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	<title>acqua pulita &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Acqua pulita? Un lusso per pochi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 07:49:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel mondo le acque pulite sono un lusso ancora per pochi: se non ci saranno progressi, nel 2015 ben 2,4 miliardi di persone non avranno servizi igienico-sanitari adeguati     L’acqua pulita, un lusso. A lanciare l’allarme contro la cattiva depurazione delle acque è il nuovo Dossier Hera: un focus dettagliato su fognature e depurazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-14118" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/10/images_igallery_resized_ambientetest_images__1_-9157-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Nel mondo le acque pulite sono un lusso ancora per pochi: se non ci saranno progressi, nel 2015 ben 2,4 miliardi di persone non avranno servizi igienico-sanitari adeguati</p>
<p>  <span id="more-14119"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">L’<strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=4735">acqua</a> pulita</strong>, un lusso. A lanciare l’allarme contro la cattiva depurazione delle acque è il nuovo Dossier Hera: un focus dettagliato su fognature e depurazione, servizi essenziali per la salute di tutte le persone. Attraverso articoli, infografiche e interviste video, il Dossier spiega quali sono i numeri dell’emergenza sanitaria mondiale legata alla mancanza di acque pulite. Se non ci saranno progressi, infatti, nel 2015 ben 2,4 miliardi di persone, concentrate nei paesi più poveri, non avranno servizi igienico-sanitari adeguati. Dal macro al micro, si passa alle gravi carenze italiane su investimenti e infrastrutture per la depurazione, che potrebbero costare care. Se l’Italia non si adeguerà alle normative comunitarie, l’Ue potrebbe infatti emettere sanzioni pesantissime, <a href="http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_depurazione/articoli/pagina22.html">pari a circa 700 milioni di euro all’anno a partire dal 2016</a>.</p>
<p class="MsoNormal">Se da un lato in Italia le tariffe idriche sono tra le più basse d’Europa, dall’altro il Bel Paese detiene un indice negativo in merito agli scarsi investimenti sulle reti idriche, fermo a un terzo di quanto invece investono gli altri paesi occidentali. Gran Bretagna e Stati Uniti, ad esempio, investono circa 80 euro procapite all’anno, mentre in Italia si è fermi a  26 euro annui per abitante (dati Ocse). Per risolvere l’emergenza depurativa italiana, oggi si stima debbano essere investiti <a href="http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_depurazione/articoli/pagina24.html">65 miliardi di euro entro i prossimi 30 anni</a>.</p>
<p class="MsoNormal">Grande attenzione è poi dedicata all’<strong>Emilia-Romagna </strong>che, anche grazie al lavoro di <strong>Hera</strong> si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia. In particolare, si scoprirà nel dettaglio il risanamento fognario di Rimini, <a href="http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_depurazione/articoli/pagina26.html">eccezionale progetto</a> che prevede lo stanziamento di 154 milioni di euro per dimezzare già dal 2016 gli scarichi a mare, eliminandoli definitivamente entro il 2020. Il Gruppo Hera e il comune di Rimini, assieme a Amir e Romagna Acque, sono i protagonisti del più grande intervento di risanamento fognario in Italia predisponendo interventi su 11 condotte di acque reflue.</p>
<p class="MsoNormal">Sul dossier c’è spazio anche per presentare i <a href="http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_depurazione/articoli/pagina23.html">progetti di Hera</a> che ogni anno destina ai servizi idrici 100milioni di euro per la gestione e il miglioramento degli otre 14 mila km di rete fognaria e quasi 900 impianti di trattamento dei reflui, gestiti in 227 comuni. Fra gli esempi più importanti per quanto riguarda la fognatura e la depurazione si trova senz’altro il <a href="http://www.gruppohera.it/gruppo/attivita_servizi/telecontrollo/">Polo regionale di telecontrollo di Forlì</a> capace di monitorare 24 ore su 24 tutte le reti e gli impianti del ciclo idrico (dunque anche depuratori e fognature), gas e teleriscaldamento, gestendo in contemporanea l’attività del pronto intervento.</p>
<p class="MsoNormal">Tra le pagine del Dossier, si potrà anche conoscere la <a href="http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_depurazione/articoli/pagina27.html">storia delle reti fognarie</a>, i primi esempi di impianti e il positivo impatto sulla tutela della salute dei cittadini. Insieme a qualche esempio virtuoso e lungimirante di <a href="http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_depurazione/articoli/pagina25.html">riutilizzo delle acque reflue nel mondo</a>.</p>
<p class="MsoNormal">Diversi i contributi video con cui si arricchisce il Dossier: l’amministratore delegato del Gruppo Hera <a href="http://www.youtube.com/watch?v=fdda_nvfDj0">Maurizio Chiarini</a>, parlerà della situazione dell’Italia e le multe dell’Ue, in qualità di vicepresidente di Federutility; mentre il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il direttore generale Operations Roberto Barilli parleranno del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jCP5Ry23b-M">risanamento fognario di Rimini</a>. Infine, il direttore Acqua del Gruppo Hera <a href="http://www.youtube.com/watch?v=SD989_1Hhy4">Franco Fogacci</a> parlerà degli impianti Hera e del territorio emiliano-romagnolo.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Del Dossier Hera su fognature e depurazione, come già successo con quelli dedicati ad acqua, smart cities, teleriscaldamento e rifiuti, sarà pubblicata una sintesi sui principali quotidiani della regione e sulle loro edizioni web. Tutti i numeri del Dossier sono sempre consultabili on line, sul sito della multiutility (<a href="http://www.gruppohera.it/dossier">http://www.gruppohera.it/dossier</a>).</p>
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		<title>Fotovoltaico economico ed acqua pulita, grazie al biossido di titanio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/fotovoltaico-economico-ed-acqua-pulita-grazie-al-biossido-di-titanio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 15:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avere pannelli fotovoltaici piu&#8217; economici ed un&#8217;abbondante rifornimento di acqua pulita, potrebbe presto essere realta&#8217;, grazie ad un nuovo nanomateriale creato con il biossido di titanio Fotovoltaico economico ed acqua pulita grazie al biossido di titanio. E’ questo, in sintesi, il risultato raggiunto da alcuni ricercatori di Singapore, dell’Università della Tecnologia di Nanyang, che recentemente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-11356" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/03/images_igallery_resized_energia_biossido_di_titanio-7662-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Avere pannelli fotovoltaici piu&#8217; economici ed un&#8217;abbondante rifornimento di acqua pulita, potrebbe presto essere realta&#8217;, grazie ad un nuovo nanomateriale creato con il biossido di titanio</p>
<p>  <span id="more-11357"></span>  </p>
<p><strong>Fotovoltaico</strong> economico ed <strong>acqua pulita</strong> grazie al biossido di titanio. E’ questo, in sintesi, il risultato raggiunto da alcuni ricercatori di Singapore, dell’Università della Tecnologia di Nanyang, che recentemente hanno annunciato la scoperta di un nuovo nanomateriale multiuso, realizzato proprio grazie al biossido di titanio (una polvere cristallina incolore e presente abbondantemente in natura). Si tratta, in pratica, di materiale che, oltre ad essere impiegato nella costruzione di nuove <strong>celle solari</strong> flessibili e nella depurazione dell’<strong>acqua</strong>, è in grado di raddoppiare la durata di vita delle batterie a ioni di litio.</p>
<p>Per produrre <strong>energia pulita</strong> attraverso una tecnologia fotovoltaica più economica, i ricercatori, in particolare, avrebbero ‘trasformato’ il biossido di titanio in &nbsp;speciali nano-fibre, costituite da membrane filtranti ed elastiche per la realizzazione di nuove <strong>celle solari</strong>, flessibili e poco costose.</p>
<p>Per depurare l’<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a></strong> invece, il nuovo nanomateriale avrebbe la proprietà di accelerare una reazione chimica di osmosi inversa (ossia una sorta di filtraggio chimico) per desalinizzare le risorse idriche. Per quanto riguarda, infine, le batterie agli ioni di litio, il biossido di titanio permetterebbe di realizzare degli ‘accumulatori’ in grado di mantenere l&#8217;80% della loro capacità dopo circa 500 cicli di carica-scarica.</p>
<p>Il <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/fotovoltaico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fotovoltaico</a></strong> a prezzi economici ed un&#8217;abbondante approvvigionamento di <strong>acqua pulita</strong>, rappresentano, insieme, un importante obbiettivo da raggiungere nel campo della sostenibilità e forse, proprio l’uso di questo nuovo nanomateriale, sarà presto la ‘chiave tecnologica’ necessaria per vincere tali sfide.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
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		<title>L&#8217;acqua potabile si ottiene dalla luce solare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/lacqua-potabile-si-ottiene-dalla-luce-solare/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 16:54:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’acqua pulita si ottiene dalla luce solare, sfruttando un dispositivo di depurazione basato sulla tecnica Sodis e ideato dalla 14enne americana Deepika Kurup L’acqua potabile si può ottenere sfruttando la luce solare. E’ questo, in sintesi, il traguardo più rilevante raggiunto recentemente dalla 14enne americana Deepika Kurup, che ha inventato un nuovo sistema di depurazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-51944 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/02/bottle-2032980_1280.jpg" alt="acqua" width="800" height="441" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/02/bottle-2032980_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/02/bottle-2032980_1280-300x165.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2013/02/bottle-2032980_1280-768x423.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-10687" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/02/images_igallery_resized_ambiente_acqua-7221-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L’acqua pulita si ottiene dalla luce solare, sfruttando un dispositivo di depurazione basato sulla tecnica Sodis e ideato dalla 14enne americana Deepika Kurup</p>
<p><span id="more-10688"></span></p>
<p>L’<strong>acqua potabile</strong> si può ottenere sfruttando la <strong>luce solare</strong>. E’ questo, in sintesi, il traguardo più rilevante raggiunto recentemente dalla 14enne americana Deepika Kurup, che ha inventato un nuovo sistema di depurazione ad energia <strong>solare</strong> per disinfettare le acque contaminate. Si tratta, in pratica, di un dispositivo efficiente, economico, leggero e facile da usare, che sfrutta una nota tecnica di depurazione, denominata ‘SODIS’, per il trattamento dell’acqua attraverso l&#8217;utilizzo di luce solare e comuni bottiglie di plastica (PET).</p>
<p>L’<strong>acqua potabile</strong> che si ottiene grazie al sistema ideato dalla Kurup, si basa infatti su un processo fotocatalitico, ossia una reazione coadiuvata dalla <strong>luce</strong> che porta alla produzione di particolari composti chimici, i quali, trattati in un certo modo, sono in grado di uccidere i batteri presenti nell’acqua. In pratica, l’<strong>acqua</strong> contaminata viene messa in bottiglie di PET, modificate (rispetto alla versione classica della tecnica SODIS) con un particolare cilindro che accelera e rende più efficace il processo di fotocatalisi. In particolare, il cilindro, utilizzato come rivestimento interno della bottiglia, è composto da due sostanze attive, ossia il diossido di titanio e l’ossido di zinco, che, legati insieme da un sottilissimo strato di cemento e da alcune microsfere in vetro, fungono da riempitivo senza appesantire la struttura.</p>
<p>Ottenere <strong>acqua pulita</strong> da questo processo è, a questo punto, abbastanza semplice: grazie al composto ideato dalla Kurup, i raggi UV-A del sole riescono ad uccidere molto più rapidamente i batteri presenti nelle bottiglie. Ovviamente, tutto ciò è possibile perché la radiazione <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/energia-pulita-il-reattore-solare-che-produce-idrogeno-dallacqua" target="_blank" rel="noopener noreferrer">solare</a></strong>, anziché colpire direttamente l’<strong>acqua</strong> ed avviare, (con molta lentezza), il processo di fotocatalisi, riesce invece, con questo nuovo sistema, ad ‘accelerare’ il processo depurativo del liquido che, a contatto con le sostanze attive presenti nel composto, porta all’ossidazione rapida di tutti gli elementi nocivi all’interno della bottiglia.</p>
<p>L’<strong>acqua potabile</strong> ottenuta grazie all’invenzione della Kurup ha inoltre mostrato dei risultati sorprendenti: le analisi chimiche condotte sui liquidi reflui, prima e dopo il trattamento, hanno indicato che la concentrazione di coliformi (un tipo di batterio nocivo per la salute umana) è diminuita da 8000 unità a 50 in circa 8 ore e quella di escherichia coli (altro noto batterio), è passata da oltre 1000 a 0 in sole due ore.</p>
<p>L’<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a> pulita</strong> ottenuta grazie a questo processo rappresenta quindi una vera novità nel campo dei sistemi di disinfezione idrici a ‘basso costo’. Per ora Deepika, dopo aver vinto un premio da 25.000 dollari, ha dichiarato di voler richiedere un brevetto per la sua invenzione, sperando, in futuro, di diffonderla nei paesi con scarsità di <strong>acqua potabile</strong>, mediante una distribuzione senza scopo di lucro.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
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		<title>Negli Usa si beve acqua riciclata</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/negli-usa-si-beve-acqua-riciclata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 14:20:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negli Stati Uniti poco piu’ di un terzo della popolazione beve ancora acqua riciclata. Ecco perche’ la quantità d’acqua utilizzata dalla popolazione rimane invariata da tempo La notevole crescita demografica negli Stati Uniti fa aumentare la richiesta di acqua pulita, soprattutto per le esigenze abitative. Dagli anni Cinquanta gli abitanti sono raddoppiati raggiungendo i 300 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-8614" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/09/images_igallery_resized_ambientetest_rubinetto-5914-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Negli Stati Uniti poco piu’ di un terzo della popolazione beve ancora acqua riciclata. Ecco perche’ la quantità d’acqua utilizzata dalla popolazione rimane invariata da tempo</p>
<p>  <span id="more-8615"></span>  </p>
<p class="MsoBodyText">La notevole <strong>crescita demografica</strong> negli<strong> Stati Uniti</strong> fa aumentare la richiesta di <strong>acqua</strong> pulita, soprattutto per le esigenze abitative. Dagli anni Cinquanta gli abitanti sono raddoppiati raggiungendo i 300 milioni e si prevede che nel 2050 saranno 450 milioni. C’è anche una ridistribuzione dovuta ai flussi migratori che ha portato a uno spopolamento delle zone del nord più fredde e ricche d’acqua verso quelle più calde e desertiche ( Arizona, California, Florida, Nevada e Texas). Per sopportare&nbsp; questi ingenti flussi, le città negli anni si sono dovute adeguare con la costruzione di faraoniche infrastrutture: acquedotti, condotti e serbatoi. Gli stati interessati dalla desertificazione (Sunbelt) nella costa dell’ovest stanno tagliando i vecchi approvvigionamenti abbandonando e smantellando strutture come le dighe, i lunghi acquedotti del fiume Colorando e numerose gallerie. In questo modo stanno ricostituendo l’ambiente originario e sfruttando in modo alternativo questi impianti.</p>
<p class="MsoBodyText">La <strong>quantità d’<a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/crisi-idrica-alcune-soluzioni-contro-lo-spreco-di-acqua" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a></strong> utilizzata è rimasta sostanzialmente invariata nel corso degli anni, 795 milioni di metri cubi al giorno ma le esigenze sono cambiate. L’agricoltura e l’industria hanno acquisito elementi innovativi e tecnologici diminuendo notevolmente le loro necessità mentre al contrario le famiglie hanno triplicato la loro richiesta.</p>
<p class="MsoBodyText">Dal 1972, anno in cui fu varato il <strong>Water Clean Act</strong>, la prima legge federale sul controllo dell&#8217;<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/consumo-e-risparmio-di-acqua-italiani-sempre-piu-attenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">inquinamento delle acque</a></strong>, con 24 miliardi di dollari di finanziamenti, le città americane stanno cercando di recuperare quelle europee rispetto alla qualità dell’acqua e alla sua disinfezione, senza ancora esserci riuscite del tutto. Oggi poco più di un terzo della popolazione beve acqua riciclata proveniente da strutture trattate e allo stesso tempo però gli Stati Uniti sono ancora un paese ricco di comunità rurali che non hanno bisogno di acque purificate ma che si approvvigionano da pozzi e ruscelli. Un recente rapporto del National Research Council (NCR) chiarisce che i pericoli per la salute causati dalla presenza di agenti chimici nelle acque riciclate non sono superiori a quelli delle acque dei fiumi. Si è ipotizzato che si dovrebbero spendere 450 miliardi di dollari tra il 2002 e il 2020 per i lavori e il sostentamento degli investimenti.</p>
<p class="MsoBodyText">Chiara Palmieri</p>
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		<title>Acqua. Meno spreco per le industrie che la imbottigliano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/acqua-meno-spreco-per-le-industrie-che-la-imbottigliano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2012 06:33:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua di scarto]]></category>
		<category><![CDATA[acqua industria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il processo di imbottigliamento dell&#8217;acqua, come tutti i processi industriali, produce degli scarti. Ma ora una nuova tecnologia depurerà il 99% dell&#8217;acqua di scarto rendendola nuovamente utilizzabile Una soluzione al problema della scarsità delle risorse idriche nel mondo potrebbe presto arrivare grazie ad una recente scoperta. La General Electric ha infatti presentato i risultati di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-5448" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/03/images_igallery_resized_ambiente_download__1_-4105-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il processo di imbottigliamento dell&#8217;acqua, come tutti i processi industriali, produce degli scarti. Ma ora una nuova tecnologia depurerà il 99% dell&#8217;acqua di scarto rendendola nuovamente utilizzabile</p>
<p>  <span id="more-7399"></span>   </p>
<p class="MsoNormal">Una soluzione al problema della <strong>scarsità delle <a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/quanta-acqua-dolce-ce-sulla-terra" target="_blank" rel="noopener noreferrer">risorse idriche</a></strong> nel mondo potrebbe presto arrivare grazie ad una recente scoperta. La General Electric ha infatti presentato i risultati di una nuova tecnologia in grado di depurare oltre il 99% dell’acqua di scarto degli impianti di imbottigliamento nell’industria delle bevande. La nuova soluzione proposta dalla <strong>General Electric</strong> è stata battezzata con il nome di “AquaSel Non-Thermal Brine Concentrator” e potrebbe presto tradursi in un risparmio di miliardi di litri d’acqua ogni anno nel mondo, dato che interverrebbe direttamente sulla desalinizzazione dell’acqua scaricata nel processo di produzione delle bibite. Gran parte dell’acqua utilizzata durante il trattamento infatti (dal 15 al 25%), finisce per essere scartata durante il processo di trattamento come &#8220;salamoia&#8221; (un liquido ad alta concentrazione di sale).</p>
<p class="MsoNormal">L’impianto pilota della <strong>General Electric</strong> che depura l’<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/in-australia-manca-lacqua-e-crisi-idrica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a></strong> di scarto dell’imbottigliamento delle bibite è quindi riuscito a mettere in pratica una tecnica considerata fino ad ora dispendiosa sia in termini energetici che monetari, incrementando notevolmente l’efficienza del processo ‘depurativo’ grazie ad un particolare trattamento di desalinizzazione in grado di rimuovere il sale contenuto nella ‘salamoia’ e di rimettere in circolo l’acqua anche nella rete idrica nazionale, permettendo di far arrivare acqua pulita direttamente nei rubinetti.</p>
<p class="MsoNormal">&#8216;Miliardi di litri di <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-in-siria-gli-antichi-acquedotti-romani-combatteranno-la-siccita" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acqua</a></strong> utilizzabile vengono persi ogni giorno perché le tecnologie di trattamento d’acqua odierne hanno limiti tecnico-economici sulla quantità di acqua che può essere trattata e riutilizzata.&#8217; – Ha dichiarato recentemente Heiner Markhoff , Presidente di di <strong>General Electric</strong> Power &amp; Water. Secondo l’azienda, attraverso questo impianto innovativo si potrebbero recuperare, soltanto negli Stati Uniti, 113 milioni di litri di acqua al giorno od oltre 40 miliardi di litri all’anno.</p>
<p class="MsoNormal">(ml)</p>
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		<title>Mare, bocciate Campania, Abruzzo e Liguria</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jun 2012 13:40:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Acqua sporche e infettive in Campania, Abruzzo e Liguria: l’analisi di mari, laghi e fiumi denuncia la presenza di batteri&#160; Bocciate Campania, Abruzzo e Liguria per la qualità della acque di balneazione: mari, laghi e fiumi. Acque più pulite si trovano in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Basilicata, Sicilia e Sardegna. E&#8217; questa la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6814" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/06/images_igallery_resized_ambiente_ecologiae_5-4975-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Acqua sporche e infettive in Campania, Abruzzo e Liguria: l’analisi di mari, laghi e fiumi denuncia la presenza di batteri&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-6815"></span>  </p>
<p>Bocciate <strong>Campania</strong>, <strong>Abruzzo</strong> e <strong>Liguria</strong> per la qualità della <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-a-preoccupare-di-piu-sono-le-tecniche-di-sfruttamento-della-risorsa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acque</a> di balneazione</strong>: <strong>mari, laghi e fiumi</strong>. <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-in-italia-nel-2012-sprecati-126-miliardi-di-metri-cubi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Acque</a></strong> più<strong> pulite</strong> si trovano in <strong>Veneto</strong>, <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>, <strong>Emilia Romagna</strong>, <strong>Basilicata</strong>, <strong>Sicilia</strong> e <strong>Sardegna</strong>. E&#8217; questa la fotografia scattata dal rapporto 2012 sulle acque di balneazione, presentato al ministero della Salute e relativo ai dati della stagione balneare 2011.</p>
<p>Nelle regioni con la <strong>migliore qualità delle <a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-dallue-il-piano-per-salvare-le-risorse-idriche" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acque</a> balneabili</strong> si è infatti registrata una percentuale di non conformità ai valori obbligatori di salubrità delle acque stabiliti a livello europeo pari allo 0%. Al contrario, nelle regioni che registrano la <strong>qualità peggiore delle acque balneabili</strong>, la percentuale di non conformità ai valori obbligatori raggiunge il 2% nel caso della Campania, l&#8217;1,70% in Abruzzo e l&#8217;1,20% in Liguria.</p>
<p>La<strong> qualità delle <a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/acqua-potabile-se-siamo-informati-nessuno-puo-darcela-a-bere" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acque</a> balneabili</strong> è valutata sulla base di due indicatori microbiologici: la presenza o meno dei batteri Enterococchi intestinali ed Escherichia coli. La percentuale maggiore di acque &#8216;chiuse&#8217;, e dunque non balneabili, si registra in Campania (17,50%) e Abruzzo (15,30%). Seguono nella classifica delle &#8216;acque chiuse&#8217; le Marche (7,90%), la Calabria (3,80%), il Lazio (2,20%), la Liguria (0,50%) e la Sardegna (0,30%).</p>
<p>L&#8217;Italia, ricorda il Rapporto 2012, è il <strong>Paese europeo con il maggior numero di <a href="http://ambiente.ecoseven.net/acqua/un-centesimo-per-lacqua-favoriamo-laccesso-a-questa-risorsa-pubblica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acque</a> di balneazione</strong>: 5.549 totali (26,4%) nel 2011, di cui 4.902 acque marine (33,71%) e 647 acque interne (9,96%).&nbsp;</p>
<p>(fonte Ansa)</p>
<div>&nbsp;</div>
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