la convinzione di non essere all’altezza delle aspettative.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Il ritiro dal mondo avrebbe dunque la funzione di mettere al riparo un’identità fragile da un confronto insostenibile.</h4>
<p style="text-align: justify;">Alla radice di questo comportamento possono esserci <strong>diverse cause.</strong> L’attenta analisi dei motivi che spingono una persona a chiudersi nella solitudine della propria stanza sono significativi sia per quanto riguarda il tipo di intervento a cui pensare sia per la prognosi che può essere molto diversa a seconda dei casi.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti studi evidenziano il ruolo chiave di fattori sociali e familiari nel causare il disagio quanto nell’opportunità di risolverlo. <strong>Il ritiro sociale è una grave forma di isolamento</strong>. Non sono pertanto termini intercambiabili per descrivere la stessa situazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’isolamento è un comportamento meno allarmante del ritiro</strong>. Può rappresentare un modo per proteggersi dagli stimoli esterni, per evitare distrazioni o interferenze, a volte funzionale per esempio per concentrarsi in un compito. Anche <strong>il diventare adulti può essere considerato un “compito” evolutivo che implica un cambiamento profondo dall’infanzia all’età adulta</strong> e proprio coma una crisalide anche l’adolescente può chiudersi nel suo bozzolo prima della metamorfosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ritiro sociale</strong> è invece una grave forma di isolamento, <strong>è caratterizzato da un rifiuto del mondo esterno e nelle forme più gravi si associa a insonnia e aggressività</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è attualmente classificato tra le malattie psicologiche ma può diventarlo o spesso è un sintomo che può essere confuso con depressione e fobia sociale o disturbo di personalità evitante.</p>
<h4 style="text-align: justify;">In conclusione può esserci isolamento senza ritiro sociale ma non il contrario.</h4>
<p style="text-align: justify;">Ampiamente discusso è il ruolo che gioca internet in questo contesto: da alcuni studiosi considerato una causa del problema da altri una potenziale risorsa in quanto esprime un intento comunicativo e un desiderio di contatto che rimane vivo attraverso la realtà virtuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dottoressa Raffaella Morelli</strong><br />
Fondatrice e responsabile studio Mind Order. Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana.<br />
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<p>su <a href="https://www.facebook.com/Mind-Order-283044672620579/community/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook</a> / <a href="https://www.instagram.com/mind_order/?igshid=1haa3eawix73l" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram</a> / <a href="https://twitter.com/MindOrder" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Twitter</a></p>
<p><strong>Bibiliografia</strong><br />
Fiorenzo Ranieri, Azienda USL di Arezzo (2016) “Adolescenti tra abbandono scolastico e ritiro sociale: il fenomeno degli «hikikomori»”<br />
Oh W., Rubin K.H., Bowker J.C., Booth-La Force C., Rose-Krasnor L., &amp; Laursen B. (2008). Tajectories of Social Withdrawal from Middle Childhood to Early Adolescence; Krieg A., &amp; Dickie J.R. (2011). Attachement and hikikomori: A psychosocial developmental model.<br />
Li T., &amp; Wong P., Youth social withdrawal behavior (hikikomori): A systematic review of qualitative and quantitative studies (2015)</p>
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		<title>Social media e depressione adolescenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 06:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Like]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[vita digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, mentre i videogiochi rendono gli adolescenti più felici, l&#8217;uso dei social media li porta alla depressione Un nuovo studio ha confermato ciò che molti di noi già sospettavano: l&#8217;enorme quantità di tempo che gli adolescenti dedicano ai social media aumenta loro la depressione. Pubblicato recentemente sulla rivista JAMA Pediatrics, lo studio dell&#8217;Università [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38067" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione.jpg" alt="social media" width="797" height="421" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38067" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione.jpg" alt="" width="797" height="421" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_social_media_e_depressione-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<h3>Secondo un nuovo studio, mentre i videogiochi rendono gli adolescenti più felici, l&#8217;uso dei social media li porta alla depressione</h3>
<p><span id="more-38068"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo studio ha confermato ciò che molti di noi già sospettavano: l&#8217;enorme quantità di tempo che gli adolescenti dedicano ai social media aumenta loro la depressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Pubblicato recentemente sulla rivista <em>JAMA Pediatrics</em>, lo <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2737909?guestAccessKey=7f0019bd-f2eb-4dc1-a509-cd5bc2444a79&amp;utm_source=For_The_Media&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=ftm_links&amp;utm_content=tfl&amp;utm_term=071519" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> dell&#8217;Università di Montreal, ha scoperto che, su quattro tipi diversi di «schermi», ovvero videogiochi, televisione, computer e social media, questi ultimi hanno l&#8217;effetto più negativo sullo stato emotivo dell&#8217;adolescente, seguiti dalla televisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha seguito circa 4.000 studenti di 31 scuole dell&#8217;area di Montreal per un periodo di quattro anni – dal grade 7 al grade 11 (quindi dai 12/13 ai 16/17 anni).</p>
<p style="text-align: justify;">I partecipanti dovevano fare un <strong>report sulla quantità di tempo che trascorrevano sulle diverse piattaforme</strong>: quanto tempo a scrollare e caricare foto su social media come Facebook e Instagram, quanto tempo a giocare ai videogiochi, quanto tempo a guardare la TV e quanto tempo a lavorare sul computer.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo dato che fa riflettere è che il tempo medio trascorso davanti agli schermi è stato di 6-7 ore al giorno. Molte.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Ma il secondo dato su cui soffermarsi è appunto il risultato riguardo alla depressione causata da questi mezzi.</h4>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net/canali/rubriche/mind-order-isolamento-e-ritiro-sociale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;adolescenza è un periodo complesso</a>, in cui si cambia, si cresce, si inizia a capire chi si è e come si è. <strong>I social network amplificano la pressione per il soddisfacimento di standard di bellezza non realistici</strong>, per il mantenimento di uno stile di vita alto, per un&#8217;accettazione misurata a suon di like.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo porta, ovviamente, a <strong>una lotta ancora più feroce con se stessi</strong>, con l&#8217;autostima e con la felicità e, quindi, conduce più velocemente verso la depressione. Pare sia anche per questo che in diversi paesi – dal prossimo aggiornamento dell’applicazione anche in Italia – si stia testando un Instagram senza like.</p>
<p style="text-align: justify;">Curioso è il fatto che, invece, <strong>i videogiochi sono una panacea per la depressione e fanno sentire i giovani più felici</strong>, anche perché si gioca online con altre persone e non da soli.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, bisogna stare molto attenti a cosa fanno gli adolescenti e per quanto tempo, perché le ricerche in questo ambito sono ancora poche ed è probabile che gli effetti di questa vita digitale sul benessere delle persone siano peggiori di quello che immaginiamo.</p>
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		<title>Cosa fumano gli adolescenti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 15:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[garbology]]></category>
		<category><![CDATA[immondizia]]></category>
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		<category><![CDATA[San Francisco]]></category>
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		<category><![CDATA[sigarette elettroniche]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli Stati Uniti, gli scienziati hanno condotto una ricerca per capire cosa fumano gli adolescenti, rovistando nella loro spazzatura Molto spesso l&#8217;immondizia può essere una risorsa, soprattutto quando si tratta di capire, a partire da quegli scarti, qualcosa della persona che li ha buttati. E infatti, la spazzatura degli adolescenti è stata la base di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38559" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Adolescenti_e_fumo_CUT.jpg" alt="" width="818" height="414" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Adolescenti_e_fumo_CUT.jpg 818w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Adolescenti_e_fumo_CUT-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Adolescenti_e_fumo_CUT-768x389.jpg 768w" sizes="(max-width: 818px) 100vw, 818px" /></p>
<p>Negli Stati Uniti, gli scienziati hanno condotto una ricerca per capire cosa fumano gli adolescenti, rovistando nella loro spazzatura</p>
<p>  <span id="more-38560"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso l&#8217;immondizia può essere una risorsa, soprattutto quando si tratta di capire, a partire da quegli scarti, qualcosa della persona che li ha buttati. E infatti, la spazzatura degli adolescenti è stata la base di una nuova ricerca medica recentemente pubblicata dai <a href="https://www.cdc.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Centers for Disease Control and Prevention</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di uno <a href="https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/68/wr/mm6840a4.htm?s_cid=mm6840a4_w#contribAff" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;«<em>garbology</em>» (ovvero uno studio che si basa sull&#8217;analisi dei rifiuti, appunto), condotto da una coppia di ricercatori dell&#8217;Università della California e uscito nella sezione del sito che si chiama <em>Morbidity and Mortality Weekly Report</em>.<br />Per un periodo di circa otto mesi, i ricercatori hanno camminato nei dintorni di 12 scuole superiori pubbliche della California del Nord, raccogliendo tutti i rifiuti che potevano trovare, relativi al fumo o allo svapo – rifiuti che includevano di tutto, dai mozziconi di sigarette alle cartucce di vaporizzazione, passando per pacchetti di sigarette e confezioni varie.</p>
<p style="text-align: justify;">In totale, la coppia ha raccolto 893 oggetti di scarto e la loro analisi sembra supportare le affermazioni secondo cui gli adolescenti fumano davvero parecchio: il 19% dei rifiuti proveniva dalle sigarette elettroniche e in particolare da prodotti aromatizzanti di svapo – 73 capsule su 74 che i ricercatori hanno raccolto erano aromi diversi dal tabacco. Ma, oltre alle sigarette elettroniche (e a quelle normali – il 65% di quelle trovate erano state spente da poco), è stata scoperta anche un&#8217;altra problematica legata al consumo di piccoli sigari e sigarette al mentolo nelle scuole più a basso reddito – prodotti tossici che invadono la baia di San Francisco e che contaminano gli ambienti scolastici e le zone circostanti.</p>
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		<title>Mind Order: maternità e adolescenza, le crisi inevitabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 21:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Oroscopo lunare]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa hanno in comune maternità e adolescenza? Come affrontare questi due momenti di passaggio così impegnativi? In realtà molto, pur rimanendo due fasi della vita diverse e dagli esiti poco confrontabili. Entrambe, tuttavia, sono caratterizzate dall’attraversamento di una fase di “crisi” che coinvolge l’identità personale, e per entrambe, il corpo è coinvolto in maniera centrale. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37749" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/05/images_friends-1941580_960_720.jpg" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_friends-1941580_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_friends-1941580_960_720-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_friends-1941580_960_720-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Cosa hanno in comune maternità e adolescenza? Come affrontare questi due momenti di passaggio così impegnativi?</p>
<p>  <span id="more-37750"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In realtà molto, pur rimanendo due fasi della vita diverse e dagli esiti poco confrontabili. Entrambe, tuttavia, sono caratterizzate dall’attraversamento di una fase di “crisi” che coinvolge l’identità personale, e per entrambe, il corpo è coinvolto in maniera centrale. <br />Riguardo quest’ultimo aspetto, si può affermare, che i cambiamenti psicologici previsti, sia nel diventare adulti che nel diventare madre, sono intrecciati, promossi e alimentati da importanti e visibili modificazioni del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando viene usato il termine “crisi” si fa solitamente riferimento a qualcosa di negativo e che, per l’individuo che la sta vivendo, ha ampie probabilità di finir male. Se si pensa alla coppia in crisi, alla crisi delle istituzioni o alla crisi di mezza età è difficile immaginare un versante anche positivo di questo stato. La crisi, infatti, richiama sentimenti di sofferenza, malattia, lutto, condizioni psicologiche o di vita complesse. Sinonimi sono: rottura, difficoltà, recessione, conflitto, fase critica ecc.<br />Tuttavia, per scelta nella maternità e per natura nell’adolescenza, la crisi è una fase inevitabile quanto indispensabile affinchè si verifichi un cambiamento che coinvolge l’intera personalità. Anzi, quando un adolescente attraversa silenziosamente e quietamente questa età spesso si temono difficoltà a scoppio ritardato. <br />In un’ottica più ampia in cui il termine fa riferimento ad una trasformazione che può essere anche positiva, mi pare che la migliore definizione sia quella proposta da P.C. Racamier: “la crisi è un processo globale di cambiamento conseguente alla rottura di un equilibrio precedente”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo rappresenta un fattore rilevante, e anche confortante, per descrivere questa dimensione: c’è un inizio, uno svolgimento e anche un termine.<br />Questo tempo potrà essere più o meno lungo per quanto riguarda la crescita, infatti, nel superamento dell’età infantile, sono implicati fattori ambientali sociali oltre che costituzionali. La futura madre, invece, ha solo nove mesi per affrontare ed elaborare un cambiamento psichico molto profondo. <br />La fine della crisi adolescenziale avrà come risultato l’ingresso dell’individuo nell’età adulta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la maternità, l’esito di questa “crisi maturativa normativa”, come l’ha definita G. Bribing, produrrà una ristrutturazione dell’identità e un’integrazione del ruolo di madre con altri aspetti della vita. Anche S. Vegetti Finzi sottolinea come la maternità provochi una crisi nell’esistenza di ogni donna, che deve destrutturare gli equilibri precostituiti ed elaborare un diverso e complesso adattamento alla nuova condizione.<br />Non sempre, ma nella maggior parte dei casi, il cambiamento alla base della crisi avrà un esito evolutivo e positivo ma resta un meccanismo “a due facce: una positiva e una negativa che comporta una risoluzione ma nello stesso tempo anche un’alterazione” (P.C. Racamier).<br />Questa visione più positiva del concetto di crisi infatti non vuole negare la fatica e il travaglio che caratterizzano questo processo. Allo stesso tempo credo sia altrettanto importante sottolineare che il periodo di crisi è una fase temporanea e normale, in alcuni momenti della vita, e rende capace ogni persona che vi si confronta a progredire, crescere e cambiare.</p>
<p><strong>Dottoressa Raffaella Morelli</strong><br /><em>Fondatrice e responsabile studio Mind Order. Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana.</em></p>
<p><em style="line-height: inherit; color: #2d2d2d; font-family: Nunito, Tahoma, Geneva, sans-serif; font-size: 18px;">&nbsp;</em></p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<p>Bibring G., Dwyer T., Huntington D., Valenstein A. (1961): A study of the psy- chological processes in pregnancy and the earliest mother-child relationship. The Psychoanalityc Study of the Child Stern D., <br />Bruschweiler-Stern N. (1998): Nascita di una madre. Come l’esperienza di una maternita` cambia una donna. Milano: Mondadori.<br />P. C., Racamier P.C., Taccani S., La crisi necessaria. Il lavoro incerto, ed. Franco Angeli, 2010 <br />Vegetti Finzi S., Volere un figlio. Ed. Mondadori, 1995</p>
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		<title>I rischi delle bevande energetiche</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/i-rischi-delle-bevande-energetiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 11:34:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bevande energetiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo l&#8217;American College of Sports Medicine i bambini dovrebbero evitarle Se, da un lato, gli adulti si affidano a bevande energetiche per affrontare lavori faticosi, soprattutto di notte, potrebbe essere saggio proibire ai bambini di berli, almeno fino a quando non diventano sufficientemente grandi. A dichiararlo, l&#8217;American College of Sports Medicine (ACSM) sulla rivista di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37308" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/11/images_background-3488326_192d0.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/11/images_background-3488326_192d0.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/11/images_background-3488326_192d0-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/11/images_background-3488326_192d0-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo l&#8217;American College of Sports Medicine i bambini dovrebbero evitarle</p>
<p>  <span id="more-37309"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Se, da un lato, gli adulti si affidano a bevande energetiche per affrontare lavori faticosi, soprattutto di notte, potrebbe essere saggio proibire ai bambini di berli, almeno fino a quando non diventano sufficientemente grandi. A dichiararlo, l&#8217;American College of Sports Medicine (ACSM) sulla rivista di revisione clinica Current Sports Medicine Reports.</p>
<p style="text-align: justify;">Un paradosso visto che il merketing si rivolge sempre più spesso ai più giovani.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.naturalnews.com/2018-11-06-safety-concerns-energy-drinks-warnings-guidelines-from-experts.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il Dr. John Higgins ha spiegato</a> che i dati relativi a questi prodotti hanno rivelato &#8220;livelli eccessivi di caffeina&#8221; che possono influire negativamente sui &#8220;sistemi cardiovascolari, neurologici, gastrointestinali, renali ed endocrini&#8221;. Le bevande energetiche possono anche causare sintomi psichiatrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Higgins ha espresso la necessità di adottare ulteriori misure per garantire la sicurezza dei bambini e degli adolescenti, insieme ad adulti con patologie, soprattutto cardiovascolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le bevande energetiche sono altamente caffeinate e, tra i loro ingredienti, ci sono &#8220;vitamine, minerali, amminoacidi e miscele di erbe&#8221; differenti. L&#8217;obiettivo dell&#8217;ACSM, è quello di garantire la sicurezza di coloro che partecipano all&#8217;attività atletica, diffondendo sagge raccomandazioni. Se, da un lato, a brevissimo termine possono dare benefici, preoccupanti sono gli effetti a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Viste queste “controindicazioni”, potremmo optare tutti per un sostegno energetico naturale, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=27584" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come quello fornito da bevande a base di curcuma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Qual&#8217;è il rapporto tra ansia e grassi saturi?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/qual-e-il-rapporto-tra-ansia-e-grassi-saturi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 10:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[grassi saturi]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli adolescenti che mangiano obesogeni potrebbero avere uno sviluppo anormale dei neuroni Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e l&#8217;obesità sono, purtroppo, sempre più diffusi tra gli adolescenti di tutto il mondo e, in particolare, negli Stati Uniti. Secondo una ricerca pubblicata recentemente su Brain, Behavior and Immunity,&#160;i due fattori potrebbero essere correlati: l&#8217;esposizione a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37286" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/11/images_sbowl-1842294_1920.jpg" alt="" width="799" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/11/images_sbowl-1842294_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/11/images_sbowl-1842294_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/11/images_sbowl-1842294_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Gli adolescenti che mangiano obesogeni potrebbero avere uno sviluppo anormale dei neuroni</p>
<p>  <span id="more-37287"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e l&#8217;obesità sono, purtroppo, sempre più diffusi tra gli adolescenti di tutto il mondo e, in particolare, negli Stati Uniti. Secondo <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29428401" target="_blank" rel="noopener noreferrer">una ricerca</a> pubblicata recentemente su Brain, Behavior and Immunity,&nbsp;i due fattori potrebbero essere correlati: l&#8217;esposizione a una dieta ricca di grassi saturi durante l&#8217;adolescenza, infatti, potrebbe aumentare il rischio di un soggetto di sviluppare un disturbo da stress post-traumatico (PTSD &#8211; Post-traumatic stress disorder) da adulto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha riguardato 72 giovani ratti, sottoposti a due regimi alimentari differenti, uno “normale”, molto vicino a quello mediterraneo, e uno ricco di grassi saturi.</p>
<p style="text-align: justify;">I ratti alimentati con obesogeni, a differenza degli altri, mostravano alterazioni nell&#8217;apprendimento degli stimoli legati alla paura. Non solo, avevano una maturazione anormale dei substrati neuronali e comportamentali alla base della paura e dell&#8217;ansia, quelli attivati da stimoli che riconosciamo come allarmanti.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori ritengono che queste menomazioni, negli esseri umani, potreppero portare a sintomi di PTSD, ossia ansia e incubi. In poche parole, dai risultati emersi, il consumo di grassi saturi durante l&#8217;adolescenza potrebbe avere un impatto sulla maturazione neuronale e potrebbe portare danni di lunga durata a componenti del circuito di paura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono gli alimenti ricchi di grassi saturi? Ecco un elenco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Latticini &#8211; Formaggi, latte e gelato sono ricchi di grassi saturi. Se si deve consumare latticini, è meglio optare per opzioni a basso contenuto di grassi.</p>
<p style="text-align: justify;">Prodotti a base di carne &#8211; maiale, manzo e agnello sono noti per il loro contenuto di grassi saturi. Invece di consumare questi, si può optare per tagli di carne magra o semplicemente consumare pollame ma senza la pelle. Pollo e tacchino sono ottime fonti di proteine, assieme alle alternative vegetali, come noci e semi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oli malsani &#8211; Questa categoria include burro, strutto e maionese. Un&#8217;ottima alternativa è ovviamente l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=26130" target="_blank" rel="noopener noreferrer">olio extravergine di oliva</a>.</p>
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		<title>Fortnite da dipendenza?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-naturali/fortnite-da-dipendenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 08:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza da gioco]]></category>
		<category><![CDATA[fornite]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[videogioco]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;OMS dice sì, il videogioco dedicato alla sopravvivenza da una forma di dipendenza, ma altri non sono d&#8217;accordo Nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia dato l’allarme, i ricercatori dicono che solo l’1% dei soggetti soddisfa i criteri per una diagnosi di dipendenza clinica. Ma andiamo con ordine. L’OMS ha da poco riconosciuto la “dipendenza da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36668" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_dipendenza_fornite.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_dipendenza_fornite.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_dipendenza_fornite-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_dipendenza_fornite-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;OMS dice sì, il videogioco dedicato alla sopravvivenza da una forma di dipendenza, ma altri non sono d&#8217;accordo</p>
<p>  <span id="more-36669"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia dato l’allarme, i ricercatori dicono che solo l’1% dei soggetti soddisfa i criteri per una diagnosi di dipendenza clinica. Ma andiamo con ordine.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://neurosciencenews.com/fornite-who-gaming-addiction-9433/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’OMS ha da poco riconosciuto la “dipendenza da videogioco”</a>, identificandola con la riproduzione compulsiva e ossessiva di videogiochi. Per questo, sarà inclusa nella 11esima edizione della classificazione mondiale delle malattie dell’OMS che sarà resa nota a breve.</p>
<p style="text-align: justify;">La “dipendenza da videogioco” è la compromissione del controllo sui giochi (video), l’attribuzione di una priorità o precedenza ai giochi rispetto alle altre attività e il desiderio di procedere, nonostante l’insorgenza di problemi o criticità legati al videogioco. Per una diagnosi positiva, tutto questo dovrebbe durare almeno 12 mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perché si fa il nome di “Fornite”? Questo gioco è l’ultimo must-play online e ci giocano contemporaneamente fino a 2 milioni di bambini distribuiti in tutto il mondo. Questo, ovviamente, ha destato la preoccupazione dei genitori. Tuttavia l’American Psychiatric Association ha affermato che c’è una mancanza di prove a supporto dell’idea che la dipendenza da videogioco sia un disturbo mentale identificabile chiaramente: i sintomi non sono chiari e sono necessarie ulteriori ricerche.</p>
<p style="text-align: justify;">The Society for Media Psychology and Technology, una divisione dell’ American Psychological Association, vede nella decisione dell’OMS il frutto del panico più che della scienza. I ragazzi vedono nella tecnologia un modo per soddisfare i bisogni sociali, dal momento che <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0272494417300932" target="_blank" rel="noopener noreferrer">si incontrano sempre meno all’aperto</a>. E’ chiaro che i videogiochi vengono utilizzati dai giovani in risposta alla perdita di altre forme di gioco e connessione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità probabilmente sta nel mezzo. In ogni caso, occorreranno ulteriori studi per comprendere il fenomeno e la scienza è certa: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33451" target="_blank" rel="noopener noreferrer">internet rischia di farci solamente sentire più soli</a>.</p>
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		<title>Cosa fa la marijuana al cervello dei giovani?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/cosa-fa-la-marijuana-al-cervello-dei-giovani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 08:27:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[erba]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova ricerca dice che fumare erba non ha effetti duraturi sulla memoria e l&#8217;intelligenza degli adolescenti A quanto racconta un nuovo studio, pubblicato sulla rivista «JAMA Psychiatry», la memoria e le capacità di pensiero degli adolescenti non sembrano essere così fortemente influenzate da un uso importante della marijuana, così come era stato precedentemente sospettato. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36101" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_marijuana-3065611_1920.jpg" alt="" width="797" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_marijuana-3065611_1920.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_marijuana-3065611_1920-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_marijuana-3065611_1920-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Una nuova ricerca dice che fumare erba non ha effetti duraturi sulla memoria e l&#8217;intelligenza degli adolescenti</p>
<p>  <span id="more-36102"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">A quanto racconta <a href="https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/article-abstract/2678214?redirect=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>, pubblicato sulla rivista «JAMA Psychiatry», la memoria e le capacità di pensiero degli adolescenti non sembrano essere così fortemente influenzate da un uso importante della marijuana, così come era stato precedentemente sospettato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver operato una valutazione dei dati di parecchi studi precedenti (per essere precisi: 69 studi trasversali su 2152 consumatori di cannabis e 6575 partecipanti di confronto, tutti tra i 18 e i 30 anni), gli studiosi hanno riferito che sebbene il continuo uso di cannabis possa essere associato a piccole riduzioni del funzionamento cognitivo, i deficit diminuiscono in maniera sostanziale subito dopo l&#8217;interruzione.<br />Sebbene negli studi inclusi non siano stati esaminati alcuni altri effetti (come le psicosi e la dipendenza), i risultati indicano che gli studi precedenti sulla cannabis negli adolescenti potrebbero aver sopravvalutato l&#8217;importanza e la persistenza dei deficit cognitivi associati all&#8217;uso – dopo 72 ore di astinenza, il deficit di memoria e di pensiero dei consumatori frequenti diminuisce al punto da risultare insignificante rispetto alla capacità intellettuale dei non utilizzatori.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno spiegato che lo studio non può ancora dire se fumare erba per decenni potrebbe portare a cali più profondi e più persistenti nelle capacità mentali – e infatti, il passo successivo dovrebbe essere proprio quello di analizzare questa parte –, ma intano, di certo, può dire che le differenze nelle abilità mentali tra gli utilizzatori frequenti e i non utilizzatori sono risultate essere non solo più piccole del previsto, sia che si trattasse di adolescenti che di giovani adulti, ma anche di destinate a svanire quando i ragazzi smettevano di fare uso di marijuana.</p>
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		<title>E-sigarette e rischi per i giovani</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/e-sigarette-e-rischi-per-i-giovani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 11:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sigarette]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli adolescenti che usano le sigarette elettroniche espongono se stessi alle tossine che causano il cancro, in particolare se scelgono liquidi fruttati da svapare Secondo un nuovo studio&#160; recentemente pubblicato sulla rivista «Pediatrics», il rischio per i giovani che usano le e-sigarette è molto alto: a quanto pare, gli adolescenti svapando – soprattutto con i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35748" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_sigaretta_elettronica.jpg" alt="" width="799" height="501" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_sigaretta_elettronica.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_sigaretta_elettronica-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_sigaretta_elettronica-768x482.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Gli adolescenti che usano le sigarette elettroniche espongono se stessi alle tossine che causano il cancro, in particolare se scelgono liquidi fruttati da svapare</p>
<p>  <span id="more-35749"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2018/03/01/peds.2017-3557" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>&nbsp; recentemente pubblicato sulla rivista «Pediatrics», il rischio per i giovani che usano le e-sigarette è molto alto: a quanto pare, gli adolescenti svapando – soprattutto con i prodotti a base di frutta – si espongono al cancro.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">I test delle urine hanno rivelato elevati livelli di cinque diverse tossine nei corpi di adolescenti che usano le e-sigarette, tutte tossine che sono sospettate di essere cancerogene o – peggio – ben note per esserlo. I risultati hanno indicato che i livelli di queste tossine negli «svapatori» erano tre volte maggiori di quelli trovati nelle urine di ragazzi che non avevano mai svapato. </p>
<p style="text-align: justify;">Le tossine – acroleina, acrilammide, acrilonitrile, crotonaldeide e ossido di propilene – appartengono tutte a una classe di sostanze chimiche conosciute come composti organici volatili (COV). In particolare, le e-sigarette al gusto di frutta hanno prodotto livelli significativamente più elevati di acrilonitrile e questo desta una grande preoccupazione perché sono proprio i gusti alla frutta ad essere più popolari tra gli adolescenti e l&#8217;acrilonitrile è un noto cancerogeno.</p>
<p style="text-align: justify;">I COV vengono rilasciati quando il liquido della sigaretta elettronica viene riscaldato al punto in cui diventa vapore perché, anche se il liquido contiene solventi che sono additivi alimentari approvati, col calore esso può formare altri composti chimici – compresi i COV.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi composti organici volatili tossici sono presenti anche nelle sigarette tradizionali e in quantità maggiori. I ricercatori hanno spiegato che le persone che fumano sia le sigarette elettroniche che quelle di tabacco hanno livelli di tossine fino a tre volte superiori a quelli che si limitano a svapare.<br />Tutto questo per dire che le sigarette elettroniche non sono così innocue come sembrano, nemmeno quando sanno di frutta, nemmeno quando non contengono nicotina – questo ha rivelato lo studio.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Tecnologia e relazioni: il rapporto degli adolescenti con il sesso e con l&#8217;amore</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/tecnologia-e-relazioni-il-rapporto-degli-adolescenti-con-il-sesso-e-con-l-amore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 11:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[teenager]]></category>
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					<description><![CDATA[Come i tempi moderni hanno cambiato il rapporto le relazioni tra i più giovani Chiunque è stato (o è) adolescente sa quanto sia difficile affrontare i problemi sentimentali e l&#8217;educazione sessuale a quell&#8217;età. Chi lo è stato in tempi in cui non c&#8217;era internet, lo sa ancora di più, o meglio: lo sa in una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35028" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Adolescenti_tecnologia_rapporti.jpg" alt="" width="2000" height="1000" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Adolescenti_tecnologia_rapporti.jpg 2000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Adolescenti_tecnologia_rapporti-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Adolescenti_tecnologia_rapporti-1024x512.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Adolescenti_tecnologia_rapporti-768x384.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Adolescenti_tecnologia_rapporti-1536x768.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Adolescenti_tecnologia_rapporti-1200x600.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Adolescenti_tecnologia_rapporti-1980x990.jpg 1980w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Come i tempi moderni hanno cambiato il rapporto le relazioni tra i più giovani</p>
<p>  <span id="more-35029"></span>  </p>
<p>Chiunque è stato (o è) adolescente sa quanto sia difficile affrontare i problemi sentimentali e l&#8217;educazione sessuale a quell&#8217;età. Chi lo è stato in tempi in cui non c&#8217;era internet, lo sa ancora di più, o meglio: lo sa in una maniera diversa.</p>
<p>Relazioni e sesso sono sempre stati argomenti importanti e difficili, ma la tecnologia digitale così invasiva li ha resi un terreno ad intensità ancora più alta. Che si abbia o non si abbia un buon rapporto con i propri genitori, che si abbiano o non si abbiano amici con cui parlare, che si tema o non si tema di imparare, il mondo digitale mostra, scombina e, certe volte, confondere le carte.</p>
<p>Innanzitutto, dà la possibilità di soddisfare online ogni tipo di curiosità, senza filtri, e questo è bene in quanto può informare maggiormente sulla salute sessuale e i rischi connessi ad essa; ma anche male, visto che gli adolescenti possono trovare materiale sessuale estremamente esplicito online, facendo piombare nella propria vita la pornografia in maniera preoccupante – un <a href="http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1524838017717745" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recente studio</a>&nbsp;ha collegato l&#8217;esposizione ai mezzi sessualmente espliciti con una maggiore presenza e accettazione della violenza sessuale.</p>
<p>Inoltre, le relazioni possono essere peggiorate dalla tecnologia: in una <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0140197117300817" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recente indagine</a>&nbsp;è emerso che più della metà delle ragazze e dei ragazzi adolescenti avevano avuto una relazione con qualcuno che aveva cercato di controllarli o manipolarli scrivendo così frequentemente da diventare un problema, aspettandosi risposte istantanee, richiedendo password e controllando ogni «mi piace» digitato. In pratica, la tecnologia che diventa arma non solo di gelosia ma, anche a storia finita, di ritorsione con la pubblicazione di scambi privati, pettegolezzi, umiliazioni. Senza contare la coercizione sessuale con i mezzi digitali: pressioni per il sesso, ricezione di foto sessuali indesiderate o divulgazione di proprie immagini intime che erano destinate a una singola persona.</p>
<p>Anche se sembra difficile da immaginare, quello che è successo è che la tecnologia ha esasperato ancora di più un sentimento che sembrava impossibile da rendere più intenso: il primo amore.</p>
<p>Per due giovani innamorati i mezzi per non staccarsi mai sono a disposizione, ma il problema è che sono anche i mezzi con cui distruggersi. I genitori devono sapere in che mondo si stanno muovendo i loro figli, sia per rassicurarli che per dissuaderli, spiegando come trovare una via di mezzo a quello che era l&#8217;amore prima di internet e quello che è diventato dopo.</p>
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